Buongiorno, sono un ragazzo trans (ftm) di 19 anni che viene seguito da due psichiatri e una psicolo
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Buongiorno, sono un ragazzo trans (ftm) di 19 anni che viene seguito da due psichiatri e una psicologa per disforia di genere, depressione, ansia e problemi famigliari. Da circa un anno ho dei pensieri intrusivi abbastanza seccanti (immagino le persone nude senza volerlo, immagino di avere le malattie più gravi tipo cancro, ogni mattina mi sveglio convinto che esco da camera mia e trovo i miei genitori morti, ho pensieri che riguardano il tradimento del mio partner, e altrettanti così) con delle “routine” per alleviare la sfortuna (ad es. toccare il naso e toccare un oggetto verde a degli orari precisi che segna l’orologio tipo 17:17 o 21:21) e nei periodi con forte stress lo faccio costantemente. I pensieri sono così frequenti che li sogno e mi sveglio stando addirittura peggio. Al momento, da circa due settimane, sono sotto trazodone per sistemare il sonno e alleviare l’ansia. A lungo andare riuscirà a farmi dormire bene senza avere questi pensieri anche di notte mentre dormo? Grazie
Buonasera, mi dispiace molto per i pensieri intrusivi e invalidanti, nella mia esperienza quel che cerco di far inquadrare sempre ai miei pazienti è che la natura di questi pensieri è spesso difensiva rispetto ad angosce arcaiche e ancor più profonde e indicibili. Sono sicuro che con gli strumenti che le stanno fornendo e la terapia farmacologica, man mano riuscirà a far emergere questi stati e lavorarci per comprenderli e trasformarli.
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Ciao, si comprende quanto questa condizione sia per te faticosa e invalidante. I pensieri intrusivi possono generare molta angoscia proprio perché compaiono contro la propria volontà, con immagini e pensieri che sembrano prendere il sopravvento. Il fatto che tu li viva come disturbanti, però, è già un elemento importante, perché significa che li riconosci come qualcosa che ti attraversa, ma che non coincide con ciò che sei.
La mente produce pensieri, immagini, associazioni in quantità enormi e continue, è parte del suo lavoro. Deve ragionare! Mette insieme cose e volti che hai visto in giro con ricordi, idee, anche in modo bizzarro, disorganizzato, imprevedibile. Spesso produce anche scarti, proprio come un organismo che espelle rifiuti. La mente pensa in modo non lineare, ma il fatto che quei pensieri siano nostri non significa che siano verità. Imparare, poco per volta, a prendere una certa distanza da questi pensieri è un passaggio importante, e il fatto che tu sia già in cura mostra che ti stai prendendo sul serio e che stai lavorando attivamente per la tua salute mentale.
Per quanto riguarda il trazodone, può aiutare a migliorare il sonno e ad attenuare una quota dell’ansia, ma gli effetti variano da persona a persona e vanno sempre valutati con lo psichiatra che lo ha prescritto. Dormire meglio, in molti casi, aiuta anche ad acquietare un po’ la mente e a ridurre la pressione mentale con cui certi pensieri si presentano, anche durante la notte.
Auguri!!!
A.D.
La mente produce pensieri, immagini, associazioni in quantità enormi e continue, è parte del suo lavoro. Deve ragionare! Mette insieme cose e volti che hai visto in giro con ricordi, idee, anche in modo bizzarro, disorganizzato, imprevedibile. Spesso produce anche scarti, proprio come un organismo che espelle rifiuti. La mente pensa in modo non lineare, ma il fatto che quei pensieri siano nostri non significa che siano verità. Imparare, poco per volta, a prendere una certa distanza da questi pensieri è un passaggio importante, e il fatto che tu sia già in cura mostra che ti stai prendendo sul serio e che stai lavorando attivamente per la tua salute mentale.
Per quanto riguarda il trazodone, può aiutare a migliorare il sonno e ad attenuare una quota dell’ansia, ma gli effetti variano da persona a persona e vanno sempre valutati con lo psichiatra che lo ha prescritto. Dormire meglio, in molti casi, aiuta anche ad acquietare un po’ la mente e a ridurre la pressione mentale con cui certi pensieri si presentano, anche durante la notte.
