Salve, sono un ragazzo di 18 anni, soffro di un'acuta forma di DOC da ben 8 mesi. Sto seguendo la
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Salve,
sono un ragazzo di 18 anni, soffro di un'acuta forma di DOC da ben 8 mesi. Sto seguendo la psicoterapia cognitivo-comportamentale da uno psicoterapeuta da 7 mesi e in più prendo farmaci anti-ossessivi prescritti dallo psichiatra. Sebbene sia in terapia da ormai un bel po' di tempo, le compulsioni sono sempre più frequenti; soffro di DOC da controllo e sono costretto a controllare le luci di casa più di 60 volte al giorno. Non riesco a smettere per alcun motivo. Sto ore e ore in giro per la casa a controllare i lampadari e smetto solo quando vado a letto. In più ho DOC di contaminazione, mi lavo quasi sempre le mani con acqua e sapone. Non so perché ma non miglioro affatto. Sto perdendo peso perché sono sempre in giro per la casa a controllare, a malapena pranzo e ceno. A studiare ho difficoltà. Ho la maturità e non so come fare. In cosa sto sbagliando? Vi chiedo aiuto.
sono un ragazzo di 18 anni, soffro di un'acuta forma di DOC da ben 8 mesi. Sto seguendo la psicoterapia cognitivo-comportamentale da uno psicoterapeuta da 7 mesi e in più prendo farmaci anti-ossessivi prescritti dallo psichiatra. Sebbene sia in terapia da ormai un bel po' di tempo, le compulsioni sono sempre più frequenti; soffro di DOC da controllo e sono costretto a controllare le luci di casa più di 60 volte al giorno. Non riesco a smettere per alcun motivo. Sto ore e ore in giro per la casa a controllare i lampadari e smetto solo quando vado a letto. In più ho DOC di contaminazione, mi lavo quasi sempre le mani con acqua e sapone. Non so perché ma non miglioro affatto. Sto perdendo peso perché sono sempre in giro per la casa a controllare, a malapena pranzo e ceno. A studiare ho difficoltà. Ho la maturità e non so come fare. In cosa sto sbagliando? Vi chiedo aiuto.
Buongiorno comprendo bene la tua preoccupazione dovuta anche dall'avvicinarsi della maturità. Poichè la sintomatologia sembra, da come dici, che non migliori, credo che sia importante che ricontatti lo psichiatra per verificare con lui la terapia farmacologica. A volte é opportuno inserire alcuni aggiustamenti che ti permettono di raggiungere un risultato più efficace.
Per quanto riguarda la psicoterapia, mi sembra che tu abbia qualche perplessità in relazione al tempo che é passato. Probabilmente dovresti darti la possibilità di fare un cambiamento orientandoti, a mio avviso, anche su un approccio diverso.
Per qualsiasi perplessità non esitare a contattarmi.
Per quanto riguarda la psicoterapia, mi sembra che tu abbia qualche perplessità in relazione al tempo che é passato. Probabilmente dovresti darti la possibilità di fare un cambiamento orientandoti, a mio avviso, anche su un approccio diverso.
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Buongiorno,
da quello che racconti il livello di sofferenza e interferenza nella tua vita è molto alto: controlli per ore, lavaggi frequenti, perdita di peso, difficoltà a studiare e maturità vicina. Non leggerei questo come “sto sbagliando qualcosa”, ma come il segnale che il trattamento va rivalutato e probabilmente reso più intensivo o più mirato.
Nel DOC, soprattutto quando le compulsioni sono così forti, può capitare che parlare del problema o “capirlo” non basti. Il lavoro deve entrare molto concretamente nel ciclo ossessione–ansia–compulsione, aiutandoti gradualmente a ridurre i controlli e a tollerare l’ansia senza neutralizzarla. Se dopo 7 mesi le compulsioni aumentano, è importante dirlo con chiarezza sia allo psicoterapeuta sia allo psichiatra: potrebbero essere necessari aggiustamenti della terapia, della frequenza delle sedute, del piano di lavoro o della farmacoterapia.
Il fatto che tu stia perdendo peso e riesca a malapena a mangiare è un campanello importante: non aspettare che passi da solo. Chiedi aiuto anche ai tuoi genitori o a un adulto di fiducia, perché in questo momento hai bisogno di essere sostenuto nella quotidianità, non solo “motivato”.
