Qual è il segreto delle persone dolci? Quelle persone che le guardi e pensi ma com'è dolce ti trasme
Qual è il segreto delle persone dolci? Quelle persone che le guardi e pensi ma com'è dolce ti trasmette in tutti i sensi dolcezza e genuinità
49 risposte
Salve, sono la Dott.ssa Rita White. Probabilmente non esiste un unico "segreto" della dolcezza. Spesso ciò che percepiamo come tale nasce dall’insieme di empatia, autenticità, rispetto, capacità di ascoltare e attenzione verso l’altro. Le persone che ci trasmettono genuinità tendono a farci sentire accolti senza invaderci, ascoltati senza essere giudicati e liberi di essere noi stessi. Anche il tono della voce, lo sguardo, i piccoli gesti e la coerenza tra ciò che una persona dice e ciò che fa contribuiscono molto a questa sensazione. La dolcezza, quindi, non è fragilità o arrendevolezza, ma una forma molto solida di sensibilità e presenza nella relazione.
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Gentile Utente, La “dolcezza” non è un concetto scientifico univoco, ma può comprendere empatia, gentilezza, sensibilità, capacità di ascolto e attenzione verso l’altro. In psicologia, alcune di queste caratteristiche sono associate all’amicalità, uno dei principali tratti di personalità: diversi studi, tra cui quelli di Graziano e colleghi e di Habashi e colleghi, ne hanno evidenziato il legame con l’empatia e i comportamenti prosociali. Anche dal punto di vista neuroscientifico non esiste un unico “centro della dolcezza”: comprendere ciò che prova un’altra persona coinvolge più sistemi cerebrali, connessi alla condivisione emotiva, alla comprensione degli stati mentali e alla regolazione delle proprie reazioni. La dolcezza, però, può avere origini e significati differenti. Può nascere da una personalità empatica e sufficientemente serena, dall’educazione e dalle esperienze relazionali, ma talvolta anche dal bisogno di essere accettati, dalla difficoltà a esprimere aggressività o dalla paura del conflitto. Non è quindi necessariamente sinonimo né di ingenuità né di completo equilibrio interiore. Forse il suo “segreto” sta proprio nell’incontro tra temperamento, storia personale, valori e modalità apprese di stare con gli altri! Un sincero saluto, Dott.ssa Carlotta Innocenzi
La “dolcezza” che percepiamo in alcune persone non è un segreto, ma una combinazione di qualità emotive e relazionali che si manifestano in modo naturale. Di solito si tratta di persone che: • hanno un tono interno calmo, che non invade e non giudica • si muovono con delicatezza, nei gesti e nelle parole • ascoltano davvero, senza fretta di rispondere • mostrano autenticità, non devono dimostrare di essere dolci, ma lo sono • trasmettono sicurezza emotiva, perché non reagiscono in modo impulsivo • hanno confini chiari, ma espressi con gentilezza La dolcezza non è una caratteristica “innata”: spesso nasce da un equilibrio interno, da una sensibilità che non è fragile ma stabile. Per questo ci colpisce: perché comunica genuinità, presenza e cura
Ciao, forse non esiste un vero e proprio "segreto". La dolcezza è una modalità con la quale una persona ascolta la propria sensibilità e non ha paura di entrarci in contatto. La dolcezza che percepiamo negli altri può nascere dalla capacità di ascoltare, accogliere e relazionarsi. è interessante chiederci cosa, in quella persona, ci fa arrivare così tanto quella sensazione di genuinità. Spesso ciò che riconosciamo nell’altro parla anche dei nostri bisogni e del nostro modo di vivere le relazioni.
È una domanda che apre a una bella riflessione. La dolcezza che percepiamo in una persona nasce spesso dalla coerenza tra le parole e ciò che il corpo, lo sguardo e il tono comunicano: un ascolto autentico, l'assenza di giudizio, la capacità di mostrarsi senza doversi difendere. Non è un tratto isolato, ma il riflesso di una sicurezza interiore che permette di essere gentili senza doversi proteggere. Percepiamo come genuine le persone che non recitano un ruolo, ma sono semplicemente se stesse.
