Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e cercare da voi un consiglio e rassicurazione o compre

25 risposte
Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e cercare da voi un consiglio e rassicurazione o comprensione..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da poco diciamo qualche mese con una persona molto più grande di 20 anni, abbiamo avuto molti momenti in cui non ci trovavamo bene insieme, ma continuavamo a stare perché ci volevamo e ci tenevamo l'uno all'altro, per me molto difficile lasciarlo andare, e anche per lui, ci siamo continuati a vedere ogni tanto, e delle volte facevamo anche qualcosa, però da poco dopo che ci siamo lasciati io avveo sentito un amico con cui mi frequentavo prima di lui, mi ha sempre capita e ascoltata, sempre capito i mie stati d'animo con il mio fidanzato, o comunque c'è sempre stato anche per stare vicino e darmi consigli, lui è a distanza infatti avevamo deciso di rivederci perché io volevo rivederlo anche per parlare, stare insieme o comunque fare cose di quotidianità insieme per cui prima non avevamo avuto l'occasione, vedere la città ecc. Il punto è che io sono frenata, lui prova a baciarmi, abbracciarmi ecc, ma io non riesco, mi sento in colpa e ogni volta che cerca di, io vedo il mio ex, le cose che mi ha detto quando gli ho raccontato che mi sarei dovuta vedere con lui in amicizia perché cosi era..mi ha detto che non voleva sapere nulla di cosa sarebbe successo e se succedeva qualcosa allora lo avrei perso, che non ho avuto rispetto nei suoi confronti ecc..purtroppo ci rimango male e mi faccio molto condizionare dalle cose che le persone mi dicono..e non so perché ho questo sentimento nei suoi confronti, la paura che lui possa lasciarmi o io possa perderlo definitivamente..è come se fossi dipendente da lui? ci sto male perché non riuscirò mai a vivermi nulla, neanche questo amico che sta per un paio di giorni, perché vorrei anche solo baciarlo ma so che poi avrei il senso di colpa..ho paura di tutto, non so cosa fare e perché ho questo attaccamento al mio ex fidanzato cosi tanto..come faccio a distaccarmi, non so che fare
Dott.ssa Giulia Santacà
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Gentile,

la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e complessa. Si percepisce chiaramente quanto lei sia coinvolto e quanto desideri comprendere e fare la cosa giusta, nonostante il momento difficile che state attraversando.

Da ciò che racconta, la sua compagna si trova in una condizione emotiva molto intensa, probabilmente influenzata da diversi fattori: il cambiamento recente di vita (trasferimento in un altro Paese), la responsabilità verso la figlia, la gravidanza e la scelta di interromperla, oltre a una possibile difficoltà di fiducia verso l’ambiente circostante. Tutti questi elementi possono generare forte stress, paura, senso di perdita e reazioni emotive anche molto intense, come rabbia o chiusura.

È importante sottolineare che la rabbia che lei esprime non è necessariamente “contro di lei” come persona, ma può essere una modalità con cui sta cercando di gestire un vissuto interno molto complesso e doloroso.

Per quanto riguarda il suo comportamento, ci sono alcuni aspetti che possono aiutarla:
• Mantenere una presenza calma e non reattiva: nei momenti di rabbia, evitare di rispondere sullo stesso piano emotivo può aiutare a non alimentare il conflitto.
• Non prendere sul personale le parole offensive, per quanto difficili da ascoltare: spesso sono espressione del disagio interno, non un giudizio reale su di lei.
• Offrire disponibilità senza pressione: ad esempio, frasi come “se hai bisogno di parlare io ci sono” possono essere più efficaci rispetto a domande dirette quando l’altra persona è in chiusura.
• Rispettare i silenzi, cercando di non forzarli, ma rimanendo comunque presenti in modo discreto.

Allo stesso tempo, è importante anche che lei si tuteli emotivamente: stare accanto a una persona in difficoltà non significa dover accettare qualsiasi comportamento senza limiti. Se gli episodi di rabbia diventano troppo intensi o frequenti, può essere utile stabilire dei confini chiari ma rispettosi.

Considerata la situazione (in particolare l’interruzione di gravidanza appena iniziata), sarebbe molto importante che la sua compagna possa avere un supporto professionale diretto, come un colloquio psicologico o un confronto con i servizi sanitari, anche se al momento mostra diffidenza. A volte, proporre questa possibilità con delicatezza e senza imposizione può aiutare nel tempo.

Se sente il bisogno, anche lei può trarre beneficio da un confronto con un professionista, per avere uno spazio in cui elaborare ciò che sta vivendo e trovare strategie adeguate.

Resto a disposizione, se desidera approfondire ulteriormente.

