Buona sera, qualche mese fa ho interrotto un’amicizia significativa, che durava da più di 10 anni. Q
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Buona sera, qualche mese fa ho interrotto un’amicizia significativa, che durava da più di 10 anni. Questa rottura (dopo altri eventi “strani” poi riconosciuti “tossici”) è stata raggiunta, quando questa mia “amica” ha deciso durante un evento pubblico e molto disperso, di non comunicarmi dove fosse alla fine dell’evento e rendendomi impossibile di sapere se stesse bene, e se mi stesse raggiungendo per prendere il mezzo che ci avrebbe riportato a casa. Una volta trovata e raggiunta l’ho rimproverata e pensavo che fosse finita così, con lei che mi chiedeva scusa e poi i giorni successivi mi avrebbe ricontrattato, per organizzarci con gli eventi che avevamo in comune in quel mese.
L’“amica” mi ha ignorato fino a dopo gli eventi in comune (3 settimane dopo il litigio) e mi ha ricontratta pretendendo delle scuse per come mi ero comportata, perché secondo lei il fatto che io mi fossi arrabbiata e “me la fossi presa” (cit.sua), non fosse adatto a quell’occasione e quindi pretendeva delle scuse non solo perché io non l’avevo ricontattata il giorno dopo o nei giorni successivi all’evento, ma anche per averla rimproverata ed essermi preoccupata per lei. Dato che abbiamo quasi rischiato di perdere un mezzo pubblico per tornare a casa, e durante il viaggio con questo mezzo lei non mi ha rivolto la parola. Mi sto domandando se ho esagerato interrompere la amicizia e se ho esagerato nel preoccuparmi di dove fosse, visto che dovevamo fare la strada assieme per ritornare a casa? Siamo entrambi maggiorenni ma in più occasioni, nonostante la differenza (quasi 5 anni in più di me) di età io mi comportavo più responsabilmente e lei invece era un po’ più “irresponsabile“. Quindi la mia domanda è: sono io che ho esagerato o ho fatto bene a interrompere “tale amicizia“?
L’“amica” mi ha ignorato fino a dopo gli eventi in comune (3 settimane dopo il litigio) e mi ha ricontratta pretendendo delle scuse per come mi ero comportata, perché secondo lei il fatto che io mi fossi arrabbiata e “me la fossi presa” (cit.sua), non fosse adatto a quell’occasione e quindi pretendeva delle scuse non solo perché io non l’avevo ricontattata il giorno dopo o nei giorni successivi all’evento, ma anche per averla rimproverata ed essermi preoccupata per lei. Dato che abbiamo quasi rischiato di perdere un mezzo pubblico per tornare a casa, e durante il viaggio con questo mezzo lei non mi ha rivolto la parola. Mi sto domandando se ho esagerato interrompere la amicizia e se ho esagerato nel preoccuparmi di dove fosse, visto che dovevamo fare la strada assieme per ritornare a casa? Siamo entrambi maggiorenni ma in più occasioni, nonostante la differenza (quasi 5 anni in più di me) di età io mi comportavo più responsabilmente e lei invece era un po’ più “irresponsabile“. Quindi la mia domanda è: sono io che ho esagerato o ho fatto bene a interrompere “tale amicizia“?
Buongiorno,
ho la sensazione che la situazione che sta vivendo la lasci con un dubbio davvero difficile da gestire. Prendo a cuore le domande e ci tengo che le mie risposte non siano solo cerotti da applicare momentaneamente, ma vere e proprie cure per le ferite emotive espresse. Se reputa che sia il caso può cercare una risposta alle sue domande rivolgendosi ad uno psicologo o psicologa.
Un caro saluto,
Umberto
ho la sensazione che la situazione che sta vivendo la lasci con un dubbio davvero difficile da gestire. Prendo a cuore le domande e ci tengo che le mie risposte non siano solo cerotti da applicare momentaneamente, ma vere e proprie cure per le ferite emotive espresse. Se reputa che sia il caso può cercare una risposta alle sue domande rivolgendosi ad uno psicologo o psicologa.
