Buonasera Dottori, vorrei una opinione ..ho incontrato il mio ex fidanzato.sul luogo di lavoro pur l

25 risposte
Buonasera Dottori, vorrei una opinione ..ho incontrato il mio ex fidanzato.sul luogo di lavoro pur lavorando in uffici diversi...stavo mangiando e lui con la testa abbassata mi passa vicino evitandomi come se avessi la peste..un altro episodio: io mentre parlo con un collega, arriva il mio ex e si salutano col collega, come se io non ci fossi..la scorsa settimana ci siamo incrociati e ci siamo detti solo "ciao "..io provo ancora dei sentimenti per lui anche se è stato lui a lasciarmi..nessun tradimento..c'è ancora qualcosa di irrisolto..penso che dal suo comportamento lui mi odi come se volesse punirmi.. non so che pensare..Grazie a tutti.
Buonasera,
la situazione che descrive è delicata e comprensibilmente fonte di confusione e disagio emotivo. Il comportamento del suo ex, così come lo percepisce, può essere interpretato in diversi modi, e spesso il nostro vissuto emotivo influenza molto la lettura che diamo alle azioni altrui.

Dal suo racconto emerge chiaramente che lei prova ancora sentimenti nei confronti del suo ex, nonostante la relazione sia terminata. Questo rende più difficile interpretare in maniera oggettiva le sue reazioni. La percezione che lui la “eviti” o “ignori” può riflettere davvero un rancore o un desiderio di prendere le distanze, oppure può essere semplicemente un meccanismo di protezione da parte sua: dopo una rottura, molte persone faticano a gestire il contatto con l’ex partner, soprattutto sul luogo di lavoro, e scelgono di minimizzare l’interazione per non riaprire ferite emotive.

È anche possibile che dietro il suo comportamento ci siano emozioni complesse, come imbarazzo, senso di colpa, o difficoltà a gestire la sua stessa vulnerabilità, e non necessariamente odio o desiderio di punizione.

Dal punto di vista emotivo, è importante distinguere ciò che lei può controllare da ciò che non può: non può cambiare il comportamento del suo ex, ma può lavorare sul suo benessere emotivo e sul modo in cui gestisce questi incontri. Riflettere su cosa sente, permettersi di elaborare la fine della relazione e, se lo desidera, trovare modi di interazione più neutri e sereni sul lavoro può aiutarla a ridurre ansia e frustrazione. Rimango a disposizione, un saluto!



Se vuole, posso guidarla passo passo su come affrontare questi episodi senza che riaccendano il dolore o la confusione. Vuole che facciamo questo?

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Dott.ssa Federica Figurella
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone
ciao probabilmente la persona ha scelto questo tipo di modalità per affrontare la tua presenza improvvisa a cui forse non era preparato. possiamo vederla in questo modo. per il resto, prova a pensare su quanto questa relazione ti ha dato e cosa puoi far restare nella tua vita e quanto invece bisogna lasciar andare per stare meglio.
Dr. Federico Alunni
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buonasera, grazie per la sua condivisione. Per come ne parla quello che mi arriva da parte del suo ex non mi sembra un sentimento di “odio” ma come se stia cercando di gestire un’emozione che per lui è ancora complessa. Quando un legame è stato significativo, l’evitamento può diventare una sorta di “strategia di protezione”: guardare a terra, non incrociare lo sguardo, far finta di nulla, ecc. spesso non sono gesti di disprezzo, ma modi un po’ goffi per tenere a distanza qualcosa che fa ancora effetto.
Anche il fatto che in altri momenti ci sia stato un saluto, seppur minimo, suggerisce che non ci sia una posizione così polarizzata. Quando una storia non è stata pienamente elaborata, i comportamenti oscillano: un giorno si evita, un giorno si riesce a dire un “ciao”. Non è incoerenza: è il segno di un processo, come quello di un lutto.
Il punto importante è distinguere ciò che lui fa da ciò che lei sente. Il suo dolore e il suo bisogno di capire sono legittimi, ma non è detto che il suo comportamento parli di punizione o odio verso di lei. Molto più probabilmente parla della sua fatica nel gestire l’incontro con una persona che ha avuto un ruolo emotivo importante.
Se per lei questo continuo “incrociarsi a metà” mantiene viva la confusione, può essere utile riportare l’attenzione su ciò che serve a lei oggi: proteggersi, darsi tempo, magari dare un significato nuovo a quell’espressione “c’è ancora qualcosa di irrisolto”, che riguarda anche il suo percorso interno.
A volte le risposte non stanno nei gesti dell’altro, ma nello spazio che ci diamo per chiudere (eventualmente) ciò che è stato.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao — grazie per aver condiviso, non è facile trovarsi in questa situazione. Ti do un quadro sintetico di possibili spiegazioni e consigli pratici.

