Domande del paziente (297)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, quello che descrive non è “una dinamica che forse non dovrebbe porre”. La riguarda eccome, perché parla di come lei sta dentro questo legame e di quanto spazio riesce ad avere.
Se guardiamo...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, la convivenza rappresenta sempre un passaggio delicato, anche quando è desiderata e scelta con consapevolezza. Il passaggio dall’idea al progetto concreto spesso attiva timori che prima non... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, la situazione che descrive è emotivamente molto pesante, perché non riguarda solo il lavoro, ma il suo ruolo di figlia e adulta.
All'interno dell'attività familiare sembra che i confini...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, da quello che racconta in ogni esperienza lei ha dato moltissimo, spesso più del dovuto, spesso anche gratuitamente, spesso mettendo da parte sé stessa ed i suoi bisogni. Emerge l'immagine... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, comprendo il turbamento che descrive. Un primo colloquio, anche in un contesto pubblico, dovrebbe essere uno spazio di ascolto, di inquadramento, di conoscenze non una consultazione rapida... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, non credo esista una risposta “normale o sbagliata” valida per tutte le coppie. Quello che per qualcuno è irrilevante, per un’altra persona può avere un significato emotivo importante. Il... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Un trasferimento importante, soprattutto quando comporta il distacco da legami familiari molto profondi, può provocare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Federica,
la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza e profondità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sensazione intensa di solitudine all’interno della relazione, non tanto...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, la situazione che descrive è emotivamente molto pesante. Quando questioni legate all’eredità e all’appartenenza familiare emergono, possono attivare paure profonde di perdita, esclusione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, ciò che descrive è molto comune nelle fasi iniziali di un percorso terapeutico. Quando si inizia, soprattutto se si attraversa una confusione affettiva e relazionale (ma anche se non ce lo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, quella che descrive sembra essere un’esperienza piuttosto comune e, nella maggior parte dei casi, non indica nulla di grave. Possono essere frammenti mnestici, cioè tracce di ricordi visivi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, comprendo come quell’episodio possa averla sorpresa e lasciata perplessa, ma ciò che descrive non indica qualcosa di anomalo o preoccupante. Il corpo può reagire in modo automatico a una... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, dal punto di vista umano e relazionale, non siamo mai solo “buoni” o “malvagi”. Dentro ciascuno convivono parti diverse: capacità di prendersi cura, empatia e generosità, ma anche rabbia,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, quello che descrive è molto più comune di quanto sembri. Quando una figura che stimiamo riconosce le nostre potenzialità e ci propone qualcosa di importante, insieme all’entusiasmo possono... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, periodi di stanchezza emotiva, calo di motivazione, agitazione alternata a chiusura e rimuginio possono essere legati a uno stress che si è accumulato nel tempo, anche in assenza di eventi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, da quello che racconti sembra che nelle amicizie per te si attivi un coinvolgimento molto intenso. Quando una persona diventa importante, è naturale avere aspettative forti e temere di essere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, la masturbazione molto frequente, soprattutto quando diventa un modo per scaricare stress, rabbia o noia, può diventare nel tempo una specie di abitudine automatica. In questi casi non è... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, capire se una persona ha comportamenti manipolatori non è sempre semplice, soprattutto quando c’è affetto, attrazione e una storia condivisa. Spesso non è una singola frase a dirlo, ma il... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissimo, da ciò che racconta emerge quanto questi pensieri la facciano soffrire.
Parla di umiliazione, fastidio e di un rimuginio che torna continuamente. Non è tanto il passato in sé della sua ragazza...
Altro
Buongiorno, sono una ragazza di 25 anni. Ultimamente sto vivendo un periodo di stress e ansia dovuto al fatto che non ho mai cose da fare, specialmente nel weekend.
Ho i miei amici, pochi ma buoni ma li ho. Il problema é dato dal fatto che non ho una compagnia con cui uscire: tutti I miei amici Hanno qualche altro gruppetto con cui solitamente escono, oppure escono con I propri partner e le loro compagnie.
Io sono fidanzata ma il mio compagno lavora nel weekend perció non organizziamo mai niente di che.
Questa situazione mi sta creando disagio perché vorrei vivermi la mia gioventú di piú, divertirmi, fare delle belle uscite in compagnia, e invece mi ritrovo a fare una vita da sessantenne con mia mamma.
Tutto ció mi crea disagio perché poi mi viene da pensare che io non abbia una compagnia perché sono sbagliata Io, o perché non sono abbastanza intraprendente o non abbia abbastanza amici e automaticamente mi viene da pensare che io sia sfigata.
Mi sono domandata perché io possa essere finita in questa situazione e probabilmente é perché ho vissuto un anno fuorisede e i miei amici si sono creati i propri equilibri e le proprie compagnie. Oppure questa sensazione potrebbe essere dovuta al fatto che non sto lavorando ne studiando al momento e quindi mi ritrovo a passare tutte le giornate a casa (spero quindi appena inizieró a lavorare di non sentirmi piú cosí).
Peró insomma mi sento molto appiattita e ho paura che questa situazione con il passare del tempo non possa che peggiorare. Vorrei anche solo cercare di cambiare il mio pensiero a riguardo per vivermela meglio e accettare che ci siano periodi piú piatti rispetto ad altri, senza vivere con l'ansia e la fomo che mi perseguita.
Grazie per le vostre eventuali risposte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, quello che descrive è comprensibile e, per certi versi, anche piuttosto comune in alcune fasi della vita. Non è tanto il “non avere cose da fare” in sé a pesare, ma il significato che questo assume per lei. Il confronto con gli altri, la sensazione di essere indietro, di “non avere una compagnia” e quindi di essere sbagliata o meno interessante.
In realtà, da quello che racconta, non è sola, ha degli amici ed una relazione. Sembra piuttosto che si trovi in un momento di transizione, in cui gli equilibri sociali sono cambiati e lei, complice anche il fatto di non lavorare o studiare al momento, si ritrova con più tempo vuoto e meno occasioni spontanee di condivisione. Questo può amplificare molto la sensazione di esclusione e la “FOMO”, che porta a immaginare che gli altri vivano sempre qualcosa di più pieno o significativo.
Il rischio è che da una situazione concreta (meno uscite, meno compagnia nel weekend) si passi rapidamente a un giudizio su di sé (“sono sbagliata”, “sono sfigata”). È proprio questo passaggio che alimenta l’ansia e il senso di appiattimento.
Può aiutarla provare a tenere separate le due cose: da una parte riconoscere che è un periodo effettivamente più vuoto e meno stimolante, dall’altra evitare di trasformarlo in una definizione del suo valore personale. Le fasi di vuoto esistono e spesso precedono cambiamenti, come potrebbe essere l’inizio del lavoro o nuove occasioni sociali.
Nel frattempo, più che aspettare che si crei una compagnia, potrebbe provare, con gradualità, a creare piccole occasioni: proporre lei qualcosa, accettare anche situazioni non perfette, oppure aprirsi a contesti nuovi (corsi, attività, ambienti diversi). Non tanto per riempire a tutti i costi, ma per rimettersi in movimento.
Il fatto che desideri più vita sociale e si interroghi su come vivere meglio questo momento è già un segnale importante di vitalità. Forse più che mancarle qualcosa, è in una fase in cui ciò che c’era prima non basta più, ma il nuovo deve ancora prendere forma.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini