Buonasera Dottori, vorrei una opinione ..ho incontrato il mio ex fidanzato.sul luogo di lavoro pur
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Buonasera Dottori, vorrei una opinione
..ho incontrato il mio ex fidanzato.sul luogo di lavoro pur lavorando in uffici diversi...stavo mangiando e lui con la testa abbassata mi passa vicino evitandomi come se avessi un virus..un altro episodio: io mentre parlo con un collega, arriva il mio ex e si salutano col collega, come se io non ci fossi..la scorsa settimana ci siamo incrociati e ci siamo detti solo "ciao "..io provo ancora dei sentimenti per lui anche se è stato lui a lasciarmi..nessun tradimento..c'è ancora qualcosa di irrisolto..penso che dal suo comportamento lui mi odi come se volesse punirmi.. non so che pensare..Grazie a tutti.
..ho incontrato il mio ex fidanzato.sul luogo di lavoro pur lavorando in uffici diversi...stavo mangiando e lui con la testa abbassata mi passa vicino evitandomi come se avessi un virus..un altro episodio: io mentre parlo con un collega, arriva il mio ex e si salutano col collega, come se io non ci fossi..la scorsa settimana ci siamo incrociati e ci siamo detti solo "ciao "..io provo ancora dei sentimenti per lui anche se è stato lui a lasciarmi..nessun tradimento..c'è ancora qualcosa di irrisolto..penso che dal suo comportamento lui mi odi come se volesse punirmi.. non so che pensare..Grazie a tutti.
Buonasera, quello che descrive sembra essere una situazione che riporta alla luce emozioni ancora vive e non semplici da gestire. Incontrare un ex, soprattutto quando ci sono ancora sentimenti, può far emergere molte domande e interpretazioni sui suoi comportamenti. È naturale chiedersi se ci sia ostilità, indifferenza o altro dietro questi atteggiamenti, ma spesso ciò che vediamo non racconta tutto: le persone possono reagire in modi diversi per proteggersi, evitare imbarazzo o semplicemente perché non sanno come gestire la situazione.
Il fatto che lei percepisca qualcosa di irrisolto è importante, perché indica che questa esperienza ha ancora un peso emotivo. Più che cercare di capire cosa pensa o prova lui, potrebbe essere utile chiedersi cosa prova lei e cosa desidera per sé in questo momento. A volte, il bisogno di una risposta dall’altro è legato al desiderio di chiudere un cerchio o di ritrovare un equilibrio interiore.
Se lo ritiene, potrebbe essere un buon momento per riflettere su come affrontare questi sentimenti: che sia attraverso un dialogo diretto, se possibile e rispettoso, oppure dedicando spazio a sé stessa per elaborare ciò che è rimasto aperto. Dare voce a queste emozioni, anche solo con un professionista o una persona di fiducia, può aiutare a ritrovare chiarezza.
Il fatto che lei percepisca qualcosa di irrisolto è importante, perché indica che questa esperienza ha ancora un peso emotivo. Più che cercare di capire cosa pensa o prova lui, potrebbe essere utile chiedersi cosa prova lei e cosa desidera per sé in questo momento. A volte, il bisogno di una risposta dall’altro è legato al desiderio di chiudere un cerchio o di ritrovare un equilibrio interiore.
Se lo ritiene, potrebbe essere un buon momento per riflettere su come affrontare questi sentimenti: che sia attraverso un dialogo diretto, se possibile e rispettoso, oppure dedicando spazio a sé stessa per elaborare ciò che è rimasto aperto. Dare voce a queste emozioni, anche solo con un professionista o una persona di fiducia, può aiutare a ritrovare chiarezza.
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Gentile Utente, quando proviamo ancora sentimenti per una persona è comprensibile vivere queste interazioni con confusione e dolore.
È però importante considerare che l’evitamento non sempre nasce dall’odio. A volte è una forma di protezione: alcune persone, dopo una relazione finita, tengono la testa bassa o salutano in modo frettoloso non perché provino rabbia, ma perché non sanno come gestire l’emotività, hanno paura di riaprire ferite o non si sentono pronti ad affrontare un confronto più diretto. Altre volte scelgono la distanza per mantenere un confine netto e andare avanti, pur senza provare sentimenti negativi verso l’altro.
