Buonasera. Qualche tempo fa mi è capitato un episodio particolare. Io ho l’abitudine di rilassarmi s

5 risposte
Buonasera. Qualche tempo fa mi è capitato un episodio particolare. Io ho l’abitudine di rilassarmi scrollando i social e toccandomi, le due cose non sono collegate, il tocco non è proprio volto o dato dall’eccitazione è più un gesto regolatorio che ho sempre fatto. Fin qui niente di strano. Il problema nasce in una circostanza in cui, nei giorni prima del ciclo, durante un episodio del genere tra i video che mi sono spuntati scrollando sui social c’erano anche quelli di cuccioli di cane. In quella circostanza io ho provato una fortissima tenerezza (amplificata dalla sensibilità che provo spesso durante il preciclo) ma questa fortissima tenerezza nel contesto in cui mi stavo già toccando come gesto regolatorio mi ha portato al raggiungimento dell’orgasmo. Io pur essendo sicura di non aver provato desiderio sessuale in quel momento, non riesco a fare a meno di ripensare a quell’episodio preoccupandomi. Tra l’altro da quella volta ho la tendenza a fare check durante altri episodi di masturbazione per controllare come mi sento a riguardo a quelle immagini e ovviamente sento sempre le stesse sensazioni intense. Tutto ciò è volto a verificare di non sentire più queste sensazioni ma paradossalmente le sento molto intense e questo lo vivo come una conferma ai miei dubbi.
A volte il corpo reagisce in modi che non sempre corrispondono al desiderio sessuale diretto. Emozioni intense, gesti abituali o momenti particolari del ciclo possono portare a risposte fisiologiche inaspettate, come un orgasmo.
Non c’è nulla di patologico: osservare le sensazioni senza giudizio e ridurre il controllo costante può aiutare a sentirsi più sereni. Il corpo umano è complesso e le sue risposte sono naturali.
Se le preoccupazioni diventano pesanti, parlarne con uno psicologo può aiutare a gestirle senza ansia.

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Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissima, comprendo come quell’episodio possa averla sorpresa e lasciata perplessa, ma ciò che descrive non indica qualcosa di anomalo o preoccupante. Il corpo può reagire in modo automatico a una combinazione di fattori: una stimolazione fisica già in atto, uno stato di rilassamento, una forte attivazione emotiva (come la tenerezza)... L’orgasmo, infatti, non è sempre legato al desiderio sessuale intenzionale, ma può emergere anche da condizioni fisiologiche ed emotive.
La preoccupazione sembra essersi intensificata nel momento in cui ha iniziato a controllare le sue sensazioni per verificare che non si ripetessero. Questo tipo di monitoraggio può rendere le percezioni corporee più intense e mantenere il dubbio attivo, senza che ciò significhi davvero qualcosa su di lei o sui suoi desideri.
Può provare a considerare quell’episodio come una risposta corporea occasionale e a lasciare andare l’analisi continua delle sensazioni. Se però questo pensiero continua a preoccuparla o occupa molto spazio mentale, parlarne con un professionista può aiutarla a sentirsi più tranquilla e a comprendere meglio ciò che sta vivendo.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Dott.ssa Marta Floridi
Psicoterapeuta, Psicologo
Firenze
Grazie per aver condiviso qualcosa di così personale.
Quello che descrive ha una spiegazione precisa, ed è importante chiarirlo: non c’è nulla di patologico né di moralmente sbagliato in ciò che è successo. Il corpo può rispondere fisicamente a stimoli emotivi intensi, come in questo caso una forte tenerezza, specialmente in un contesto in cui era già presente una stimolazione fisica. La risposta genitale non è sempre collegata al desiderio sessuale, è un riflesso fisiologico, non un segnale di ciò che si vuole o si prova emotivamente.
Ciò che invece merita attenzione è ciò che è successo dopo, il rimuginare sull’episodio, il bisogno di “controllare” come ci si sente riesponendosi a quelle immagini, e il fatto che questo controllo produca sempre le stesse sensazioni intense, vissute come conferma del problema. Questo è un meccanismo tipico dei pensieri intrusivi e del cosiddetto “checking”, molto simile a ciò che si osserva nei disturbi ossessivi, più si controlla, più l’ansia aumenta, e più la sensazione sembra “confermare” qualcosa che in realtà non conferma nulla. Il problema non è l’episodio in sé, ma il circolo vizioso che si è innescato dopo. Ed è un circolo vizioso su cui si può lavorare molto bene in psicoterapia. Se questo pensiero continua a occupare spazio nella sua testa, rivolgersi a uno psicologo potrebbe aiutarla a uscirne.
Dr. Matteo Lupi
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Prato
Quello che descrivi è molto meno “strano” di quanto la tua mente stia cercando di farti credere.

