Buonasera Dottori, vorrei una opinione ..ho incontrato il mio ex fidanzato.sul luogo di lavoro pur

25 risposte
Buonasera Dottori, vorrei una opinione
..ho incontrato il mio ex fidanzato.sul luogo di lavoro pur lavorando in uffici diversi...stavo mangiando e lui con la testa abbassata mi passa vicino evitandomi..un altro episodio: io mentre parlo con un collega, arriva il mio ex e si salutano col collega, come se io non ci fossi..la scorsa settimana ci siamo incrociati e ci siamo detti solo "ciao "..io provo ancora dei sentimenti per lui anche se è stato lui a lasciarmi..nessun tradimento..c'è ancora qualcosa di irrisolto..penso che dal suo comportamento lui mi odi come se volesse punirmi.. non so che pensare..Grazie a tutti.
Dott.ssa Camilla Guccione
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera a lei.
Il suo focus non deve essere tanto sul “perché lui si comporta così” quanto su “come lei può prendersi cura di se stessa e gestire le sue emozioni in questo contesto”. Lavorare su questa domanda la potrebbe aiutare molto a ricostruire equilibrio e autonomia emotiva, anche di fronte a incontri casuali o comportamenti ambigui nel luogo di lavoro. Cosa potrebbe farla sentire meglio? Come vorrebbe essere? Quanto convalida quello che prova lei ma allo stesso tempo accetta quanto desidera l'altro? Sono tutte domande che potrebbero strutturarla sia nella sua identità che nella sua autodirezionalità.
Spero di esserle stata un minimo di aiuto. Un caro saluto . Dott.ssa Camilla Guccione

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Dott. Pierluigi Campesan
Psicologo, Psicologo clinico
Verona
Buongiorno, dovrebbe trovare un momento in cui entrambi possiate esprimervi liberamente rispetto sia a ciò che avete provato un tempo che a quello che vi sta accadendo ora. Chiarezza e apertura possono essere delle alleate nel definire non solo noi e chi abbiamo difronte, ma anche le nostre necessarie azioni future.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giovannina Marasco
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buona sera, grazie per aver condiviso.
Capisco quanto questi incontri sul luogo di lavoro possano metterti in difficoltà, soprattutto perché provi ancora dei sentimenti e la relazione è finita senza un vero motivo “concreto” su cui chiudere. È normale che, in queste situazioni, ogni gesto o mancanza di sguardo venga vissuto come un segnale e faccia sorgere dubbi sul suo atteggiamento nei tuoi confronti.
Dai comportamenti che descrivi non si può dire che lui ti “odi” o che voglia punirti. È molto più probabile che stia semplicemente scegliendo una modalità di distanza per proteggersi o per evitare situazioni emotivamente cariche per entrambi. Quando una relazione finisce, ognuno gestisce il contatto in modo diverso: c’è chi riesce a mantenere una cordialità naturale e chi, invece, ha bisogno di maggiore distacco per non riaprire ferite o confusione.
Questo però non dice nulla sul tuo valore, né sul fatto che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato. Il fatto che lui mantenga una distanza non significa che provi sentimenti negativi verso di te: potrebbe essere solo la sua strategia per gestire il rapporto in un contesto lavorativo.
Il punto importante ora è cosa provi tu e come vuoi prenderti cura di te in questa situazione. È comprensibile che tu senta che “c’è qualcosa di irrisolto”, e parlarne può aiutarti a elaborare ciò che è rimasto in sospeso, indipendentemente dalle sue reazioni o interpretazioni.
Se vuoi, possiamo approfondire come ti fanno sentire questi episodi e cosa sarebbe importante per te per riuscire a proseguire con serenità.
Saluti
GM
Dott.ssa Sara Camilla Spinosi
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Grazie per la sua condivisione,
sicuramente provare ancora dei sentimenti per qualcuno ed essere ignorati da questo genera sofferenza e dolore.

Leggo, però, anche una grande angoscia legata all'assenza dello sguardo dell'altro, tanto da farle dire e sentire di essere punita e odiata. In questi casi è necessario ampliare lo sguardo e capire come mai mai l'assenza dello sguardo dell'altro lei la vive in maniera così intensa, "come se non ci fossi"; ha mai pensato che la sua sofferenza possa essere legata a questo aspetto e non a "qualcosa di irrisolto" con il suo ex partner?
Uno spazio terapeutico può aiutarla a capire come mai sente questo e a gestirlo, spostando il focus da fuori a dentro.

Dott.ssa Spinosi Sara C
Dott. Vincenzo Capretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, capisco quanto possano essere dolorosi questi piccoli incontri quotidiani, soprattutto quando i sentimenti sono ancora vivi. I comportamenti che descrive non indicano necessariamente odio: spesso, dopo una separazione, alcune persone adottano una distanza “protettiva” perché non sanno come gestire l’emotività che riemerge. Evitare lo sguardo o non salutare può essere un modo, goffo ma umano, per difendersi.
È comprensibile che questo le crei confusione, perché per lei qualcosa è ancora irrisolto. In questi casi può essere utile ascoltare ciò che sente e chiedersi di cosa ha bisogno ora lei, al di là delle sue reazioni. Il suo vissuto merita spazio e rispetto, indipendentemente da come lui si comporta. Cordiali saluti.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera — grazie per aver condiviso la situazione, è normale sentirsi confusi e feriti in questi casi. Ti do qui un quadro sintetico ma pratico di ciò che potrebbe succedere e di cosa puoi fare subito per prenderti cura di te.

Cosa potrebbe significare il suo comportamento

Evitare e trattarti come se non ci fossi può nascondere varie cose: imbarazzo, disagio nel gestire i sentimenti irrisolti, volontà di non riaccendere la relazione, oppure il bisogno di creare distanza per proteggersi.

Pensare che “ti odi” è una possibile interpretazione, ma non l’unica: spesso l’atteggiamento infatti è più una strategia di difesa personale che una dichiarazione emotiva chiara.

Come prenderti cura di te, passi concreti

Mantieni professionalità: sul luogo di lavoro tieni i contatti su toni neutri e brevi; questo protegge te e la tua posizione.

Gestisci l’ansia sul momento: respiri lenti (4-4-6), qualche secondo per riportare la calma prima di reagire.

Evita il rimuginio: se ti sorprendi a pensare “perché mi tratta così”, prova a sostituire il pensiero con un’azione concreta (una breve passeggiata, scrivere 3 cose che apprezzi di oggi).

Chiarezza se necessario: se senti che un chiarimento ti aiuterebbe a chiudere, valuta un incontro privato e rispettoso (es. “Ti va di parlare cinque minuti? Vorrei chiarire qualcosa per stare meglio”). Non farlo se temi reazioni negative o se il contesto lavorativo lo rende inappropriato.

Supporto pratico: parla con persone di fiducia, scrivi i tuoi pensieri su un diario, usa tecniche di mindfulness per ridurre il sovraccarico emotivo.

Proteggi i tuoi confini: se gli incontri ti fanno soffrire, riduci esposizioni non necessarie (pause in luoghi diversi, evitare chat personali sul lavoro).

Quando cercare aiuto specialistico
Se i sentimenti rimangono intensi, se la situazione ti impedisce di lavorare serenamente o influisce sul sonno e sull’umore, è molto utile approfondire con un professionista: insieme potete esplorare cosa è rimasto “irrisolto”, strategie per la chiusura emotiva e modalità per ricostruire equilibrio e autostima.

