Buongiorno, vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni. In quest
26
risposte
Buongiorno,
vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni.
In questo periodo mi sono messa in gioco come potevo, sia tramite amici di amici sia tramite l'uso sporadico di app di dating. Queste ultime soprattutto ritengo essere state una grande perdita di tempo in quanto non arrivavo mai al secondo appuntamento o a volte nemmeno all'incontro. A dire la verità analizzando anche gli incontri avuti con persone conosciute dal vivo sono stati incontri dove non ho percepito un reale interesse nel conoscermi. Argomenti spesos superficiali, mi chiedevano dei miei ex, ma zero domande su chi fossi io mentre io a loro ne facevo per poi sparire poco dopo. Devo ammettere che sto cominciando a pensare di essere io una persona banale o che in qualche modo annoia gli altri. Spesso mi sentivo dire che non scattava la scintilla ma dubito possa scattare in 2 appuntamenti! Temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita e credo pure che oggi incontrare il vero amore sia solo questione di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Questa singletudine mi pesa, ho solo amici accoppiati e ormai non ci si vede più. Sto provando a rimettermi in gioco ancora una volta ma negli ambienti vhe frequento le conoscenze faticano ad arrivare e così spesso esco anche da sola. Avrei voluto diventare madre, mi sono sempre immaginata con uno o due figli ma ormai temo di essere fuori tempo massimo.
Se devo rassegnarmi lo farò ma vorrei capire cosa mi manca rispetto alle altre ragazze che finiscono una relazione e dopo qualche anno le vedi già con un altro e spesso sono ragazze assolutamente normali come me.
Sono a chiedervi se puó essere possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro?
vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni.
In questo periodo mi sono messa in gioco come potevo, sia tramite amici di amici sia tramite l'uso sporadico di app di dating. Queste ultime soprattutto ritengo essere state una grande perdita di tempo in quanto non arrivavo mai al secondo appuntamento o a volte nemmeno all'incontro. A dire la verità analizzando anche gli incontri avuti con persone conosciute dal vivo sono stati incontri dove non ho percepito un reale interesse nel conoscermi. Argomenti spesos superficiali, mi chiedevano dei miei ex, ma zero domande su chi fossi io mentre io a loro ne facevo per poi sparire poco dopo. Devo ammettere che sto cominciando a pensare di essere io una persona banale o che in qualche modo annoia gli altri. Spesso mi sentivo dire che non scattava la scintilla ma dubito possa scattare in 2 appuntamenti! Temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita e credo pure che oggi incontrare il vero amore sia solo questione di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Questa singletudine mi pesa, ho solo amici accoppiati e ormai non ci si vede più. Sto provando a rimettermi in gioco ancora una volta ma negli ambienti vhe frequento le conoscenze faticano ad arrivare e così spesso esco anche da sola. Avrei voluto diventare madre, mi sono sempre immaginata con uno o due figli ma ormai temo di essere fuori tempo massimo.
Se devo rassegnarmi lo farò ma vorrei capire cosa mi manca rispetto alle altre ragazze che finiscono una relazione e dopo qualche anno le vedi già con un altro e spesso sono ragazze assolutamente normali come me.
Sono a chiedervi se puó essere possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro?
Buongiorno,
la sua domanda è molto comprensibile e tocca diversi aspetti importanti: il senso di solitudine, il dubbio su di sé, la frustrazione rispetto agli incontri e anche il tema del tempo che passa rispetto al desiderio di maternità.
Parto da un punto centrale: il fatto che le relazioni non si siano sviluppate non significa che lei sia “banale” o poco interessante. Spesso, nelle dinamiche di dating attuali (soprattutto tramite app), gli incontri sono veloci, poco approfonditi e basati su impressioni superficiali. Questo porta molte persone a non investire davvero nella conoscenza dell’altro, più che a incontrare qualcuno “non abbastanza interessante”.
Da ciò che racconta emerge anzi il contrario: lei sembra una persona che si mette in gioco, fa domande, cerca una connessione autentica. Non è una qualità banale, ma preziosa. Il problema è che non sempre trova interlocutori altrettanto disponibili o maturi emotivamente.
Riguardo alla “scintilla”: è vero, spesso viene idealizzata. In realtà un interesse autentico può nascere anche gradualmente, ma nella cultura attuale molti si aspettano un coinvolgimento immediato e, se non arriva subito, passano oltre. Questo non dice nulla sul suo valore, ma molto sul contesto relazionale in cui ci si muove oggi.
Il pensiero “forse mi manca qualcosa rispetto alle altre” è comprensibile, ma rischia di essere fuorviante. Le storie degli altri che vediamo dall’esterno sono spesso semplificate: non conosciamo i tempi, le difficoltà, né le dinamiche reali. Non esiste un unico modo “giusto” o un tempo standard per incontrare qualcuno.
Rispetto alla paura di rimanere sola: non è possibile prevedere con certezza il futuro relazionale di una persona. Tuttavia, è importante distinguere tra:
una possibilità reale (non incontrare qualcuno per un periodo più o meno lungo)
e una conclusione definitiva (“rimarrò sola a vita”), che è invece un pensiero anticipatorio e spesso alimentato dalla sofferenza del momento
Un altro aspetto importante è il contesto sociale: il fatto che i suoi amici siano tutti in coppia e che le occasioni di incontro siano ridotte può aumentare il senso di isolamento e rendere tutto più difficile, indipendentemente da lei.
Infine, il tema della maternità: è comprensibile che le generi preoccupazione. Oggi esistono diverse possibilità e percorsi, ma è un tema delicato che merita uno spazio di riflessione più ampio e personale, senza arrivare subito a conclusioni drastiche.
In sintesi, più che chiedersi “cosa mi manca”, potrebbe essere utile esplorare:
che tipo di persone sta incontrando e in quali contesti
quali dinamiche si attivano nei primi incontri
come vive emotivamente queste esperienze e che impatto hanno sulla sua autostima
Non perché ci sia “qualcosa che non va”, ma per comprendere meglio il suo modo di stare nelle relazioni e aumentare le possibilità di incontri più significativi.
Le consiglierei quindi di approfondire questi aspetti con un professionista, in uno spazio in cui poter riflettere con calma e senza giudizio su ciò che sta vivendo.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la sua domanda è molto comprensibile e tocca diversi aspetti importanti: il senso di solitudine, il dubbio su di sé, la frustrazione rispetto agli incontri e anche il tema del tempo che passa rispetto al desiderio di maternità.
Parto da un punto centrale: il fatto che le relazioni non si siano sviluppate non significa che lei sia “banale” o poco interessante. Spesso, nelle dinamiche di dating attuali (soprattutto tramite app), gli incontri sono veloci, poco approfonditi e basati su impressioni superficiali. Questo porta molte persone a non investire davvero nella conoscenza dell’altro, più che a incontrare qualcuno “non abbastanza interessante”.
Da ciò che racconta emerge anzi il contrario: lei sembra una persona che si mette in gioco, fa domande, cerca una connessione autentica. Non è una qualità banale, ma preziosa. Il problema è che non sempre trova interlocutori altrettanto disponibili o maturi emotivamente.
Riguardo alla “scintilla”: è vero, spesso viene idealizzata. In realtà un interesse autentico può nascere anche gradualmente, ma nella cultura attuale molti si aspettano un coinvolgimento immediato e, se non arriva subito, passano oltre. Questo non dice nulla sul suo valore, ma molto sul contesto relazionale in cui ci si muove oggi.
Il pensiero “forse mi manca qualcosa rispetto alle altre” è comprensibile, ma rischia di essere fuorviante. Le storie degli altri che vediamo dall’esterno sono spesso semplificate: non conosciamo i tempi, le difficoltà, né le dinamiche reali. Non esiste un unico modo “giusto” o un tempo standard per incontrare qualcuno.
Rispetto alla paura di rimanere sola: non è possibile prevedere con certezza il futuro relazionale di una persona. Tuttavia, è importante distinguere tra:
una possibilità reale (non incontrare qualcuno per un periodo più o meno lungo)
e una conclusione definitiva (“rimarrò sola a vita”), che è invece un pensiero anticipatorio e spesso alimentato dalla sofferenza del momento
Un altro aspetto importante è il contesto sociale: il fatto che i suoi amici siano tutti in coppia e che le occasioni di incontro siano ridotte può aumentare il senso di isolamento e rendere tutto più difficile, indipendentemente da lei.
Infine, il tema della maternità: è comprensibile che le generi preoccupazione. Oggi esistono diverse possibilità e percorsi, ma è un tema delicato che merita uno spazio di riflessione più ampio e personale, senza arrivare subito a conclusioni drastiche.
In sintesi, più che chiedersi “cosa mi manca”, potrebbe essere utile esplorare:
che tipo di persone sta incontrando e in quali contesti
quali dinamiche si attivano nei primi incontri
come vive emotivamente queste esperienze e che impatto hanno sulla sua autostima
Non perché ci sia “qualcosa che non va”, ma per comprendere meglio il suo modo di stare nelle relazioni e aumentare le possibilità di incontri più significativi.
