Dottori..ma è normale tra due persone che stanno insieme (una 25 anni e l'altra 48) che lui mette mi

34 risposte
Dottori..ma è normale tra due persone che stanno insieme (una 25 anni e l'altra 48) che lui mette mi piace a donne che si espongono tanto, che si mettono in mostra ecco, mentre all'altra parte può dar fastidio questo, nonostante lo so dica si rimane convinti sulla posizione che si ha che sia normale, che non é nulla di sbagliato, io mi faccio un pò condizionare e posso in piccola parte pensare forse sono io che sbaglio a prenderla cosi in grande e forse è vero è solo un mi piace, però dall'altra non riesco a passare sopra..in più più ci si dice le cose meno ci si capisce, sembra di avere un muro..sto sbagliando forse, esagero..
Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissima, non credo esista una risposta “normale o sbagliata” valida per tutte le coppie. Quello che per qualcuno è irrilevante, per un’altra persona può avere un significato emotivo importante. Il punto quindi non è il gesto in sé, un “mi piace”, ma il significato che assume per lei e per la relazione.
Se quel comportamento la fa sentire svalutata, insicura o non scelta, il suo disagio è reale e merita attenzione. Non significa che lei sia esagerata, così come non significa automaticamente che lui stia facendo qualcosa di scorretto: indica piuttosto che avete sensibilità e confini diversi su ciò che è rispettoso o accettabile dentro una relazione.
In alcune coppie i social non hanno alcun peso; in altre, soprattutto quando toccano temi di attrazione e visibilità del corpo, possono attivare confronti, paure o vissuti di non adeguatezza. Anche la differenza di età e di esperienze può influenzare il modo in cui ciascuno vive queste dinamiche.
Il fatto che “più ne parlate meno vi capite” suggerisce che la conversazione forse si sta spostando su chi ha ragione, invece che su come ciascuno si sente. Dire “questa cosa mi fa sentire…” è diverso dal dire “questa cosa è sbagliata”. Il primo apre dialogo, il secondo crea difesa.
Non è necessario convincersi che non le dia fastidio, né costringere l’altro a pensarla come lei. La domanda più utile può essere: riuscite a trovare un punto di incontro che tenga conto del suo bisogno di sentirsi rispettata e della sua libertà personale?
Se resta la sensazione di un muro, forse non state parlando solo di social, ma di sicurezza, riconoscimento e reciprocità. Ed è su questo livello più profondo che può diventare importante comprendersi. Nel caso percepisse necessità, l'idea di intraprendere un percorso psicologico potrebbe aiutarla a vivere una relazione terapeutica dove questi aspetti possono essere vissuti, elaborati e compresi.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini

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Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, ciò che racconta fa emergere un vissuto emotivo molto comprensibile e tutt’altro che raro nelle relazioni affettive. Quando si è coinvolti sentimentalmente con una persona, soprattutto se importante e significativa, è naturale essere sensibili a comportamenti che possono essere percepiti come una minaccia, anche quando razionalmente si prova a convincersi che si tratti di qualcosa di innocuo. Il fatto che lei si trovi divisa tra il pensare che si tratti solo di un gesto sui social e il provare comunque fastidio non significa che stia sbagliando o esagerando, ma mostra quanto questa situazione tocchi corde emotive profonde legate al bisogno di sentirsi scelta, valorizzata e sicura nel rapporto. Nelle relazioni può accadere che due persone abbiano visioni diverse su ciò che è accettabile o meno nei comportamenti verso l’esterno. Per qualcuno un semplice apprezzamento sui social può avere un significato leggero e privo di implicazioni affettive, mentre per qualcun altro può essere vissuto come qualcosa che mette in discussione l’esclusività o il rispetto del legame. Nessuna delle due posizioni è in assoluto giusta o sbagliata, ma diventano problematiche quando generano sofferenza e quando la comunicazione su questi temi si trasforma in uno scontro in cui ci si sente non compresi. Il fatto che lei percepisca una sorta di muro quando provate a parlarne è un aspetto importante da osservare. Spesso quando si discute di argomenti che toccano la sicurezza emotiva, entrambe le persone possono sentirsi attaccate o giudicate e questo porta a irrigidirsi nelle proprie posizioni. In queste situazioni il rischio è che la conversazione si sposti su chi ha ragione e chi ha torto, mentre il vero punto riguarda ciò che ognuno prova interiormente e il bisogno di essere riconosciuto nelle proprie emozioni. Può essere utile provare a dare spazio alla sua esperienza emotiva senza invalidarla. Il fastidio che prova può essere letto come un segnale che le parla di quanto per lei sia importante sentirsi rassicurata e tutelata nel rapporto. Allo stesso tempo può essere importante provare a comprendere quale significato attribuisce il partner a quei comportamenti, non tanto per giustificarli, ma per capire se esiste un terreno comune su cui costruire regole condivise che facciano sentire entrambi rispettati. Anche la differenza di età che descrive può portare con sé storie personali, abitudini e modi di vivere la relazione differenti. Questo non rappresenta necessariamente un ostacolo, ma può richiedere un confronto più attento su aspettative, confini e bisogni affettivi. Quando una relazione funziona, spesso non è perché i partner la pensano allo stesso modo su tutto, ma perché riescono a trovare un equilibrio che permetta a entrambi di sentirsi sereni. Il dubbio che lei esprime sul fatto di esagerare mostra una tendenza a mettere in discussione le proprie emozioni. Le emozioni, anche quando risultano intense o scomode, raramente sono sbagliate, piuttosto possono essere un invito a fermarsi e ascoltare quali bisogni stanno cercando di comunicare. Cercare di ignorarle o minimizzarle spesso le rende ancora più presenti e dolorose. Può essere importante osservare nel tempo come si sente all’interno di questa relazione, quanto si percepisce ascoltata e quanto riesce a esprimere ciò che prova senza temere di essere svalutata. Le relazioni che favoriscono il benessere sono quelle in cui entrambi i partner possono sentirsi liberi di portare le proprie fragilità senza la sensazione di doverle nascondere o ridimensionare. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Edoardo Bonsignori
Psicologo, Psicologo clinico
Cascina
Capisco profondamente il senso di confusione che sta provando. In una relazione, specialmente quando esiste una differenza generazionale così marcata come la vostra, è molto comune che si creino dei veri e propri "cortocircuiti" comunicativi su temi come l'uso dei social network.
Dal mio punto di vista, la prima cosa che mi sento di dirle è di non colpevolizzarsi: non esiste un "giusto" o uno "sbagliato" universale in questo caso, né lei sta necessariamente esagerando. Quello che sta accadendo è che voi due state dando significati completamente diversi allo stesso gesto. Per il suo compagno, quel "like" potrebbe essere un automatismo senza valore, un modo superficiale di stare sui social che non intacca ciò che prova per lei. Per lei, invece, quel gesto rappresenta una mancanza di cura o una disattenzione che la fa sentire svalutata.
Il problema principale non è il "like" in sé, ma il "muro" che sentite quando provate a parlarne. Quando lui liquida il suo fastidio dicendo che "è normale", sta involontariamente invalidando il suo sentimento. Questo la porta a dubitare di se stessa ("forse sono io che sbaglio"), creando un circolo vizioso in cui lei chiede ascolto e lui si sente sotto accusa, finendo per arroccarsi ancora di più sulla sua posizione. In una coppia, la verità non sta mai da una parte sola, ma in quello che succede nello spazio tra voi due.
Il fatto che abbiate 25 e 48 anni può giocare un ruolo: a volte, chi è più grande tende a porsi in una posizione di "superiorità" dando per scontato cosa sia normale o maturo, mentre chi è più giovane può vivere con più intensità il bisogno di esclusività e conferma. Se questa dinamica diventa una lotta per stabilire chi ha ragione, purtroppo non se ne esce.
Invece di cercare di convincerlo che lui stia sbagliando, potrebbe provare a spiegargli come si sente lei in quei momenti, senza giudicare l'azione di lui, ma descrivendo il suo vuoto interiore. Tuttavia, se questo muro continua a restare alto, potrebbe essere utile esplorare queste dinamiche in uno spazio protetto, come una consulenza di coppia, per capire se questo conflitto sui social è solo la punta di un iceberg di altre incomprensioni legate al modo in cui vi sentite visti l'uno dall'altra.
Dott. Francesco Andrini
Psicologo, Psicologo clinico
Castel Mella
Buongiorno, leggendo le sue parole mi sembra che lei stia chiedendo: "sono io che sbaglio a sentirmi a disagio per questa situazione?". Mi verrebbe da dirle che la sua sensazione, il dubbio che esprime, ha senso nel contesto in cui si trova. Dall'altra parte non penso che esista un modo "giusto" per stare in coppia, dato che per coppie diverse funzionano cose differenti.
Detto questo, quando dice che le "sembra di avere un muro" mi fa pensare a quanto questo episodio indichi una preoccupazione che riguarda la comunicazione nella coppia ben più ampia. Spesso dietro le incomprensioni ci sono modi diversi di vedere le stesse cose, ad esempio quello che per uno dei due è "solo un like" per l'altro può essere una mancanza di rispetto, e nessuno dei due ha torto in senso assoluto. Il problema nasce quando questi punti di vista diversi non riescono a trovare uno spazio di dialogo, e ci si blocca. Se da soli dovesse essere difficile, una consulenza di coppia potrebbe aiutare a ritrovare il dialogo.
Le auguro di trovare un modo che vada bene per entrambi.


Dott. Francesco Andrini
Dott.ssa Erika Messinese
Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso con sincerità i suoi dubbi e il suo disagio all'interno della coppia.

Da ciò che descrive, emerge chiaramente la sofferenza legata al sentirsi non accolta in un bisogno emotivo, acutizzata dalla sensazione di trovarsi di fronte a un "muro" ogni volta che tenta di esprimere il suo disappunto. È comprensibile che la differenza di vedute su cosa sia "normale" o "esagerato" generi in lei confusione e la porti a mettere in discussione la validità del suo stesso sentire, chiedendosi se sia lei a "sbagliare".

