Madre di due bambini piccoli(2 anni e 6 mesi) ho lasciato il lavoro per stare con loro di mia inizia

Madre di due bambini piccoli(2 anni e 6 mesi) ho lasciato il lavoro per stare con loro di mia iniziativa e adesso che vorrei ricominciare a lavorare al solo pensiero mi vengono gli attacchi di ansia come se avessi trovato la mia comfort zone a casa e avessi un’insensato terrore del “là fuori”. È normale dopo la maternità?

2 risposte


Buongiorno signora, ciò che descrive è più frequente di quanto si possa pensare. La maternità comporta profondi cambiamenti, non solo nella quotidianità, ma anche nell'identità personale e nel modo di percepire sé stesse e il mondo esterno. Dopo un periodo dedicato interamente ai figli, il rientro al lavoro può suscitare ansia, ma anche timore di non sentirsi più all'altezza o di allontanarsi dai figli e da una routine che nel tempo è diventata rassicurante. Questo non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va, ma è importante ascoltare questi segnali, soprattutto se l'ansia è intensa o limita la possibilità di riprendere la propria vita lavorativa. una possibilità potrebbe essere quella di iniziare con piccoli obiettivi e piccole uscite quotidiane, extra lavoro e extra famiglia, che possano restituirle un progressivo senso di autonomia.

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Buongiorno, quello che descrive è un vissuto che molte madri riferiscono dopo un periodo dedicato completamente alla cura dei figli. In questi anni la sua quotidianità si è probabilmente riorganizzata attorno ai bisogni dei bambini. La casa, con ritmi e riferimenti ormai familiari, può essere diventata un luogo percepito come prevedibile e sicuro. Al contrario, l'idea di rientrare nel mondo del lavoro può rappresentare un cambiamento importante, con nuove responsabilità, aspettative e inevitabili incertezze. L'ansia, quindi, potrebbe non indicare che lei non sia più in grado di lavorare ma che si trova davanti a una transizione significativa. Dopo una lunga pausa è fisiologico chiedersi se si sarà ancora all'altezza, come si riuscirà a conciliare lavoro e famiglia o come cambieranno gli equilibri costruiti fino a oggi. Vale la pena però prestare attenzione a un aspetto: se al solo pensiero di tornare al lavoro compaiono veri e propri attacchi d'ansia, con un'intensità tale da limitarla, potrebbe essere utile approfondire questo vissuto con uno psicologo. Non perché ci sia necessariamente qualcosa di "anomalo", ma perché comprendere cosa alimenta questa paura può aiutarla ad affrontare il cambiamento con maggiore serenità. Dare un nome a ciò che spaventa è spesso il primo passo per ridurne il peso. Con il tempo e, se necessario, con un adeguato supporto, molte persone riescono a ritrovare fiducia e a costruire un nuovo equilibrio tra il ruolo di genitore e quello lavorativo. Un cordiale saluto.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.