Auguri!!!
A.D.
Buongiorno,
avendo lei due psichiatri credo sia utile affidarsi a loro e provare a parlarne con loro! la fiducia nella terapia sia farmacologica che psicologica è fondamentale!
avendo lei due psichiatri credo sia utile affidarsi a loro e provare a parlarne con loro! la fiducia nella terapia sia farmacologica che psicologica è fondamentale!
Gentile utente,
da ciò che descrive, i pensieri intrusivi e le “routine” che mette in atto per ridurre l’ansia sono esperienze che molte persone vivono quando sono presenti livelli elevati di ansia e componenti ossessive. Il fatto che lei riconosca che questi pensieri arrivano senza volerlo è già un elemento importante.
Per quanto riguarda il trazodone, questo farmaco viene spesso utilizzato per migliorare il sonno e ridurre l’attivazione ansiosa. Può aiutare a dormire meglio e, indirettamente, anche a diminuire l’intensità dei pensieri intrusivi notturni, ma in genere non agisce da solo sui meccanismi ossessivi. Per questo motivo è fondamentale il lavoro psicologico, che lei sta già facendo.
Dato che è già seguito da due psichiatri e da una psicologa, la cosa più utile è condividere con loro nel dettaglio la frequenza dei pensieri e delle routine, perché potrebbero valutare insieme se il trattamento attuale è sufficiente o se sia opportuno adattarlo.
Con il giusto supporto terapeutico e farmacologico molte persone riescono a ridurre significativamente i pensieri intrusivi e migliorare il sonno, anche se può volerci un po’ di tempo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
da ciò che descrive, i pensieri intrusivi e le “routine” che mette in atto per ridurre l’ansia sono esperienze che molte persone vivono quando sono presenti livelli elevati di ansia e componenti ossessive. Il fatto che lei riconosca che questi pensieri arrivano senza volerlo è già un elemento importante.
Per quanto riguarda il trazodone, questo farmaco viene spesso utilizzato per migliorare il sonno e ridurre l’attivazione ansiosa. Può aiutare a dormire meglio e, indirettamente, anche a diminuire l’intensità dei pensieri intrusivi notturni, ma in genere non agisce da solo sui meccanismi ossessivi. Per questo motivo è fondamentale il lavoro psicologico, che lei sta già facendo.
Dato che è già seguito da due psichiatri e da una psicologa, la cosa più utile è condividere con loro nel dettaglio la frequenza dei pensieri e delle routine, perché potrebbero valutare insieme se il trattamento attuale è sufficiente o se sia opportuno adattarlo.
Con il giusto supporto terapeutico e farmacologico molte persone riescono a ridurre significativamente i pensieri intrusivi e migliorare il sonno, anche se può volerci un po’ di tempo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno,
da ciò che descrive emergono pensieri intrusivi molto frequenti, vissuti come indesiderati e disturbanti, accompagnati da alcune azioni ripetitive o “rituali” (come toccare il naso o un oggetto verde in momenti specifici) che sembrano avere la funzione di ridurre l’ansia o prevenire qualcosa di negativo.
Questo tipo di esperienza è più comune di quanto si pensi e può comparire in diversi quadri clinici. In molti casi i pensieri intrusivi fanno parte di un funzionamento simile a quello che osserviamo nel disturbo ossessivo-compulsivo, dove:
compaiono pensieri, immagini o dubbi involontari e persistenti (ossessioni);
la persona mette in atto comportamenti o rituali mentali per ridurre l’ansia o “neutralizzare” il pensiero (compulsioni).
È importante sottolineare che il fatto che questi pensieri compaiano non significa che lei desideri davvero ciò che immagina o che rappresentino la sua volontà. Proprio il fatto che li percepisca come estranei e fastidiosi è una caratteristica tipica dei pensieri intrusivi.
