Domande del paziente (23)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, comprendo quanto possa essere duro trovarsi di fronte a qualcosa che mette in discussione le sue aspettative e a vivere vissuti intense come angoscia, delusione e disorientamento. Credo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
dalle sue parole emerge un percorso importante: ha riconosciuto la dipendenza affettiva del passato e oggi sente il desiderio di una relazione più serena e matura. È naturale che riaffiorino...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da quanto descrive, sembra che le difficoltà nel sonno siano legate a un’elevata attivazione emotiva dopo situazioni stressanti. Quando la mente resta in allerta, addormentarsi o riaddormentarsi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile mamma, grazie per aver condiviso con tanta sincerità la sua fatica. Da ciò che descrive, non emerge una madre “sbagliata”, ma una mamma molto presente e attenta. A tre anni è frequente che i... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buogiorno.
Da quello che descrive, il punto centrale non è tanto lo sguardo in sé, quanto il fatto che Lei si senta non vista e non rispettata quando prova a parlarne. Più che cercare di controllare...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, da ciò che descrive il comportamento del suo ex sembra esprimere un disagio non elaborato e una difficoltà a gestire la separazione. Ignorare una presenza può essere una forma di evitamento... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco la sua forte preoccupazione per suo figlio e per il bambino. In situazioni così complesse è importante non restare soli: il primo passo è che suo figlio possa ricevere un supporto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
più che chiedersi se abbia esagerato, può essere utile interrogarsi su come si è sentita in quella relazione e su quali limiti fossero per lei necessari. A volte interrompere un rapporto...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Capisco quanto possa essere difficile ricevere segnali contrastanti dopo una separazione, soprattutto quando il coinvolgimento emotivo è ancora presente. In queste situazioni può essere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile ragazza,
dal tuo racconto emerge un grande lavoro su di te: hai riconosciuto una dipendenza affettiva e oggi ti senti più forte. Questo è il punto centrale. Brava!
Il comportamento del tuo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora,
da ciò che descrive emerge una relazione caratterizzata da forte ambivalenza e da una mancanza di reciprocità emotiva che sembra generarle insicurezza e sofferenza. Quando un rapporto...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
i pensieri intrusivi che descrive e i rituali che utilizza per ridurre l’ansia sono fenomeni abbastanza comuni nei disturbi ossessivi o nei momenti di forte stress. Il fatto che sia già...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
è comprensibile che ascoltare quel racconto su una persona a cui è legato abbia provocato dolore e confusione. Più che il passato in sé, ciò che spesso ferisce è lo scarto tra l’immagine...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrive è piuttosto frequente durante la riduzione delle benz: l'insonnia nelle ore notturne emerge ed è transitorio; è importante procedere, come sta facendo, in modo graduale... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quanto descrive emergono molti fattori di vita difficili e dolorosi.
Il fatto che il pensiero torni su questa persona non indica un blocco, ma la presenza contenuti emotivi ancora attivi,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Ne parli con il collega, sarā prezioso.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ciò che descrive emerge quanto questo periodo sia stato per lei particolarmente intenso e carico di cambiamenti significativi, sia sul piano lavorativo che relazionale. È comprensibile...
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Salve, volevo chiedere cosa ne pensate del Doc da relazione, esiste? ultimamente vivo un loop in cui ogni giorno sono tormentata costantemente da dubbi riguardanti il mio fidanzato, dubbi nati un po’ a caso che mi tartassano tutto il giorno e mi provocano una forte ansia e angoscia incontrollabile perché non voglio sia così e non riesco più a capire se siano veri o meno..continuo ad analizzarmi a controllare cosa sento ogni piccolo dettaglio lo prendo come un potenziale dubbio e non sto più vivendo bene, non riesco a controllare questi pensieri giorno e notte devo pensarli per forza..il mio ragazzo è bravissimo mi tratta benissimo e gli ho parlato di questi dubbi tanto mi sentivo in colpa a provarli…non so cosa pensare preciso sia la mia prima relazione seria. Grazie a chi mi darà un parere.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrive sembra riguardare un circolo di dubbi e pensieri ripetitivi che portano a controllare continuamente ciò che sente e prova, generando molta ansia e fatica. In questi casi il focus non è tanto capire se i dubbi siano “veri o falsi”, ma é importante osservare come funzionano e come si alimentano nel tempo.
Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a uscire da questo loop e a ritrovare maggiore chiarezza e serenità nella relazione.
