Dott.ssa
Francesca Farina
Psicologa
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Psicologa clinica
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sulle specializzazioni
Firenze 1 indirizzo
Esperienze
Sono la Dott.ssa Francesca Farina, Psicologa e specializzanda in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale presso la scuola Studi Cognitivi. Il mio approccio è empatico e orientato alla promozione del benessere mentale attraverso prevenzione e sostegno attivo.
Offro supporto psicologico mirato, accompagno la persona che lo richiede in un percorso individuale, un lavoro personalizzato che mira al cambiamentoMi occupo in particolare di:
Supporto psicologico individuale
Percorsi di crescita personale
Gestione ansia, stress e difficoltà emotive
Sostegno nei momenti di cambiamento
Prevenzione
Il percorso che propongo è uno spazio condiviso in cui imparare a leggere le proprie emozioni, attribuire senso alle esperienze e ritrovare capacità e punti di forza che, nei periodi più complessi, possono apparire lontani o offuscati.
Sostengo chi si rivolge a me nei passaggi delicati della vita, offrendo strumenti per conoscersi meglio, orientarsi nel proprio mondo interiore e sviluppare modalità pratiche ed efficaci per affrontare le sfide quotidiane. L'obiettivo è favorire una vita più armoniosa, consapevole e coerente con la propria identità.Propongo interventi su misura rivolti ad adulti, giovani adulti e ragazzi, costruiti tenendo conto dell'unicità di ogni persona.
Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia clinica
- Psicologia della salute
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Depressione
- Ansia
- Stress
- Autostima
- Dipendenza affettiva
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
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Colloquio psicologico individuale
60 € -
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Consulenza psicologica
60 € -
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Elaborazione dei traumi
60 € -
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Orientamento scolastico
60 € -
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Vle Francesco Redi, 59, Firenze 50144
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Recensioni
5 recensioni
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G
G.F.
Per quanto fossi titubante ad effettuare terapia online, la Dott.ssa Farina mi ha aiutato con successo a gestire i miei problemi di ansia.
• Studio di consulenza online • trattamento dello stress •
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R
Roberta
La Dottoressa Farina è molto professionale e gentile, nonostante l'impossibilità di vederci di persona, ha creato, anche online, un clima positivo e accogliente che mi ha fatto sentire a mio agio . Un grazie di cuore a lei...
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M
Martina F.
Gentilezza, disponibilità, competenza ed attenzione ai miei bisogni.
• Studio Dott.ssa Farina • consulenza psicologica •
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F
F. C.
Inizialmente ero scettica sulla terapia online, ma sin dalle primissime sedute la Dott.ssa Farina è riuscita a farmi sentire accolta e profondamente ascoltata, generando un legame terapeutico molto forte anche attraverso lo schermo. La consiglio vivamente
• Studio di consulenza online • trattamento dello stress •
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G
G.C.
Ho avuto il piacere di conoscere la dottoressa Francesca Farina per un mio problema ed’è stata meravigliosa, mi ha ascoltato e mi ha aiutato a risolvere il mio problema .
Grazie mille ancora• Studio Dott.ssa Farina • consulenza psicologica •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, ragazzo 14enne, 1 liceo.
Percorso scolastico buono, scelta libera da parte del ragazzo con approvazione dei docenti delle medue su Liceo Scientifico MA approccio con il L.S. in salita.
Difficoltà nelle verifiche scritte, frustrazione perche' nonostante lo studio e l impegno i voti di alcune naterie sono sempre insufficienti (dalle medie e uscito con il 9).
Il ragazzo ora e' demotivato e continua a dire che non c'è la fara'.
Quello che lui racconta e un blocco davanti a una verifica scritta.
Come affrontare tutto questo? Grazie.
Una nonna
Gentile, la preoccupazione per un nipote e per una sua eventuale difficoltà si sente ed è molto comprensibile.
Il passaggio dalle medie al liceo, soprattutto al Liceo Scientifico, è spesso impegnativo. È un cambiamento importante nei ritmi, nelle richieste e nel tipo di studio, e molti ragazzi vivono una fase iniziale “in salita”. Questo non significa che non ce la farà, ma che è in una fase di assestamento.
Le difficoltà scolastiche vanno sempre ben contestualizzate: a volte sono temporanee e legate all’adattamento, e possono risolversi con il tempo e con il potenziamento di capacità che il ragazzo ha già dimostrato di avere (non mi riferisco necessariamente ai voti). Per capire come aiutarlo davvero, sarebbe importante comprendere meglio: da quanto tempo si presentano queste difficoltà, quanto sono intense, e in quali materie o argomenti specifici emergono maggiormente, o in quali aree.