Un caro saluto,
Umberto
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Buonasera,
da ciò che racconta emergono diversi elementi importanti.
Il suo comportamento – preoccuparsi di dove fosse la sua amica, cercare di capire se stesse bene e come rientrare insieme, soprattutto sapendo di dover prendere un mezzo pubblico – appare comprensibile e coerente con una relazione basata su attenzione, responsabilità reciproca e accordi condivisi. In una relazione amicale sana, la preoccupazione per l’altro e una comunicazione chiara non dovrebbero essere lette come eccessive o inadeguate.
Al contrario, alcuni aspetti che descrive possono far pensare a dinamiche relazionali poco funzionali: l’assenza di comunicazione in un contesto potenzialmente critico, il silenzio prolungato successivo, la richiesta di scuse unilaterali senza un reale riconoscimento del suo vissuto emotivo, e una possibile svalutazione della sua legittima preoccupazione. Tutti segnali che, se ripetuti nel tempo (come lei accenna parlando di comportamenti “tossici”), possono rendere un rapporto sbilanciato e faticoso.
Interrompere un’amicizia di lunga durata non è mai una scelta semplice e spesso porta con sé dubbi e senso di colpa. Tuttavia, scegliere di allontanarsi da una relazione che non rispetta i propri bisogni emotivi, i propri confini e il proprio senso di sicurezza non significa “esagerare”, ma prendersi cura di sé. Il punto centrale non è stabilire chi abbia “ragione” o “torto”, ma chiedersi se quella relazione fosse ancora sana, reciproca e rispettosa per lei.
Detto questo, i dubbi che sta vivendo sono legittimi e meritano spazio: approfondirli con uno specialista può aiutarla a rileggere questa esperienza, riconoscere eventuali schemi relazionali ricorrenti e rafforzare la fiducia nelle proprie scelte.
Un confronto con un professionista può essere molto utile per fare chiarezza e ritrovare maggiore serenità.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da ciò che racconta emergono diversi elementi importanti.
Il suo comportamento – preoccuparsi di dove fosse la sua amica, cercare di capire se stesse bene e come rientrare insieme, soprattutto sapendo di dover prendere un mezzo pubblico – appare comprensibile e coerente con una relazione basata su attenzione, responsabilità reciproca e accordi condivisi. In una relazione amicale sana, la preoccupazione per l’altro e una comunicazione chiara non dovrebbero essere lette come eccessive o inadeguate.
Al contrario, alcuni aspetti che descrive possono far pensare a dinamiche relazionali poco funzionali: l’assenza di comunicazione in un contesto potenzialmente critico, il silenzio prolungato successivo, la richiesta di scuse unilaterali senza un reale riconoscimento del suo vissuto emotivo, e una possibile svalutazione della sua legittima preoccupazione. Tutti segnali che, se ripetuti nel tempo (come lei accenna parlando di comportamenti “tossici”), possono rendere un rapporto sbilanciato e faticoso.
Interrompere un’amicizia di lunga durata non è mai una scelta semplice e spesso porta con sé dubbi e senso di colpa. Tuttavia, scegliere di allontanarsi da una relazione che non rispetta i propri bisogni emotivi, i propri confini e il proprio senso di sicurezza non significa “esagerare”, ma prendersi cura di sé. Il punto centrale non è stabilire chi abbia “ragione” o “torto”, ma chiedersi se quella relazione fosse ancora sana, reciproca e rispettosa per lei.
Detto questo, i dubbi che sta vivendo sono legittimi e meritano spazio: approfondirli con uno specialista può aiutarla a rileggere questa esperienza, riconoscere eventuali schemi relazionali ricorrenti e rafforzare la fiducia nelle proprie scelte.
Un confronto con un professionista può essere molto utile per fare chiarezza e ritrovare maggiore serenità.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera,
da quanto descrive, la Sua reazione appare comprensibile: preoccuparsi per una persona con cui si è concordato di rientrare insieme è legittimo, così come esprimere il disagio provato. Le richieste successive della Sua amica e il mancato riconoscimento delle Sue emozioni possono indicare una dinamica poco equilibrata. Interrompere un’amicizia, in questi casi, può essere una scelta di tutela personale, non un’esagerazione.