Rispetto alla maturità, prova a non trasformarla nell’ennesima prova del tuo valore: ora la priorità è stabilizzare i sintomi abbastanza da poter funzionare. Può essere utile parlarne anche con la scuola, tramite famiglia o medico, per valutare se ci siano forme di supporto possibili.
In sintesi, non sei tu che “non ti impegni abbastanza”. Il DOC può essere molto tenace e, quando compromette alimentazione, studio e vita quotidiana, serve una presa in carico più stretta. Porta ai curanti esattamente questi dati concreti: 60 controlli al giorno, ore perse, perdita di peso, lavaggi, impossibilità di studiare. Sono informazioni fondamentali per ricalibrare il percorso.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
da quello che racconti il livello di sofferenza e interferenza nella tua vita è molto alto: controlli per ore, lavaggi frequenti, perdita di peso, difficoltà a studiare e maturità vicina. Non leggerei questo come “sto sbagliando qualcosa”, ma come il segnale che il trattamento va rivalutato e probabilmente reso più intensivo o più mirato.
Nel DOC, soprattutto quando le compulsioni sono così forti, può capitare che parlare del problema o “capirlo” non basti. Il lavoro deve entrare molto concretamente nel ciclo ossessione–ansia–compulsione, aiutandoti gradualmente a ridurre i controlli e a tollerare l’ansia senza neutralizzarla. Se dopo 7 mesi le compulsioni aumentano, è importante dirlo con chiarezza sia allo psicoterapeuta sia allo psichiatra: potrebbero essere necessari aggiustamenti della terapia, della frequenza delle sedute, del piano di lavoro o della farmacoterapia.
Il fatto che tu stia perdendo peso e riesca a malapena a mangiare è un campanello importante: non aspettare che passi da solo. Chiedi aiuto anche ai tuoi genitori o a un adulto di fiducia, perché in questo momento hai bisogno di essere sostenuto nella quotidianità, non solo “motivato”.
Rispetto alla maturità, prova a non trasformarla nell’ennesima prova del tuo valore: ora la priorità è stabilizzare i sintomi abbastanza da poter funzionare. Può essere utile parlarne anche con la scuola, tramite famiglia o medico, per valutare se ci siano forme di supporto possibili.
In sintesi, non sei tu che “non ti impegni abbastanza”. Il DOC può essere molto tenace e, quando compromette alimentazione, studio e vita quotidiana, serve una presa in carico più stretta. Porta ai curanti esattamente questi dati concreti: 60 controlli al giorno, ore perse, perdita di peso, lavaggi, impossibilità di studiare. Sono informazioni fondamentali per ricalibrare il percorso.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Salve,
quello che descrive è molto faticoso, ma purtroppo non insolito nei disturbi ossessivo-compulsivi più intensi. È importante chiarire subito una cosa: il fatto che lei non stia ancora migliorando non significa che stia “sbagliando” o che non si stia impegnando abbastanza. Il DOC può diventare molto invasivo, soprattutto quando entra in un circolo in cui l’ansia porta alla compulsione e la compulsione, anche se dà sollievo momentaneo, finisce per rinforzare ulteriormente il disturbo.
Nel suo caso sembra che il DOC stia avendo un impatto significativo sulla qualità di vita: tempo assorbito dai controlli, difficoltà nello studio, perdita di peso, stanchezza mentale e fisica. Sono segnali che meritano attenzione clinica approfondita.
La terapia cognitivo-comportamentale è uno degli approcci più efficaci per il DOC, ma è fondamentale che includa un lavoro specifico di esposizione con prevenzione della risposta (ERP), che è il trattamento maggiormente validato per le compulsioni di controllo e contaminazione. Questo tipo di percorso richiede gradualità, continuità e spesso attraversa fasi in cui i sintomi possono sembrare invariati o addirittura aumentare temporaneamente.
Anche la terapia farmacologica a volte necessita di aggiustamenti: dosaggio, tempi di risposta o tipologia di farmaco possono influire molto. In alcuni casi il miglioramento richiede più tempo del previsto, soprattutto quando il DOC è severo e presente per molte ore al giorno.
