Buonasera, mio figlio (5 anni) non è mai stato particolarmente affettuoso con nessuno, nemmeno con m
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Buonasera, mio figlio (5 anni) non è mai stato particolarmente affettuoso con nessuno, nemmeno con me che sono la madre. Non è un bambino che dà baci ma abbraccia (solo me e il padre). Io inizialmente insistevo per avere un suo bacio ma man mano, leggendo e documentandomi, ho capito che non bisogna mai forzare qualcosa. Così l’ho lasciato libero di darmi baci quando e se vorrà, senza nessuna costrizione. Qualche settimana fa è avvenuto il miracolo (durato poco), ha cominciato a darmi dei baci sulla guancia (solo a me e senza farsi vedere da nessuno, nemmeno dal padre) .. dopo circa una settimana quella fase “affettuosa” è finita e ok, l’ho accettata e la rispetto . Ieri eravamo a pranzo dai miei suoceri (che non fanno altro che forzare mio figlio a dar loro baci e abbracci, senza riuscita) e mio suocero ha iniziato a “ricattarlo” dicendo che se mio figlio non gli avesse dato un bacio, lui gli avrebbe tolto il piatto davanti. Mio figlio era in evidente disagio perché aveva la guancia di mio suocero davanti il viso e capivo che voleva solo che quel momento finisse. Anche mia suocera ha dei modi particolari, lo stringe e lo blocca per baciarlo e lui nn vede l’ora di liberarsi. Come devo far capire ai miei suoceri che devono rispettare gli spazi di mio figlio ? Che nn devono forzarlo a fare qualcosa che nn gli va? Gli ho già fatto il discorso ma sembra che nn vogliano capire. Dopo questo episodio ho preso mio figlio e gli ho spiegato che lui non deve mai fare una cosa che non vuole fare, che se non dà i baci va benissimo e nessuno può forzarlo. Mio suocero ha concluso dicendo che mio figlio ha “qualche problema” anche perché si rifiuta di salutarli quando va via da casa loro. Ci sono rimasta molto male, non credo sia un commento opportuno e da nonno.
Buongiorno,
Inizio con il sottolineare come la direzione che ha intrapreso, del rispetto dei confini corporei e dell'educazione al consenso, che sta impartendo a suo figlio è molto importante. Comprendo anche la frustrazione nel non vedere rispettati, da parte degli altri, i desideri che lei ha espresso, ritengo che la sua difficoltà sia comprensibile. Spesso è difficile far accettare questo tipo di scelta soprattutto se è molto in contrasto con quella delle persone che ha accanto. Magari sarebbe possibile sottolineare come vi siano diverse modalità di salutare e che se il contatto fisico non è la preferita da suo figlio questo deve essere rispettato, accettando di salutare in modo differente.
Inizio con il sottolineare come la direzione che ha intrapreso, del rispetto dei confini corporei e dell'educazione al consenso, che sta impartendo a suo figlio è molto importante. Comprendo anche la frustrazione nel non vedere rispettati, da parte degli altri, i desideri che lei ha espresso, ritengo che la sua difficoltà sia comprensibile. Spesso è difficile far accettare questo tipo di scelta soprattutto se è molto in contrasto con quella delle persone che ha accanto. Magari sarebbe possibile sottolineare come vi siano diverse modalità di salutare e che se il contatto fisico non è la preferita da suo figlio questo deve essere rispettato, accettando di salutare in modo differente.
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Buon pomeriggio signora, sono la dottoressa Tropea Federica, per risponderle brevemente mi sembra che lei stia facendo una cosa molto importante ovvero quella di rispettare i confini corporei di suo figlio. È un segnale di buona educazione emotiva, non un problema. Il punto importante su cui riflettere e agire qui non è suo figlio, ma il comportamento dei nonni: forzature, ricatti o contenimento fisico possono creare disagio e associazioni negative con il contatto. Se continuano, è legittimo intervenire nel momento stesso (“Fermiamoci, non è a suo agio”) e fare da protezione attiva. A 5 anni le manifestazioni affettive possono essere differenti e transitare da uno stato ad un altro. Cerchi di tutelare suo figlio, parlandogli e facendogli sapere che lei è una base sicura su cui poter contare e se c'è qualcosa che non va, anche con cui potersi confidare. Infine, capisco che quel commento l’abbia ferita, è stato inappropriato se effettivamente le ha detto così. Ma rispettare i propri confini non è un problema, è una competenza sana. Rimanga centrata su questo e continui a tutelarlo come sta già facendo. Resto a sua disposizione, buona giornata.
Buongiorno signora, capisco la sua fatica a gestire le richieste insistenti dei suoceri verso il suo bambino che, probabilmente, più si sentirà obbligato a dare baci e abbracci più bloccherà la sua voglia di scambiare effusioni con gli altri. Lei ha fatto bene a dire a suo figlio che non deve fare una cosa che non vuole fare. Le chiedo se il padre di vostro figlio può parlare direttamente con i suoi genitori per spiegare che il bimbo non se la sente di dare i baci e che ha bisogno di tempo per riuscire a farlo. Forse è meglio che sia lui e non lei a parlare con loro. Se non fosse possibile parlare con i nonni penso che, per un periodo, sia meglio diminuire la loro frequentazione al fine di non esporre il vostro bambino a troppe pressioni e ricatti emotivi; purtroppo questo tipo di situazioni non aiutano i bambini a crescere. Lavoro da molti anni con le famiglia e ho incontrato numerose situazioni come la sua. Comprendo che non sia facile ma è meglio mettere al centro dell'attenzione suo figlio e rassicurare i nonni che, anche se un po' meno, vedranno ugualmente il loro nipote.
Gentilissima, grazie per aver espresso la sua preoccupazione.
Suo figlio sembra essere molto consapevole dei limiti che non desidera superare, ed è normale che preferisca il contatto fisico solo con alcuni rispetto ad altri. Come già state facendo, è importante rispettare i suoi tempi e i suoi desideri. Evidentemente con voi si concede di più proprio perché si sente sicuro.
Con i nonni, può essere utile esplicitare in modo fermo ma non accusatorio che il rispetto dei suoi tempi non ostacola la relazione, ma anzi la rende più autentica. Non è facile comunicare aspetti che toccano sfere come quella dell'affettività, specialmente quando ciò richiede comunicare dei limiti.
Tenga a mente anche ciò che è importante per lei e quello che ritiene meglio per suo figlio: il fatto che abbia preso del tempo per comunicargli che è lui a decidere quando e se concedere affetto fisico è un segno di grande cura.
