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Esperienze

Sono uno psicoterapeuta ad orientamento Analitico Transazionale e credo profondamente nell’importanza di una relazione terapeutica basata sull’empatia, sull’ascolto autentico e sul rispetto della storia di ogni persona. Accompagno chi si sente smarrito, in difficoltà o sta attraversando un momento di sofferenza emotiva, offrendo uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio.

Nel mio lavoro mi occupo di disturbi d’ansia, crisi personali, lutto, difficoltà di coppia e problematiche legate alle relazioni interpersonali, sostenendo le persone nel dare senso alle proprie esperienze e nel ritrovare equilibrio e consapevolezza.

Da molti anni mi occupo in particolare delle difficoltà psicologiche vissute dalle persone della comunità LGBT+, legate all’orientamento sessuale, all’identità di genere e ai percorsi di auto-accettazione. Il mio approccio è inclusivo, attento e sensibile alle differenze, con l’obiettivo di sostenere ogni persona nel ritrovare equilibrio, consapevolezza e benessere.

Se senti il bisogno di un supporto psicologico, puoi contattarmi.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia analitica transazionale
Psicoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia analitica transazionale
  • Psicologia clinica-dinamica
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  • Psicologo clinico
  • Terapia di gruppo
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Dott. Claudio Mazzella

Via Giovanni Battista Morgagni, 6a, Pochi metri dalla fermata metro Policlinico, Roma 00161

Il mio studio è un luogo inclusivo e privo di pregiudizi

18/03/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    65 €

  • Colloquio psicoterapeutico

    65 €

  • Psicoterapia online

    65 €

  • Psicoterapia di gruppo

    50 €

  • Psicoterapia di coppia

    90 €

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Studio privato Dott. Claudio Mazzella

Via Giovanni Battista Morgagni, 6a, Pochi metri dalla fermata metro Policlinico, Roma 00161

Disponibilità

Telefono

06 8587...
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7 recensioni

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  • A

    Ottimo professionista, si distingue per la grande empatia e professionalità. Super consigliato

     • Studio privato Dott. Claudio Mazzella psicoterapia individuale  • 

  • A

    Ho 62 anni e mi sono rivolta a questo psicologo mentre cercavo di uscire da una relazione tossica che aveva minato la mia autostima ed equilibrio.
    Attraverso l’Analisi Transazionale ho scoperto strumenti concreti per comprendere meglio me stessa. Ho imparato a riconoscere le dinamiche relazionali che tendevo a ripetere e a capire da dove nascevano gli schemi che mi facevano soffrire.
    Con grande professionalità, empatia e capacità di ascolto, il mio terapeuta mi ha accompagnata verso una maggiore consapevolezza. Mi ha aiutata a mettere confini sani, a rafforzare il mio “Adulto”, a dare voce ai miei bisogni autentici e a ritrovare il mio valore.
    Non è stato un percorso semplice, ma mi sono sempre sentita accolta e mai giudicata. Oggi mi sento più forte, più centrata e libera da dinamiche che per anni avevano condizionato la mia vita.
    Sono profondamente grata per il lavoro fatto insieme e lo consiglio a chi desidera intraprendere un percorso bserio e trasformativo di crescita personale.

     • Studio privato Dott. Claudio Mazzella  • 

  • D

    Mi sono rivolta al dottor Mazzella in un momento di crisi in cui mi sentivo bloccata, con empatia e professionalità mi ha profondamente aiutato ha ritrovare l l'equilibrio e dare risposta a domande che mi facevo da tempo. È stata un'esperienza umana intensa, per quale sono profondamente grata.