Un altro aspetto importante è che più si cerca di ottenere la “certezza assoluta” (“devo essere sicuro che la luce sia spenta”, “devo sentirmi pulito”), più il cervello ossessivo continua a chiedere controlli. Il problema non è la luce o la contaminazione in sé, ma il bisogno di eliminare completamente il dubbio e l’ansia. Nel DOC, però, la certezza totale non arriva mai, e il rituale continua ad alimentarsi.
Per quanto riguarda la maturità, non si colpevolizzi se in questo momento fatica a concentrarsi: il DOC severo consuma enormi energie cognitive. Sarebbe utile parlarne apertamente anche con i suoi curanti, perché potrebbero aiutarla a trovare strategie concrete per affrontare questo periodo senza pretendere da sé stesso prestazioni “normali” mentre sta combattendo una sofferenza importante.
Il consiglio è di non interrompere il percorso, ma di confrontarsi sinceramente con il suo psicoterapeuta e con lo psichiatra dicendo chiaramente che i sintomi stanno peggiorando e che il funzionamento quotidiano è molto compromesso. A volte è necessario rivedere il piano terapeutico, intensificare il trattamento o affidarsi a professionisti particolarmente specializzati nel DOC.
Le suggerisco quindi di approfondire la situazione con uno specialista esperto nel trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è molto faticoso, ma purtroppo non insolito nei disturbi ossessivo-compulsivi più intensi. È importante chiarire subito una cosa: il fatto che lei non stia ancora migliorando non significa che stia “sbagliando” o che non si stia impegnando abbastanza. Il DOC può diventare molto invasivo, soprattutto quando entra in un circolo in cui l’ansia porta alla compulsione e la compulsione, anche se dà sollievo momentaneo, finisce per rinforzare ulteriormente il disturbo.
Nel suo caso sembra che il DOC stia avendo un impatto significativo sulla qualità di vita: tempo assorbito dai controlli, difficoltà nello studio, perdita di peso, stanchezza mentale e fisica. Sono segnali che meritano attenzione clinica approfondita.
La terapia cognitivo-comportamentale è uno degli approcci più efficaci per il DOC, ma è fondamentale che includa un lavoro specifico di esposizione con prevenzione della risposta (ERP), che è il trattamento maggiormente validato per le compulsioni di controllo e contaminazione. Questo tipo di percorso richiede gradualità, continuità e spesso attraversa fasi in cui i sintomi possono sembrare invariati o addirittura aumentare temporaneamente.
Anche la terapia farmacologica a volte necessita di aggiustamenti: dosaggio, tempi di risposta o tipologia di farmaco possono influire molto. In alcuni casi il miglioramento richiede più tempo del previsto, soprattutto quando il DOC è severo e presente per molte ore al giorno.
Un altro aspetto importante è che più si cerca di ottenere la “certezza assoluta” (“devo essere sicuro che la luce sia spenta”, “devo sentirmi pulito”), più il cervello ossessivo continua a chiedere controlli. Il problema non è la luce o la contaminazione in sé, ma il bisogno di eliminare completamente il dubbio e l’ansia. Nel DOC, però, la certezza totale non arriva mai, e il rituale continua ad alimentarsi.
Per quanto riguarda la maturità, non si colpevolizzi se in questo momento fatica a concentrarsi: il DOC severo consuma enormi energie cognitive. Sarebbe utile parlarne apertamente anche con i suoi curanti, perché potrebbero aiutarla a trovare strategie concrete per affrontare questo periodo senza pretendere da sé stesso prestazioni “normali” mentre sta combattendo una sofferenza importante.
Il consiglio è di non interrompere il percorso, ma di confrontarsi sinceramente con il suo psicoterapeuta e con lo psichiatra dicendo chiaramente che i sintomi stanno peggiorando e che il funzionamento quotidiano è molto compromesso. A volte è necessario rivedere il piano terapeutico, intensificare il trattamento o affidarsi a professionisti particolarmente specializzati nel DOC.
Le suggerisco quindi di approfondire la situazione con uno specialista esperto nel trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile ragazzo, mi rivolgo a Lei con il dovuto rispetto per la sofferenza che sta attraversando. In un'ottica Breve Strategica, il Suo errore non è la mancanza di volontà, ma il tentativo di combattere il DOC usando la logica, che ne è invece il combustibile. Se vuole raddrizzare una cosa, deve imparare a storcerla di più, solo trasformando l'impulso in un obbligo matematico, il rituale perde il suo potere rassicurante e diventa un peso insopportabile che crolla su se stesso.