Possibili ragioni del suo comportamento

Imbarazzo o senso di colpa: evita il contatto per non affrontare sentimenti scomodi.

Tentativo di chiudere la relazione: il distacco esterno può essere un modo per prendere distanza e ricominciare.

Rabbia o bisogno di punire (reale o percepito): a volte chi ha deciso di lasciare gestisce la situazione con freddezza.

Indifferenza o volontà di non coinvolgerti nella sua vita nuova.

Semplice imbarazzo sociale sul luogo di lavoro (paura di scena, testimoni, pettegolezzi).

Cosa puoi fare ora (passi pratici e poco impegnativi)

Riconosci i tuoi sentimenti: accettali senza giudizio (hai il diritto di provare dolore o confusione).

Mantieni confini professionali: saluti cortesi e neutri sul lavoro possono proteggerti emotivamente.

Prepara frasi semplici da usare se ti senti travolta (“Preferisco non parlarne qui” / “Buongiorno”) per non rimanere bloccata.

Evita di cercare troppe spiegazioni immediate: l’interpretazione del suo comportamento può solo aumentare l’incertezza.

Confronto diretto solo se pensi che possa servire a chiarire e se lo spazio è sicuro e privato; altrimenti rischia di creare altra tensione.

Usa supporto sociale: parla con amici o persone di fiducia per elaborare il vissuto (non devi farlo da sola).

Se senti che la situazione influisce troppo sul tuo benessere o sul lavoro, considera tecniche di regolazione emotiva (respirazione, attività piacevoli, limitare i pensieri ripetuti).

Quando chiedere aiuto specialistico
Se i sentimenti restano intensi, se la presenza di lui sul lavoro ti provoca ansia, difficoltà a dormire, umore depresso o problemi nella vita quotidiana, è utile parlarne con uno specialista che possa aiutarti a chiarire cosa è rimasto irrisolto e a costruire strategie personalizzate per stare meglio.