Comprendo però quanto possa essere doloroso per lei sentirsi trattata come se "non ci fosse". La domanda più importante ora è: come stai lei dentro questa situazione? Se sente che qualcosa è rimasto in sospeso, può essere utile lavorarci dentro di lei, magari con l’aiuto di qualcuno che l'accompagni a sciogliere queste emozioni. Un caro saluto.
È però importante considerare che l’evitamento non sempre nasce dall’odio. A volte è una forma di protezione: alcune persone, dopo una relazione finita, tengono la testa bassa o salutano in modo frettoloso non perché provino rabbia, ma perché non sanno come gestire l’emotività, hanno paura di riaprire ferite o non si sentono pronti ad affrontare un confronto più diretto. Altre volte scelgono la distanza per mantenere un confine netto e andare avanti, pur senza provare sentimenti negativi verso l’altro.
Comprendo però quanto possa essere doloroso per lei sentirsi trattata come se "non ci fosse". La domanda più importante ora è: come stai lei dentro questa situazione? Se sente che qualcosa è rimasto in sospeso, può essere utile lavorarci dentro di lei, magari con l’aiuto di qualcuno che l'accompagni a sciogliere queste emozioni. Un caro saluto.
Buonasera — grazie per aver condiviso, è una situazione dolorosa e comune quando ci si rivede un/ex sul lavoro.
Da quanto racconti, il suo comportamento (passarti vicino con la testa abbassata, salutare il collega come se tu non ci fossi, evitare il confronto) può avere diverse spiegazioni plausibili:
Evitamento emotivo: potrebbe faticare a gestire i propri sentimenti e quindi evita il contatto per non provare imbarazzo o disagio.
Difesa o protezione: allontanarsi può essere il modo che usa per proteggersi (o per non riaccendere discussioni).
Voler prendere le distanze pubblicamente: a volte chi ha chiuso la relazione vuole chiarire anche con i comportamenti che è “finita”, specie in un ambiente condiviso.
Punizione o rabbia: è possibile che provi risentimento e lo manifesti con freddezza.
Non è possibile stabilire con certezza quale sia la ragione solo dai segnali esterni, però le reazioni che interpreti (odiarmi, punirmi) sono reazioni comprensibili quando si hanno sentimenti ancora vivi.
Cosa puoi fare subito (in modo pratico e rispettoso):
Non trarre conclusioni affrettate: osserva la ripetizione dei comportamenti prima di dare significati assoluti.
Proteggi il tuo benessere sul lavoro: mantieni interazioni professionali e brevi; evita di cercare conferme emotive sul posto di lavoro.
Preparati mentalmente a incrociarlo: avere una frase neutra pronta (“Buonasera”) può ridurre ansia e imbarazzo.
Elabora i tuoi sentimenti al di fuori del lavoro: parla con un’amica, tieni un diario o fai attività che ti sostengano emotivamente.
Valuta i limiti: se il suo atteggiamento ti ferisce molto, pensa a come ridurre l’esposizione (quando possibile) o a chiedere supporto al reparto HR solo se la situazione diventasse vessatoria.
Infine, visto che dici di provare ancora sentimenti e che ci sono aspetti irrisolti, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista che possa aiutarti a chiarire le emozioni, a capire come gestire gli incontri e a decidere eventuali passi successivi in modo sereno.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Da quanto racconti, il suo comportamento (passarti vicino con la testa abbassata, salutare il collega come se tu non ci fossi, evitare il confronto) può avere diverse spiegazioni plausibili:
Evitamento emotivo: potrebbe faticare a gestire i propri sentimenti e quindi evita il contatto per non provare imbarazzo o disagio.
Difesa o protezione: allontanarsi può essere il modo che usa per proteggersi (o per non riaccendere discussioni).
Voler prendere le distanze pubblicamente: a volte chi ha chiuso la relazione vuole chiarire anche con i comportamenti che è “finita”, specie in un ambiente condiviso.
Punizione o rabbia: è possibile che provi risentimento e lo manifesti con freddezza.
