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Esperienze

Dott. Daini Luca, iscritto all'Albo degli Psicologi della Toscana (n°10906).
Attualmente in formazione presso la scuola di psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale ASCCO junior, con focus specifico sull'età evolutiva.
Grazie ad una solida esperienza maturata, il mio intervento è rivolto specificatamente a pre-adolescenti (dagli 8-9 anni) e adolescenti, valorizzando sempre la collaborazione con le figure di riferimento.
Il mio studio è aperto anche ai giovani adulti con percorsi di supporto psicologico.

Accompagno le persone che ricevo nel loro percorso di crescita creando uno spazio sicuro dove potersi sentire accolti, tutelati e compresi.
Un percorso efficace deve necessariamente abbracciare i vari contesti di vita - famiglia, scuola, sport - perchè nessuno cresce da solo. Tutti gli ambienti di vita hanno un impatto importante sullo stato psicofisico di una persona: i problemi non risiedono intrinsecamente nell'individuo ma nascono da un blocco disfunzionale nelle dinamiche interazionali tra il soggetto e il suo ambiente.

Ricevo presso lo studio Studi Medici Fisiovision (via di Pratale 16, Pisa), considero la possibilità di svolgere sedute online
Per maggiori informazioni contattami:

Tel. +39 378 003 8693

Mail. daini.luca.psico@gmail.com

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia clinica

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Consulenza online

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Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    60 €

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Colloquio psicologico età evolutiva

    60 €

  • Consulenza psicologica

    60 €

  • Sostegno psicologico

    60 €

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Studi Medici Fisiovision

Via di Pratale 16, Pisa 56127

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

050 933...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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  • C

    Il Dott. Daini è un ottimo professionista. Mi sono sentita ascoltata e guidata. La sua attenzione ai dettagli, la sua empatia e la sua disponibilità sono qualità che fanno davvero la differenza. Grazie al suo supporto ho acquisito maggiore consapevolezza e strumenti concreti per affrontare le mie difficoltà. Lo consiglio vivamente.

     • Studio di consulenza online - Dott. Luca Daini colloquio psicologico clinico  • 

    Dott. Luca Daini

    Grazie C.


  • F

    Il dottor Daini ci è stato molto d’aiuto. Sa creare un clima di fiducia e sicurezza, rispettando i tempi emotivi del bambino, e accompagna anche noi i genitori con attenzione e chiarezza. Un professionista serio, umano e davvero consigliato.

     • Studi Medici Fisiovision counseling genitori/figli  • 

    Dott. Luca Daini

    Lieto di essere d'aiuto. Grazie F.


  • I

    Empatico e sensibile, ti fa sentire accolto. Grande aspetto umano oltre che professionale

     • Studi Medici Fisiovision consulenza psicologica  • 

    Dott. Luca Daini

    Grazie I.


  • S

    Gentile, preparato, disponibile, professionale, competente.

     • Studi Medici Fisiovision consulenza psicologica  • 

    Dott. Luca Daini

    Grazie S.


  • S

    Il dottore ha saputo mettermi a mio agio fin dal primo minuto. È un professionista di grande empatia, che sa ascoltare senza mai giudicare. Lo consiglio vivamente a chi cerca un ascolto umano oltre che professionale.

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    Dott. Luca Daini

    Grazie mille Sebastiano.


  • M

    Molto competente, puntuale ed empatico. Ha trattato la mia difficoltà con grande professionalità

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    Dott. Luca Daini

    Grazie M.
    Lieto di esserti stato d'aiuto


  • A

    Mi sono imbattuta nel profilo del Dottor Daini per caso e mi ha da subito trasmesso fiducia e competenza. Ho deciso di iniziare con lui questo percorso e ha confermato e superato le mie aspettative. Professionista competente, empatico e molto preparto. Lo consiglio a chiunque stia attraversando un momento di difficoltà!

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    Dott. Luca Daini

    Grazie mille A.