Tuttavia, è importante sottolineare che in una relazione non esiste una "normalità" oggettiva valida per tutti, ma esistono accordi, sensibilità e compromessi che vanno costruiti insieme. Il punto centrale qui non è stabilire chi ha ragione in termini assoluti (se i "mi piace" siano giusti o sbagliati), ma osservare la dinamica che si è creata: lei esprime una ferita e riceve una svalutazione di quel vissuto. Questo cortocircuito comunicativo, in cui più si cerca di spiegare e meno ci si capisce, rischia di farla sentire inadeguata o eccessiva, quando invece la sua reazione è l'espressione di un bisogno di rassicurazione e rispetto che al momento non trova spazio.

Provi a spostare l'attenzione dal tentativo di cambiare l'opinione del partner al suo ascolto interno. Chiedersi "cosa rappresenta per me quel gesto?" e "quali sono i confini che mi fanno sentire serena?" può aiutarla a definire meglio ciò di cui ha bisogno per stare bene, indipendentemente dal giudizio dell'altro. Lavorare sulla propria autostima e sulla consapevolezza dei propri valori è spesso il passo più efficace per uscire dal dubbio e ritrovare chiarezza.

Sperando di aver dato qualche spunto utile, sono disponibile per un ulteriore ascolto. Un caro saluto, Dott.ssa Erika Messinese
Dott. Salvatore De Luca
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Palermo
Quello che descrive è più comune di quanto si pensi e non parla di “giusto” o “sbagliato”, ma di **bisogni, sensibilità e confini diversi** all’interno della coppia. Il fatto che a lei questo comportamento dia fastidio è un dato emotivo reale, che merita ascolto, così come per il partner può essere sincero il vissuto di normalità rispetto a quei “mi piace”. Il problema non è tanto il gesto in sé, quanto ciò che **attiva** in lei e la difficoltà, che descrive bene, di sentirsi compresa quando prova a dirlo.

Quando il dialogo inizia a trasformarsi in un muro, spesso non è perché uno dei due esagera, ma perché mancano strumenti condivisi per parlare di temi delicati come il rispetto, la sicurezza affettiva, la gelosia o i confini personali. In questi casi, uno **spazio di confronto guidato**, come quello con uno psicologo, può essere un luogo utile e protetto per chiarire i vissuti di entrambi, senza colpevolizzazioni, e capire se e come è possibile incontrarsi a metà strada.

Rivolgersi a un professionista non significa che la coppia “non funziona”, ma che si sceglie di prendersi cura della relazione prima che l’incomprensione diventi distanza.

Dott. De Luca Salvatore
È comprensibile che una situazione del genere possa far nascere dubbi e fastidio. Nelle relazioni non esiste una regola universale su cosa sia “normale” o “sbagliato”: ciò che conta è come certi comportamenti vengono vissuti dai partner e che significato assumono per ciascuno. Anche un semplice “mi piace” sui social, per alcune persone, può risultare neutro, mentre per altre può toccare temi come il rispetto, la sicurezza nella relazione o il bisogno di sentirsi considerate.

Il fatto che lei si interroghi se stia esagerando non significa necessariamente che stia sbagliando: può essere utile piuttosto provare a capire che cosa, nello specifico, la fa stare male (gelosia, confronto con altre donne, timore di non essere vista, difficoltà nel dialogo). Allo stesso tempo, è importante che nella coppia ci sia uno spazio di confronto in cui entrambi possano esprimere il proprio punto di vista senza sentirsi invalidati. Quando “più ci si parla meno ci si capisce”, come scrive, spesso non è il contenuto ma il modo della comunicazione a creare un muro.

Se questo tema sta generando disagio o incomprensioni ripetute, potrebbe essere utile parlarne con un/una professionista: uno spazio neutro può aiutare a chiarire i bisogni reciproci, migliorare la comunicazione e comprendere meglio le proprie reazioni emotive. Un confronto psicologico, individuale o di coppia, può offrire strumenti per orientarsi senza dover stabilire chi abbia “torto” o “ragione”, ma lavorando sul benessere della relazione e personale.

