⸻ Ho conosciuto questo ragazzo in discoteca e, dopo qualche uscita, ho sentito subito una forte s
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Ho conosciuto questo ragazzo in discoteca e, dopo qualche uscita, ho sentito subito una forte sintonia. Ci siamo frequentati per circa quattro mesi e adesso stiamo insieme. La nostra è una relazione un po’ a distanza, circa un’ora di strada, e non sempre riusciamo a vederci a causa del suo lavoro. Inoltre, spesso va a trovare la sua famiglia che vive lontano da dove lavora.
Da qualche settimana però lo sento più distante e freddo. All’inizio ho notato piccoli cambiamenti, come il fatto che mi scriveva “buongiorno” senza più i nomignoli affettuosi che usava. Una sera ci ho discusso, facendogli notare la cosa, e lui mi ha risposto che è normale: ci conosciamo da un po’ e le relazioni col tempo diventano così.
Il punto è che io non mi sento più amata. Forse questo pesa ancora di più per la mia storia personale: a 19 anni mio padre mi ha praticamente abbandonata, costringendomi a scappare via con mia madre e a ricominciare da zero. Per questo motivo il suo comportamento mi fa rivivere quella sensazione di rifiuto, come se volesse lasciarmi, anche se lui mi assicura che non lo farà mai.
Dentro di me, però, non sono più sicura. A volte penso che tenere in piedi una relazione così possa essere più doloroso che avere il coraggio di lasciar perdere ? Grazie per i vostri consigli.
Ho conosciuto questo ragazzo in discoteca e, dopo qualche uscita, ho sentito subito una forte sintonia. Ci siamo frequentati per circa quattro mesi e adesso stiamo insieme. La nostra è una relazione un po’ a distanza, circa un’ora di strada, e non sempre riusciamo a vederci a causa del suo lavoro. Inoltre, spesso va a trovare la sua famiglia che vive lontano da dove lavora.
Da qualche settimana però lo sento più distante e freddo. All’inizio ho notato piccoli cambiamenti, come il fatto che mi scriveva “buongiorno” senza più i nomignoli affettuosi che usava. Una sera ci ho discusso, facendogli notare la cosa, e lui mi ha risposto che è normale: ci conosciamo da un po’ e le relazioni col tempo diventano così.
Il punto è che io non mi sento più amata. Forse questo pesa ancora di più per la mia storia personale: a 19 anni mio padre mi ha praticamente abbandonata, costringendomi a scappare via con mia madre e a ricominciare da zero. Per questo motivo il suo comportamento mi fa rivivere quella sensazione di rifiuto, come se volesse lasciarmi, anche se lui mi assicura che non lo farà mai.
Dentro di me, però, non sono più sicura. A volte penso che tenere in piedi una relazione così possa essere più doloroso che avere il coraggio di lasciar perdere ? Grazie per i vostri consigli.
Gentilissima, grazie per la condivisione. Comprendo quanto la situazione che descrive possa essere dolorosa. Da ciò che scrive emerge non solo la fatica di fronte a una relazione che sembra cambiare, ma anche la riattivazione di ferite profonde legate alla sua storia personale. L’esperienza dell’abbandono da parte di suo padre è un evento che può lasciare tracce durature, e non sorprende che oggi, di fronte a segnali di distanza da parte del suo compagno, lei si senta di nuovo minacciata dal rischio di non essere amata o di venire lasciata. L’esperienza passata torna a colorare il presente, rendendo difficile distinguere ciò che appartiene davvero alla relazione attuale da ciò che invece appartiene al dolore già vissuto.
Proprio per questo credo sia importante riconoscere il peso che porta con sé, aver attraversato esperienze che inevitabilmente influenzano il modo in cui si vivono oggi i legami affettivi. Può essere prezioso, in un percorso terapeutico, avere uno spazio protetto in cui dare voce a queste paure e comprendere meglio come la sua storia si intreccia con ciò che sente nella relazione attuale. Con l'idea che anche nel suo futuro e possibilmente anche in altre relazioni potrebbe percepire sensazioni analoghe.
Credo che un lavoro psicologico le permetterebbe di affrontare questi vissuti con maggiore consapevolezza, così da poter vivere le sue relazioni in modo più sereno e con meno paura di rivivere ancora una volta quel senso di abbandono.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Proprio per questo credo sia importante riconoscere il peso che porta con sé, aver attraversato esperienze che inevitabilmente influenzano il modo in cui si vivono oggi i legami affettivi. Può essere prezioso, in un percorso terapeutico, avere uno spazio protetto in cui dare voce a queste paure e comprendere meglio come la sua storia si intreccia con ciò che sente nella relazione attuale. Con l'idea che anche nel suo futuro e possibilmente anche in altre relazioni potrebbe percepire sensazioni analoghe.
Credo che un lavoro psicologico le permetterebbe di affrontare questi vissuti con maggiore consapevolezza, così da poter vivere le sue relazioni in modo più sereno e con meno paura di rivivere ancora una volta quel senso di abbandono.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
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Con intelligenza lei ha collegato il presente col passato, ha intuito che questa relazione non è che il riflesso di una relazione trascorsa e più significativa. Identificare un fatto del genere non è poco, ma non è sufficiente. E' solo il primo passo dell'affrancamento, il passo più difficile è operare una separazione profonda dal passato. E' probabile che la paura di essere abbandonata non stia agendo in lei solo ora che il suo ragazzo è diventato "freddo" ma abbia agito lungo tutta la relazione, sin dall'inizio. Le posso solo dire che le ferite ci condizionano finché non le svuotiamo dall'interno lasciando solo un esoscheletro (ricordo) privo di energia.