Saluti
Saluti
Buongiorno. La ringrazio per la fiducia nel condividere questo grido di aiuto; il Suo racconto trasmette tutta la fatica di chi si sente prigioniero in casa propria, vittima di un meccanismo che consuma non solo il tempo, ma anche le energie vitali e il corpo stesso.
Il fatto che Lei non stia ottenendo i miglioramenti sperati non significa che Lei stia "sbagliando" qualcosa, né che la Sua situazione sia senza via d'uscita. In un'ottica psicologica profonda, il sintomo del controllo esasperato può essere visto come un estremo tentativo della mente di arginare un'angoscia che non trova altre parole per essere espressa. A diciotto anni, con la maturità alle porte, il passaggio all'età adulta e la pressione delle aspettative possono generare un senso di smarrimento tale da spingere la psiche a rifugiarsi in rituali rigidi per cercare una sicurezza che sembra mancare altrove.
L'iper-presenza sui lampadari o il lavaggio continuo delle mani indicano che c'è un "mondo interno" che urla il bisogno di essere ascoltato oltre la tecnica comportamentale. Forse, in questo momento di grande stress, la Sua identità si sente minacciata e il DOC agisce come una corazza che, pur essendo dolorosa, Le dà l'illusione di poter governare l'imprevedibile.
La invito a parlare apertamente con i Suoi curanti di questo peggioramento e della perdita di peso, affinché possano ricalibrare l'intervento. A volte, integrare il lavoro sui sintomi con un approccio che esplori il significato relazionale e simbolico di queste paure può aiutare a sciogliere quel nodo che la sola forza di volontà non riesce a spezzare. Non si scoraggi: la stanchezza che prova è il segnale che è necessario trovare un modo più dolce e profondo di prendersi cura di sé, permettendo alla Sua parte "figlio" di essere sostenuta in questo difficile passaggio verso il futuro.
Dottssa Giovanna Costanzo
Il fatto che Lei non stia ottenendo i miglioramenti sperati non significa che Lei stia "sbagliando" qualcosa, né che la Sua situazione sia senza via d'uscita. In un'ottica psicologica profonda, il sintomo del controllo esasperato può essere visto come un estremo tentativo della mente di arginare un'angoscia che non trova altre parole per essere espressa. A diciotto anni, con la maturità alle porte, il passaggio all'età adulta e la pressione delle aspettative possono generare un senso di smarrimento tale da spingere la psiche a rifugiarsi in rituali rigidi per cercare una sicurezza che sembra mancare altrove.
L'iper-presenza sui lampadari o il lavaggio continuo delle mani indicano che c'è un "mondo interno" che urla il bisogno di essere ascoltato oltre la tecnica comportamentale. Forse, in questo momento di grande stress, la Sua identità si sente minacciata e il DOC agisce come una corazza che, pur essendo dolorosa, Le dà l'illusione di poter governare l'imprevedibile.
La invito a parlare apertamente con i Suoi curanti di questo peggioramento e della perdita di peso, affinché possano ricalibrare l'intervento. A volte, integrare il lavoro sui sintomi con un approccio che esplori il significato relazionale e simbolico di queste paure può aiutare a sciogliere quel nodo che la sola forza di volontà non riesce a spezzare. Non si scoraggi: la stanchezza che prova è il segnale che è necessario trovare un modo più dolce e profondo di prendersi cura di sé, permettendo alla Sua parte "figlio" di essere sostenuta in questo difficile passaggio verso il futuro.
Dottssa Giovanna Costanzo
Le terapie talvolta, sia quelle farmacologiche che psicoterapiche, richiedono tempo. Tu non stai sbagliando niente. Hai fatto la cosa giusta ad affidarti a dei professionisti che ti daranno tutte le indicazioni di cui hai bisogno nel rispetto dei tempi di terapia.
Tieni duro e piano piano andrà meglio!
Tieni duro e piano piano andrà meglio!