Per quanto riguarda il blocco durante le verifiche scritte: in questi casi il ragazzo può studiare anche molto, ma poi non riesce a esprimere ciò che sa. Questo è diverso da una mancanza di capacità.
È utile ricordare che le difficoltà scolastiche sono spesso la manifestazione visibile di altro: può trattarsi di metodo di studio da riorganizzare, di alcune lacune da colmare, di insicurezza, o anche di difficoltà nel chiedere aiuto. Non necessariamente indicano qualcosa di più grave o una diagnosi.
In questo percorso, l’équipe scolastica può essere un grande supporto: parlare con gli insegnanti può aiutare a raccogliere informazioni più precise e a costruire strategie condivise.
Anche la famiglia ha un ruolo fondamentale: rassicurarlo, valorizzare l’impegno più che il voto, aiutarlo a non identificarsi con l’insuccesso.
Con il giusto supporto e un po’ di tempo, molti ragazzi ritrovano fiducia e stabilità.
Buongiorno.
Scrivo perché preoccupata per la mia nipotina di 8 anni.
È una bimba molto attiva, e da sempre minuta.
Da qualche tempo, però, non riesce più a mangiare; a volte mangia qualche cucchiaiata, poi comincia a masticare a lungo facendo fatica a deglutire e mangiando quindi molto poco e lentamente.
Se qualcuno le fa pressione, si blocca completamente.
Questo comporta che a scuola, nei due giorni di rientro pomeridiano, praticamente non mangia; già faticava prima, perché il cibo non le era molto gradito, però ora salta il pasto, probabilmente perché si sente pressata dal tempo a disposizione.
Durante il giorno poi cerca sempre qualcosa da mangiare, grissini, formaggio tenero, gelato, yogurt ... ma sono ripieghi che non costituiscono una alimentazione completa.
Quando sente la bocca "troppo piena" non riesce a mandare giù il boccone, e chiede di sputarlo.
Lei dice di aver fame, ma di aver paura che il cibo la soffochi.
È una bambina che parla molto poco delle sue emozioni, ma una sera ha espresso anche la paura di morire durante la notte. Infine, durante una trasmissione TV si è vista un'ambulanza e ha chiesto di spegnere perché le faceva paura.
Con me ha inoltre confidato che non sopporta quando le chiedono se a scuola ha mangiato, cosa e quanto ha mangiato... Insomma, non vuole sentirsi "attenzionata" sull'argomento.
Specifico che le visite e gli esami medici non hanno riscontrato problemi fisici.
La preoccupazione è grande perché sta calando di peso velocemente, in un fisico che comunque era già leggermente sottopeso rispetto alla sua età.
Non riusciamo a capire cosa possa aver scatenato queste paure, sembra quasi abbia subito un trauma, ma non sappiamo a causa di che evento.
Come potremmo fare per aiutarla a superare questo momento, oltre a cercare di preparare quello che le piace, a distrarla in modo "allegro" mentre sta mangiando, a non farle pesare la nostra ansia (parlo anche per i genitori) nel momento dei pasti? Grazie mille.
Buongiorno,
la sua preoccupazione è assolutamente comprensibile, soprattutto vedendo una bambina così piccola che fatica a nutrirsi e perde peso. Allo stesso tempo, il fatto che intorno a lei ci sia una famiglia attenta, che si mobilita con sensibilità e desidera capire come aiutarla con delicatezza, è già una risorsa molto importante per la bambina.
La compromissione del peso corporeo può spaventare, ed è comprensibile che aumenti l’ansia di tutti. Proprio per questo, è importante considerare che la situazione richiede un’attenzione clinica: rivolgersi a un professionista della salute infantile (come uno psicologo dell’età evolutiva o un’équipe specializzata) può essere un passo molto utile.
Purtroppo, senza una valutazione diretta e un’anamnesi accurata, non è possibile dare indicazioni certe o individuare con precisione le cause. Tuttavia, un professionista potrà aiutare a comprendere meglio l’origine di queste paure e impostare un intervento mirato, soprattutto rispetto ai comportamenti fobici legati al timore di soffocare.
Nel frattempo, state già facendo cose molto importanti: non forzarla, evitare pressioni, cercare un clima sereno durante i pasti.
La cosa più importante è che la bambina non si senta sotto osservazione o giudicata, ma accompagnata e compresa.
Non siete soli in questa situazione: con il giusto supporto, questi momenti possono essere affrontati e superati.
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