Gentilissima,
grazie per la condivisione di vissuti anche dolorosi. Credo che sia complesso e riduttivo dare un consiglio anche perché solo lei può sapere cosa la ancora alla relazione e cosa, al contrario, la spinge a pensare che forse se si allontanasse potrebbe trovare sollievo. Un esame approfondito della situazione nella sua totalità e un'analisi di cosa scaturisce in lei richiamandole elementi del passato potrebbe essere invece funzionale per sentire a pieno di percorrere una strada soddisfacente. Un percorso psicologico potrebbe supportarla in questa acquisizione di consapevolezze. Le auguro il meglio e resto naturalmente a disposizione. Dott.ssa Michelle Borrelli
grazie per la condivisione di vissuti anche dolorosi. Credo che sia complesso e riduttivo dare un consiglio anche perché solo lei può sapere cosa la ancora alla relazione e cosa, al contrario, la spinge a pensare che forse se si allontanasse potrebbe trovare sollievo. Un esame approfondito della situazione nella sua totalità e un'analisi di cosa scaturisce in lei richiamandole elementi del passato potrebbe essere invece funzionale per sentire a pieno di percorrere una strada soddisfacente. Un percorso psicologico potrebbe supportarla in questa acquisizione di consapevolezze. Le auguro il meglio e resto naturalmente a disposizione. Dott.ssa Michelle Borrelli
Ciao,
grazie per aver condiviso qualcosa di così personale e delicato. Quello che descrivi tocca due piani: da un lato la relazione presente, con i suoi alti e bassi, e dall’altro le ferite del passato, che inevitabilmente influenzano come vivi i cambiamenti e i segnali dell’altro. È comprensibile che, avendo vissuto l’abbandono di tuo padre, ogni distanza o freddezza possa risuonare come un rischio di essere lasciata di nuovo.
Nelle relazioni, però, non sempre una diminuzione di gesti affettuosi significa mancanza d’amore: a volte riflette solo una fase diversa o modi diversi di esprimere i sentimenti. Ciò che fa davvero la differenza è la possibilità di comunicare apertamente i propri bisogni emotivi e ascoltare quelli dell’altro.
Forse, più che decidere subito se continuare o interrompere, può esserti utile fermarti e chiederti: cosa mi serve davvero per sentirmi amata e sicura? e quanto il mio vissuto passato sta colorando il presente? Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a distinguere tra i timori che nascono dalla tua storia e ciò che invece appartiene alla relazione di oggi, così da fare scelte più libere e consapevoli.
Non sei sola: ciò che provi ha un senso, e merita ascolto.
grazie per aver condiviso qualcosa di così personale e delicato. Quello che descrivi tocca due piani: da un lato la relazione presente, con i suoi alti e bassi, e dall’altro le ferite del passato, che inevitabilmente influenzano come vivi i cambiamenti e i segnali dell’altro. È comprensibile che, avendo vissuto l’abbandono di tuo padre, ogni distanza o freddezza possa risuonare come un rischio di essere lasciata di nuovo.
Nelle relazioni, però, non sempre una diminuzione di gesti affettuosi significa mancanza d’amore: a volte riflette solo una fase diversa o modi diversi di esprimere i sentimenti. Ciò che fa davvero la differenza è la possibilità di comunicare apertamente i propri bisogni emotivi e ascoltare quelli dell’altro.
Forse, più che decidere subito se continuare o interrompere, può esserti utile fermarti e chiederti: cosa mi serve davvero per sentirmi amata e sicura? e quanto il mio vissuto passato sta colorando il presente? Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a distinguere tra i timori che nascono dalla tua storia e ciò che invece appartiene alla relazione di oggi, così da fare scelte più libere e consapevoli.
Non sei sola: ciò che provi ha un senso, e merita ascolto.
Buonasera,
È plausibile ciò che lei ha intuito, ossia il collegamento tra la paura che prova ora e la paura che ha vissuto con suo padre.
Credo che occorrerebbe andare a fondo di entrambi gli aspetti che lei pone (rimanere o andare via), al fine di poter soppesare non solo pro e contro, ma provare ad analizzare gli aspetti emotivi connessi a questa sua ambivalenza.
Saluti, Melissa Angelini
È plausibile ciò che lei ha intuito, ossia il collegamento tra la paura che prova ora e la paura che ha vissuto con suo padre.
Credo che occorrerebbe andare a fondo di entrambi gli aspetti che lei pone (rimanere o andare via), al fine di poter soppesare non solo pro e contro, ma provare ad analizzare gli aspetti emotivi connessi a questa sua ambivalenza.
Saluti, Melissa Angelini
Salve quando si vive un situazione di "abbandono" da piccoli se non si supera il trauma può riflettersi sulle relazioni interpersonali con il compagno/compagna
Le suggerisco un aiuto terapeutico anche breve che la solleverebbe da tante paure e ansie
In bocca al lupo
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
Le suggerisco un aiuto terapeutico anche breve che la solleverebbe da tante paure e ansie
In bocca al lupo
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
Buongiorno, dalle sue parole emerge con chiarezza quanto questa situazione la stia facendo soffrire. Da un lato sente il desiderio di mantenere viva la relazione, dall’altro avverte segnali che le riattivano paure e ferite più profonde legate alla sua storia personale. Non è raro che esperienze di abbandono vissute in passato rendano più sensibili ai cambiamenti, anche minimi, nel comportamento dell’altro.
È importante distinguere tra ciò che realmente accade nella relazione presente e ciò che riattiva emozioni del passato: spesso le due cose si intrecciano, rendendo difficile capire se la sofferenza è dovuta al partner o al riemergere di quelle vecchie ferite.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza: da un lato ad ascoltare meglio i suoi bisogni e i suoi limiti in una relazione, dall’altro a elaborare il dolore dell’abbandono che sente ancora vivo. In questo modo potrà comprendere con maggiore consapevolezza se e come continuare questa relazione, scegliendo non più dalla paura, ma dalla sua forza interiore.
Un caro saluto.
È importante distinguere tra ciò che realmente accade nella relazione presente e ciò che riattiva emozioni del passato: spesso le due cose si intrecciano, rendendo difficile capire se la sofferenza è dovuta al partner o al riemergere di quelle vecchie ferite.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza: da un lato ad ascoltare meglio i suoi bisogni e i suoi limiti in una relazione, dall’altro a elaborare il dolore dell’abbandono che sente ancora vivo. In questo modo potrà comprendere con maggiore consapevolezza se e come continuare questa relazione, scegliendo non più dalla paura, ma dalla sua forza interiore.
Un caro saluto.