Non è possibile stabilire con certezza quale sia la ragione solo dai segnali esterni, però le reazioni che interpreti (odiarmi, punirmi) sono reazioni comprensibili quando si hanno sentimenti ancora vivi.
Cosa puoi fare subito (in modo pratico e rispettoso):
Non trarre conclusioni affrettate: osserva la ripetizione dei comportamenti prima di dare significati assoluti.
Proteggi il tuo benessere sul lavoro: mantieni interazioni professionali e brevi; evita di cercare conferme emotive sul posto di lavoro.
Preparati mentalmente a incrociarlo: avere una frase neutra pronta (“Buonasera”) può ridurre ansia e imbarazzo.
Elabora i tuoi sentimenti al di fuori del lavoro: parla con un’amica, tieni un diario o fai attività che ti sostengano emotivamente.
Valuta i limiti: se il suo atteggiamento ti ferisce molto, pensa a come ridurre l’esposizione (quando possibile) o a chiedere supporto al reparto HR solo se la situazione diventasse vessatoria.
Infine, visto che dici di provare ancora sentimenti e che ci sono aspetti irrisolti, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista che possa aiutarti a chiarire le emozioni, a capire come gestire gli incontri e a decidere eventuali passi successivi in modo sereno.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno paziente anonimo, non sappiamo nulla delle cause della vostra separazione o dei sentimenti che il suo ex prova per lei in questo momento, ma probabilmente sente il bisogno di creare una distanza tra voi, che sia per indifferenza o altro. Mi concentrerei piuttosto sui suoi sentimenti, che definisce irrisolti e quindi ipotizzo non la facciano stare completamente serena. Fare chiarezza in se stessi, ciò che proviamo e desideriamo, può aiutarci a vivere una vita piena e soddisfacente. Se per farlo ha bisogno di parlare con il suo ex, o può guardarsi dentro da sola, lo sa solo lei. Buona introspezione.
Gentile Utente, è comprensibile quanto tutto questo possa farla sentire a disagio e quanto possa essere doloroso sentire un distacco così evidente da parte di qualcuno per cui prova ancora qualcosa. Che lui abbassi lo sguardo, che passi accanto a Lei senza fermarsi e che la tratti come se non fosse presente può essere il modo in cui cerca di proteggersi da emozioni che non sa gestire, oppure anche di manifestare risentimento, chiusura o distacco. Ci sono persone che, dopo una rottura, hanno bisogno di creare molta distanza, perché avvicinarsi anche solo un poco riattiverebbe emozioni disagevoli, sentimenti e ferite emotive che preferiscono evitare. Tuttavia evitare non significa sempre voler punire, più frequentemente significa non sapere come stare con qualcosa che si prova oppure non provarlo più. Quello che descrive più che un atteggiamento punitivo (poichè non mi pare riferisca atteggiamenti aggressivi o passivo-aggressivi da parte del suo ex), sembra piuttosto un comportamento di ritiro. Quando dice di avvertire che c’è qualcosa di irrisolto, potrebbe essere vero per entrambi, ma questo non garantisce che emerga un desiderio reciproco di riavvicinamento o di chiarimento.
Ciò che conta di più in questa situazione a mio avviso è come si sente Lei, relativamente al carico emotivo che porta. Concentrarsi di più su se stessi autocentrandosi, coltivando i propri valori e i propri obiettivi, potrebbe essere una strada per provare a voltare pagina e andare avanti.
Spero di esserle stato utile, un cordiale saluto.
Ciò che conta di più in questa situazione a mio avviso è come si sente Lei, relativamente al carico emotivo che porta. Concentrarsi di più su se stessi autocentrandosi, coltivando i propri valori e i propri obiettivi, potrebbe essere una strada per provare a voltare pagina e andare avanti.
Spero di esserle stato utile, un cordiale saluto.