  • S

    Psicologo professionale e disponibile, con un approccio rispettoso e attento alla persona. Sa ascoltare con cura e lavorare in modo chiaro e competente. Lo consiglio a chi cerca un supporto serio e affidabile.

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    Dott. Luca Daini

    Grazie delle belle parole S.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve dottori,
vi scrivo per condividere una sensazione che sto vivendo in questi giorni, anche in vista del lavoro che sto già portando avanti in psicoterapia.
Sono un ragazzo di 20 anni, quasi 21, e da alcuni mesi sto affrontando un periodo di ansia, soprattutto legata alle sensazioni fisiche e all’iperattivazione del sistema nervoso. Sto seguendo un percorso con una psicologa, con cui sto lavorando in particolare sulla tolleranza delle sensazioni e sull’evitamento.
Negli ultimi giorni ho notato un miglioramento dell’ansia: mi sveglio più sereno, con molta meno attivazione fisica rispetto al passato, e riesco a svolgere le mie attività quotidiane (uscire, stare con amici, mangiare) con maggiore continuità.
Accanto a questo miglioramento, però, sto sperimentando una sensazione nuova per me: non ansia vera e propria, ma un tono dell’umore un po’ basso, una sorta di “vuoto” o stanchezza emotiva. Non è una tristezza intensa né costante, e non è accompagnata da pensieri negativi marcati, ma è comunque una sensazione che noto e che mi incuriosisce, perché diversa dall’ansia a cui ero abituato.
Mi chiedevo se questa fase potesse essere compatibile con una riduzione dell’iperallerta dopo un periodo prolungato di stress e tensione, e se rientri in un normale processo di assestamento mentre si lavora sull’ansia in psicoterapia.
Non scrivo per cercare rassicurazioni, ma per avere un inquadramento generale e capire meglio cosa sto osservando, così da affrontarlo con maggiore consapevolezza insieme alla mia psicologa.
Cordiali saluti

Buonasera. Quella che descrive in realtà è una sensazione abbastanza comune. L'ansia è una risposta adattiva dell'organismo a situazioni percepite come pericolose; il problema nasce quando avviene una ipersensibilizzazione per cui il nostro corpo si attiva cronicamente in risposta a situazioni oggettivamente non rischiose. Si crea un (dis)equilibrio in cui il corpo si abitua a stare in ansia in presenza di alte concentrazioni di cortisolo, l'ormone che consente di prelevare risorse dalle riserve energetiche e di sopprimere il sistema immunitario in modo da affrontare il pericolo al massimo delle proprie capacità. Il punto è che il lavoro che sta svolgendo insieme alla sua psicologa sta riportando il sistema a una condizione e ad un equilibrio fisiologico più sani, ma il repertorio ansioso che ha mantenuto nel passato ha avuto un costo. È un po' come se fosse andato in bancarotta energetica: durante lo stress il corpo preleva tutte le energie dal conto in banca e, se questo prelievo viene mantenuto nel tempo, il conto va in rosso. Ciò che sta attraversando potrebbe essere la fase necessaria per ripristinare le energie e tornare in positivo.

