Gentilissimi, sono appena uscita da una relazione durata sette anni, di cui tre di convivenza. Ho molto amato il mio compagno e in cuor mio penso di amarlo ancora, sono in una fase molto delicata, a volte posso piangere per ore fino a sentirmi svuotata, a volte sono razionale e penso di avere preso la giusta decisione, altre mi sento a pezzi e vorrei solo potesse tornare da me. Sono stata compagna, amica, amante e troppo spesso nell'ultimo periodo sua madre, mi è mancata la reciprocità, sapere che la persona accanto a me ci fosse per me, ho dato tutto e l'ho messo sempre al primo posto, ho cercato di non fargli mai mancare niente e i suoi bisogni sono diventati il centro della nostra vita: troppo lavoro, le lunghe trasferte, ansie. Così, ad un certo punto mi sono resa conto che tante cose mancavano a me: affetto, comprensione, una spalla su cui piangere, i miei bisogni costantemente ignorati, il sostegno e sapere di potere dividere i pesi della vita. Eppure, è come se avessi sempre dato tanto per cercare di ottenere amore, ho fatto di tutto per farmi amare da lui eppure la dimostrazione di un attaccamento autentico da parte sua non c'è mai stata, mai un complimento, mai una parola di affetto, un gesto, la collaborazione inesistente nelle faccende amministrative e casalinghe, il carico mentale dell'organizzazione del nostro piccolo nucleo familiare totalmente sulle mie spalle. Insomma il peso è diventato considerevole, ho cominciato a sentire una forte ansia sin dal mattino, il pensiero del cibo a volte sembra un peso insostenibile, altre invece l'unica via d'uscita con conseguente senso di colpa che sfocia in abbuffate e vomito indotto. Sentirmi così male fisicamente mi ha dato la misura di quanto la relazione mi stesse facendo del male in tutti i modi. Non sono mai stata una persona dotata di grande autostima, ma il nostro rapporto ha continuato ad eroderla, l'assenza totale di gratificazioni, di considerazione e l'invisibilità mi hanno veramente buttata giù.
Sono abbastanza tormentata all'idea di avere fatto una scelta sciocca, di avere sbagliato, forse avrei potuto lottare di più, dare di più. Eppure, il mio livello di ansia si è tanto abbassato, anche se mi manca tantissimo irrazionalmente correrei da lui all'istante. A ciò però devo aggiungere una cosa strana per il modo abbastanza rigido che ho di vivere le cose, da quando ci siamo lasciati ho cominciato a provare un'attrazione fortissima per un collega con il quale ho sempre avuto un ottimo rapporto e anche profondo di amicizia. Non riesco a distinguere se è un'emozione reale o frutto dell'essere stata vista, per la prima volta, dopo quasi un decennio da invisibile.
Grazie