Gentile utente, comprendo bene il senso di frustrazione che prova nel non vedere i risultati sperati, specialmente con l’avvicinarsi di un traguardo importante come la maturità.
In realtà, sette mesi di terapia sono un tempo ancora breve per scardinare meccanismi così pervasivi. Non sta sbagliando nulla: il DOC è un disturbo complesso e la guarigione non è un percorso lineare. Oltre al controllo dei sintomi, è fondamentale lavorare sul significato profondo di queste compulsioni. Dare un "nome" e una storia a ciò che le accade permette di comprendere a cosa servano, nel suo mondo interno, questi controlli incessanti.
Solo integrando la tecnica con la trasformazione di questo senso profondo potrà riprendere in mano la sua quotidianità. Ne parli apertamente con il suo terapeuta: dare voce alla sua stanchezza è il primo passo per evolvere il percorso.
In realtà, sette mesi di terapia sono un tempo ancora breve per scardinare meccanismi così pervasivi. Non sta sbagliando nulla: il DOC è un disturbo complesso e la guarigione non è un percorso lineare. Oltre al controllo dei sintomi, è fondamentale lavorare sul significato profondo di queste compulsioni. Dare un "nome" e una storia a ciò che le accade permette di comprendere a cosa servano, nel suo mondo interno, questi controlli incessanti.
Solo integrando la tecnica con la trasformazione di questo senso profondo potrà riprendere in mano la sua quotidianità. Ne parli apertamente con il suo terapeuta: dare voce alla sua stanchezza è il primo passo per evolvere il percorso.
Buongiorno, sembra che lei sia seguito dai professionisti di cui può avere bisogno, credo sia pertanto importante che ponga queste domande a loro in modo tale che possano eventualmente valutare cure diverse o modalità differenti di trattamento. Penso che in questa situazione chiedere consiglio a professionisti che non la conoscano possa aumentare la confusione. Dott.ssa Bonomi
Caro ragazzo, ne hai parlato apertamente con il tuo Terapeuta e fatto con lui un bilancio di questo inizio di percorso? Purtroppo la Psicoterapia ha il limite di non dare indicazioni precise sui tempi e modi di reazione perchè sono altamente soggettivi. Però il tuo Terapeuta saprà fare un bilancio e dirti se c'è bisogno di attendere o se magari è consigliabile sperimentare altro.
Un caro saluto.
Un caro saluto.
Il DOC è un sintomo che nasconde delle forti ansie ed insicurezze. Probabilmente avresti bisogno di una terapia che ti aiuti ad andare un po' più a fondo nella comprensione e nell'elaborazione di questi sintomi. Inoltre, potrebbe anche essere il caso di valutare un'eventuale terapia familiare
Salve,
prima di tutto: non stai sbagliando “per mancanza di volontà”. Quello che descrivi è un DOC molto invasivo, che in questo momento sta occupando gran parte delle tue energie mentali e fisiche. Il fatto che tu sia già in terapia e seguito anche da uno psichiatra è importante, ma quando le compulsioni continuano ad aumentare significa che probabilmente il trattamento va rivalutato o rimodulato insieme ai professionisti che ti seguono.
Nel DOC il problema non è il pensiero ossessivo in sé, ma il bisogno di neutralizzare l’ansia attraverso i rituali (controllare, lavarsi, verificare). Purtroppo più si eseguono compulsioni, più il cervello sente il bisogno di ripeterle. È un circolo molto frustrante, ma tipico del disturbo.
Ti consiglierei di parlare apertamente con il tuo terapeuta del fatto che senti di non stare migliorando e di quanto il problema stia impattando sulla tua vita quotidiana, sul peso, sullo studio e sulla maturità. A volte è necessario rivedere il lavoro terapeutico, la parte farmacologica o intensificare il trattamento.
Anche se ora ti sembra impossibile, il DOC può migliorare molto con un percorso adeguato. Il fatto che tu chieda aiuto e riesca a descrivere così bene ciò che vivi è già un passo importante.
prima di tutto: non stai sbagliando “per mancanza di volontà”. Quello che descrivi è un DOC molto invasivo, che in questo momento sta occupando gran parte delle tue energie mentali e fisiche. Il fatto che tu sia già in terapia e seguito anche da uno psichiatra è importante, ma quando le compulsioni continuano ad aumentare significa che probabilmente il trattamento va rivalutato o rimodulato insieme ai professionisti che ti seguono.
