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Esperienze

Considero il mestiere dello psicologo nella sua accezione letterale -dal greco antico, discorso (logos) con l'anima (psychè)- oltre la sola dimensione riduzionista e razionale, per una completa esperienza che possa integrare tutti i livelli dell'organismo (fisico, energetico, emotivo, mentale, trascendente).

Mi metto a completa disposizione per intraprendere percorsi di presa in carico canonici, per le più svariate problematiche, con modalità di ascolto empatico per lo sviluppo delle proprie potenzialità interrotte.

Offro la possibilità di approcciarsi al percorso transpersonale e psicospirituale, guidando attraverso meditazioni, viaggi interiori, visualizzazioni, pratiche psico-corporee e rituali ancestrali.

Mi occupo anche di: problematiche di Dipendenza; gestione di gruppi di condivisione; Valutazione Cognitiva con somministrazione della WISC 4; trattamento fase critica dell'adolescenza; integrazione esperienze non ordinarie di coscienza (sogni, visioni, insight, allucinazioni, medianismo, flashback, premonizioni).

Mi sono Laureato alla Università di Torino, con Specialistica magistrale in Psicologia Clinica nel 2022. Sono Psicologo iscritto all'albo del Piemonte dal 2025 e attualmente frequento la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, ad indirizzo Biotransenergetica.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Studio psicologico Dottor Ernesto Bosio

Via Vittorio Avondo 20, Torino 10154

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 23 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno,

scrivo perché sto vivendo un momento di forte sofferenza legato a una relazione importante della mia vita, e sento il bisogno di un supporto per comprendere meglio me stessa, i miei comportamenti e le dinamiche che si sono create.

Con questo ragazzo ci conosciamo da circa 4 anni. La nostra non è stata una relazione stabile e lineare, ma caratterizzata da molti alti e bassi, con frequenti allontanamenti e riavvicinamenti. Nonostante questo, tra noi si è creato un legame molto forte e significativo.

All’inizio della relazione ci sono state delle difficoltà importanti: lui mostrava immaturità e non riusciva a mettere limiti chiari, anche nelle amicizie che stavano interferendo tra noi. Questo ha contribuito a creare in me insicurezze e paura di perderlo. Col tempo, queste dinamiche hanno portato da parte mia a comportamenti altalenanti e ai primi “tira e molla”.

Successivamente c’è stato anche un tradimento da parte sua (lasciarlo spesso l’ha portato a cercare altre ragazze, ma quando siamo tornati insieme ha continuato a vederle e a sentirle provandoci con qualcuna di loro a mia insaputa). Questo episodio mi ha ferita molto, ma nonostante questo sono sempre tornata nella relazione, spesso spinta dalla paura di perderlo e da un forte attaccamento emotivo. Allo stesso tempo, però, non sono mai riuscita davvero a perdonare completamente, e questo ha alimentato ulteriormente sfiducia e instabilità.

Nel tempo si è creata una dinamica in cui, da una parte, io avevo bisogno di controllare e cercare conferme, dall’altra lui tendeva a dare molto ma anche a non gestire in modo maturo alcune situazioni. In alcuni periodi lui ha anche messo da parte i suoi amici per ricostruire la mia fiducia perché io non mi fidavo nemmeno più di loro, cosa che oggi riconosco come un sacrificio importante e che nel tempo può aver contribuito a creare squilibri e pressione nella relazione.

Abbiamo avuto diversi periodi di rottura, tra cui uno particolarmente lungo di circa 8 mesi. Dopo questo periodo siamo tornati insieme, ma al ritorno, anche a causa delle ferite non risolte, ho iniziato ad avere comportamenti più controllanti e diffidenti.

Durante la relazione ho avuto anche altre difficoltà: facevo fatica a entrare nel suo contesto familiare, provavo disagio e tendevo a evitare alcune situazioni importanti per lui (sono una ragazza molto timida.) Nei momenti di conflitto reagivo spesso in modo impulsivo, chiudendomi o mettendolo alla prova.