Buongiorno, quando diciamo che una persona ci trasmette dolcezza e genuinità, in realtà stiamo cogliendo molti piccoli segnali contemporaneamente. Non esiste un unico "segreto", né una caratteristica che si possa semplicemente imitare. Di solito percepiamo come dolce qualcuno che comunica calore, attenzione e sicurezza senza sembrare costruito. Conta molto, per esempio, il modo in cui una persona guarda gli altri, ascolta, risponde, modula la voce e occupa lo spazio. Chi non sente continuamente il bisogno di imporsi, impressionare o difendersi può apparire più morbido e accessibile. Anche la capacità di interessarsi sinceramente a ciò che l'altro racconta, ricordare piccoli dettagli o mostrare premura senza invadere contribuisce molto a quella sensazione. La genuinità aggiunge però qualcosa di fondamentale. Una persona può essere estremamente educata senza risultare necessariamente dolce. Spesso ciò che colpisce è la coerenza tra quello che esprime e quello che sembra provare. Quando un sorriso non appare forzato, una gentilezza non sembra fatta per ottenere qualcosa e una vulnerabilità non viene continuamente nascosta, percepiamo maggiore autenticità. Da una prospettiva cognitivo comportamentale è interessante anche osservare che la dolcezza non dipende soltanto da ciò che una persona fa, ma da come interpreta se stessa e gli altri. Chi vive continuamente le relazioni pensando "devo fare bella figura", "non devo sembrare debole", "devo proteggermi", può diventare più controllato o rigido. Chi invece riesce a concedersi pensieri come "posso essere gentile senza perdere valore", "posso mostrare affetto senza dovermi vergognare", spesso comunica maggiore naturalezza. Questo non significa che le persone dolci siano sempre serene o prive di rabbia. Anzi, una dolcezza sana comprende anche la capacità di mettere limiti, dire di no e manifestare disaccordo senza umiliare l'altro. Essere dolci non significa essere remissivi. Se la sua domanda nasce dal desiderio di diventare più simile a queste persone, eviterei di concentrarsi su gesti artificiali come sorridere di più o parlare in un certo modo. Sarebbe probabilmente più utile chiedersi cosa la trattiene dall'esprimere spontaneamente affetto, gentilezza o vulnerabilità. Per alcune persone il problema è la paura di sembrare ingenue. Per altre è il timore di essere giudicate, rifiutate o approfittate. Altre ancora hanno imparato a mostrarsi molto controllate perché nella loro storia personale essere sensibili non sembrava particolarmente sicuro. Quando si comprende questo, la dolcezza smette di essere una qualità misteriosa posseduta dagli altri e può diventare semplicemente una parte di sé alla quale concedere maggiore spazio. Un percorso psicologico, eventualmente ad orientamento cognitivo comportamentale, può essere utile proprio quando ci si accorge di voler essere più spontanei ma di sentirsi continuamente trattenuti da pensieri, paure o schemi relazionali. Non per costruire una personalità diversa, ma per capire cosa impedisca a quella già presente di mostrarsi con maggiore libertà. In fondo, le persone che ci sembrano più genuinamente dolci spesso non stanno cercando di esserlo. Probabilmente è proprio questo che percepiamo: non una tecnica, ma un modo sufficientemente libero e rispettoso di stare con gli altri. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, è difficile rispondere alla sua domanda. Le persone nel quotidiano, tutte, esprimono la propria individualità e particolarità, spesso facendole inconsapevolmente. Piuttosto ci sarebbe da esplorare da dove proviene il suo quesito, e la ragione che la spinge a questo genere di riflessioni. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, il segreto delle persone dolci è legato ad un modo di essere della propria personalità. La sensibilità e l'empatia insieme contribuiscono a quella competenza emotiva di sapersi mettere nei panni dell'altro e sintonizzarsi affettivamente. Il risultato è per chi interagisce la percezione di dolcezza e senso di sicurezza emotiva che trasmette.
Buongiorno caro anonimo, Perchè svelare questo segreto, non si perderebbe così la magia tra i vostri sguardi? Un dolce saluto,
La dolcezza è soprattutto un tratto caratteriale e spesso si accompagna alla capacità di entrare in contatto con le proprie emozioni in modo autentico e di prendersi cura dell’altro. È una qualità che nasce dalla sensibilità e da un modo genuino di stare nella relazione.
Buongiorno, forse il segreto delle persone dolci non è avere avuto una vita facile, né essere sempre buone, calme o sorridenti. La dolcezza vera nasce spesso da una liberazione interiore. Ci sono persone che non hanno più bisogno di aggredire, dimostrare, controllare, lamentarsi, ferire o difendersi continuamente. Hanno attraversato qualcosa, hanno lasciato andare una parte della rabbia, del risentimento, della paura, e allora diventano più semplici, più presenti, più vere. Nella tradizione buddhista c’è una poesia, attribuita a una donna liberata, che tradotta in termini contemporanei suonerebbe così: finalmente sono reale, splendidamente libera; libera dai piatti, dai fornelli, dalla spesa, dal bucato, anche dalle lamentele continue del marito. A tutto ciò che mi tratteneva ho detto addio. Ho chiuso con l’odio e con la rabbia. Vivendo il momento che passa, all’ombra dell’ampio fogliame, siedo e tutto è perfetto. Questa immagine dice molto. La dolcezza nasce quando una persona smette di essere schiava di ciò che la consuma. Non significa non avere più problemi. Significa non essere più posseduti da ogni problema. Una persona dolce trasmette genuinità perché non sta recitando. Non deve più indurirsi per proteggersi, né compiacere per essere amata. Sta più vicina a sé stessa, e proprio per questo può essere più vicina agli altri. La dolcezza non è debolezza. È forza pacificata. È la presenza di una persona che ha smesso, almeno un poco, di fare guerra alla vita. Dott. Francesco Paolo Coppola Psicologo e Psicoterapeuta
Gentile utente, credo che non esista un segreto per quelle persone, non credo esista qualcosa che quelle persone fanno o dicono. Forse il segreto sta nel mostrarsi in tutte le proprie emozioni, senza filtri o timore che tale spontaneità possa essere giudicata o mal vista. Essere se stessi, nei gesti e nei modi senza temere qualcosa. Tuttavia credo anche che ognuno è ciò che è, e se qualcuno è più dolce di qualcunatro questo non significa che se noi non lo siamo questo è un difetto. Ognuno di noi è ciò che è e va bene così com'è. Possiamo lavorare su di noi ma non per forza ci dobbiamo snaturare o essere qualcosa di diverso da noi. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buongiorno, sono persone che hanno particolari capacità empatiche cioè riescono a riconoscere la differenza nell'altro ed apprezzarla. Possono così risultare genuinità e dolcezza, saluti buona giornata.
