Buongiorno, sono Michele ho 56 anni e soffro di colite ilcerosa e gastrite cronica, desideravo saper

21 risposte
Buongiorno, sono Michele ho 56 anni e soffro di colite ilcerosa e gastrite cronica, desideravo avere un vostro parere su quale approccio di psicoterapia potrebbe essere più utile per le mie problematiche che ipotizzo che ci sia anche una componente di somatizzazione. Grazie.
Dott.ssa Maria Betteghella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Caro paziente, sicuramente colite ilcerosa e gastrite cronica hanno una componente psicosomatica, così come tutti i disturbi, ma più che l'approccio di psicoterapia, ciò che cura è un professionista formato. Non serve tecnica, si fidi della persona.
Buona fortuna

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Dr. Andrea Como
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno Michele, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Le malattie infiammatorie croniche intestinali, come la colite ulcerosa, e condizioni come la gastrite cronica sono influenzate non solo da fattori biologici e immunologici, ma anche da aspetti psicologici e dallo stress. La ricerca scientifica mostra infatti che la componente psicosomatica e la regolazione emotiva possono avere un ruolo importante nell’andamento dei sintomi.
Per questo motivo, un percorso psicoterapeutico può essere di grande aiuto come supporto alle cure mediche.
Il percorso più adatto dipende dalla sua sensibilità personale e dagli obiettivi che sente più vicini (gestione dello stress, comprensione dei vissuti profondi, miglioramento della qualità di vita).
Inoltre è importante che la psicoterapia si integri con il lavoro del gastroenterologo, così da affrontare insieme sia gli aspetti medici che quelli psicologici.
Spero di essere stato d’aiuto.
Saluti
Dott. Como
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno MIchele,
un approccio psicocorporeo certamente può essere d'aiuto per questa sua situazione, la psicoterapeuta può adottare tecniche particolari in relazione a questo suo stato di attivazione, partendo da modelli terapeutici diversi.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Dott.ssa Caterina De Galitiis
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Pescara
Buongiorno Michele,
trattandosi di una problematica ormai cronica e con una forte componente somatica, mi preme sottolineare che sì, iniziare un percorso di psicoterapia può essere molto utile, ma è altrettanto importante proseguire parallelamente con i controlli e le terapie mediche.
La somatizzazione è un processo in cui emozioni e pensieri — spesso non riconosciuti o espressi — trovano un modo per farsi ascoltare attraverso il corpo, quasi come se cercassero di “urlare” per attirare attenzione. Per questo motivo possono essere indicati quegli approcci che tengono insieme mente e corpo, e che non si limitano alla sola componente verbale ma danno spazio anche alla dimensione corporea. Alcuni esempi sono l’approccio sensomotorio, il cognitivo-comportamentale, il gestalt-analitico e l’umanistico-bioenergetico .
Dott. Antonio Di Mauro
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile Michele, con ogni probabilità i disturbi che lei accusa hanno una componente psicosomatica. Ed è bene che al trattamento medico e psicofarmacologico lei abbini un trattamento psicoterapeutico. Non è possibile dire a priori quale sia l’approccio più valido per affrontare un disturbo di natura psicologica. Tutti i metodi possono risultare efficaci. Quel che fa la differenza è l’alchimia che deve nascere fra paziente e analista e senza di cui nessuna terapia darà risultati. Intendo, con l’espressione “alchimia”, la reciproca fiducia e l’empatia che il paziente istintivamente deve avvertire da parte del suo terapeuta, la sensazione istintiva, insomma, di sentirsi compreso nel suo intimo, senza diffidenza e preconcetti di sorta. Per trovare il professionista che fa per lei, occorre dunque iniziare fiduciosamente la sua ricerca. In questo modo potrà trovare l’analista che l’aiuterà a comprendere e risolvere i suoi problemi. Un cordiale saluto e un grosso in bocca al lupo, Antonio Di Mauro, psicologo e psicoterapeuta a Milano e online
Dott.ssa Gessica Turiello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Salerno
Buongiorno,
non è raro che i malesseri i da lei descritti, come anche disturbi digestivi, nausea, disturbi addominali, potrebbero nascondere un'origine da ricercarsi nella sfera psichica, piuttosto che nella sfera organica o anche, una compresenza di entrambe le cose. Solitamente le persone iniziano ad approdare a questa consapevolezza a seguito di una serie di controlli medici, che però si rivelano un buco nell'acqua. Mi è capitato di rispondere a domande simili circa l'approccio più adeguato. A mio avviso, non c'è un'approccio psicoterapico più o meno indicato, ma possono esserci terapeuti più o meno "giusti per lei". E' bene quindi trovare il professionista adatto alle sue specifiche esigenze, con il quale sente una connessione che le consentirà di sentirsi "comodo", fondamentale per andare avanti nel percorso che ha deciso di intraprendere. Auguri per tutto!
Dott.ssa G.T.
Dott.ssa Elin Miroddi
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buongiorno Michele,
La ringrazio per averci contattato. La sua intuizione sulla componente psicosomatica è molto appropriata: la colite ulcerosa e la gastrite cronica hanno infatti una documentata correlazione con fattori emotivi e stress attraverso l'asse intestino-cervello.