Lui, soprattutto in alcuni periodi, è stato molto presente e affettuoso, ma nel tempo ha accumulato stanchezza. Nell’ultimo periodo mi ha chiesto se fosse possibile costruire una relazione sana, ma io, presa dalla paura e dalla confusione, non sono riuscita ad affrontare quella richiesta nel modo giusto.

Dopo questo, lui ha deciso di allontanarsi e mi ha detto di voler stare da solo. Non c’è ostilità tra noi, ma percepisco un forte distacco emotivo.

Ad oggi mi sento molto in difficoltà: provo ancora un forte attaccamento nei suoi confronti, mi manca molto e ho paura di aver compromesso definitivamente il rapporto. Allo stesso tempo, mi rendo conto che la relazione è stata influenzata da dinamiche complesse e da responsabilità condivise.

Per questo motivo vorrei intraprendere un percorso per comprendere meglio me stessa, lavorare sui miei comportamenti e imparare a costruire relazioni più sane in futuro.

Grazie per l’attenzione.

è un'analisi inappuntabile la tua, sopratutto la domanda di fondo che porti denota una grande spinta verso la riscoperta delle proprie potenzialità che parte da una osa sola, la consapevolezza, che tu hai già raggiunto. sei molto più avanti di quello che credi nel percorso, bisogna però sapere restare in questa consapevolezza per poter progredire veramente

Dr. Ernesto Bosio

sono una ragazza di 19 anni e sono fidanzata da 2 anni e mezzo. Sono in una relazione bellissima: entrambi ci amiamo tanto e speriamo di continuare quest’esperienza anche in futuro con la convivenza, le nostre famiglie si conoscono e vanno d’accordo, tutto sembra andare bene. Ciò che non va molto bene sono i miei pensieri, sono sempre stata una ragazza che pensa troppo e si rovina tutto da sola a causa dei continui pensieri. Da quasi due anni abbiamo una relazione a distanza perché lui si è trasferito. Non sono mai riuscita a superare del tutto la distanza, ho cercato di abituarmi ma qualcosa in me è cambiato a causa di questo, qualcosa nella mia testa. Il dolore che provo per la distanza, nonostante ci riusciamo a vedere almeno due volte a mese, è così forte che credo si stia piano piano “evolvendo”. Ad esempio, sono stata in gita un po’ di tempo fa e ho iniziato ad avere pensieri che non dovevo avere con un altro ragazzo. Lui è un mio compagno di classe e ci conosciamo da molto tempo, ultimamente abbiamo legato di più e siamo più confidenziali, lui è sempre stato un tipo affettuoso con tutti, che dimostra il suo affetto in maniera “fisica”. È capitato varie volte che in gita io mi sia appoggiata con la testa sulla sua spalla, di averlo abbracciato e di essere stata più affettuosa del solito. Anche lui lo faceva ma come ha sempre fatto con tutti, mentre io non mi ero mai mostrata così con lui. Quello che pensavo era che volessi ricevere attenzioni per capire se io gli piacessi, anche se in realtà ancora non l’ho capito effettivamente. Dopo questi episodi, ho iniziato a provare profondi sensi di colpa, non riuscivo a credere a quello che stavo facendo. Sono sempre stata fedelissima alla mia relazione, ho sempre amato tanto il mio ragazzo e non mi sarei permessa di tradirlo, invece questa volta non so cosa ho fatto, mi sento di averlo tradito e non riesco a parlarne con nessuno, nemmeno con le mie amiche più strette per la vergogna che provo. Non so cosa fare, non riesco a stare tranquilla con il mio ragazzo, perché mi viene sempre in mente ciò che ho fatto e mi salgono continui sensi di colpa. Ho bisogno di aiuto perché sto distruggendo da sola una relazione bellissima.

ad un età molto giovane come la tua, per di più in una relazione a distanza, è normalissimo che sovvengano ideazioni a sfondo sentimentale ed erotico, a sopperire ad aspetti fondamentali della vita che la lontananza può solo ingenerare. la domanda è questo senso di colpa da dove parte? la paura di un tradimento non avvenuto è così grande perchè? cosa posso fare io per stare meglio con me stessa?

Dr. Ernesto Bosio
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