Domande del paziente (17)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno, l'insonnia può essere dovuta a diversi fattori e può essere un problema a se stante o una sfaccettatura di un'altra sintomatologia o disturbo. Sarebbe indicato comprendere la sua igiene del... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Salve,

    sarebbe interessante approfondire se nella sua vita è avvenuto un cambiamento, un evento critico o stressante, che possa averla portata a sviluppare questa sintomatologia. Il disturbo da attacco... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    ha parlato di due ambiti della sua vita di cui non è soddisfatta, ovvero l'università e le relazioni. A questo riguardo, sarebbe interessante capire cosa le crea maggior sofferenza al momento.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,
    La rottura di un fidanzamento può essere un evento difficile da superare e portare, come nel suo caso, a sintomi che sembrano rientrare in un quadro depressivo ed ansioso.
    Sarebbe interessante... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    La depressione può avere varie forme e livelli di gravità, per cui la guarigione o remissione senza trattamento dipende da vari fattori e può in alcuni casi richiedere tempi più lunghi. Tuttavia,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno, lei descrive una situazione in cui si sente "paralizzata" rispetto allo studio da quando ha iniziato la facoltà di Ingegneria. Il trasferimento di città ed il cambiamento di vita a cui è andata... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Salve, lei descrive sintomi che potrebbero rientrare in un quadro depressivo: il non provare più piacere per diverse attività prima piacevoli, l'appiattimento emotivo, la stanchezza e l'affaticamento... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno Eleonora,

    Nella sua domanda c'è la richiesta implicita di come poter cambiare l'altro. Tuttavia, non è un'aspettativa realistica e realizzabile poter cambiare un'altra persona. A netto di... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    Per rispondere alla sua domanda le dò qualche chiarimento in più:
    un attacco di panico è un singolo episodio della durata complessiva di 30-45 minuti circa, in cui il picco dell'ansia si... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    i sintomi legati al disturbo del sonno fino ad adesso sono stati trattati in modo farmacologico. Tuttavia, il farmaco agisce sul sintomo solo nel momento in cui viene assunto. Sarebbe a questo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    i sintomi che lei riferisce, ovvero i problemi legati al sonno uniti ad uno stato di agitazione psico-motorio, sono presenti sia nella depressione che nei disturbi dell'ansia. Il trattamento... Altro


    Sono al primo anno fuori corso di giurisprudenza. Ho sempre fatto tutti gli esami in regola ma da un anno quasi studio con difficoltà e lentezza. Amo la mia facoltà e non vedo l’ora di iniziare a lavorare, ma mi sento bloccata. Come posso risolvere questa situazione?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    Le posso dare una lettura secondo l'approccio cognitivo-comportamentale. Un blocco è una risposta comportamentale, che è associata ad un'emozione e ad un pensiero. Può essere ad esempio la reazione ad una situazione vissuta come stressante, ad un cambiamento che non sappiamo come gestire, o ad aspettative sulle nostre performance molto alte. Una situazione di blocco, quindi, può essere l'esito di situazioni diverse. Per poter capire come mai proprio lei e proprio in questo momento vive questo blocco, le consiglio di interrogarsi sulle motivazioni in autonomia, e se lo ritenesse necessario, affidarsi ad un professionista che possa guidarla.

    Dott.ssa Ilaria De Mola.


    salve a tutti gentili psicologi ..
    domani ho un esame all università di storia medievale ma non riesco a ripetere oggi e mi sento molto bloccata ... il blocco mi paralizza. Come posso superare queste situazioni? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    Lei parla di un "blocco" che le impedisce di ripetere. In questi casi, è un'emozione di ansia molto intensa che la porta alla sensazione di sentirsi paralizzata. L'ansia, come tutte le emozioni, tuttavia, ha un'andamento simile a quella di un'onda: nasce, cresce fino a raggiungere un picco e poi diminuisce fino a scomparire. Quando però un'emozione è molto forte, è possibile ridurre la sua intensità in diversi modi. Ad esempio, con le tecniche di respirazione come quella del respiro lento è possibile ridurre l'attivazione fisiologica.

    Rimango disponibile ad essere contattata,

    Dott.ssa Ilaria De Mola.


    Sono una ragazza di 28 anni, studentessa fuori corso all'università e sto cercando lavoro (che non riesco a trovare). Mi sento emotivamente/mentalmente distrutta, ho problemi in famiglia, soprattutto con mio padre non vado per niente d'accordo, mi giudica su ogni cosa che faccio e che dico, specialmente sulla questione del cibo e sull'università, tanto che mi sono state dette frasi molto pesanti come ad esempio il fatto che sono un fallimento e che con me ha fallito e questo mi ha destabilizzato tanto, mi sento la pecora nera della famiglia poiché vengono fatti paragoni tra me e mio fratello e non mi sono mai sentita all'altezza proprio per questa differenza che viene fatta; mio fratello prova a difendermi ma con scarsi risultati, tanto che mio padre per ripicca usa il silenzio punitivo e ancora oggi è una settimana che non ci parliamo.
    Inoltre ho subìto dei lutti ravvicinati che mi hanno portato a chiudermi molto in me stessa, soffro d'ansia e panico costante, e non riesco a gestire il tutto.
    Provo costantemente una sensazione di vuoto e malessere dentro, non so cosa fare, mi sento inutile, non so come andare avanti, mi sento proprio impotente...

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    I sintomi che lei riporta potrebbero rientrare in un quadro depressivo e ansioso ed i lutti ravvicinati ed il rapporto con un padre giudicante, potrebbero essere considerati dei fattori scatenanti. Nel caso in cui questa situazione sia per lei motivo di sofferenza emotiva, sarebbe consigliabile approfondire questi aspetti all'interno di un percorso psicologico, in grado di dare un senso al motivo per cui i sintomi da lei riportati sono presenti in lei e proprio in questo momento e proporre un possibile trattamento cucito su di lei.

    Rimango disponibile ad essere contattata,

    Dott.ssa Ilaria De Mola.


    Come dire a mia mamma di voler predere la pillola? Ho 23 anni e mi sto frequentando con una ragazzo da un mesetto. Abbiamo già fatto tutti i preliminari e vorrei spingermi oltre, ma ho il costante terrore di gravidanze indesiderate. Vorrei dire a mia mamma (con cui ho molta confidenza, tranne per queste cose) di voler prendere la pillola ma non so come introdurre l’argomento, essendo l'intimità un argomento tabù in famiglia. L'ultima volta in cui gliel'ho detto mi ha fatto un pò di storie (esempio dicendomi che non ero ancora fidanzata con questo ragazzo, chiedendo se avesse intenzioni serie e chiedendomi cosa dobbiamo fare ecc...). Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose con lei, specialmente rapporti sessuali. So anche che potrei affidarmi ad un consultorio, ma se per qualche motivo venisse a sapere che prendo la pillola ? penso sia meglio avvisarla subito. Non so se fidarmi solo del preservativo la prima volta. Come posso avvisarla della mia scelta cercando di limitare l’imbarazzo (suo e di conseguenza anche mio)?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    Innanzitutto, è importante tenere in considerazione il fatto che lei è maggiorenne ed ha quindi il diritto e la libertà di prendere delle scelte personali in autonomia dal giudizio o dal parere delle sue figure di riferimento. Detto ciò, in base al rapporto che si ha con i propri genitori, si decide in che misura comunicare loro degli aspetti della propria vita, che si ritengono importanti. In questo caso, tuttavia, sarebbe interessante capire come mai questo argomento sia un tabù nella sua famiglia e quali sono le motivazioni sottostanti di sua mamma nel non essere d'accordo con questa sua scelta. D'altro canto, sarebbe anche interessante comprendere come mai per lei è così importante che sua mamma sia a conoscenza di questa sua scelta e quali timori ha nel non condividere con sua mamma questi aspetti della sua vita.

    Rimango disponibile ad essere contattata,
    Dott.ssa Ilaria De Mola.


