salve a tutti gentili psicologi .. domani ho un esame all università di storia medievale ma non rie

salve a tutti gentili psicologi .. domani ho un esame all università di storia medievale ma non riesco a ripetere oggi e mi sento molto bloccata ... il blocco mi paralizza. Come posso superare queste situazioni? Grazie.

29 risposte


Buonasera, quello che descrive è molto frequente quando un esame viene vissuto con una pressione molto alta: più ci si accorge del blocco e più si prova a forzarsi, più ci si sente paralizzati. In questi momenti, spesso non aiuta cercare di “sbloccarsi”, ma fare il contrario: abbassare l’obiettivo. Per esempio, invece di pensare “devo ripetere tutto”, può dirsi “per 10 minuti ripeto solo un argomento” oppure “leggo e schematizzo solo una parte”. Quando la mente si sente meno sotto minaccia, tende a ripartire più facilmente. Per il breve termine, quindi, può essere utile dividere il pomeriggio o la serata in blocchi molto piccoli e realistici, senza pretendere prestazioni perfette. Per il lungo termine, se questa situazione si ripete spesso, può valere la pena osservare meglio il rapporto tra ansia, aspettative e paura del giudizio, perché il blocco di solito non nasce dal nulla, ma da un modo molto rigido di affrontare la prova. Un caro augurio.

Dott. Roberto Barbieri

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Gentile utente l'ansia prima di un esame più farci attivare al punto da farci sentire paralizzati. Quello credo lei possa fare e magari ingaggiarsi in attività detensive, che le piacciano e la rilassano. Lasciando andare tutti i pensieri ansiosi anticipatori. Ripetere oggi forse non le servirà. O almeno in questo momento non sembra essere d'aiuto. Quindi potrebbe semplicemente se pur complesso fare altro. Lasciare che nella sua mente si faccia spazio. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo


Buongiorno, Lei parla di un "blocco" che le impedisce di ripetere. In questi casi, è un'emozione di ansia molto intensa che la porta alla sensazione di sentirsi paralizzata. L'ansia, come tutte le emozioni, tuttavia, ha un'andamento simile a quella di un'onda: nasce, cresce fino a raggiungere un picco e poi diminuisce fino a scomparire. Quando però un'emozione è molto forte, è possibile ridurre la sua intensità in diversi modi. Ad esempio, con le tecniche di respirazione come quella del respiro lento è possibile ridurre l'attivazione fisiologica. Rimango disponibile ad essere contattata, Dott.ssa Ilaria De Mola.


Se sei immagina mettersi a studiare, quali sono i suoi scenari? Ha qualche pensiero o qualche immagine? Qual è la cosa peggiore che potrebbe succedere?


Salve, non so se ha già fatto l'esame o meno, in caso mi faccia sapere. Può succedere di non riuscire più a ripetere per un esame, di sapere di doverlo fare ma non riuscire proprio a farlo. Quando succede, forzarsi a farlo è controproducente perché le informazioni raramente in questo stato si consolidano nella nostra memoria, allora è bene o prendersi una pausa o fermarsi e accettare che siamo umani e che a volte non riusciamo a fare ciò che dovremmo fare. Come mai dice "il blocco mi paralizza"? sarebbe interessante approfondire questo aspetto. Se le succede di frequente però bisogna capire la causa, affinché possa riuscire a studiare meglio in futuro senza sentirsi bloccata. Se vuole può scrivermi in privato per altre domande. Un saluto.


Puoi partire da qui: adesso, cosa sta succedendo dentro di te mentre provi a studiare? c’è una parte che si blocca o si spaventa: di cosa avrebbe bisogno per sentirsi un po’ più al sicuro? e c’è una parte più lucida: qual è il passo più piccolo che puoi fare ora, senza pretendere troppo? Non serve sbloccarti tutta insieme. Prova a iniziare da pochi minuti, senza giudicarti. Se questo blocco si ripete e ti lascia ferma, può avere senso parlarne con un professionista, per capire meglio cosa lo attiva e come affrontarlo in modo più stabile.


