Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figli

23 risposte
Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla
Dott.ssa Rosella M.B. Mastropietro
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, comprendo che si trovi in una situazione complessa: l' aiuto e supporto non sono visti come tali, infatti si scontra con un muro di rabbia e diffidenza che sembra insormontabile. Sarebbe importante capire quali erano le sue aspettative nel venire in Italia.
Potrebbe essere utile trovare uno spazio neutro dove dialogare.
Ho visto che siete ad Alessandria qualora volesse o voleste ci potremmo vedere online.
Dott.ssa R. Mastropietro

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Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
la situazione che descrive è molto delicata e comprensibilmente faticosa per entrambi.

Ci sono diversi elementi importanti da considerare:

1. Il contesto emotivo della sua compagna
La donna che ha accolto sta probabilmente vivendo una condizione di forte stress: cambio di Paese, possibile vissuto migratorio difficile, lontananza dalle sue certezze e dalle persone di fiducia. Questo può generare diffidenza, irritabilità e difficoltà a fidarsi, soprattutto anche verso figure come i medici.

2. La gravidanza e l’interruzione
La decisione di interrompere una gravidanza è spesso accompagnata da un carico emotivo molto intenso: confusione, rabbia, paura, senso di solitudine o ambivalenza.
Inoltre, la terapia farmacologica può comportare variazioni ormonali che incidono sull’umore, aumentando irritabilità e reattività.

3. Gli attacchi di rabbia
Le sue reazioni (accuse, scatti di rabbia, silenzi prolungati) non sono necessariamente “contro di lei” come persona, ma possono essere l’espressione di un disagio interno che lei non riesce a gestire o comunicare diversamente.
Quando una persona si sente vulnerabile o non al sicuro, può reagire attaccando o chiudendosi.

Come può comportarsi concretamente
Eviti il confronto diretto nei momenti di rabbia
In quei momenti è difficile costruire dialogo. Meglio mantenere calma e non rispondere alle provocazioni.
Usi una comunicazione semplice e non invasiva
Ad esempio: “Se hai bisogno, io ci sono”, senza incalzarla con domande quando non è disponibile.
Non prenda sul personale le sue parole
Anche se feriscono, è importante leggerle come espressione del suo stato emotivo, non come una valutazione oggettiva su di lei.
Offra presenza, non soluzioni
In questa fase può essere più utile sentirsi accolta che “aiutata attivamente”.
Si dia dei limiti
Comprendere non significa accettare tutto: se gli attacchi diventano eccessivi o aggressivi, è giusto anche tutelarsi.
Un punto molto importante

Il fatto che lei non si fidi di nessuno, nemmeno dei medici, è un segnale da non sottovalutare: potrebbe esserci una sofferenza più profonda (ansia, trauma, difficoltà di adattamento).

In sintesi

Lei sta cercando di fare la cosa giusta, ma questa è una situazione che non può gestire da solo. È fondamentale che la sua compagna possa avere un supporto adeguato e che anche lei abbia uno spazio per capire come muoversi senza sentirsi impotente.

