Dott.ssa
Federica Gagliardi
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Esperienze
Sono una psicologa con orientamento clinico. Mi occupo di gestione dell’ansia, difficoltà relazionali, insicurezza e bassa autostima, rapporto con il corpo e con i sintomi somatici, momenti di blocco o confusione nelle scelte personali e professionali.
Nel mio lavoro utilizzo un linguaggio semplice e chiaro, creando uno spazio accogliente e non giudicante in cui sentirsi ascoltati davvero
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
Principali patologie trattate
- Disturbi emotivi
- Stress
- Ansia
- Sindrome da burnout
- Disturbi del comportamento alimentare (DCA)
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Recensioni
12 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Puntualità
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A
A.C.
Alta Professionalità ed molta empatia nei confronti del paziente. Si vede molto l’importanza che dà per la serenità del paziente.
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Dott.ssa Federica Gagliardi
Grazie mille!
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S
Stefano De Stefanis
Giovane professionista, lavora con impegno ed attenzione al paziente.
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P
P. V.
Ho trovato molta empatia attenzione e serietà durante il colloquio
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M
M.B
La dottoressa è molto empatica e molto attenta.
Ha una grande capacità di ascoltare e di mettere a proprio agio la persona che ha davanti a sé.
La consiglio vivamente !• Studio di consulenza online • consulenza online •
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A
A. D.
Comunicazione precisa, chiara e dettagliata, utile a stabilire la giusta connessione tra paziente e medico
• Altro • Altro •
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S
Sz
Molta professionalità. Consiglio vivamente una vista con la dottoressa Gagliardi.
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D
D.A.
Il primo impatto è stato ottimo... Continuerò sicuramente
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A
Anna M
Professionista eccellente, paziente, attenta,cordiale,gentile e dolcissima.
Super• Studio di consulenza online • consulenza online •
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S
Stefania Lippi
Mi ha aiutato a superare con professionalità e tanto garbo una situazione che negli ultimi tempi era diventata per me non più facile da gestire. Mi ha messo a mio agio con semplicità ed è riuscita a farmi tornare la serenità che avevo perso.
La consiglio sicuramente!! Grazie dottoressa Federica• Studio di consulenza online • consulenza online •
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G
G.M
Intrapreso questo percorso personale con la dottoressa in periodo complicato e ne sono uscito trasformato. Devo ancora ringraziarla per la professionalità e la puntualità delle osservazioni e del trattamento tutto!
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 186 domande da parte di pazienti di MioDottore
ciao dottore, sono una studentessa fuori sede e nella mia casa ho una ragazza che soffre di disturbo
ciao dottore, sono una studentessa fuori sede e nella mia casa ho una ragazza che soffre di disturbo borderline e di depressione, ad aprile aveva tentato il suicidio con l’overdose degli psicofarmaci ma fu salvata (io ancora non c’ero in quella casa), poi sono arrivata a settembre e una delle mie coinquiline mi spiegò questa situazione, scelsi di rimanere in casa sperando non riaccadesse. In questa settimana, qualche giorno fa, ero da sola a casa con lei, piangendo va in bagno, le busso e aveva chiuso a chiave, la prego di aprire e dopo 20 min mi apre, aveva le braccia piene di sangue, a terra c’erano gocce, sulla vasca e sulla tenda della vasca da bagno. Le faccio una camomilla e le lavo le braccia, la medico. Il giorno seguente sembrava stare meglio, diceva di voler dormire, vado nella mia stanza, ero con la mia vicina in camera mia, sentiamo un rumore e delle urla venire da camera sua, andiamo a bussare e gridando mi dice di non entrare: aveva fatto overdose di nuovo, la stanza era tutta in disordine e il rumore era causato da una sua caduta mentre cercava di alzarsi, ha preso più di 30 compresse di psicofarmaci. Ho chiamato l’ambulanza, sono andata con lei in ambulanza, ho visto scene pietose, una peggio dell’altra in due giorni. Ora sono diventata nervosa, irascibile, senza pazienza, sclero per TUTTO, mi basta un ‘orologio rotto, una penna mal funzionante, un computer scarico, una porta poco agibile, sono letteralmente al limite, non ho più pazienza, dormo poco e quando dormo mi agito, mi muovo nel sonno, ho solo voglia di gridare e di prendere a pugni tutto. MI AIUTI, mi dia una spiegazione ACCURATA scientificamente, ho solo bisogno di quella, grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, ciò che descrive è compatibile con una possibile risposta acuta allo stress in seguito a