Consiglio: è opportuno approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Anna Lapolla
Psicologo, Psicologo clinico
Calitri
Buonasera,
non conoscendo del tutto la vostra relazione, le dinamiche della vostra relazione e come vi siete lasciati (al di là che lui ti abbia lasciato) è difficile dare una risposta. Però, da quel poco che leggo, a mio avviso, non lo vedo nè come odio, nè come modo per punirti. Semplicemente può essere imbarazzato dalla situazione del "vederti". La prima volta abbassa la testa e se ne va. La terza un "ciao" ve lo siete detti.
Ripeto, non conosco a pieno la situazione, ma leggendo quel poco che hai scritto, non mi pare odio, nè punizione.
Saluti.
Dott.ssa Elisabetta Di Maso
Psicologo, Psicologo clinico
Bitonto
Buongiorno, da come ne parla si comprende in modo evidente che lei ha dei sentimenti per questa persona, credo che lei debba chiedergli un confronto diretto per toglierle quei dubbi che la stanno preoccupando. Se non vorrà parlarle avrà già la sua risposta! Buona giornata.
Dott.ssa Sara Rocco
Psicologo, Psicologo clinico
Sassari
Buongiorno, non credo che sia un sentimento di odio, magari è solamente a disagio nel vederla. Ognuno affronta le situazioni in maniera differente. Alle volte bisogna solo accettare il comportamento altrui quando non ci crea un vero e proprio problema.
Saluti.
Dott.ssa Sara Rocco
Dott. Luigi Pignatelli
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Dev’essere davvero doloroso rivederlo ogni giorno sul lavoro e sentirti ignorata, soprattutto quando dentro di te ci sono ancora sentimenti non risolti. È naturale che il suo modo di comportarsi ti faccia pensare a odio, punizione o rabbia… ma spesso, dietro atteggiamenti così rigidi, non c’è disprezzo, bensì imbarazzo, disagio o difficoltà a gestire la situazione emotiva.
Quando una relazione finisce, molte persone non sanno come comportarsi: alcuni evitano il contatto per non riaprire ferite proprie, altri fanno finta di nulla per proteggersi. Il fatto che ti abbia salutata l’ultima volta — anche se solo con un “ciao” — mostra che non c’è un reale rifiuto della tua persona, ma probabilmente solo la necessità di mantenere distanza.
La domanda importante, però, non è cosa prova lui, ma che effetto fa tutto questo a te. Rivederlo continuamente sta tenendo aperta una ferita che non riesci a chiudere, e interpretare ogni suo gesto ti consuma emotivamente.
Forse ciò che è davvero “irrisolto” non è tra voi due, ma dentro di te: il bisogno di capire, di avere una spiegazione, di sentirti vista e considerata.
Prenditi tempo per ascoltare questo bisogno e chiederti cosa ti farebbe davvero stare meglio: continuare a decifrare i suoi segnali o iniziare un percorso che ti aiuti a liberarti dal suo sguardo e rimettere al centro te stessa.
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