Come psicoterapeuta sistemico-relazionale con specializzazione in EMDR e Mindfulness, posso offrirle un percorso particolarmente adatto alle sue problematiche. La mia formazione mi permette di integrare diversi approcci che si sono dimostrati efficaci proprio per i disturbi psicosomatici gastrointestinali.
L'approccio sistemico-relazionale che utilizzo esplora come le dinamiche relazionali, i meccanismi comunicativi e il contesto di vita influenzino la sintomatologia. A 56 anni, lei porta con sé una storia di relazioni e dinamiche che possono aver contribuito a strutturare modalità di risposta somatica allo stress. Insieme possiamo identificare e modificare questi circuiti che mantengono attivo il problema.
L'EMDR che pratico è particolarmente efficace per elaborare eventi stressanti o microtraumi accumulati nel tempo che spesso sono alla base delle somatizzazioni croniche. I miei pazienti con disturbi gastrointestinali hanno scoperto collegamenti insospettati tra vissuti non elaborati e l'attivazione dei sintomi fisici.
La Mindfulness, di cui sono specializzata, è uno strumento potente per i disturbi gastrointestinali. Nel mio studio lavoriamo su:
• Tecniche di consapevolezza del respiro e del corpo
• Riduzione della reattività automatica allo stress
• Sviluppo di una relazione non giudicante con le sensazioni corporee
• Pratiche specifiche per calmare il sistema nervoso enterico

Se decidesse di intraprendere un percorso con me, inizieremmo con:
- Una valutazione approfondita della sua storia clinica e biografica
- L'identificazione delle situazioni o emozioni che scatenano o peggiorano i sintomi
- L'apprendimento di tecniche immediate di gestione dello stress
- Un lavoro più profondo sui meccanismi che mantengono la somatizzazione

La sua consapevolezza della componente psicosomatica è già un'ottima base di partenza, poichè, nella mia esperienza, persone come lei che riconoscono questa connessione hanno ottime possibilità di miglioramento.
Il primo passo verso il benessere è sempre il più importante. Qualunque sia la sua decisione, le auguro di trovare il percorso più adatto per ritrovare l'equilibrio tra corpo e mente che merita. Se dovesse sentire il bisogno di approfondire o confrontarsi su questi temi, rimango a sua disposizione.
Cordiali saluti, dott.ssa Elin Miroddi

Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno Michele,
grazie per aver condiviso con me la sua esperienza. È molto frequente che disturbi come la colite ulcerosa e la gastrite cronica possano avere una componente legata allo stress e alle emozioni, che si manifesta attraverso il corpo (quella che lei ha giustamente ipotizzato come somatizzazione).

In questi casi, la psicoterapia può essere di grande aiuto. Un approccio cognitivo-comportamentale, ad esempio, permette di lavorare sia sui pensieri e sulle emozioni che contribuiscono ad alimentare lo stress, sia sulle strategie pratiche di gestione dei sintomi. Tecniche come la Mindfulness sono spesso molto utili per ridurre l’ansia, aumentare la consapevolezza corporea e migliorare la qualità di vita nelle persone che soffrono di disturbi gastrointestinali cronici. Anche l’EMDR, se ci sono esperienze traumatiche o eventi stressanti significativi, può essere indicato come supporto.

Ovviamente, ogni percorso va sempre personalizzato in base alla storia, alle esigenze e alle risorse della persona. Per questo motivo le consiglio di rivolgersi a uno specialista che possa valutare la sua situazione in modo approfondito e accompagnarla nel percorso più adatto.