Un cordiale saluto

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È evidente che lei si trovi nel mezzo di un conflitto profondo tra il desiderio di andare avanti e un 'senso di colpa' che la tiene legata a un passato non ancora elaborato.
Le parole del suo ex sembrano aver lasciato in lei un’impronta di responsabilità eccessiva: la minaccia di 'perderlo definitivamente' se lei prova a rifarsi una vita è una forma di condizionamento che limita la sua libertà emotiva e la sua felicità. Questo 'blocco' che sente quando prova ad avvicinarsi ad altri è il segno che quel legame, sebbene interrotto nei fatti, è ancora molto presente a livello psicologico come un vincolo di controllo.
Per uscire da questa situazione, le suggerisco alcune strade:
• Intraprendere un percorso psicologico/psicoterapeutico: Un professionista la aiuterà a decostruire questo senso di colpa e a comprendere le radici della sua 'dipendenza' affettiva, restituendole la sua autonomia.
• Praticare il 'No Contact' reale: Spesso continuare a sentirsi o vedersi 'ogni tanto' impedisce al cervello e al cuore di elaborare il lutto della separazione. Distanziarsi fisicamente e digitalmente aiuta a spezzare il legame di dipendenza.
• Focus sull'Autostima: Lavorare su di sé per capire come mai il giudizio di una persona abbia così tanto potere sulla sua vita presente.
Merita di viversi i suoi 26 anni con la leggerezza e la pienezza che desidera, senza sentirsi 'in debito' con il passato. Un supporto specialistico la aiuterà a trasformare questa paura di perdere l'altro nella libertà di ritrovare se stessa.
Un caro augurio.
Dott. Matteo De Nicolò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata. Dalle sue parole emerge quanto questo momento sia confuso e carico di emozioni contrastanti: da una parte il legame con il suo ex compagno, che sembra ancora avere un peso importante dentro di lei, dall’altra il desiderio di aprirsi a nuove esperienze e di vivere con più libertà le relazioni. Quando una storia significativa termina, anche se la decisione di lasciarsi è stata presa per difficoltà reali, può volerci tempo prima che il legame emotivo si sciolga davvero. Il fatto che vi siate continuati a vedere e che siano rimaste parole forti tra voi può rendere ancora più difficile prendere distanza e orientarsi con serenità verso ciò che sente oggi. Il senso di colpa e il timore di “perdere definitivamente” l’ex partner sembrano influenzare molto il modo in cui vive questo nuovo incontro con il suo amico. In queste situazioni può accadere che i sentimenti non siano ancora pienamente riorganizzati e che si rimanga in una posizione sospesa, in cui il passato continua ad avere molto spazio anche quando si prova ad andare avanti. Più che cercare di forzarsi a prendere decisioni immediate o a vivere qualcosa per cui non si sente pronta, può essere utile concedersi tempo per comprendere meglio ciò che sta provando e il tipo di legame che ancora sente con il suo ex compagno. Un percorso psicologico può aiutarla a esplorare questo attaccamento, a distinguere i suoi bisogni da ciò che sente come pressione esterna e a ritrovare gradualmente una maggiore libertà emotiva nelle relazioni. Resto a disposizione se desidera un confronto o un approfondimento su quanto sta vivendo. Dott. Matteo De Nicolò
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
capisco molto bene il dolore e la confusione che sta vivendo, la sua situazione è emotivamente complessa e i sentimenti contrastanti che descrive sono del tutto normali in questi frangenti. Dopo una relazione intensa, soprattutto con una persona molto più grande o con una connessione significativa, è comune sentirsi legati e avere difficoltà a distaccarsi, anche quando la relazione è terminata. Il senso di colpa che prova quando pensa di avvicinarsi al suo amico deriva proprio da questo attaccamento emotivo residuo e dai vincoli interiori che si è creata rispetto al passato.

È importante riconoscere che non è sbagliato desiderare vicinanza o affetto da un’altra persona: il problema non è il sentimento in sé, ma il modo in cui il pensiero del suo ex condiziona le sue scelte. Questo può farla sentire bloccata o incapace di vivere nuove esperienze senza ansia. Il primo passo è concedersi il permesso di avere emozioni, senza giudicarle, e allo stesso tempo stabilire piccoli confini per tutelare sé stessa: ad esempio, decidere cosa è appropriato per lei ora, senza sentirsi obbligata a fare nulla che le generi senso di colpa.

Può essere utile anche parlare apertamente con un professionista psicologo per elaborare il lutto della relazione passata, capire le dinamiche di attaccamento che la trattengono e acquisire strumenti concreti per vivere le nuove relazioni in maniera più libera e serena. Con il giusto supporto, riuscirà a ridurre la dipendenza emotiva e a ritrovare fiducia nelle proprie scelte senza sentirsi sopraffatta.

Se vuole, posso aiutarla a preparare un piccolo piano per affrontare i prossimi giorni con il suo amico senza sentirsi bloccata dal senso di colpa, così da vivere questi momenti in maniera più serena e protetta. Mi contatti quando vuole
Dott. Stefano Romilio
Psicoterapeuta, Psicologo
San Salvo
Cara ragazza, leggendo le tue parole emerge con chiarezza quanto tu ti senta stretta in una morsa: da un lato il desiderio di voltare pagina e la ricerca di leggerezza, dall'altro un filo invisibile ma pesantissimo che ti tiene legata al passato.

È del tutto normale sentirsi così, ma proviamo a guardare insieme cosa sta succedendo
Hai menzionato una frase del tuo ex che merita attenzione: "Se succede qualcosa, mi perdi". Questa non è un'espressione di amore libero, ma una forma di condizionamento emotivo.