Dottoressa Isabeau Bentivoglio
Dott.ssa Giulia Raiano
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, Quello che descrivi non è strano né sbagliato, è un conflitto di significati. Non si tratta solo di un mi piace, ma di ciò che quel gesto rappresenta per te.
In una relazione con una differenza d’età di diversi anni (25 e 48 anni) possono emergere sensibilità diverse, vissuti diversi, bisogni diversi di rassicurazione. Non è l’età in sé il problema, ma il modo in cui ciascuno vive certe dinamiche.
Oggettivamente, mettere un mi piace può essere un gesto leggero, automatico.
Emotivamente, per te può significare che non gli basti, o che guarda altre donne o ancora che ti manca di rispetto. Non esiste una verità assoluta del tipo è normale oppure è sbagliato, esiste ciò che per te è tollerabile e ciò che ti fa stare male. Se ogni volta che provi a spiegare come ti senti ti viene risposto sul piano logico (“è solo un like”, “non significa niente”), tu rimani sola nella tua emozione. E lì nasce il muro. Se lui continuasse a farlo e tu non cambiassi mai il tuo modo di viverla, riusciresti a stare serena nel tempo?
Perché in una coppia non conta chi ha ragione, conta se entrambi riescono a sentirsi al sicuro.
Se vorrai approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
In una coppia può capitare che la stessa cosa venga vissuta in modo molto diverso: per qualcuno un “mi piace” è nulla, per qualcun altro tocca rispetto, sicurezza e sentirsi scelta. Non c’è una regola unica “giusta”: conta cosa significa per voi e se riuscite a parlarne senza farvi male, soprattutto se senti un “muro” che si ripete. Forse può farti bene avere uno spazio di ascolto in cui mettere ordine a queste emozioni e capire, con calma, cosa ti fa stare davvero bene.
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Cara ragazza,
posso ipotizzare che, complice la differenza di età, lei non si senta così sicura con il suo compagno. Non è una questione di chi abbia ragione o torto in questa situazione ma di come lei si sente. Pare che il suo compagno non riesca a comprendere il suo disagio di fronte a questi comportamenti e minimizzi. Provi a prendersi uno spazio con lui per parlare in modo tranquillo di queste cose. Se dovesse sentirsi ancora a disagio provi a contattare uno psicoterapeuta che la aiuti a gestire le sue emozioni e decidere cosa farne. Le auguro il meglio.
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Buongiorno,
quello che descrivi non è una questione “banale” di un semplice mi piace, ma di come ti fa sentire quel gesto dentro la relazione. È vero che, oggettivamente, un like sui social non è un tradimento. Ma nelle coppie non conta solo l’oggettività del comportamento, conta l’effetto emotivo che produce.Se per te quel gesto attiva insicurezza, fastidio o senso di svalutazione, non significa che stai esagerando o che sei sbagliata. Significa che quel comportamento tocca un tuo punto sensibile. La differenza d’età può amplificare certe dinamiche, soprattutto se dentro di te c’è il timore di non essere abbastanza o di dover “competere” con altre donne.
Il nodo però non è convincerti che “è solo un mi piace”, né pretendere che lui cambi per forza. Il nodo è che quando provate a parlarne vi sentite ancora più lontani, come se ci fosse un muro. Questo è il segnale più importante. Quando un bisogno espresso genera chiusura invece che dialogo, la frustrazione cresce e il problema si ingrandisce.
Chiederti se stai esagerando è legittimo, ma forse la domanda più utile è un’altra... mi sento ascoltata quando esprimo ciò che provo? Perché una relazione sana non si misura sull’assenza di conflitti, ma sulla capacità di comprendersi anche quando si hanno sensibilità diverse.
Un percorso psicologico può aiutarti a capire da dove nasce questa insicurezza, a distinguere tra gelosia reattiva e bisogno di rassicurazione, e a trovare un modo più chiaro e fermo di comunicare senza sentirti “troppo”. Un primo colloquio può essere utile per fare ordine e ridurre questa sensazione di confusione.
Se lo desideri, puoi prenotare una visita per approfondire la tua situazione.
Sono la Dott.ssa Alina Mustatea, psicologa clinica, giuridica, psicodiagnosta e coordinatore genitoriale.
Un caro saluto
Dott.ssa Daniela Murgianu
Psicoterapeuta, Psicologo
Cagliari
Buonasera, prova ad esprimergli in maniera chiara e sincera come ti fa sentire il suo comportamento, senza attaccarlo.
Dott.ssa Martina Marrone
Psicologo, Psicologo clinico
Piacenza
Salve, ci sono cose che ci fanno star bene e cose che non ci permettono di farlo, cercando di sorvolare la definizione di "normale", magari mi chiederei "cosa mi fa star male davvero?". E qui la risposta di ogni persona dipende da moltissime variabili, dai contesti e dalle relazioni che vive e che ha vissuto; la ringrazio per aver condiviso una situazione che non deve essere semplice per lei, ma sarebbe da ampliare in un suo spazio, se un giorno si sentirà di farlo. Cordiali saluti.
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, per quanto potrebbe non essere una cosa "grave", se questo comportamento la ferisce e fa soffrire e lo ha già condiviso con il suo compagno ma nulla è cambiato, non è segno di rispetto o grande sensibilità continuare a fare qualcosa che si sa nuocere all'altra/o.