Vi auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Suo figlio sembra essere molto consapevole dei limiti che non desidera superare, ed è normale che preferisca il contatto fisico solo con alcuni rispetto ad altri. Come già state facendo, è importante rispettare i suoi tempi e i suoi desideri. Evidentemente con voi si concede di più proprio perché si sente sicuro.
Con i nonni, può essere utile esplicitare in modo fermo ma non accusatorio che il rispetto dei suoi tempi non ostacola la relazione, ma anzi la rende più autentica. Non è facile comunicare aspetti che toccano sfere come quella dell'affettività, specialmente quando ciò richiede comunicare dei limiti.
Tenga a mente anche ciò che è importante per lei e quello che ritiene meglio per suo figlio: il fatto che abbia preso del tempo per comunicargli che è lui a decidere quando e se concedere affetto fisico è un segno di grande cura.
Vi auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Buonasera, quello che ha fatto con suo figlio è esattamente nella direzione giusta, e merita di essere riconosciuto: ha rispettato i suoi tempi, non lo ha forzato e gli ha trasmesso un messaggio fondamentale, cioè che il suo corpo è suo e che può dire no. Questo è un insegnamento preziosissimo.
Suo figlio non ha nulla che non va. Ci sono bambini più espansivi fisicamente e altri più riservati, e questo rientra pienamente nella normalità. Il fatto che abbracci lei e il padre indica che il legame affettivo c’è, semplicemente lo esprime a modo suo e con chi si sente davvero a suo agio. Anche quel momento in cui ha iniziato spontaneamente a darle dei baci, per poi smettere, è tipico: i bambini fanno piccoli passi avanti e indietro nella loro espressività, soprattutto quando si sentono liberi e non obbligati.
La situazione con i nonni invece è delicata, perché quello che descrive non è solo “insistenza”, ma una vera invasione dei suoi confini. Il ricatto con il cibo o il bloccarlo fisicamente per ottenere un bacio non solo lo mette in difficoltà, ma rischia anche di insegnargli che deve fare qualcosa che non vuole per compiacere gli altri o evitare conseguenze. Ed è proprio l’opposto di quello che lei, giustamente, sta cercando di costruire.
Il commento di suo suocero sul fatto che suo figlio abbia “qualche problema” nasce molto probabilmente da una mentalità diversa, in cui l’affetto si esprimeva in modo più imposto e meno rispettoso dei confini. Ma questo non lo rende corretto, né tantomeno accettabile.
A questo punto è importante essere chiari e fermi, più che spiegare ancora. Non serve convincerli, serve stabilire un limite. Può dirlo in modo semplice ma deciso: che suo figlio non deve essere forzato a dare baci o abbracci, che non è un problema se non lo fa e che lei interviene quando vede che viene messo a disagio. Se dovessero ripetersi situazioni come quella del pranzo, è importante intervenire subito, anche davanti a loro, per proteggere suo figlio, ad esempio dicendo che può mangiare tranquillamente e che non deve dare nessun bacio se non vuole.
Quello che ha fatto dopo, parlando con lui e rassicurandolo, è altrettanto importante, perché gli ha dato uno spazio sicuro in cui sentirsi compreso. Continui così, perché è proprio questo che nel tempo costruisce sicurezza e fiducia.
Suo figlio non ha un problema, sta solo mostrando chiaramente i suoi confini. E il suo compito, come sta già facendo, è proteggerli anche quando gli altri fanno fatica a capirli. Se vuole, possiamo anche trovare insieme delle frasi precise e modi pratici per gestire queste situazioni con i nonni senza arrivare ogni volta allo scontro, ma mantenendo comunque il limite.
Suo figlio non ha nulla che non va. Ci sono bambini più espansivi fisicamente e altri più riservati, e questo rientra pienamente nella normalità. Il fatto che abbracci lei e il padre indica che il legame affettivo c’è, semplicemente lo esprime a modo suo e con chi si sente davvero a suo agio. Anche quel momento in cui ha iniziato spontaneamente a darle dei baci, per poi smettere, è tipico: i bambini fanno piccoli passi avanti e indietro nella loro espressività, soprattutto quando si sentono liberi e non obbligati.
La situazione con i nonni invece è delicata, perché quello che descrive non è solo “insistenza”, ma una vera invasione dei suoi confini. Il ricatto con il cibo o il bloccarlo fisicamente per ottenere un bacio non solo lo mette in difficoltà, ma rischia anche di insegnargli che deve fare qualcosa che non vuole per compiacere gli altri o evitare conseguenze. Ed è proprio l’opposto di quello che lei, giustamente, sta cercando di costruire.
Il commento di suo suocero sul fatto che suo figlio abbia “qualche problema” nasce molto probabilmente da una mentalità diversa, in cui l’affetto si esprimeva in modo più imposto e meno rispettoso dei confini. Ma questo non lo rende corretto, né tantomeno accettabile.
A questo punto è importante essere chiari e fermi, più che spiegare ancora. Non serve convincerli, serve stabilire un limite. Può dirlo in modo semplice ma deciso: che suo figlio non deve essere forzato a dare baci o abbracci, che non è un problema se non lo fa e che lei interviene quando vede che viene messo a disagio. Se dovessero ripetersi situazioni come quella del pranzo, è importante intervenire subito, anche davanti a loro, per proteggere suo figlio, ad esempio dicendo che può mangiare tranquillamente e che non deve dare nessun bacio se non vuole.
Quello che ha fatto dopo, parlando con lui e rassicurandolo, è altrettanto importante, perché gli ha dato uno spazio sicuro in cui sentirsi compreso. Continui così, perché è proprio questo che nel tempo costruisce sicurezza e fiducia.
Suo figlio non ha un problema, sta solo mostrando chiaramente i suoi confini. E il suo compito, come sta già facendo, è proteggerli anche quando gli altri fanno fatica a capirli. Se vuole, possiamo anche trovare insieme delle frasi precise e modi pratici per gestire queste situazioni con i nonni senza arrivare ogni volta allo scontro, ma mantenendo comunque il limite.
Buonasera mi spiace molto per questa situazione ma penso che già aver rassicurato suo figlio e parlato (cosa che continuerei a fare ripetutamente) lo avrà fatto sentire accettato. Proverei anche a spiegargli semplicemente che i nonni insistono perché gli vogliono bene e non sanno altri modi per dimostrarlo ma che gli vogliono bene sempre.