La realtà dei fatti: Voi vi siete lasciati. In una relazione conclusa, nessuno dei due ha il diritto di imporre veti sulla vita dell'altro.

Il peso del giudizio: Quando lui ti dice che "non hai rispetto", sta proiettando su di te un suo bisogno di controllo. Il senso di colpa che provi è il risultato di aver interiorizzato la sua voce: non ti senti in colpa verso te stessa, ma verso un "giudice" esterno.

2. La dipendenza affettiva e il divario d'età
La differenza di 20 anni può aver creato, nel tempo, una dinamica di potere sbilanciata. Spesso, in questi casi, il partner più grande diventa una figura di riferimento quasi genitoriale, rendendo molto difficile per il più giovane sentirsi "autorizzato" a fare le proprie scelte.
Quella che descrivi come paura di "perderlo definitivamente" somiglia molto a una dipendenza affettiva: l'idea che, nonostante la relazione non funzionasse, lui sia l'unica ancora di salvezza o l'unico specchio in cui puoi vedere il tuo valore.

3. Il corpo che "frena"
Il fatto che tu non riesca a baciare il tuo amico non è un fallimento, ma un segnale che il tuo corpo ti sta dando: non sei ancora pronta.

Il tuo corpo sta cercando di proteggerti dal conflitto interiore.

Finché il tuo ex occupa ancora tutto lo spazio mentale, non c'è posto per nessun altro, nemmeno per un gesto d'affetto spontaneo.

Cosa puoi fare per iniziare a distaccarti?
Riconosci il tuo diritto alla felicità: Chiediti: "Cosa voglio io per me, indipendentemente da ciò che lui pensa o dice?". La tua lealtà attuale dovrebbe essere verso te stessa, non verso un ex partner.
Metti dei confini comunicativi: Se sentirlo ti genera ansia e sensi di colpa, potresti aver bisogno di un periodo di "distacco totale" (no contact). Finché continuerete a vedervi o a dirvi tutto, la ferita non potrà rimarginarsi.
Non forzarti con l'amico: Non sentirti in obbligo di fare nulla. Spiegagli con onestà che stai attraversando un momento di confusione emotiva. Un vero amico saprà aspettare i tuoi tempi senza farti sentire inadeguata.
Inizia un percorso: Considera l'idea di parlare con un professionista. Ti aiuterebbe a capire perché tendi a lasciarti condizionare così tanto dagli altri e come rinforzare la tua autostima.
Ricorda: Non stai "mancando di rispetto" a nessuno vivendo la tua vita. L'unico vero rispetto che stai mettendo a rischio è quello verso i tuoi bisogni e la tua libertà di giovane donna di 26 anni.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,

da ciò che racconta emerge una situazione emotivamente molto intensa e, soprattutto, comprensibilmente confusa. Quando una relazione finisce, soprattutto se è stata significativa e altalenante come la sua, è normale che il legame non si interrompa “di colpo”. Una parte di lei è ancora coinvolta, affezionata e forse anche abituata a quella persona e a ciò che rappresentava.

Quello che descrive – il senso di colpa, la difficoltà a lasciarsi andare con un’altra persona, la paura di “perdere” il suo ex – non è insolito. Non significa necessariamente che lei voglia tornare con lui, ma che il legame emotivo non è ancora stato elaborato del tutto.

Un punto importante da considerare è questo: il suo ex, dicendole che se fosse successo qualcosa con un altro lo avrebbe “perso” e che non avrebbe avuto rispetto, sta in qualche modo esercitando ancora un’influenza su di lei. Tuttavia, essendo la relazione terminata, lei ha il diritto di vivere nuove esperienze senza sentirsi in colpa. Il senso di colpa che prova sembra più legato alla paura di perderlo definitivamente che a un reale “errore” nei suoi comportamenti.

La sensazione che descrive, simile a una dipendenza, può essere collegata a un attaccamento emotivo forte, in cui l’altra persona diventa un punto di riferimento importante per la propria sicurezza affettiva. In questi casi, il distacco può risultare molto difficile perché non si perde solo la persona, ma anche un equilibrio emotivo costruito nel tempo.

Per iniziare a distaccarsi, può esserle utile:

accettare che il legame c’è ancora e che serve tempo per elaborarlo
mettere dei confini più chiari con il suo ex (anche riducendo o interrompendo i contatti, se possibile)
ascoltare i suoi bisogni, senza forzarsi a vivere qualcosa per cui non si sente pronta
distinguere tra ciò che desidera davvero lei e ciò che teme (perdita, giudizio, senso di colpa)

Riguardo al suo amico, il fatto che lei non riesca a lasciarsi andare non è un “blocco sbagliato”, ma un segnale: probabilmente ha bisogno di più tempo per chiudere davvero il capitolo precedente prima di aprirne un altro.

In sintesi, non c’è nulla di “strano” in ciò che prova: è una fase di transizione, in cui emozioni diverse convivono. Tuttavia, se questa situazione le provoca sofferenza e la fa sentire bloccata, può essere molto utile approfondire questi vissuti con un professionista, per comprendere meglio il suo modo di legarsi e trovare strategie più funzionali per il distacco.