Cordiali saluti,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve Michele,è ormai ampiamente riconosciuto quanto il legame mente-corpo sia centrale nel manifestarsi di disturbi psicosomatici come la colite ulcerosa e la gastrite cronica. L’ascolto del corpo, l’elaborazione dello stress e delle emozioni represse può davvero fare la differenza in termini di benessere psicofisico. Un approccio che potrebbe esserle particolarmente utile è l'analisi bioenergetica, che integra il lavoro sul corpo e sulle emozioni, aiutando a sciogliere tensioni croniche e a dare significato ai sintomi corporei. Anche la psicoterapia umanistica, con la sua attenzione all’autenticità e al vissuto emotivo personale, favorisce un percorso di consapevolezza profonda, fondamentale nei processi di somatizzazione. L'EMDR è indicato qualora vi siano traumi o eventi stressanti passati non completamente elaborati, che potrebbero aver inciso sull’equilibrio psicosomatico. La Mindfulness, infine, è molto efficace nella gestione del dolore cronico e delle ricadute, migliorando il rapporto con il proprio corpo e riducendo la reattività allo stress.
Sarebbe utile valutare tutto questo in un percorso personalizzato con uno psicologo psicoterapeuta, che possa integrare il lavoro terapeutico con le cure mediche che sta già seguendo. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Arianna Moroni
Psicoterapeuta, Psicologo
Trieste
Buongiorno Michele, la ringrazio per aver condiviso la sua situazione. Soffrire di colite ulcerosa e gastrite cronica è certamente impegnativo e capisco che possa sentire una componente legata allo stress o alla somatizzazione.
Prima di tutto, è importante approfondire con ulteriori accertamenti qualora non siano già stati eseguiti, per avere un quadro chiaro e completo.
Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio il rapporto tra corpo ed emozioni, fornendo strumenti pratici per gestire il disagio, ridurre lo stress e migliorare la qualità della vita. Non si tratta di attribuire tutto alla sfera psicologica, ma di affiancare al trattamento medico un supporto che possa accompagnarla nel suo benessere complessivo. Cordialmente, AM
Salve Michele sicuramente l'approccio psicoterapeutico più indicato è appunto l'approccio psicosomatico anche se con l'avvento delle neuroscienze tutti gli approcci di psicoterapia approfondiscono gli studi di emozioni e
Conseguenze fisiologiche ( e viceversa)
Dott lorenzini Maria santa psicoterapeuta
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, sicuramente lei sta somatizzando uno stato da lei non analizzato. Chiaramente lei dovrebbe analizzare tramite una psicoterapia traumi, dolori e insoddisfazioni che lei a 56 anni non l'ha fatto venire alla coscienza. Le consiglio la terapia EMDR che analizza i nostri traumi che sono irrisolti e non elaborati. Penso che sia la migliore terapia, ci provi. La saluto, dott. Eugenia Cardilli.
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Dott. Francesco Paolo Coppola, (Napoli on line o in presenza), 4 ottobre 2025
Michele, quando un’emozione è troppo forte, non riusciamo a digerirla nella testa e finisce nel corpo. Non è fantasia: il sistema nervoso che regola cuore, stomaco e intestino è collegato alle emozioni. Se rimani teso o spaventato troppo a lungo, l’intestino e lo stomaco si infiammano, si contraggono, si ammalano. È questo che chiamiamo somatizzazione: il corpo parla al posto tuo.
Per questo, con problemi come colite ulcerosa e gastrite cronica, non basta solo la cura medica. Serve anche uno spazio dove poter scaricare le tensioni e dare voce a quello che trattieni. Una psicoterapia che lavori sul presente e sulle emozioni trattenute (non solo sulle parole, ma anche sul sentire) può aiutarti a sciogliere il nodo che lega emozione e sintomo.
Accanto alla terapia, esercizi semplici di respiro e movimento – quelli che nello yoga servono a rilassare la pancia, aprire il diaframma, rallentare il battito – possono spegnere piano piano l’allarme del corpo. Non serve essere flessibili o “orientali”: basta imparare a respirare e a percepire il corpo senza giudizio. Questo, insieme alla terapia, può fare molto per la tua salute intestinale.
Non è una bacchetta magica. È un lavoro lento, ma concreto. Un passo alla volta, per permettere al corpo e alla mente di non farsi più la guerra.
Dott. Francesco Paolo Coppola
Dott.ssa Silvia De Roni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Verona
Buongiorno Michele, la ringrazio per aver condiviso la sua situazione e la sua intuizione sul legame psicosomatico tra i suoi disturbi gastrointestinali e le componenti emotive. È un'ipotesi molto pertinente.

La risposta alla sua domanda è: non esiste un approccio psicoterapeutico 'migliore in assoluto' per la somatizzazione.

L'efficacia del percorso dipende molto meno dalla specifica scuola di pensiero (Cognitivo-Comportamentale, Psicodinamica, ecc.) e molto di più dalla qualità dell'alleanza terapeutica. Sentirsi in sintonia e al sicuro con il professionista è il fattore predittivo di successo più importante.