D altra parte continuerei a parlare ai nonni ribadendo l importanza di mantenere dei limiti perché non tutti hanno la stessa modalità di dimostrare affetto e non serve forzare perché avvenga. Anche noi quando siamo costretti a fare qualcosa non siamo sempre contenti (fare esempi e aiutarli a mettersi nei panni di tuo figlio può aiutare a capire). Ovviamente non è scontato che comprendano e quindi il continuare a tutelare tuo figlio è la priorità magari anche intervenendo quando accadono di queste minacce perché così lui si sente tutelato e difeso almeno dalla mamma. A costo di cambiare discorso o essere assertiva mostrando anche rabbia per questo comportamento. Tuo figlio non è ancora in grado di difendersi e ha bisogno di acquistare sicurezza almeno nelle persone che gli stanno vicino sentendosi tutelato da un adulto.
Spero possa risolversi quanto prima.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Casumaro Giada
D altra parte continuerei a parlare ai nonni ribadendo l importanza di mantenere dei limiti perché non tutti hanno la stessa modalità di dimostrare affetto e non serve forzare perché avvenga. Anche noi quando siamo costretti a fare qualcosa non siamo sempre contenti (fare esempi e aiutarli a mettersi nei panni di tuo figlio può aiutare a capire). Ovviamente non è scontato che comprendano e quindi il continuare a tutelare tuo figlio è la priorità magari anche intervenendo quando accadono di queste minacce perché così lui si sente tutelato e difeso almeno dalla mamma. A costo di cambiare discorso o essere assertiva mostrando anche rabbia per questo comportamento. Tuo figlio non è ancora in grado di difendersi e ha bisogno di acquistare sicurezza almeno nelle persone che gli stanno vicino sentendosi tutelato da un adulto.
Spero possa risolversi quanto prima.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Casumaro Giada
Ti abbraccio virtualmente, perché capisco quanto possa essere doloroso vedere il proprio bambino forzato nei suoi confini e, allo stesso tempo, sentirsi giudicate come madri da commenti così fuori luogo.
In un'ottica sistemico-relazionale, la tua famiglia è un insieme di "mondi" con regole diverse. Ecco come leggere questa dinamica per proteggere tuo figlio senza spezzare i legami:
I Confini del Corpo (Integrità del Sé): Hai fatto una cosa straordinaria rispettando i suoi tempi. Quel "miracolo" dei baci spontanei è avvenuto proprio perché lui si è sentito sicuro. Nella visione sistemica, il bambino impara a fidarsi del mondo se sente di avere il controllo sul proprio corpo. Forzarlo significa insegnargli che i suoi bisogni non contano rispetto a quelli degli altri: tu lo stai proteggendo da questo messaggio sbagliato.
Il Conflitto di Lealtà: Tuo figlio si trova in un incastro difficile. Ama i nonni, ma il loro modo di invadere il suo spazio lo mette in allarme. Il "ricatto" del nonno o il blocco fisico della nonna creano un cortocircuito: il bambino percepisce l'affetto non come un dono, ma come un obbligo o una moneta di scambio.
La Funzione del Sintomo (Il non-saluto): Il fatto che non voglia salutarli non è un "problema" del bambino, ma una reazione del sistema. È il suo unico modo per mettere una distanza di sicurezza da persone che percepisce come intrusive. Non è maleducazione, è auto-tutela.
La Danza delle Generazioni: I nonni spesso appartengono a una generazione in cui l'obbedienza e le manifestazioni esterne di affetto erano obbligatorie. Per loro, il rifiuto del nipote è vissuto come un fallimento personale, che proiettano su di lui chiamandolo "problema". È una loro fragilità, non una mancanza di tuo figlio.
Cosa puoi fare concretamente?
Hai già fatto la cosa più importante: hai rassicurato tuo figlio. Ora, per far capire ai suoceri il tuo punto di vista, potresti provare a spostare il focus dal "non baciatelo" al "conoscetelo":
Fai da scudo in tempo reale: Quando avviene il ricatto o il blocco fisico, intervieni con dolcezza ma fermezza: "Sappiamo che gli volete bene, ma lui esprime l'affetto giocando o stando vicino, non con i baci. Se lo forziamo, si chiude ancora di più e noi vogliamo che venga da voi con gioia, vero?"
Proteggi l'autostima di tuo figlio: Se ripetono che ha dei "problemi", rispondi con calma: "Lui sta benissimo, ha solo una grande sensibilità per i suoi spazi. Noi rispettiamo questo suo tratto perché lo rende un bambino consapevole di sé."
Alleanza con il partner: È fondamentale che tuo marito sia allineato con te. In un sistema familiare, la voce del "figlio" (tuo marito) spesso arriva ai nonni in modo più diretto e meno conflittuale rispetto a quella della "nuora".
Senti che tuo marito riesce a sostenerti in questa posizione di difesa del bambino, o si sente in difficoltà nel contrapporsi ai suoi genitori?
In un'ottica sistemico-relazionale, la tua famiglia è un insieme di "mondi" con regole diverse. Ecco come leggere questa dinamica per proteggere tuo figlio senza spezzare i legami:
I Confini del Corpo (Integrità del Sé): Hai fatto una cosa straordinaria rispettando i suoi tempi. Quel "miracolo" dei baci spontanei è avvenuto proprio perché lui si è sentito sicuro. Nella visione sistemica, il bambino impara a fidarsi del mondo se sente di avere il controllo sul proprio corpo. Forzarlo significa insegnargli che i suoi bisogni non contano rispetto a quelli degli altri: tu lo stai proteggendo da questo messaggio sbagliato.
Il Conflitto di Lealtà: Tuo figlio si trova in un incastro difficile. Ama i nonni, ma il loro modo di invadere il suo spazio lo mette in allarme. Il "ricatto" del nonno o il blocco fisico della nonna creano un cortocircuito: il bambino percepisce l'affetto non come un dono, ma come un obbligo o una moneta di scambio.
La Funzione del Sintomo (Il non-saluto): Il fatto che non voglia salutarli non è un "problema" del bambino, ma una reazione del sistema. È il suo unico modo per mettere una distanza di sicurezza da persone che percepisce come intrusive. Non è maleducazione, è auto-tutela.
La Danza delle Generazioni: I nonni spesso appartengono a una generazione in cui l'obbedienza e le manifestazioni esterne di affetto erano obbligatorie. Per loro, il rifiuto del nipote è vissuto come un fallimento personale, che proiettano su di lui chiamandolo "problema". È una loro fragilità, non una mancanza di tuo figlio.
Cosa puoi fare concretamente?
Hai già fatto la cosa più importante: hai rassicurato tuo figlio. Ora, per far capire ai suoceri il tuo punto di vista, potresti provare a spostare il focus dal "non baciatelo" al "conoscetelo":
Fai da scudo in tempo reale: Quando avviene il ricatto o il blocco fisico, intervieni con dolcezza ma fermezza: "Sappiamo che gli volete bene, ma lui esprime l'affetto giocando o stando vicino, non con i baci. Se lo forziamo, si chiude ancora di più e noi vogliamo che venga da voi con gioia, vero?"