Salve, capisco la sua preoccupazione di essere lasciata xchè effettivamente questo evento le è già successo quando suo padre ha abbandonato lei e sua madre. Quindi ha instaurato un carattere abbandonico, con questo comportamento però si crea una situazione che prima o poi questo evento potrebbe succederle. Penso che per lei vada bene una terapia EMDR ,con cui si elaborano i traumi, cioè con questa terapia potrebbe analizzare tramite la stimolazione oculare il trauma dell'abbondono iniziale. Cercando di vedere l'evento non più accanto a lei ma dietro di lei. cioè dovrebbe superare questo abbandono altrimenti ogni volta che avrà un rapporto affettivo, l'angoscia di essere lasciata si ripresenterà. La saluto, dott. Eugenia Cardilli.
Capisco bene quello che stai vivendo: non è solo la distanza o i piccoli cambiamenti del tuo ragazzo a farti soffrire, ma anche le ferite del passato che riemergono e ti fanno sentire il rischio dell’abbandono come qualcosa di troppo familiare. È importante distinguere ciò che accade davvero nella relazione da ciò che appartiene alla tua storia personale. Un percorso psicologico può aiutarti a dare voce a queste paure e a ritrovare più sicurezza dentro di te. Se vuoi, puoi fissare un primo colloquio con me — anche da remoto o di persona a Milano — trovi tutte le informazioni sul mio profilo.
Buonasera, da quello che racconta emerge con chiarezza quanto lei sia coinvolta emotivamente in questa relazione e quanto i cambiamenti che ha notato nel comportamento del suo compagno abbiano toccato corde profonde della sua storia personale. Non è soltanto la mancanza di un nomignolo o un messaggio più freddo a pesarle, ma ciò che quelle piccole variazioni risvegliano dentro di lei: la paura del rifiuto, dell’abbandono, del rivivere ferite già vissute in passato. È naturale che, avendo affrontato un’esperienza così dolorosa con suo padre, oggi tenda a interpretare i segnali di distanza come un pericolo di perdita, anche se razionalmente lui le assicura che non ha intenzione di lasciarla. Un aspetto che può aiutarla è imparare a distinguere ciò che appartiene al presente da ciò che appartiene al passato. La sensazione di non sentirsi amata oggi può essere amplificata dal ricordo e dalle emozioni legate a ciò che ha vissuto con suo padre. In altre parole, il timore attuale non nasce solo dal comportamento del suo compagno, ma anche dalla memoria di quel dolore che torna a farsi sentire. Questo non rende le sue emozioni meno reali, ma le dà la possibilità di osservare come si intrecciano esperienze diverse. Dal punto di vista pratico, può essere utile lavorare sulla comunicazione con il suo compagno. Più che chiedergli di cambiare i suoi gesti o i suoi modi di scrivere, potrebbe condividere con lui cosa quei piccoli segnali significano per lei e quale bisogno nascondono. Ad esempio, può spiegargli che non è tanto il nomignolo in sé a mancarle, quanto il sentirsi rassicurata e riconosciuta nella relazione. In questo modo si passa dal rimprovero alla condivisione di un bisogno, e questo spesso rende più facile per l’altro comprendere e rispondere. In parallelo, può iniziare a lavorare sul modo in cui gestisce i pensieri più catastrofici, quelli che le dicono che “forse è meglio chiudere” o che “lui la lascerà”. In ottica cognitivo comportamentale, un passo importante è provare a mettere in discussione queste convinzioni automatiche, chiedendosi: ci sono prove concrete che confermino questa paura? Oppure si tratta di un’anticipazione basata su esperienze passate? Allenarsi a distinguere i fatti dalle interpretazioni può ridurre l’intensità delle emozioni e aiutarla a vivere la relazione con maggiore serenità. Infine, non va sottovalutato un aspetto: lei ha già dimostrato coraggio nel riconoscere la propria sofferenza e nel chiedere un confronto. Questo indica una forte capacità di ascoltarsi e di voler costruire rapporti autentici, qualità molto preziosa nelle relazioni. Qualunque strada deciderà di percorrere, sarà importante che non sia guidata solo dalla paura, ma anche da una riflessione più equilibrata tra ciò che la relazione le dà e ciò che le toglie. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, grazie per aver condiviso uno spaccato così intimo e complesso del suo vissuto. Sicuramente questa storia e come sta merita più di uno spazio e di un commento qui, se vuole le propongo di poterci incontrare e farci carico della sofferenza che sta vivendo. Resto a disposizione, Dott.ssa Martina Panzeri
Cara, grazie per aver condiviso una parte così delicata di te.
Le tue parole raccontano quanto stai cercando di dare valore a ciò che provi, e questo è già un passo importante. È comprensibile che certi segnali, anche piccoli, possano far male quando toccano corde profonde legate alla tua storia, in particolare quella ferita di abbandono che porta ancora con sé delle emozioni non semplici da gestire.
Ti va di parlarne insieme con calma? Di esplorare questo “sentirsi non più amata”, che sembra legato non solo al presente ma anche a qualcosa di più antico dentro di te?
Non si tratta di essere sbagliata, ma di capire da dove nasce quel dolore, quella paura, e cosa oggi può davvero aiutarti a prenderti cura di te.
Sono qui, se hai voglia di raccontarmi ancora.
Le tue parole raccontano quanto stai cercando di dare valore a ciò che provi, e questo è già un passo importante. È comprensibile che certi segnali, anche piccoli, possano far male quando toccano corde profonde legate alla tua storia, in particolare quella ferita di abbandono che porta ancora con sé delle emozioni non semplici da gestire.
Ti va di parlarne insieme con calma? Di esplorare questo “sentirsi non più amata”, che sembra legato non solo al presente ma anche a qualcosa di più antico dentro di te?
Non si tratta di essere sbagliata, ma di capire da dove nasce quel dolore, quella paura, e cosa oggi può davvero aiutarti a prenderti cura di te.
Sono qui, se hai voglia di raccontarmi ancora.
Capisco quanto possa essere difficile per te vivere questo momento di incertezza, soprattutto dopo aver investito energie, sentimenti e fiducia in una relazione che per te ha significato molto fin dall'inizio. Da come lo descrivi, questa connessione con lui ti ha fatto sentire vista, capita, amata… ed è naturale che ora, percependo un cambiamento nel suo comportamento, emergano in te sensazioni di insicurezza e dolore.