La fine di una relazione può muovere molti e diversi temi dentro di noi. Potrebbe esserle utile esplorarli al fino di avere una comprensione e consapevolezza accresciuta riguardo alla situazione.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno credo che l'unica persona che potrebbe rispondere alle sue domande, sia il suo ex ragazzo .Le consiglierei però di riflettere se in questo momento della sua vita le potrebbe essere utile avere dei chiarimenti da parte del suo ex compagno, o se invece l'aiuterebbe concentrarsi su ciò che le piace fare e darsi la possibilità di iniziare a conoscere nuove persone.
Sperando di esserle stata un pò utile, la saluto cordialmente.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa e confusiva, soprattutto perché coinvolge ancora dei sentimenti da parte sua e un comportamento da parte sua che appare freddo, distante e difficile da decifrare. Quando una relazione finisce senza tradimenti, litigate esplosive o eventi eclatanti, spesso ciò che fa più male è proprio l’assenza di una chiusura chiara, di parole che aiutino a dare un senso a quello che è successo. In questi casi la mente tende spontaneamente a riempire i vuoti con interpretazioni che fanno ancora più soffrire. È naturale che lei, vedendolo evitare lo sguardo, passare accanto come se non la vedesse, salutare gli altri ignorandola, possa pensare che lui la odi, che voglia punirla, che stia cercando di ferirla. Questi pensieri nascono dal dolore e dal bisogno di dare una spiegazione a un comportamento che la fa stare male. Allo stesso tempo, è importante tenere presente che non sempre ciò che vediamo dall’esterno corrisponde davvero alle intenzioni dell’altra persona. Il suo ex potrebbe agire così per imbarazzo, per difficoltà a reggere l’emozione dell’incontro, per paura di riaprire ferite, per incapacità di affrontare ciò che prova. Il suo silenzio e la sua distanza dicono sicuramente qualcosa, ma non è detto che dicano esattamente ciò che oggi lei teme. Il fatto che vi diciate solo un ciao, dopo una storia importante, può lasciare un senso di sospeso molto pesante. Lei sente che dentro c’è ancora qualcosa di irrisolto, e questo è coerente con il fatto che prova ancora dei sentimenti. Quando una parte del legame è ancora viva, ogni gesto dell’altro viene vissuto come un segnale carico di significato, anche un semplice sguardo abbassato o un saluto mancato. Questo la espone continuamente a ondate di dolore, di speranza, di rabbia e di confusione. Vale la pena fermarsi su una cosa importante: il comportamento del suo ex, per quanto doloroso, parla di lui e del suo modo di stare di fronte a questa separazione. Non definisce il suo valore come persona, né cancella ciò che siete stati. Lei, invece, oggi può iniziare a interrogarsi non tanto su cosa pensa o prova lui, quanto su ciò che serve a lei per stare meno male. Continuare a interpretare ogni suo gesto rischia di tenerla legata a una relazione che, nei fatti, si è già conclusa, impedendole di elaborare davvero la perdita. Il dubbio che “ci sia ancora qualcosa” è umano, ma spesso nasce dal fatto che una parte di sé spera ancora, mentre un’altra parte sa che la realtà è cambiata. Questa scissione interna è molto faticosa da sostenere. Aiutarsi può significare imparare a riconoscere che i sentimenti possono esistere anche quando la relazione non c’è più, e che questo non è un fallimento, ma una fase del distacco. Se possibile, può essere utile anche chiedersi se per lei sarebbe davvero più protettivo avere un chiarimento diretto, oppure se in questo momento un po’ di distanza emotiva, oltre che pratica, sia ciò che può aiutarla a guarire. Non esiste una scelta giusta in assoluto, esiste ciò che, passo dopo passo, la fa soffrire un po’ meno e la riporta al centro della sua vita. Il dolore che sta vivendo è legittimo, non è esagerato né sbagliato. È il dolore di chi ha amato e non ha ancora avuto il tempo o lo spazio interno per chiudere davvero. Si conceda questo tempo senza colpevolizzarsi e senza sentirsi debole. La ferita non si rimargina forzandosi a stare bene, ma ascoltando ciò che fa male e dandogli dignità. resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Quando provi ancora qualcosa per una persona, ogni gesto, ogni silenzio, ogni evitamento pesa il doppio. Le persone, quando non sanno come gestire un incontro che riattiva emozioni, spesso si chiudono, evitano, fanno finta di niente. È una difesa, non un attacco.
Dal tuo racconto emerge che c’è ancora qualcosa di irrisolto per te, e questo rende ogni suo comportamento carico di significati. Ma ciò che sta facendo non ti dice chi sei tu, né il valore della relazione che avete avuto. Ti parla solo del suo modo di gestire un distacco che probabilmente non ha elaborato del tutto.
Può essere utile che tu ti chieda cosa provi tu oggi, cosa ti fa soffrire di più: il suo comportamento, o la sensazione di non avere una chiusura chiara. La mancanza di un confronto spesso lascia aperti molti interrogativi, e la mente tende a riempirli da sola, spesso nei modi più dolorosi.
Dr. Riccardo Sirio
Psicologo, Psicologo clinico
Trofarello
Capisco quanto possa essere doloroso vivere questi incontri sul lavoro, soprattutto quando provi ancora sentimenti e l’altra persona sembra evitarti. Il suo comportamento può apparire come rifiuto o “punizione”, ma spesso queste reazioni nascono più dal disagio, dall’imbarazzo o dal non sapere come gestire la situazione, che da odio vero e proprio.
È comprensibile che tu senta qualcosa di irrisolto e che questi episodi ti riaprano ferite. Prova a dare valore alle tue emozioni: stai attraversando una situazione complessa e meriti delicatezza. Se noti che tutto questo pesa molto, potrebbe esserti utile parlarne con qualcuno che possa sostenerti nel chiarire cosa senti e di cosa hai bisogno ora.
Capisco quanto sia difficile per te ritrovarti ogni giorno in questa situazione, soprattutto dopo una storia che si è conclusa. Quando lui si comporta così, è naturale che tu ci possa rimanere male. Quando siamo feriti, la mente si attiva per capire, per trovare un senso.
Non c’è niente di sbagliato in te: stai solo cercando di orientarti in qualcosa che adesso sembra essere un po' difficile.

Questa situazione merita però uno spazio tutto tuo, in cui tu possa sentirti accolta e guardare con più calma cosa sta succedendo dentro di te. Possiamo esplorare insieme perché questo comportamento ti tocca così profondamente, quali emozioni risveglia e come puoi fare mentre continui la tua vita lavorativa.