Nel DOC il problema non è il pensiero ossessivo in sé, ma il bisogno di neutralizzare l’ansia attraverso i rituali (controllare, lavarsi, verificare). Purtroppo più si eseguono compulsioni, più il cervello sente il bisogno di ripeterle. È un circolo molto frustrante, ma tipico del disturbo.
Ti consiglierei di parlare apertamente con il tuo terapeuta del fatto che senti di non stare migliorando e di quanto il problema stia impattando sulla tua vita quotidiana, sul peso, sullo studio e sulla maturità. A volte è necessario rivedere il lavoro terapeutico, la parte farmacologica o intensificare il trattamento.
Anche se ora ti sembra impossibile, il DOC può migliorare molto con un percorso adeguato. Il fatto che tu chieda aiuto e riesca a descrivere così bene ciò che vivi è già un passo importante.
Ciao, penso che tu non stia sbagliando ma che il tuoi sintomi abbiano dei "vantaggi" per questo sono così resistenti. In genere i sintomi nascondono qualcosa di più doloroso per noi. Ovviamente va approfondito. Parlane con il tuo terapeuta.
Buongiorno, capisco quanto possa essere faticoso e spaventante vivere una situazione così intensa, soprattutto mentre stai già seguendo una psicoterapia e una terapia farmacologica.
Da ciò che descrivi, il DOC sta occupando molto spazio nella tua giornata e sta interferendo con studio, alimentazione e vita quotidiana. Non significa che tu stia sbagliando: spesso nel DOC le compulsioni danno un sollievo momentaneo, ma poi rinforzano il dubbio e il bisogno di controllare o lavarsi di nuovo.
Ti suggerisco di parlarne al più presto sia con il tuo psicoterapeuta sia con lo psichiatra, spiegando chiaramente che i sintomi stanno aumentando, che stai perdendo peso e che fai fatica a studiare. Potrebbe essere necessario rivedere il piano terapeutico, intensificare il supporto o valutare eventuali modifiche alla terapia farmacologica, sempre e solo con lo psichiatra.
Per la maturità, prova a non restare solo: coinvolgi i tuoi genitori, i curanti e, se possibile, anche la scuola, così da costruire un piano realistico per affrontare questo periodo.
Non leggere questa fase come un fallimento personale: il DOC può essere molto tenace, ma con un trattamento adeguato e ben ricalibrato si può lavorare per migliorare. In bocca al lupo per tutto!
Un caro saluto.
Da ciò che descrivi, il DOC sta occupando molto spazio nella tua giornata e sta interferendo con studio, alimentazione e vita quotidiana. Non significa che tu stia sbagliando: spesso nel DOC le compulsioni danno un sollievo momentaneo, ma poi rinforzano il dubbio e il bisogno di controllare o lavarsi di nuovo.
Ti suggerisco di parlarne al più presto sia con il tuo psicoterapeuta sia con lo psichiatra, spiegando chiaramente che i sintomi stanno aumentando, che stai perdendo peso e che fai fatica a studiare. Potrebbe essere necessario rivedere il piano terapeutico, intensificare il supporto o valutare eventuali modifiche alla terapia farmacologica, sempre e solo con lo psichiatra.
Per la maturità, prova a non restare solo: coinvolgi i tuoi genitori, i curanti e, se possibile, anche la scuola, così da costruire un piano realistico per affrontare questo periodo.
Non leggere questa fase come un fallimento personale: il DOC può essere molto tenace, ma con un trattamento adeguato e ben ricalibrato si può lavorare per migliorare. In bocca al lupo per tutto!
Un caro saluto.
Gentile ragazzo, quello che descrive è molto faticoso, ma il fatto che le compulsioni siano ancora forti non significa che lei stia “sbagliando” o che non possa migliorare. Nel DOC capita che i sintomi aumentino nei periodi di forte ansia o stress, come quello della maturità.
La cosa importante è non affrontare tutto da solo: parli apertamente con il suo psicoterapeuta e con lo psichiatra del peggioramento, perché a volte il percorso o la terapia farmacologica vanno rivalutati e adattati.