Un caro saluto

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Simone Feriti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bergamo
Buongiorno, quello che descrive è molto comprensibile, anche se per lei è confuso e doloroso.
Lei si è lasciata da poco tempo da una relazione importante, con una forte componente emotiva e probabilmente anche di dipendenza. È normale in questi casi che il legame non si interrompa subito. Sembra che non abbia ancora elaborato la separazione.
Il senso di colpa riguarda il legame ancora attivo con il suo ex e la frase “se succedeva qualcosa allora lo avrei perso” è di fatto una forma di controllo emotivo che mantiene il legame attivo e la tiene bloccata.
Da un lato desidera avvicinarsi a qualcuno, dall’altro questo significa tradire il legame ancora attivo con il suo ex.
Lei dice non riesco ad andare avanti, ma la domanda che le porrei è cosa rappresenta per lei perderlo? Spesso dietro questa paura ci sono: bisogno di approvazione, paura di restare soli, dinamiche di dipendenza affettiva.
Non è possibile, con i dati a disposizione, dire se si tratta o meno di dipendenza affettiva, ma ci sono sicuramente dei segnali: difficoltà a staccarsi, condizionamento dalle sue parole, paura di perderlo anche dopo la fine, senso di colpa nel vivere altro.
Il problema sembra che per lei oggi non ci sia uno spazio emotivo libero per andare verso altre relazioni. E la domanda a cui deve rispondere è: sono davvero pronta a lasciare il mio ex?
Valuti se, da sola può iniziare a mettere una distanza reale dal suo ex, non per punirlo, ma per permettersi di staccarsi davvero. Inoltre deve iniziare a convivere con il senso di colpa, che non è una bussola morale e non le sta dicendo che sta facendo qualcosa di sbagliato.
Non è obbligatorio vivere subito qualcosa con qualcun altro, si dia del tempo per elaborare questa chiusura.
Qualora da sola faccia fatica a staccarsi le consiglio di valutare un percorso psicologico per sostenerla in questi passaggi e per aiutarla ad elaborare la perdita.
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Alghisi
Psicologo, Psicologo clinico
Pompiano
Cara utente, dalle tue parole si comprende la tensione emotiva che sta caratterizzando la tua esperienza, come se la relazione di cui racconti fosse finita "sulla carta", ma non fosse ancora del tutto "passata". Dopo una relazione profonda e intensa è abbastanza fisiologico sentire l'influenza dei vecchi legami, che, benchè "recisi", mantengono una traccia, un'impronta nella nostra storia: sono pagine scritte che non si possono cancellare e che danno una direzione almeno temporanea ai nuovi capitoli che ti appresti a scrivere. Purtroppo ci sarebbe bisogno di approfondire alcuni aspetti della situazione per avere un quadro più chiaro, per aiutarti in maniera utile e mirata. In ogni caso quello che sembra evidente è che nonostante tu al momento sia formalmente libera, emotivamente non riesci ad esserlo, non riuscendo a vivere le tue nuove esperienze con il trasporto e la leggerezza che desideri. Quello che mi sento di consigliarti è di concederti il tempo di digerire ed elaborare la vecchia relazione, se necessario riflettendo anche su una presa di distanza dai rapporti con il tuo ex, con cui non capisco quanto tu sia ancora in contatto. Come con certi quadri, per vedere con più chiarezza talvolta è necessario osservare da più lontano. Se dovessi renderti conto che le influenze che percepisci non si affievoliscono, ma che restano "incatenanti", potrebbe sicuramente tornarti d'aiuto un supporto o una consulenza psicologica, per comprendere come e da cosa queste catene siano mantenute e magari scoprire come "scassinare" la loro serratura. Resto naturalmente a disposizione al bisogno, anche on-line. Ti auguro di riuscire presto a sentirti finalmente libera. Un abbraccio, Alice.
Niente che un percorso di terapia non possa aiutarti a capire!
Farsi tutte queste domande è già un ottimo segno di introspezione.
Quando sarai pronta, vedrai che chi sceglierai sarà pronto ad accoglierti e camminare con te, verso le tue motivazioni.
Saluti.
Dott.ssa Alejandra Meconcelli
Psicologo
Campodarsego
Bungiorno,
Quella che descrive è una situazione emotivamente molto intensa, e comprensibilmente confusiva. Dopo una relazione significativa, soprattutto se caratterizzata da forte coinvolgimento e difficoltà a lasciarsi, è frequente continuare a sentirsi legati all’altra persona, anche quando la relazione è terminata.
Il senso di colpa che prova nel riavvicinarsi ad un’altra persona sembra essere legato non solo ai suoi sentimenti, ma anche al peso delle parole del suo ex. Questo può indicare una difficoltà a separare ciò che desidera lei da ciò che sente “di dover” agli altri, soprattutto nelle relazioni affettive.
La paura di perderlo e il sentirsi così condizionata potrebbero far pensare a una forma di attaccamento ancora molto attiva, che ha bisogno di tempo e spazio per rielaborarsi. Non significa necessariamente “dipendenza”, ma sicuramente un legame non ancora elaborato.
In questo momento potrebbe esserle utile non forzarsi a vivere nuove situazioni se sente disagio, ma piuttosto provare a comprendere meglio ciò che prova, senza giudicarsi. Darsi tempo è parte del processo.
Se questa difficoltà nel distacco e il senso di colpa persistono o la fanno stare male, un percorso con uno psicologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e a costruire relazioni più libere e serene.
Dott. Alessandro Rigutti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso la sua preoccupazione.
Immagino le difficoltà che sta provando in questo momento. E' come se fosse fra due fuochi: da una parte il ricordo del suo ex compagno, ancora fresco e che deve tutt'ora metabolizzare e superare, dall'altra la presenza di questo amico, con il quale sembra ci sia un'interesse reciproco maggiore, ma per il quale ha tutto il diritto di non sentirsi ancora pronta o libera di reinvestire subito in un altro rapporto affettivo. Credo che il punto sia proprio qui: lei ha sottolineato come avesse piacere di rivedere questo amico, sentendo il desiderio e il bisogno di una vicinanza affettiva intesa in senso più amicale (da quello che ho evinto dalle sue parole); poco dopo, però, la situazione si è presto trasformata e questo suo amico ha iniziato a mostrare un'interesse nei suoi confronti diverso e più intimo. E' assolutamente comprensibile che lei, ad oggi, non si senta ancora pronta per tutte queste nuove emozioni, che solo l'idea di poterlo baciare attiva sensi di colpa verso un passato ancora troppo presente e, immagino, anche un senso di eccessiva pressione dal presente stesso. Si prenda del tempo per lei, uscire da una relazione che ha significato tanto è un processo che può essere lungo e complesso ed è giusto che lei se lo possa concedere.
Le consiglierei, inoltre, di prendere in considerazione la possibilità di parlarne con un professionista, come uno psicoterapeuta, in modo che lei possa esplorare i suoi vissuti e le sue emozioni all'interno di uno spazio sicuro e non giudicante. Sta affrontando una perdita importante che determina, a sua volta, anche un cambio della propria quotidianità. Si prenda cura di lei.
Un caro saluto,

