Dott.ssa
Prisca Roveran
Psicologa
·
Psicoterapeuta
Psicologa clinica
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Torino 2 indirizzi
Esperienze
Sono Prisca Roveran, psicologa e specializzanda in psicoterapia cognitivo-costruttivista relazionale. Nel mio lavoro accolgo persone che si sentono sopraffatte da ciò che vivono, che faticano a comprendere le proprie emozioni o a stare bene nelle relazioni, offrendo uno spazio per parlare di sè e affrontare la sofferenza in maniera più consapevole.
Credo profondamente nell’importanza di creare uno spazio sicuro e accogliente, in cui potersi sentire ascoltati senza giudizio, con rispetto, empatia e attenzione. In terapia partiamo da ciò che la persona vive nel presente: le emozioni che fanno più fatica a essere vissute o riconosciute, le relazioni che fanno soffrire, le domande che spesso restano senza risposta.
Insieme esploriamo i significati personali, i modi abituali di stare con gli altri e con se stessi e ciò che può contribuire a mantenere il disagio. Il percorso viene costruito passo dopo passo, seguendo i tempi, le risorse e la sensibilità di ciascuno.
L’obiettivo è il benessere: aiutare la persona a conoscersi meglio, a dare senso alla propria esperienza, a trovare modalità più autentiche e soddisfacenti di vivere e di relazionarsi.
Credo in una psicoterapia che unisca competenza professionale, cura della relazione e calore umano.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia cognitiva
- Psicologia dell'emergenza
- Psicologia forense
- Psicoterapia
- Psicoterapia costruttivista
- Psicologia delle dipendenze patologiche
- Psicoterapia sistemico relazionale
Principali patologie trattate
- Bassa autostima
- Attacco di panico
- Ansia
- Sindrome da burnout
- Stress
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Prestazioni e prezzi
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Psicoterapia individuale
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Psicoterapia
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Recensioni
7 recensioni
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- Attenzione durante la visita
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C
CD
Attenta, premurosa di aiutare
Mi piace , proseguirò con gli incontri
• Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Settimo • colloquio psicologico •
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L
LM
Sono stato in terapia con Lei da prima dell'ingresso in questa piattaforma, una recensione positiva è giusta e dovuta. Mi ha fatto crescere e maturare come persona, nonostante la differenza di età (sono 10 anni più vecchio) e la sua ancora giovane esperienza al tempo delle terapie. Non smetterò mai di ringraziarla. Efficace, professionale, consigliatissima.
• Consulenza online • psicoterapia online •
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E
EM
La dottoressa Roveran la conosco da tanto tempo , riesce a metterti a tuo agio dalla prima visita ! Mi ha aiutato tanto a capire le mie emozioni , come gestirle e come esprimerle ! Ringrazio e continuerò a essere una sua paziente !
• Altro • Altro •
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B
B. C.
La dottoressa Roveran è stata capace di accogliere la mia richiesta con professionalità, in uno spazio in cui mi sono sentita subito a mio agio. La considero competente e attenta, la consiglieró!
• Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Torino • colloquio psicologico •
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L
L.T.
Una dottoressa con grande competenza e professionalità, qualità non sempre scontate per la sua età.
Mi sono trovato molto bene anche con l’organizzazione e la bellezza dello studio.
Brava!• Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Torino • colloquio psicologico •
Dott.ssa Prisca Roveran
La ringrazio per le sue parole. Ritengo che competenza, chiarezza e cura dell’ambiente e della relazione contribuiscano a creare uno spazio sicuro, nel quale poter lavorare in modo condiviso e significativo.
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F
F. M.
Ho iniziato da poco un percorso con la Dott.ssa Roveran.