Buongiorno, ha mai pensato di chiederlo a loro direttamente? Credo che oltre a qualcosa che chiamiamo anima, abbiano appreso a coltivarsi. Un cordiale saluto dott.ssa Marzia Sellini
La dolcezza autentica e la genuinità non nascono mai dall'ingenuità o da un’assenza di dolore, ma piuttosto da un modo particolare di posizionarsi di fronte alla propria ferita, alle proprie fatiche. il "segreto" di queste persone è l'assenza di contraffazione: la loro dolcezza è il risultato di un lavoro profondo, in cui la delicatezza verso gli altri è diventata la forma più alta di coraggio e di rispetto per la vita di tutti.
Gentile utente, è una domanda molto bella. Spesso la “dolcezza” che percepiamo in una persona non dipende da un segreto particolare, ma dal modo in cui quella persona sta in relazione con gli altri: ascolta, non giudica, mostra empatia e riesce a essere autentica senza avere bisogno di imporsi. La genuinità si percepisce proprio perché non è costruita. E, spesso, dietro una persona profondamente dolce c’è anche la capacità di conoscere e accettare le proprie fragilità. Forse, più che chiedersi “come posso diventare così?”, può essere interessante chiedersi: “quanto mi permetto di essere autentica e gentile, anche con me stessa?” Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Dott.ssa Veronica Savio
Car*, grazie per aver portato questa domanda. Credo che il “segreto” delle persone dolci non sia una caratteristica che si può semplicemente avere o non avere, ma il modo in cui stanno in relazione con sé stesse e con gli altri. Forse il “segreto” della dolcezza è proprio questo: riuscire a stare bene nella propria sensibilità, senza sentire il bisogno di nasconderla. La dolcezza, secondo me, si percepisce soprattutto quando una persona è autentica: quando ascolta davvero, quando guarda l’altro senza giudicarlo, quando non ha bisogno di dimostrare o ottenere qualcosa in cambio. Poi c’è un aspetto che trovo molto interessante: spesso definiamo qualcuno “dolce” anche per come ci fa sentire quando siamo con lui. Ci sentiamo accolti, tranquilli, possiamo essere noi stessi senza doverci difendere o controllare. Forse è proprio questo che arriva così forte: non solo ciò che una persona fa, ma il modo in cui sta nella relazione con gli altri. Una presenza gentile, attenta, pura... quando queste cose sono vere, arrivano all’altro senza bisogno di essere di-mostrate.
La dolcezza autentica e la genuinità nascono da un profondo contatto con le proprie emozioni e da una grande forza interiore, non dalla debolezza. Le persone che trasmettono questa sensazione di solito hanno sviluppato una buona integrazione emotiva: non hanno bisogno di erigere barriere o di difendersi dall'altro. Questo permette loro di offrire una presenza accogliente, empatica e priva di giudizio, che fa sentire l'interlocutore subito al sicuro.
Non credo esista un vero e proprio “segreto” della dolcezza. Spesso ciò che percepiamo come dolcezza e genuinità nasce dalla capacità di stare in relazione con l’altro senza bisogno di imporsi, ascoltando e mostrando interesse autentico. Anche lo sguardo, il tono della voce e il modo di comunicare possono trasmettere molto. In alcuni casi, inoltre, tendiamo a percepire come particolarmente “dolci” le persone che ci fanno sentire accolti, compresi e al sicuro. La dolcezza, quindi, non è soltanto una caratteristica della persona che abbiamo davanti, ma anche qualcosa che si costruisce nell’incontro tra due persone. Dott. Pujia Gianluca
Non credo esista un vero e proprio “segreto” delle persone dolci. Spesso quella dolcezza che percepiamo in qualcuno non dipende tanto dai tratti del viso, dal modo di parlare o da qualche particolare comportamento, quanto da ciò che quella persona comunica senza nemmeno rendersene conto. Le persone che definiamo genuinamente dolci tendono ad avere una modalità di stare con gli altri molto poco difensiva. Non hanno bisogno continuamente di imporsi, dimostrare qualcosa o mettere l’altro alla prova. Ascoltano, fanno spazio, prestano attenzione alle piccole cose. E soprattutto hanno una certa delicatezza nel modo in cui trattano la vulnerabilità altrui: non la usano per ferire, non ridicolizzano, non fanno sentire l'altro “sbagliato” per quello che prova. C'è poi una cosa molto interessante: la dolcezza autentica spesso nasce da una combinazione di sensibilità e sicurezza interiore. Una persona può essere dolce senza essere debole, può saper dire di no senza diventare fredda, può avere dei confini molto forti e contemporaneamente trasmettere calore. Anzi, spesso le persone che ci appaiono più dolci sono proprio quelle che non hanno bisogno di essere dure per sentirsi forti. E forse è per questo che alcune persone, appena le guardi, ti fanno pensare spontaneamente “questa persona è buona”. Non sai esattamente perché. È un insieme di tono della voce, espressioni, sguardo, postura, modo di ascoltare, tempi con cui rispondono, attenzione che dedicano agli altri. Il