Nel suo caso, inoltre, ci sono diversi fattori di stress importanti (disforia di genere, difficoltà familiari, ansia e depressione) che possono aumentare la frequenza e l’intensità di questo tipo di pensieri. Spesso infatti lo stress e la stanchezza mentale li rendono più insistenti, e questo può spiegare anche perché compaiano nei sogni o al risveglio.
Per quanto riguarda il trazodone, si tratta di un farmaco spesso utilizzato per:
migliorare il sonno
ridurre l’ansia
stabilizzare il ritmo sonno-veglia
Se il sonno migliora, è possibile che anche l’intensità dei pensieri notturni o dei risvegli ansiosi diminuisca, perché il cervello riesce a riposare meglio. Tuttavia il trazodone non agisce direttamente sui pensieri intrusivi o sulle compulsioni: per questo tipo di sintomi, quando sono persistenti, spesso si affiancano altri trattamenti farmacologici o interventi psicoterapeutici specifici (ad esempio approcci cognitivo-comportamentali mirati alle ossessioni).
Un elemento positivo è che lei è già seguito da professionisti, e questo è molto importante. Potrebbe essere utile parlare apertamente con loro di:
quanto sono frequenti questi pensieri
dei rituali che mette in atto
del fatto che compaiono anche nei sogni
dell’andamento dopo l’inizio del trazodone
Queste informazioni possono aiutare gli specialisti che la seguono a valutare meglio il quadro complessivo e, se necessario, modulare la terapia.
In conclusione, ciò che descrive merita sicuramente attenzione clinica, ma esistono strategie terapeutiche efficaci per gestire pensieri intrusivi e rituali. Il consiglio è quindi di approfondire questi aspetti con gli specialisti che la stanno già seguendo, in modo da individuare l’intervento più adatto alla sua situazione.
Un caro saluto.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da ciò che descrive emergono pensieri intrusivi molto frequenti, vissuti come indesiderati e disturbanti, accompagnati da alcune azioni ripetitive o “rituali” (come toccare il naso o un oggetto verde in momenti specifici) che sembrano avere la funzione di ridurre l’ansia o prevenire qualcosa di negativo.
Questo tipo di esperienza è più comune di quanto si pensi e può comparire in diversi quadri clinici. In molti casi i pensieri intrusivi fanno parte di un funzionamento simile a quello che osserviamo nel disturbo ossessivo-compulsivo, dove:
compaiono pensieri, immagini o dubbi involontari e persistenti (ossessioni);
la persona mette in atto comportamenti o rituali mentali per ridurre l’ansia o “neutralizzare” il pensiero (compulsioni).
È importante sottolineare che il fatto che questi pensieri compaiano non significa che lei desideri davvero ciò che immagina o che rappresentino la sua volontà. Proprio il fatto che li percepisca come estranei e fastidiosi è una caratteristica tipica dei pensieri intrusivi.
Nel suo caso, inoltre, ci sono diversi fattori di stress importanti (disforia di genere, difficoltà familiari, ansia e depressione) che possono aumentare la frequenza e l’intensità di questo tipo di pensieri. Spesso infatti lo stress e la stanchezza mentale li rendono più insistenti, e questo può spiegare anche perché compaiano nei sogni o al risveglio.
Per quanto riguarda il trazodone, si tratta di un farmaco spesso utilizzato per:
migliorare il sonno
ridurre l’ansia
stabilizzare il ritmo sonno-veglia
Se il sonno migliora, è possibile che anche l’intensità dei pensieri notturni o dei risvegli ansiosi diminuisca, perché il cervello riesce a riposare meglio. Tuttavia il trazodone non agisce direttamente sui pensieri intrusivi o sulle compulsioni: per questo tipo di sintomi, quando sono persistenti, spesso si affiancano altri trattamenti farmacologici o interventi psicoterapeutici specifici (ad esempio approcci cognitivo-comportamentali mirati alle ossessioni).