Dott. Alessandro Rigutti
Gentile Utente
ti ringrazio per aver voluto condividere con tanta sincerità questo tuo complesso vissuto psicologico e esistenziale. Quello che descrivi è un conflitto interiore che si manifesta quando si chiude, o si prova a chiudere, una relazione affettiva intensa, specialmente se caratterizzata da una forte differenza d'età e da dinamiche di attaccamento complesse.
Il "freno" che senti nei confronti del suo amico e il senso di colpa che sperimenti non sono segni di mancanza di volontà, ma indicatori di quanto il legame con il tuo ex compagno sia ancora psicologicamente attivo.
Ecco alcuni punti su cui ti invito riflettere: L'interiorizzazione del giudizio: le parole del tuo ex ("non hai avuto rispetto", "se succede qualcosa mi perderai") agiscono come un comando interno. Anche se non siete più insieme, tu stai ancora agendo secondo le "regole" dettate da lui. Questo accade spesso quando una relazione si basa su una forma di controllo emotivo: la minaccia dell'abbandono definitivo diventa uno strumento per mantenere un legame, impedendole di investire altrove. La paura dell’abbandono è una paura primordiale dalla quale pertanto non possiamo liberarci ma che possiamo senz’altro trasformare in un’energia costruttiva della nostra Identità.
La "Dipendenza" o Legame di Attaccamento: ti chiedi se sei dipendente. Più che di dipendenza, potremmo parlare di un legame che non si è ancora trasformato in "ricordo". Il fatto che vi siate continuati a vedere e ad avere contatti fisici dopo la rottura ha impedito l'elaborazione del lutto relazionale, mantenendoti in un limbo emotivo dove ti senti ancora "impegnata".
Il senso di colpa come ostacolo: Il senso di colpa che provi verso il tuo ex è un segnale del fatto che tu stai mettendo (e forse l’hai sempre fatto e tendi a farlo) i bisogni e i desideri di lui davanti ai tuoi. Lui percepisce il tuo desiderio di rifarti una vita come un "tradimento", mentre in realtà è un tuo diritto fondamentale di donna adulta e libera.
Cosa puoi fare ora? Il distacco non avviene in un momento solo, è un processo. Il primo passo è accettare che il tuo ex non possa più essere il tuo punto di riferimento morale. Le sue minacce di "perderlo" sono un modo per non lasciarti andare davvero.
Concediti di vivere questo incontro con l'amico senza l'obbligo di "dover fare" qualcosa, ma prova a chiederti: "Cosa desidero io, in questo momento, a prescindere da ciò che lui penserebbe?".
Se senti che questo blocco persiste e ti impedisce di vivere la tua giovinezza con serenità, intraprendere un breve percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarti a rinforzare i tuoi confini emotivi e a riprenderti il tuo spazio di libertà e di crescita personale.
Ti auguro di ritrovare presto la serenità che meriti.
Un cordiale saluto,
Dr Claudio Puliatti, Psicologo online e in presenza (Roma).
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, comprendo profondamente il turbamento che sta vivendo in questo momento. Ciò che descrive evidenzia quanto le emozioni legate a relazioni significative possano influenzare i pensieri e il comportamento, soprattutto quando ci sono ancora legami affettivi non completamente risolti. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, quello che accade è spesso una combinazione di schemi emotivi preesistenti e pensieri automatici che la portano a sentirsi intrappolata in un circolo di ansia, senso di colpa e dipendenza emotiva. È molto comune, dopo una rottura, continuare a pensare intensamente all’ex partner e percepire qualsiasi nuova vicinanza come una minaccia o una fonte di conflitto interno. Questo non significa che stia facendo qualcosa di sbagliato, ma piuttosto che il suo sistema emotivo sta cercando di gestire sensazioni complesse e contraddittorie. Il senso di colpa che prova rispetto al nuovo amico e l’incapacità di lasciarsi andare sono segnali che il suo attaccamento all’ex non è ancora elaborato. Spesso, questi schemi si rinforzano quando le opinioni altrui hanno un peso eccessivo, come nel caso di quello che le ha detto il suo ex, e possono ostacolare il godimento delle relazioni presenti. Un percorso di supporto cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla a osservare questi schemi, comprendere quali pensieri alimentano il senso di colpa e la paura di perdita, e sperimentare strategie per ridurre l’ansia e rafforzare la propria autonomia emotiva. Attraverso questo lavoro sarebbe possibile anche imparare a distinguere tra ciò che è reale e ciò che è prodotto dai pensieri automatici e ossessivi, permettendole di vivere relazioni più libere e consapevoli, senza sentirsi bloccata da emozioni e convinzioni che oggi sembrano insormontabili. Con un accompagnamento adeguato può gradualmente sviluppare maggiore sicurezza nei propri sentimenti, ridurre la dipendenza emotiva dall’ex e imparare a concedersi esperienze affettive senza sensi di colpa paralizzanti, acquisendo strumenti concreti per gestire ansia e conflitto interiore. Questo tipo di percorso non ha lo scopo di “forzare” emozioni, ma di offrire chiarezza, comprensione e la possibilità di fare scelte coerenti con ciò che sente davvero e con i propri valori. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Patrizia Bauso
Psicologo, Psicologo clinico
San Maurizio Canavese
Buongiorno,
da quello che scrive emerge quanto questa situazione sia, per lei, emotivamente intensa, e quanto lei si senta divisa tra il desiderio di provare una nuova realtà (quella con l'amico che potrebbe diventare qualcosa di diverso da una semplice amicizia) e il senso di colpa e il legame ancora attivo con il suo ex.
è comprensibile che una separazione da una relazione significativa possa essere molto dolorosa e non interrompersi immediatamente, dentro di noi, e questo legame ancora presente rende faticoso il lasciarsi andare a nuove esperienze.

