Via Santa Maria della Consolazione 14, Salerno 84125
Dal 27/12/2025 al 7/01/2025 non sarò operativa, potrete contattarmi telefonicamente oppure lasciatemi un messaggio avrò premura di contattarvi appena possibile.
02/12/2025
Sono la dottoressa Imma Caldarese psicologa psicoterapeuta ad indirizzo Sistemico-Relazionale. Lavoro con adolescenti e adulti, aiutando le persone a comprendere e migliorare le proprie relazioni, sia all’interno della famiglia sia negli ambiti sociali e lavorativi.
Durante le sedute, lavoreremo insieme per: • Esplorare e comprendere le schemi relazionali e familiari che influenzano la vostra vita; • Identificare le risorse e le potenzialità personali per affrontare e superare le difficoltà; • Sviluppare nuove modalità di comunicazione e relazione che favoriscano l’equilibrio emotivo e il benessere relazionale; • Affrontare questioni tipiche dell’adolescenza, come l’identità, l’autostima e la gestione dei conflitti, e temi più maturi tipici dell’età adulta.
Lavoro per la ricerca del significato e la funzionalità del malessere o sintomo che il paziente mi chiede di gestire al meglio.
Con il paziente svolgo una ricerca delle sue risorse personali, culturali e sociali.
E' importante costruire un rapporto di fiducia tra il terapeuta e la persona che chiede aiuto.
La psicoterapia è per me come una "danza" che il terapeuta fa con il paziente.
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02/12/2025
4 recensioni
Una bravissima dottoressa mi ha aiutato tantissimo
Ho avuto il piacere di essere seguita dalla Dott.ssa Caldarese durante un periodo particolarmente difficile della mia vita, e non posso che esprimere la mia gratitudine per l'eccezionale supporto che mi ha offerto.
La Dott.ssa è una professionista molto preparata, capace di offrire strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane, rispettando i miei tempi e il mio percorso.
La consiglio vivamente a chiunque stia cercando un supporto psicologico di qualità.
Eccellente , disponibile all'ascolto e molto professionale .
Mi sono rivolta alla dottoressa Caldarese su consiglio di un’ amica . Non avevo mai avvertito prima la necessità di iniziare un percorso psicologico , quindi non avendo alcuna esperienza in merito non sapevo cosa aspettarmi, però fin dal primo incontro la dottoressa mi ha subito messo a mio agio con i suoi modi pacati e la sua delicatezza . Il mio percorso con la dottoressa sta tuttora procedendo e credo sia una delle migliori scelte fatte per me stessa .
ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
sono un uomo di 29 anni ed ho già pubblicato due domande rivolte a psicologi e psicoterapeuti attraverso le quali chiedevo se nel mio caso fosse utile intraprendere un percorso di questo tipo.
Sono disabile dalla nascita, ho problemi deambulatori con andatura spastica e rigida e tutto questo è peggiorato nel tempo sebbene non sia una patologia degenerativa. Ho iniziato la fisioterapia e le infiltrazioni di tossina botulinica su consiglio dei medici. Tale situazione ha abbassato grandemente la qualità della mia vita e la mia autonomia ed autostima in quanto devo farmi accompagnare se devo uscire di casa o semplicemente per fare il tragitto tra l'auto ed il posto in cui devo recarmi. L'anno scorso ho intrapreso un percorso con una terapeuta ma è durato solamente pochi mesi in quanto sentivo i miei problemi minimizzati e non mi sentivo compreso nelle mie preoccupazioni per il futuro e a volte credo di non essere stato capace di comunicare le difficoltà quotidiane che incontro.
Da questa estate ho iniziato a pensare che per me potesse essere utile acquistare una carrozzina autoportante e pieghevole da tenere in auto in modo da poterla utilizzare al bisogno e diventare il più autonomo e indipendente possibile.
Sono arrivato a questa conclusione perchè dopo il lavoro, nel periodo estivo, ero solito girare in macchina nei pressi della spiaggia e dei lidi della mia città, vedevo tante persone andarci, tanti ragazzi prendere da bere in quei locali montati su tavole di legno sugli scogli che poi vengono smontati a settembre, tanti andare alle fiere del paese e sparare ai barattoli per vincere un peluche, ecc.