La psicoterapia le sarà utile perché, indipendentemente dall'approccio, lavora sugli elementi che influenzano la psicosomatica: la sua regolazione emotiva, la gestione dello stress e la consapevolezza del legame tra mente e corpo.

Il mio consiglio è di cercare un terapeuta con cui sente di poter stabilire una buona relazione di fiducia.
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno Michele,
la sua consapevolezza del possibile legame tra corpo e vissuto emotivo è un primo passo importante. In molte situazioni, infatti, il corpo può diventare luogo di espressione di ciò che non riesce a emergere pienamente sul piano psichico, e un ascolto attento di questi segnali può aprire a una comprensione più profonda di sé.
Un percorso di psicoterapia fenomenologica può essere particolarmente utile proprio perché mette al centro l’esperienza vissuta della persona, nel suo intreccio tra corpo, emozioni e relazioni. L’obiettivo non è tanto “eliminare il sintomo”, quanto esplorare il significato che esso può avere nella sua storia personale.
Se desidera, possiamo iniziare insieme questo percorso.
Resto a disposizione per ogni informazione, sono disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno
Dott.ssa Valentina Di Giovanni
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile paziente,
Non esiste un tipo di terapia d'elezione per questo tipo di problematiche. Personalmente le consiglio una terapia psicoanalitica che le permette di andare più nel profondo e dare un senso alla situazione che sta vivendo.
Per qualunque necessità resto a disposizione
Cordiali saluti
Dott ssa Di Giovanni
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, le suggerirei un approccio Emdr.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile Michele,
comprendo quanto possa essere impegnativo convivere con problematiche come la colite ulcerosa e la gastrite cronica, soprattutto quando si sospetta che ci sia una componente psicologica o psicosomatica coinvolta.

In questi casi, un percorso di psicoterapia può effettivamente rivelarsi molto utile per approfondire il legame tra corpo e mente, e per imparare a gestire meglio lo stress, le emozioni e i vissuti che possono influenzare anche il benessere fisico.

Un approccio integrato, orientato alla connessione mente-corpo, può essere indicato, e sarà possibile valutare insieme, eventualmente in un primo colloquio conoscitivo, quale direzione terapeutica sia più adatta alle sue esigenze personali.

Se desidera, possiamo fissare un primo incontro (anche online, se le è più comodo), in cui potremo conoscerci meglio e approfondire insieme i suoi bisogni e obiettivi.

Resto a disposizione per qualsiasi domanda o per concordare un appuntamento.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Greta Pisano
Psicologa e psicoterapeuta
Dott. Stefano Scaccia
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Presumo che lei abbia fatto tutte le visite mediche del caso. In psicoterapia, in buona sintesi, ci sono due approcci al malessere, di ogni tipo: quello focalizzato sul sintomo e quello che si fa carico della persona. Il primo opera su un campo più ristretto e, se li ottiene, guadagna qualche risultato a breve termine; il secondo approccio si fa carico dell'uomo, della sua condizione esistenziale dentro la quale si è instaurato il sintomo di cui soffre. Il secondo approccio è più profondo e lento, affronta le difese che operano nella persona e al modo con cui questa si affaccia alla vita, alle relazioni. Questo approccio (che è psicoanalitico) guarda all'anima, al segreto che ognuno di noi porta dentro. Questo approccio è decisamente il più adatto.
Dott.ssa Veronica Conte
Psicologo, Psicoterapeuta
Rimini
Buongiorno,
un approccio psicoterapeutico può essere utile come supporto al trattamento medico. Non esiste l'approccio più utile in senso generico; è importante consultare un terapeuta con esperienza in disturbi psicosomatici per una valutazione specifica e per sviluppare un piano di trattamento personalizzato. Per le problematiche da lei riportate, possono essere molto utili approcci psicoterapeutici come la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia psicodinamica, la psicoterapia psicosomatica integrata o la psicoterapia biosistemica, o tecniche di mindfulness e rilassamento, poiché lavorano sulla gestione dello stress e sulle connessioni tra mente e corpo. Inoltre, se ci sono stati eventi stressanti rilevanti può essere utile anche l'EMDR.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

per quanto concerne la psicoterapia, la cosa più importante non è l'approccio terapeutico del terapista quanto piuttosto l'alleanza terapeutica che viene a crearsi tra paziente e specialista.
L'alleanza terapeutica è una collaborazione attiva tra paziente e terapeuta, fondata su fiducia, rispetto e condivisione, che mira a stabilire obiettivi comuni e compiti reciproci per raggiungere un cambiamento positivo. È considerata un elemento essenziale per l'efficacia della terapia, creando un ambiente sicuro in cui il paziente si senta a suo agio nel condividere emozioni e pensieri.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara

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