Ciao, a volte la nostra mente si focalizza su un obiettivo a noi non funzionale, cioè "capire il perchè del comportamento degli altri". Possiamo decidere di muoverci in due direzioni: affrontare la persona chiedendone il motivo (se non lo abbiamo già fatto) e, laddove abbiamo di ritorno una risposta che non ci soddisfa, decidere di lasciar andare e andare avanti ricostruendo la nostra vita.. oppure saltare il primo passaggio (chiedere spiegazione) e passare direttamente al secondo (andare avanti). Le cose irrisolte sono dolorose, ma la sofferenza può essere uno stato di passaggio verso un nuovo stato di benessere personale.
Buonasera, potrebbe essere come pensa lei oppure potrebbe sentirsi in difficoltà per come sono andate le cose, per essere stato lui ad aver chiuso la relazione e quindi, non riuscendo ad affrontare le sue emozioni (che potrebbero essere di vergogna, imbarazzo, colpa...) usa l'evitamento. Se sente di volerci parlare, non abbia paura, gli parli. Un saluto, Ilaria Innocenti
Gentilissima, per darle un'opinione sarebbe necessario conoscere vari elementi di questa storia. Perché si è conclusa? Come? Parla di cose irrisolte ... ma ne avete parlato? Il suo ex vorrebbe punirla? Per che cosa?
E' chiaro che se vi siete lasciati e lavorate insieme può capitare di incontrarvi più volte, non necessariamente la evita per mancanza di rispetto, lui in questo momento potrebbe aver anche semplicemente bisogno di tempo per elaborare quello che è successo tra voi. Ma ripeto, nel suo racconto ci sono tante cose non dette che non fanno capire come siano andate le cose.
I miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
E' chiaro che se vi siete lasciati e lavorate insieme può capitare di incontrarvi più volte, non necessariamente la evita per mancanza di rispetto, lui in questo momento potrebbe aver anche semplicemente bisogno di tempo per elaborare quello che è successo tra voi. Ma ripeto, nel suo racconto ci sono tante cose non dette che non fanno capire come siano andate le cose.
I miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
Buongiorno, dovrebbe lavorare su ciò che ancora la lega, anche mentalmente a questo rapporto. Sicuramente il non essere considerata non è piacevole per nessuno, sarebbe necessario affrontare l'argomento con questo uomo richiedendo un minimo di rispetto anche in virtù di ciò che c'è stato.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera, da ciò che descrive il comportamento del suo ex sembra esprimere un disagio non elaborato e una difficoltà a gestire la separazione. Ignorare una presenza può essere una forma di evitamento o di difesa, più che una “punizione” intenzionale. È comprensibile che per lei sia doloroso. Il lavoro ora può essere riportare il focus su di sé, sui propri confini emotivi e su ciò che le serve per chiudere davvero questo legame dentro di sé, attraversando anche questo doloroso incontro.
Buongiorno, provo a trasmetterle una mia considerazione della situazione:
se siamo coinvolti ed innamorati di una persona che si comporta con noi in maniera ambigua, tendiamo ad iperanalizzare i suoi comportamenti nei minimi dettagli. questo porta spesso ad interpretare col filtro del "dolore" qualsiasi interazione, dando significati più salienti di quanto non lo siano nella realtà.
Nel suo caso specifico, penso che la spiegazione più probabile sia che l'uomo provi disagio nei suoi confronti,soprattutto se ha scelto lui di chiudere. può anche voler evitare l'ambiguità per non volerla illudere di un suo avvicinamento, che in questo momento non è pronto a riprendere. la sua interpretazione del comportamento come punizione,è forse un modo per dare un senso al suo dolore, percependo la rottura come ingiusta. questo è comprensibile, perchè, a volte, essere lasciati, senza un motivo chiaro o grave, genera il desiderio di ricercare significati nascosti, o proiettare sentimenti negativi sull'altro, che ci ha fatto soffrire. In questo modo, spesso si evita di confrontarsi con la spiegazione più plausibile, che potrebbe essere che lui non sia più coinvolto emotivamente e che per questo, provi disagio nel vederci.
un caro saluto
se siamo coinvolti ed innamorati di una persona che si comporta con noi in maniera ambigua, tendiamo ad iperanalizzare i suoi comportamenti nei minimi dettagli. questo porta spesso ad interpretare col filtro del "dolore" qualsiasi interazione, dando significati più salienti di quanto non lo siano nella realtà.