    Ho sempre pensato di essere una persona equilibrata, pur con i normali alti e bassi.
    Di recente, però, dopo una brutta litigata, il mio compagno mi ha confessato tutto il malessere che ha accumulato in questi anni a causa dei miei comportamenti.
    Tutto è partito da una mia forte scenata di gelosia; una volta sfogata, mi sono resa conto che era del tutto infondata, ho capito l'errore e ho chiesto subito scusa. Ma ormai il danno era fatto.
    Il problema è che mi vengono dei momenti, dal nulla, in cui il mio umore crolla drasticamente. In quei frangenti emerge il mio lato peggiore: rabbia, gelosia, rancore, antipatia.
    Non sono una persona cattiva, anzi mi ritengo molto sensibile ed empatica, ma in quei minuti tutto il mio lato positivo svanisce.
    La cosa assurda è che così come questo malessere arriva, altrettanto velocemente se ne va, e io torno la persona tranquilla di sempre, come se non fosse successo nulla.
    ​Il mio compagno mi ha fatto giustamente notare che per lui è devastante: si sente come su un campo minato, dove deve stare attento a dove cammina per non fare esplodere la miccia. Io non voglio assolutamente una relazione così, e non avevo idea di fargli così male.
    ​Ho deciso che voglio affrontare questa cosa e cercare aiuto per capire perché mi succede e imparare a gestire queste tempeste emotive.
    A questo proposito, vorrei un consiglio: c'è una figura professionale specifica per questa cosa? Ed è meglio un percorso da sola, individuale, o devo coinvolgere anche il mio compagno, quindi fare terapia di coppia?
    Grazie di cuore a chiunque vorrà rispondermi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,
    le emozioni di cui lei parla, sono una componente imprescindibile della vita di noi esseri umani. Tuttavia, se queste emozioni appaiono in modo molto intenso ed abbiamo l'impressione di non riuscire a controllarle, possono portarci a delle difficoltà nelle nostre relazioni, ad esempio. Un percorso psicoterapeutico individuale ad approccio cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla a capire come mai queste emozioni sono vissute in maniera così forte e proporle delle strategie per imparare a gestirle. Se, invece, sente delle difficoltà nella sua relazione di coppia ed entrambi siete motivati ad iniziare un percorso per imparare a gestirle con l'aiuto di un professionista, allora un percorso di terapia di coppia potrebbe essere indicato. Un'altra opzione potrebbe essere condurre entrambi i percorsi parallelamente, se sente il bisogno di lavorare sia su di sé che sulla coppia.
    Ci sono quindi diverse strade, è quindi importante che lei capisca qual è il suo bisogno principale e quale obiettivo raggiungere con l'aiuto di un professionista.

    Rimango disponibile ad essere contattata,

    Dott.ssa Ilaria De Mola.


    Salve, sono un ragazzo di 24 anni e frequento l'ultimo anno di giurisprudenza (V). Fin dal primo anno ho rimandato l'esame più importante (ossia, diritto privato) dicendo sempre a me stesso che alla prima sessione disponibile lo avrei dato. Il problema è che ad oggi non l'ho ancora dato (magari perché la mole di lavoro è troppo pesante e mi passava la voglia di studiare, ansia di presentarmi all'esame e andare male o, peggio, essere bocciato) e non solo sono molto in ritardo con gli altri esami perché diritto privato è un esame propedeutico, ma sicuramente andrò anche 1 o 2 anni fuoricorso e questo mi crea un forte disagio ed ansia che non riesco più a gestire, perché i miei genitori non sanno nulla di questa situazione. Vedendo i miei colleghi che si laureranno in corso, mi sento sempre diverso e spento ma, purtroppo, mi sono accorto troppo tardi che questa facoltà non faceva per me e avrei tanto voluto farne un'altra. Tuttavia, ormai sono all'ultimo anno e cambiare non avrebbe senso perché avrei sprecato solo tempo e fatto buttare soldi ai miei genitori che non so come la prenderebbero. Chiedo urgentemente un consiglio perché non so con chi parlarne e ho stra paura per il mio futuro in quanto non vorrei rimanere indietro rispetto ai miei amici e deludere i miei genitori che, ripeto, non so come la prenderebbero. Grazie in anticipo a chi potrà aiutarmi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ilaria De Mola

    Buongiorno,

    "rimandare" un esame può essere utile in caso di ansia molto elevata o quando non si è preparati abbastanza. Tuttavia, se questo comportamento si reitera nel tempo e non si riesce a fare altrimenti, allora può comportare alcune difficoltà, come quelle da lei esperite. Sarebbe interessante capire se le è capitato anche in altre circostanze e in altri periodi della sua vita di procrastinare o evitare, ed eventualmente approfondire quale funzione ha per lei. Nella terapia cognitivo comportamentale, si indagano questi aspetti, e nell'ottica di cambiamento, un'ipotesi di lavoro sarebbe favorire l'utilizzo di comportamenti differenti da quelli solitamente messi in atto, per aiutarla a raggiungere i propri obiettivi di vita e migliorare il suo benessere individuale.

    Rimango disponibile ad essere contattata,
    Dott.ssa Ilaria De Mola.


Domande più frequenti

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