Provo a mettere ordine con calma.

Tu stessa dici una cosa importante: non c’era desiderio sessuale verso quelle immagini, ma una forte emozione di tenerezza, amplificata dal periodo premestruale. In quel momento stavi già toccandoti in modo regolatorio, un gesto abituale che fai per rilassarti. Il corpo era quindi già in uno stato di attivazione sensoriale.

Il nostro sistema nervoso non distingue in modo rigido tra emozioni intense: eccitazione, tenerezza, commozione, sollievo, attivazione fisiologica...

Sono tutte forme di attivazione. Se il corpo è già stimolato e arriva un picco emotivo (anche non sessuale), può “scaricare” tramite l’orgasmo. Questo non significa che l’emozione fosse sessuale o che l’oggetto dell’emozione lo fosse.

Il punto centrale è un altro: da quell’episodio in poi hai iniziato a controllare. Hai iniziato a fare “check”, a monitorare le sensazioni per verificare di non provare qualcosa di sbagliato. Ed è proprio questo che sta mantenendo il problema.

Quando cerchiamo di controllare una sensazione: l’attenzione si focalizza, la sensibilità aumenta, le percezioni diventano più intense, l’ansia amplifica tutto.

Il fatto che tu dica “le sento ancora più intense e questo lo vivo come conferma” è tipico del meccanismo di controllo ansioso. Non è una conferma di un desiderio nascosto, è il risultato dell’iperattenzione.

Inoltre il periodo premestruale può aumentare: sensibilità emotiva, intensità corporea, reattività fisiologica. Pettanto, il corpo può rispondere più rapidamente a qualsiasi picco emotivo.

Quello che conta davvero è questo:
non descrivi fantasie sessuali verso quelle immagini,
non descrivi ricerca intenzionale di quel contenuto,
non descrivi desiderio verso quell’oggetto.

Descrivi invece:

un episodio isolato, una forte emozione non sessuale, una risposta corporea automatica
e poi un controllo ossessivo successivo.

Il problema non è l’orgasmo in sé.
È il circuito di dubbio e verifica che si è acceso dopo.

La cosa più utile ora non è continuare a controllare come ti senti durante la masturbazione. Più controlli, più il corpo reagisce. È un meccanismo molto noto.

Può aiutarti:

interrompere volontariamente i “check”

accettare che il corpo possa reagire in modo automatico

smettere di cercare una certezza assoluta su cosa “significa”

Un singolo episodio non definisce un orientamento né un desiderio. Il corpo può avere risposte riflesse anche in assenza di significato erotico.

Se senti che questo dubbio sta diventando intrusivo o ossessivo, parlarne con uno psicologo può aiutarti a lavorare proprio sul meccanismo del controllo, non sul contenuto in sé.

Non c’è nulla in quello che racconti che indichi una deviazione o un desiderio nascosto. C’è un sistema nervoso molto sensibile e una mente che sta cercando una certezza impossibile.

E questo, fortunatamente, si può lavorare.
Un caro saluto
Dr. Matteo Lupi
Dott.ssa Claudia Midei
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
ciò che descrive sembra averLa colpita non tanto per l’episodio in sé, quanto per il significato che successivamente gli ha attribuito. Dal Suo racconto emerge chiaramente che non vi era un desiderio sessuale rivolto alle immagini viste, ma una forte emozione di tenerezza, amplificata da una fase ormonale particolarmente sensibile, che si è sovrapposta a uno stato di attivazione corporea già presente per altre ragioni.
Il corpo può reagire in modo automatico a combinazioni di stimoli emotivi e fisiologici, senza che questo implichi un’intenzione o un orientamento specifico. L’orgasmo è una risposta neurofisiologica che può essere facilitata da uno stato di attivazione generale, anche se l’emozione predominante non è di natura sessuale.
L’aspetto che ora sembra mantenerLe il disagio è il “controllo” successivo: il fare check, il monitorare le sensazioni per verificare di non provare qualcosa di inappropriato. Questo tipo di auto-osservazione costante tende spesso ad amplificare le sensazioni corporee, rendendole più intense e confermando il dubbio, in un meccanismo circolare. Più si cerca una rassicurazione assoluta, più il sistema attentivo rimane focalizzato su quel tema.
Potrebbe essere utile spostare l’attenzione dal contenuto dell’episodio (che, per come lo descrive, non indica un desiderio consapevole) al funzionamento del dubbio e del controllo che si è attivato dopo. Se questo pensiero continua a preoccuparLa o Le genera ansia persistente, un approfondimento psicologico potrebbe aiutarLa a comprendere meglio il meccanismo e a ridurre il bisogno di verifica continua.
Se desidera, possiamo esplorare insieme questi aspetti in modo più strutturato.

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