Gentilissima , e' difficile indovinare la causa del suo blocco, potrebbero essere molteplici. Le dico pero' che spesso molti studenti rimangono bloccati su un'esame universitario perche' hanno eccessive aspettative di voto . Oppure perche' hanno demonizzato ,l'atteggiamento e la valutazione del docente. Se il blocco psicologico ad un esame permane , e' consigliabile una consulenza psicologica . Resto a disposizione e la saluto cordialmente Dott.ssa Adriana Gaspari


Buon pomeriggio, quello che descrive è un blocco piuttosto comune nelle situazioni di ansia da prestazione. In questi momenti può essere utile ridurre l’obiettivo (ad esempio iniziare con pochi minuti di ripetizione o con argomenti più semplici) e concentrarsi sull’azione, anche se non ci si sente “pronti”. Se questi episodi tendono a ripetersi, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico per comprendere meglio il funzionamento di questo blocco e trovare strategie più stabili per gestirlo. Un caro saluto, Dott.ssa Valentina Asso


Salve, potrebbe essere utile capire la natura di questo blocco e come influisce nella tua quotidianità. Comprare solo nel momento di un esame? O è presente in altre situazioni? Si potrebbe valutare un percorso psicologico per andare a fondo e imparare a vivere queste situazioni in modo diverso


Gentile utente, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico in modo da poter lavorare sulle sue risorse e darle strumenti utili per affrontare questi momenti. I migliori auguri per gli studi! Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi


Salve, grazie per aver condiviso questa difficoltà. Quello che descrive è molto comune nelle situazioni di forte pressione, come un esame imminente. Il “blocco” che sente non è mancanza di capacità, ma spesso una risposta d’ansia: quando la mente percepisce troppa tensione, entra in una sorta di “modalità di allarme” e diventa difficile recuperare le informazioni o concentrarsi. In questi momenti può essere utile agire su due livelli: uno immediato e uno più strategico. Nel breve termine (oggi, prima dell’esame): Eviti di forzarsi a studiare in modo rigido: più si insiste nel “devo riuscire”, più aumenta il blocco. Provi a ridurre la pressione con sessioni molto brevi (10–15 minuti), magari rileggendo schemi o punti chiave, senza pretendere di ripetere tutto perfettamente. Usi tecniche di regolazione dell’ansia: respirazione lenta (per esempio inspirare 4 secondi, espirare 6–7 secondi per alcuni minuti) aiuta a calmare l’attivazione fisiologica. Si conceda pause reali, senza sensi di colpa. Sul piano mentale: È importante ricordare che non serve “sentirsi pronti” per andare bene: spesso la memoria funziona meglio quando l’ansia si abbassa, anche solo leggermente. Il blocco tende a diminuire quando si interrompe il circolo “ansia → pressione → blocco → ulteriore ansia”. Per il futuro: Se queste situazioni si ripetono, può essere utile lavorare su strategie più strutturate per la gestione dell’ansia da prestazione, la preparazione agli esami e le eventuali credenze che aumentano la pressione (ad esempio “devo ricordare tutto perfettamente”). In ogni caso, quando il blocco diventa frequente o molto intenso, è consigliabile approfondire con uno specialista, così da comprendere meglio le dinamiche personali e trovare strumenti mirati ed efficaci. Un caro saluto e in bocca al lupo per il suo esame. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


Buonasera, per rispondere alla sua domanda occorrerebbe un maggiore approfondimento legato a cosa rappresenta questo esame per lei, come è abituata a condurlo, a reagire di fronte a una prova di qualsiasi tipo. La paralisi e il blocco sono importanti "red flag", invalidanti per definizione, che il corpo ci manda nel momento in cui è arrivato a un livello di saturazione elevato: probabilmente vi è un sistema di repressione alla base, costituito da credenze, aspettative e idealizzaizoni, che può ostruire il passaggio di pensieri legati al come mi sento e cosa voglio. Un caro saluto


Gent.ma Paziente, quello che descrive è un blocco molto comune prima degli esami: non è mancanza di preparazione, ma una risposta d’ansia che “spegne” l’accesso alle informazioni. Più cerca di forzarsi a ripetere bene, più il blocco aumenta. In questo momento non le serve studiare “perfettamente”, ma sbloccare il meccanismo. Provi così: non si metta a ripetere tutto il programma, scelga un argomento piccolo e si dia il permesso di farlo male, anche solo leggendo e dicendo ad alta voce qualche concetto confuso. L’obiettivo non è essere fluida, ma ripartire. Spesso, una volta iniziato, la mente si riattiva. Se sente proprio la paralisi, può aiutare anche lavorare sul corpo: respirare lentamente, fare due passi, cambiare stanza. Serve a ridurre l’attivazione che sta “bloccando” la memoria. Un altro passaggio utile è cambiare aspettativa: oggi non deve dimostrare nulla, deve solo riattivare il contatto con il materiale. Anche mezz’ora fatta così vale molto più di ore passate a fissare i libri sentendosi bloccata. Ricordi che questa sensazione è fastidiosa ma temporanea, e non dice nulla sul suo valore né su come andrà l’esame. In bocca al lupo! Dott.ssa Federica Ripamonti


Gentile utente, grazie per la condivisione. Per poterle essere utile le chiederei di descrivere meglio quello che definisce "blocco". Con queste poche parole non saprei bene cosa consigliarle, se non di rivolgersi ad un terapeuta per provare ad affrontarlo meglio. Le auguro un buon proseguimento, cordiali saluti, dott. Niccolò Orsi Bandini.


Buongiorno, quello che descrive è una sensazione molto comune, anche se quando la si vive sembra qualcosa di inspiegabile e quasi incontrollabile. Il blocco che sente non è un segnale di incapacità o di mancanza di preparazione, ma spesso è il risultato di un sovraccarico emotivo che si attiva proprio nei momenti in cui per lei è importante “fare bene”. È come se la mente e il corpo entrassero in una modalità di allarme, e invece di aiutarla a concentrarsi, la rallentassero fino quasi a fermarla. In questi momenti può succedere che si attivino pensieri come “non ce la farò”, “non sono pronta”, “devo assolutamente riuscirci”, e più questi pensieri diventano insistenti, più aumentano la tensione e il senso di blocco. In una prospettiva cognitivo comportamentale, questo è un passaggio centrale, perché non è tanto la situazione in sé a bloccarla, ma il modo in cui viene interpretata e vissuta internamente. Il tentativo di forzarsi a ripetere quando si sente paralizzata, spesso, finisce per peggiorare la sensazione, come se si entrasse in un braccio di ferro con se stessa. Può essere utile provare a cambiare leggermente approccio proprio oggi. Invece di aspettare di sentirsi pronta o concentrata per iniziare, può provare a fare qualcosa di molto piccolo e concreto, anche solo aprire un argomento e leggerlo senza l’obiettivo di ricordarlo perfettamente. Quando il blocco è forte, ridurre le aspettative non è arrendersi, ma creare le condizioni perché la mente possa riattivarsi gradualmente. Spesso è proprio l’idea di dover fare “bene” o “tutto” che mantiene la paralisi. Un altro aspetto importante riguarda il rapporto con l’errore e con l’incertezza. Un esame non è mai una prova perfetta, e nessuno arriva sentendosi completamente pronto. Quando la mente pretende una sicurezza totale, può reagire bloccandosi proprio perché quella sicurezza non esiste. Allenarsi ad accettare una quota di imperfezione può paradossalmente sbloccare più risorse di quanto si immagini. Anche il fatto che il blocco arrivi il giorno prima è significativo. Spesso è proprio il momento in cui la pressione sale e la mente inizia a fare previsioni, scenari, dubbi. Riconoscere questo meccanismo può aiutarla a non identificarlo come un limite personale, ma come qualcosa che le sta accadendo e che può essere compreso e gestito. Nel lungo periodo, situazioni come questa possono diventare più chiare e affrontabili attraverso un percorso di supporto, perché permettono di capire meglio come funziona questo blocco, quali pensieri lo alimentano e quali strategie possono aiutarla a uscirne. Un lavoro in ottica cognitivo comportamentale può darle strumenti molto concreti per gestire l’ansia da prestazione e ritrovare una maggiore fluidità nello studio. Per ora, può provare a fare un passo piccolo e possibile, senza aspettare di sentirsi diversa da come si sente adesso. A volte il movimento arriva proprio dopo aver iniziato, non prima. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buongiorno, grazie per essersi rivolta a noi. Immagino sia una situazione destabilizzante quella da lei descritta: studiare per un esame imminente, investirci tempo ed energie e poi sentirsi bloccati. I pensieri che subentrano ed interferiscono in queste situazioni possono essere molteplici ed è importante accoglierli con rispetto per comprendere le emozioni che le suscitano. Da come scrive non sembra essere la prima volta che vive una situazione di questo tipo, quindi comprendo appieno la frustrazione che lascia addosso e la paura che possa ripresentarsi il blocco in futuro. In questi casi risulta molto valido un lavoro di consapevolezza e di costruzione di strumenti di prevenzione o da utilizzare qualora dovessero ripresentarsi situazioni simili, per migliorare il suo rapporto con l'università ed il modo con cui affronta le sfide quotidiane in generale. Rimango a disposizione, un saluto Dott.ssa Ludovica Cotronei