Se questa tematica rischia di inquinare o incrinare il vostro rapporto, suggerirei un percorso psicologico di coppia, anche breve magari, focalizzato proprio sul dirimere l'argomento con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Marano di Napoli
Gentile utente, la situazione che descrive è molto frequente nelle relazioni di coppia contemporanee, dove i social media diventano uno spazio relazionale a tutti gli effetti. Il “mi piace” può sembrare un gesto piccolo e neutro per chi lo compie, ma può assumere un significato diverso per chi lo osserva, soprattutto quando tocca temi di autostima, confronto e sicurezza affettiva.
Il punto non è stabilire se sia “oggettivamente sbagliato” mettere un like, ma comprendere che effetto produce nel sistema di coppia. Se per lei quel gesto attiva insicurezza o la sensazione di non essere abbastanza vista o valorizzata, il problema non è il social in sé, ma il bisogno emotivo che si sta muovendo sotto.
La differenza d’età può anche influire su aspettative e sensibilità diverse rispetto all’esposizione online e ai confini relazionali. Quando dice che “più ci si dice le cose meno ci si capisce”, sembra che il dialogo si trasformi in una difesa reciproca anziché in un ascolto dei bisogni profondi. Lei non sta necessariamente esagerando, sta reagendo a qualcosa che per lei ha un peso emotivo.
Può essere utile spostare la conversazione dal comportamento (“non mettere like”) al vissuto (“quando succede mi sento…”), cercando di capire se lui è disponibile a riconoscere l’impatto che ha su di lei. Se la comunicazione resta bloccata, un percorso di psicoterapia individuale o di coppia può aiutare a chiarire i confini, le aspettative e i bisogni di sicurezza all’interno della relazione.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Giulia Burgalassi
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno cara,
mi spiace saperla in difficoltà per la situazione che racconta.
In questo piccolo spazio mi sento di poterle dire che ciò che prova è ciò che prova, e quel che si prova non è mai sbagliato.
Le auguro che le sue emozioni possano esserle d'aiuto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giulia Burgalassi
Dott.ssa Fortunata La Mura
Psicoterapeuta, Psicologo
Pompei
Capisco il tuo dubbio e il fastidio che senti, perché quando qualcosa tocca la sicurezza e il rispetto dentro una relazione fa "rumore" anche se dall’esterno sembra piccolo. Quello che provi ha senso, perché per te quei gesti hanno un significato e vanno a colpire una tua sensibilità che è reale, mentre per lui rappresentano leggerezza e normalità, questo fa nascere la distanza. La differenza di età e di vissuto può amplificare tutto, perché i confini emotivi e il modo di vivere i social spesso cambiano molto. Il fatto che più parlate e meno vi capite lascia intuire che il problema va oltre i “mi piace” e riguarda sentirsi ascoltata e riconosciuta. Tu stai cercando di venirgli incontro mettendoti in discussione, e questo mostra apertura, ma quando qualcosa continua a farti male vuol dire che un limite interno chiede rispetto. Non stai esagerando, stai ascoltando una parte di te che chiede considerazione e chiarezza, ed è proprio a quella parte di te bisogna dare ascolto e attenzione, iniziando proprio dal chiederti cosa significa per te un "mi piace" e quale parte di te va a minacciare.
Dott.ssa Benedetta Parretta
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Salve, forse può essere utile interrogarsi sull'intenzione che muove il comportamento piuttosto che il comportamento stesso (mettere "mi piace") cercando di valutarlo come "giusto" o "sbagliato". Penso sia importante, inoltre, riflettere su sé stessi: in che modo influisce su di lei e sulla vostra relazione? Riguardo alla difficoltà di comprensione che avverte potrebbe essere utile provare una modalità diversa con cui esporre il proprio pensiero e i propri bisogni in quanto l'elemento emotivamente più significativo di una comunicazione è quello non verbale. Le auguro che questo momento di criticità riguardante la relazione le possa essere utile, non solo per migliorare la relazione stessa, ma per comprendersi maggiormente.
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera, potrei dirle che sarebbe necessario conoscere l'intenzionalità che sta dietro questi like: magari lui lo fa, in generale e indistintamente, con gli amici e con le amiche; oppure?
Per quanto riguarda lei, la invito a domandarsi quali intenzioni immagina che lui abbia e se la sua mancanza di fiducia verso di lui abbia delle basi in lei indipendenti dalla relazione con lui.
Detto tutto questo, credo importante sottolineare che una relazione per essere tale presuppone fiducia, se la fiducia viene meno, anche le condizioni per stare insieme vengono meno o comunque rendono difficilmente vivibile il rapporto. Se c'è amore, c'è ascolto reciproco e tentativo di venirsi incontro. Non abbia timore!
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
La domanda che poni è molto più frequente di quanto si pensi e ti anticipo subito una cosa importante: non è tanto il “mi piace” in sé a creare il problema, ma il significato che ognuno dei due partner gli attribuisce.