Mi sono trovato molto a mio agio: mi ha colpito la facilità con la quale abbiamo organizzato il tutto, la puntualità, il clima (al quale ha contribuito anche lo studio, molto carino) e soprattutto la capacita della Dott.ssa di farmi sentire a mio agio sin dalla prima seduta.• Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Torino • colloquio psicologico •
Dott.ssa Prisca Roveran
La ringrazio per la condivisione. Costruire insieme uno spazio di lavoro fondato su fiducia, chiarezza e collaborazione rappresenta una base importante per l’esplorazione e la comprensione della propria esperienza.
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M
M.C.
Professionista giovane, competente, attenta, molto disponibile. Mi sono sentita a mio agio con lei!!!
• Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Settimo • colloquio psicologico •
Dott.ssa Prisca Roveran
Grazie per la condivisione. La qualità della relazione è un aspetto fondamentale nel percorso psicologico e la possibilità di sentirsi a proprio agio rappresenta una base preziosa per il lavoro personale.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 20 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve dottori, scrivo perché ho bisogno di qualche parola e consiglio da voi, sono una ragazza di 26
Salve dottori, scrivo perché ho bisogno di qualche parola e consiglio da voi, sono una ragazza di 26 anni, da circa inizio anno mi sono lasciata con una persona molto più grande di me (lui 50 anni), vari motivi mi hanno portata dopo 3 anni di relazione a chiudere, non riuscivamo a comunicare, nonostante io volessi discutere, avere un confronto, vedevo da parte sua comportamenti che a me facevano sentire non abbastanza, like ad altre ragazze con foto provocanti, qualche messaggio a qualcuna di queste sui social, nonostante io avessi chiesto più volte di evitare certe cose, ci sono sempre passata sopra anche con difficoltà, e avevo sempre la paura, alcune volte paranoie che poi trasmettevo a lui perché non mi dava rassicurazioni..purtroppo sono arrivata poi a decidere di lasciarci, ma purtroppo ancora oggi ci sentiamo e vediamo ancora, anche perché lui lavora da qualche mese dove sono io, sia per lavoro e sia per "avermi vicina", non sono mai riuscita del tutto a distaccarmi, nonostante io abbia iniziato e poi smesso un percorso psicologico, ho continuato, forse per dispiacere, a vederlo e sentirlo, a stargli vicino, ma ad oggi mi sento come se volessi conoscere altre persone, mi sono piaciuti e ho conosciuto dei ragazzi anche a lavoro, ma senza secondi fini, e so e vedo che a lui può dare fastidio, perché mi vede magari a lavoro scherzare con un collega, mi fa stare male questa situazione perché è come se non riuscissi a uscire da tutto questo, a sentirmi davvero libera, anche se pensandoci proverei dispiacere per lui..so che lui mi vuole bene e mi vuole ancora ma sembra come se mi volesse solo per altro, per intimità ecco..non so che fare, come comportarmi..
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
dal suo racconto emerge che, pur essendo stata lei a prendere la decisione di interrompere la relazione, dal punto di vista emotivo la separazione non si è mai davvero compiuta. Il fatto di continuare a sentirvi e vedervi, unito alla presenza quotidiana sul luogo di lavoro, rende molto difficile creare quella distanza che spesso è necessaria per comprendere davvero ciò che si desidera e per dare spazio a una nuova fase della propria vita.
Colpisce anche un altro aspetto: nella relazione lei descrive di aver espresso più volte i suoi bisogni, chiedendo rassicurazioni e un confronto su comportamenti che la facevano soffrire. Da quello che racconta, però, queste richieste sembrano essere rimaste in larga parte senza risposta, alimentando nel tempo insicurezza e dubbi. La scelta di interrompere la relazione, quindi, non appare impulsiva, ma come l'esito di una fatica protratta nel tempo.
Oggi, però, sembra essersi aperto un passaggio nuovo. Lei racconta di accorgersi che le incuriosiscono altre persone, di stare bene nello scherzare con alcuni colleghi e di sentire il desiderio di conoscere nuove realtà. Questo non significa necessariamente cercare subito una nuova relazione, ma può rappresentare un naturale movimento di riapertura verso il mondo, verso esperienze e legami che non siano più organizzati intorno alla relazione precedente.