Proteggi l'autostima di tuo figlio: Se ripetono che ha dei "problemi", rispondi con calma: "Lui sta benissimo, ha solo una grande sensibilità per i suoi spazi. Noi rispettiamo questo suo tratto perché lo rende un bambino consapevole di sé."
Alleanza con il partner: È fondamentale che tuo marito sia allineato con te. In un sistema familiare, la voce del "figlio" (tuo marito) spesso arriva ai nonni in modo più diretto e meno conflittuale rispetto a quella della "nuora".
Senti che tuo marito riesce a sostenerti in questa posizione di difesa del bambino, o si sente in difficoltà nel contrapporsi ai suoi genitori?
Quello che descrive non è un “problema” di suo figlio, ma una sua competenza sana: sta esprimendo confini corporei chiari. A 5 anni è un segnale evolutivo positivo, non una difficoltà.
Il punto critico, invece, è il contesto: quando un bambino viene forzato (ricatti, blocchi fisici, insistenze), impara che il suo “no” non conta. E questo, sul piano psicologico, è molto più rilevante del fatto che dia o meno un bacio.
Con i nonni serve una posizione netta e non negoziabile:
“Non deve dare baci se non vuole. Vi chiedo di rispettarlo.”
Detto con calma, ma senza aperture.
Lei ha già fatto un ottimo lavoro nel rispettarlo. Proprio per questo, un breve percorso psicologico genitoriale potrebbe aiutarla molto: non perché ci sia qualcosa che non va, ma per darle strumenti ancora più efficaci nel gestire queste dinamiche familiari e nel proteggere i confini emotivi di suo figlio senza creare tensioni.
A volte bastano pochi incontri per fare una grande differenza. Se vuole, posso orientarla meglio su come impostarlo.
Il punto critico, invece, è il contesto: quando un bambino viene forzato (ricatti, blocchi fisici, insistenze), impara che il suo “no” non conta. E questo, sul piano psicologico, è molto più rilevante del fatto che dia o meno un bacio.
Con i nonni serve una posizione netta e non negoziabile:
“Non deve dare baci se non vuole. Vi chiedo di rispettarlo.”
Detto con calma, ma senza aperture.
Lei ha già fatto un ottimo lavoro nel rispettarlo. Proprio per questo, un breve percorso psicologico genitoriale potrebbe aiutarla molto: non perché ci sia qualcosa che non va, ma per darle strumenti ancora più efficaci nel gestire queste dinamiche familiari e nel proteggere i confini emotivi di suo figlio senza creare tensioni.
A volte bastano pochi incontri per fare una grande differenza. Se vuole, posso orientarla meglio su come impostarlo.
Buonasera,
nelle sue parole si sente una grande attenzione verso suo figlio, come se stesse cercando di mettersi in ascolto del suo modo di essere, senza sovrapporgli aspettative esterne. Non è un passaggio così scontato: richiede una certa sensibilità riuscire a fermarsi e a riconoscere che anche un bambino può avere un proprio ritmo, un proprio modo di esprimere l’affetto.
Racconta di un bambino che non rifiuta il contatto in sé, ma che sembra scegliere quando e con chi concederlo. Il fatto che abbracci lei e il padre, e che a un certo punto abbia iniziato spontaneamente a darle dei baci — per quanto in modo riservato e temporaneo — sembra parlare di una capacità affettiva presente, ma che ha bisogno di sentirsi libera per potersi esprimere.
Quel momento che definisce quasi un “miracolo” potrebbe forse essere pensato non tanto come qualcosa che arriva all’improvviso, ma come qualcosa che trova spazio quando non è richiesto, quando non è atteso, quando non è sotto pressione.
Nel racconto della scena con i nonni, invece, sembra emergere una dinamica molto diversa, quasi opposta. Lì dove c’è insistenza, richiesta, persino ricatto, sembra che il gesto affettivo perda il suo carattere spontaneo e diventi qualcosa da ottenere, da esigere. E in questo passaggio, ciò che per il bambino è un’espressione personale rischia di trasformarsi in qualcosa da subire.
Viene da pensare a quanto possa essere stato difficile, per suo figlio, trovarsi in quella situazione, ma anche a cosa si sia mosso dentro di lei nel vederlo così. Forse non solo dispiacere per lui, ma anche una sensazione di non essere ascoltata come madre, nel suo modo di stare accanto a suo figlio.
A volte, quando si incontrano modi diversi di intendere l’affetto, non è solo una questione di “capire o non capire”, ma di visioni profonde che si scontrano: da una parte l’idea che il bambino debba adattarsi, dall’altra quella che il bambino possa essere rispettato nei suoi tempi e nei suoi confini.
Il commento di suo suocero, in questo senso, sembra aver toccato qualcosa di delicato, forse non solo per ciò che dice, ma per ciò che implicitamente mette in discussione.
Forse può essere interessante restare su questo: su cosa rappresenta per lei il modo in cui suo figlio esprime l’affetto, e su cosa sente importante proteggere in lui. Non tanto nel tentativo di convincere gli altri, ma nel riconoscere e mantenere una posizione interna che le appartiene.
Se queste situazioni continuano a generare tensione o la mettono in difficoltà, potrebbe essere uno spazio che merita di essere pensato anche in un contesto più protetto, dove poter esplorare come stare in queste dinamiche senza sentirsi sola o in contrasto continuo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa
nelle sue parole si sente una grande attenzione verso suo figlio, come se stesse cercando di mettersi in ascolto del suo modo di essere, senza sovrapporgli aspettative esterne. Non è un passaggio così scontato: richiede una certa sensibilità riuscire a fermarsi e a riconoscere che anche un bambino può avere un proprio ritmo, un proprio modo di esprimere l’affetto.
Racconta di un bambino che non rifiuta il contatto in sé, ma che sembra scegliere quando e con chi concederlo. Il fatto che abbracci lei e il padre, e che a un certo punto abbia iniziato spontaneamente a darle dei baci — per quanto in modo riservato e temporaneo — sembra parlare di una capacità affettiva presente, ma che ha bisogno di sentirsi libera per potersi esprimere.
Quel momento che definisce quasi un “miracolo” potrebbe forse essere pensato non tanto come qualcosa che arriva all’improvviso, ma come qualcosa che trova spazio quando non è richiesto, quando non è atteso, quando non è sotto pressione.