Le consiglierei quindi di approfondire questi aspetti con un professionista, in uno spazio in cui poter riflettere con calma e senza giudizio su ciò che sta vivendo.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Salve buongiorno. La ringrazio per la sua condivisione. La ringrazio poichè ciò che lei ha raccontato è un vissuto che, al giorno d'oggi, è molto frequente. Posso dirle che, le relazioni di oggi sono differenti da quelle di ieri: si basano su presupposti e valori che sono piu inclini alla societa di oggi, sono sottoposti ad una velocità e liquidità che è direttamente proporzionale ai ritmi frenetici della vita delle persone, dove il motto è "se non stai al passo, rimani indietro"...questo purtroppo potrebbe costituire un problema per le persone che sono un po piu lente oppure che si riconoscono dei limiti o delle difficoltà, e , semplicemente, li rispettano. In questo quadro, costellato da iper-utilizzo della tecnologia, che contribuisce a modificare la struttura delle relazioni e il focus sulle quali si concentrano, è molto piu frequente trovare questa velocità conoscitiva, che, pero, si esaurisce subito, e non riesce a durare piu di 2 incontri. Si vuole trovare tutto, subito, ma ciò non costituisce una colpa, piuttosto un modellamento individuale. Posso immaginare quanto possa essere frustrante la "ricerca del tesoro", ma, allo stesso tempo, è bene non anticipare le probabilità/possibilità. Nel senso, si può approfittare di questo tempo morto, per investirla su se stessi...e, magari, senza aspettative, un giorno a caso, capiterà di incontrare una persona con cui ci si troverà sulla stessa linea d'onda. E' incredibile quanto la mancata ricerca possa attirare ciò che hai sempre ricercato ostinatamente. Approfitta di questo tempo per investire su te stessa, e non ti sentire all'interno di un tempo prestabilito. I limiti del tempo, sono solo limiti.
Grazie, spero di esserti stata di aiuto,
SALUTI
Grazie, spero di esserti stata di aiuto,
SALUTI
Carissima,
leggendo la sua domanda avverto tra le righe un vero senso di amarezza. Lei chiede se è lei banale, ma da quello che leggo emerge forse il contrario. La vita è una serie di incontri più o meno casuali, e spesso le relazioni terminano in un modo che non avremmo voluto e nè pensato. Mi sento però di dirle una cosa: la sua "singletudine" le pesa, ma forse la risposta è proprio lì. Iniziamo ad amarci e a stare bene con noi stesse, da sole prima di tutto. Poi, se arriverà il partener con cui condividere un pezzo di strada insieme, sarà un aggiunta al suo personale benessere. Essere madri poi, ha mille sfaccettature. Non si limiti a pensare che è fuori tempo massimo. Buon Cammino!
leggendo la sua domanda avverto tra le righe un vero senso di amarezza. Lei chiede se è lei banale, ma da quello che leggo emerge forse il contrario. La vita è una serie di incontri più o meno casuali, e spesso le relazioni terminano in un modo che non avremmo voluto e nè pensato. Mi sento però di dirle una cosa: la sua "singletudine" le pesa, ma forse la risposta è proprio lì. Iniziamo ad amarci e a stare bene con noi stesse, da sole prima di tutto. Poi, se arriverà il partener con cui condividere un pezzo di strada insieme, sarà un aggiunta al suo personale benessere. Essere madri poi, ha mille sfaccettature. Non si limiti a pensare che è fuori tempo massimo. Buon Cammino!
Buongiorno,
dalle tue parole emerge quanta fatica, delusione e senso di solitudine tu stia vivendo in questo periodo. Quando ci si mette in gioco con autenticità e gli incontri non portano alla connessione che si desidera, è comprensibile che possano nascere dubbi su di sé o il timore che “manchi qualcosa”. Tuttavia, il fatto che una relazione non prosegua o che non scatti una particolare sintonia non dice necessariamente nulla sul tuo valore personale o su quanto tu sia interessante come persona.
Le dinamiche dell’incontro e dell’attrazione sono spesso complesse e difficili da prevedere: a volte dipendono da tempi, contesti e compatibilità che vanno oltre ciò che possiamo controllare. Due appuntamenti, come dici tu, sono davvero poco per conoscere qualcuno in profondità, e il fatto che tu cerchi conversazioni più autentiche e interessate alla persona è già un segnale importante del tipo di relazione che desideri costruire.
Può essere utile, in momenti come questo, fermarsi con uno sguardo gentile verso se stessi e provare a esplorare insieme a un professionista come stai vivendo questa fase della vita, quali aspettative, bisogni e timori stanno emergendo, e come continuare a rimanere aperta all’incontro senza che questo diventi una misura del tuo valore. A volte questo spazio di riflessione aiuta anche a ritrovare fiducia, energia e nuove modalità di entrare in relazione con gli altri.
Il fatto che tu continui a rimetterti in gioco, nonostante le delusioni, racconta già molte risorse e desiderio di costruire qualcosa di significativo. E questo è un punto di partenza molto prezioso.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
dalle tue parole emerge quanta fatica, delusione e senso di solitudine tu stia vivendo in questo periodo. Quando ci si mette in gioco con autenticità e gli incontri non portano alla connessione che si desidera, è comprensibile che possano nascere dubbi su di sé o il timore che “manchi qualcosa”. Tuttavia, il fatto che una relazione non prosegua o che non scatti una particolare sintonia non dice necessariamente nulla sul tuo valore personale o su quanto tu sia interessante come persona.
Le dinamiche dell’incontro e dell’attrazione sono spesso complesse e difficili da prevedere: a volte dipendono da tempi, contesti e compatibilità che vanno oltre ciò che possiamo controllare. Due appuntamenti, come dici tu, sono davvero poco per conoscere qualcuno in profondità, e il fatto che tu cerchi conversazioni più autentiche e interessate alla persona è già un segnale importante del tipo di relazione che desideri costruire.
Può essere utile, in momenti come questo, fermarsi con uno sguardo gentile verso se stessi e provare a esplorare insieme a un professionista come stai vivendo questa fase della vita, quali aspettative, bisogni e timori stanno emergendo, e come continuare a rimanere aperta all’incontro senza che questo diventi una misura del tuo valore. A volte questo spazio di riflessione aiuta anche a ritrovare fiducia, energia e nuove modalità di entrare in relazione con gli altri.
Il fatto che tu continui a rimetterti in gioco, nonostante le delusioni, racconta già molte risorse e desiderio di costruire qualcosa di significativo. E questo è un punto di partenza molto prezioso.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buongiorno. È comprensibile che lei provi questo senso di frustrazione; il confronto con la facilità altrui nel trovare un partner può far sentire "sbagliati" o sfortunati. Tuttavia, la difficoltà che riscontra non indica che lei sia banale, ma riflette spesso la fatica di trovare profondità in un mondo di relazioni diventate purtroppo molto veloci e superficiali. Sentirsi dire che "non scatta la scintilla" dopo soli due incontri è spesso un modo per non ammettere l'incapacità di investire tempo e attenzione nella conoscenza reale di un'altra persona. Se lei si pone con curiosità mentre gli altri rimangono sulla superficie, il problema è nella mancanza di reciprocità, non nella sua capacità di interessare. La rassegnazione che sente riguardo alla maternità e al tempo che passa è un peso emotivo enorme, ma è importante non lasciare che questa ansia diventi l'unico filtro con cui guarda se stessa e gli altri. Non esiste qualcosa che le "manca" rispetto alle altre: spesso ciò che vediamo dall'esterno come relazioni facili sono solo incastri diversi, non necessariamente migliori. È possibile incontrare qualcuno a qualsiasi età, ma il primo passo è smettere di considerarsi "fuori tempo massimo" o un caso isolato. Provare a frequentare nuovi ambienti per se stessa, e non solo per cercare qualcuno, può aiutare a togliere quella pressione che a volte, paradossalmente, allontana proprio ciò che desideriamo. Resto a sua disposizione se desidera esplorare meglio questi vissuti e ritrovare fiducia nel suo valore. Un caro saluto.