Se vuoi, possiamo lavorarci in modo delicato e rispettoso, passo dopo passo, così da aiutarti a ritrovare stabilità, forza e un senso di sicurezza emotiva anche quando ti senti vulnerabile. Mandami un messaggio o prenota direttamente un colloquio conoscitivo gratuito tu, quando vuoi. Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti.

Se senti che ti farebbe bene parlarne, puoi prenotare un incontro: sarà uno spazio sicuro solo per te, per alleggerire tutto quello che ora pesa così tanto.
Dott.ssa Chiara Pesce
Psicologo, Psicologo clinico
Gallarate
Buongiorno, prima di tutto la ringrazio per essersi esposta e aver condiviso con noi.
La situazione che descrive riguarda una fase molto delicata : incontrare un ex partner in un contesto quotidiano, come il lavoro, può far emergere emozioni difficili da gestire, soprattutto quando ci sono ancora sentimenti o questioni non del tutto elaborate.
Il comportamento del suo ex — evitarla, non salutarla in alcune circostanze, mantenere un atteggiamento distaccato — può essere percepito come ostilità, ma non necessariamente indica “odio” o desiderio di punizione. A volte, dopo una rottura, alcune persone adottano un distacco marcato semplicemente perché non sanno come gestire il disagio che ne consegue , i ricordi o l’imbarazzo; altre cercano di evitare ambiguità o fraintendimenti, soprattutto se la relazione è finita da poco o se temono di riaprire questioni emotive.
Può essere utile spostare l’attenzione dalle intenzioni che gli attribuisce — che non può realmente verificare — a ciò che questa situazione attiva in lei. Può provare a chiedersi:
Sul piano personale:
Che effetto ha su di me il suo comportamento?
Che cosa mi aspetto ancora, esplicitamente o implicitamente, da questo rapporto finito?
Da cosa capisco che “c’è qualcosa di irrisolto”: dai miei sentimenti, dai suoi comportamenti o da come sto vivendo questi incontri casuali?
Sul piano della relazione interrotta:
Che tipo di comunicazione c’era nella fase finale del rapporto?
Ci sono aspetti che avrei bisogno di chiarire per poter davvero voltare pagina?
Sto cercando segnali da parte sua, o un modo per dare un senso alla fine della nostra relazione?
Queste domande non servono a interpretare cosa pensi o provi il suo ex, ma a comprendere quali bisogni e quali emozioni si sono riattivati in lei e perché.
Sentire che qualcosa è “in sospeso” non significa necessariamente che debba essere risolto insieme all’altra persona: a volte riguarda la nostra necessità di elaborare la fine della relazione e di trovare un nuovo equilibrio emotivo. Qualora ne avvertisse il bisogno, un percorso di sostegno psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare questi aspetti e aiutarla a stare meglio.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Pesce.


Dott.ssa Giulia Piccinini
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Buonasera da come scrive sembra che lei in questo momento si stia sforzando molto per capire cosa ha in mente il suo fidanzato, capisco che questo desiderio possa emergere, soprattutto se i comportamenti che mette in atto nei suoi confronti non sono propriamente amichevoli e comprendo anche la difficoltà nel chiudere una storia e dei sentimenti di affetto che ancora sono presenti. Non è semplice elaborare questa fase di chiusura soprattutto se la persona che abbiamo perso è ancora fisicamente presente per noi . Provi a chiedersi: cosa potrebbe farmi stare un pò meglio in queste situazioni ? Se sente che c'è qualcosa di irrisolto: cosa mi impedisce di andare verso la richiesta di un chiarimento?