Potrebbe essere utile fermarsi e chiedersi, autenticamente, cosa prova ancora, oggi, per il suo ex? cosa la trattiene dal lasciarlo andare? e nel frattempo, questa amicizia, cosa rappresenta in questo momento per lei?

Si conceda un po' di tempo per capire e capirsi un po' di più, cercando di essere gentile con se stessa che, si ricordi, è la persona più preziosa da amare.

un caro saluto,
dr.ssa Patrizia Bauso

Dott.ssa Serena Maugeri
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Salve gentile utente,
quando una storia finisce, le sensazioni che proviamo sono in tutto e per tutto simili al lutto. Possiamo vivere incredulità, confusione, rabbia... e non rassegnarci alla fine del legame che c'era.
Questa è una cosa assolutamente normale: quella persona è stata casa per molto tempo; le nostre vite si erano sincronizzate e ora stiamo in posti diversi; c'erano delle abitudini condivise che ora non esistono più. Dopo qualche mese dalla fine, è normale avere ancora attaccamento, anche se il sentimento non c'è più e non si ha alcuna intenzione di continuare insieme.
Da quanto scrivi, percepisco che tu stia ancora elaborando la rottura, e che tu stia vivendo un momento di confusione. La richiesta del tuo ex di non lasciarti andare con il tuo amico non ti aiutano di certo a dirimere questa confusione; anzi, aggiunge nebbia a nebbia.
Cosa puoi fare adesso? Rispondere ad una domanda potrebbe essere un buon inizio: se io fossi libera, completamente libera di scegliere, cosa vorrei fare? Bacerei il mio amico o no?
Segui la risposta; la tua vita ti appartiene. E se hai bisogno, io sono qui.
Dott.ssa Paola Mazzoni
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
E' comprensibile che lei si senta confusa: dopo una rottura, continuare a vedersi ed avere intimità, può mantenere vivo il legame emotivo e rendere più difficile prendere distanza.
Il fatto che lei pensi ancora al suo ex e dia peso alle sue parole ( anche rispetto a cosa può fare e non fare con altre persone) non significa automaticamente che sia dipendente, ma può indicare che la relazione non è del tutto chiusa emotivamente.
E' importante considerare che, essendovi lasciati, siete entrambi liberi: non si tratta di mancanza di rispetto ma di capire cosa è giusto per lei.
Il consiglio è di chiedersi cosa prova davvero per il suo ex, e cosa vuole per lei ora.
Forse prendere un po' le distanze dal suo ex le permetterebbe di capire meglio i suoi sentimenti e a riflettere se sta cercando di andare avanti o se resta legata a ciò che c'era nel passato
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Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Grazie per aver condiviso una situazione così intricata emotivamente, si percepisce quanto ti pesi.
Quello che descrivi ha una lettura clinica abbastanza chiara: stai vivendo una combinazione di dipendenza affettiva e senso di colpa indotto. Questi due elementi insieme creano esattamente il blocco che descrivi, vuoi andare avanti ma ti senti paralizzata.
Sul tuo ex: la relazione è finita, ma lui continua ad esercitare un'influenza forte su di te attraverso messaggi come "se succede qualcosa ti perdo". Questo tipo di affermazione, consapevolmente o no, funziona come un meccanismo di controllo che ti mantiene in uno stato di lealtà verso qualcuno con cui non stai più. Il fatto che tu sia separata ma continui a sentirti "in colpa" verso di lui è il segnale più importante.
La dipendenza affettiva che intuisci non è debolezza, è spesso un pattern che si costruisce nel tempo in relazioni con forte squilibrio di età o potere, dove uno dei due diventa il punto di riferimento emotivo principale. Uscirne richiede tempo e lavoro su di sé.
Una cosa concreta: il senso di colpa che provi verso l'amico non ha una base reale, sei libera, non stai tradendo nessuno. Quel senso di colpa appartiene al sistema di credenze che la relazione precedente ha costruito in te, non alla realtà attuale.
Il passo più utile adesso è un percorso individuale di psicoterapia focalizzato su dipendenza affettiva e schemi relazionali. Non per "sbloccarti in fretta" ma per capire cosa cerchi davvero nelle relazioni e smettere di lasciar decidere agli altri cosa puoi permetterti di vivere.
Meriti di vivere le tue esperienze senza chiedere il permesso a chi non fa più parte della tua vita. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo.
Gentile utente,
Il senso di colpa e il timore del giudizio dell'ex partner che lei descrive indicano che il processo di distacco non è del tutto concluso. Quando il pensiero del passato diventa un freno alla propria libertà del presente può essere utile esplorare queste dinamiche in uno spazio protetto.
Un percorso di consulenza può aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni e a ritrovare la serenità necessaria per vivere nuove esperienze senza condizionamenti. Resto a sua disposizione per approfondire, anche online.
Dott. Federico Bartoli
Psicologo, Psicologo clinico
Prato
Buongiorno, da ciò che ha scritto traspare molta confusione ma anche molta frustrazione. Sembra che ci sia qualcosa dentro di lei, o una parte di lei, che le impedisce di entrare in contatto con ciò che lei vuole davvero e, di conseguenza, di ottenerlo. Credo che una risposta di poche righe non le sarebbe utile, sarebbe invece importante elaborare con calma il suo vissuto in un ambiente non giudicante e in cui lei possa parlare apertamente di quello che sente. Non si tratta di darle rassicurazioni o un consiglio, ma di accompagnarla in un viaggio dentro di lei, in un ambiente che, da quello che ha scritto, sembra esserle in questo momento almeno in parte sconosciuto.