È quindi fortemente consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, anche per valutare insieme come coinvolgere la sua compagna nel modo più rispettoso possibile.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Barbara Lolli
Psicologo, Psicoterapeuta
Casalecchio di Reno
Gentilissimo paziente anonimo, mi dispiace per la situazione che sta vivendo, forse la signora avrebbe bisogno di un aiuto ma ha detto che non si fida dei medici. Io avrei bisogno per darle miglior consigli come si è sviluttata la vostra storia, come vi siete conosciuti e altre indicazioni. Se vuole mi può contattare nell'elenco dei professionisti anche per mail o per telefono e sarei disponibile a capire come aiutarla.
buona serata
Dott.ssa Antonietta Di Renzo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bassano del Grappa
Gentile, la situazione che descrive è di una complessità estrema e tocca nodi profondi: il trauma della guerra, la perdita, il senso di colpa e dinamiche di dipendenza affettiva molto forti. Tuttavia, è bene essere onesti: una chat non può essere lo spazio per risolvere crisi di questa portata. Il fatto che si senta un 'benefattore' incompreso e lei lo veda come un 'leone' predatore indica un incastro relazionale disfunzionale che non si scioglierà con un cambio di parole. Lei non può 'curare' o 'salvare' questa donna da solo, specialmente quando lei proietta su di lei le sue paure più arcaiche. Anzi, il suo tentativo di aiutarla a tutti i costi potrebbe alimentare in lei ulteriore rabbia e senso di soffocamento.
Il mio consiglio professionale è di intraprendere un percorso psicoterapeutico individuale. Cordialità. Dott.ssa Antonietta di Renzo.
Dott.ssa Teresita Forlano
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Roma
Buona sera. Se la comunicazione è diventata difficile o assente o disfunzionale, potreste rivolgervi ad uno psicologo per una consulenza di coppia. Vi aiuterebbe a capire il problema, e in che modo riavvicinarvi.
Un saluto, dottoressa Teresita Forlano
Dott.ssa Letizia Muzi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno, dal tuo racconto emerge che la coppia ha bisogno di un sostegno psicologico. Ti consiglio di rivolgerti ad un/una terapeuta sistemico familiare o esperta nella terapia di coppia ed iniziate insieme un percorso seguiti e supportati. Te devi fare il compagno e non essere la sua cura ... se hai ulteriori domande non esitare a contattarmi online. dott.ssa LEtizia Muzi
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
da ciò che racconti sembra che tu stia vivendo una situazione molto intensa e complessa, in cui si intrecciano molte emozioni: preoccupazione per lei, senso di responsabilità, confusione e forse anche dolore per le parole che stai ricevendo. È comprensibile sentirsi disorientati in un momento così delicato.

La tua compagna sta attraversando diversi cambiamenti importanti in poco tempo: un trasferimento in un altro Paese, l’adattamento a una nuova realtà, la gravidanza e la decisione difficile di interromperla. Tutti questi eventi possono generare forte stress emotivo, paura, rabbia o sfiducia, che a volte vengono espressi proprio verso la persona più vicina. Questo non significa necessariamente che tu stia sbagliando tutto, ma che probabilmente entrambi vi trovate in una fase molto fragile.

In momenti come questo può essere utile provare a mantenere un atteggiamento calmo e disponibile all’ascolto, evitando di entrare nello scontro quando la rabbia emerge. A volte, semplicemente far sentire all’altra persona che si è lì, senza giudicare o forzare il dialogo, può aiutare a ridurre la tensione. Allo stesso tempo è importante che tu non resti solo con questo peso: confrontarti con un professionista potrebbe aiutarti a capire meglio come muoverti e a prenderti cura anche del tuo benessere.