Un caro saluto!
Dott.ssa Giulia Piccinini
Dott.ssa Giada Casumaro
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Rovereto sulla Secchia
Salve, con la poca conoscenza di voi provo semplicemente a dare un altro punto di vista. Può darsi che lui si senta in imbarazzo o si vergogni e quindi evita sguardi o di parlare. Forse sapendo che tu provi ancora qualcosa non vuole metterti in difficoltà. Valuterei anche queste opzioni e se hai voglia di parlargli o chiarire forse è importante sentirlo.
Spero di averti dato anche solo una versione diversa.
Buon percorso,
Dott.ssa Casumaro Giada
Dott.ssa Annamaria Grifò
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
buongiorno, sai nessuno di noi ha l'abilità di leggere il pensiero altrui: possono essere deduzioni, non certezze.
spesso si tratta solo di nostre distorsioni cognitive che ci rendono difficile vivere a pieno, serenamente, la vita.
penso sarebbe utile per te apprendere delle tecniche psicoterapeutiche che ti permettano di riformulare il tuo modo di interpretare il passato, e soprattutto il tuo presente, evitando un atteggiamento mentale paranoide che condizioni negativamente la qualità della tua vita.
buon lavoro
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto.
È fisiologico e comprensibile che questa situazione possa provocarti disagio e confusione, specialmente considerando i sentimenti ancora presenti. Dal racconto emerge che ci sono ancora emozioni non del tutto elaborate e possibili questioni irrisolte legate alla fine della relazione e al modo in cui lui si sta comportando. Anche se è stato lui a terminare il rapporto non significa che non possa provare dolore, anche per lui ci sarà un periodo di elaborazione della separazione.
Potrebbe essere utile riflettere e tenere in considerazione alcuni aspetti:
- Sentimenti e elaborazione del dolore. È normale provare ancora dei sentimenti per qualcuno con cui si è condiviso molto.
- La percezione del comportamento dell’ex. Le sue azioni potrebbero riflettere molte cose, come risentimento, imbarazzo, o semplicemente una difficoltà a relazionarsi con te in modo diverso. Non necessariamente indicano un odio o una volontà di punirti, ma potrebbero essere segnali di emozioni non elaborate o di un suo stato interno.
- Infine il rispetto dei tuoi limiti e delle tue emozioni. È importante ascoltare i tuoi sentimenti e rispettare i tuoi tempi di elaborazione. Se questa situazione ti provoca disagio, potresti considerare di limitare i contatti o di trovare modalità per rafforzare il tuo benessere emotivo.
Ricorda che i sentimenti di confusione e dolore sono normali in situazioni di fine relazione, e con il tempo e un supporto adeguato, potrai trovare un modo per elaborare tutto ciò e riprendere il cammino verso il benessere emotivo.
Saluti.
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
salve,
capisco molto bene il disagio e la confusione che prova in questi incontri, soprattutto perché i sentimenti verso il suo ex non si sono ancora completamente risolti. È naturale che, dopo una separazione, il cervello e le emozioni cerchino di interpretare ogni gesto dell’altro, soprattutto quando ci sono ancora legami affettivi.

Spesso il comportamento che percepisce come evitante o ostile non riflette un vero sentimento di odio o desiderio di punizione: può essere semplicemente imbarazzo, cautela o la volontà di mantenere confini chiari sul luogo di lavoro. La mente tende però a leggere questi segnali in maniera personale quando ci sono emozioni non risolte, amplificando la percezione di rifiuto.

In questa fase può essere utile lavorare sulla regolazione emotiva, imparando a distinguere i fatti dalle interpretazioni e a gestire i propri sentimenti senza cercare continuamente conferme o segnali dall’altro. Strategie come l’auto-riflessione guidata, annotare i pensieri e riconoscere le proprie emozioni possono aiutare a ridurre ansia e frustrazione e a recuperare serenità negli incontri quotidiani.