Consiglio di approfondire con uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Luigi Pignatelli
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Dev’essere davvero doloroso rivederlo ogni giorno sul lavoro e sentirti ignorata, soprattutto quando dentro di te ci sono ancora sentimenti non risolti. È naturale che il suo modo di comportarsi ti faccia pensare a odio, punizione o rabbia… ma spesso, dietro atteggiamenti così rigidi, non c’è disprezzo, bensì imbarazzo, disagio o difficoltà a gestire la situazione emotiva.
Quando una relazione finisce, molte persone non sanno come comportarsi: alcuni evitano il contatto per non riaprire ferite proprie, altri fanno finta di nulla per proteggersi. Il fatto che ti abbia salutata l’ultima volta — anche se solo con un “ciao” — mostra che non c’è un reale rifiuto della tua persona, ma probabilmente solo la necessità di mantenere distanza.
La domanda importante, però, non è cosa prova lui, ma che effetto fa tutto questo a te. Rivederlo continuamente sta tenendo aperta una ferita che non riesci a chiudere, e interpretare ogni suo gesto ti consuma emotivamente.
Forse ciò che è davvero “irrisolto” non è tra voi due, ma dentro di te: il bisogno di capire, di avere una spiegazione, di sentirti vista e considerata.
Prenditi tempo per ascoltare questo bisogno e chiederti cosa ti farebbe davvero stare meglio: continuare a decifrare i suoi segnali o iniziare un percorso che ti aiuti a liberarti dal suo sguardo e rimettere al centro te stessa.
Cara,
comprendo quanto possa essere difficile trovarsi quotidianamente a contatto con una persona che ha rappresentato una parte importante della propria vita sentimentale. Quando una relazione finisce, soprattutto se non vi sono stati tradimenti o rotture “gravi”, spesso rimangono aspetti irrisolti: emozioni sospese, domande senza risposta, bisogni non espressi.
Il comportamento del suo ex partner – evitarla, non guardarla, non includerla nei saluti – non necessariamente indica “odio” o volontà di punirla. Nella lettura sistemica, questi gesti possono rappresentare una modalità di gestione del disagio: per alcune persone, l’unico modo per mantenere una distanza emotiva tollerabile è evitare il contatto diretto o mantenere una freddezza formale.
Non è raro che chi ha scelto di interrompere la relazione fatichi comunque a confrontarsi con le emozioni residue, proprie e dell’altro.
Lei descrive di provare ancora sentimenti e di percepire qualcosa di irrisolto. Questo è comprensibile: il contatto quotidiano sul luogo di lavoro può riattivare facilmente sensazioni che in altri contesti potrebbero attenuarsi nel tempo.
Forse può essere utile chiedersi:
• Che cosa di questa relazione è rimasto in sospeso per me?
• Che significato attribuisco ai suoi comportamenti e quanto questo influenza il mio benessere?
• Di cosa avrei bisogno oggi per poter rielaborare la fine della relazione e tutelare me stessa?
A volte, più che cercare risposte nell’altro, può essere prezioso riportare l’attenzione su di sé e sui propri vissuti, così da capire come ricostruire un equilibrio personale — soprattutto in un contesto lavorativo condiviso.
Se dovesse sentirne la necessità, un percorso di supporto psicologico può aiutarla ad elaborare ciò che è accaduto, dare un nuovo significato alla relazione e trovare modalità più funzionali per gestire questi incontri.
Un caro saluto,
Resto a disposizione.
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Buongiorno,
grazie per la domanda. Questi segnali fanno inevitabilmente sorgere dei dubbi e ci si interroga sulla situazione. Risulta molto difficile stabilire a priori se si tratta di una punizione o di altro, senza una conoscenza approfondita di cosa è successo durante la relazione e quali sono state le motivazioni che hanno spinto alla rottura.
Le motivazioni sottostanti potrebbero essere tra le più svariate.
Il consiglio è di intraprendere un percorso psicologico che possa fungere da supporto e trovare un ordine a questi aspetti di difficoltà.
Rimango a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Dott.ssa Simona Santoni
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera, grazie per la condivisione. Capisco quanto possano essere difficili e confusi questi incontri sul luogo di lavoro, soprattutto quando i sentimenti sono ancora presenti e la relazione non si è chiusa in modo davvero elaborato.
Da ciò che descrive, il comportamento del suo ex non indica necessariamente odio o desiderio di punirla. Spesso, dopo la fine di una relazione, alcune persone potrebbero adottare un atteggiamento distaccato semplicemente perché non sanno come gestire l’emotività del momento.
Il distacco può essere una protezione, non un attacco: proteggere sé stessi dal riaprire ferite, evitare ambiguità, oppure provare a mantenere un confine chiaro in un contesto lavorativo.
Allo stesso tempo, è comprensibile che per lei questi comportamenti risultino dolorosi, soprattutto perché prova ancora dei sentimenti e sente che “qualcosa è rimasto in sospeso”. In questi casi è naturale interrogarsi sul significato dei gesti dell’altro ma a volte ciò che fa soffrire di più non è ciò che l’altro prova… bensì ciò che non è stato ancora elaborato dentro di noi.
Mi vengono in mente alcune domande su cui poter riflettere: cosa ha significato per lei quella relazione? Cosa non ha ancora davvero chiuso o compreso? Quali emozioni si riattivano quando lo vede?
Un percorso psicologico può aiutarla a dare spazio a queste domande, a distinguere ciò che appartiene al presente da ciò che è legato a ferite più profonde, e a ritrovare un senso di equilibrio anche in un contesto lavorativo condiviso.