Quello che stai vivendo non indica che tu sia una persona banale, ma che nelle interazioni che hai avuto non si è attivata una vera dinamica reciproca. In un’ottica interazionista non si guarda a cosa manca in te, ma a cosa accade tra te e l’altro durante gli incontri. Dai tuoi racconti emerge un pattern: tu fai domande e cerchi profondità, mentre l’altro resta superficiale e poco coinvolto. Questo può impedire la nascita di una connessione, non perché tu non sia interessante, ma perché la relazione non prende forma. La cosiddetta scintilla spesso non è una questione di valore personale, ma di ritmo e di modalità di scambio. Oggi molte persone cercano emozioni immediate e faticano a costruire interesse nel tempo. È possibile che tu proponga un tipo di connessione più profonda rispetto a quella che gli altri sono pronti a sostenere. Il pensiero di essere tu il problema nasce da esperienze ripetute di mancato riscontro, ma non è una verità su di te. Piuttosto indica che ti sei trovata in contesti o dinamiche poco favorevoli. Anche il confronto con chi trova rapidamente un partner può essere fuorviante, perché spesso entrano in gioco fattori come disponibilità e tempistiche. La tua sofferenza è comprensibile, soprattutto per il desiderio di relazione e maternità. Tuttavia non sei fuori dai giochi, ma in una fase in cui serve comprendere meglio come entri nelle relazioni. Più che cambiare chi sei, può essere utile modificare il modo in cui ti esprimi negli scambi. Portare più spontaneità e presenza emotiva può favorire una risposta diversa. Il fatto che tu continui a metterti in gioco è un segnale di risorse attive. Non è detto che alcune persone non incontrino mai qualcuno, ma è importante aumentare le condizioni perché ciò accada. Il lavoro sta nel rendere le interazioni più vive e reciproche.
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge chiaramente la fatica, il senso di solitudine e anche una certa frustrazione legata al non sentirsi davvero vista o incontrata nelle relazioni.
La domanda che pone è una domanda molto profonda, quasi esistenziale e meriterebbe di essere esplorata con calma e da più punti di vista. Ad esempio, potrebbe essere utile chiedersi: cosa significherebbe davvero, per lei, non incontrare nessuno che faccia al caso suo? Quali pensieri, emozioni e immagini porta con sé questa possibilità?
Nel suo racconto emerge anche un confronto con gli altri, come se ci fosse l’idea di “mancare” di qualcosa rispetto a chi entra più facilmente in relazione. Sarebbe interessante soffermarsi su questo aspetto: in che modo si vede lei, quando si paragona agli altri? Che immagine di sé prende forma in questi momenti?
Allo stesso tempo, ciò che descrive negli incontri (la sensazione di superficialità, di scarso interesse autentico) è qualcosa che molte persone riportano oggi, soprattutto in alcuni contesti di conoscenza. Questo non definisce necessariamente il suo valore o la sua “interessabilità”, ma può dire qualcosa anche del tipo di dinamiche che si stanno creando negli ambienti che frequenta.
I suoi dubbi e le sue domande sono assolutamente legittimi. Proprio per questo, potrebbero diventare un punto di partenza prezioso per un’esplorazione più approfondita.
Un caro saluto.
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge chiaramente la fatica, il senso di solitudine e anche una certa frustrazione legata al non sentirsi davvero vista o incontrata nelle relazioni.
La domanda che pone è una domanda molto profonda, quasi esistenziale e meriterebbe di essere esplorata con calma e da più punti di vista. Ad esempio, potrebbe essere utile chiedersi: cosa significherebbe davvero, per lei, non incontrare nessuno che faccia al caso suo? Quali pensieri, emozioni e immagini porta con sé questa possibilità?
Nel suo racconto emerge anche un confronto con gli altri, come se ci fosse l’idea di “mancare” di qualcosa rispetto a chi entra più facilmente in relazione. Sarebbe interessante soffermarsi su questo aspetto: in che modo si vede lei, quando si paragona agli altri? Che immagine di sé prende forma in questi momenti?
Allo stesso tempo, ciò che descrive negli incontri (la sensazione di superficialità, di scarso interesse autentico) è qualcosa che molte persone riportano oggi, soprattutto in alcuni contesti di conoscenza. Questo non definisce necessariamente il suo valore o la sua “interessabilità”, ma può dire qualcosa anche del tipo di dinamiche che si stanno creando negli ambienti che frequenta.
I suoi dubbi e le sue domande sono assolutamente legittimi. Proprio per questo, potrebbero diventare un punto di partenza prezioso per un’esplorazione più approfondita.
Un caro saluto.
Gentile,
la ringrazio per la fiducia con cui ha condiviso la sua esperienza. Si sente la fatica di questi anni, ma anche il fatto che non si sia mai davvero fermata nel provare a rimettersi in gioco, e questo è un aspetto importante.
Da quello che racconta, non emergono elementi che facciano pensare che lei sia una persona banale o poco interessante. Piuttosto sembra che si sia trovata più volte in contesti o con persone poco disponibili a una conoscenza autentica, dove anche lei ha percepito superficialità e scarso interesse.
È comprensibile che, dopo diverse esperienze simili, venga spontaneo chiedersi se ci sia qualcosa che non va in sé. È una domanda molto comune, soprattutto quando il desiderio di relazione è presente ma non trova riscontro. Allo stesso tempo è importante non ridurre tutto a una spiegazione personale, perché le dinamiche relazionali dipendono sempre anche dall’altro e dal contesto in cui avvengono gli incontri.
Le app di dating, come ha già intuito, spesso favoriscono modalità rapide e poco profonde, in cui è difficile che si crei uno spazio reale di conoscenza. Il fatto che le sia stato detto che “non scatta la scintilla” dopo uno o due incontri non è necessariamente un giudizio su di lei, ma riflette spesso aspettative molto immediate e poco realistiche.
Un aspetto che potrebbe essere utile esplorare, all’interno di un percorso psicologico, riguarda il tema dell’attrazione e dei pattern relazionali. A volte ci si trova, anche senza accorgersene, ad essere attratti da persone poco disponibili o poco coinvolte, oppure a muoversi in dinamiche che si ripetono nel tempo. In questo senso può essere interessante approfondire anche gli stili di attaccamento e il modo in cui influenzano le scelte affettive e il modo di stare nella relazione.
Rispetto al timore di dover rimanere sola, è comprensibile che nasca dalla ripetizione di esperienze deludenti e dal confronto con gli altri. Tuttavia non è una previsione, ma una sensazione legata al momento che sta vivendo. Le relazioni non seguono tempi uguali per tutti e spesso non sono lineari.
Anche il tema della maternità è molto delicato e comprensibilmente carico di pensieri. Proprio per questo meriterebbe uno spazio di riflessione dedicato, per poter distinguere tra desiderio, possibilità e pressione del tempo, senza arrivare a conclusioni troppo rigide o definitive.
Forse più che chiedersi cosa le manca rispetto alle altre, potrebbe essere utile spostare lo sguardo su come stanno andando gli incontri, su cosa cerca davvero in una relazione e su quali contesti possano favorire conoscenze più in linea con il suo modo di essere.
Il fatto che continui a uscire, anche da sola, nonostante tutto, dice molto della sua capacità di non chiudersi. Non è poco.
Non ci sono elementi che facciano pensare che lei sia destinata a rimanere sola. C’è piuttosto una fase complessa, che può essere compresa meglio e attraversata con maggiore consapevolezza.
Resto a disposizione, se desidera approfondire.
la ringrazio per la fiducia con cui ha condiviso la sua esperienza. Si sente la fatica di questi anni, ma anche il fatto che non si sia mai davvero fermata nel provare a rimettersi in gioco, e questo è un aspetto importante.
Da quello che racconta, non emergono elementi che facciano pensare che lei sia una persona banale o poco interessante. Piuttosto sembra che si sia trovata più volte in contesti o con persone poco disponibili a una conoscenza autentica, dove anche lei ha percepito superficialità e scarso interesse.
È comprensibile che, dopo diverse esperienze simili, venga spontaneo chiedersi se ci sia qualcosa che non va in sé. È una domanda molto comune, soprattutto quando il desiderio di relazione è presente ma non trova riscontro. Allo stesso tempo è importante non ridurre tutto a una spiegazione personale, perché le dinamiche relazionali dipendono sempre anche dall’altro e dal contesto in cui avvengono gli incontri.
Le app di dating, come ha già intuito, spesso favoriscono modalità rapide e poco profonde, in cui è difficile che si crei uno spazio reale di conoscenza. Il fatto che le sia stato detto che “non scatta la scintilla” dopo uno o due incontri non è necessariamente un giudizio su di lei, ma riflette spesso aspettative molto immediate e poco realistiche.
Un aspetto che potrebbe essere utile esplorare, all’interno di un percorso psicologico, riguarda il tema dell’attrazione e dei pattern relazionali. A volte ci si trova, anche senza accorgersene, ad essere attratti da persone poco disponibili o poco coinvolte, oppure a muoversi in dinamiche che si ripetono nel tempo. In questo senso può essere interessante approfondire anche gli stili di attaccamento e il modo in cui influenzano le scelte affettive e il modo di stare nella relazione.
Rispetto al timore di dover rimanere sola, è comprensibile che nasca dalla ripetizione di esperienze deludenti e dal confronto con gli altri. Tuttavia non è una previsione, ma una sensazione legata al momento che sta vivendo. Le relazioni non seguono tempi uguali per tutti e spesso non sono lineari.