Se lo desidera, posso aiutarLa a costruire un percorso mirato a gestire i sentimenti residui e le emozioni legate agli incontri con il suo ex, così da ridurre il peso emotivo di queste situazioni e ritrovare equilibrio.
Saluti, resto a disposizione.
Dott.ssa Caterina Falessi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, in assenza di comunicazione ed interazione la mente umana copre la realtà con le proprie fantasie, ciò significa che il suo vissuto personale ("lui mi odia e mi vuole punire") descrive qualcosa che appartiene a lei, una sua paura, e non qualcosa che appartiene all'oggetto, ovvero il suo ex-ragazzo. Spesso i due aspetti coincidono, e quello che si fantastica assomiglia alla realtà, ma l'unico modo per scoprirlo è parlare apertamente con la persona, sperando che si esprima in maniera autentica. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a sviluppare le competenze per un ascolto profondo di sé e dell'altro, nonché riflettere sull'angoscia persecutoria che ha citato, ovvero la sensazione che l'altro ci voglia punire. Un caro saluto, dott.ssa Caterina Falessi
Dott. Edoardo Bonsignori
Psicologo, Psicologo clinico
Cascina
Buonasera, Io direi che dal mio punto di vista, è importante considerare non solo ciò che accade tra voi due, ma anche il significato che questi scambi assumono nel contesto più ampio: emotivo, relazionale e comunicativo.
Il comportamento del suo ex può essere letto come una forma di comunicazione indiretta: il silenzio, l’evitamento o il saluto freddo sono messaggi che esprimono qualcosa, magari non del tutto consapevole, che riguarda il modo in cui si è chiuso il vostro legame. In una relazione significativa, quando la separazione avviene senza una piena elaborazione, può lasciare "nodi irrisolti" che poi si manifestano in queste interazioni apparentemente fredde o ostili.
La sua percezione di sentirsi "punita" è un'informazione preziosa: può aiutarla a esplorare non solo cosa lui le comunica oggi, ma anche come lei sta vivendo internamente questa distanza. Il modo in cui risponde a questi segnali (con tristezza, rabbia, confusione) può darle indizi utili su cosa non è ancora “risolto” dentro di lei.
Potrebbe essere utile chiedersi: che tipo di chiusura emotiva c’è stata? Cosa vorrei ancora dire, o sentirmi dire? Che significato ha per me che lui non mi rivolga la parola?
Affrontare questi vissuti in uno spazio terapeutico può offrire l’occasione per rielaborare la relazione e riconnettersi con i propri bisogni affettivi, al di là di cosa fa o non fa l’altro.
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Capisco che sia difficile e confusionario trovarsi davanti al proprio ex fidanzato, sopratutto quando si prova ancora dei sentimenti e lui sembra evitarla con freddezza. La vicinanza fisica dopo una rottura può riattivare facilmente emozioni e interpretazioni difficili da gestire.
Il suo comportamento non sottintende per forza un odio. Potremo interpretarlo come un non sentirsi pronto o non volere un contatto più diretto con lei.
La parte su cui hai reale potere è capire cosa serve a lei per curare la sua ferita e ritrovare stabilità.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Martina De Luca
Dott.ssa Chantal Danna
Psicologo, Psicologo clinico
Aosta
Buonasera,
è comprensibile che la situazione con il suo ex fidanzato sul luogo di lavoro sia fonte di grande dolore e confusione, specialmente perché prova ancora dei sentimenti per lui. Il suo comportamento di evitamento estremo – ignorarla o evitarla come se non esistesse – è molto probabilmente un meccanismo di difesa e non un segno di odio personale. È probabile che, lavorando nello stesso ambiente, lui stia cercando in modo goffo e doloroso di stabilire confini netti per proteggere sé stesso e tentare di forzare la chiusura della relazione. L'indifferenza ostentata, in questi casi, è spesso l'opposto della vera indifferenza e può mascherare i suoi stessi sentimenti irrisolti o il disagio per la situazione. Per la sua serenità, è cruciale adottare un approccio di cortesia neutra e stretta professionalità sul posto di lavoro. Non si colpevolizzi per la sua reazione e si concentri sulla sua guarigione, dando spazio al tempo per elaborare i sentimenti, magari cercando anche un supporto esterno se il turbamento dovesse persistere.
Cordialmente.
Dott.ssa Chantal Danna
Dr. Ernesto Bosio
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Salve! Sarebbe molto importante provare a mettere al primo posto il lavoro su di sè, lì si può fare un percorso di evoluzione personale e trasformativa. Purtroppo, o per fortuna, non vi è modo di cambiare le altre persone, ed occorre comprendere, o modificare, il proprio modo di rapportarvisi.

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