Per alcune persone è davvero un gesto leggero, quasi automatico, paragonabile a guardare qualcuno per strada; per altre, invece, tocca corde più profonde: il bisogno di sentirsi scelti, considerati, rassicurati. Nessuna delle due reazioni è sbagliata in assoluto. Sono due modi diversi di vivere la relazione.
Quando dici «forse sono io che sbaglio a prenderla così», stai facendo una cosa che spesso accade nelle coppie: trasformi un vissuto emotivo in un giudizio su te stessa. Ma il fastidio non nasce dal nulla. Di solito non è gelosia superficiale né desiderio di controllo. È una percezione di esclusività emotiva che viene scossa. Il punto non è che lui guardi altre persone, questo appartiene all’essere umano, ma che quel comportamento, ripetuto e visibile, ti fa sentire meno vista, meno scelta o meno al centro del suo interesse affettivo.
C’è poi un aspetto delicato. Una differenza di età così ampia, anche quando non viene nominata apertamente, introduce facilmente una posizione un po’ sbilanciata. Chi è più giovane spesso tende a dubitare di sé, arrivando a chiedersi se stia esagerando; chi è più grande può percepire le proprie abitudini come normali e consolidate. Non significa che uno abbia ragione e l’altro torto, ma che partite da bisogni relazionali diversi: tu stai cercando rassicurazione, lui probabilmente difende una sensazione di libertà personale.
E qui arriviamo al punto che descrivi molto bene: «più ci si dice le cose meno ci si capisce, sembra di avere un muro». Questo succede perché non state parlando della stessa cosa. Tu stai comunicando un’emozione, cioè «mi ferisce, mi fa sentire in un certo modo», mentre lui probabilmente risponde sul piano logico, «è solo un mi piace, non significa niente». Quando uno parla di sentimenti e l’altro di principi, il dialogo inevitabilmente si blocca. Non è mancanza di comunicazione, è un diverso linguaggio emotivo.
In una relazione sana non conta stabilire se il comportamento sia oggettivamente giusto o sbagliato. Conta se, sapendo che ferisce l’altro, diventa modificabile o almeno comprensibile. La vera domanda non è: è normale mettere quei mi piace? La domanda è: come reagisce il mio partner quando scopre che questo mi fa stare male? Perché la coppia si costruisce proprio lì, nella disponibilità reciproca ad avere cura dell’impatto che abbiamo sull’altro.
Allo stesso tempo è importante anche un’altra riflessione: non riuscire a “passarci sopra” non significa che tu sia debole o eccessiva. Significa che per te la relazione ha un valore emotivo alto e richiede sicurezza. Attenzione però a un rischio: quando inizi a convincerti che il problema sia solo dentro di te, potresti sforzarti di tollerare qualcosa che in realtà per te è un limite importante. E i limiti, nelle relazioni, non sono capricci, sono confini psicologici.
Non devi decidere se sei esagerata o meno. Devi capire se in questa relazione ti senti sufficientemente tranquilla, riconosciuta e rispettata. A volte le coppie non litigano per il comportamento concreto, ma per ciò che quel comportamento rappresenta: sicurezza contro libertà, rassicurazione contro autonomia.
Se senti questo “muro”, spesso non è perché parlate troppo, ma perché entrambi state cercando di convincere l’altro invece che di capirlo. La comunicazione utile non è spiegare perché si ha ragione, ma raccontare cosa si prova senza accusare: non «tu sbagli», ma «quando succede questo io mi sento così».
Quello che stai vivendo non è banale e non è raro. È una difficoltà relazionale, non un tuo difetto caratteriale. Prendilo come un segnale: non necessariamente che la relazione non funzioni, ma che ha bisogno di essere capita più a fondo, soprattutto da te prima ancora che da lui.
Se vorrai, parlarne in uno spazio neutro può aiutarti a distinguere ciò che nasce dall’insicurezza da ciò che invece riguarda i tuoi bisogni affettivi reali. A volte non serve cambiare partner né cambiare sé stessi, ma capire meglio cosa ci fa stare bene dentro una relazione.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Dott. Alessandro Rigutti
Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile Utente, grazie per aver condiviso il suo pensiero.
Immagino che sia molto frustrante ritrovarsi sempre lì, a dover affrontare un discorso che, da quello che dice, avete già dovuto affrontare diverse volte nella coppia. Il tema che solleva è sicuramente delicato e credo che possa toccare aspetti sia personali che legati alla coppia stessa. Ha ragione, però, ad essere infastidita per questo comportamento reiterato: non si sente ascoltata e accolta su un aspetto che a lei da fastidio. In una coppia è fondamentale che si possa parlare e ascoltarsi reciprocamente, ponendo attenzione alle criticità e cercando insieme delle possibili soluzioni; dunque è normale che la faccia arrabbiare il non sentirsi ascoltata.
Le consiglierei di prendere in considerazione la possibilità di parlarne con un professionista, ad esempio nell'ambito di una terapia di coppia, in modo che possiate trovare gli strumenti adeguati per capire come vi sentite entrambi di fronte a queste criticità, così da trovare anche le soluzioni migliori per uscirne insieme.
Vivere momenti di incomprensione e frustrazione in una coppia è normale, l'importante è avere il desiderio di provare ad uscirne insieme, passando dall'ascolto all'accoglimento reciproco.
Un caro saluto,