Un caro saluto,
Simona Santoni - Psicologa
Dott.ssa Stefania Militello
Psicologo, Psicologo clinico
Sassari
Gentile Utente,
i comportamenti che descrive possono riflettere semplice evitamento, imbarazzo o il tentativo del suo ex di mantenere distanza dopo la fine della relazione, non necessariamente odio o volontà di punirla. Quando si provano ancora sentimenti è facile interpretare ogni gesto in chiave personale, ma gli atteggiamenti del suo ex non permettono di trarre conclusioni sul suo stato emotivo.
Per tutelare il suo benessere può essere utile che lei si concentri sui propri bisogni, così da ridurre le letture emotive dei comportamenti del suo ex e, parallelamente, lavorare gradualmente sull’elaborazione della fine della relazione e della separazione. Può valutare di rivolgersi a un professionista psicologo/a per avere uno spazio di supporto, sono sicura che questo la aiuterà. Un caro saluto.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, quello che racconta è qualcosa che ferisce in modo molto profondo, perché tocca proprio il punto più delicato dopo una separazione: l’incontro con l’altro quando i sentimenti da parte sua sono ancora vivi e, dall’altra parte, arriva un comportamento che sembra di rifiuto, di chiusura totale, quasi di cancellazione. È comprensibile che lei si senta disorientata, svalutata, confusa e anche arrabbiata. Essere ignorati, vedere l’altra persona evitare lo sguardo, salutare tutti tranne lei, genera un dolore che va ben oltre il semplice imbarazzo. È come se ogni volta la ferita venisse riaperta. Lei dice una cosa molto importante: prova ancora dei sentimenti, anche se è stato lui a lasciarla e non ci sono stati tradimenti. Questo rende tutto più difficile, perché dentro di lei probabilmente convivono due movimenti opposti. Da una parte c’è l’affetto che non si è spento, dall’altra c’è il bisogno di capire che cosa sta succedendo, perché viene trattata come se non esistesse. In mezzo a questi due poli nasce quella sensazione di “irrisolto” di cui parla, che fa male e tiene sospesa la mente. Il pensiero che lui la odi o che voglia punirla è un pensiero molto comprensibile, perché quando subiamo un comportamento così freddo e distante la mente cerca una spiegazione che dia un senso al rifiuto. Tuttavia è importante sapere che questo è solo uno dei possibili significati, non per forza quello reale. A volte le persone evitano perché non sanno reggere l’emozione, perché si sentono in colpa, perché hanno paura di stare male rivedendo l’altro, oppure perché non hanno gli strumenti per affrontare un confronto. Il silenzio e l’evitamento non sempre nascono dall’odio, spesso nascono dall’incapacità di gestire quello che si muove dentro. Il punto centrale, però, è un altro: al di là di quello che prova o non prova lui, di quello che pensa o non pensa, lei oggi sta soffrendo. E questa sofferenza merita rispetto. È come se ogni incontro al lavoro la rimettesse in una posizione di attesa, di domanda, di speranza e di delusione insieme. Questo può diventare molto logorante, perché la tiene agganciata a qualcosa che, nei fatti, non è più una relazione attiva. Il fatto che lei senta che “c’è ancora qualcosa” parla molto del suo mondo emotivo attuale. Non è sbagliato sentire così, anzi è una reazione umana quando un legame è stato importante. Ma è utile che inizi a spostare lentamente lo sguardo da lui verso di sé. Chiedersi non tanto cosa sta facendo lui, ma cosa sta succedendo dentro di lei ogni volta che lo vede. Che emozioni emergono, quali pensieri, che bisogno sente in quei momenti. Spesso sotto c’è un forte