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Esperienze

Sono il Dott. Stefano Romilio, Psicologo e Psicoterapeuta. Amo viaggiare, fare passeggiate nella natura, praticare sport e suonare il sassofono. Queste attività mi aiutano a stare bene e, attraverso il mio lavoro, promuovo il benessere e la crescita personale. La mia missione è offrire un sostegno psicologico caldo e professionale a bambini, adolescenti e adulti. Con un approccio personalizzato, cerco di aiutare le persone a superare le difficoltà emotive, favorire la crescita personale e migliorare il benessere mentale.

Mi sono laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche nel 2016 e in Psicologia Clinica e della Salute nel 2018 presso l’università “G. D’Annunzio” di Chieti. Ho svolto un tirocinio annuale post-laurea nei servizi sociali del comune di Vasto, nell’ufficio tutela minorile, dove ho lavorato con bambini, adolescenti e famiglie in situazioni di grave difficoltà. Un secondo tirocinio l’ho svolto presso un centro diurno psicosociale, interagendo con adulti che affrontavano difficoltà psicologiche e partecipando alle loro attività di riabilitazione cognitiva e sociale.

Dopo aver superato l’esame di abilitazione alla professione, mi sono iscritto all’albo degli Psicologi della regione Abruzzo con matricola N.3529. Mi sono specializzato in Psicoterapia sistemico-relazionale e familiare presso l’Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese (IPRA) di Pescara, un percorso che continua a essere fondamentale per la mia crescita personale e professionale. Qui ho avuto l’opportunità di fare molta pratica, con ore di supervisione e stage in strutture pubbliche come il Servizio per le Dipendenze (Ser.D) e il Centro di Salute Mentale, mettendomi in gioco anche a livello personale.

Ho completato il primo livello di training in EMDR (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) con la dott.ssa Isabel Fernandez. Inoltre, ho ottenuto un Master sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e ho partecipato a numerosi seminari e convegni su terapia di coppia, terapia familiare e tecniche di psicoterapia.

Lo scorso anno ho svolto a Vasto un’attività di sportello psicologico per il Pronto Intervento Sociale, un progetto nato per offrire assistenza psicologica e sociale ad adulti in condizioni di grave fragilità. Dal 2020 lavoro anche nell’assistenza educativa scolastica, seguendo bambini con disabilità come autismo e ADHD, supportandoli nel loro percorso di crescita e apprendimento.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia sistemico relazionale

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  • Colloquio psicologico

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  • Consulenza online

    50 €

  • Psicoterapia

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  • Psicoterapia individuale

    50 €

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Studio di Psicoterapia Dr. Stefano Romilio

Via Italica, 16, San Salvo 66050

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  • J

    Ho scoperto il Dottor Stefano tramite un sito Internet in un momento molto particolare della mia vita, ho chiesto aiuto.. avevo bisogno di essere ascoltata. Le recensioni su di lui erano tutte positive. Effettivamente non si sbagliavano. È una persona davvero dolce, affidabile, empatica e sa svolgere bene il suo lavoro. Il percorso non è terminato ma per ora posso dire che mi sta facendo bene e continuerò senz’altro ad affidarmi a lui.

     • Studio di Psicoterapia Dr. Stefano Romilio colloquio psicologico  • 

  • G

    Il Dott. Romilio é un ottimo professionista. La sua umanità è sensibilità mi hanno aiutato a superare un momento difficile.

     • Studio di Psicoterapia Dr. Stefano Romilio psicoterapia individuale  • 

    Dott. Stefano Romilio

    Grazie infinite per la sua condivisione. L'umanità e l'ascolto sono al centro del mio modo di intendere la terapia, e sono davvero felice che si sia sentita/o accolta/o e sostenuta/o. Un caro saluto.


  • G

    Ottimo professionista, massima serietà e dedizione al proprio lavoro che svolge con passione.