Quello che racconti rispetto alla distanza, alla difficoltà nel vedervi, ai suoi impegni familiari e lavorativi, sembra aggiungere un ulteriore livello di complessità. Ma ciò che colpisce ancora di più è la tua sensibilità nel cogliere anche piccoli segnali di cambiamento – come la mancanza di quei nomignoli affettuosi – e come questi attivino in te un vissuto molto profondo, legato alla tua storia personale.
Il legame che fai con l’abbandono da parte di tuo padre è molto importante. Hai vissuto un evento significativo e doloroso in un momento delicato della tua vita, e questo ha lasciato una traccia. È comprensibile che oggi, di fronte a segnali anche ambigui o poco chiari nella relazione, quella ferita possa riaprirsi, facendoti rivivere emozioni come il rifiuto, la paura di non essere abbastanza, la difficoltà a sentirsi al sicuro con l’altro. Non sei ‘troppo sensibile’: sei stata ferita in passato, e ora quella parte di te chiede protezione.
Mi sembra che tu stia già facendo un lavoro importante: ti stai ascoltando, ti stai ponendo domande, stai cercando di capire cosa sia meglio per te. E non è affatto banale. A volte, avere il coraggio di confrontarsi con questi dubbi è un segno di grande forza e maturità.
Se posso proporti qualcosa, potresti pensare a un percorso psicologico che ti possa aiutare a fare chiarezza: su cosa desideri davvero da una relazione, su come affrontare le paure legate all’abbandono, su come prenderti cura di te anche quando l’altro non sembra esserci nel modo che vorresti. Non si tratta di trovare subito delle risposte definitive, ma di esplorare questi temi con rispetto e delicatezza, in uno spazio sicuro in cui le tue emozioni possano avere voce.
In terapia potremmo lavorare proprio su questo: dare significato a ciò che senti oggi alla luce della tua storia, e capire come costruire relazioni in cui tu possa sentirti stabile, vista, amata, senza rinunciare a te stessa nel tentativo di trattenere l’altro.
Naturalmente, questa è solo una proposta: sei tu a decidere se, come e quando iniziare un percorso. Ma sapere che ci sono modi per affrontare questo dolore con qualcuno accanto, può già essere un primo passo verso una maggiore serenità.
Ti ringrazio per la fiducia con cui hai condiviso la tua esperienza. Sei già in cammino, e non sei sola."
Rimango a disposizione.
Quello che racconti rispetto alla distanza, alla difficoltà nel vedervi, ai suoi impegni familiari e lavorativi, sembra aggiungere un ulteriore livello di complessità. Ma ciò che colpisce ancora di più è la tua sensibilità nel cogliere anche piccoli segnali di cambiamento – come la mancanza di quei nomignoli affettuosi – e come questi attivino in te un vissuto molto profondo, legato alla tua storia personale.
Il legame che fai con l’abbandono da parte di tuo padre è molto importante. Hai vissuto un evento significativo e doloroso in un momento delicato della tua vita, e questo ha lasciato una traccia. È comprensibile che oggi, di fronte a segnali anche ambigui o poco chiari nella relazione, quella ferita possa riaprirsi, facendoti rivivere emozioni come il rifiuto, la paura di non essere abbastanza, la difficoltà a sentirsi al sicuro con l’altro. Non sei ‘troppo sensibile’: sei stata ferita in passato, e ora quella parte di te chiede protezione.
Mi sembra che tu stia già facendo un lavoro importante: ti stai ascoltando, ti stai ponendo domande, stai cercando di capire cosa sia meglio per te. E non è affatto banale. A volte, avere il coraggio di confrontarsi con questi dubbi è un segno di grande forza e maturità.
Se posso proporti qualcosa, potresti pensare a un percorso psicologico che ti possa aiutare a fare chiarezza: su cosa desideri davvero da una relazione, su come affrontare le paure legate all’abbandono, su come prenderti cura di te anche quando l’altro non sembra esserci nel modo che vorresti. Non si tratta di trovare subito delle risposte definitive, ma di esplorare questi temi con rispetto e delicatezza, in uno spazio sicuro in cui le tue emozioni possano avere voce.
In terapia potremmo lavorare proprio su questo: dare significato a ciò che senti oggi alla luce della tua storia, e capire come costruire relazioni in cui tu possa sentirti stabile, vista, amata, senza rinunciare a te stessa nel tentativo di trattenere l’altro.
Naturalmente, questa è solo una proposta: sei tu a decidere se, come e quando iniziare un percorso. Ma sapere che ci sono modi per affrontare questo dolore con qualcuno accanto, può già essere un primo passo verso una maggiore serenità.
Ti ringrazio per la fiducia con cui hai condiviso la tua esperienza. Sei già in cammino, e non sei sola."
Rimango a disposizione.
Capisco che per lei questa situazione sia davvero difficile. Quando si ha vissuto un abbandono importante, come quello di un padre, è normale che ogni possibile distacco faccia riemergere quella ferita, anche se non ce ne accorgiamo subito.
Non è solo paura di perdere il tuo ragazzo: è anche una parte più profonda che ha paura di rivivere un dolore già provato.
Fop
Non è solo paura di perdere il tuo ragazzo: è anche una parte più profonda che ha paura di rivivere un dolore già provato.
Fop
Buongiorno,
quello che vive non è solo la paura di perdere un ragazzo, ma il riattivarsi della ferita più antica: l’abbandono di suo padre. Per questo ogni piccolo segnale di distanza pesa come una minaccia. La domanda allora non è tanto “mi ama o no?”, ma “quanto riesco io a sentirmi amata senza vivere nell’ansia di perderlo?”. Perché una relazione può nutrire, ma non può guarire al posto nostro una ferita profonda.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Motta – Psicologa Strategica
quello che vive non è solo la paura di perdere un ragazzo, ma il riattivarsi della ferita più antica: l’abbandono di suo padre. Per questo ogni piccolo segnale di distanza pesa come una minaccia. La domanda allora non è tanto “mi ama o no?”, ma “quanto riesco io a sentirmi amata senza vivere nell’ansia di perderlo?”. Perché una relazione può nutrire, ma non può guarire al posto nostro una ferita profonda.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Motta – Psicologa Strategica
Buongiorno, le faccio i complimenti per la consapevolezza mostrata, riguardo al collegamento fra ciò che le è successo in passato e ciò che sta vivendo nel presente. Potrebbe essere utile cercare di alleggerire il peso della relazione problematica con suo padre su quanto le accade oggi, un lavoro che potrebbe essere svolto nell'ambito di un percorso di psicoterapia.