Buongiorno, quello che descrive è un’esperienza piuttosto comune in situazioni di esame: l’ansia può diventare così intensa da bloccare temporaneamente la capacità di concentrarsi e di richiamare le informazioni, dando proprio una sensazione di “paralisi”. In questi casi può essere utile, nell’immediato, abbassare il livello di attivazione: ad esempio facendo una breve pausa, concentrandosi sul respiro o riprendendo lo studio in modo più leggero (anche solo leggendo o ripassando a voce alta senza l’obiettivo di “prestazione perfetta”). Spesso forzarsi a ripetere quando ci si sente bloccati aumenta ulteriormente la tensione. A lungo termine, se queste situazioni si presentano frequentemente, può essere utile approfondire il rapporto con l’ansia da prestazione e individuare strategie più efficaci per gestirla. Se lo desidera, sono disponibile per colloqui psicologici, anche online.


Gentilissima, quello che descrive sembra essere un vissuto d'ansia, la sensazione di essere paralizzata e di non riuscire a concentrarsi è molto comune a ridosso degli esami. Il percorso universitario non è sempre lineare ma anzi spesso e caratterizzato da periodi altalenanti. Dunque può succedere di fare più fatica in certi periodi, senza che questo la debba preoccupare eccessivamente. Se però sente che invece il problema persiste e le causa sofferenza forse potrebbe essere utile considerare di confrontarsi con un professionista che la aiuti a comprendere e dunque superare questo blocco, senza sentirsi sola né sopraffatta. Le auguro il meglio, Dott. Daniele Migliore


Quello che descrive è un’esperienza molto comune, ma non per questo banale. Si tratta presumibilmente di una condizione ansiosa. Possiamo pensare a questo blocco come a una forma di inibizione: una funzione dell’Io che si arresta quando il carico emotivo diventa eccessivo. Questo tipo di esperienza meriterebbe uno spazio di esplorazione: il blocco non è casuale, ma spesso racconta qualcosa del modo in cui lei vive le prove, il giudizio e il valore personale. Ció che le accade non indica un’incapacità, ma una temporanea interferenza emotiva sulle funzioni cognitive. L’obiettivo, in questo momento, non è eliminare completamente l’ansia (cosa irrealistica), ma renderla più tollerabile così da riattivare le sue risorse.