desiderio di essere ancora vista, riconosciuta, considerata. Non c’è nulla di strano nel fatto che lei faccia fatica a lasciar andare se ancora prova amore. Il distacco emotivo non avviene con un interruttore, richiede tempo e delicatezza. Però continuare a leggere ogni suo gesto come un messaggio può impedire questo processo e tenerla intrappolata in una posizione di attesa che la fa soffrire. Forse, più che capire se lui la odia o se la sta punendo, oggi per lei è importante iniziare a proteggersi un po’ di più da ciò che le riattiva continuamente il dolore. Questo non significa cancellare i sentimenti, ma iniziare a prendersi cura di sé, dei propri confini emotivi, del proprio tempo interiore. Lei non è sbagliata per ciò che prova. Sta vivendo una fase difficile di elaborazione di una perdita affettiva, e questo merita rispetto, pazienza e gentilezza verso se stessa. Le auguro di poter ritrovare, poco alla volta, uno spazio in cui il pensiero di lui non faccia più così male e non condizioni il suo valore come persona. resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
Mi dispiace per la situazione che descrive, è comprensibile che questi incontri e il modo in cui avvengono possono farla sentire confusa e ferita, soprattutto quando si tratta di una persona a cui si tiene ancora. Se però questa situazione le crea molta sofferenza potrebbe essere utile affrontare questo tema con un professionista. Potrebbe avere uno spazio tutto suo in cui condividere le sue emozioni ed esplorare con calma ciò che sta accadendo, così da trovare un modo sereno per affrontare la situazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Sofia Bonomi
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera, naturalmente ci sono troppi pochi dati per poter capire qualcosa, consideri che potrebbero però esserci letture diverse al suo comportamento, che vanno in una direzione di vergogna/dispiacere/senso di disagio per non sapere come comportarsi. Un saluto dott.ssa Bonomi
Dott.ssa Roberta Murgia
Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Ciao! Capisco bene quanto possano far male queste situazioni, soprattutto quando dentro di te ci sono ancora sentimenti forti e irrisolti. Vedere il tuo ex evitarti, non salutarti o comportarsi come se tu non fossi presente può creare facilmente la sensazione che ce l’abbia con te o che ti stia punendo. È un pensiero comprensibile, ma non è detto che rifletta davvero ciò che lui prova.
A volte, dopo una rottura, le persone non sanno come comportarsi, possono sentirsi in imbarazzo, possono temere di dare false speranze, oppure cercano semplicemente di proteggersi da emozioni ancora delicate. Evitare il contatto non significa necessariamente odio, anzi spesso è un modo goffo per gestire un disagio interno.
Il fatto che vi siate comunque scambiati un “ciao” in un’altra occasione indica che, quando il momento è stato più naturale, lui non si è tirato indietro del tutto.
La cosa più importante ora è proteggere te stessa. Se senti che questa situazione sul lavoro ti fa soffrire o ti confonde, prova a chiederti cosa potresti fare per ritrovare un po’ di equilibrio emotivo. Non devi interpretare ogni gesto come un segnale preciso, molte volte i comportamenti distaccati parlano più della difficoltà dell’altra persona che di un sentimento negativo verso di te.
E ricordati una cosa, ciò che provi tu è valido, e non c’è nulla di sbagliato nel sentire che qualcosa è rimasto in sospeso. Serve solo tempo, chiarezza e tanta gentilezza verso te stessa.
Non è mai facile rompere una relazione, ci vuole tempo per ristrutturarsi!