Rimango a disposizione

Dott. Federico Bartoli
Cara, parrebbe che lei si senta quasi incastrata tra il desiderio di aprirsi a una novità e un’ombra del passato che continua a esercitare un controllo silenzioso su ogni suo gesto. Forse la sua ansia e questo senso di colpa segnalerebbero quanto il giudizio del suo ex compagno agisca ancora come una legge che le impedisce di abitare liberamente il suo corpo. La incoraggio con calore a esplorare queste catene invisibili all'interno di un percorso con un professionista che possa sostenerla. Un caro saluto.
Dr. Roberto Lavorante
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
Quello che descrive è un vissuto molto comprensibile quando una relazione importante si interrompe ma, allo stesso tempo, resta ancora emotivamente molto presente. Non si tratta solo di “lasciarsi”, ma di ridefinire un legame che, per come lo racconta, è stato intenso, ambivalente e in qualche modo ancora attivo.
Dal suo racconto emerge una dinamica relazionale in cui, anche dopo la separazione, il suo ex continua ad avere un forte impatto su di lei. Le sue parole – il fatto che “lo perderebbe definitivamente” se lei si avvicinasse a qualcun altro, il tema del rispetto – sembrano funzionare come una sorta di vincolo che lei continua a portarsi dentro, anche quando lui non è fisicamente presente. È come se quella relazione non si fosse davvero chiusa, ma fosse rimasta aperta a livello emotivo e simbolico.
Quando si trova con questo amico, infatti, non è solo con lui, è come se fosse in una relazione “a tre”, dove il suo ex è comunque presente nei pensieri, nelle emozioni e nelle scelte. Il senso di colpa che prova non nasce tanto da ciò che sta facendo, ma dal legame che sente ancora attivo con il suo ex e dal peso che dà alle sue parole.
Le farei una domanda: se il suo ex non le avesse detto nulla, se non ci fosse stata quella reazione da parte sua, cosa sentirebbe oggi nei confronti di questo amico? Questo può aiutarla a distinguere ciò che è suo da ciò che appartiene ancora alla relazione precedente.
Il timore di “perderlo definitivamente” è un altro punto molto importante. In un certo senso, sembra che una parte di lei mantenga vivo questo legame anche attraverso il non lasciarsi andare ad altro, come se così facendo potesse non chiudere davvero quella storia. Questo può dare l’impressione di una dipendenza, ma più che altro parla di un attaccamento non ancora elaborato.
Distaccarsi non significa cancellare ciò che c’è stato, ma riconoscere che quella relazione, per come era, non funzionava – lo dice anche lei quando parla delle difficoltà e dei momenti in cui non stavate bene insieme – e che oggi continuare a farla vivere indirettamente la sta bloccando nel presente.
Un altro aspetto riguarda il modo in cui lei si lascia influenzare da ciò che gli altri dicono. Sembra esserci una grande sensibilità al giudizio e al rischio di deludere o perdere l’altro, che la porta a mettere in secondo piano quello che sente lei. Questo la espone al rischio di vivere le relazioni più in funzione dell’altro che di sé stessa.
Il fatto che lei dica “vorrei anche solo baciarlo ma non riesco” è molto significativo, c’è una parte di lei che desidera andare avanti, ma un’altra parte che la trattiene. Non è qualcosa da forzare, ma da comprendere. Forse, più che chiedersi “cosa devo fare”, potrebbe essere utile chiedersi “a che punto sono davvero nel lasciare andare quella relazione?”.
Darsi il tempo di elaborare la chiusura è fondamentale. Continuare a vedere il suo ex, anche saltuariamente, può rendere questo processo molto più difficile, perché mantiene vivo il legame e le ambivalenze.
Non c’è nulla di “sbagliato” in quello che prova. È un passaggio delicato, in cui sta cercando di separarsi emotivamente da una relazione significativa mentre una parte di lei è ancora lì. Il lavoro non è tanto sforzarsi di vivere qualcosa di nuovo, ma creare dentro di sé lo spazio perché questo possa accadere senza colpa e senza paura di perdere qualcosa che, in parte, è già finito.
Forse il primo passo è proprio quello di iniziare a spostare l’attenzione da “cosa penserebbe lui” a “cosa sento io e cosa mi fa stare bene davvero”. Anche se all’inizio può sembrare difficile, è da lì che può cominciare un vero distacco.
Spero esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
Dott.ssa Sara Segoloni
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buonasera, grazie per la sua condivisione.

Da ciò che emerge, il suo ex sembra mantenere una forma di controllo emotivo su di lei, nonostante la relazione sia terminata. Le sue parole continuano ad avere un forte impatto e rischiano di bloccarla nel presente.

Questo può renderle difficile andare avanti e vivere nuove esperienze senza sentirsi in colpa o divisa.

Più che chiedersi cosa fare con l’altra persona, può essere utile fermarsi su questo legame: quanto spazio occupa ancora dentro di lei e quanto sta influenzando le sue scelte.

Se sente che questo la blocca, parlarne in uno spazio psicologico può aiutarla a ritrovare maggiore libertà emotiva.
Dott.ssa Jenny Pauselli
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buonasera, ho letto con attenzione e mi sento di consigliarti un percorso psicologico così da poter adottare le migliori strategie per superare questo momento per te complicato. Mettersi in gioco è il primo passo per ritrovare se stessi! Qualora tu sia interessata, mi rendo disponibile.
Dr.ssa Jenny Pauselli
Psicologa
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

quanto descrive mette in evidenza un forte legame emotivo con il suo ex partner, che sembra ancora influenzare profondamente il suo modo di vivere nuove esperienze e relazioni. Il senso di colpa, la paura di perderlo e la difficoltà a lasciarsi andare possono indicare una dinamica di attaccamento ancora attiva, che rende complesso il distacco.
Può essere indicato avviare un percorso psicologico, per comprendere più a fondo questo legame, i vissuti di dipendenza emotiva e le difficoltà nel separarsi, così da acquisire maggiore consapevolezza e libertà nelle sue scelte relazionali.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott.ssa Antonella Abate
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve!
Quello che descrive ha un nome preciso: dipendenza affettiva. Non è una debolezza, ma un pattern emotivo comune in relazioni intense e squilibrate.
Il suo ex continua a condizionarla attraverso sensi di colpa, tenendola ancorata a qualcosa che non la faceva stare bene e impedendole di vivere serenamente anche momenti positivi con altri.
Finché non elabora questo legame, rischia di portarsi questo peso in ogni relazione futura.
Le consiglio di iniziare un percorso terapeutico la dipendenza affettiva si lavora e si supera, ma da soli è molto difficile. Meriti di vivere le tue relazioni con leggerezza e libertà.

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