Un elemento positivo è che lei è già seguito da professionisti, e questo è molto importante. Potrebbe essere utile parlare apertamente con loro di:
quanto sono frequenti questi pensieri
dei rituali che mette in atto
del fatto che compaiono anche nei sogni
dell’andamento dopo l’inizio del trazodone
Queste informazioni possono aiutare gli specialisti che la seguono a valutare meglio il quadro complessivo e, se necessario, modulare la terapia.
In conclusione, ciò che descrive merita sicuramente attenzione clinica, ma esistono strategie terapeutiche efficaci per gestire pensieri intrusivi e rituali. Il consiglio è quindi di approfondire questi aspetti con gli specialisti che la stanno già seguendo, in modo da individuare l’intervento più adatto alla sua situazione.
Un caro saluto.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
da ciò che descrivi sembra che tu stia vivendo pensieri intrusivi molto frequenti e fastidiosi, accompagnati dal bisogno di mettere in atto alcune azioni o “routine” per cercare di ridurre l’ansia o la sensazione di pericolo. Questo tipo di esperienza può essere molto faticosa e comprensibilmente può influire sul sonno, sull’umore e sul senso di tranquillità nella vita quotidiana.
Il fatto che tu sia già seguito da professionisti è un aspetto molto importante e positivo: significa che non stai affrontando tutto questo da solo. I pensieri intrusivi, quando diventano insistenti, non definiscono chi sei né ciò che desideri realmente; sono spesso il segnale di uno stato di forte tensione interna che può essere compreso e trattato all’interno di un percorso terapeutico.
Per quanto riguarda il farmaco che stai assumendo, il trazodone viene spesso utilizzato per favorire il sonno e ridurre l’ansia. In alcune situazioni, migliorare il riposo può contribuire anche a diminuire l’intensità dei pensieri durante la notte, ma gli effetti e i tempi di risposta possono variare da persona a persona. Per questo è sempre importante confrontarsi direttamente con lo psichiatra che lo ha prescritto, così da monitorare insieme come sta funzionando e valutare eventuali aggiustamenti.
Parallelamente, il lavoro psicoterapeutico può aiutare a comprendere meglio il funzionamento di questi pensieri e a sviluppare modalità più efficaci per gestirli, riducendone progressivamente l’impatto sulla tua vita quotidiana.
Se senti che i pensieri stanno diventando particolarmente intensi o disturbanti, ti incoraggio a parlarne apertamente con i professionisti che ti seguono: condividere nel dettaglio ciò che accade (anche durante la notte o nei sogni) può essere molto utile per orientare al meglio il percorso di cura.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da ciò che descrivi sembra che tu stia vivendo pensieri intrusivi molto frequenti e fastidiosi, accompagnati dal bisogno di mettere in atto alcune azioni o “routine” per cercare di ridurre l’ansia o la sensazione di pericolo. Questo tipo di esperienza può essere molto faticosa e comprensibilmente può influire sul sonno, sull’umore e sul senso di tranquillità nella vita quotidiana.
Il fatto che tu sia già seguito da professionisti è un aspetto molto importante e positivo: significa che non stai affrontando tutto questo da solo. I pensieri intrusivi, quando diventano insistenti, non definiscono chi sei né ciò che desideri realmente; sono spesso il segnale di uno stato di forte tensione interna che può essere compreso e trattato all’interno di un percorso terapeutico.
Per quanto riguarda il farmaco che stai assumendo, il trazodone viene spesso utilizzato per favorire il sonno e ridurre l’ansia. In alcune situazioni, migliorare il riposo può contribuire anche a diminuire l’intensità dei pensieri durante la notte, ma gli effetti e i tempi di risposta possono variare da persona a persona. Per questo è sempre importante confrontarsi direttamente con lo psichiatra che lo ha prescritto, così da monitorare insieme come sta funzionando e valutare eventuali aggiustamenti.
Parallelamente, il lavoro psicoterapeutico può aiutare a comprendere meglio il funzionamento di questi pensieri e a sviluppare modalità più efficaci per gestirli, riducendone progressivamente l’impatto sulla tua vita quotidiana.