in bocca al lupo
R.M.
Buonasera,
capisco quanto possano ferire questi incontri con un ex partner quando ci sono ancora sentimenti irrisolti. Il suo comportamento distaccato non indica necessariamente odio: spesso, dopo una separazione, c’è chi evita il contatto per proteggersi, per imbarazzo o perché non sa come gestire le emozioni.
La cosa importante ora è guardare a ciò che succede dentro di lei: il bisogno di un chiarimento, la sofferenza per essere ignorata, il legame che non si è ancora chiuso. Sono reazioni comuni quando la relazione non è stata davvero elaborata.
Un supporto psicologico può aiutarla a comprendere meglio questi vissuti relazionali e a ritrovare serenità.
Un saluto.
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,
i comportamenti che descrive non indicano necessariamente odio o volontà di punirLa. Quando una relazione si interrompe, soprattutto se la scelta è stata presa dall’altra persona, può accadere che il partner evitante scelga una distanza formale semplicemente per proteggersi o per non riaprire emozioni ancora difficili da gestire. L’evitamento, quindi, può essere un meccanismo di difesa e non un segnale diretto verso di Lei.

È comprensibile che, provando ancora sentimenti, piccoli gesti come un saluto rapido o un mancato sguardo vengano interpretati in chiave personale. Tuttavia, ciò che sta osservando è più probabilmente la difficoltà dell’altro a mantenere un contatto spontaneo in una situazione in cui esiste una storia comune ancora sensibile.

L’aspetto più importante, ora, è comprendere come questi episodi La fanno stare e quale significato attribuisce a questo legame rimasto “in sospeso”. Il fatto che Lei percepisca qualcosa di irrisolto può essere un punto da esplorare per capire se c’è bisogno di chiudere emotivamente la relazione, o se c’è ancora qualcosa che desidera chiarire per sé.

Un confronto sereno con un professionista potrebbe aiutarLa a rimettere ordine nelle emozioni e a ritrovare un senso di stabilità in questa fase.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Dott.ssa Sara Petroni
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
salve,
la situazione che descrive è emotivamente complessa e capisco bene il senso di confusione e disagio che può provare. Gli incontri con una persona verso cui ci sono ancora sentimenti, soprattutto in un contesto quotidiano come il lavoro, possono generare interpretazioni molto intense dei comportamenti altrui. Spesso tendiamo a leggere nei gesti degli altri segnali di rifiuto o di ostilità, mentre il comportamento potrebbe essere semplicemente una forma di cautela, imbarazzo o desiderio di mantenere distanze professionali.

Il fatto che Lei percepisca ancora sentimenti verso il suo ex e che avverta questioni irrisolte è naturale: la mente e il cuore cercano di dare un senso a ciò che è stato interrotto, e questo può amplificare l’interpretazione dei gesti dell’altro come atti di “punizione” o rifiuto intenzionale. Non significa che sia realmente così, ma che la sua percezione è condizionata dalla vulnerabilità emotiva residua.

In questa fase può essere utile concentrarsi su ciò che Lei può controllare: i propri confini emotivi e comportamentali, l’attenzione al presente e la gestione dei propri sentimenti senza cercare di decifrare o interpretare continuamente l’altro. Tecniche di mindfulness relazionale, journaling dei pensieri e momenti di auto-riflessione possono aiutare a ridurre l’intensità emotiva degli incontri, a distinguere i fatti dalle interpretazioni e a recuperare una maggiore serenità.

Se lo desidera, posso aiutarLa a impostare un percorso mirato a gestire i sentimenti residui, le emozioni negli incontri professionali e la lettura dei comportamenti altrui in modo più equilibrato, così da ridurre ansia e pensieri ossessivi legati a questa relazione.
Saluti, resto a disposizione.
Dott.ssa Carlotta Degli Esposti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Modena
Gentile,
dalla sua narrazione i comportamenti dell’ex fidanzato che descrive possono riflettere semplice imbarazzo oppure una necessità di mantenere una distanza a seguito della fine della relazione.
In questo momento, può esserle utile domandarsi come gestire ciò che prova. Lavorare su questo aspetto può aiutarla ad apprendere come affrontare eventuali incontri sul luogo di lavoro o in altri contesti.
Per fare questo, potrebbe valutare di dedicarsi uno spazio di supporto psicologico in cui elaborare la separazione e la gestione delle emozioni legate a questa situazione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Carlotta Degli Esposti
Dott.ssa Shana Baratto
Psicologo, Psicologo clinico
Levico Terme
Buonasera gentile utente,
grazie per la sua condivisione. Nonostante la breve descrizione mi arriva la sua fatica nel stare in questa posizione ed il condividere lo stesso luogo di lavoro, sicuramente, non facilità la situazione. Quello che mi sembra evidente è che il suo ex, in questo momento, non sta cercando nuove aperture nei suoi confronti, mantenendo la posizione a lei comunicata (di interrompere la relazione). Le motivazioni non possono essere interpretate, e rispetto alla vostra relazione non ci ha detto molto.
Afferma che c'è ancora "qualcosa di irrisolto"; da questa affermazione è possibile che, per lei, ci siano ancora qualcosa di irrisolto e che, al di là di quello che sia il pensiero del suo ex, è importante per lei poter esprimere (o fare) tutto ciò che non ha ancora espresso (o fatto), ascoltando i suoi sentimenti ancora presenti. In questo modo potrà evitare di lasciare Gestalt aperte, che potrebbero metterla in difficoltà rispetto ad un NEXT o in possibili relazioni future.
Le faccio tantissimi auguri per tutto; rimango a disposizione anche online.
Saluti,
dott.ssa Baratto