Dott. Alessandro Rigutti
Dott.ssa Michela Santangelo
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Buonasera, comprendo che in una coppia si possa sentire di non capirsi pur parlandosi. Se lei è una delle persone coinvolte in questa situazione, suggerisco di proporre al partner una terapia di coppia. Nel caso in cui questa opzione non fosse percorribile, invito lei stessa a rivolgersi a un professionista, se il non riuscire a "passare sopra" è un ostacolo al suo benessere.
Dott. Luca Lepore
Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Buongiorno, la gestione dei social network in particolare dei “like” è un tema che causa molti conflitti nelle le coppie. È importante non decidere cosa sia giusto o sbagliato piuttosto possiamo validare il tuo sentimento, possiamo cercare di capirlo. Etichette come giusto, sbagliato, anormale, esagerato, aumentano solo sentimenti di ansia e angoscia e di conseguenza cresce la tensione nella coppia.
Incomprensioni sull’uso dei social network sono spesso solo la punta dell’iceberg e per evitare che il conflitto si allarghi ad altri ambiti, consiglio di intraprendere un percorso di coppia al fine di alimentare la comprensione reciproca e il benessere della relazione.
Ciao, il punto non è il comportamento in sé ma quello che l altro percepisce...il tuo partner può considerarla un’azione da nulla, ma tu la vivi come una mancanza di rispetto.
Stare insieme e voler bene ad una persona significa rispettarla, quindi é bene che tu gliene parli spiegandogli come ti senti..se non cambiano le modalità sta a te capire e decidere se vuoi stare nella relazione o meno..
Saluti
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, forse è in effetti è un interrogativo lecito. Più che pensare a ciò che è giusto o e' sbagliato può provare a dialogare con il suo compagno chiedendo che cosa lo spinge a fare questo, provare a parlarne con lui per vedere se c'è qualcosa che manca nel vostro rapporto e soprattutto anche esprimere ciò che questo provoca in lei. Se poi ha bisogno di un aiuto o di una consulenza sono disponibile anche online. Buona Giornata Dario Martelli
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
È una situazione più comune di quanto si pensi e non esiste una “normalità” valida per tutte le coppie. Ciò che per una persona è un gesto leggero e senza significato (come mettere un “mi piace” sui social), per l’altra può essere vissuto come qualcosa di doloroso, svalutante o come una mancanza di rispetto del legame. Entrambe le percezioni sono legittime: il punto non è stabilire chi “ha ragione”, ma capire che significato ha questo comportamento per ciascuno di voi.