Questo mi provoca molta tristezza, senso di impotenza e smarrimento, ed ho capito che non sto vivendo. Voglio andare a mare, al cinema, al ristorante e perchè no anche fare qualche vacanza. So anche che ho molte paure accumulate negli anni e mi fa strano solo pensare che possa avere questo tipo di vita ma credo che se riuscissi a bypassare le difficoltà nello spostarmi e le resistenze psicologiche nell'utilizzare una carrozzina, non avrei più alibi per non iniziare a vivere un pochino.
Sono consapevole di aver accumulato ansie e paure e credo che mi aiuterebbe un pò di terapia ma nel breve ho bisogno di rimedio come questo sebbene sia una scelta tra le più sofferte e combattute che io possa prendere.
Tutto ciò mi ha portato anche ad adottare dei comportamenti evitanti che mi rendono difficile coltivare le amicizie che, con grande fortuna, ho trovato sul posto di lavoro e credo anche, purtroppo, di non aver saputo cogliere l'occasione di conoscere una ragazza con la quale sono rimasto amico e molto tempo prima di non aver potuto "provarci" con la ragazza della quale mi ero innamorato.
Credo di avere molte frustrazioni accumulate e ogni volta che devo chiedere una mano per fare qualcosa mi sento come "umiliato" e un pezzo di autostima se ne va ogni volta. Intorno a me vedo la mia famiglia e i medici allineati nel propinarmi fisioterapia, plantari ecc. ma tutto ciò finirà col farmi perdere tempo ed occasioni perchè il vantaggio che otterrei sarebbe così marginale da non aiutarmi affatto, il tempo passerebbe ancora e non voglio in futuro provare rancore o altro nei confronti di nessuno e pensare che mi avrebbero potuto consigliare meglio.
Di recente mi sono imbattuto in due profili Instagram di due ragazzi che a seguito di incidenti sono rimasti in sedia a rotelle. Loro sono felici dopo tante fatiche, hanno una bella vita, con le sue difficoltà ma anche piena di esperienze, viaggi, serate e vivono in autonomia, ciascuno in una bella relazione sentimentale. Mi trasmettono molta speranza e insegnano che si può avere una vita felice seppur con delle difficoltà e vorrei tanto che questo potesse essere possibile anche per me.
Alla fine ci si salva da soli ma avrei bisogno di qualcuno dalla mia parte che condivida la mia idea, che è molto difficile da spiegare alla mia famiglia, me lo sconsiglierebbero, avendoci già provato con mia madre, e con questo mio sfogo volevo capire se l'idea di utilizzare una carrozzina per uscire di casa può essere una bella soluzione e se posso essere in grado di costruire una bella vita e trovare quella gioia che non provo più da molti anni. Grazie mille a tutti. Un saluto
Le sue resistenze ad affrontare la vita, a costruirsi una sua rete sociale, ad esplorarla, attraversarla sono solo in parte derivanti dalle sue difficoltà nella deambulazione per danni originari nell’articolazione, molte sono di natura psicologica: di accettazione dei suoi limiti nel camminare e conseguentemente delle sue modifiche, anomalie fisiche.
Tutti abbiamo presente un modello normale, medio di un corpo umano, la cui definizione deriva deriva dalla latitudine in cui viviamo, dalla cultura di riferimento dominante, dalla storia… In breve il concetto di normalità è astratto, le persone normali fisicamente possono avere altri limiti per esempio scarse risorse psicologiche, un fragile equilibrio mentale ,senz’altro esprimeranno le sue stesse difficoltà psicologiche e lamentazioni: sentimenti negativi, bisogno di approvazione, di accettazione…
Nella sua richiesta di aiuto la sento prevalentemente lamentarsi, piangere, aspettarsi commiserazione, giustificarsi e questo mi conferma che è bloccato psicologicamente.
Riprenda a fare psicoterapia, ma adottando un ruolo attivo, dinamico, di responsabilità, la psicologa’ non fa al posto suo’, la può aiutare a riprendere il suo percorso evolutivo.