cervello raccoglie tutti questi segnali e costruisce una sensazione complessiva di sicurezza e affidabilità. Ma attenzione a non confondere la dolcezza con il compiacere sempre gli altri. Una persona può essere estremamente gentile e avere comunque una personalità molto solida. La vera dolcezza, secondo me, è poter essere delicati senza avere paura di essere se stessi. E c'è anche un'altra sfumatura: alcune persone diventano molto dolci proprio perché hanno conosciuto la durezza. Hanno sperimentato sulla propria pelle cosa significhi sentirsi giudicati, ignorati o feriti e, invece di trasformare quella sofferenza in cinismo, hanno sviluppato una particolare attenzione verso ciò che può far stare bene gli altri. Non è sempre così, naturalmente, ma quando accade si percepisce. Forse, quindi, il “segreto” non è imparare a sembrare dolci. È coltivare alcune qualità che rendono naturalmente più dolce il modo in cui stiamo nel mondo: curiosità verso gli altri, empatia, capacità di ascoltare, gentilezza, autenticità, gratitudine e soprattutto la capacità di non dover continuamente dimostrare il proprio valore. E paradossalmente, le persone più genuine spesso non si accorgono nemmeno di trasmettere questa impressione. Non stanno pensando “adesso devo essere dolce”. Semplicemente hanno un certo modo di guardare e di trattare gli altri. La cosa bella è che questa non è necessariamente una caratteristica immutabile. Si può diventare più caldi, più presenti e più delicati nelle relazioni senza perdere la propria personalità. E forse è proprio questo il punto: la dolcezza più bella non è una maschera che si indossa, ma il risultato di come si è imparato a stare con se stessi e, di conseguenza, con gli altri.
Gentile utente, spesso la dolcezza che percepiamo in una persona non dipende da una caratteristica specifica, ma dall’insieme di piccoli segnali: il modo di ascoltare, lo sguardo, il tono della voce, la capacità di essere gentili senza secondi fini e di mostrare interesse autentico per l’altro. Le persone che trasmettono genuinità, generalmente, non sembrano impegnarsi per “apparire dolci”: il loro modo di relazionarsi è spontaneo e coerente con ciò che sentono. È un po’ come una casa con una luce calda accesa: non serve che ci sia scritto “qui si sta bene”, perché lo si percepisce entrando. Anche la capacità di non giudicare immediatamente, di rispettare le fragilità altrui e di mantenere gentilezza pur sapendo porre dei limiti contribuisce molto a questa percezione. La dolcezza, quindi, non significa essere ingenui o accondiscendenti, ma riuscire a coniugare sensibilità e autenticità.
Buongiorno, sono la dott.ssa Antonella Morelli, credo che il segreto delle persone dolci sia che la dolcezza non è soltanto un tratto del carattere: è anche una scelta che si rinnova ogni giorno. Non significa essere sempre accomodanti o non provare rabbia, fatica o delusione. Significa scegliere, anche dentro queste emozioni,il modo in cui stare con l'altro. La dolcezza si vede nelle piccole cose, nei piccoli gesti, traspare nella comunicazione non verbale: nello sguardo, nel tono della voce; nella capacità di ascoltare senza invadere, nella pazienza, nel rispetto, nella cura con cui si scelgono le parole. E quando una persona ha questo modo di stare nelle relazioni, qualcosa si trasmette: cambia il clima di una famiglia, di un gruppo, perfino di un ambiente di lavoro. La gentilezza e la genuinità, quando sono autentiche, tendono a circolare. Mi viene in mente una frase attribuita a Madre Teresa: ‘Le parole gentili possono essere brevi e facili da pronunciare, ma la loro eco è infinita’. Forse la dolcezza è proprio questo: un modo consapevole di stare nel mondo che permette di dare amore, ma anche di renderci più capaci di riceverlo. AM
Salve, credo che la “dolcezza” di una persona non abbia tanto a che fare con un segreto, quanto con il modo in cui quella persona sta nel mondo e si relaziona agli altri. Spesso percepiamo come dolci e genuine le persone che non hanno bisogno di imporsi, che sanno ascoltare, che mostrano interesse sincero e che riescono a mantenere una certa delicatezza anche nelle situazioni difficili. La dolcezza può nascere anche dalla capacità di accogliere le emozioni, proprie e altrui, senza giudicarle immediatamente. C'è poi un aspetto molto interessante: ciò che definiamo “dolcezza” è anche qualcosa che noi percepiamo attraverso il nostro modo di guardare l'altro. Un'espressione del viso, il tono della voce, lo sguardo, i piccoli gesti possono comunicarci sicurezza, autenticità e disponibilità emotiva. E forse è proprio questa la caratteristica più importante: alcune persone ci fanno sentire che possiamo essere noi stessi senza doverci difendere o dimostrare qualcosa. Quella sensazione di accoglienza può essere percepita immediatamente e tradursi, ai nostri occhi, in quella particolare forma di dolcezza e genuinità. Un caloroso saluto. Dott. Michele Basigli. Psicologo Clinico. Perugia.