Il fatto che lei si senta a disagio non significa che stia “esagerando” o che ci sia qualcosa di sbagliato in lei: sta semplicemente esprimendo un suo bisogno di sicurezza, rispetto o esclusività emotiva. Dall’altra parte, il partner può davvero vivere quei “mi piace” come un gesto superficiale, senza intenzione di tradire o mancare di rispetto. Il conflitto nasce quando i confini e le aspettative nella coppia non coincidono.

Il “muro” che descrive nella comunicazione è un segnale importante: probabilmente non vi state solo parlando del singolo gesto, ma di bisogni emotivi più profondi (sentirsi scelti, rassicurati, visti). In questi casi può essere utile provare a spostare il confronto dal “hai torto/ho ragione” a “come mi fa sentire questo comportamento” e “di cosa ho bisogno io per stare bene nella relazione”, ascoltando anche il punto di vista dell’altro.

In sintesi: non sta sbagliando a provare ciò che prova, ma è importante capire se esiste uno spazio di incontro tra i vostri vissuti e se entrambi siete disponibili a fare piccoli passi di adattamento reciproco. Quando il dialogo sembra bloccato e il malessere persiste, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, individualmente o in coppia.

Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, capisco perché questa situazione ti faccia stare in bilico tra due sensazioni opposte: da una parte il pensiero razionale che “è solo un like”, dall’altra la pancia che reagisce e non riesce a farlo passare come qualcosa di neutro. Entrambe le cose possono coesistere, e non significa che tu stia esagerando o che lui stia necessariamente facendo qualcosa di sbagliato: significa semplicemente che avete sensibilità diverse su un tema che tocca la sicurezza emotiva.
Nelle relazioni, soprattutto quando c’è anche una differenza di età e di vissuti, è molto comune avere confini diversi su ciò che si percepisce come rispettoso o fastidioso. I social amplificano questo perché per una persona un “mi piace” è un gesto leggero e automatico, per l’altra può assumere un significato più simbolico, legato al sentirsi scelta, vista o confrontata.
Quello che conta davvero non è stabilire chi ha ragione, ma capire cosa rappresenta per te.
Spesso dietro il fastidio non c’è il gesto in sé, ma domande più profonde, ad esempio:
“Mi sento abbastanza importante per lui?”
“Mi sento al sicuro nella relazione?”
“Ho paura di essere paragonata?”
Il fatto che tu dica che più ne parlate e meno vi capite, e che si crea un muro, è un segnale prezioso: non indica che la relazione non funzioni, ma che probabilmente state parlando del comportamento senza riuscire a tradurre le emozioni che ci stanno sotto. Quando succede, ci si sente facilmente invalidati da entrambe le parti: chi si sente giudicato e chi si sente non ascoltato.
Non stai sbagliando a provare fastidio. Le emozioni non sono giuste o sbagliate, sono informazioni. Allo stesso tempo, può essere utile spostare il dialogo da “è giusto o no mettere like” a “come mi fa sentire e di cosa ho bisogno per stare più serena”. Questo cambia completamente il clima della conversazione, perché non è più un’accusa ma una condivisione.
Se ti ascolti con sincerità, prova a chiederti:
Cosa mi aiuterebbe concretamente a sentirmi più tranquilla in questa situazione?
A volte basta poco,sentirsi rassicurati, capiti, o trovare un accordo che tenga conto di entrambi, ma per arrivarci serve che lo spazio tra voi diventi meno difensivo e più curioso.
Non c'è un giusto o sbagliato a priori, ma ciò che va bene per le due persone e ciò che non va bene. Quindi io capirei se lei accetta oppure no questa cosa
Dott.ssa Costanza Tavian
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima,
per il concetto di “normale” credo sia difficile capire che cosa davvero esso sia, perché, se visto da vicino, tutto alla fine può apparire “normale”. Ed il confine tra giusto o sbagliato, specie nei codici di comunicazione social, a volte può apparire sfocato. Ma resto colpita da un fatto: che il tuo partner sembra evitare di cogliere un messaggio che gli esprimi, e che ha a che fare con la tua sensibilità, il senso dei limiti e di ciò che va a ferire il tuo bisogno di sicurezza e di rispetto della tua vulnerabilità.
Cosa lo spinge al desiderio di rendere noto alle donne che gli piacciono che lui le apprezza? Che cosa lo rende per lui così importante, se a te da fastidio, e ti suscita un senso di disagio?
Ma, soprattutto, che sensazioni suscita in te il suo comportamento? Gelosia? Bisogno di essere l’unica ad essere vista? Bisogno di possesso? Paura di essere sminuita e di valere di meno rispetto a chi riceve il suo like? O ha più a che fare con una paura remota dell’abbandono?
In che emozione si traduce, dentro di te, il suo like? E’ disposto a spiegarti il motivo per cui è importante per lui appostarlo a certe immagini? Che cosa veicola tra voi il non sentirti ascoltata?
Che rappresentazione ti fai di chi non ti ascolta, di chi non considera il tuo bisogno esclusivo di attenzioni? hi ti sembra di avere davanti? Ti è già capitato in passato?
Il suo bisogno di far percepire la propria attenzione alle donne cui mette il like, ti fa sentire poco considerata?
Come puoi fargli comprendere i tuoi bisogni più profondi di rispetto della tua sensibilità e della tua vulnerabilità?
E lui, è in grado di rispettarla? E se non la rispetta, quale è il suo motivo più emozionale? Di che cosa ha bisogno davvero lui? E come tu puoi negoziare i tuoi veri bisogni?
Potresti iniziare la conversazione dicendo che ... “Vorrei parlarti di una cosa che per me è delicata. Non è un'accusa, è un tentativo di capirci meglio...” Oppure…: “Quando vedo quei like non penso che tu stia facendo qualcosa di grave, ma mi accorgo che mi fa sentire meno considerata, e questo mi mette a disagio. Sento rabbia… e poca rassicurazione. Poca coerenza tra ciò che viviamo nel privato, e il modo in cui agisci nel pubblico… E vorrei capire insieme come possiamo gestirlo…”
Per approfondire come vivi i tuoi bisogni e aspetti emozionali, o come puoi gestire la tua assertività nel momento di difficoltà, sono a disposizione e ne possiamo parlare. Un abbraccio. Dott.ssa Costanza Tavian
Dott.ssa Giulia Petracchi
Psicologo, Psicologo clinico
Livorno
Posso immaginare il disagio che sente.. Anche se a lui può sembrare “solo un mi piace”, a lei può generare insicurezza o confusione. Questo tema tocca bisogni importanti di fiducia e rispetto reciproco.
Per non alimentare il muro, potrebbe essere d'aiuto condividere come vi sentite e capire insieme cosa ciascuno considera un confine rispettoso. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a far chiarezza sui propri bisogni e a ritrovare la serenità.
Arrivederci, dott.ssa Giulia Petracchi
Quello che descrive è molto comune nelle coppie: non esiste una regola oggettiva sul “mi piace”. Per qualcuno è un gesto neutro, per altri ha un valore simbolico, perché riguarda lo sguardo sull’altro, il sentirsi scelti e rispettati. Il punto quindi non è stabilire chi abbia ragione, ma riconoscere che per lei quella cosa ha un impatto emotivo reale.
Quando una persona continua a farlo sapendo che ferisce il partner e lo riduce a “è solo un like”, spesso si crea un muro: lei si sente non considerata, lui si sente controllato. Più che la singola azione, diventa una questione di sensibilità reciproca e di confini nella relazione.
Non sta esagerando perché prova fastidio; allo stesso tempo lui può viverlo come qualcosa di innocuo. La domanda utile non è “è giusto o sbagliato?”, ma se in questa relazione i bisogni di entrambi trovano spazio. Se parlarne non porta comprensione ma solo distanza, forse il tema non sono i social, ma quanto vi sentite davvero ascoltati e tenuti in considerazione.
Dott.ssa Valeria Baldi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Non è mai sbagliato comunicare all'altro cosa non ci fa stare bene nella relazione. Prendiamoci, però, anche uno spazio per occuparci di noi e del modo in cui "stiamo male" con un percorso psicologico.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,
lei è portatrice di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con il suo lui, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Francesca Savoia
Psicologo, Psicologo clinico
Asti
Buongiorno,
Leggendo le sue parole si intuisce una difficoltà a impostare la relazione su modalità simili. C'è sicuramente una differenza di età che potrebbe essere un limite, nel momento in cui la visione della vita e le abitudini relazionali per uno dei due partner fossero ormai consolidate e non vi fosse il desiderio di apportare qualche cambiamento. È chiaro che soffre per questo comportamento del suo partner e questo svela una gelosia ed una difficoltà a fidarsi che può impedirle di viversi la relazione serenamente. Sarebbe utile parlare delle sue fragilità e cercare di comprendere se esista un punto di incontro e di ascolto. La comunicazione rimane la chiave per risolvere i problemi all'interno di una relazione.
Saluti

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