Qualora fosse interessata, sono disponibile per un colloquio.
Buona giornata!
Qualora fosse interessata, sono disponibile per un colloquio.
Buona giornata!
Buonasera,
quello che racconta tocca un punto molto delicato: la paura di non sentirsi più amata e il timore di rivivere esperienze di rifiuto già sperimentate in passato. È comprensibile che i piccoli cambiamenti del suo compagno (come il tono dei messaggi o una minore disponibilità) le facciano riemergere ferite antiche, rendendo la situazione ancora più dolorosa.
Nelle relazioni, è normale che con il tempo si modifichi l’intensità delle attenzioni iniziali, ma questo non significa necessariamente perdita di interesse o mancanza d’amore. A volte, però, il modo in cui viviamo questi cambiamenti dipende molto dalla nostra storia personale e dalla sensibilità che portiamo con noi.
Il suggerimento è di cercare un dialogo aperto e sincero con il suo compagno, senza trasformare la conversazione in un’accusa, ma provando a condividere come lei si sente di fronte a certi atteggiamenti. Può essere utile usare frasi che parlino di sé (“mi sento poco rassicurata quando…”), piuttosto che focalizzarsi solo su ciò che lui fa o non fa.
Al tempo stesso, potrebbe essere prezioso per lei uno spazio di sostegno psicologico, in cui elaborare la ferita dell’abbandono paterno e rafforzare la sua sicurezza interiore. Questo le permetterebbe non solo di affrontare con maggiore serenità la relazione attuale, ma anche di proteggersi meglio dal rischio di soffrire per paure che, a volte, parlano più del passato che del presente.
Non c’è una risposta unica sul “resistere” o “lasciare andare”: ciò che conta è capire quanto la relazione riesca a nutrirla e a darle benessere, e quanto invece le riattivi vecchie ferite. Un percorso di ascolto e sostegno potrebbe aiutarla a fare chiarezza dentro di sé, con più serenità.
Un caro saluto
quello che racconta tocca un punto molto delicato: la paura di non sentirsi più amata e il timore di rivivere esperienze di rifiuto già sperimentate in passato. È comprensibile che i piccoli cambiamenti del suo compagno (come il tono dei messaggi o una minore disponibilità) le facciano riemergere ferite antiche, rendendo la situazione ancora più dolorosa.
Nelle relazioni, è normale che con il tempo si modifichi l’intensità delle attenzioni iniziali, ma questo non significa necessariamente perdita di interesse o mancanza d’amore. A volte, però, il modo in cui viviamo questi cambiamenti dipende molto dalla nostra storia personale e dalla sensibilità che portiamo con noi.
Il suggerimento è di cercare un dialogo aperto e sincero con il suo compagno, senza trasformare la conversazione in un’accusa, ma provando a condividere come lei si sente di fronte a certi atteggiamenti. Può essere utile usare frasi che parlino di sé (“mi sento poco rassicurata quando…”), piuttosto che focalizzarsi solo su ciò che lui fa o non fa.
Al tempo stesso, potrebbe essere prezioso per lei uno spazio di sostegno psicologico, in cui elaborare la ferita dell’abbandono paterno e rafforzare la sua sicurezza interiore. Questo le permetterebbe non solo di affrontare con maggiore serenità la relazione attuale, ma anche di proteggersi meglio dal rischio di soffrire per paure che, a volte, parlano più del passato che del presente.
Non c’è una risposta unica sul “resistere” o “lasciare andare”: ciò che conta è capire quanto la relazione riesca a nutrirla e a darle benessere, e quanto invece le riattivi vecchie ferite. Un percorso di ascolto e sostegno potrebbe aiutarla a fare chiarezza dentro di sé, con più serenità.
Un caro saluto
Gentilissima, grazie per la condivisione.
Posso immaginare quanto questa situazione sia dolorosa, dal suo racconto emerge chiaramente quanto il comportamento del suo compagno tocchi corde molto profonde che le causano sofferenza.
Non è inusuale che nelle relazioni anche piccoli segnali di distanza o cambiamenti più banali possano assumere significati più profondi, specialmente se risvegliano ricordi legati a ferite del passato. In questo senso mi sembra che il suo sentirsi meno amata non sia soltanto legato ad una reazione al presente ma anche al passato e all’idea del vostro possibile futuro insieme.
Proprio per questo forse può essere utile distinguere gli elementi del qui e ora della relazione da ciò che invece ha radici più profonde, non per sminuirne il senso di disagio ma per non sentirsi in balia di emozioni che possono sembrare ingestibili.
Sicuramente il fatto che lei adesso si stia interrogando se valga la pena continuare definisce già che sta ascoltando i propri bisogni e non subendo passivamente la situazione. Magari questo è il momento per darsi lo spazio di esplorare che cosa desidera davvero in un legame e come si può sentire al sicuro senza dipendere unicamente dalle rassicurazioni dell’altro.
Un percorso psicologico potrebbe essere molto utile per aiutarla ad elaborare ferite del passato e dare voce a preoccupazioni e sofferenze complesse da esplorare. Le darebbe la possibilità di affrontare le relazioni con uno sguardo più consapevole e più sereno.
Le auguro tutto il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Posso immaginare quanto questa situazione sia dolorosa, dal suo racconto emerge chiaramente quanto il comportamento del suo compagno tocchi corde molto profonde che le causano sofferenza.
Non è inusuale che nelle relazioni anche piccoli segnali di distanza o cambiamenti più banali possano assumere significati più profondi, specialmente se risvegliano ricordi legati a ferite del passato. In questo senso mi sembra che il suo sentirsi meno amata non sia soltanto legato ad una reazione al presente ma anche al passato e all’idea del vostro possibile futuro insieme.
Proprio per questo forse può essere utile distinguere gli elementi del qui e ora della relazione da ciò che invece ha radici più profonde, non per sminuirne il senso di disagio ma per non sentirsi in balia di emozioni che possono sembrare ingestibili.