un’esperienza fortemente traumatica. In due giorni si è trovata esposta a situazioni di grave pericolo, ha assistito a comportamenti autolesivi, ha dovuto intervenire direttamente e si è confrontata con il rischio concreto che una persona potesse morire. Non si è trattato semplicemente di assistere a un momento difficile, ma di vivere una situazione di emergenza nella quale ha dovuto assumersi responsabilità importanti senza essere preparata a farlo. Dal punto di vista psicofisiologico, in condizioni di minaccia il sistema nervoso attiva una risposta di allarme, coinvolgendo circuiti cerebrali deputati alla rilevazione del pericolo e sistemi neuroendocrini, tra cui l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Questa attivazione può persistere anche quando l’emergenza è terminata, mantenendo l’organismo in uno stato di ipervigilanza. L’irritabilità, la scarsa tolleranza alle frustrazioni, l’insonnia, l’agitazione motoria e la sensazione di essere costantemente sul punto di esplodere possono essere manifestazioni di questa condizione: il sistema di allarme rimane particolarmente sensibile e anche piccoli imprevisti vengono percepiti come ulteriori sollecitazioni difficili da gestire. Questo non significa che Lei stia perdendo il controllo o che abbia necessariamente sviluppato un disturbo post-traumatico da stress: per formulare una diagnosi servirebbero una valutazione clinica e informazioni sull’andamento dei sintomi nel tempo. Tuttavia, non sottovaluterei ciò che sta vivendo. È importante che Lei non si senta responsabile di gestire da sola eventuali nuove crisi della coinquilina: in caso di overdose, autolesionismo grave o pericolo immediato, chiami il 112 o il 118 e lasci intervenire i professionisti. Si conceda inoltre la possibilità di allontanarsi temporaneamente da un ambiente che in questo momento può rappresentare una fonte di forte attivazione emotiva. Le consiglierei di rivolgersi quanto prima a uno psicologo, anche attraverso il servizio di supporto psicologico universitario, per elaborare quanto accaduto e valutare l’intensità delle sue reazioni. La sua sofferenza merita attenzione tanto quanto quella della persona che ha cercato di aiutare.
Salve dottori vi volevo chiedere come faccio a sapere se la mia serenità è autentica? Come faccio a
Salve dottori vi volevo chiedere come faccio a sapere se la mia serenità è autentica? Come faccio a sapere se sono condizionato magari inconsapevolmente? Mi spiego meglio io due anni fa ho perso i miei genitori parlando con uno psicologo che ho conosciuto mi ha chiesto se avessi affrontato completamente il trauma e io gli risposi che magari non so se al 100% ma io in questo momento mi sento sereno e secondo me non mi serve riaprire la faccenda giusto? Oppure dovrei sempre chiedermi se ho affrontato bene le situazioni? Poi sul fatto del condizionamento in rete c’è una persona dove dice che siamo tutti condizionati e che senza un risveglio al vero se è senza un percorso spirituale è inevitabile ma è davvero così ? Grazie per una vostra risposta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, la serenità che descrive non deve necessariamente essere messa in discussione solo perché ha attraversato un’esperienza dolorosa come la perdita di entrambi i genitori. Elaborare un lutto non significa arrivare a una condizione in cui il dolore è completamente scomparso, né dover ripercorrere continuamente ciò che è accaduto per verificare di averlo affrontato nel modo giusto. È possibile aver integrato una perdita importante e aver ritrovato un equilibrio, pur conservando momenti di nostalgia, tristezza o mancanza. Non esiste, inoltre, una percentuale di elaborazione del trauma da raggiungere per poter considerare autentica la propria serenità. Mi soffermerei piuttosto su un aspetto della sua domanda: la necessità di controllare continuamente se sta davvero bene. A volte il tentativo di verificare ogni emozione, ogni pensiero o ogni possibile condizionamento finisce paradossalmente per generare dubbi e inquietudine, anziché maggiore consapevolezza. Anche l’idea che tutti siamo necessariamente condizionati e che soltanto attraverso un particolare percorso spirituale sia possibile liberarsene è una convinzione, non una verità scientificamente dimostrata. Certamente l’ambiente, le esperienze e le relazioni influenzano il nostro modo di pensare, ma questo non significa che siamo incapaci di scegliere autonomamente o che dobbiamo intraprendere un percorso di risveglio per vivere autenticamente. Se oggi si sente sereno, può concedersi di vivere questa serenità senza sottoporla continuamente a verifica. Non è necessario riaprire una ferita solo per dimostrare a sé stesso di averla affrontata. Naturalmente, qualora emergessero sofferenze o difficoltà che sente di voler comprendere, potrebbe parlarne con uno psicologo, ma il percorso dovrebbe rispondere a un suo bisogno, non alla paura di non aver elaborato abbastanza.
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