Nel suo caso specifico, penso che la spiegazione più probabile sia che l'uomo provi disagio nei suoi confronti,soprattutto se ha scelto lui di chiudere. può anche voler evitare l'ambiguità per non volerla illudere di un suo avvicinamento, che in questo momento non è pronto a riprendere. la sua interpretazione del comportamento come punizione,è forse un modo per dare un senso al suo dolore, percependo la rottura come ingiusta. questo è comprensibile, perchè, a volte, essere lasciati, senza un motivo chiaro o grave, genera il desiderio di ricercare significati nascosti, o proiettare sentimenti negativi sull'altro, che ci ha fatto soffrire. In questo modo, spesso si evita di confrontarsi con la spiegazione più plausibile, che potrebbe essere che lui non sia più coinvolto emotivamente e che per questo, provi disagio nel vederci.
un caro saluto
Gentile utente, lasciare qualcuno non è mai semplice. Può darsi che il suo ex provi semplicemente imbarazzo oppure si senta a disagio per averla ferita. Perché questo si stemperi è necessario del tempo. Se lei se la sente lo saluti per prima, ma non si aspetti subito reazioni amichevoli e non dia un significato persecutorio a questi atteggiamenti. Se questa situazione fosse troppo dolorosa ne parli con un professionista.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente
Dottoressa Lorena Menoncello
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente
Dottoressa Lorena Menoncello
Gentile Utente, che cosa prova quando vede il suo ex compagno? Quale emozione sente a vederlo? Per quale motivo ha bisogno di avere "un buon rapporto" con Lui nonostante Le ha comunicato che non vuole stare più insieme a Lei? Crede che ci sia qualcosa di irrisolto (provo ancora dei sentimenti), allora perché non riesce ad affrontarlo e chiedergli un confronto? Ha paura di un suo rifiuto? "Nessun tradimento" ... eppure non trova il coraggio di parlare con Lui. Scrive "Lui mi odia", di cosa si critica? Nel caso questo sentimento sia vero, si sente in colpa? Per quale motivo questa persona dovrebbe punirla? I nostri pensieri ci allontanano dalla realtà; le nostre paure ci "immobilizzano" e ci portano in un vortice mentale da cui facciamo fatica ad uscire. La invito ad approfondire le sue dinamiche interne. Grazie.
la cosa più semplice e chiederglielo, se voglia "punirla" e eventualmente di cosa.
Cara ragazza,
non possiamo sapere cosa passi nella testa del suo ex. Quello che lei legge come odio o punizione potrebbe essere imbarazzo dettato dal fatto di essere sul posto di lavoro o difficoltà a gestire la situazione. Potrebbe sentirsi in colpa per averla lasciata o temere che lei possa dirgli qualcosa che non saprebbe gestire.
Forse lei sente di avere qualcosa in sospeso con lui, forse non riesce a capire perchè è stata lasciata visto che non c'è stato un tradimento e questo la potrebbe anche portare a ricercare un dialogo con lui anche solo di sguardi. Sicuramente il percorso di elaborazione di una perdita non è facile e neppure breve e necessita di un tempo di elaborazione in cui la sofferenza la fa da padrona. Le auguro di ritrovare presto la sua serenità.
non possiamo sapere cosa passi nella testa del suo ex. Quello che lei legge come odio o punizione potrebbe essere imbarazzo dettato dal fatto di essere sul posto di lavoro o difficoltà a gestire la situazione. Potrebbe sentirsi in colpa per averla lasciata o temere che lei possa dirgli qualcosa che non saprebbe gestire.
Forse lei sente di avere qualcosa in sospeso con lui, forse non riesce a capire perchè è stata lasciata visto che non c'è stato un tradimento e questo la potrebbe anche portare a ricercare un dialogo con lui anche solo di sguardi. Sicuramente il percorso di elaborazione di una perdita non è facile e neppure breve e necessita di un tempo di elaborazione in cui la sofferenza la fa da padrona. Le auguro di ritrovare presto la sua serenità.