Sicuramente il fatto che lei adesso si stia interrogando se valga la pena continuare definisce già che sta ascoltando i propri bisogni e non subendo passivamente la situazione. Magari questo è il momento per darsi lo spazio di esplorare che cosa desidera davvero in un legame e come si può sentire al sicuro senza dipendere unicamente dalle rassicurazioni dell’altro.
Un percorso psicologico potrebbe essere molto utile per aiutarla ad elaborare ferite del passato e dare voce a preoccupazioni e sofferenze complesse da esplorare. Le darebbe la possibilità di affrontare le relazioni con uno sguardo più consapevole e più sereno.
Le auguro tutto il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Salve cara utente, credo che la cosa che dovrebbe capire con la testa ma anche con il cuore è cosa intende il suo ragazzo con "le relazioni con il tempo diventano cosi ", che effetto le fa a lei e se la sua relazione le basta e la soddisfa cosí.
Concordo sul fatto che tenere una relazione che non ci convince è molto peggio che lasciarla andare...ottima riflessione, complimenti per la consapevolezza .
Buona fortuna
Dr. Jasmine Scioscia
Concordo sul fatto che tenere una relazione che non ci convince è molto peggio che lasciarla andare...ottima riflessione, complimenti per la consapevolezza .
Buona fortuna
Dr. Jasmine Scioscia
Il suo vissuto d'abbandono, come lei ha ben individuato, sicuramente influisce molto su come vive la "distanza" sia fisica che emotiva nella relazione con il suo compagno, e trovo che sia sicuramente utile per lei approfondire in che modo si sia strutturata la sua psiche in seguito a quell'evento in una terapia personale.
Quanto è chiara per lei la spiegazione che il suo compagno le ha fornito? Lei sente che è vero anche per lei che le relazioni dopo un po' di tempo diventano "così"? Sembra ci sia una dissonanza nella discussione tra lei e il suo compagno, perché lei cercava una rassicurazione sul fatto che è ancora amata come prima e lui fornisce una spiegazione razionale: è come parlare due linguaggi diversi. A volte è necessario ri-sintonizzarsi, e "chiedere" nella discussione con il partner ciò di cui si ha davvero bisogno.
Resto a disposizione. In bocca al lupo!
Quanto è chiara per lei la spiegazione che il suo compagno le ha fornito? Lei sente che è vero anche per lei che le relazioni dopo un po' di tempo diventano "così"? Sembra ci sia una dissonanza nella discussione tra lei e il suo compagno, perché lei cercava una rassicurazione sul fatto che è ancora amata come prima e lui fornisce una spiegazione razionale: è come parlare due linguaggi diversi. A volte è necessario ri-sintonizzarsi, e "chiedere" nella discussione con il partner ciò di cui si ha davvero bisogno.
Resto a disposizione. In bocca al lupo!
Capisco bene il suo vissuto: ciò che sperimenta con il partner sembra intrecciarsi con ferite profonde legate al passato, rendendo i segnali di distanza ancora più dolorosi. Le suggerirei di parlarne apertamente con lui, ma anche di prendersi uno spazio per sé, così da chiarire i suoi bisogni e il valore che desidera dare a questa relazione. Se lo ritiene utile, sono disponibile ad accompagnarla in un percorso psicologico per sostenerla in questa consapevolezza.
Un caro saluto
Dott.ssa Barcella
Un caro saluto
Dott.ssa Barcella
Buongiorno la ringrazio per aver parlato della sua storia e del suo vissuto che è prezioso. Il quadro che descrive è molto complesso e bisognerebbe approfondire alcuni aspetti legati al cosa vuol dire per lei sentirsi amata. Sarebbe importante potersi dare l’opportunità di capire con un professionista cosa è accaduto dentro di lei in questi mesi e lavorare sul riconoscere i meccanismi che l’hanno portata a vivere questo momento di dubbi e domande importanti come quella che scritto a conclusione del messaggio. Una volta compreso cosa l’ha condotta a questi momenti in cui non si sente più sicura e amata potrà avere l’opportunità all’interno di un percorso di cura di scoprire strade nuove e magari perché no, sperimentare nuove forme di amore e di sicurezza.
Gentile,
quello che sta vivendo non riguarda solo i cambiamenti del suo partner, ma anche una ferita più profonda legata al passato. È naturale che il suo atteggiamento “più distante” riattivi la paura di essere abbandonata, facendola sentire insicura.
Parlare con lui non solo dei messaggi o dei nomignoli, ma dei suoi bisogni reali (“ho bisogno di sentirmi vicina a te”) può aprire uno spazio di comprensione diverso. Allo stesso tempo, si chieda cosa la fa stare bene in una relazione e cosa invece la fa soffrire.
Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a distinguere meglio ciò che appartiene al presente da ciò che arriva dal passato, così da fare anche scelte più serene per lei.
quello che sta vivendo non riguarda solo i cambiamenti del suo partner, ma anche una ferita più profonda legata al passato. È naturale che il suo atteggiamento “più distante” riattivi la paura di essere abbandonata, facendola sentire insicura.
Parlare con lui non solo dei messaggi o dei nomignoli, ma dei suoi bisogni reali (“ho bisogno di sentirmi vicina a te”) può aprire uno spazio di comprensione diverso. Allo stesso tempo, si chieda cosa la fa stare bene in una relazione e cosa invece la fa soffrire.
Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a distinguere meglio ciò che appartiene al presente da ciò che arriva dal passato, così da fare anche scelte più serene per lei.
Buon pomeriggio, innanzi tutto la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi ed il suo malessere qui. Da quello che racconta è difficile comprendere se ci sia davvero "qualcosa che non va" nella relazione, che è cambiata, o se invece le sue insicurezze non stiano prendendo il sopravvento. Spesso, in queste situazioni, sono un mix di cose: da una parte c'è realmente un cambiamento, dall'altra questo non sarebbe così significativo se non ci fossero delle questioni dolorose nella sua storia che vengono riattivate (come lei stessa riferisce rispetto a suo padre).