La dolcezza è quello che resta quando hai imparato a gestire le tue emozioni invece di reprimerle o subirle. Non va confusa con l'ingenuità. Chi trasmette dolcezza, non giudica e mette a proprio agio perché non deve più dimostrare nulla a nessuno. In questi tempi le emozioni si agiscono o si soffocano, e la dolcezza è una qualità rara da trovare ma possibile da costruire.
Gentile utente, grazie della condivisione. Non saprei, forse lo dovrebbe chiedere a loro, allo stesso tempo cercherei prima di presentarmi (fossi in lei), approcciare possibilmente sconosciuti per strada potrebbe essere controproducente. Le auguro un buon proseguimento, cordiali saluti, dott. Orsi Bandini.
Non credo ci sia un vero e proprio “segreto”. Spesso quella dolcezza che percepiamo negli altri nasce da un insieme di caratteristiche: il modo di ascoltare, la capacità di non giudicare, una certa delicatezza nel rivolgersi agli altri e soprattutto una genuina curiosità verso chi hanno davanti. E c’è anche qualcosa di non verbale: tono della voce, espressione del viso, movimenti, modo di guardare e di lasciare spazio all’altro. Sono tutti segnali che il nostro cervello percepisce molto rapidamente. Ma attenzione a non confondere la dolcezza con l’essere sempre disponibili, accondiscendenti o incapaci di dire di no. Una persona può essere dolcissima e avere confini molto chiari. Forse la parte più interessante è proprio questa: la genuinità non sembra nascere dal tentativo di apparire dolci, ma dal sentirsi abbastanza liberi da non dover continuamente dimostrare qualcosa. Quando una persona è autentica, presente e non sta cercando di controllare l'impressione che dà, spesso quella “dolcezza” arriva spontaneamente.
Le persone che percepiamo come dolci trasmettono soprattutto calore, autenticità e delicatezza. Spesso hanno uno sguardo accogliente, un modo non invasivo di stare con gli altri e una gentilezza che sembra spontanea, non costruita. È proprio questa coerenza tra ciò che esprimono e ciò che fanno a farle apparire genuine.
La psicologia è una disciplina che tiene in considerazione sia la persona che il suo contesto. La persona è un filtro, seleziona parti di realtà che un'altra persona potrebbe non selezionare, per via di un filtro diverso. Ti consiglio di iniziare a considerare il tuo filtro. Cosa significa per te dolcezza? Cosa ti sembra dolce di ciò che osservi? Magari quella stessa cosa potrebbe non sembrare dolce a qualcun altro ma, chessò, stupida, ingenua, educata, falsa... solo per darti alcuni esempi. Una volta che conosci meglio il tuo filtro, che è quello delle tue opinioni, allora potrai avvicinarti alla supposta dolcezza dell'altro, capire quanto c'è in lui di ciò che tu reputi dolce e chiedergli che opinione ha della sua dolcezza, se anche lui la chiamerebbe così. Una volta scoperto avrai più elementi per capire meglio cos'è per te la dolcezza e come esprimerla ma bada bene, non è detto che risulterai dolce anche agli altri.... quella dolcezza è soprattutto tua! In ogni modo, se vuoi approfondire il tema non esitare a contattarmi, la vera risposta che ho in serbo per te non può prescindere da te e dal contesto che creeremo insieme, per cui ho bisogno di te per dartela. Così funziona la psicologia, altrimenti basterebbe chiedere all'AI.
Le persone che percepiamo come “dolci” spesso non hanno un segreto particolare, ma possiedono alcune qualità che arrivano agli altri in modo molto spontaneo: empatia, autenticità, capacità di ascoltare, gentilezza e un modo non giudicante di stare in relazione. La dolcezza, infatti, non coincide semplicemente con l’essere sempre buoni o disponibili. Può nascere da una buona consapevolezza di sé, dalla capacità di riconoscere e accogliere le proprie emozioni e da un atteggiamento di rispetto verso quelle altrui. Quando una persona è autentica e non sente il bisogno di “recitare” un ruolo, questa genuinità può essere percepita anche attraverso lo sguardo, il tono della voce, i gesti e il modo in cui ci fa sentire in sua presenza. A volte, inoltre, ciò che definiamo “dolcezza” è anche legato alla nostra esperienza personale: alcune caratteristiche ci trasmettono sicurezza, familiarità e fiducia perché richiamano inconsciamente esperienze relazionali positive. Se questa domanda nasce dal desiderio di comprendere meglio perché alcune persone suscitino in lei sensazioni così intense, può essere interessante esplorare cosa rappresenti per lei quella particolare forma di dolcezza e quali bisogni o vissuti possa evocare. In questo senso, è consigliabile approfondire con uno specialista. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, forse non esiste un vero e proprio “segreto” delle persone dolci. Quello che percepiamo come dolcezza spesso nasce da piccoli segnali che arrivano prima ancora delle parole: il modo di guardare, il tono della voce, l'attenzione con cui si ascolta, la delicatezza nell'avvicinarsi all'altro. La genuinità, invece, la percepiamo soprattutto quando sentiamo una certa coerenza tra ciò che una persona mostra e ciò che ci arriva emotivamente: non sembra costruita, non sembra avere bisogno di impressionarci. È interessante anche ricordare che la dolcezza non significa necessariamente fragilità o arrendevolezza. Una persona può essere molto dolce e, allo stesso tempo, avere confini chiari, essere determinata e saper dire di no. Forse è proprio questa una delle caratteristiche che ci colpisce: sentirci accolti senza sentirci invasi. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare
Buongiorno, domanda interessante. Non esiste un vero e proprio “segreto” delle persone che percepiamo come dolci. Credo sia importante anche ricordare che non siamo tutti uguali: abbiamo personalità, sensibilità e modi di stare in relazione molto diversi, e ognuno ha il proprio modo di esprimere affetto, calore e vicinanza. Quella sensazione di dolcezza e genuinità che alcune persone ci trasmettono può avere a che fare con il loro modo di stare nella relazione con l’altro: il modo di ascoltare, di guardare, di parlare, la capacità di essere presenti senza invadere e, soprattutto, una certa autenticità nel modo di porsi. Non credo quindi che la dolcezza sia qualcosa che si possa semplicemente “imparare” o riprodurre. Può manifestarsi in modi molto diversi e, soprattutto, essere dolci non significa essere sempre disponibili, accondiscendenti o non saper dire di no. Si può essere dolci anche mantenendo e stabilendo confini chiari. Forse ciò che percepiamo come genuinità nasce proprio quando il modo in cui una persona si mostra agli altri è sufficientemente coerente con ciò che sente e con ciò che è. Per questo, più che cercare di diventare come qualcun altro/imitare qualcun altro, credo possa essere interessante imparare a conoscere, esprimere e accettare il proprio modo di essere e di stare nelle relazioni, compreso il proprio modo di esprimere affetto, cura e sensibilità, verso se stessi e verso gli altri. Dott.ssa Chiara Pesce.