Se fosse possibile, anche per lei potrebbe essere utile avere uno spazio di supporto psicologico, soprattutto considerando il momento delicato che sta vivendo.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con la sua compagna, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, è veramente difficile poterla aiutare così in poche righe. Sicuramente se ci sono queste reazioni da questa persona che si intuisce sia la sua compagna. Sicuramente bisogna esaminare con un minimo di tempo la relazione che c'è fra di voi, come è nata, i vostri scambi quotidiani. Insomma cè bisogno di tempo, come minimo per capire inizialmente il motivo di questa rabbia. Se ritiene la si può aiutare con una consulenza psicologica, io sono disponibile anche online. Buona Giornata! Dario Martelli
Dott. Francesco Ricci
Psicoterapeuta, Psicologo
Albano Laziale
Salve, capisco la complessità della sua situazione. Quello che a lei sembre strano del suo comportamento andrebbe indagato più a fondo. Intendo con questo capire come questa donna in questo momento possa attraversare un periodo depressivo probabilmente legato a vari fattori, dallo sradicamento della sua terra, all'adattamento ad una nuova cultura con usi e cotumi diversi, l'adattamento ad una nuova relazione. Inoltre è proprio la sua rabbia continua che può essere legata ad uno stato depressivo di sottofondo. In questo caso, purtroppo più che chiederla come sta e stare vicino non puoi fare ed è importante fare i conti con questi limiti. Proprio per questo puoi aiutarla a fare qualche consulenza per comprendere cosa le stia accadendo in aggiunta anche all'interruzione di gravidanza che in sè in una donna può portare a vissuti di lutto molto importanti. Pertanto le consiglio di provare a stimolarla a farsi aiutare in questa direzione. Cordiali saluti.
Dott. Valerio Romano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
la situazione che descrivi è molto delicata e comprensibilmente faticosa anche per te. In poco tempo si sono concentrati molti eventi emotivamente intensi: l’arrivo in un paese nuovo, una possibile condizione di vulnerabilità e diffidenza, una relazione che sta cercando un equilibrio, e ora anche una gravidanza inattesa con la decisione di interromperla. Tutti questi fattori possono generare forte stress, paura, rabbia e senso di perdita.
La reazione della tua compagna, per quanto difficile da gestire, può avere a che fare proprio con questo sovraccarico emotivo. In alcuni momenti, soprattutto quando ci si sente fragili o spaventati, si può esprimere la sofferenza attraverso rabbia, attacchi o chiusura. Il fatto che lei ti percepisca come “un leone” e dica di non fidarsi di nessuno potrebbe indicare un vissuto di allerta e difesa, non necessariamente un giudizio oggettivo su di te, ma un modo di proteggersi.
Allo stesso tempo, è importante riconoscere che per te stare in questa situazione — silenzi, attacchi di rabbia, mancanza di dialogo — è molto pesante. Cercare di aiutarla è comprensibile, ma non puoi farlo da solo né “aggiustare” tutto con le tue forze.
In questo momento può essere utile spostare leggermente il focus: più che cercare di convincerla o farla ragionare quando è arrabbiata, prova a offrirle una presenza più calma e non intrusiva. Anche una domanda come “come stai?” fatta in un momento delicato può essere percepita come pressione, non perché sia sbagliata, ma perché lei potrebbe non sentirsi in grado di entrare in contatto con quello che prova. A volte è più utile comunicare disponibilità in modo semplice, senza aspettarti una risposta immediata.
Un altro punto importante riguarda i confini. Accogliere il suo momento difficile non significa dover accettare di essere insultato o svalutato. Può essere utile, in un momento di calma, dirle come ti senti quando vieni trattato in quel modo, mantenendo un tono fermo ma non accusatorio.
Considera anche che l’interruzione di gravidanza, anche quando è una scelta consapevole, può avere un impatto emotivo e fisico significativo, e nei giorni immediatamente successivi possono esserci sbalzi emotivi intensi.
Se possibile, potrebbe essere molto utile coinvolgere una figura esterna: un consultorio, un supporto psicologico o anche un medico con cui lei possa sentirsi più al sicuro. A volte la difficoltà non è tanto “non fidarsi”, ma non riuscire a sentirsi compresa in un contesto nuovo.
In sintesi, puoi aiutarla restando presente ma senza forzare il dialogo, cercando momenti più neutri per comunicare, e allo stesso tempo proteggendo te stesso da dinamiche che ti fanno stare male. Non è una situazione che si risolve rapidamente, ma creare un clima un po’ più sicuro e meno reattivo può essere un primo passo importante.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Dott. Salvatore De Luca
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Palermo
Capisco quanto questa situazione possa essere pesante e confusa per lei. In poco tempo si sono sovrapposti molti elementi delicati: il trasferimento, l’adattamento a un contesto nuovo, la gravidanza e l’interruzione. Sono passaggi che possono generare emozioni molto intense, come rabbia, paura e sfiducia, che a volte faticano a trovare un’espressione più calma.
Può essere utile, se lo sente possibile, avere anche lei uno spazio di confronto con un professionista, per orientarsi meglio dentro questa situazione e capire come starci senza sentirsi sopraffatto.