     • Studio privato Dott. Claudio Mazzella  • 

  • O

    Ottimo professionista! Grande attenzione al paziente e grande empatia, consigliatissimo

     • Studio privato Dott. Claudio Mazzella  • 

  • F

    in un periodo in cui vedevo solo muri ho trovato sin da subito accoglienza e ascolto. il suo modo di lavorare è chiaro, rispettoso e mai giudicante. attraverso l'approccio di analisi transazionale ho compreso sempre meglio i miei schemi che ripetevo e mi procuravano malessere. seduta dopo seduta ho acquisito consapevolezza e strumenti concreti per affrontare il cambiamento. consiglio sinceramente questo professionista. un percorso di conoscenza profonda e un cambiamento concreto

     • Studio privato Dott. Claudio Mazzella  • 

  • S

    Esperienza davvero preziosa. Fin dal primo incontro mi sono sentito ascoltato e accolto. È un professionista estremamente serio e competente, empatico e attento, capace di creare uno spazio sicuro in cui è possibile aprirsi con serenità. Ogni seduta è stata utile e stimolante, con strumenti concreti e riflessioni che continuano a fare la differenza anche fuori dallo studio. Consigliatissimo a chiunque voglia prendersi cura di sé con il supporto di uno psicologo davvero preparato e umano.

     • Studio privato Dott. Claudio Mazzella  • 

  • A

    Attento, empatico, efficace. La mia terapia si é conclusa anni fa. Ringrazio ancora il dottore per il supporto e l'aiuto che tutte le persone dovrebbero avere nei momenti difficili

     • Studio privato Dott. Claudio Mazzella Altro  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve dottori spesso ho sempre discussioni con i miei ma adesso sono più marcate specialmente con mio padre perché non riesce mai capire le mie esigenze soprattutto economiche ed arriviamo sempre ad alzare la voce per esempio vorrei acquistare un auto usata per me in base al mio budget ma lui deve imporre sempre le sue scelte non supportandomi quasi mai... Premetto che ho 37 anni e non ho un lavoro stabile ma comunque attualmente sono occupato e quindi queste discussioni portano quasi sempre a chiudermi facendomi venire ansia e ossessioni e anche sensi di colpa... Lui si lamenta che non può far fronte alle spese e quindi dato che abbiamo un auto in comune intestata però a lui mi sono sempre offerto io per aiutarlo o caricandomi anche delle spese però ho avuto sempre risposte negative oppure contraddittorie cioè come se decidesse lui del mio futuro... Potrei capire come fare per uscire da questo loop perché sono davvero arrivato ad un punto basso grazie

Buonasera, capisco dal suo messaggio quanto questa situazione le stia pesando e quanto il rapporto con suo padre, soprattutto quando si parla di soldi e decisioni personali, stia diventando fonte di frustrazione, ansia e senso di colpa. Quando le discussioni si ripetono sempre nello stesso modo è facile sentirsi intrappolati, come se qualsiasi tentativo di spiegarsi portasse comunque allo scontro.
Nel suo racconto emerge un bisogno molto chiaro: sentirsi riconosciuto come una persona adulta che prova a gestire la propria vita e le proprie risorse. A 37 anni è naturale desiderare autonomia nelle scelte, anche se la situazione lavorativa non è ancora completamente stabile. Il fatto che lei stia lavorando e che si sia offerto più volte di contribuire alle spese mostra un senso di responsabilità, ma sembra che questo non venga sempre riconosciuto da suo padre nel modo in cui lei si aspetterebbe.
Spesso, nelle relazioni tra genitori e figli adulti, può rimanere una certa difficoltà a ridefinire i ruoli. Il genitore continua a sentirsi responsabile o a voler controllare alcune decisioni, mentre il figlio sente il bisogno di essere considerato indipendente. Quando questo passaggio non è chiaro per entrambe le parti, le conversazioni su temi concreti – come l’auto o le spese – diventano facilmente il terreno su cui esplode la tensione.
Un aspetto importante che può aiutarla a uscire da questo circolo è cercare di distinguere due piani: il rispetto per suo padre e il diritto di prendere decisioni sulla sua vita. Non è necessario convincerlo completamente o ottenere sempre la sua approvazione per poter fare delle scelte che rientrano nel suo budget e nella sua responsabilità. A volte ridurre lo spazio della discussione può evitare che la situazione degeneri, spiegare con calma la propria decisione e poi non entrare in una lunga negoziazione può essere una modalità più protettiva per lei.
Mi sembra anche importante dare valore a quello che prova dopo le discussioni. L’ansia, il chiudersi in sé stesso e i pensieri ossessivi sono segnali che questa dinamica la sta consumando emotivamente. Quando una relazione familiare tocca così tanto il nostro equilibrio interno, può essere molto utile avere uno spazio personale in cui parlarne con un professionista. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a rafforzare la sua sicurezza nelle scelte e a gestire il rapporto con suo padre senza sentirsi schiacciato dal conflitto o dal senso di colpa.
Il punto centrale è che il suo desiderio di costruire maggiore autonomia non è qualcosa di sbagliato o egoistico. È una parte naturale della crescita personale. L’obiettivo non è rompere il rapporto con suo padre, ma trovare un modo di stare nella relazione che non la faccia sentire costantemente sotto pressione o in difetto.

Dott. Claudio Mazzella

Sono preoccupato. Faccio da 13 giorni l'oss, e senza affiancamento e sto fatto molti errori e anche stupidi, ma sto cercando di rimediare, i miei colleghi si lamentano di me poiché sono lento e faccio fatica ad imparare. Infatti la collega mi ha detto di fronte a tutta la sala di fronte a tutti che non capace a fare il mio lavoro e mi sono sentito umiliato, ma devo riconoscere che ha ragione. Sto male e penso di essere un perfetto idiota, non ho scusanti!
Cosi mi sono persino scritto delle regole per non scordarmi nulla, non so se ho fatto bene. Mi sento davvero una schifezza.

Buonasera, capisco quanto possa essere stato doloroso quel momento. Quando qualcuno ci corregge davanti a tutti, soprattutto in modo duro, è facile sentirsi piccoli, esposti e profondamente inadeguati. L’umiliazione ha proprio questo effetto: non rimane solo sull’episodio, ma sembra trasformarsi subito in un giudizio su tutta la persona. È comprensibile che lei ora stia pensando “sono un idiota” o “sono una schifezza”.
Però c’è una cosa importante che emerge da quello che racconta. Lei non sta evitando il problema, non sta dando la colpa agli altri, non sta facendo finta di niente. Sta riflettendo su quello che succede, riconosce gli errori e sta cercando soluzioni. Persino il fatto che si sia scritto delle regole per non dimenticare nulla dice molto di lei: è il gesto di una persona responsabile che vuole migliorare. Moltissimi professionisti, anche molto esperti, usano appunti, checklist o schemi proprio per non perdere passaggi. Non è un segno di stupidità, è un modo concreto per sostenere l’apprendimento.
Tenga anche presente un’altra cosa: tredici giorni in un lavoro come quello dell’OSS sono pochissimi, soprattutto senza affiancamento. È un lavoro fatto di procedure, tempi, attenzione alle persone, coordinazione con i colleghi. All’inizio il cervello è sovraccarico di informazioni e per questo si va lenti e si fanno errori. Non perché si sia incapaci, ma perché si è ancora nella fase di costruzione delle abitudini.
Quello che le suggerirei, prima di tutto, è di provare a trattarsi con un po’ più di equità e tenerezza. Non serve giustificare gli errori, ma nemmeno trasformarli in una condanna totale su di sé. Può dirsi qualcosa di più realistico: “Sto imparando, sto sbagliando, ma sto anche cercando di migliorare”.
Dal punto di vista pratico, alcune cose potrebbero aiutarla. Continui a usare le sue regole scritte e magari le trasformi in piccole checklist mentali da seguire con calma. All’inizio è normale essere più lenti: la velocità arriva dopo. Può essere utile anche chiedere a un collega più disponibile di mostrarle di nuovo alcune procedure specifiche, senza vergogna. Chi lavora da anni spesso dimentica quanto fosse difficile all’inizio.
Provi anche a proteggersi un po’ dal modo duro di certi colleghi, il loro giudizio non definisce il suo valore come persona. Può contenere una critica utile su qualcosa da migliorare, ma non è una sentenza su chi è lei.
La cosa che colpisce di più, leggendo quello che ha scritto, è che lei tiene molto a fare bene questo lavoro. Le persone che non sono adatte di solito non si interrogano così tanto, non soffrono così per gli errori e non cercano strategie per migliorare.
Mi permetto di chiederle una cosa: quando i colleghi dicono che è lento, in quali momenti del lavoro si sente più in difficoltà? Così possiamo capire meglio dove intervenire e alleggerire un po’ la pressione che sta sentendo.

Un caro saluto, Dott. Claudio Mazzella

Dott. Claudio Mazzella
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