E’ vero ha difficoltà nella deambulazione ma è giovane, lavora, ha amici, una famiglia, desideri, progetti: queste sono risorse positive.
Fra qualche giorno entriamo nel 2026, siamo in un epoca moderna, dove la scienza medica e soprattutto nel campo ortopedico è in continua evoluzione.
A proposito ha visto il film ‘ Avatar ‘ di Camerun, il 1° episodio, lo recuperi e lo veda.
Gentili dottori, avevo un'amicizia con questa ragazza, che per me era importante. Le volevo bene ma avevo delle mie difficoltà non stavo bene e così pian piano questa amicizia si è rotta.
Non è finita bene, anzi da un giorno all'altro è scoppiata come una bolla di sapore.
Naturalmente io sono stato molto male e continuo a stare male, ma adesso la situazione è migliorata tanto che sono due anni che non sento questa persona.
Nel frattempo ho iniziato un percorso di psicoterapia mi sono laureato ma fatto gli esami della magistrale e sto facendo le mie attività.
Come ho già detto in precedenti messaggi adesso mi ritrovo questa ragazza all'università perché siamo colleghi lavoriamo con la stessa professoressa.
A questo punto io mi sarei aspettato un Ciao come stai e invece zero il comportamento di questa persona è assolutamente di evitamento totale.
Di conseguenza anche io non faccio altro che evitare situazioni e luoghi per non stare male, mi metto fuori seduto su una panchina non sa più nemmeno al secondo piano così evito ansia paura ecc.
Io lo so che sono fatto in un certo modo e non posso pretendere che anche gli altri siano uguali a me.
Ma desidero essere riconosciuto per quello che sono cioè una persona che sì ha sbagliato in passato ma è stata anche molto male e che adesso sta cercando di ricostruire una vita.
Il fatto che oggi non ci parliamo e non ci salutiamo, mi fa abbastanza male.
Pensate che due anni fa questa persona ha detto Poi ci sentiamo prenditi questo tempo per riflettere eccetera eccetera ed è sparita.
Capisco che non si può tornare indietro e che non posso pretendere di riavere un'amicizia, ma tutto questo comportamento è un po' una ferita per me.
Mi sento costantemente sotto processo giudicato virgole come se questa persona mi butti una condanna per quello che ho fatto, è come se tutto quello che è successo in passato cioè la nostra amicizia non fosse mai avvenuta, allora mi chiedo Era solo per me l'amicizia?
Questa persona non mi vuole più bene?
Allora c'è odio c'è rabbia?
Prima era una persona così disponibile gentile ducata adesso invece è totalmente diversa Come mai?
Se io sono amico di una persona che stava male e che adesso sta bene sta facendo tante cose io ne sarei contento e felice e se lo vedo in giro mi fermo lo saluto ne conosco i suoi progressi, Perché invece Lei no?
Sia chiaro io mi sono laureato e sto andando avanti perché lo devo fare e perché sto bene, ma mi piacerebbe anche avere un minimo di riconoscimento per dire È vero hai sbagliato ma adesso io ti vedo e vedo che stai bene mi fa piacere.
Invece lei non solo non mi saluta non mi guarda si gira di spalle abbassa lo sguardo questo mi fa male mi ferisce.
Ecco che io vado all'università solo se strettamente indispensabile mi metto fuori su una panchina per non incontrare vedere per non stare male per Non attivare nuovamente tutto questo.
Allora mi domando perché?
Non sono mostro non ho commesso reati gravi o fatto degli sbagli perché non stavo purtroppo bene psicologicamente, dopo due anni io mi sto comportando benissimo Non sto facendo più nulla eppure devo subire queste cose.
Non merito un po' di rispetto anche io?
Qualsiasi comportamento ha una risposta sia verbale che non verbale. La sua ex amica le sta dicendo con la comunicazione non verbale che non vuole alcun rapporto con lei, non è interessata. Ora deve accettare la decisione espressa dalla sua ex amica altrimenti può prendere l’iniziativa di chiedere ulteriori spiegazioni e verificare se è disponibile ad una riapertura nei suoi confronti senz’altro riceverà informazioni utili per bloccare la sua rimuginazione in negativo che fa nei suoi confronti.
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