Se senti che i pensieri stanno diventando particolarmente intensi o disturbanti, ti incoraggio a parlarne apertamente con i professionisti che ti seguono: condividere nel dettaglio ciò che accade (anche durante la notte o nei sogni) può essere molto utile per orientare al meglio il percorso di cura.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Il carico emotivo che sta sopportando è molto intenso; gestire le dinamiche familiari è già complesso, e questi pensieri rendono tutto più faticoso.
I farmaci sono efficaci per migliorare la qualità del sonno e ridurre l'ansia, ma i sintomi che descrive sono presenti nel disturbo ossessivo e spesso il solo aiuto farmacologico potrebbe non bastare.
Suggerirei di affiancare al trattamento farmacologico un trattamento psicologico o psicoterapico, che forse è già iniziato con la psicologa indicata nel messaggio.
I farmaci sono efficaci per migliorare la qualità del sonno e ridurre l'ansia, ma i sintomi che descrive sono presenti nel disturbo ossessivo e spesso il solo aiuto farmacologico potrebbe non bastare.
Suggerirei di affiancare al trattamento farmacologico un trattamento psicologico o psicoterapico, che forse è già iniziato con la psicologa indicata nel messaggio.
Buon giorno. I pensieri sembrano parlare di profonde separazioni. Della possibilità di sentire "nel corpo" quel sentire che non trova spazio nell'animo. Del resto lo dice chiaramente: i pensieri sono seccanti, quando il tentativo di controllo sfugge, e riesce a sentirli durante la notte, al risveglio sta peggio. Come sembra preoccuparsi del tempo e del modo in cui il trazodone possa aiutarla a non sentire neppure di notte, come se volesse poterlo controllare, o rassicurarsi di averne un controllo. Come attraverso le "routine", non sembra voler prendere in considerazione altre possibilità. In primis quella di ascoltarsi oltre quanto è disposto ad accettare come autoevidente.
Allo stesso tempo nota da sé l'importanza di poter riposare nel suo corpo, con la sensazione piacevole che il riposo dona. Qui parla o no della possibilità di potersi "ascoltare", di poter pacificamente "convivere con se stesso"?
Sembra esserci un sentire troppo forte o penoso da essere considerato. Come se fosse l'ennnesima cosa spiacevole da dover "sopportare". In questo sembra parlare tra le righe di una fatica, di una stanchezza, che la ha già segnata nel rapporto con se stesso.
Sicuramente quando non si può avere fiducia in se stessi, ma proprio nel proprio pensare e nel proprio corpo, la presenza degli altri resta l'unica possibilità. Come lo è che il trazodone faccia effetto. Sarà la possibilità di un secondo psicologo a compensare le possibilità di ascolto che non ha avuto e che è intenzionato a non darsi?
Le dico questo perché nessuno può assicurarle una risposta per la sua domanda: c'è una parte di lei che desidera ardentemente potersi finalmente pacificamente ascoltare. Incontrare.
Spero con tutto il cuore che questo possa accadere presto.
Allo stesso tempo nota da sé l'importanza di poter riposare nel suo corpo, con la sensazione piacevole che il riposo dona. Qui parla o no della possibilità di potersi "ascoltare", di poter pacificamente "convivere con se stesso"?
Sembra esserci un sentire troppo forte o penoso da essere considerato. Come se fosse l'ennnesima cosa spiacevole da dover "sopportare". In questo sembra parlare tra le righe di una fatica, di una stanchezza, che la ha già segnata nel rapporto con se stesso.
Sicuramente quando non si può avere fiducia in se stessi, ma proprio nel proprio pensare e nel proprio corpo, la presenza degli altri resta l'unica possibilità. Come lo è che il trazodone faccia effetto. Sarà la possibilità di un secondo psicologo a compensare le possibilità di ascolto che non ha avuto e che è intenzionato a non darsi?
Le dico questo perché nessuno può assicurarle una risposta per la sua domanda: c'è una parte di lei che desidera ardentemente potersi finalmente pacificamente ascoltare. Incontrare.
Spero con tutto il cuore che questo possa accadere presto.