Sicuramente in una relazione sana la fiducia è alla base, e se non riesce a fidarsi completamente del suo partner, nonostante le rassicurazioni (che, si spera, lei senta e ritenga sincere ed affidabili), allora forse sarebbe per lei necessario approfondire ed elaborare quelle questioni del suo passato che riemergono nel presente. Liberandosi della quota di sofferenza legata a quelle, oggi potrebbe viversi più serenamente e con maggiore leggerezza le relazioni dell'oggi - quando effettivamente autentiche e sincere.
Se vorrà intraprendere un percorso di supporto psicologico per queste, o altre, questioni mi troverà volentieri a Sua disposizione..
A volte stringere è più doloro che lasciare andare, è vero: ma non si può forse tenere la mano a qualcuno senza stringerla, con fiducia, senza fare e farsi male? Potremmo interrogarci su questo.
A presto,
Chiara Visalli - Psicologa Clinico Dinamica
Sicuramente in una relazione sana la fiducia è alla base, e se non riesce a fidarsi completamente del suo partner, nonostante le rassicurazioni (che, si spera, lei senta e ritenga sincere ed affidabili), allora forse sarebbe per lei necessario approfondire ed elaborare quelle questioni del suo passato che riemergono nel presente. Liberandosi della quota di sofferenza legata a quelle, oggi potrebbe viversi più serenamente e con maggiore leggerezza le relazioni dell'oggi - quando effettivamente autentiche e sincere.
Se vorrà intraprendere un percorso di supporto psicologico per queste, o altre, questioni mi troverà volentieri a Sua disposizione..
A volte stringere è più doloro che lasciare andare, è vero: ma non si può forse tenere la mano a qualcuno senza stringerla, con fiducia, senza fare e farsi male? Potremmo interrogarci su questo.
A presto,
Chiara Visalli - Psicologa Clinico Dinamica
Ciao,capisco quanto possa essere difficile vivere questa situazione. Da un lato c’è il desiderio di sentirsi amata e rassicurata, dall’altro la paura che i segnali di distanza possano preludere a un rifiuto. È naturale che, avendo vissuto in passato un’esperienza di abbandono dolorosa, tu sia particolarmente sensibile a ogni cambiamento nella relazione: non è una tua debolezza, ma una conseguenza di ciò che hai attraversato.
Le relazioni, soprattutto nei primi mesi, hanno ritmi e aspettative molto diverse: a volte i gesti iniziali di forte entusiasmo lasciano spazio a un modo più quotidiano di stare insieme, che però non significa necessariamente minore amore. È importante distinguere tra il comportamento reale del tuo partner e le emozioni che, per la tua storia, possono amplificare la paura di perdere l’altro.
Parlare apertamente con lui dei tuoi bisogni, senza trasformare il dialogo in un’accusa, può aiutare a capire se vi sia davvero un disinvestimento da parte sua o semplicemente una diversa modalità di esprimere l’affetto. Allo stesso tempo, è fondamentale che tu possa lavorare sul tuo senso di sicurezza interiore, così che la tua serenità non dipenda solo dalla conferma esterna.
Se senti che questa paura di rifiuto ti limita e ti fa soffrire in modo ricorrente, un percorso psicologico può offrirti uno spazio sicuro per comprendere meglio i tuoi vissuti e rafforzare la tua capacità di vivere le relazioni in maniera più serena.
Dott.ssa Francesca Quintiliano,
Ricevo sia online che in presenza a Verona, se desideri approfondire insieme questi aspetti.
Le relazioni, soprattutto nei primi mesi, hanno ritmi e aspettative molto diverse: a volte i gesti iniziali di forte entusiasmo lasciano spazio a un modo più quotidiano di stare insieme, che però non significa necessariamente minore amore. È importante distinguere tra il comportamento reale del tuo partner e le emozioni che, per la tua storia, possono amplificare la paura di perdere l’altro.
Parlare apertamente con lui dei tuoi bisogni, senza trasformare il dialogo in un’accusa, può aiutare a capire se vi sia davvero un disinvestimento da parte sua o semplicemente una diversa modalità di esprimere l’affetto. Allo stesso tempo, è fondamentale che tu possa lavorare sul tuo senso di sicurezza interiore, così che la tua serenità non dipenda solo dalla conferma esterna.
Se senti che questa paura di rifiuto ti limita e ti fa soffrire in modo ricorrente, un percorso psicologico può offrirti uno spazio sicuro per comprendere meglio i tuoi vissuti e rafforzare la tua capacità di vivere le relazioni in maniera più serena.
Dott.ssa Francesca Quintiliano,
Ricevo sia online che in presenza a Verona, se desideri approfondire insieme questi aspetti.
Gentile utente, credo lei sia molto consapevole di come la sua storia di vita possa impattare sulle sule relazioni, ciò è molto importante. Comprendere cosa parla di me e cosa parla dell'altro per dare senso e mettere le cose in prospettiva. Credo anche però che sia importante per lei chiarire in modo onesto e sincero i suoi bisogni in una relazione. Pur essendo vero che le relazioni evolvono, e cambiano nel tempo, sentirsi trascurati è un pensiero e un sentire che in coppia va compreso e condiviso. Cordialmente Dott.ssa Alessi D'Angelo
Gentile utente,
Grazie per aver condiviso questa sua preoccupazione. Immagino quanto possa essere stressante sentirsi distanti dalla persona che si ama, soprattutto quando questa sensazione rievoca ferite del passato.
Leggendo il suo racconto, mi sorgono alcune domande:
Quando ha iniziato a percepire questo cambiamento nel suo ragazzo? C'è stato un evento particolare che ha coinciso con questo suo allontanamento?
Come reagiva, di solito, di fronte alle difficoltà e alle sfide che ha incontrato nelle sue passate relazioni? Quali sono state le sue strategie, le sue risorse, che le hanno permesso di superare i momenti di crisi?
Quali sono i suoi bisogni, le sue aspettative, all'interno di una relazione di coppia? Cosa è veramente importante per lei per sentirsi amata, apprezzata e sicura?
Inoltre, mi chiedo:
Come mai il comportamento del suo ragazzo rievoca in lei la ferita dell'abbandono paterno? Qual è il legame tra queste due esperienze, secondo lei?