Psicologa Clinica - Psicodiagnosta - Psicoterapeuta della Gestalt in formazione
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Buonasera,
il comportamento del suo ex — lo sguardo evitato, il saluto minimo, il passare accanto come se non ci fosse — non parla tanto di lei, quanto del punto di scarto che la rottura ha lasciato in lui.
Quando un legame finisce senza che tutto sia stato davvero detto, ciascuno resta con qualcosa di “irrisolto”: per alcuni questo produce ricerca di chiarimento, per altri produce invece fuga. Evitare l’altro è spesso una forma di difesa dall’eccesso di significato che quella presenza porta con sé.
In poche parole potremmo dire che lei, per lui, rappresenta ancora un luogo sensibile del desiderio: un punto che non sa come trattare, e che quindi “taglia fuori” passando oltre, come se negandole lo sguardo negasse anche ciò che gli si smuove dentro. Non è odio: è un modo per non essere trascinato di nuovo in ciò da cui ha scelto di separarsi.
Il fatto che lei senta “qualcosa che non si è chiuso” riguarda il suo lato della storia: un resto affettivo che merita di essere riconosciuto, ma che non può essere interpretato attraverso i suoi silenzi. Il suo comportamento attuale indica distanza, non un messaggio nascosto.
Gentile Utente, ciò che descrive può essere letto come un tentativo del tuo ex di gestire l’imbarazzo, il disagio o una difficoltà emotiva nel ritrovarsi davanti a lei dopo la fine della relazione, più che un voler “punire” o “odiare”. L’evitamento spesso è una strategia di protezione quando non si sa come stare nel contatto, soprattutto se la separazione non è stata pienamente elaborata da una o da entrambe le parti. Il punto rilevante non è tanto cosa pensa lui, ma come questi comportamenti la fanno sentire e che significato attribuisce loro: questo può aiutarla a capire se c’è qualcosa che per lei è ancora aperto e di cui forse ha bisogno di prendersi cura, indipendentemente da ciò che farà o non farà lui.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvia Falqui
Gentile Utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Il termine di una relazione può portare con sé dei vissuti di perdita, tristezza e talvolta anche di impotenza, e le modalità con cui è avvenuta la chiusura possono contribuire a rendere più complesso il processo di distacco, dal punto di vista emotivo. Come mi sembra di capire, da parte sua potrebbe essere una storia non del tutto risolta, ed è comprensibile che incontri come quelli che descrive contribuiscano a generare confusione. Può essere importante concentrarsi non tanto sul comportamento dell'altro, quanto invece sulla propria emozione sperimentata in risposta a quel comportamento, e a tal proposito se sente che ciò impatta negativamente sulla qualità della sua vita quotidiana, un percorso di supporto psicologico potrebbe essere utile sia per concedersi il tempo e lo spazio per elaborare la fine di questa relazione, sia per rimodulare i confini relazionali in un modo per lei adeguato e che non sia fonte di ulteriore sofferenza.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Roberta Aiello
Salve , mi spiace per il “fastidio” che una situazione simile possa procurarle.
Probabilmente come anche lei stessa dice potrebbero esserci degli irrisolti.
Purtroppo capita spesso dopo la fine di una relazione se non si é riusciti a chiarirsi davvero.
Le consiglierei di valutare la possibilità di proporgli un confronto chiarificatore al fine di non avere più situazioni di evitamento, ansia o semplicemente fastidio lavorativo, chiaramente a quattr’occhi .
Nel caso in cui dovesse accettare il confronto molto bene , altrimenti lei comunque ci avrá provato da persona sana e matura.
Faccia pure le sue considerazioni e buone cose
Dott. Tullio Marziani
Dott. Christopher Siddi
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Grazie per aver condiviso ciò che sta vivendo. Incontri come questi possono riattivare emozioni e pensieri, soprattutto quando i sentimenti non sono del tutto passati. Più che cercare di capire cosa pensi l’altra persona, potrebbe essere utile dare spazio a quello che sta provando lei in questo momento ed un confronto con un professionista potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza su queste emozioni.
Un cordiale saluto, resto a disposizione per eventuali approfondimenti.

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