Non è una situazione semplice, e il fatto che lei si stia ponendo queste domande è già un modo per cercare di prendersene cura.

Cordialmente
Dott. Salvatore De Luca
Dott.ssa Roberta Portelli
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Botticino sera
Buongiorno, mi spiace per la situazione in cui si trova. Da quanto racconta, sembra che la ragazza sia traumatizzata (da precedenti esperienze? dalla situazione di guerra del suo paese?) e che per questo non riesca a fidarsi di lei e dell'ambiente in cui si trova. Credo sia importante, da parte sua, mantenere con lei un atteggiamento equilibrato e aderente alla realtà attuale, e che la sua ragazza possa accedere a una consultazione psicologica con psicoterapeuta esperta/o in situazioni post-traumatiche. Dott.ssa Roberta Portelli
Dott.ssa Eleonora Pupo
Psicoterapeuta, Psicologo
Orvieto Scalo
Gentile Utente, grazie per aver condiviso una situazione così delicata e complessa. Lei si sta già impegnando molto: l'ha accolta, si è preso cura di lei e di sua figlia, e in questo momento difficile vuole esserle vicino. È importante che lo riconosca.
Descrive una donna che ha lasciato il suo paese, vive in una città straniera, non si fida dei medici locali, e sta attraversando una delle esperienze più emotivamente pesanti che una donna possa vivere. Che impatto ha su di lei la rabbia della sua ragazza? Cosa pensa le stia comunicando? 
A volte la cosa più difficile, ma più preziosa, è semplicemente stare vicini senza cercare di risolvere.
Dott.ssa Chiara Cagnoli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buon pomeriggio, la situazione da lei descritta richiederebbe un approfondimento attraverso un colloquio, in quanto ci sono tanti fattori non chiari.
Mi dispiace per la situazione di stress che sta attraversando, non ho ben chiaro se lei e questa donna siete compagni e la dinamica relazionale che si viene ad innescare. Senza dubbio l'interruzione della gravidanza è un momento particolarmente delicato, dipendente spesso anche dai fattori che hanno portato alla decisione dell'interruzione, per cui potrebbe esserci una sofferenza e un lutto nella donna ad accettare la perdita del bambino e una conseguente difficoltà di gestire le emozioni legata a ciò. Potrebbe sentirsi in colpa oppure sentire che le motivazioni di questa perdita la fanno stare male e quindi prendersela con lei. Detto questo, valuti di accogliere le emozioni della sua compagna ed eventualmente ricostruire insieme le basi e la relazione (se di questo si tratta), in quanto sento anche lei molto agitato e probabilmente avete bisogno entrambi di gestire le emozioni che vi stanno arrivando in questo momento senza che esse prendano il sopravvento. Chiaramente il mio è un rimando generico, in quanto ci sono tante variabili sulla dinamica descritta che potrebbero richiedere un approfondimento per dare una risposta più mirata.
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amico,
state attraversando un momento così difficile, in cui come spesso accade, entrambi i coniugi vorrebbero ritrovare l'altro - ma più lo fanno più ogni loro tentativo aumenta la distanza. rabbia, dolore, tristezza, confusione sono gli effetti di questo ciclo perverso.
In momenti difficili come questo, occorre uno spazio sicuro in cui tornare a condividere, a comprendersi e a ritrovarsi. Vi occorre una terapia di coppia, magari con un orientamento Emotionally Focused (EFT).
Abbia fiducia: da momenti come questi si può uscire più forti di prima