Un saluto
Buongiorno, mi chiamo Cristina, ho 49 anni e sono figlia unica. Sono sposata e senza figli. Da 12 anni vivo a 100 km dai miei genitori. Non ho un lavoro perché a cadenza quindicinale vado dai miei genitori anziani per almeno quattro o cinque giorni. Da anni però vivo un'angoscia che non mi lascia mai, perché ho il terrore nei confronti della malattia e della perdita dei miei genitori. Mia madre ha 79 anni e sta abbastanza bene. Mio padre ne ha 84, ha uno stent al cuore e un'endoprotesi all'aorta addominale. Purtroppo l'ultima visita medica ha riscontrato dei problemi alla protesi. A giorni avremo un ulteriore colloquio con degli specialisti per capire se si può intervenire chirurgicamente e con che rischi, oppure se non sia possibile. Non dormo più, non vivo più, la vita mi sembra senza senso, fatta solo di prove, di perdite e di dolore. Giro a vuoto. In apparenza faccio tutto come una persona normale, ma dentro mi sento risucchiare dentro un abisso di terrore, di angoscia, di buio. È tutto troppo pesante, non riesco a reggere. Non trovo appigli, sfoghi. Attualmente sto facendo Emdr con uno psicologo ma non vedo risultati. L'angoscia, i pensieri catastrofici, sono sempre con me, riempiono tutti i miei giorni. Inoltre mi sento in colpa perché non riesco ad essere di aiuto ai miei genitori. Non riesco ad essere forte per sostenerli, rassicurarli, dimostrare loro che sono in grado di cavarmela da sola. Quando sono con loro vorrei solo fuggire lontano, non vedere, non sapere. Piango di nascosto. E non riesco a nascondere il mio terrore, di fronte a ogni piccolo o grande malessere dei miei, che non mi fanno pesare, ma che, purtroppo, fa parte dell'invecchiamento, dell'età. Vorrei tanto essere forte, tornare quella che ero, ma non ci riesco. Non so più cosa fare. Non c'è nulla che mi dia anche un momentaneo sollievo, né l'Emdr, né la fede, né i video sulla meditazione e la mindfulness. La mia testa è un cavallo imbizzarito.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Cristina, dalle sue parole arriva tutta la fatica che sta vivendo. Quando una persona amata si ammala o l’età dei genitori rende più concreta la possibilità della perdita, può emergere un’angoscia molto intensa, che spesso non riguarda solo il presente ma tocca paure profonde legate alla separazione, all’impotenza e al cambiamento.
Vorrei però dirle una cosa importante: il fatto che oggi si senta terrorizzata, fragile o sopraffatta non significa che non ami i suoi genitori abbastanza o che non sia in grado di sostenerli. Spesso chi soffre molto è proprio chi è profondamente coinvolto affettivamente.
Mi colpisce anche quanto lei sembri chiedere a se stessa di essere sempre forte. Forse, in questo momento, più che trovare immediatamente una soluzione al dolore, potrebbe essere utile concedersi di riconoscerlo e condividerlo in uno spazio terapeutico in cui sentirsi accolta, senza il peso di dover gestire tutto da sola.
Se sente che il percorso attuale non la sta aiutando come avrebbe bisogno, può essere utile parlarne apertamente con il professionista che la segue, affinché possiate comprendere insieme come procedere.
Le auguro di trovare un po’ di sollievo e di gentilezza verso se stessa in questo momento così delicato. Un caro saluto.
Ileana
Buona sera, sono un ragazzo di 34 anni e non ho mai letto libri di lettura, solo libri per studiare a scuola fino all'università.
Anche dopo la laurea leggo solo argomenti che mi servono.
Ho anche provato ma non lo trovo stimolante, come se stessi leggendo un'equazione di matematica, mentre un film oppure la musica mi fanno provare sensazioni che con i libri non provo.
Infatti non ho mai finito il libro che ho cominciato, solo le prime 20 pagine.
C'è qualcosa che devo cambiare?
Da cosa può dipendere?
È solo questione di allenamento alla lettura?
Dovrei sforzarmi a leggere fino alla fine il libro?
Grazie mille per le risposte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
più che chiedermi come imparare a leggere, mi domanderei perché desidera farlo. È un interesse personale o sente "che dovrebbe" appassionarsi ai libri?
Non tutti trovano coinvolgimento negli stessi linguaggi o modi: lei racconta che film e musica le trasmettono emozioni che la lettura non le suscita. Questo non significa che ci sia qualcosa che non va. Forse non ha ancora trovato il genere giusto, oppure semplicemente la sua sensibilità si esprime attraverso altri modi.
Prima di sforzarsi a finire un libro, proverei a esplorare questa curiosità: cosa cerca nella lettura che oggi trova altrove?
Questo è il mio suggerimento.
Un saluto
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Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa…