Buongiorno, sono un ragazzo trans (ftm) di 19 anni che viene seguito da due psichiatri e una psicolo

8 risposte
Buongiorno, sono un ragazzo trans (ftm) di 19 anni che viene seguito da due psichiatri e una psicologa per disforia di genere, depressione, ansia e problemi famigliari. Da circa un anno ho dei pensieri intrusivi abbastanza seccanti (immagino le persone nude senza volerlo, immagino di avere le malattie più gravi tipo cancro, ogni mattina mi sveglio convinto che esco da camera mia e trovo i miei genitori morti, ho pensieri che riguardano il tradimento del mio partner, e altrettanti così) con delle “routine” per alleviare la sfortuna (ad es. toccare il naso e toccare un oggetto verde a degli orari precisi che segna l’orologio tipo 17:17 o 21:21) e nei periodi con forte stress lo faccio costantemente. I pensieri sono così frequenti che li sogno e mi sveglio stando addirittura peggio. Al momento, da circa due settimane, sono sotto trazodone per sistemare il sonno e alleviare l’ansia. A lungo andare riuscirà a farmi dormire bene senza avere questi pensieri anche di notte mentre dormo? Grazie
Dr. Dario Corteggiano
Psicoterapeuta, Psicologo
Napoli
Buonasera, mi dispiace molto per i pensieri intrusivi e invalidanti, nella mia esperienza quel che cerco di far inquadrare sempre ai miei pazienti è che la natura di questi pensieri è spesso difensiva rispetto ad angosce arcaiche e ancor più profonde e indicibili. Sono sicuro che con gli strumenti che le stanno fornendo e la terapia farmacologica, man mano riuscirà a far emergere questi stati e lavorarci per comprenderli e trasformarli.

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Dott.ssa Antonella D'Orlando
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Ciao, si comprende quanto questa condizione sia per te faticosa e invalidante. I pensieri intrusivi possono generare molta angoscia proprio perché compaiono contro la propria volontà, con immagini e pensieri che sembrano prendere il sopravvento. Il fatto che tu li viva come disturbanti, però, è già un elemento importante, perché significa che li riconosci come qualcosa che ti attraversa, ma che non coincide con ciò che sei.

La mente produce pensieri, immagini, associazioni in quantità enormi e continue, è parte del suo lavoro. Deve ragionare! Mette insieme cose e volti che hai visto in giro con ricordi, idee, anche in modo bizzarro, disorganizzato, imprevedibile. Spesso produce anche scarti, proprio come un organismo che espelle rifiuti. La mente pensa in modo non lineare, ma il fatto che quei pensieri siano nostri non significa che siano verità. Imparare, poco per volta, a prendere una certa distanza da questi pensieri è un passaggio importante, e il fatto che tu sia già in cura mostra che ti stai prendendo sul serio e che stai lavorando attivamente per la tua salute mentale.

Per quanto riguarda il trazodone, può aiutare a migliorare il sonno e ad attenuare una quota dell’ansia, ma gli effetti variano da persona a persona e vanno sempre valutati con lo psichiatra che lo ha prescritto. Dormire meglio, in molti casi, aiuta anche ad acquietare un po’ la mente e a ridurre la pressione mentale con cui certi pensieri si presentano, anche durante la notte.