con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Sofia Bonomi
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, credo che a questa domanda possa rispondere solo la sua ragazza.. è importante che riusciate a trovare un modo di dialogare tra di voi in modo tale da capire che aspettative ed esigenze avete nei confronti dell'altro. Non c'è un modo giusto o sbagliato in sé.. c'è un modo migliore o peggiore per la specifica persona con cui ci si relaziona
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, dovrebbe affrontare il tema con la compagna e proporle di farsi visitare da un professionista. Lei può fare purtroppo poco o nulla, non sapendo il perché di questi comportamenti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera è difficile da parte miadarLe un parere su una situazione così dolorosa. La Sua compagna sta riversando penso su di Lei la rabbia di un'intera esistenza che l'ha fatta soffrire moltissimo. La nazionalità straniera, le difficoltà incontrate in un paese in cui non è nata probabilmente hanno inciso negativamente su questa donna. Lei, credo, sta facendo tutto quello che può per stare vicino alla Sua compagna, ma penso che dovrebbe fare una psicoterapia e non solo prendere farmaci per alleviare sintomi fisici. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Dott.ssa Orianna Miculian
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trieste
Gentilissimo, mi spiace enormemente per quello che state passando, non è facile trovarsi in una situazione che non si capisce e in cui non si sa come è meglio comportarsi.
La sua compagna ha perso una parte di se, nonostante sia stata lei a volerlo c'é una rabbia e una gran sofferenza che vanno oltre a quello che può sembrare. Ha lasciato il suo paese con la speranza di costruirsi una vita migliore, di dare un futuro alla figlia, ma già questo non è facile. Sicuramente lei le ha accolte ma per qualche motivo si sente sovrastata da lei (un leone) e vive una gran confusione. Può starle vicino sostenendola, dicendole che le dispiace che si senta così, chiedendole se e come vuole essere aiutata.
La ascolti e accolga con pazienza, solo così potrà costruirsi quella fiducia che è alla base di qualsiasi relazione. E' una donna ferita, come partner e come mamma ...
I miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
Dott.ssa Elisa Pappacena
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Salve signore, mi dispiace della situazione difficile e complicata in cui entrambi siete. forse potete chiede una consultazione di coppia al consultorio dove state facendo l'interruzione di gravidanza proprio come aiuto ad affrontare l'attuale situazione.
Dott. Giancarlo Gramaglia
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Torino
Salve,
la situazione che descrive è molto delicata. Non sembra trattarsi solo di incomprensioni tra voi, ma di un intreccio di eventi emotivamente molto forti: l’arrivo in Italia, la difficoltà a fidarsi, la gravidanza, la scelta dell’interruzione e una rabbia che ora sembra rivolgersi soprattutto verso di lei.

Quando una persona è attraversata da molta angoscia, può accadere che non riesca a dire direttamente “ho paura”, “mi sento sola”, “non so di chi fidarmi”. Questi vissuti possono allora uscire sotto forma di accuse, silenzi o esplosioni di rabbia. Questo non significa che lei debba subire tutto, ma può aiutarla a non leggere ogni frase solo alla lettera.

Lei dice di non averle mai fatto mancare niente, e questo mostra il suo desiderio di aiutarla. Tuttavia, in momenti così complessi, l’aiuto pratico può non bastare a calmare ciò che si muove sul piano emotivo. Potrebbe essere utile mantenere una posizione ferma ma non aggressiva, dicendole, ad esempio: “vedo che stai molto male e vorrei aiutarti, ma non riesco a farlo se ci feriamo continuamente”.

È importante anche che lei sia seguita dal punto di vista medico dopo l’interruzione di gravidanza, soprattutto se compaiono sintomi fisici importanti o uno stato emotivo molto alterato. Se rifiuta ogni aiuto, può essere necessario coinvolgere professionisti competenti.

Per lei, un colloquio psicologico potrebbe essere utile per capire non solo come comportarsi, ma anche che posto sta occupando in questa relazione: aiutare qualcuno non significa diventare il bersaglio di tutta la sua rabbia, né assumersi da solo il compito di salvarla.

In questo momento le suggerirei di non rispondere alla rabbia con altra rabbia, di non forzarla a parlare, di mantenere un limite chiaro e di cercare un aiuto professionale. A volte aiutare davvero significa anche riconoscere che non possiamo contenere da soli tutto il dolore dell’altro.
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
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