Quella che percepiamo come “dolcezza” in una persona difficilmente dipende da un unico elemento o da un segreto particolare. Spesso è una combinazione di piccoli segnali: il modo di guardare gli altri, di sorridere, di parlare, di ascoltare e di reagire alle persone. Una persona ci appare dolce quando trasmette una certa genuinità, cioè quando ciò che esprime sembra spontaneo e coerente con ciò che prova, senza la sensazione che stia cercando di dimostrare qualcosa. A volte la dolcezza è legata anche alla capacità di essere accoglienti: far sentire l'altra persona ascoltata, non giudicata e libera di essere sé stessa. Può emergere attraverso piccoli gesti di attenzione, una comunicazione delicata o semplicemente attraverso un atteggiamento tranquillo e spontaneo. Probabilmente ciò che ci fa pensare “ma quanto è dolce questa persona?” è proprio la percezione di una persona che non forza la propria immagine, ma lascia trasparire naturalezza, sensibilità e un modo genuino di entrare in relazione. Non significa essere sempre gentili, accondiscendenti o ingenui: si può essere dolci e allo stesso tempo avere carattere, confini e la capacità di dire di no. Forse più che un segreto, la dolcezza è proprio quella sensazione di autenticità e delicatezza che alcune persone riescono a trasmettere semplicemente attraverso il loro modo spontaneo di stare con gli altri.
Salve, quello che descrive come dolcezza e genuinità non corrisponde necessariamente a un tipo specifico di personalità. Può emergere da diversi aspetti, come il modo di relazionarsi, l’empatia, l’autenticità, la capacità di ascolto e un atteggiamento non giudicante verso gli altri. Spesso, più che una caratteristica isolata, è **l’insieme di piccoli segnali verbali e non verbali** a trasmettere quella sensazione di calore e dolcezza. Un percorso psicologico può aiutare a comprendere meglio come queste caratteristiche si sviluppano e come vengono percepite nelle relazioni. Dott.ssa Janett Aruta Ricevo online e in studio a Palermo – Centro Maria Zambrano, Via Gargallo 4.
Forse non esiste un vero e proprio “segreto” delle persone dolci. E forse la cosa più interessante è proprio chiedersi: che cosa percepiamo quando diciamo di una persona “è dolce”? Spesso non è semplicemente il modo in cui parla o sorride. È la sensazione di trovarci davanti a qualcuno che non sembra avere bisogno di imporsi, che sa essere gentile senza apparire falso, che riesce a mostrare interesse e vulnerabilità senza vergognarsene. Potrebbe essere interessante osservare anche cosa succede dentro di noi quando incontriamo una persona così. Perché quella dolcezza ci colpisce tanto? Che cosa ci trasmette? E soprattutto: è possibile che stiamo riconoscendo nell'altro una parte di noi che vorremmo poter esprimere più liberamente? A volte pensiamo che per essere rispettati bisogna essere duri, indipendenti, sicuri, magari un po' distaccati. E allora impariamo a proteggere proprio quelle parti più tenere di noi. La gentilezza può sembrarci rischiosa: “Se sono troppo buona, si approfitteranno di me”; “Se mostro quanto mi importa, mi feriranno”; “Se sono vulnerabile, sembrerò debole”. Ma la dolcezza autentica non è necessariamente ingenuità e non coincide con il dire sempre sì. Una persona può essere molto dolce e avere confini molto chiari. Può essere gentile e saper dire di no. Può essere sensibile senza essere fragile. Può vedere il buono negli altri senza rinunciare alla capacità di proteggersi. Forse, quindi, il “segreto” di alcune persone che ci trasmettono genuinità è che non hanno dovuto eliminare la propria sensibilità per sentirsi al sicuro. Hanno imparato, in qualche modo, che possono essere se stesse senza dover continuamente controllare l'effetto che fanno sugli altri. E se questa qualità la ammira così tanto negli altri, potrebbe provare a chiedersi: “Quando mi sento libera di essere dolce? E quando invece sento di dovermi proteggere?” Non serve diventare un'altra persona. Forse si tratta di dare un po' più di spazio a una parte di sé che è già presente, ma che magari ha imparato a mostrarsi soltanto quando si sente sufficientemente al sicuro. E forse la genuinità che tanto ammiriamo negli altri nasce anche da questo: non dal non avere difese, ma dal non aver bisogno di indossarle continuamente.