Auguri!!!
A.D.
Dott.ssa Paola Sacchelli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno,
avendo lei due psichiatri credo sia utile affidarsi a loro e provare a parlarne con loro! la fiducia nella terapia sia farmacologica che psicologica è fondamentale!
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,
da ciò che descrive, i pensieri intrusivi e le “routine” che mette in atto per ridurre l’ansia sono esperienze che molte persone vivono quando sono presenti livelli elevati di ansia e componenti ossessive. Il fatto che lei riconosca che questi pensieri arrivano senza volerlo è già un elemento importante.
Per quanto riguarda il trazodone, questo farmaco viene spesso utilizzato per migliorare il sonno e ridurre l’attivazione ansiosa. Può aiutare a dormire meglio e, indirettamente, anche a diminuire l’intensità dei pensieri intrusivi notturni, ma in genere non agisce da solo sui meccanismi ossessivi. Per questo motivo è fondamentale il lavoro psicologico, che lei sta già facendo.
Dato che è già seguito da due psichiatri e da una psicologa, la cosa più utile è condividere con loro nel dettaglio la frequenza dei pensieri e delle routine, perché potrebbero valutare insieme se il trattamento attuale è sufficiente o se sia opportuno adattarlo.
Con il giusto supporto terapeutico e farmacologico molte persone riescono a ridurre significativamente i pensieri intrusivi e migliorare il sonno, anche se può volerci un po’ di tempo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
da ciò che descrive emergono pensieri intrusivi molto frequenti, vissuti come indesiderati e disturbanti, accompagnati da alcune azioni ripetitive o “rituali” (come toccare il naso o un oggetto verde in momenti specifici) che sembrano avere la funzione di ridurre l’ansia o prevenire qualcosa di negativo.

Questo tipo di esperienza è più comune di quanto si pensi e può comparire in diversi quadri clinici. In molti casi i pensieri intrusivi fanno parte di un funzionamento simile a quello che osserviamo nel disturbo ossessivo-compulsivo, dove:

compaiono pensieri, immagini o dubbi involontari e persistenti (ossessioni);

la persona mette in atto comportamenti o rituali mentali per ridurre l’ansia o “neutralizzare” il pensiero (compulsioni).

È importante sottolineare che il fatto che questi pensieri compaiano non significa che lei desideri davvero ciò che immagina o che rappresentino la sua volontà. Proprio il fatto che li percepisca come estranei e fastidiosi è una caratteristica tipica dei pensieri intrusivi.

Nel suo caso, inoltre, ci sono diversi fattori di stress importanti (disforia di genere, difficoltà familiari, ansia e depressione) che possono aumentare la frequenza e l’intensità di questo tipo di pensieri. Spesso infatti lo stress e la stanchezza mentale li rendono più insistenti, e questo può spiegare anche perché compaiano nei sogni o al risveglio.

Per quanto riguarda il trazodone, si tratta di un farmaco spesso utilizzato per:

migliorare il sonno

ridurre l’ansia

stabilizzare il ritmo sonno-veglia

Se il sonno migliora, è possibile che anche l’intensità dei pensieri notturni o dei risvegli ansiosi diminuisca, perché il cervello riesce a riposare meglio. Tuttavia il trazodone non agisce direttamente sui pensieri intrusivi o sulle compulsioni: per questo tipo di sintomi, quando sono persistenti, spesso si affiancano altri trattamenti farmacologici o interventi psicoterapeutici specifici (ad esempio approcci cognitivo-comportamentali mirati alle ossessioni).

Un elemento positivo è che lei è già seguito da professionisti, e questo è molto importante. Potrebbe essere utile parlare apertamente con loro di:

quanto sono frequenti questi pensieri

dei rituali che mette in atto

del fatto che compaiono anche nei sogni

dell’andamento dopo l’inizio del trazodone

Queste informazioni possono aiutare gli specialisti che la seguono a valutare meglio il quadro complessivo e, se necessario, modulare la terapia.

In conclusione, ciò che descrive merita sicuramente attenzione clinica, ma esistono strategie terapeutiche efficaci per gestire pensieri intrusivi e rituali. Il consiglio è quindi di approfondire questi aspetti con gli specialisti che la stanno già seguendo, in modo da individuare l’intervento più adatto alla sua situazione.

Un caro saluto.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
da ciò che descrivi sembra che tu stia vivendo pensieri intrusivi molto frequenti e fastidiosi, accompagnati dal bisogno di mettere in atto alcune azioni o “routine” per cercare di ridurre l’ansia o la sensazione di pericolo. Questo tipo di esperienza può essere molto faticosa e comprensibilmente può influire sul sonno, sull’umore e sul senso di tranquillità nella vita quotidiana.