Buongiorno,
i pensieri intrusivi che descrive e i rituali che utilizza per ridurre l’ansia sono fenomeni abbastanza comuni nei disturbi ossessivi o nei momenti di forte stress. Il fatto che sia già seguito da professionisti è molto importante, perché questi sintomi possono essere affrontati efficacemente con un percorso psicoterapeutico mirato. Mi sembra che lo stia facendo.
Il trazodone può aiutare a regolare il sonno e, migliorando il riposo, spesso anche l’intensità dei pensieri notturni tende a ridursi. Le suggerisco di continuare a confrontarsi con i colleghi per monitorare l’andamento dei sintomi e valutare insieme come continuare.
i pensieri intrusivi che descrive e i rituali che utilizza per ridurre l’ansia sono fenomeni abbastanza comuni nei disturbi ossessivi o nei momenti di forte stress. Il fatto che sia già seguito da professionisti è molto importante, perché questi sintomi possono essere affrontati efficacemente con un percorso psicoterapeutico mirato. Mi sembra che lo stia facendo.
Il trazodone può aiutare a regolare il sonno e, migliorando il riposo, spesso anche l’intensità dei pensieri notturni tende a ridursi. Le suggerisco di continuare a confrontarsi con i colleghi per monitorare l’andamento dei sintomi e valutare insieme come continuare.
Buongiorno, da ciò che descrive sembra che i pensieri intrusivi e le “routine” che mette in atto per ridurre l’ansia possano essere collegati a comportamenti di controllo che spesso tendono ad aumentare nei periodi di stress. È positivo che lei sia già seguito da professionisti e che stia affrontando il problema anche dal punto di vista farmacologico. Farmaci come il trazodone possono aiutare a migliorare il sonno e ridurre l’attivazione ansiosa, ma per lavorare in modo più stabile sui pensieri intrusivi è spesso utile anche un percorso psicoterapeutico mirato. Con il tempo e con il trattamento adeguato molte persone riescono a ridurre molto questi pensieri e a dormire meglio. Le suggerisco comunque di continuare a confrontarsi con i professionisti che la seguono, condividendo anche ciò che accade durante la notte o nei sogni, così da valutare insieme eventuali aggiustamenti del percorso terapeutico. Cordialmente
Ciao,
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto. Ti suggerisco di portare questi dubbi alla psicologa e agli psichiatri da cui vieni seguito, affrontarli tutti insieme in maniera collaborativa potrà portare a fare passi avanti verso i vostri obiettivi terapeutici.
Un caro saluto,
Dott. Carmine Lambiase
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto. Ti suggerisco di portare questi dubbi alla psicologa e agli psichiatri da cui vieni seguito, affrontarli tutti insieme in maniera collaborativa potrà portare a fare passi avanti verso i vostri obiettivi terapeutici.
Un caro saluto,
Dott. Carmine Lambiase
Ciao, intanto ti ringrazio per aver condiviso questo vissuto così denso e faticoso. E' un carico di sofferenza che va oltre la disforia di genere, a mio avviso. Premetto di attenermi solo a quello che hai scritto, non conoscendoti e non conoscendo la tua storia: i pensieri che descrivi (le immagini di nudo, la paura delle malattie, il timore per i genitori e il partner) e i comportamenti compulsivi connessi che metti in atto, servono come hai detto tu, ad "alleviare", tollerare l'angoscia generata dai pensieri. In psicologia, questo meccanismo è noto come Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) che, probabilmente, si è slatentizzato in questo periodo di forte stress per te. Sicuramente il farmaco farà il suo dovere, intanto, il mio consiglio è quello di affrontare questa tematica con la tua psicologa provando a lavorare sul depotenziamento dei pensieri (i pensieri sono solo pensieri non presagio di sventura): spesso, nel percorso FTM, ci si concentra molto sulla disforia, rischiando di mettere in secondo piano i sintomi che hai raccontato. Ti auguro di riuscire a trattarti con estrema gentilezza in questo periodo così denso! Non sei sbagliato per questi pensieri, sei solo molto affaticato. Un grande in bocca al lupo per tutto!