Anche il tema della maternità è molto delicato e comprensibilmente carico di pensieri. Proprio per questo meriterebbe uno spazio di riflessione dedicato, per poter distinguere tra desiderio, possibilità e pressione del tempo, senza arrivare a conclusioni troppo rigide o definitive.
Forse più che chiedersi cosa le manca rispetto alle altre, potrebbe essere utile spostare lo sguardo su come stanno andando gli incontri, su cosa cerca davvero in una relazione e su quali contesti possano favorire conoscenze più in linea con il suo modo di essere.
Il fatto che continui a uscire, anche da sola, nonostante tutto, dice molto della sua capacità di non chiudersi. Non è poco.
Non ci sono elementi che facciano pensare che lei sia destinata a rimanere sola. C’è piuttosto una fase complessa, che può essere compresa meglio e attraversata con maggiore consapevolezza.
Resto a disposizione, se desidera approfondire.
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così personale con questa onestà.
Quello che descrive, la fatica degli appuntamenti superficiali, la sensazione di non essere davvero vista, il peso di un tempo che sembra stringersi. Questo è qualcosa che molte persone vivono, anche se raramente viene detto ad alta voce con questa lucidità.
Alla sua domanda finale rispondo sì: è statisticamente possibile che alcune persone incontrino più ostacoli di altre nel trovare una relazione significativa. Ma questo non dipende da un "difetto" in loro, dipende da una combinazione di fattori contestuali, relazionali e talvolta anche di fortuna, come lei stessa intuisce.
Quello che mi colpisce nel suo racconto è però un'altra cosa: la tendenza a interrogarsi su cosa le manca, come se il problema fosse necessariamente in lei. Quattro anni di vita da single, app deludenti e appuntamenti poco profondi non raccontano di una persona banale. Raccontano di una persona che ha degli standard relazionali, e che fa fatica a trovare chi li condivida.
Potrebbe valere la pena esplorare tutto questo in un percorso di supporto psicologico, non perché ci sia qualcosa da "aggiustare", ma per distinguere meglio cosa appartiene alla situazione esterna e cosa, eventualmente, alla propria storia interna.
Dott. Umberto Perrone
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così personale con questa onestà.
Quello che descrive, la fatica degli appuntamenti superficiali, la sensazione di non essere davvero vista, il peso di un tempo che sembra stringersi. Questo è qualcosa che molte persone vivono, anche se raramente viene detto ad alta voce con questa lucidità.
Alla sua domanda finale rispondo sì: è statisticamente possibile che alcune persone incontrino più ostacoli di altre nel trovare una relazione significativa. Ma questo non dipende da un "difetto" in loro, dipende da una combinazione di fattori contestuali, relazionali e talvolta anche di fortuna, come lei stessa intuisce.
Quello che mi colpisce nel suo racconto è però un'altra cosa: la tendenza a interrogarsi su cosa le manca, come se il problema fosse necessariamente in lei. Quattro anni di vita da single, app deludenti e appuntamenti poco profondi non raccontano di una persona banale. Raccontano di una persona che ha degli standard relazionali, e che fa fatica a trovare chi li condivida.
Potrebbe valere la pena esplorare tutto questo in un percorso di supporto psicologico, non perché ci sia qualcosa da "aggiustare", ma per distinguere meglio cosa appartiene alla situazione esterna e cosa, eventualmente, alla propria storia interna.
Dott. Umberto Perrone
Gentilissima,
partiamo dal presupposto che lei NON ha assolutamente niente che non vada bene.
Le faccio una domanda: le piacevano le persone con cui è uscita? Come si è trovata realmente negli appuntamenti con loro?
Spesso pensiamo che siano gli altri a non volerci, senza renderci conto che forse siamo noi che non siamo del tutto convinti di quella persona.
Ricercare la persona giusta è segno di maturità emotiva ma dobbiamo farlo senza sentirci pressati dal tempo che scorre.
So che il contesto sociale mette dei "paletti", soprattutto a noi donne, sul matrimonio, sui figli, sull'essere realizzate, come se la nostra realizzazione passasse solo attraverso questi canali.
La invito a soffermarsi a pensare sui suoi ultimi appuntamenti e dare un significato più profondo a come si è sentita con loro.
Questo la può aiutare ad orientarsi meglio verso persone che abbiano caratteristiche che davvero le piacciono, come l'essere più curiosi verso di lei e la sua vita e che abbiano reale piacere di ascoltarla e conoscerla.
Resto a disposizione.
Un caro saluto.
partiamo dal presupposto che lei NON ha assolutamente niente che non vada bene.
Le faccio una domanda: le piacevano le persone con cui è uscita? Come si è trovata realmente negli appuntamenti con loro?
Spesso pensiamo che siano gli altri a non volerci, senza renderci conto che forse siamo noi che non siamo del tutto convinti di quella persona.
Ricercare la persona giusta è segno di maturità emotiva ma dobbiamo farlo senza sentirci pressati dal tempo che scorre.
So che il contesto sociale mette dei "paletti", soprattutto a noi donne, sul matrimonio, sui figli, sull'essere realizzate, come se la nostra realizzazione passasse solo attraverso questi canali.
La invito a soffermarsi a pensare sui suoi ultimi appuntamenti e dare un significato più profondo a come si è sentita con loro.
Questo la può aiutare ad orientarsi meglio verso persone che abbiano caratteristiche che davvero le piacciono, come l'essere più curiosi verso di lei e la sua vita e che abbiano reale piacere di ascoltarla e conoscerla.
Resto a disposizione.
Un caro saluto.
Dici bene: è difficile che scatti un sentimento profondo in soli due appuntamenti. Il problema però non risiede in te, ma nel modo in cui oggi si vivono gli incontri, specialmente tramite le app.
La tirannia dell'opzione successiva: Molte persone affrontano il dating con l'idea che, se non c'è un'esplosione immediata di fuochi d'artificio, sia meglio passare oltre perché "la prossima persona sarà quella giusta". Questo impedisce la costruzione della curiosità, che è la base di ogni legame.
La superficialità degli altri non è la tua banalità: Se i tuoi interlocutori parlavano solo di ex o non facevano domande su di te, questo descrive la loro scarsa maturità emotiva o il loro egocentrismo, non la tua mancanza di interesse. Essere "normali" non significa essere banali; significa spesso avere una complessità che non tutti hanno la voglia di esplorare
La tirannia dell'opzione successiva: Molte persone affrontano il dating con l'idea che, se non c'è un'esplosione immediata di fuochi d'artificio, sia meglio passare oltre perché "la prossima persona sarà quella giusta". Questo impedisce la costruzione della curiosità, che è la base di ogni legame.
La superficialità degli altri non è la tua banalità: Se i tuoi interlocutori parlavano solo di ex o non facevano domande su di te, questo descrive la loro scarsa maturità emotiva o il loro egocentrismo, non la tua mancanza di interesse. Essere "normali" non significa essere banali; significa spesso avere una complessità che non tutti hanno la voglia di esplorare
Buongiorno, il fatto che in questi anni non abbia ancora incontrato una persona adatta a lei non significa necessariamente che le “manchi qualcosa” o che ci sia qualcosa di sbagliato in lei. A volte le esperienze ripetute di scarso interesse, superficialità o delusione possono portare a mettere in dubbio il proprio valore, ma questo non coincide automaticamente con la realtà. La solitudine, soprattutto quando si prolunga e pesa molto sul piano emotivo, può incidere in modo importante sul benessere psicologico. Più che chiedersi cosa abbia “in meno” rispetto alle altre, potrebbe essere utile fermarsi su quanto oggi questa condizione la faccia soffrire, la faccia sentire sola e la porti a vivere con crescente sfiducia le conoscenze. Se questa singletudine sta diventando così dolorosa, un supporto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i vissuti che si sono costruiti nel tempo e a ritrovare uno sguardo più saldo su di sé e sulle relazioni.
Le auguro una buona giornata.
Le auguro una buona giornata.
Gentile utente,
la fatica e la delusione che descrive sono molto comprensibili. Quando ci si mette in gioco più volte senza ottenere i risultati sperati, è facile iniziare a dubitare di sé e pensare di essere “banali” o poco interessanti, ma questo non è necessariamente ciò che sta accadendo.
Il fatto che non sia scattata la “scintilla” dopo pochi incontri non significa che in lei manchi qualcosa. Le dinamiche relazionali dipendono da molti fattori: tempi personali, contesti di incontro, disponibilità emotiva reciproca e anche una componente di casualità. È vero che incontrare una persona compatibile richiede anche occasioni favorevoli, ma non esiste un’età o un profilo per cui sia “troppo tardi” o impossibile costruire una relazione significativa.
Quello che colpisce nel suo racconto è come stia iniziando a trasformare alcune esperienze negative in un giudizio su di sé (“sono banale”, “annoio gli altri”). Questo passaggio è comprensibile ma rischia di minare l’autostima e rendere più faticoso esporsi con serenità nelle nuove conoscenze.