     • Studio di Psicoterapia Dr. Stefano Romilio colloquio individuale  • 

    Dott. Stefano Romilio

    La ringrazio sinceramente per le sue parole.
    Sono felice che il percorso svolto insieme sia stato utile e apprezzato.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera, sono un ragazzo di trent'anni, ho un'angoscia addosso che mi opprime, ho sempre sofferto di disturbi d'ansia che mi hanno reso evitante per più situazioni, sono sempre stato molto timido e introverso avendo avuto problemi anche di bullismo durante le medie ma anche un'infanzia di denigrazione a causa delle istituzioni (scuola materna) e un trauma a quattro anni che mi hanno portato davvero a fare fatica nell'affrontare la vita, ora a questa età mi sento molto più indietro rispetto ai miei coetanei, non vivo da solo, ma ancora coi miei e mi è davvero difficile pensare di uscire da questa situazione per motivi psicologici, ho già provato la psicoterapia ma con scarso successo, anzi per me è stato qualcosa di controproducente che mi faceva sentire ancorato ancora di più alla mia situazione, mi sento un peso, lavoricchio ma guadagno pochissimo, vorrei riuscire a trovare la giusta strada e finalmente uscire da questo mood, penso spesso a cosa potrei fare, ma ogni volta non ho la risposta, ho una bassa autostima e sono pieno di sensi di colpa, ci sono periodi dove penso spesso al suicidio in modo costante, ma sono sicuro che non riuscirei mai a farlo per una mia insicurezza di fondo perchè ho perso veramente tanti anni della mia vita.

Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta attraversando.
Quello che descrive non è “debolezza”, ma il peso di una storia complessa che ha lasciato segni profondi. Le esperienze di bullismo, svalutazione e trauma in età precoce possono influenzare a lungo la percezione di sé, la fiducia negli altri e la capacità di immaginare un futuro possibile. Il fatto che oggi lei riesca a raccontarle con questa lucidità indica una sensibilità e una consapevolezza importanti.

La sensazione di essere “indietro” rispetto ai coetanei è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto quando si convive da anni con ansia, evitamento e bassa autostima. Non è un indicatore del suo valore, ma del carico emotivo che ha dovuto portare quasi sempre da solo.
Riguardo alla psicoterapia: non tutte le esperienze terapeutiche funzionano allo stesso modo, e a volte un percorso può risultare poco utile o addirittura faticoso. Questo non significa che lei sia “irrecuperabile”, ma che forse non ha ancora trovato un contesto, un metodo o una relazione terapeutica che la faccia sentire davvero compreso e accompagnato.
Quello che sta vivendo non è una condanna: è una fase di grande sofferenza che merita ascolto, rispetto e un aiuto adeguato. Un nuovo percorso psicologico, calibrato sui suoi tempi e sulle sue ferite, potrebbe aiutarla a costruire gradualmente un senso di direzione e di possibilità.

Non deve farcela da solo. Chiedere aiuto, come ha fatto qui, è già un movimento nella direzione giusta.

Dott. Stefano Romilio

Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e cercare da voi un consiglio e rassicurazione o comprensione..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da poco diciamo qualche mese con una persona molto più grande di 20 anni, abbiamo avuto molti momenti in cui non ci trovavamo bene insieme, ma continuavamo a stare perché ci volevamo e ci tenevamo l'uno all'altro, per me molto difficile lasciarlo andare, e anche per lui, ci siamo continuati a vedere ogni tanto, e delle volte facevamo anche qualcosa, però da poco dopo che ci siamo lasciati io avveo sentito un amico con cui mi frequentavo prima di lui, mi ha sempre capita e ascoltata, sempre capito i mie stati d'animo con il mio fidanzato, o comunque c'è sempre stato anche per stare vicino e darmi consigli, lui è a distanza infatti avevamo deciso di rivederci perché io volevo rivederlo anche per parlare, stare insieme o comunque fare cose di quotidianità insieme per cui prima non avevamo avuto l'occasione, vedere la città ecc. Il punto è che io sono frenata, lui prova a baciarmi, abbracciarmi ecc, ma io non riesco, mi sento in colpa e ogni volta che cerca di, io vedo il mio ex, le cose che mi ha detto quando gli ho raccontato che mi sarei dovuta vedere con lui in amicizia perché cosi era..mi ha detto che non voleva sapere nulla di cosa sarebbe successo e se succedeva qualcosa allora lo avrei perso, che non ho avuto rispetto nei suoi confronti ecc..purtroppo ci rimango male e mi faccio molto condizionare dalle cose che le persone mi dicono..e non so perché ho questo sentimento nei suoi confronti, la paura che lui possa lasciarmi o io possa perderlo definitivamente..è come se fossi dipendente da lui? ci sto male perché non riuscirò mai a vivermi nulla, neanche questo amico che sta per un paio di giorni, perché vorrei anche solo baciarlo ma so che poi avrei il senso di colpa..ho paura di tutto, non so cosa fare e perché ho questo attaccamento al mio ex fidanzato cosi tanto..come faccio a distaccarmi, non so che fare