Buonasera, riesce a parlare di questi pensieri alle persone che la seguono? I sintomi che descrive sembrano condizionare intensamente la sua vita e sembrano crearle molto disagio, provi a parlarne con i professionisti che la seguono descrivendogli accuratamente ciò che sente e prova, sono sicura che possano essergli di grande aiuto.
Salve. Il mio consiglio è quello di affidarsi e fidarsi degli specialisti che già la seguono. Purtroppo cercare di collezionare pareri di esperti può innescare un turbinio di dubbi, domande e pensieri che, dato quello che ha descritto, non sono aiuto per la sua situazione. Anche per quanto riguarda i propri pensieri bisogna avere, un atteggiamento di benevolenza e pazienza. La mente è attraversata da pensieri che sono virtualmente infiniti, quindi non c'è stranezza che non possa attraversare la mente. Spesso combattere con la natura dei nostri pensieri non fa che farli moltiplicare, mentre accettare la loro esistenza e anche stranezza può far sì che il pensiero, come una nuvola che passa, possa mutare arrivare, mutare forma e sparire. Noi non siamo i nostri pensieri, loro vanno e vengono. Noi siamo in contatto con la nostra natura che dobbiamo proteggere e nutrire avendone cura costantemente. Spero lei possa avere cura di sé e accettando le forme di aiuto e supporto che ha a disposizione. Un cordiale saluto
Gentile utente di mio dottore,
essendo seguito già da una equipe di colleghi la invito a chiarire tutti i suoi dubbi confrontandosi con loro. E' molto importante ai fini del trattamento.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
essendo seguito già da una equipe di colleghi la invito a chiarire tutti i suoi dubbi confrontandosi con loro. E' molto importante ai fini del trattamento.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile Amico,
sembra che sia affetto da pensieri intrusivi e rituali, che fanno pensare a un Disturbo Ossessivo Compulsivo. I farmaci possono alleviarlo, la strada migliore è la psicoterapia, soprattutto una terapia cognitivo-comportamentale.
Ne parli con i suoi curanti, e vedrà che sapranno aiutarla!
con i milgiori auguri,
dr. Ventura
sembra che sia affetto da pensieri intrusivi e rituali, che fanno pensare a un Disturbo Ossessivo Compulsivo. I farmaci possono alleviarlo, la strada migliore è la psicoterapia, soprattutto una terapia cognitivo-comportamentale.
Ne parli con i suoi curanti, e vedrà che sapranno aiutarla!
con i milgiori auguri,
dr. Ventura
Buongiorno, Le suggerirei di segnalare ai suoi psichiatri di riferimento la questione, sapranno sicuramente risponderle in merito avendo anche raccolto informazioni sulla sua storia clinica e sulla sua sintomatologia.
Buonasera, comprendo il suo disagio ed è essenziale che parli dei sintomi con chi la segue. Ritengo che oltre ai farmaci sia fondamentale un buon percorso di psicoterapia con cadenza settimanale.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Certamente. In un’ottica psicodinamica, i pensieri che descrive possono essere letti come un tentativo della mente di gestire un'angoscia molto profonda, legata a temi di perdita, controllo e identità, trasformandola in qualcosa di "incanalabile" attraverso dei rituali.
Quando la realtà interna è particolarmente caotica — come nel suo caso, tra il percorso di transizione, le tensioni familiari e le fragilità emotive — la psiche può generare scenari catastrofici (le malattie, la morte dei genitori, il tradimento) per cercare di "prepararsi" al peggio. È come se la sua mente creasse dei pericoli immaginari per non dover affrontare quelli reali, che forse sente come ancora più minacciosi o ingovernabili. Le routine legate agli orari o ai colori diventano quindi un modo magico per riprendere il controllo: "se tocco l'oggetto verde alle 17:17, neutralizzo la paura".