Potrebbe essere utile, più che chiedersi cosa le manchi rispetto alle altre persone, provare a esplorare:
- come vive emotivamente i primi incontri
- che tipo di persone tende a scegliere o ad attrarre
- quali aspettative porta con sé quando conosce qualcuno
- quanto spazio ha oggi per una rete sociale più ampia, non solo centrata sulla coppia
Il desiderio di diventare madre e costruire una famiglia è un tema molto importante e comprensibilmente porta con sé preoccupazioni legate al tempo. Tuttavia, 37 anni non rappresentano automaticamente un “fuori tempo massimo”, e molte persone costruiscono relazioni significative anche dopo periodi lunghi di singletudine.
Alla sua domanda — se sia possibile che alcune persone non incontrino mai qualcuno — la risposta è che può accadere, ma nella maggior parte dei casi non dipende da una mancanza personale, bensì da una combinazione di circostanze, esperienze e modalità relazionali che possono essere comprese e, in parte, modificate.
Se questa situazione sta diventando fonte di sofferenza e senso di solitudine, potrebbe essere molto utile un percorso di psicoterapia, non perché “ci sia qualcosa che non va in lei”, ma per lavorare sull’autostima, sulle modalità relazionali e sul senso di scoraggiamento che sta emergendo.
Il fatto che continui a rimettersi in gioco, anche uscendo da sola, mostra una risorsa importante: non ha smesso di cercare possibilità, e questo è un elemento prezioso su cui costruire.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
la fatica e la delusione che descrive sono molto comprensibili. Quando ci si mette in gioco più volte senza ottenere i risultati sperati, è facile iniziare a dubitare di sé e pensare di essere “banali” o poco interessanti, ma questo non è necessariamente ciò che sta accadendo.
Il fatto che non sia scattata la “scintilla” dopo pochi incontri non significa che in lei manchi qualcosa. Le dinamiche relazionali dipendono da molti fattori: tempi personali, contesti di incontro, disponibilità emotiva reciproca e anche una componente di casualità. È vero che incontrare una persona compatibile richiede anche occasioni favorevoli, ma non esiste un’età o un profilo per cui sia “troppo tardi” o impossibile costruire una relazione significativa.
Quello che colpisce nel suo racconto è come stia iniziando a trasformare alcune esperienze negative in un giudizio su di sé (“sono banale”, “annoio gli altri”). Questo passaggio è comprensibile ma rischia di minare l’autostima e rendere più faticoso esporsi con serenità nelle nuove conoscenze.
Potrebbe essere utile, più che chiedersi cosa le manchi rispetto alle altre persone, provare a esplorare:
- come vive emotivamente i primi incontri
- che tipo di persone tende a scegliere o ad attrarre
- quali aspettative porta con sé quando conosce qualcuno
- quanto spazio ha oggi per una rete sociale più ampia, non solo centrata sulla coppia
Il desiderio di diventare madre e costruire una famiglia è un tema molto importante e comprensibilmente porta con sé preoccupazioni legate al tempo. Tuttavia, 37 anni non rappresentano automaticamente un “fuori tempo massimo”, e molte persone costruiscono relazioni significative anche dopo periodi lunghi di singletudine.
Alla sua domanda — se sia possibile che alcune persone non incontrino mai qualcuno — la risposta è che può accadere, ma nella maggior parte dei casi non dipende da una mancanza personale, bensì da una combinazione di circostanze, esperienze e modalità relazionali che possono essere comprese e, in parte, modificate.
Se questa situazione sta diventando fonte di sofferenza e senso di solitudine, potrebbe essere molto utile un percorso di psicoterapia, non perché “ci sia qualcosa che non va in lei”, ma per lavorare sull’autostima, sulle modalità relazionali e sul senso di scoraggiamento che sta emergendo.
Il fatto che continui a rimettersi in gioco, anche uscendo da sola, mostra una risorsa importante: non ha smesso di cercare possibilità, e questo è un elemento prezioso su cui costruire.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno. Il tema è vasto, non credo che si risolva solo nella parola che lei ha inventato per presentare l'essere single.
Perciò sì, è possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro, ma anche questa è una affermazione decisamente da declinare.
Le voglio dire che una mia paziente, che ha fatto un percorso di cinque anni, verso l'approssimarsi della chiusura del percorso ha trovato un uomo proprio attraverso una app, cliccandovi pur senza grandi aspettative. Si è sposata l'anno scorso con la persona trovata tramite l'app e sta per diventare madre.
Ma ritengo che incontrare una persona con cui si possa percepire sintonia e poi via via eventualmente qualcosa di più è una questione di vita, nel senso che fa parte del vivere, non attraverso app, non è virtualità e nemmeno una performance che ci parifica o ci differenzia dagli altri.
Fortunatamente è tutto molto più complesso, perché siamo persone.
Perciò sì, è possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro, ma anche questa è una affermazione decisamente da declinare.
Le voglio dire che una mia paziente, che ha fatto un percorso di cinque anni, verso l'approssimarsi della chiusura del percorso ha trovato un uomo proprio attraverso una app, cliccandovi pur senza grandi aspettative. Si è sposata l'anno scorso con la persona trovata tramite l'app e sta per diventare madre.
Ma ritengo che incontrare una persona con cui si possa percepire sintonia e poi via via eventualmente qualcosa di più è una questione di vita, nel senso che fa parte del vivere, non attraverso app, non è virtualità e nemmeno una performance che ci parifica o ci differenzia dagli altri.
Fortunatamente è tutto molto più complesso, perché siamo persone.
Buongiorno, grazie per la condivisione.
Dal suo messaggio non emerge affatto una persona “banale”, come lei si definisce, piuttosto emerge qualcuno che prova a mettersi in gioco e che cerca uno scambio un pò più profondo.
Quando le dicono che “non scatta la scintilla”, è comprensibile che le sembri poco credibile: in due incontri difficilmente nasce qualcosa di significativo. Più che un suo limite, può essere il segnale di persone poco disponibili a costruire. Anche il confronto con chi trova rapidamente un partner potrebbe essere fuorviante poichè non dice nulla sulla qualità di quelle relazioni ma, eventualmente, su modalità diverse di stare nei legami.
Piuttosto che chiedersi cosa le manca, potrebbe essere più utile interrogarsi su che tipo di persone incontra e su come si sviluppano questi scambi, perché dal suo racconto sembra che spesso sia lei a investire di più mentre l’altro resta in superficie... Questo momento può essere faticoso, ma non definisce il suo valore.
Se sente che questa situazione comincia a pesarle, potrebbe essere utile un approfondimento con un professionista, magari per comprendere meglio cosa sente all'interno delle relazioni e rendere gli incontri più coerenti con ciò che desidera in modo autentico.
Un caro saluto,
Dottoressa Simona Santoni - Psicologa
Dal suo messaggio non emerge affatto una persona “banale”, come lei si definisce, piuttosto emerge qualcuno che prova a mettersi in gioco e che cerca uno scambio un pò più profondo.
Quando le dicono che “non scatta la scintilla”, è comprensibile che le sembri poco credibile: in due incontri difficilmente nasce qualcosa di significativo. Più che un suo limite, può essere il segnale di persone poco disponibili a costruire. Anche il confronto con chi trova rapidamente un partner potrebbe essere fuorviante poichè non dice nulla sulla qualità di quelle relazioni ma, eventualmente, su modalità diverse di stare nei legami.
Piuttosto che chiedersi cosa le manca, potrebbe essere più utile interrogarsi su che tipo di persone incontra e su come si sviluppano questi scambi, perché dal suo racconto sembra che spesso sia lei a investire di più mentre l’altro resta in superficie... Questo momento può essere faticoso, ma non definisce il suo valore.
Se sente che questa situazione comincia a pesarle, potrebbe essere utile un approfondimento con un professionista, magari per comprendere meglio cosa sente all'interno delle relazioni e rendere gli incontri più coerenti con ciò che desidera in modo autentico.
Un caro saluto,
Dottoressa Simona Santoni - Psicologa
grazie per la sua riflessione, molto onesta e lucida.
La domanda che si pone "cosa mi manca rispetto alle altre?" è comprensibile, ma rischia di portarla sulla strada sbagliata. Non si tratta di una mancanza sua. Il dating oggi, specialmente tramite app, è un contesto che favorisce la superficialità e la continua ricerca del "meglio", rendendo difficile per chiunque costruire una connessione autentica.
Detto questo, vale la pena riflettere su un aspetto: a volte, quando siamo carichi di aspettative o di una sottile paura del giudizio, trasmettiamo inconsapevolmente una tensione che rende più difficile la naturalezza. Non è una colpa è una dinamica molto umana.
Riguardo alla maternità: a 37 anni i margini non sono ancora chiusi, ma capisco il peso di quella sensazione.
Le consiglio un percorso di terapia: non per "aggiustarsi", ma per fare chiarezza su ciò che desidera davvero, lavorare sulla fiducia in se stessa e affrontare il peso di questa fase con più serenità. Spesso il cambiamento nelle relazioni esterne parte da un lavoro interiore.