Ciò che sembra trattenerla è soprattutto il dispiacere che prova nei confronti del suo ex compagno. È un sentimento comprensibile, ma è importante chiedersi se questo senso di responsabilità non stia finendo per limitare la sua possibilità di crescere e di esplorare liberamente ciò che desidera oggi. Prendersi cura della sofferenza dell'altro non può significare rinunciare, nel tempo, alla propria libertà di fare nuove esperienze.
Forse il punto centrale non è decidere immediatamente cosa fare con lui, ma concedersi il diritto di investire maggiormente su di sé. A 26 anni è fisiologico attraversare una fase di esplorazione, conoscere persone nuove, capire cosa la fa sentire vista, rispettata e valorizzata all'interno di una relazione. Queste esperienze non rappresentano un tradimento nei confronti della storia che avete vissuto, ma una parte importante del suo percorso di crescita.
A volte, per capire davvero cosa proviamo, non serve continuare a rimanere legati a ciò che conosciamo, ma concederci la possibilità di fare esperienza di altro. Solo sperimentando nuovi contesti, nuove relazioni e nuove parti di sé diventa possibile capire se ciò che ci trattiene è ancora un desiderio autentico o piuttosto la difficoltà a lasciare andare qualcosa che, pur essendo stato importante, oggi rischia di occupare uno spazio che potrebbe essere dedicato alla costruzione del suo futuro.
Gentili dottori, vorrei un parere per capire se nel mio caso sia indicato iniziare un percorso con u
Gentili dottori, vorrei un parere per capire se nel mio caso sia indicato iniziare un percorso con uno psicologo. Da qualche tempo sento che il carico emotivo sta influenzando le mie giornate, le mie relazioni e il mio benessere fisico (come il sonno e le energie). Faccio fatica a gestire la situazione da solo/a con le mie solite abitudini. Quali criteri dovrei valutare per decidere se chiedere un supporto professionale? Grazie."
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la domanda che pone è già, di per sé, un elemento significativo. Molte persone pensano che sia necessario raggiungere un livello di sofferenza molto elevato prima di rivolgersi a uno psicologo, ma in realtà il criterio principale non è la gravità del sintomo, quanto l'impatto che il disagio sta avendo sulla qualità della vita.
Nel suo caso racconta che il carico emotivo sta influenzando il sonno, le energie, le relazioni e che le modalità con cui finora ha cercato di affrontare le difficoltà non sembrano più sufficienti. Questi sono tutti segnali che meritano attenzione e che rendono ragionevole prendere in considerazione un percorso psicologico.
Iniziare una terapia non significa necessariamente avere un disturbo psicologico, ma concedersi uno spazio in cui comprendere meglio ciò che sta accadendo, il significato che queste difficoltà hanno assunto nella sua vita e le modalità con cui, fino a oggi, ha cercato di affrontarle. Molto spesso le persone chiedono aiuto proprio quando si accorgono che le strategie che in passato erano efficaci non riescono più a garantire lo stesso equilibrio.
Più che chiedersi se il suo disagio sia "abbastanza grave", potrebbe essere utile domandarsi se la situazione che sta vivendo le stia impedendo di vivere con la serenità e la libertà che desidererebbe. Se la risposta è sì, allora un confronto con uno psicologo può rappresentare non solo una risposta alla sofferenza attuale, ma anche un'opportunità per conoscersi meglio e sviluppare modalità più efficaci di affrontare le difficoltà future.
Chiedere un supporto non è il segno di un fallimento, ma spesso il riconoscimento che, in alcuni momenti della vita, affrontare tutto da soli diventa più faticoso del necessario. In questo senso, da ciò che descrive, credo che un percorso psicologico possa essere una scelta sensata da valutare.
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