Buongiorno,
È probabile che lei non abbia smaltito del tutto questo distacco e che la sofferenza per aver perso una persona di cui è ancora innamorata sia ancora particolarmente presente. Valuti la possibilità di affrontare tutto questo in uno spazio di ascolto più ampio, ne vale della sua serenità.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
È probabile che lei non abbia smaltito del tutto questo distacco e che la sofferenza per aver perso una persona di cui è ancora innamorata sia ancora particolarmente presente. Valuti la possibilità di affrontare tutto questo in uno spazio di ascolto più ampio, ne vale della sua serenità.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo la situazione che ci riporta, e immagino le sofferenze psicologiche ed emotive che sta affrontando. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e comprendere le motivazioni del perdurare del suo malessere, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare il tutto.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Gentile Utente,
questi incontri sul luogo di lavoro possono risultare emotivamente molto faticosi e riattivare vissuti ancora aperti legati alla fine della relazione.
È comprensibile che il suo comportamento – evitare lo sguardo, non salutarla direttamente, comportarsi come se Lei non ci fosse – la faccia stare male e la porti a interrogarsi sul suo significato. Allo stesso tempo, è importante fare attenzione a non trasformare questi gesti in certezze sul fatto che lui la odi o voglia punirla. Queste sono ipotesi comprensibili, che nascono dal dolore e dal senso di rifiuto, ma non necessariamente corrispondono a ciò che sta accadendo dentro di lui.
Il suo atteggiamento potrebbe anche parlare di una difficoltà a gestire l’incontro, di imbarazzo, di difesa o di un bisogno di distanza per proteggersi. Spesso, quando una relazione finisce, le due persone vivono tempi e modalità diverse nell’elaborazione della separazione.
Mi sembra importante sottolineare che ciò che emerge con forza dal suo messaggio è il suo vissuto: il fatto che Lei provi ancora dei sentimenti, che percepisca qualcosa di irrisolto e che questi incontri la facciano soffrire. Forse più che cercare di capire cosa prova o pensa lui, potrebbe essere utile fermarsi su cosa sta succedendo a Lei ogni volta che lo incontra: quali emozioni si attivano, cosa riaprono, cosa sente di aver bisogno in questo momento.
Se lo desidera, un percorso di supporto psicologico può aiutarla a dare spazio e senso a questi vissuti, a elaborare la fine della relazione e a trovare un modo per proteggersi emotivamente in un contesto, come quello lavorativo, in cui il contatto è inevitabile.
Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
questi incontri sul luogo di lavoro possono risultare emotivamente molto faticosi e riattivare vissuti ancora aperti legati alla fine della relazione.
È comprensibile che il suo comportamento – evitare lo sguardo, non salutarla direttamente, comportarsi come se Lei non ci fosse – la faccia stare male e la porti a interrogarsi sul suo significato. Allo stesso tempo, è importante fare attenzione a non trasformare questi gesti in certezze sul fatto che lui la odi o voglia punirla. Queste sono ipotesi comprensibili, che nascono dal dolore e dal senso di rifiuto, ma non necessariamente corrispondono a ciò che sta accadendo dentro di lui.
Il suo atteggiamento potrebbe anche parlare di una difficoltà a gestire l’incontro, di imbarazzo, di difesa o di un bisogno di distanza per proteggersi. Spesso, quando una relazione finisce, le due persone vivono tempi e modalità diverse nell’elaborazione della separazione.
Mi sembra importante sottolineare che ciò che emerge con forza dal suo messaggio è il suo vissuto: il fatto che Lei provi ancora dei sentimenti, che percepisca qualcosa di irrisolto e che questi incontri la facciano soffrire. Forse più che cercare di capire cosa prova o pensa lui, potrebbe essere utile fermarsi su cosa sta succedendo a Lei ogni volta che lo incontra: quali emozioni si attivano, cosa riaprono, cosa sente di aver bisogno in questo momento.
Se lo desidera, un percorso di supporto psicologico può aiutarla a dare spazio e senso a questi vissuti, a elaborare la fine della relazione e a trovare un modo per proteggersi emotivamente in un contesto, come quello lavorativo, in cui il contatto è inevitabile.
Cordiali Saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
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