La domanda che si pone "cosa mi manca rispetto alle altre?" è comprensibile, ma rischia di portarla sulla strada sbagliata. Non si tratta di una mancanza sua. Il dating oggi, specialmente tramite app, è un contesto che favorisce la superficialità e la continua ricerca del "meglio", rendendo difficile per chiunque costruire una connessione autentica.
Detto questo, vale la pena riflettere su un aspetto: a volte, quando siamo carichi di aspettative o di una sottile paura del giudizio, trasmettiamo inconsapevolmente una tensione che rende più difficile la naturalezza. Non è una colpa è una dinamica molto umana.
Riguardo alla maternità: a 37 anni i margini non sono ancora chiusi, ma capisco il peso di quella sensazione.
Le consiglio un percorso di terapia: non per "aggiustarsi", ma per fare chiarezza su ciò che desidera davvero, lavorare sulla fiducia in se stessa e affrontare il peso di questa fase con più serenità. Spesso il cambiamento nelle relazioni esterne parte da un lavoro interiore.
Gentilissima ho letto con attenzione la sua lettera . La sua situazione e' uguale a quella di tante altre ragazze e donne di tutte le eta'. Qual'e' la differenza tra lei e le altre che collezionano uomini a tutto spiano ??? Sicuramente il crederci ,per alcune ( credono di essere delle perfette bambole sexy) e per le altre invece ,autostima ( sentirsi degne di amore e fiducia ) , buone amicizie , il coltivare interessi e tempo libero. La invito a credere in se stessa ed aprirsi al nuovo , scrollandosi di dosso quell'aura negativa che la condiziona . Quando si incontrano persone superficiali , bisogna farsi una grassa risata delle loro parole e nello stesso tempo continuare a cercare persone , che mostrano sensibilita' , affinita' , apprezzamento e sentimenti.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Gentile utente, la sua domanda è molto intensa e tocca un tema delicato: il timore di “essere tagliati fuori” dalle relazioni, mentre sembra che per gli altri tutto accada con naturalezza. È comprensibile che, dopo diversi tentativi non andati come sperava, lei si stia interrogando su cosa possa “mancarle”.
Le restituisco subito un punto importante: il fatto che non si sia creata una relazione significativa finora non significa che lei sia una persona banale, né che “non susciti interesse”. Spesso, quando si accumulano esperienze di incontri poco coinvolgenti o interrotti presto, è facile interiorizzare una spiegazione centrata su di sé (“sono io il problema”), ma questa è solo una delle possibili letture, e spesso non la più accurata.
Da ciò che descrive emergono alcuni elementi su cui può essere utile riflettere.
Il primo riguarda la qualità degli scambi: lei sembra porsi in modo attivo, curioso, interessato all’altro. Il fatto che dall’altra parte trovi persone poco coinvolte o superficiali non è necessariamente un indice di qualcosa che “non va” in lei, ma può indicare una difficoltà nel selezionare contesti o persone realmente disponibili a costruire un incontro autentico. Non tutti coloro che si mettono in gioco (soprattutto su app o contesti poco strutturati) cercano davvero una relazione.
Il secondo punto riguarda il tema della “scintilla”. È vero: difficilmente un legame profondo nasce in uno o due incontri. Tuttavia, molte persone utilizzano quella formula per esprimere una sensazione iniziale di compatibilità o di coinvolgimento. Quando questo non accade, la conoscenza si interrompe. Questo però non è un giudizio sul suo valore, ma sulla combinazione specifica tra due persone in quel momento.
Un altro aspetto importante è il confronto con gli altri. Lei osserva che altre persone, “normali come lei”, riescono a costruire relazioni più facilmente. Questo confronto, però, rischia di essere ingannevole: non vede tutto ciò che c’è dietro le storie altrui (compromessi, dinamiche disfunzionali, relazioni insoddisfacenti), e soprattutto ogni percorso affettivo ha tempi e modalità molto diversi.
Rispetto alla sua domanda finale: sì, può capitare che alcune persone impieghino molto più tempo a incontrare qualcuno compatibile. Ma questo è diverso dal dire che “non incontreranno mai nessuno”. Il rischio più grande, semmai, è che la sfiducia e la stanchezza accumulata portino a chiudersi, a leggere ogni esperienza come una conferma negativa, o a trasmettere – anche involontariamente – un senso di disillusione che rende più difficile l’incontro.
Infine, il tema della maternità e del tempo che passa aggiunge una pressione ulteriore, che può amplificare l’ansia e il senso di urgenza. Anche questo merita uno spazio di riflessione dedicato, per capire quali sono i suoi desideri profondi e quali possibilità realistiche esistono oggi, senza ridurre tutto a un “ormai è tardi”.
Più che rassegnarsi, potrebbe esserle utile spostare la domanda da “cosa mi manca?” a “come funziono nelle relazioni e cosa posso comprendere di me in questi incontri che non si sviluppano?”. Questo tipo di lavoro, spesso, è difficile farlo da soli.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare senso a queste esperienze, a lavorare sull’autostima e soprattutto a leggere in modo più chiaro le dinamiche relazionali, aumentando la probabilità di costruire qualcosa di diverso.
Non si tratta di convincersi a stare da soli, ma di non lasciare che questa esperienza definisca il suo valore o il suo futuro.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Le restituisco subito un punto importante: il fatto che non si sia creata una relazione significativa finora non significa che lei sia una persona banale, né che “non susciti interesse”. Spesso, quando si accumulano esperienze di incontri poco coinvolgenti o interrotti presto, è facile interiorizzare una spiegazione centrata su di sé (“sono io il problema”), ma questa è solo una delle possibili letture, e spesso non la più accurata.
Da ciò che descrive emergono alcuni elementi su cui può essere utile riflettere.
Il primo riguarda la qualità degli scambi: lei sembra porsi in modo attivo, curioso, interessato all’altro. Il fatto che dall’altra parte trovi persone poco coinvolte o superficiali non è necessariamente un indice di qualcosa che “non va” in lei, ma può indicare una difficoltà nel selezionare contesti o persone realmente disponibili a costruire un incontro autentico. Non tutti coloro che si mettono in gioco (soprattutto su app o contesti poco strutturati) cercano davvero una relazione.
Il secondo punto riguarda il tema della “scintilla”. È vero: difficilmente un legame profondo nasce in uno o due incontri. Tuttavia, molte persone utilizzano quella formula per esprimere una sensazione iniziale di compatibilità o di coinvolgimento. Quando questo non accade, la conoscenza si interrompe. Questo però non è un giudizio sul suo valore, ma sulla combinazione specifica tra due persone in quel momento.
Un altro aspetto importante è il confronto con gli altri. Lei osserva che altre persone, “normali come lei”, riescono a costruire relazioni più facilmente. Questo confronto, però, rischia di essere ingannevole: non vede tutto ciò che c’è dietro le storie altrui (compromessi, dinamiche disfunzionali, relazioni insoddisfacenti), e soprattutto ogni percorso affettivo ha tempi e modalità molto diversi.
Rispetto alla sua domanda finale: sì, può capitare che alcune persone impieghino molto più tempo a incontrare qualcuno compatibile. Ma questo è diverso dal dire che “non incontreranno mai nessuno”. Il rischio più grande, semmai, è che la sfiducia e la stanchezza accumulata portino a chiudersi, a leggere ogni esperienza come una conferma negativa, o a trasmettere – anche involontariamente – un senso di disillusione che rende più difficile l’incontro.
Infine, il tema della maternità e del tempo che passa aggiunge una pressione ulteriore, che può amplificare l’ansia e il senso di urgenza. Anche questo merita uno spazio di riflessione dedicato, per capire quali sono i suoi desideri profondi e quali possibilità realistiche esistono oggi, senza ridurre tutto a un “ormai è tardi”.
Più che rassegnarsi, potrebbe esserle utile spostare la domanda da “cosa mi manca?” a “come funziono nelle relazioni e cosa posso comprendere di me in questi incontri che non si sviluppano?”. Questo tipo di lavoro, spesso, è difficile farlo da soli.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare senso a queste esperienze, a lavorare sull’autostima e soprattutto a leggere in modo più chiaro le dinamiche relazionali, aumentando la probabilità di costruire qualcosa di diverso.
Non si tratta di convincersi a stare da soli, ma di non lasciare che questa esperienza definisca il suo valore o il suo futuro.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Gentile utente, quello che lei descrive — la sensazione di 'invisibilità' emotiva durante gli appuntamenti e il timore di essere fuori tempo massimo — è un vissuto che oggi accomuna molte persone.
Il fatto che gli incontri si fermino alla superficie non definisce la sua persona come 'noiosa', ma riflette purtroppo una tendenza della società contemporanea alla 'consumazione' rapida dei rapporti, dove spesso si cerca un ideale specchio di sé piuttosto che la scoperta dell'altro.
Lei scrive di temere di essere 'banale', ma la sua capacità di analisi e il desiderio profondo di maternità e di una relazione autentica suggeriscono il contrario. Spesso, quando non sentiamo interesse dall'altra parte, tendiamo a colpevolizzare noi stesse invece di interrogarci sulla capacità dell'altro di approfondire.
Vedere le altre che 'si sistemano' facilmente può alimentare l'idea che esista un segreto che lei non conosce. In realtà, ogni percorso è unico e la velocità non è mai garanzia di qualità o stabilità relazionale.
Il desiderio di maternità ha un orologio biologico che mette pressione, ed è comprensibile che questo generi ansia. Tuttavia, questa pressione può talvolta portarci a vivere l'incontro con l'altro come un 'esame' o una 'ultima spiaggia', rendendo difficile la naturalezza.
Non è affatto detto che certe persone siano destinate a non incontrare nessuno. Spesso, però, è necessario cambiare il contesto in cui ci si mette in gioco o, talvolta, concedersi un tempo di 'pausa' dalla ricerca attiva per rimettere al centro il proprio benessere, fuori dal giudizio sociale. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a ritrovare fiducia nel suo valore unico, indipendentemente dal suo stato civile, e ad affrontare con più serenità questa fase di 'attesa'. Un caro saluto.
Il fatto che gli incontri si fermino alla superficie non definisce la sua persona come 'noiosa', ma riflette purtroppo una tendenza della società contemporanea alla 'consumazione' rapida dei rapporti, dove spesso si cerca un ideale specchio di sé piuttosto che la scoperta dell'altro.
Lei scrive di temere di essere 'banale', ma la sua capacità di analisi e il desiderio profondo di maternità e di una relazione autentica suggeriscono il contrario. Spesso, quando non sentiamo interesse dall'altra parte, tendiamo a colpevolizzare noi stesse invece di interrogarci sulla capacità dell'altro di approfondire.
Vedere le altre che 'si sistemano' facilmente può alimentare l'idea che esista un segreto che lei non conosce. In realtà, ogni percorso è unico e la velocità non è mai garanzia di qualità o stabilità relazionale.
Il desiderio di maternità ha un orologio biologico che mette pressione, ed è comprensibile che questo generi ansia. Tuttavia, questa pressione può talvolta portarci a vivere l'incontro con l'altro come un 'esame' o una 'ultima spiaggia', rendendo difficile la naturalezza.
Non è affatto detto che certe persone siano destinate a non incontrare nessuno. Spesso, però, è necessario cambiare il contesto in cui ci si mette in gioco o, talvolta, concedersi un tempo di 'pausa' dalla ricerca attiva per rimettere al centro il proprio benessere, fuori dal giudizio sociale. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a ritrovare fiducia nel suo valore unico, indipendentemente dal suo stato civile, e ad affrontare con più serenità questa fase di 'attesa'. Un caro saluto.
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza e onestà quello che sta vivendo. Dalle sue parole si sente il peso della solitudine, ma anche il desiderio ancora vivo di costruire qualcosa di significativo, non solo una relazione, ma un progetto di vita che aveva immaginato per sé. È proprio questo contrasto, tra ciò che si desidera e ciò che si sta vivendo, a generare quella sensazione di frustrazione e anche di dubbio su sé stessa. È comprensibile che, dopo diversi tentativi che non hanno portato a ciò che sperava, la mente inizi a cercare una spiegazione e spesso la trovi nella direzione più dolorosa, cioè mettere in discussione il proprio valore. Pensieri come “sono banale” o “non interesso davvero” non nascono dal nulla, ma sono il risultato di esperienze ripetute che sembrano confermare questa idea. Il punto è che queste conclusioni, per quanto comprensibili, non sono necessariamente accurate. Sono interpretazioni che la mente costruisce per dare un senso a ciò che accade, ma rischiano di diventare una lente attraverso cui leggere ogni nuova esperienza. Quando si entra in questo meccanismo, ogni appuntamento, ogni interazione viene vissuta con una sorta di pressione implicita, come se dovesse dimostrare qualcosa su di sé. Questo può influenzare sia il modo in cui si sente durante l’incontro, sia il modo in cui si racconta e si relaziona. Non perché ci sia qualcosa che non va, ma perché il timore di non essere abbastanza può rendere tutto più faticoso e meno spontaneo. Anche la sua osservazione sulla “scintilla” è molto interessante. Spesso viene usata come criterio rapido per decidere se proseguire o meno, ma nella realtà molte connessioni richiedono tempo per emergere. Il fatto che dall’altra parte non ci sia stata questa disponibilità non dice necessariamente qualcosa su di lei, ma anche sul tipo di persone incontrate, sulle loro aspettative e sul contesto in cui avvengono questi incontri, che a volte favorisce dinamiche superficiali. Il rischio, dopo diverse esperienze deludenti, è quello di arrivare a una forma di rassegnazione che sembra proteggere dalla delusione, ma che in realtà può ridurre ulteriormente le possibilità, perché porta a investire meno emotivamente o a partire già con l’idea che non andrà bene. È una sorta di chiusura comprensibile, ma che merita di essere osservata con attenzione. Il tema del tempo e del desiderio di maternità aggiunge un ulteriore livello di pressione. Non è solo il desiderio di una relazione, ma anche la paura che alcune possibilità possano ridursi. Questo può rendere ogni tentativo ancora più carico di aspettative e quindi più vulnerabile alle delusioni. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, può essere molto utile fermarsi a comprendere come questi pensieri si sono strutturati, quali esperienze li hanno alimentati e in che modo oggi stanno influenzando il suo modo di stare nelle relazioni. Non per trovare una “colpa”, ma per uscire da questa lettura rigida che la porta a vedersi come meno interessante o meno “fortunata” degli altri. Non esiste una categoria di persone destinate a non incontrare mai qualcuno. Esistono storie, percorsi, contesti e anche momenti diversi della vita. A volte ciò che fa la differenza non è una qualità in più o in meno, ma il modo in cui si entra nelle relazioni, le aspettative, le convinzioni su di sé e sugli altri, e anche le esperienze precedenti che possono aver lasciato tracce. Un percorso di supporto potrebbe aiutarla proprio a fare chiarezza su questi aspetti, a comprendere meglio i suoi schemi relazionali e a ritrovare un modo di mettersi in gioco che non sia guidato dal dubbio sul proprio valore, ma da una maggiore consapevolezza di sé. Non per cambiare chi è, ma per liberarsi da quelle convinzioni che oggi rischiano di limitarla più delle esperienze stesse. Il fatto che lei continui, nonostante tutto, a rimettersi in gioco è un segnale importante. Indica che il desiderio non si è spento, anche se è accompagnato da fatica e timore. È proprio da lì che può partire un lavoro più profondo, che non riguarda solo il trovare qualcuno, ma anche il modo in cui lei si vede e si racconta all’interno delle relazioni. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza.
Quello che racconta è molto più comune di quanto si pensi, anche se quando lo si vive si ha la sensazione di essere “fuori tempo” o che ci sia qualcosa che non va in sé.
Il fatto che gli incontri non si siano trasformati in relazioni non significa che lei sia banale o poco interessante. Oggi le conoscenze, soprattutto tramite app o primi appuntamenti, sono spesso rapide e superficiali e molte persone decidono in tempi brevissimi se proseguire o meno, senza dare spazio a una conoscenza reale. Questo non parla del suo valore.
È comprensibile che la solitudine pesi, soprattutto vedendo gli amici in coppia e pensando al desiderio di maternità. Quando le delusioni si accumulano, la mente tende a cercare spiegazioni dentro di sé e compare il pensiero della “rassegnazione”, che spesso è più un modo per proteggersi dalla fatica emotiva che un vero desiderio di rinunciare.
Alla sua domanda: non esistono persone destinate a restare sole. Esistono percorsi affettivi con tempi diversi e momenti di vita che possono rendere gli incontri più difficili o più lunghi.
Se lo desidera, questo può essere uno spazio per esplorare insieme queste emozioni e alleggerire il peso che sta portando.
Un caro saluto
Dott.ssa Giulia Virzì
Quello che racconta è molto più comune di quanto si pensi, anche se quando lo si vive si ha la sensazione di essere “fuori tempo” o che ci sia qualcosa che non va in sé.
Il fatto che gli incontri non si siano trasformati in relazioni non significa che lei sia banale o poco interessante. Oggi le conoscenze, soprattutto tramite app o primi appuntamenti, sono spesso rapide e superficiali e molte persone decidono in tempi brevissimi se proseguire o meno, senza dare spazio a una conoscenza reale. Questo non parla del suo valore.
È comprensibile che la solitudine pesi, soprattutto vedendo gli amici in coppia e pensando al desiderio di maternità. Quando le delusioni si accumulano, la mente tende a cercare spiegazioni dentro di sé e compare il pensiero della “rassegnazione”, che spesso è più un modo per proteggersi dalla fatica emotiva che un vero desiderio di rinunciare.