Dott.ssa Beatrice Pesce

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Quello che descrive succede più spesso di quanto sembri, soprattutto quando un esame attiva l'ansia. A volte il blocco non dipende dalla mancanza di preparazione, ma da un eccesso di attivazione: la mente va in allarme e si paralizza. In questi casi può aiutare non pensare a: "devo ripetere tutto", perché il cervello davanti all’intero compito entra in stress, si spaventa e si paralizza. Meglio ridurre il focus e frazionare il tempo: iniziare da un solo argomento o da sessioni di TOT minuti di studio. Questa tecnica ci fa sentire che siamo capaci e che portiamo a termine un compito, e migliora il nostro senso di autoefficacia. Nel momento dell’ansia può essere utile riportare attenzione al respiro o al corpo per abbassare l’attivazione, ma può essere prezioso anche allenarsi fuori dai momenti critici con pratiche di mindfulness. Non solo come tecnica “quando sto male”, ma come abitudine quotidiana che aiuta a osservare i pensieri senza farsi travolgere, migliorare concentrazione e tolleranza allo stress. Anche pochi minuti al giorno possono essere un buon allenamento mentale. Può essere utile chiedersi anche se il blocco nasce dalla difficoltà sul contenuto o dalla paura di non farcela. Se questi blocchi si ripetono negli esami, potrebbe essere utile approfondire il tema con un o una professionista, perché si possono imparare strategie efficaci per gestirli.


Gentile paziente, Ti ringrazio per la domanda. Avere ansia prima di sostenere un esame universitario può essere una situazione molto comune e ciò può dipendere da vari fattori, tra cui la paura del giudizio, l'ansia da prestazione, il timore di non essere preparati "a sufficienza" e ciò può comportare il cosiddetto "blocco" che ti paralizza. Se si tratta di una situazione frequente, parlarne con uno specialista potrebbe aiutarti a fare più luce su ciò che ti blocca, per poi trovare un modo per superare le tue difficoltà. Un saluto


Salve, capisco la fatica e la tensione che sta vivendo in questo momento. Quando un esame è vicino può accadere che l’ansia prenda spazio e trasformi la preoccupazione in un blocco che sembra paralizzare, anche quando si hanno risorse e capacità. In questi casi può essere utile non chiedersi di fare tutto subito, ma ripartire da un passo molto piccolo: scelga un solo argomento e si dia 15 minuti per ripeterlo senza pretendere perfezione. Spesso iniziare, anche poco, aiuta a sciogliere il blocco. Cerchi anche di fare qualche respiro lento e di ricordarsi che un esame non definisce il suo valore personale. Si conceda fiducia e gentilezza: sta già facendo del suo meglio in una situazione stressante. Le auguro di affrontare questa prova con maggiore serenità. Un caro saluto.


Quando senti che la mente si blocca, può essere semplicemente il segnale che la tensione è salita troppo, non che tu non sappia le cose. In quei momenti è più utile concederti un attimo per ritrovare un minimo di calma, piuttosto che forzarti. Prova anche a ricordarti che il grosso del lavoro lo hai già fatto: quello che hai studiato c’è, anche se adesso non ti sembra accessibile come vorresti. Questa sensazione di “vuoto” è spesso legata all’ansia, non alla reale preparazione. Un caro saluto


Salve, quando il blocco arriva, sembra proprio “spegnere” l’accesso a quello che sa. Spesso il blocco è alimentato da pensieri tipo: “Non so niente”, “Domani andrà male”, “Devo essere perfetta”. È un esame, importante ma recuperabile e si può riprovare e imparare dall’esperienza. Questo non minimizza, ma ridimensiona la catastrofe che alimenta il blocco.


Buon pomeriggio, quella che sente è ansia e paura, che anticipano un evento da lei visto come una 'minaccia'. Ed è giusto ascoltarle perchè vogliono dirle qualcosa, che qui è difficile decifrare. Secondo lei cosa vogliono dirle?