Il DOC può essere molto invalidante, ma con un trattamento adeguato e continuativo si può stare meglio.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
La cosa importante è non affrontare tutto da solo: parli apertamente con il suo psicoterapeuta e con lo psichiatra del peggioramento, perché a volte il percorso o la terapia farmacologica vanno rivalutati e adattati.
Il DOC può essere molto invalidante, ma con un trattamento adeguato e continuativo si può stare meglio.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Gentile utente di mio dottore,
è opportuno portare i suoi dubbi in terapia. Essendo già seguito è molto importante il costante confronto con lo specialista di riferimento. Ne vale della funzionalità della terapia stessa e del rapporto di fiducia.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
è opportuno portare i suoi dubbi in terapia. Essendo già seguito è molto importante il costante confronto con lo specialista di riferimento. Ne vale della funzionalità della terapia stessa e del rapporto di fiducia.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve provi ad affidarsi ai professionisti, portando loro questo dubbio e questa frustrazione di non vedere alcun miglioramento. Lo spazio di cura è suo, provi a trarne beneficio appieno soprattutto creando un'alleanza terapeutica con l'aiuto del terapeuta (obiettivi condivisi, compiti a casa costruiti per lei, riflessioni condivise ecc.). Spero di esserle stata d'aiuto.
Una psicoterapia ben condotta (non posso sapere se la sua lo sia) non si sofferma sul sintomo ma va a cercare le ragioni del sintomo. Il sintomo è solo la spia sul cruscotto che indica la presenza di un problema, non è il problema. Il suo problema non è il DOC ma ciò che lo causa. Il soggetto ossessivo è cristallizzato all'interno di una vita ripetitiva e asettica, cerca organizzazione e controllo. Ma da cosa? Dalla vita, dalle pulsioni, dagli imprevisti, dalla sessualità. Per qualche ragione in lei questi fattori hanno assunto una valenza negativa che la costringono a disinfettare l'esistenza. Ma una vita pienamente vissuta è elastica, disordinata, imperfetta. Lo è per forza, non la si può costringere dentro schemi fissi. In lei non c'è un problema di ossessione. In lei c'è un'anima che non si esprime, che non respira. In lei c'è poco spazio per le pulsioni, le emozioni, i sentimenti, le lacrime. Lei è terrorizzato dall'idea di perdere il controllo. E invece è proprio il controllo che deve perdere, è la contaminazione col mondo che deve cercare. Non guardi il rituale, guardi l'amore.
Buongiorno. Continui a seguire le indicazioni del suo psicoterapeuta
Buongiorno, non penso lei stia sbagliando nulla, credo che quello che può fare è parlarne con il suo terapeuta e anche lo psichiatra, a volte la terapia farmacologica può avere bisogno di tempo, come la psicoterapia, a volte per dei miglioramenti serve un pò di tempo. ma quello che sento di dirle vista anche l'urgenza dato l'esame è di parlarne con i colleghi così da poter trovare una soluzione.
Ciao, grazie per aver trovato la forza di raccontare con tanta chiarezza quello che stai vivendo. Da quello che descrivi, la tua sofferenza è reale, intensa e molto faticosa da sostenere ogni giorno. Non c’è nulla di “sbagliato” in te: il DOC può diventare estremamente invadente, soprattutto quando si è molto stanchi, sotto pressione o quando le compulsioni hanno preso spazio nella quotidianità. Voglio dirti una cosa importante: il fatto che tu sia in cura, che tu stia seguendo una psicoterapia e una terapia farmacologica, non significa che “dovresti già stare bene”. Il DOC non segue tempi lineari, e spesso i miglioramenti arrivano in modo graduale, dopo periodi in cui sembra addirittura peggiorare. Questo non è un fallimento, ma una caratteristica del disturbo.
Le compulsioni che descrivi , i controlli ripetuti, il lavaggio delle mani, la difficoltà a fermarti , non sono scelte volontarie. Sono comportamenti che il DOC ti impone per ridurre l’ansia nell’immediato, ma che poi la rinforzano nel tempo. Non è mancanza di volontà: è un meccanismo psicologico molto potente, che richiede tempo e un lavoro mirato per essere indebolito.