Nel racconto della scena con i nonni, invece, sembra emergere una dinamica molto diversa, quasi opposta. Lì dove c’è insistenza, richiesta, persino ricatto, sembra che il gesto affettivo perda il suo carattere spontaneo e diventi qualcosa da ottenere, da esigere. E in questo passaggio, ciò che per il bambino è un’espressione personale rischia di trasformarsi in qualcosa da subire.
Viene da pensare a quanto possa essere stato difficile, per suo figlio, trovarsi in quella situazione, ma anche a cosa si sia mosso dentro di lei nel vederlo così. Forse non solo dispiacere per lui, ma anche una sensazione di non essere ascoltata come madre, nel suo modo di stare accanto a suo figlio.
A volte, quando si incontrano modi diversi di intendere l’affetto, non è solo una questione di “capire o non capire”, ma di visioni profonde che si scontrano: da una parte l’idea che il bambino debba adattarsi, dall’altra quella che il bambino possa essere rispettato nei suoi tempi e nei suoi confini.
Il commento di suo suocero, in questo senso, sembra aver toccato qualcosa di delicato, forse non solo per ciò che dice, ma per ciò che implicitamente mette in discussione.
Forse può essere interessante restare su questo: su cosa rappresenta per lei il modo in cui suo figlio esprime l’affetto, e su cosa sente importante proteggere in lui. Non tanto nel tentativo di convincere gli altri, ma nel riconoscere e mantenere una posizione interna che le appartiene.
Se queste situazioni continuano a generare tensione o la mettono in difficoltà, potrebbe essere uno spazio che merita di essere pensato anche in un contesto più protetto, dove poter esplorare come stare in queste dinamiche senza sentirsi sola o in contrasto continuo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa
Buongiorno signora, suo figlio è un bambino e va protetto. Ha avuto un'ottima intuizione nel capire che costringere una manifestazione di affetto non è utile a nessuno e non sarebbe spontanea. Trasmetta a suo figlio l'importanza del rispetto del suo corpo, e dei confini che nessuno può valicare se lui non lo consente. Questo va fatto anche a costo di allontanare suo figlio da persone che non riescono a capire l'importanza di questo aspetto. Il non voler salutare mi sembra una reazione più che coerente da parte di suo figlio, che alla sua tenera età, reagisce ancora basandosi sull'istinto (che ha sempre ragione). Un saluto.
Quello che descrivi non parla di un “problema” di tuo figlio, ma di un bambino che sta esprimendo con chiarezza i propri confini corporei, ed è una competenza molto importante alla sua età.
Nella tua storia emerge una cosa preziosa: tu hai fatto un passaggio da “chiedere affetto” a “rispettare i suoi tempi”. Questo gli ha permesso, anche se per poco, di avvicinarsi spontaneamente. Quel momento dei baci sembra raccontare che la capacità c’è, ma ha bisogno di sicurezza e libertà.
Quando i nonni insistono o ricattano, il messaggio che arriva al bambino è che il suo “no” non vale, e questo può aumentare il rifiuto o il disagio. Non è quindi sorprendente che lui si irrigidisca ancora di più.
Con i tuoi suoceri potresti spostare la conversazione dal “carattere di vostro nipote” al “rispetto del suo corpo”, dicendo qualcosa come: per noi è importante che impari che può dire no, anche agli adulti, e che l’affetto deve essere spontaneo.
Allo stesso tempo, puoi dare a tuo figlio alternative: salutare con la mano, dire ciao, fare un sorriso. Così non è un rifiuto della relazione, ma un modo diverso di stare in contatto.
Mi colpisce anche il commento di tuo suocero: forse parla più della sua difficoltà a sentirsi rifiutato che di tuo figlio.
Nella tua storia emerge una cosa preziosa: tu hai fatto un passaggio da “chiedere affetto” a “rispettare i suoi tempi”. Questo gli ha permesso, anche se per poco, di avvicinarsi spontaneamente. Quel momento dei baci sembra raccontare che la capacità c’è, ma ha bisogno di sicurezza e libertà.
Quando i nonni insistono o ricattano, il messaggio che arriva al bambino è che il suo “no” non vale, e questo può aumentare il rifiuto o il disagio. Non è quindi sorprendente che lui si irrigidisca ancora di più.
Con i tuoi suoceri potresti spostare la conversazione dal “carattere di vostro nipote” al “rispetto del suo corpo”, dicendo qualcosa come: per noi è importante che impari che può dire no, anche agli adulti, e che l’affetto deve essere spontaneo.
Allo stesso tempo, puoi dare a tuo figlio alternative: salutare con la mano, dire ciao, fare un sorriso. Così non è un rifiuto della relazione, ma un modo diverso di stare in contatto.
Mi colpisce anche il commento di tuo suocero: forse parla più della sua difficoltà a sentirsi rifiutato che di tuo figlio.
Buongiorno, assecondare i bisogni e le necessità di suo figlio è la cosa da fare. La sua reazione è stata adeguata e protettiva nei confronti di suo figlio. Talvolta è difficile per le altre persone, anche se sono i nonni, sintonizzarsi suoi bisogni di un bambino. Con molta pazienza lei e suo marito continuate a spiegar loro come comportarsi col bimbo, non demorda!
Buongiorno,
quanto descrive è comprensibilmente delicato. Ogni bambino ha il proprio modo di esprimere affetto e i suoi confini devono essere rispettati. I commenti dei suoceri possono generare disagio e non indicano problemi del bambino. Può essere indicato avviare un percorso psicologico, sia per sostenere suo figlio nel mantenere i propri confini, sia per accompagnarla nella gestione delle dinamiche familiari.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
quanto descrive è comprensibilmente delicato. Ogni bambino ha il proprio modo di esprimere affetto e i suoi confini devono essere rispettati. I commenti dei suoceri possono generare disagio e non indicano problemi del bambino. Può essere indicato avviare un percorso psicologico, sia per sostenere suo figlio nel mantenere i propri confini, sia per accompagnarla nella gestione delle dinamiche familiari.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno,
da ciò che racconti sembra che tu stia cercando di rispettare molto i tempi e i confini di tuo figlio, e questo è già un aspetto importante. Non tutti i bambini esprimono l’affetto nello stesso modo: alcuni sono più fisici, altri più riservati. Il fatto che abbracci te e il papà e che, anche se per un periodo breve, abbia iniziato spontaneamente a darti dei baci indica che la sua capacità di esprimere affetto c’è, ma segue i suoi tempi e il suo modo.
Forzare un bambino a dare baci o abbracci, soprattutto attraverso pressioni o “ricatti”, può metterlo in difficoltà perché tocca il tema dei confini del corpo e della libertà di scegliere come esprimere l’affetto. In questo senso il messaggio che gli hai dato – cioè che può dire di no e che il suo corpo gli appartiene – è molto sano e protettivo.
Con i nonni può essere utile spiegare con calma che vostro figlio non rifiuta loro come persone, ma semplicemente non ama dimostrare l’affetto in quel modo. Potresti anche proporre alternative (un saluto con la mano, un “batti cinque”, un abbraccio quando lo desidera lui) così che possano sentirsi comunque coinvolti senza che lui si senta forzato.
Il commento sul fatto che possa avere “qualche problema”, da ciò che descrivi, sembra più nascere da aspettative diverse degli adulti che da una reale difficoltà del bambino. Se però nel tempo dovessi notare altre fatiche nelle relazioni o nell’espressione delle emozioni, parlarne con un professionista potrebbe aiutare a fare maggiore chiarezza e a sentirti più tranquilla.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da ciò che racconti sembra che tu stia cercando di rispettare molto i tempi e i confini di tuo figlio, e questo è già un aspetto importante. Non tutti i bambini esprimono l’affetto nello stesso modo: alcuni sono più fisici, altri più riservati. Il fatto che abbracci te e il papà e che, anche se per un periodo breve, abbia iniziato spontaneamente a darti dei baci indica che la sua capacità di esprimere affetto c’è, ma segue i suoi tempi e il suo modo.
Forzare un bambino a dare baci o abbracci, soprattutto attraverso pressioni o “ricatti”, può metterlo in difficoltà perché tocca il tema dei confini del corpo e della libertà di scegliere come esprimere l’affetto. In questo senso il messaggio che gli hai dato – cioè che può dire di no e che il suo corpo gli appartiene – è molto sano e protettivo.
Con i nonni può essere utile spiegare con calma che vostro figlio non rifiuta loro come persone, ma semplicemente non ama dimostrare l’affetto in quel modo. Potresti anche proporre alternative (un saluto con la mano, un “batti cinque”, un abbraccio quando lo desidera lui) così che possano sentirsi comunque coinvolti senza che lui si senta forzato.
Il commento sul fatto che possa avere “qualche problema”, da ciò che descrivi, sembra più nascere da aspettative diverse degli adulti che da una reale difficoltà del bambino. Se però nel tempo dovessi notare altre fatiche nelle relazioni o nell’espressione delle emozioni, parlarne con un professionista potrebbe aiutare a fare maggiore chiarezza e a sentirti più tranquilla.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buongiorno! Quello che mi sento di dirle, in linea generale, è che ha già dimostrato una grande risorsa: ha saputo osservare suo figlio, riconoscere il suo disagio e modificare spontaneamente il suo comportamento per rispettare i suoi tempi. Questo è ciò che permette a un bambino di crescere sentendosi visto, accolto e libero di esprimersi senza la paura di deludere.
A cinque anni è del tutto normale che alcuni bambini siano più selettivi nelle manifestazioni affettive. Fa parte del loro temperamento e del processo con cui stanno costruendo autonomia, confini e senso di sé. In questa fase dello sviluppo, molti bambini scelgono quando, come e con chi mostrare affetto, e forzarli può generare chiusura, non apertura.
In situazioni come quella con i suoi suoceri, però, è importante ricordare che è molto difficile, se non impossibile, cambiare il pensiero o il comportamento di qualcuno, soprattutto quando quella persona non è disponibile ad ascoltare o a mettersi in discussione. Insistere rischierebbe di essere controproducente sia per lei che per suo figlio. Ed è proprio per questo che il passo più importante lo ha già fatto: ha rinforzato le sue risorse, ha difeso i suoi spazi e gli ha insegnato a proteggere bisogni, autonomia e confini.
Con i nonni potrebbe provare a condividere la sua esperienza personale: raccontare come inizialmente anche lei desiderasse più affetto, come questo la facesse soffrire, e come la sua presa di coscienza ,riguardo il rispetto dei tempi del bambino e la comprensione delle sue modalità, abbia portato spontaneamente a un gesto affettuoso da parte di suo figlio, anche se sporadico. Questo può aiutarli a comprendere che il rispetto genera apertura, mentre la pressione genera distanza.
Qualora avesse bisogno di approfondire ulteriormente, rimango a disposizione. In caso contrario, spero di esserle stata d’aiuto e le auguro il meglio per la sua famiglia.
A cinque anni è del tutto normale che alcuni bambini siano più selettivi nelle manifestazioni affettive. Fa parte del loro temperamento e del processo con cui stanno costruendo autonomia, confini e senso di sé. In questa fase dello sviluppo, molti bambini scelgono quando, come e con chi mostrare affetto, e forzarli può generare chiusura, non apertura.
In situazioni come quella con i suoi suoceri, però, è importante ricordare che è molto difficile, se non impossibile, cambiare il pensiero o il comportamento di qualcuno, soprattutto quando quella persona non è disponibile ad ascoltare o a mettersi in discussione. Insistere rischierebbe di essere controproducente sia per lei che per suo figlio. Ed è proprio per questo che il passo più importante lo ha già fatto: ha rinforzato le sue risorse, ha difeso i suoi spazi e gli ha insegnato a proteggere bisogni, autonomia e confini.
Con i nonni potrebbe provare a condividere la sua esperienza personale: raccontare come inizialmente anche lei desiderasse più affetto, come questo la facesse soffrire, e come la sua presa di coscienza ,riguardo il rispetto dei tempi del bambino e la comprensione delle sue modalità, abbia portato spontaneamente a un gesto affettuoso da parte di suo figlio, anche se sporadico. Questo può aiutarli a comprendere che il rispetto genera apertura, mentre la pressione genera distanza.
Qualora avesse bisogno di approfondire ulteriormente, rimango a disposizione. In caso contrario, spero di esserle stata d’aiuto e le auguro il meglio per la sua famiglia.
Gentile mamma,
comprendo profondamente il suo stato d'animo. Leggendo le sue parole si percepisce chiaramente il senso di protezione verso suo figlio e il dispiacere per non essersi sentita ascoltata e rispettata nel suo ruolo di genitore.
È ammirevole il percorso che ha fatto: passare dall'insistenza al rispetto dei tempi del suo bambino è un atto d’amore immenso; l'affetto non si estorce, si coltiva nel rispetto.
Per prima cosa vorrei sottolineare e chiarire che suo figlio non ha "qualche problema"; ha semplicemente un modo tutto suo di esprimere l'affetto e un forte bisogno di confini personali. Il fatto che abbia iniziato a darle baci spontaneamente quando ha smesso di chiederli è la prova che il suo approccio funziona.