Il fatto che questi pensieri invadano anche il sonno indica che il carico emotivo è attualmente molto alto e che la sua mente non riesce a trovare riposo nemmeno quando stacca la spina dalla realtà cosciente. Per quanto riguarda il farmaco, può sicuramente facilitare un riposo più profondo e ridurre l'intensità dell'ansia notturna, ma è importante ricordare che il farmaco lavora sul "volume" del sintomo, non sulla sua origine.
Con il tempo e la stabilizzazione della terapia farmacologica, è probabile che il sonno diventi meno popolato da queste intrusioni, ma la risoluzione definitiva passa attraverso il lavoro che sta già facendo con la sua psicologa. Cordialità. Dott.ssa Antonietta di Renzo
Quando la realtà interna è particolarmente caotica — come nel suo caso, tra il percorso di transizione, le tensioni familiari e le fragilità emotive — la psiche può generare scenari catastrofici (le malattie, la morte dei genitori, il tradimento) per cercare di "prepararsi" al peggio. È come se la sua mente creasse dei pericoli immaginari per non dover affrontare quelli reali, che forse sente come ancora più minacciosi o ingovernabili. Le routine legate agli orari o ai colori diventano quindi un modo magico per riprendere il controllo: "se tocco l'oggetto verde alle 17:17, neutralizzo la paura".
Il fatto che questi pensieri invadano anche il sonno indica che il carico emotivo è attualmente molto alto e che la sua mente non riesce a trovare riposo nemmeno quando stacca la spina dalla realtà cosciente. Per quanto riguarda il farmaco, può sicuramente facilitare un riposo più profondo e ridurre l'intensità dell'ansia notturna, ma è importante ricordare che il farmaco lavora sul "volume" del sintomo, non sulla sua origine.
Con il tempo e la stabilizzazione della terapia farmacologica, è probabile che il sonno diventi meno popolato da queste intrusioni, ma la risoluzione definitiva passa attraverso il lavoro che sta già facendo con la sua psicologa. Cordialità. Dott.ssa Antonietta di Renzo
Buonasera,
grazie per aver condiviso con tanta chiarezza quello che sta vivendo.
Da come lo descrive, sembra che questi pensieri intrusivi e le routine che mette in atto siano un modo con cui la sua mente cerca di gestire una tensione interna molto intensa, soprattutto nei periodi di stress.
Per quanto riguarda il trazodone, può aiutare a migliorare il sonno e a ridurre l’attivazione generale, ma da solo difficilmente elimina questo tipo di pensieri: è più uno strumento di supporto all’interno di un lavoro più ampio.
In questo senso è molto importante continuare il confronto con gli psichiatri che la seguono, sia per monitorare l’effetto del farmaco sia per eventuali aggiustamenti nel tempo.
Allo stesso tempo, il lavoro psicologico è centrale: può aiutarla a cambiare gradualmente il rapporto con questi pensieri, ridurre il bisogno delle “routine” e dare un senso più comprensibile a ciò che sta vivendo.
Il fatto che sia già seguito è una risorsa importante: anche se ora è molto faticoso, è un percorso che può evolvere nel tempo.
Resto a disposizione
grazie per aver condiviso con tanta chiarezza quello che sta vivendo.
Da come lo descrive, sembra che questi pensieri intrusivi e le routine che mette in atto siano un modo con cui la sua mente cerca di gestire una tensione interna molto intensa, soprattutto nei periodi di stress.
Per quanto riguarda il trazodone, può aiutare a migliorare il sonno e a ridurre l’attivazione generale, ma da solo difficilmente elimina questo tipo di pensieri: è più uno strumento di supporto all’interno di un lavoro più ampio.
In questo senso è molto importante continuare il confronto con gli psichiatri che la seguono, sia per monitorare l’effetto del farmaco sia per eventuali aggiustamenti nel tempo.
Allo stesso tempo, il lavoro psicologico è centrale: può aiutarla a cambiare gradualmente il rapporto con questi pensieri, ridurre il bisogno delle “routine” e dare un senso più comprensibile a ciò che sta vivendo.
Il fatto che sia già seguito è una risorsa importante: anche se ora è molto faticoso, è un percorso che può evolvere nel tempo.
Resto a disposizione
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