Se desidera approfondire meglio quanto accaduto e chiarire i Suoi dubbi, La invito a fissare un colloquio conoscitivo.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
da quanto descrive, la Sua reazione appare comprensibile: preoccuparsi per una persona con cui si è concordato di rientrare insieme è legittimo, così come esprimere il disagio provato. Le richieste successive della Sua amica e il mancato riconoscimento delle Sue emozioni possono indicare una dinamica poco equilibrata. Interrompere un’amicizia, in questi casi, può essere una scelta di tutela personale, non un’esagerazione.
Se desidera approfondire meglio quanto accaduto e chiarire i Suoi dubbi, La invito a fissare un colloquio conoscitivo.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
Buongiorno amica delusa,
l'amicizia è un sentimento e talvolta perdura alle incomprensioni, incongruenze, incidenti di percorso e intendimento. Varrebbe la pena comprendere qual è stata la sua visione delle cose, per non contemplare solo la propria ed imparare come gestire conflitti.
Un caro saluto
dott.ssa Marzia Sellini
l'amicizia è un sentimento e talvolta perdura alle incomprensioni, incongruenze, incidenti di percorso e intendimento. Varrebbe la pena comprendere qual è stata la sua visione delle cose, per non contemplare solo la propria ed imparare come gestire conflitti.
Un caro saluto
dott.ssa Marzia Sellini
Cara ragazza, il fatto che tu ti ponga il problema se hai esagerato oppure no a interrompere l'amicizia denota un tuo grande interesse verso l'introspezione.
Vorrei però domandarti come mai dubiti del tuo sentire e delle tue scelte.
In questa amicizia, da quanto racconti, sembrerebbe che la preoccupazione per l'altra persona sia stata sempre e solo unidirezionale e che tu più volte ti sia sentita poco considerata, vista o in colpa.
Forse è importante che tu riponga maggiore valore a ciò che senti e provi e che ricerchi amicizie che ti facciano sentire bene. Ti auguro il meglio.
Vorrei però domandarti come mai dubiti del tuo sentire e delle tue scelte.
In questa amicizia, da quanto racconti, sembrerebbe che la preoccupazione per l'altra persona sia stata sempre e solo unidirezionale e che tu più volte ti sia sentita poco considerata, vista o in colpa.
Forse è importante che tu riponga maggiore valore a ciò che senti e provi e che ricerchi amicizie che ti facciano sentire bene. Ti auguro il meglio.
Buonasera, ogni relazione è alimentata da aspetti di noi e dell'altra persona che possono essere più o meno consci e consapevoli. Quando gli aspetti meno consapevoli entrano in gioco, possono accadere eventi inaspettati che facilmente generano tensioni e conflitti. Nelle relazioni alla base delle quali ci sono l'amore e l'affetto, la possibilità di ricongiungersi dopo un conflitto è proporzionale all'intensità dei sentimenti che si provano, all'investimento reciproco che sottende il legame e, non ultima, alla capacità di ciascuno di riconoscere la propria quota di responsabilità. Nessuna relazione significativa può considerarsi tale se è esente da conflitti, mentre non è affatto scontata la capacità di affrontarli e saperli integrare come opportunità di crescita e maturazione. Dall'esterno nessuno può dirle se ha fatto bene o male ad interrompere l'amicizia, spetta solo a lei valutare se valga la pena riprendere i contatti oppure no in base a ciò che prova. Dalla sua descrizione dei fatti, pare che soffrisse già da tempo alcuni comportamenti della sua amica e sarebbe interessante capire se avesse già esplicitato il suo sentire prima dell'ultimo episodio che ha segnato la rottura, se e in quale modo aveste già affrontato in passato momenti di crisi e conflitto. Il fatto che a distanza di mesi stia ancora pensando a quell'episodio e alla rottura dell'amicizia, è indicativo di una ferita che è ancora aperta e alla quale vale la pena prestare attenzionare. Con l'aiuto di un/una professionista, può provare a trasformare la sua ferita in una feritoia, in un accesso alla riflessione e alla conoscenza profonda di sè.
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