Insegnare a un bambino di 5 anni che può dire "no" a un contatto fisico non richiesto è un dono prezioso per la sua crescita. Lo protegge e lo rende un individuo consapevole. Quello che lei ha fatto spiegandogli che non è obbligato a baciare nessuno è corretto e lo aiuterà a sviluppare una sana autostima.
Spesso le generazioni precedenti vedono il bacio come un "dovere" di cortesia, senza rendersi conto che forzarlo è una forma di prevaricazione. Se il dialogo non ha funzionato, potrebbe provare a proporre alternative, ad esempio:
suggerisca al bambino e ai nonni modi diversi per salutarsi che non prevedano il contatto fisico forzato (un "cinque", un saluto con la mano, o un disegno portato da casa). Se i suoi suoceri continueranno ad avere ugualmente un comportamento poco adeguato, provi a farsi aiutare da suo marito: infondo sono i suoi genitori e potrebbero prendere più in considerazione queste alternative se fossero richieste da lui stesso.
È normale rimanerci male per il commento di suo suocero. Ricordi però che quel commento parla della loro frustrazione e della loro incapacità di connettersi con il nipote in modo empatico, non delle reali capacità o della salute di suo figlio.
Continui a fidarsi del suo istinto e del legame che sta costruendo con il suo bambino. La pazienza che sta dimostrando oggi sarà la base della fiducia che lui avrà in lei (e in se stesso) domani.
Un caro augurio.
comprendo profondamente il suo stato d'animo. Leggendo le sue parole si percepisce chiaramente il senso di protezione verso suo figlio e il dispiacere per non essersi sentita ascoltata e rispettata nel suo ruolo di genitore.
È ammirevole il percorso che ha fatto: passare dall'insistenza al rispetto dei tempi del suo bambino è un atto d’amore immenso; l'affetto non si estorce, si coltiva nel rispetto.
Per prima cosa vorrei sottolineare e chiarire che suo figlio non ha "qualche problema"; ha semplicemente un modo tutto suo di esprimere l'affetto e un forte bisogno di confini personali. Il fatto che abbia iniziato a darle baci spontaneamente quando ha smesso di chiederli è la prova che il suo approccio funziona.
Insegnare a un bambino di 5 anni che può dire "no" a un contatto fisico non richiesto è un dono prezioso per la sua crescita. Lo protegge e lo rende un individuo consapevole. Quello che lei ha fatto spiegandogli che non è obbligato a baciare nessuno è corretto e lo aiuterà a sviluppare una sana autostima.
Spesso le generazioni precedenti vedono il bacio come un "dovere" di cortesia, senza rendersi conto che forzarlo è una forma di prevaricazione. Se il dialogo non ha funzionato, potrebbe provare a proporre alternative, ad esempio:
suggerisca al bambino e ai nonni modi diversi per salutarsi che non prevedano il contatto fisico forzato (un "cinque", un saluto con la mano, o un disegno portato da casa). Se i suoi suoceri continueranno ad avere ugualmente un comportamento poco adeguato, provi a farsi aiutare da suo marito: infondo sono i suoi genitori e potrebbero prendere più in considerazione queste alternative se fossero richieste da lui stesso.
È normale rimanerci male per il commento di suo suocero. Ricordi però che quel commento parla della loro frustrazione e della loro incapacità di connettersi con il nipote in modo empatico, non delle reali capacità o della salute di suo figlio.
Continui a fidarsi del suo istinto e del legame che sta costruendo con il suo bambino. La pazienza che sta dimostrando oggi sarà la base della fiducia che lui avrà in lei (e in se stesso) domani.
Un caro augurio.
Gentile,
Da ciò che racconta emerge chiaramente la sua attenzione e sensibilità nel rispettare i tempi e i bisogni di suo figlio: questo è un aspetto molto prezioso nella relazione con i bambini.
È importante rassicurarla su un punto fondamentale: il comportamento di suo figlio è assolutamente nella norma. Non tutti i bambini esprimono l’affetto nello stesso modo o con la stessa intensità. Alcuni sono più espansivi, altri più riservati; alcuni prediligono il contatto fisico, altri lo selezionano con maggiore cautela. Il fatto che abbracci lei e il padre indica che è capace di creare legami affettivi, ma lo fa secondo le sue modalità e i suoi tempi.
Ha fatto molto bene a non forzarlo e a lasciargli libertà: questo favorisce un senso di sicurezza e rispetto del proprio corpo, che è un valore fondamentale nello sviluppo emotivo.
Per quanto riguarda i nonni, ciò che descrive può risultare per suo figlio invasivo e potenzialmente fonte di disagio. Il “ricatto” legato al cibo o il contenimento fisico per ottenere un bacio non sono modalità educative adeguate e rischiano di trasmettere al bambino un messaggio confusivo: che per essere accettato debba oltrepassare i propri limiti.
Rispetto a come comunicare con i suoi suoceri, può essere utile adottare una modalità chiara, ferma ma non conflittuale, ad esempio:
• Esplicitare che non si tratta di mancanza di educazione, ma di rispetto dei confini del bambino.
• Sottolineare che forzarlo può ottenere l’effetto opposto, aumentando il rifiuto.
• Proporre alternative: un saluto con la mano, un sorriso, un “ciao” verbale.
• Se necessario, intervenire nel momento in cui accade, dicendo con calma qualcosa come:
“Preferiamo che sia lui a scegliere come salutare, grazie.”
È importante anche ciò che ha già fatto: parlare con suo figlio e rassicurarlo che ha diritto a dire di no. Questo è un insegnamento molto importante per il suo sviluppo, anche in ottica di tutela personale.
Per quanto riguarda il commento del nonno (“ha qualche problema”), comprendo il suo dispiacere: è una frase poco appropriata e non supportata da ciò che descrive. Con le informazioni attualmente disponibili, non è possibile definire se questa modalità di esprimere l’affetto sia semplicemente una preferenza caratteriale oppure l’indicatore di altro.
Qualora fossero presenti altri segnali (ad esempio difficoltà relazionali più ampie, marcata chiusura in diversi contesti, assenza di reciprocità emotiva, o un disagio significativo e persistente), potrebbe essere utile valutare un approfondimento con un professionista. In assenza di tali elementi, invece, quanto descrive appare compatibile con una variabilità individuale nel modo di esprimere l’affettività.
In sintesi, la direzione che sta seguendo è corretta: continuare a rispettare suo figlio e, parallelamente, proteggere i suoi spazi anche nelle relazioni familiari, fungendo da riferimento e da “voce” per lui quando necessario.
Resto a disposizione, se desidera approfondire.
Da ciò che racconta emerge chiaramente la sua attenzione e sensibilità nel rispettare i tempi e i bisogni di suo figlio: questo è un aspetto molto prezioso nella relazione con i bambini.
