Domande del paziente (84)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Lei non descrive le sue fantasie però ad un certo punto dice "non siano adatte per un maschio (sprattutto etero)". Lei quindi non sta soltanto descrivendo il conflitto tra una parte desiderante e una giudicante,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Lei pone una questione delicatissima per ogni psicoterapeuta: entrare nel vivo di una terapia, "giudicarla" e dare ragione e torto. E' una responsabilità che, credo, nessun terapeuta è disposto ad assumersi.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Non si aggrappi con troppa forza alla sua diagnosi. Una diagnosi, anche corretta, non è di nessun aiuto. Lei è ferito e deluso. Potremmo stare qui ore aparlare dei tanti problemi del SSN ma non servirebbe... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Lei ha scritto la sua storia e l'ha consegnata a quelle 14 pagine. Non sa più a chi chiedere aiuto. Teme che nessuno voglia davvero ascoltarla o leggerla. In fondo cosa è che sta affermando con queste... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il suo sembra un problema di confini. La sua vita soffre per le invasioni che subisce sotto forma di colpevolizzazione e accusa. Questo è un tema spesso sensibile per una donna. E' necessario ripristinare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' sempre sconsigliabile per un terapeuta esprimersi su un collega e su una terapia in corso però ci sono due cose che vorrei dirle:
- non ha ragione di sentirsi uno "stronzo" con la sua terapeuta nel...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Non sono affatto d'accordo sulla diffusa convinzione che la terapia d'elezione per il disturbo ossessivo sia la terapia di tipo cognitivista. Personalmente, se un mio caro amico mi chiedesse un consiglio,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Percepisco in lei un certo compiacimento per la sua condizione, come se la gratificasse mostrare la sua "collezione" di "problemi" invece che cercare di approfondirla. Lei oscilla da una parte all'altra... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
"Affidarsi totalmente" non è una cosa facile, soprattutto per chi è stato tradito nel corso dell'infanzia. Affidarsi è un risultato che probabilmente lei raggiungerà, ma è ancora presto. La percepisco... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il suo messaggio mi lascia francamente interdetto. Innanzitutto mi colpisce il clima letterario che ne emerge e la confusa formulazione. Poi non capisco perché lei attende di essere contattata dal suo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Fatta salva la morte di un figlio, che rientra effettivamente in una categoria diversa, la morte di un coniuge è un lutto, un "semplice" lutto, e come tale va trattato. Per capire cosa ostacola il superamento... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Dalla sua lettera sembrerebbe che i suoi attacchi di panico (poi sarebbe utile capire se si tratti veramente di panico) siano iniziati con i suoi studi universitari, quindi con la sua uscita di casa. Non... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L'esperienza mi ha insegnato che il problema sessuale non è un problema sessuale. La causa di ciò che lei ha descritto nella sua domanda si trova dietro, nella sua storia, nel suo immaginario sessuale,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L'aspetto fisico non ha nessun rapporto con la nostra felicità, con la nostra soddisfazione sessuale o con la qualità delle relazioni che costruiamo con gli uomini o con le donne. Le relazioni si fondano... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Con intelligenza lei ha collegato il presente col passato, ha intuito che questa relazione non è che il riflesso di una relazione trascorsa e più significativa. Identificare un fatto del genere non è poco,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Vorrei farle notare solo una cosa. Lei è attualmente è in psicoterapia. Quindi ha già uno spazio di espressione, ha un luogo deputato alla comunicazione del suo malessere. Però viene anche qui a descrivere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Presumo che lei abbia fatto tutte le visite mediche del caso. In psicoterapia, in buona sintesi, ci sono due approcci al malessere, di ogni tipo: quello focalizzato sul sintomo e quello che si fa carico... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Sì, in effetti lei sembra conoscere la questione dal punto di vista razionale: mancanza di assertività, paura dell'abbandono. Ma conoscere le cose solo dal punto di vista razionale significa non conoscerle... Altro
Salve,
sono un ragazzo di 18 anni, soffro di un'acuta forma di DOC da ben 8 mesi. Sto seguendo la psicoterapia cognitivo-comportamentale da uno psicoterapeuta da 7 mesi e in più prendo farmaci anti-ossessivi prescritti dallo psichiatra. Sebbene sia in terapia da ormai un bel po' di tempo, le compulsioni sono sempre più frequenti; soffro di DOC da controllo e sono costretto a controllare le luci di casa più di 60 volte al giorno. Non riesco a smettere per alcun motivo. Sto ore e ore in giro per la casa a controllare i lampadari e smetto solo quando vado a letto. In più ho DOC di contaminazione, mi lavo quasi sempre le mani con acqua e sapone. Non so perché ma non miglioro affatto. Sto perdendo peso perché sono sempre in giro per la casa a controllare, a malapena pranzo e ceno. A studiare ho difficoltà. Ho la maturità e non so come fare. In cosa sto sbagliando? Vi chiedo aiuto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Una psicoterapia ben condotta (non posso sapere se la sua lo sia) non si sofferma sul sintomo ma va a cercare le ragioni del sintomo. Il sintomo è solo la spia sul cruscotto che indica la presenza di un problema, non è il problema. Il suo problema non è il DOC ma ciò che lo causa. Il soggetto ossessivo è cristallizzato all'interno di una vita ripetitiva e asettica, cerca organizzazione e controllo. Ma da cosa? Dalla vita, dalle pulsioni, dagli imprevisti, dalla sessualità. Per qualche ragione in lei questi fattori hanno assunto una valenza negativa che la costringono a disinfettare l'esistenza. Ma una vita pienamente vissuta è elastica, disordinata, imperfetta. Lo è per forza, non la si può costringere dentro schemi fissi. In lei non c'è un problema di ossessione. In lei c'è un'anima che non si esprime, che non respira. In lei c'è poco spazio per le pulsioni, le emozioni, i sentimenti, le lacrime. Lei è terrorizzato dall'idea di perdere il controllo. E invece è proprio il controllo che deve perdere, è la contaminazione col mondo che deve cercare. Non guardi il rituale, guardi l'amore.
Buongiorno, ho passato il peggior anno della mia vita. negli ultimi sei mesi ho perso entrambi i miei genitori e nel mezzo mi ha lasciata il mio compagno, stavamo insieme da poco più di un anno. I miei genitori sono morti entrambi a seguito di lunghe malattie, nell'ultimo anno ho accudito mio padre con un tumore metastatico. il mio ex mi ha lasciata dopo un periodo di liti, in cui ci sono stati alcuni episodi di gelosia da parte mia (mai avuti prima). La mia autostima si era abbassata anche perchè nel mentre avevo avuto un fallimento lavorativo. Lui, oltre a delle cattiverie, mi ha detto che ho sabotato la storia per le liti e la mia tristezza. nell'ultima lite gli ho detto "non me ne frega di te", ma io ero solo sopraffatta dal dolore e non ce la facevo più, voolevo che mi stringesse più forte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gli eventi dolorosi che lei ha dovuto affrontare nell'ultimo anno non rappresentano il classico caso di un disturbo d'ansia. In circostanze così particolari l'ansia può certamente affiorare ma non è il quadro sintomatico predominante. Nel suo caso ci sono una serie di eventi che meriterebbero di essere analizzati uno alla volta per comprendere in che misura hanno avuto un impatto sulla sua condizione. Il fatto di per sé dice poco. Per comprenderlo a fondo è necessaria la narrazione del fatto. Ognuno degli eventi che lei descrive ha avuto un particolare riflesso dentro di lei e quel riflesso è la parte più importante che la invito a valutare. Si conceda anche del tempo per riordinare una vita emotiva così duramente colpita.
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