Buongiorno, che bella domanda. Si sente da come la scrivi che hai incontrato davvero una di quelle persone. Il segreto delle persone dolci non è che siano sempre gentili o che dicano sempre di sì. La dolcezza vera non è una tecnica. Il loro segreto è che sono in pace con la propria vulnerabilità. Ti spiego cosa intendo: 1. Non devono difendersi in continuazione. Le persone dolci di cui parli, quelle che trasmettono genuinità in tutti i sensi, di solito non hanno bisogno di apparire più dure, più furbe o più distaccate per sentirsi al sicuro. Si permettono di essere tenere, di sorridere con gli occhi, di parlare piano, di ascoltare davvero. E questa è una forma di forza, non di debolezza. 2. Hanno una coerenza tra dentro e fuori. Quello che senti quando le guardi è proprio questo: quello che mostrano fuori corrisponde a quello che sentono dentro. Non c'è un filtro di cinismo o di calcolo. Per questo ti arriva come "genuina". Il nostro cervello lo capisce in un secondo quando una persona è congruente. 3. Trattano gli altri come tratterebbero una parte fragile di sé. Non umiliano, non fanno sentire in difetto. Hanno quella capacità di farti sentire a tuo agio anche se sei imperfetto. E questa capacità di solito l'hanno imparata perché a loro volta hanno conosciuto la fragilità e l'hanno accolta, invece di nasconderla. Quindi non è che hanno un segreto per essere dolci. È che non hanno spento la dolcezza per proteggersi. E forse ti colpiscono così tanto perché risuonano con una parte dolce anche tua, che riconosci e che ti piace quando la vedi fuori. Ti è capitato di sentirti particolarmente dolce e genuina anche tu quando eri con una di queste persone?
Gentile paziente, grazie per la sua domanda. Mi sembra una domanda molto interessante. Forse la dolcezza non ha un vero segreto: potrebbe nascere da un modo autentico e spontaneo di stare in relazione con gli altri, fatto di ascolto, gentilezza e coerenza... Cordialità Dott.ssa Debora Manoni
Salve, forse non c'è bisogno di scoprire nessun segreto. Notare quest'aspetto negli altri ci fa capire cosa osserviamo, quali sono le qualità che ci piace vedere nelle altre persone. Può essere utile chiederci chi ci ricordano, perchè per noi è importante quella dolcezza, vista riconosciuta o cercata. Grazie per questa domanda che riporta ad una sensibilità non sempre scontata, dott.ssa Francesca Stanca
Imparare a conoscersi e a intrattenere un buon rapporto con sè stessi/e è un buon presupposto per una pace che si riverbera nelle relazioni con gli altri. Un percorso espressivo ,anche attraverso le immagini (Art Therapy/Arte Terapia)potrebbe aiutarla a visualizzare, riconoscere e lavorare su parti di sè.
Salve gentilissim* La ringrazio per la sua riflessione, domanda molto interessante Diciamo che sicuramente le persone dolci cmq dal buon temperamento non hanno necessità di prevaricare l'altro per sentirsi migliori e già questo mi sembra un ottimo punto di partenza A differenza di quelli che sono aggressivi e vogliono prevaricare per potere quelli più miti fanno il loro non vogliono primeggiare . Sono più propensi a non vivere tutto come una sfida o sul personale . Esiste una falsa credenza secondo la quale chi più alza la voce più ha forza potere invece la specie si è evoluta proprio grazie ai semplici Buona riflessione Resto a disposizione
Gentile Paziente, grazie per la sua domanda. Per rispondere a ciò che chiede sarebbe interessante capire cosa intende esattamente con dolcezza. Tuttavia, non le nego che leggendola ho pensato concetto di empatia, la capacità di mettersi nei panni di un'altra persona e comprenderne pensieri, emozioni e stati d'animo. Le persone empatiche spesso vengono descritte come "dolci", "genuine", e mostrano un approccio relazionale interessato e rispettoso. L'empatia si sviluppa e si costruisce attraverso il ripetersi di relazioni di cura calde, accoglienti e rispecchianti. Saluti.
Non hanno un segreto, semplicemente fa parte del loro temperamento. La loro sensibilità, equilibrio, predisposizione all'ascolto, disponibilità, spirito accomodante... fa sì che appaiano dolci. Non è detto che tutti apprezzino questo modo di porsi con dolcezza, altri sono più attratti da persone che hanno una modalità più risoluta, che potrebbe risultare più intrigante. In ogni caso la cosa più importante è la spontaneità che ci fa apparire autentici. Cerchiamo innanzi tutto di stare bene con noi stessi.