È importante rassicurarla su un punto fondamentale: il comportamento di suo figlio è assolutamente nella norma. Non tutti i bambini esprimono l’affetto nello stesso modo o con la stessa intensità. Alcuni sono più espansivi, altri più riservati; alcuni prediligono il contatto fisico, altri lo selezionano con maggiore cautela. Il fatto che abbracci lei e il padre indica che è capace di creare legami affettivi, ma lo fa secondo le sue modalità e i suoi tempi.
Ha fatto molto bene a non forzarlo e a lasciargli libertà: questo favorisce un senso di sicurezza e rispetto del proprio corpo, che è un valore fondamentale nello sviluppo emotivo.
Per quanto riguarda i nonni, ciò che descrive può risultare per suo figlio invasivo e potenzialmente fonte di disagio. Il “ricatto” legato al cibo o il contenimento fisico per ottenere un bacio non sono modalità educative adeguate e rischiano di trasmettere al bambino un messaggio confusivo: che per essere accettato debba oltrepassare i propri limiti.
Rispetto a come comunicare con i suoi suoceri, può essere utile adottare una modalità chiara, ferma ma non conflittuale, ad esempio:
• Esplicitare che non si tratta di mancanza di educazione, ma di rispetto dei confini del bambino.
• Sottolineare che forzarlo può ottenere l’effetto opposto, aumentando il rifiuto.
• Proporre alternative: un saluto con la mano, un sorriso, un “ciao” verbale.
• Se necessario, intervenire nel momento in cui accade, dicendo con calma qualcosa come:
“Preferiamo che sia lui a scegliere come salutare, grazie.”
È importante anche ciò che ha già fatto: parlare con suo figlio e rassicurarlo che ha diritto a dire di no. Questo è un insegnamento molto importante per il suo sviluppo, anche in ottica di tutela personale.
Per quanto riguarda il commento del nonno (“ha qualche problema”), comprendo il suo dispiacere: è una frase poco appropriata e non supportata da ciò che descrive. Con le informazioni attualmente disponibili, non è possibile definire se questa modalità di esprimere l’affetto sia semplicemente una preferenza caratteriale oppure l’indicatore di altro.
Qualora fossero presenti altri segnali (ad esempio difficoltà relazionali più ampie, marcata chiusura in diversi contesti, assenza di reciprocità emotiva, o un disagio significativo e persistente), potrebbe essere utile valutare un approfondimento con un professionista. In assenza di tali elementi, invece, quanto descrive appare compatibile con una variabilità individuale nel modo di esprimere l’affettività.
In sintesi, la direzione che sta seguendo è corretta: continuare a rispettare suo figlio e, parallelamente, proteggere i suoi spazi anche nelle relazioni familiari, fungendo da riferimento e da “voce” per lui quando necessario.
Resto a disposizione, se desidera approfondire.
Gentilissima, concordo con lei e mi complimento per essersi posta delle domande ed essersi documentata. A nessuno piace essere forzato nel fare qualcosa, figuriamoci se include un contatto fisico che non vogliamo avere. Ricevere baci da suo figlio non gratifica lui, che sta ampiamente comunicando che non ha nessun piacere a farlo, ma gratifica chi, forzatamente e tramite ricatto, li vorrebbe ricevere. Dimostrare di voler bene a qualcuno non passa solo attraverso baci e carezze, ed evidentemente suo figlio, in questo momento, preferisce altre modalità di stare in relazione con voi genitori e con i nonni. Non demorda nel far rispettare agli altri la volontà di suo figlio, e se vorrà potrà dire lui stesso di no. I nonni sono adulti e hanno tutti gli strumenti per capire e mettere in primo piano i bisogni del nipote.
Buonasera,
quello che descrive è una situazione abbastanza comune: ogni bambino ha il proprio modo e il proprio ritmo nell’esprimere affetto. Alcuni bambini, come suo figlio, non sono naturalmente portati a dare baci o abbracci a chiunque, e questo non indica di per sé un problema. È importante rispettare i loro tempi e la loro volontà, proprio come sta facendo lei, evitando di forzarli o “ricattarli” emotivamente.
Quando altri familiari cercano di imporre gesti affettuosi, il bambino può sentirsi a disagio, come è avvenuto, e ciò può generare stress o ansia. In questi casi, è utile:
Ribadire con calma ma con fermezza che suo figlio non deve fare nulla che non voglia fare;
Dare ai suoceri esempi chiari e concreti, spiegando che il rifiuto non significa mancanza di amore, ma semplicemente un bisogno di spazio personale;
Proteggere il bambino durante i momenti in cui si sente forzato, come ha già fatto prendendolo con sé;
Evitare giudizi sui comportamenti del bambino davanti a lui, perché possono incidere sulla sua autostima e sul senso di sicurezza.
Ogni bambino sviluppa in modo diverso la propria espressività affettiva. È comprensibile che suo suocero interpreti il rifiuto come “problema”, ma è importante ricordare che il rispetto dei confini personali è fondamentale, soprattutto a questa età.
Se desidera approfondire strategie pratiche per comunicare con i suoceri e supportare suo figlio nello sviluppo di relazioni sicure e rispettose, può essere molto utile rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è una situazione abbastanza comune: ogni bambino ha il proprio modo e il proprio ritmo nell’esprimere affetto. Alcuni bambini, come suo figlio, non sono naturalmente portati a dare baci o abbracci a chiunque, e questo non indica di per sé un problema. È importante rispettare i loro tempi e la loro volontà, proprio come sta facendo lei, evitando di forzarli o “ricattarli” emotivamente.
Quando altri familiari cercano di imporre gesti affettuosi, il bambino può sentirsi a disagio, come è avvenuto, e ciò può generare stress o ansia. In questi casi, è utile:
Ribadire con calma ma con fermezza che suo figlio non deve fare nulla che non voglia fare;
Dare ai suoceri esempi chiari e concreti, spiegando che il rifiuto non significa mancanza di amore, ma semplicemente un bisogno di spazio personale;
Proteggere il bambino durante i momenti in cui si sente forzato, come ha già fatto prendendolo con sé;
Evitare giudizi sui comportamenti del bambino davanti a lui, perché possono incidere sulla sua autostima e sul senso di sicurezza.
Ogni bambino sviluppa in modo diverso la propria espressività affettiva. È comprensibile che suo suocero interpreti il rifiuto come “problema”, ma è importante ricordare che il rispetto dei confini personali è fondamentale, soprattutto a questa età.
Se desidera approfondire strategie pratiche per comunicare con i suoceri e supportare suo figlio nello sviluppo di relazioni sicure e rispettose, può essere molto utile rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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