Quello che mi colpisce è che, nonostante la fatica, tu stia continuando a cercare aiuto. Questo è un segnale di grande forza, anche se forse non te ne rendi conto. In una situazione come la tua, ci sono alcuni punti che possono essere utili da tenere a mente:
Non sei tu a fallire: è il disturbo che sta chiedendo più spazio. E questo può succedere anche durante una terapia ben condotta.
È fondamentale che tu condivida con il tuo terapeuta e con lo psichiatra esattamente quello che hai scritto qui. Il peggioramento dei sintomi, la perdita di peso, la difficoltà a studiare e a gestire la quotidianità sono segnali importanti, che vanno portati in seduta senza paura di “deludere” nessuno.
Il carico scolastico e la maturità imminente possono amplificare i sintomi. Non è un caso se in questo periodo senti tutto più difficile.
Vorrei lasciarti con un messaggio chiaro: non sei solo, e non sei “sbagliato”. Stai affrontando un disturbo che può essere molto duro, ma che può migliorare con un lavoro mirato, continuo e condiviso con i professionisti che ti seguono. Parlane apertamente con loro: non per giudicare ciò che stai facendo, ma per permettere alla terapia di adattarsi a ciò che ti serve adesso.
Le compulsioni che descrivi , i controlli ripetuti, il lavaggio delle mani, la difficoltà a fermarti , non sono scelte volontarie. Sono comportamenti che il DOC ti impone per ridurre l’ansia nell’immediato, ma che poi la rinforzano nel tempo. Non è mancanza di volontà: è un meccanismo psicologico molto potente, che richiede tempo e un lavoro mirato per essere indebolito.
Quello che mi colpisce è che, nonostante la fatica, tu stia continuando a cercare aiuto. Questo è un segnale di grande forza, anche se forse non te ne rendi conto. In una situazione come la tua, ci sono alcuni punti che possono essere utili da tenere a mente:
Non sei tu a fallire: è il disturbo che sta chiedendo più spazio. E questo può succedere anche durante una terapia ben condotta.
È fondamentale che tu condivida con il tuo terapeuta e con lo psichiatra esattamente quello che hai scritto qui. Il peggioramento dei sintomi, la perdita di peso, la difficoltà a studiare e a gestire la quotidianità sono segnali importanti, che vanno portati in seduta senza paura di “deludere” nessuno.
Il carico scolastico e la maturità imminente possono amplificare i sintomi. Non è un caso se in questo periodo senti tutto più difficile.
Vorrei lasciarti con un messaggio chiaro: non sei solo, e non sei “sbagliato”. Stai affrontando un disturbo che può essere molto duro, ma che può migliorare con un lavoro mirato, continuo e condiviso con i professionisti che ti seguono. Parlane apertamente con loro: non per giudicare ciò che stai facendo, ma per permettere alla terapia di adattarsi a ciò che ti serve adesso.
Buongiorno gentile utente la ringrazio per la sua condivisione credo che sia utile parli con il suo psichiatra e il suo terapeuta in merito allo stato di malessere persistente e sulle tempistiche necessarie di certo le posso dire che non sono disturbi che spariscono magicamente ci vuole tempo pazienza e anche volontà e capire il perchè magari valutate se è il caso con la sua terapeuta un approccio diverso anche se quello di elezione è la terapia comportamentale. Un caro saluto dott.ssa Valeria Sicari
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- Salve, ho questo problema da due anni circa... Ho riscontrato un forte blocco nella zona lombare nel novembre 2024 allenandomi in palestra sulla leg press a 45 gradi. Nella fase di discesa ho sentito un blocco muscolare nella zona lombare fortissimo. Da lì mi viene questo blocco nella zona lombare…
- Buongiorno, questa mattina ho fatto una frenulotomia in ospedale. Arrivato a casa ho guardato il risultato ed ho notato che il frenulo è stato correttamente tolto nella sua completezza tra la corona e il collo del glande, lasciando un segno a "Y" ma risulta invece semplicemente tagliato all'attaccatura…
- Buongiorno Dottore, scrivo perché ho notato delle perdite insolite durante l’ovulazione. Ho avuto muco cervicale filante tipo albume, ma associato a perdite di sangue: inizialmente leggere striature rosate/marroncine, poi oggi un episodio più abbondante con sangue rosso vivo mescolato al…
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