Dott. Luca Daini

Buonasera Gentili Dottori e Buon inizio di un Nuovo Anno. Stavo con un uomo piu' grande di me di 15 anni..io ho 30 anni, uomo con cui pensavo ci potesse essere una relazione seria ma ho capito tempo dopo che per lui era solo una relazione fisica,.nessun sentimento, a differenza dei miei sentimenti...l'ho capito per una situazione spiacevole creata da me per cui ora mi sento in colpa, penso di aver rovinato tutto..in quel periodo mia madre stava molto male (scoperto una brutta malattia e dopo qualche mese è morta) ma dopo aver avuto un rapporto fisico con quest' uomo, gli confidai di mia madre, della mia preoccupazione credendo di ricevere da parte sua parole di conforto, un abbraccio ma invece si era come trasformato; con un tono infastidito, mi disse: "allora pensa a tua mamma, falla contenta, mi spiace per tua mamma; se vuoi possiamo continuare a parlare come facevamo prima, io mi trovavo bene a parlare con te, ho raccontato a te cose che non ho mai raccontato a nessuno, se non mi vuoi piu' salutare non mi salutare nemmeno.
Ho sbagliato, e' stato un impulso, colpa del lavoro, sono stato un cretino, io che sono più grande di te" .Lui parlava velocemente mentre io non riuscivo a dire niente perché mi ero accorta che quando provavo a pronunciare qualche parola, avevo la voce rotta e cercavo di trattenere le lacrime ma non riuscivo..In realtà nei suoi occhi leggevo altro rispetto a questo suo discorso sconnesso, incomprensibile..Sicuramente ho sbagliato il momento, forse l'ho ferito involontariamente e magari lui aveva altri problemi in testa e sono stata insensibile..ho deciso di confidarmi con lui data la nostra intimità e mi sentivo bene con lui. Dopo un anno da tutto ciò in cui non c'è stato più niente, nessun contatto, nessun rapporto, ci siamo rincontrati per caso ma si è comportato facendo l'indifferente ( penso che sia peggio dell'odio) abbassando la testa nel passare vicino a me, evitandomi e trattandomi da estranea..è come se mi volesse punire..di sua iniziativa non mi ha detto neanche un ciao, sono stata io a dirgli "ciao" dopo aver esitato per un po' nel trovarmelo di fronte a me..lui penso sorpreso nel rivedermi, ha solo risposto "ciao".. avrei voluto chiedergli come stesse ma ho avuto paura che si infastidisse..io non riesco a provare odio nonostante quell' episodio..mi è dispiaciuto questo suo comportamento..non so più che pensare, come comportarmi..Vi ringrazio per il vostro parere ed aiuto.

Buongiorno. Dalle sue parole mi sembra di notare una certa asimmetria nel rapporto con il suo precedente partner: lei si apre parlando di un momento molto delicato come quello della malattia di sua madre e, dall'altro lato, riceve chiusura; questo nonostante si aspettasse di essere accolta e ascoltata, così come lei stessa ha fatto con lui in passato. I rapporti sentimentali si basano su una certa reciprocità emotiva. Da ciò che scrive, mi sembra di capire che provi senso di colpa per essersi aperta, ma in una coppia che funziona solitamente coesistono momenti di ascolto vero per entrambi i partner.
'Sicuramente ho sbagliato il momento, forse l'ho ferito involontariamente e magari lui aveva altri problemi in testa e sono stata insensibile.' Provi a leggere questa frase come osservatrice esterna: chi pensa abbia ferito chi? Chi è stato insensibile?

Riguardo al momento del saluto, in cui avrebbe voluto chiedergli come stesse, credo sia una domanda del tutto legittima da fare ad una persona che, comunque, per un periodo è stata importante per lei. Non può certo controllare la reazione degli altri ma credo che, soprattutto nella situazione da lei raccontata, il fatto che lui potesse poi sentirsi infastidito riguarderebbe lui e non lei. Tenga presente che una comunicazione assertiva, quindi l'esprimere pensieri, emozioni e sentimenti nel rispetto degli altri, è una comunicazione che nel lungo termine promuove il benessere delle persone. Inoltre, è giusto che una persona si prenda la responsabilità di ciò che dice accettando le possibili conseguenze del proprio comportamento; ma nel caso da lei raccontato, mi sembra che lei si stia assumendo le responsabilità del comportamento del suo partner. Il fatto che lui abbassi la testa, risponda male o cerchi di evitarla è un suo comportamento, legato a suoi pensieri, emozioni e vissuti che magari sono anche in risposta a sue azioni, ma non per questo lei deve farsi carico delle conseguenze. In questo modo fa il gioco delle persone che usano una comunicazione aggressiva (di cui fa parte anche la manipolazione), le quali hanno proprio lo scopo di suscitare senso di colpa negli altri.

Dott. Luca Daini

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