Cara ragazza, leggendo le tue parole emerge con chiarezza quanto tu ti senta stretta in una morsa: da un lato il desiderio di voltare pagina e la ricerca di leggerezza, dall'altro un filo invisibile ma pesantissimo che ti tiene legata al passato.

È del tutto normale sentirsi così, ma proviamo a guardare insieme cosa sta succedendo
Hai menzionato una frase del tuo ex che merita attenzione: "Se succede qualcosa, mi perdi". Questa non è un'espressione di amore libero, ma una forma di condizionamento emotivo.

La realtà dei fatti: Voi vi siete lasciati. In una relazione conclusa, nessuno dei due ha il diritto di imporre veti sulla vita dell'altro.

Il peso del giudizio: Quando lui ti dice che "non hai rispetto", sta proiettando su di te un suo bisogno di controllo. Il senso di colpa che provi è il risultato di aver interiorizzato la sua voce: non ti senti in colpa verso te stessa, ma verso un "giudice" esterno.

2. La dipendenza affettiva e il divario d'età
La differenza di 20 anni può aver creato, nel tempo, una dinamica di potere sbilanciata. Spesso, in questi casi, il partner più grande diventa una figura di riferimento quasi genitoriale, rendendo molto difficile per il più giovane sentirsi "autorizzato" a fare le proprie scelte.
Quella che descrivi come paura di "perderlo definitivamente" somiglia molto a una dipendenza affettiva: l'idea che, nonostante la relazione non funzionasse, lui sia l'unica ancora di salvezza o l'unico specchio in cui puoi vedere il tuo valore.

3. Il corpo che "frena"
Il fatto che tu non riesca a baciare il tuo amico non è un fallimento, ma un segnale che il tuo corpo ti sta dando: non sei ancora pronta.

Il tuo corpo sta cercando di proteggerti dal conflitto interiore.

Finché il tuo ex occupa ancora tutto lo spazio mentale, non c'è posto per nessun altro, nemmeno per un gesto d'affetto spontaneo.

Cosa puoi fare per iniziare a distaccarti?
Riconosci il tuo diritto alla felicità: Chiediti: "Cosa voglio io per me, indipendentemente da ciò che lui pensa o dice?". La tua lealtà attuale dovrebbe essere verso te stessa, non verso un ex partner.
Metti dei confini comunicativi: Se sentirlo ti genera ansia e sensi di colpa, potresti aver bisogno di un periodo di "distacco totale" (no contact). Finché continuerete a vedervi o a dirvi tutto, la ferita non potrà rimarginarsi.
Non forzarti con l'amico: Non sentirti in obbligo di fare nulla. Spiegagli con onestà che stai attraversando un momento di confusione emotiva. Un vero amico saprà aspettare i tuoi tempi senza farti sentire inadeguata.
Inizia un percorso: Considera l'idea di parlare con un professionista. Ti aiuterebbe a capire perché tendi a lasciarti condizionare così tanto dagli altri e come rinforzare la tua autostima.
Ricorda: Non stai "mancando di rispetto" a nessuno vivendo la tua vita. L'unico vero rispetto che stai mettendo a rischio è quello verso i tuoi bisogni e la tua libertà di giovane donna di 26 anni.

Dott. Stefano Romilio
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