Il fatto che tu sia già seguito da professionisti è un aspetto molto importante e positivo: significa che non stai affrontando tutto questo da solo. I pensieri intrusivi, quando diventano insistenti, non definiscono chi sei né ciò che desideri realmente; sono spesso il segnale di uno stato di forte tensione interna che può essere compreso e trattato all’interno di un percorso terapeutico.

Per quanto riguarda il farmaco che stai assumendo, il trazodone viene spesso utilizzato per favorire il sonno e ridurre l’ansia. In alcune situazioni, migliorare il riposo può contribuire anche a diminuire l’intensità dei pensieri durante la notte, ma gli effetti e i tempi di risposta possono variare da persona a persona. Per questo è sempre importante confrontarsi direttamente con lo psichiatra che lo ha prescritto, così da monitorare insieme come sta funzionando e valutare eventuali aggiustamenti.

Parallelamente, il lavoro psicoterapeutico può aiutare a comprendere meglio il funzionamento di questi pensieri e a sviluppare modalità più efficaci per gestirli, riducendone progressivamente l’impatto sulla tua vita quotidiana.

Se senti che i pensieri stanno diventando particolarmente intensi o disturbanti, ti incoraggio a parlarne apertamente con i professionisti che ti seguono: condividere nel dettaglio ciò che accade (anche durante la notte o nei sogni) può essere molto utile per orientare al meglio il percorso di cura.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott. Ferdinando Suvini
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Il carico emotivo che sta sopportando è molto intenso; gestire le dinamiche familiari è già complesso, e questi pensieri rendono tutto più faticoso.
I farmaci sono efficaci per migliorare la qualità del sonno e ridurre l'ansia, ma i sintomi che descrive sono presenti nel disturbo ossessivo e spesso il solo aiuto farmacologico potrebbe non bastare.
Suggerirei di affiancare al trattamento farmacologico un trattamento psicologico o psicoterapico, che forse è già iniziato con la psicologa indicata nel messaggio.

Dott. Giorgio Conti
Psicoterapeuta, Psicologo, Professional counselor
San Salvo
Buon giorno. I pensieri sembrano parlare di profonde separazioni. Della possibilità di sentire "nel corpo" quel sentire che non trova spazio nell'animo. Del resto lo dice chiaramente: i pensieri sono seccanti, quando il tentativo di controllo sfugge, e riesce a sentirli durante la notte, al risveglio sta peggio. Come sembra preoccuparsi del tempo e del modo in cui il trazodone possa aiutarla a non sentire neppure di notte, come se volesse poterlo controllare, o rassicurarsi di averne un controllo. Come attraverso le "routine", non sembra voler prendere in considerazione altre possibilità. In primis quella di ascoltarsi oltre quanto è disposto ad accettare come autoevidente.
Allo stesso tempo nota da sé l'importanza di poter riposare nel suo corpo, con la sensazione piacevole che il riposo dona. Qui parla o no della possibilità di potersi "ascoltare", di poter pacificamente "convivere con se stesso"?
Sembra esserci un sentire troppo forte o penoso da essere considerato. Come se fosse l'ennnesima cosa spiacevole da dover "sopportare". In questo sembra parlare tra le righe di una fatica, di una stanchezza, che la ha già segnata nel rapporto con se stesso.
Sicuramente quando non si può avere fiducia in se stessi, ma proprio nel proprio pensare e nel proprio corpo, la presenza degli altri resta l'unica possibilità. Come lo è che il trazodone faccia effetto. Sarà la possibilità di un secondo psicologo a compensare le possibilità di ascolto che non ha avuto e che è intenzionato a non darsi?
Le dico questo perché nessuno può assicurarle una risposta per la sua domanda: c'è una parte di lei che desidera ardentemente potersi finalmente pacificamente ascoltare. Incontrare.
Spero con tutto il cuore che questo possa accadere presto.

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