Cosa significa per lei "essere amata"? Quali sono i gesti, le parole, i comportamenti che la fanno sentire amata e apprezzata dal suo partner?
Se potesse "scrivere" una nuova storia per la sua relazione, come la immaginerebbe? Quali sarebbero i protagonisti, le ambientazioni, gli eventi che la caratterizzerebbero?
Comprendo il suo timore di rivivere l'esperienza dell'abbandono, ma vorrei invitarla a non identificarsi completamente con il passato. Lei non è più la ragazzina di 19 anni che è stata abbandonata da suo padre. Oggi è una donna adulta, consapevole delle sue risorse e capace di prendere in mano la sua vita.
Forse potrebbe esserle utile lavorare con un professionista, per elaborare le ferite del passato, rafforzare la sua autostima e trovare nuove strategie per affrontare le difficoltà che sta incontrando nella sua relazione attuale.
Un saluto.
Grazie per aver condiviso questa sua preoccupazione. Immagino quanto possa essere stressante sentirsi distanti dalla persona che si ama, soprattutto quando questa sensazione rievoca ferite del passato.
Leggendo il suo racconto, mi sorgono alcune domande:
Quando ha iniziato a percepire questo cambiamento nel suo ragazzo? C'è stato un evento particolare che ha coinciso con questo suo allontanamento?
Come reagiva, di solito, di fronte alle difficoltà e alle sfide che ha incontrato nelle sue passate relazioni? Quali sono state le sue strategie, le sue risorse, che le hanno permesso di superare i momenti di crisi?
Quali sono i suoi bisogni, le sue aspettative, all'interno di una relazione di coppia? Cosa è veramente importante per lei per sentirsi amata, apprezzata e sicura?
Inoltre, mi chiedo:
Come mai il comportamento del suo ragazzo rievoca in lei la ferita dell'abbandono paterno? Qual è il legame tra queste due esperienze, secondo lei?
Cosa significa per lei "essere amata"? Quali sono i gesti, le parole, i comportamenti che la fanno sentire amata e apprezzata dal suo partner?
Se potesse "scrivere" una nuova storia per la sua relazione, come la immaginerebbe? Quali sarebbero i protagonisti, le ambientazioni, gli eventi che la caratterizzerebbero?
Comprendo il suo timore di rivivere l'esperienza dell'abbandono, ma vorrei invitarla a non identificarsi completamente con il passato. Lei non è più la ragazzina di 19 anni che è stata abbandonata da suo padre. Oggi è una donna adulta, consapevole delle sue risorse e capace di prendere in mano la sua vita.
Forse potrebbe esserle utile lavorare con un professionista, per elaborare le ferite del passato, rafforzare la sua autostima e trovare nuove strategie per affrontare le difficoltà che sta incontrando nella sua relazione attuale.
Un saluto.
Gentilissima, buonasera.
Capisco che questa situazione possa preoccuparla, soprattutto se in passato ha vissuto esperienze di abbandono, che di per sé sono già molto traumatiche.
Ha sicuramente fatto la cosa giusta esponendo le sue preoccupazioni ed i suoi dubbi al suo ragazzo. Allo stesso tempo, credo che se lui le ha detto che non c'è nulla che non va, non deve continuare ad avere questi dubbi. Non è facile lo so, ma lui è l'unica persona che può darle risposte in merito. E dato che le risposte sono state positive, può stare tranquilla e godersi la relazione con lui, che la vuole come il primo giorno.
Se ha voglia di parlarne ancora, mi contatti pure.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Capisco che questa situazione possa preoccuparla, soprattutto se in passato ha vissuto esperienze di abbandono, che di per sé sono già molto traumatiche.
Ha sicuramente fatto la cosa giusta esponendo le sue preoccupazioni ed i suoi dubbi al suo ragazzo. Allo stesso tempo, credo che se lui le ha detto che non c'è nulla che non va, non deve continuare ad avere questi dubbi. Non è facile lo so, ma lui è l'unica persona che può darle risposte in merito. E dato che le risposte sono state positive, può stare tranquilla e godersi la relazione con lui, che la vuole come il primo giorno.
Se ha voglia di parlarne ancora, mi contatti pure.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Capisco bene quello che descrivi: da un lato la voglia di vivere questa relazione, dall’altro la sensazione che qualcosa stia cambiando e che tu non ti senta più al centro delle sue attenzioni. È naturale che piccoli segnali di distacco facciano emergere paure profonde, soprattutto quando la tua storia personale ti ha già messo davanti all’esperienza dolorosa dell’abbandono.
È importante distinguere ciò che accade davvero nella relazione da ciò che si riattiva dentro di te a causa delle ferite passate. Quando hai la percezione che il suo comportamento sia un rifiuto, può trattarsi sia di un suo momento di stanchezza o di abitudine nella coppia, sia della tua sensibilità acuita da ciò che hai vissuto.
Ti sei già data coraggio parlando con lui, e questo è un passo fondamentale: comunicare in modo chiaro e sincero le proprie emozioni è l’unico modo per capire se c’è davvero spazio per costruire insieme. Allo stesso tempo, è importante che tu ascolti i tuoi bisogni: se la relazione ti fa sentire costantemente insicura e in allerta, può diventare faticosa e dolorosa.
Queste situazioni meritano uno spazio di riflessione più profondo, perché hanno radici sia nel presente che nel passato. Per questo motivo è consigliato per approfondire rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
È importante distinguere ciò che accade davvero nella relazione da ciò che si riattiva dentro di te a causa delle ferite passate. Quando hai la percezione che il suo comportamento sia un rifiuto, può trattarsi sia di un suo momento di stanchezza o di abitudine nella coppia, sia della tua sensibilità acuita da ciò che hai vissuto.
Ti sei già data coraggio parlando con lui, e questo è un passo fondamentale: comunicare in modo chiaro e sincero le proprie emozioni è l’unico modo per capire se c’è davvero spazio per costruire insieme. Allo stesso tempo, è importante che tu ascolti i tuoi bisogni: se la relazione ti fa sentire costantemente insicura e in allerta, può diventare faticosa e dolorosa.
Queste situazioni meritano uno spazio di riflessione più profondo, perché hanno radici sia nel presente che nel passato. Per questo motivo è consigliato per approfondire rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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