Salve, grazie per aver condiviso qui con noi. C'è una differenza importante tra "non sapere" e "essere bloccati": nel secondo caso spesso il problema non è la preparazione, ma il fatto che l'ansia o la pressione rendono difficile accedere a quello che già sai. Per oggi, visto che l'esame è domani, l'obiettivo non deve essere studiare in modo perfetto, ma riuscire a rimettere in moto il cervello. Abbassa l'obiettivo. Non dirti "devo ripetere tutto il programma". Scegli un solo argomento e prova a parlarne per cinque minuti, anche in modo incompleto. Se ti fermi, guarda gli appunti e riparti. L'importante è rompere l'immobilità. Accetta che la ripetizione non sarà fluida. Molte persone pensano: "Se mi blocco mentre ripeto, vuol dire che non so niente". In realtà la ripetizione è proprio il momento in cui emergono i vuoti. Bloccarsi durante lo studio non significa necessariamente bloccarsi all'esame. Alterna richiamo e controllo. Chiudi il libro e racconta quello che ricordi. Poi aprilo e verifica cosa hai dimenticato. Questo è spesso più efficace che rileggere continuamente. Se senti la paralisi arrivare, cambia compito. Invece di ripetere a voce, fai una linea del tempo, scrivi i nomi dei sovrani, elenca tre eventi chiave o collega due argomenti. Anche un'attività più semplice mantiene il cervello attivo. Per il futuro, se questo blocco si ripresenta spesso, può essere utile osservare cosa succede appena compare. Resto a disposizione.


Gentile utente, sarebbe interessante comprendere il significato di questo blocco alla base, ad esempio potrebbe avere a che fare con un'aspettativa troppo elevata sull'esito o di un carico eccessivo legato al momento? Ovviamente queste sono solo ipotesi esplorative,a tal riguardo ha mai considerato di intraprendere un percorso individuale? Saluti


È comprensibile che, alla vigilia di un esame importante, tu possa sentirti bloccata. Quando l'ansia aumenta, il nostro cervello può entrare in una sorta di "modalità di protezione": invece di aiutarci a concentrarci, ci fa percepire il compito come troppo difficile, alimentando la sensazione di paralisi. Questo non significa che tu non sia preparata o che non sia in grado di affrontare l'esame. In questi momenti può essere utile ridurre l'obiettivo: invece di pensare di dover ripetere tutto il programma, prova a dedicarti a un solo argomento per 10-15 minuti. Spesso iniziare è la parte più difficile e, una volta superato il primo ostacolo, la concentrazione tende ad aumentare. Allo stesso tempo, cerca di osservare i pensieri che accompagnano il blocco, ad esempio "non ce la farò" o "devo essere perfetta". Chiediti se questi pensieri descrivono realmente la situazione o se sono espressione dell'ansia del momento. Sostituirli con un atteggiamento più realistico e flessibile può ridurre la pressione. Se noti che episodi di questo tipo si ripetono frequentemente, non solo prima degli esami ma anche in altre situazioni importanti, potrebbe essere utile approfondirli con uno psicologo, per comprendere meglio i meccanismi che li mantengono e sviluppare strategie personalizzate. Per domani, prova a non valutare il tuo valore in base alla prestazione: affronta l'esame con ciò che oggi sei riuscita a fare. Anche un piccolo passo, quando ci si sente bloccati, è già un modo per riprendere il controllo.

Dott.ssa Maria Aloi

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psicologo

Melito di Porto Salvo

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Buongiorno, quello che descrive è un'esperienza più comune di quanto si pensi. Quando l'ansia diventa molto intensa, può succedere che la mente si "blocchi" e che, pur avendo studiato, diventi difficile anche solo iniziare a ripetere. Non significa che non sia preparata o che non sia capace, ma che in questo momento l'ansia sta prendendo il sopravvento. Più che cercare di "combattere" il blocco, potrebbe provare a fare un piccolo passo alla volta, senza pretendere una prestazione perfetta. Ad esempio, iniziare ripetendo un solo argomento o anche solo leggendo ad alta voce qualche concetto, senza l'obiettivo di ricordare tutto. Se però situazioni come questa si ripetono frequentemente e sente che l'ansia sta influenzando il suo percorso universitario, potrebbe essere utile approfondirne le cause con un professionista. Comprendere cosa alimenta questo blocco può aiutare a trovare strategie più efficaci per affrontarlo e a vivere gli esami con maggiore serenità. Se lo desidera, resto a disposizione per un primo colloquio, in cui poter esplorare insieme ciò che accade in questi momenti e costruire un percorso che la aiuti a gestire l'ansia e a ritrovare fiducia nelle sue capacità. Le faccio un grande in bocca al lupo per l'esame di domani. Qualunque sia l'esito, non definisce il suo valore come persona.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.