Gentile utente, forse non esiste un vero e proprio “segreto”. Quella che percepiamo come dolcezza spesso nasce dal modo in cui una persona sta in relazione: ascolta senza invadere, guarda senza giudicare, lascia spazio all'altro e comunica interesse sincero. A volte la genuinità si percepisce proprio perché non c'è il bisogno di dimostrare qualcosa. Una persona può trasmettere dolcezza attraverso piccoli gesti, il tono della voce, la disponibilità e soprattutto attraverso il modo in cui fa sentire chi ha davanti. E forse c'è anche un aspetto interessante: ciò che definiamo “dolce” parla non soltanto di chi abbiamo di fronte, ma anche di ciò che noi riconosciamo e cerchiamo nelle relazioni. Un caro saluto.
Buongiorno, spesso ciò che percepiamo come “dolcezza” non dipende da un segreto particolare, ma dall’insieme di piccoli aspetti: il modo di ascoltare, di guardare, di parlare, di relazionarsi con gli altri e una certa autenticità nel mostrarsi.Di volta in volta potrebbe essere diverso e molto dipende anche da come noi interpretiamo e viviamo quei comportamenti. Forse, più che chiedersi quale sia il “segreto” in generale - appurato che non ne esiste uno-, potrebbe essere interessante chiedersi: "che cosa, precisamente, di quella persona, mi trasmette dolcezza e genuinità?". Magari, la risposta potrebbe dirle qualcosa anche sui tratti che lei apprezza in sè e negli altri e/o vorrebbe esprimere maggiormente di sé/veder espressi dagli altri. Un caro saluto, Dottssa LM
Forse la pace in se stessi... Che bella questa domanda! Ti ho risposto di getto, come Valentina, e non come terapeuta. Ma mi piacerebbe conoscerti, per approfondire la domanda con te e per conoscere quella che può maturare come tua risposta. Credo che potrebbero uscire cose meravigliose. Io seguo i miei pazienti a Battipaglia (SA) ed online. Se vorrai, sarò qui su MioDottore. Intanto ti mando un grande abbraccio. P.S. Non smettere mai di porti domande creative, come questa, perché aprono scenari mai immaginati. Ciao!
Secondo me la cosa interessante è che la dolcezza autentica non è semplicemente essere gentili. È un modo di stare con gli altri che comunica: “Con me puoi sentirti al sicuro, non devi difenderti.” Le persone che percepiamo come particolarmente dolci spesso hanno alcune caratteristiche: * Ascoltano davvero. Non aspettano soltanto il proprio turno per parlare. Ti guardano, sorridono, fanno domande e sembrano interessate a ciò che dici. * Non invadono. Non hanno bisogno di sapere tutto subito e rispettano i confini dell’altro. * Hanno uno sguardo morbido. Anche il modo di guardare, sorridere e usare la voce può trasmettere accoglienza. * Non giudicano rapidamente. Prima cercano di capire e poi eventualmente esprimono un’opinione. * Sono gentili senza ostentarlo. Piccoli gesti, attenzione ai dettagli, ricordarsi di qualcosa che hai raccontato. * Non hanno bisogno di dimostrare continuamente qualcosa. La loro presenza è relativamente tranquilla. * Sanno mostrare vulnerabilità senza riversarla sull’altro. Possono dire “questa cosa mi ha fatto male” senza trasformarla necessariamente in un’accusa. * Sono coerenti. La dolcezza che percepisci non è soltanto un modo di porsi con te: la ritrovi anche nel modo in cui trattano le persone da cui non hanno nulla da ottenere. * Hanno confini. E questa è una cosa importantissima: una persona dolce non è necessariamente disponibile a tutto. Può dire di no con gentilezza. E c’è un paradosso: spesso le persone che trasmettono più dolcezza non cercano di sembrare dolci. Non fanno continuamente cose per piacere agli altri. Sono semplicemente presenti, rispettose e autentiche. La dolcezza passa moltissimo dal corpo Prima ancora delle parole, possiamo percepirla attraverso: sguardo → espressione del viso → sorriso → tono della voce → ritmo del parlare → postura → modo di ascoltare. Una persona che parla lentamente, non interrompe continuamente, mantiene uno sguardo caldo, sorride spontaneamente e non appare “in allerta” può essere percepita come molto rassicurante. E secondo me c’è una differenza fondamentale tra dolcezza e compiacenza. La compiacenza dice: “Dimmi cosa vuoi da me e cercherò di dartelo.” La dolcezza dice: “Ti vedo, ti rispetto e posso essere gentile con te senza smettere di essere me stessa.” Ed è proprio questa seconda forma che tende a risultare genuina. Se vuoi diventare più dolce nel modo in cui vieni percepita, non lavorerei sul “come devo comportarmi per sembrare dolce?”, perché rischierebbe di diventare una maschera. Lavorerei piuttosto su presenza, ascolto, calma, curiosità verso l’altro e capacità di non reagire immediatamente. E c’è un collegamento molto bello con quello che mi chiedevi prima sulla riservatezza: una persona può essere dolcissima senza raccontare quasi nulla di sé. Può sorridere, ascoltare, fare una domanda, lasciare un piccolo silenzio e non avere bisogno di riempirlo. Quella combinazione di calore e riservatezza spesso comunica moltissimo.
E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.