Alla sua domanda: non esistono persone destinate a restare sole. Esistono percorsi affettivi con tempi diversi e momenti di vita che possono rendere gli incontri più difficili o più lunghi.
Se lo desidera, questo può essere uno spazio per esplorare insieme queste emozioni e alleggerire il peso che sta portando.
Un caro saluto
Dott.ssa Giulia Virzì
Buongiorno,
Dalle sue parole sembra emergere più una difficoltà nel trovare contesti e persone realmente disponibili a una conoscenza autentica, piuttosto che un limite personale - ma sappiamo poco anche della sua storia personale. La sensazione che “non scatti la scintilla” in tempi così brevi è condivisa da molte persone e non significa che non possa nascere qualcosa con il tempo.
In generale, può essere utile spostare l’attenzione da un confronto con gli altri (“cosa hanno loro più di me”) a una maggiore chiarezza su ciò che Lei desidera davvero e sui contesti in cui è più probabile incontrare persone affini. Non esistono persone “destinate” a restare sole. Tuttavia, se questa situazione Le provoca sofferenza, un percorso di analisi personale potrebbe aiutarLa a esplorare questi vissuti, in base anche alla sua storia personale, e a individuare, se possibile, una modalità più funzionale per costruire relazioni significative.
Dalle sue parole sembra emergere più una difficoltà nel trovare contesti e persone realmente disponibili a una conoscenza autentica, piuttosto che un limite personale - ma sappiamo poco anche della sua storia personale. La sensazione che “non scatti la scintilla” in tempi così brevi è condivisa da molte persone e non significa che non possa nascere qualcosa con il tempo.
In generale, può essere utile spostare l’attenzione da un confronto con gli altri (“cosa hanno loro più di me”) a una maggiore chiarezza su ciò che Lei desidera davvero e sui contesti in cui è più probabile incontrare persone affini. Non esistono persone “destinate” a restare sole. Tuttavia, se questa situazione Le provoca sofferenza, un percorso di analisi personale potrebbe aiutarLa a esplorare questi vissuti, in base anche alla sua storia personale, e a individuare, se possibile, una modalità più funzionale per costruire relazioni significative.
Gentile,
leggendo la sua domanda si sente la sua fatica, la delusione di non essere vista, la rassegnazione per la ripetizione di incontri sempre poco appaganti.
È quindi comprensibile pensare di essere "sbagliati" quando non riceviamo feedback positivi, ma il fatto che lei si descriva come una persona interessata a conoscere davvero l'altro è una qualità molto importante. Può darsi invece che i contesti in cui avvengono gli incontri siano veloci e superficiali e quindi costringano a “correre” invece di rallentare.
È corretto chiedere tempo e disponibilità autentica nella conoscenza, ma potrebbe essere utile magari anche guardare le cose da una prospettiva un po' diversa. Più che chiedersi cosa cercano gli altri o cosa possa mancare a lei, potrebbe aiutarla domandarsi cosa cerca davvero in una relazione e quali contesti sono più coerenti con questo desiderio.
Le auguro di tenere viva l’attenzione e la curiosità sul suo desiderio.
Saluti
Dott.ssa Mazzola
leggendo la sua domanda si sente la sua fatica, la delusione di non essere vista, la rassegnazione per la ripetizione di incontri sempre poco appaganti.
È quindi comprensibile pensare di essere "sbagliati" quando non riceviamo feedback positivi, ma il fatto che lei si descriva come una persona interessata a conoscere davvero l'altro è una qualità molto importante. Può darsi invece che i contesti in cui avvengono gli incontri siano veloci e superficiali e quindi costringano a “correre” invece di rallentare.
È corretto chiedere tempo e disponibilità autentica nella conoscenza, ma potrebbe essere utile magari anche guardare le cose da una prospettiva un po' diversa. Più che chiedersi cosa cercano gli altri o cosa possa mancare a lei, potrebbe aiutarla domandarsi cosa cerca davvero in una relazione e quali contesti sono più coerenti con questo desiderio.
Le auguro di tenere viva l’attenzione e la curiosità sul suo desiderio.
Saluti
Dott.ssa Mazzola
Gentile utente grazie per aver condiviso la tua situazione. Quello che racconti è molto più comune di quanto sembri. Il fatto che tu ti faccia domande, osservi le dinamiche degli incontri, noti la qualità delle conversazioni dimostra che sei una persona attenta e per niente banale. Quello che descrivi negli appuntamenti (domande superficiali, poco interesse reale, sparizioni) oggi è purtroppo molto diffuso, soprattutto nel contesto delle app di dating. Non è una misura del tuo valore ma è spesso una misura del livello di disponibilità emotiva dell’altra persona. Far scattare la “scintilla” dopo uno o due appuntamenti è spesso un mito distorto. Molte persone oggi cercano un’emozione immediata, confondono l’intensità con la compatibilità e non hanno la pazienza (o la maturità emotiva) di costruire. Questo crea una selezione strana e chi è più riflessivo e autentico (come sembri tu) rischia di essere scartato proprio perché non gioca su dinamiche superficiali. Dici: “temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita”. Tieni presente che questa non è una previsione ma una conclusione emotiva basata sulla frustrazione attuale. La realtà è più complessa. Sì, esistono persone che faticano molto a incontrare qualcuno compatibile ma questo non significa che non accadrà mai. Significa, invece, che serve cambiare contesto, approccio o ritmo, non “arrendersi”.
Per concludere, piuttosto che chiederti “cosa mi manca?”, vorrei che provassi a spostare la domanda su "dove è più probabile incontrare persone più simili a me?" Da quello che racconti, il problema non è chi sei, ma chi stai incontrando.
Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Per concludere, piuttosto che chiederti “cosa mi manca?”, vorrei che provassi a spostare la domanda su "dove è più probabile incontrare persone più simili a me?" Da quello che racconti, il problema non è chi sei, ma chi stai incontrando.
Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Buongiorno,
Mi colpisce quello che porta, apprezzo molto il modo in cui continua a cercare un incontro autentico, non superficiale.
In ciò che racconta non si intravede affatto una persona “banale”, ma qualcuno che desidera essere incontrato davvero. E quando questo non accade, è comprensibile che il dubbio ricada su di sé, ma questo livello di analisi è superficiale. Quel dubbio in realtà parla di dinamiche relazionali e di movimenti più profondi, non sempre consapevoli.
Più che cercare cosa “le manca”, può essere prezioso spostare lo sguardo su come vive lei l’incontro: cosa sente, cosa si attiva, anche nel corpo. Mente e corpo sono sempre in dialogo, così come la nostra storia, anche nelle sue parti più inconsce.
Se sente che questo tema ritorna, un percorso psicologico può essere uno spazio in cui esplorarlo e ritrovare un senso di sè più autentico, con uno sguardo che tenga conto anche di ciò che non è immediatamente visibile o subito comprensibile.
Se vorrà, resto a disposizione.
Dott.ssa Elena Petitti
Mi colpisce quello che porta, apprezzo molto il modo in cui continua a cercare un incontro autentico, non superficiale.
In ciò che racconta non si intravede affatto una persona “banale”, ma qualcuno che desidera essere incontrato davvero. E quando questo non accade, è comprensibile che il dubbio ricada su di sé, ma questo livello di analisi è superficiale. Quel dubbio in realtà parla di dinamiche relazionali e di movimenti più profondi, non sempre consapevoli.
Più che cercare cosa “le manca”, può essere prezioso spostare lo sguardo su come vive lei l’incontro: cosa sente, cosa si attiva, anche nel corpo. Mente e corpo sono sempre in dialogo, così come la nostra storia, anche nelle sue parti più inconsce.
Se sente che questo tema ritorna, un percorso psicologico può essere uno spazio in cui esplorarlo e ritrovare un senso di sè più autentico, con uno sguardo che tenga conto anche di ciò che non è immediatamente visibile o subito comprensibile.
Se vorrà, resto a disposizione.
Dott.ssa Elena Petitti
Buongiorno,
quello che descrive è una fatica che molte persone vivono oggi, e può far sentire poco viste e poco considerate. È comprensibile che, dopo diversi tentativi andati così, venga naturale pensare che ci sia qualcosa che non va in sé, ma non è necessariamente così.
Spesso, soprattutto nelle app o negli incontri occasionali, manca proprio la disponibilità a conoscersi davvero. Il fatto che non si vada oltre pochi appuntamenti o che non “scatti la scintilla” non significa essere una persona banale, ma incontrare persone poco pronte o poco coinvolte.
Più che chiedersi cosa le manca, può essere utile spostare lo sguardo su ciò che desidera davvero e sui contesti in cui è più facile incontrare qualcuno con la stessa intenzione.
Non è affatto detto che alcune persone siano destinate a restare sole. A volte serve più tempo, o semplicemente incontri diversi. La sua voglia di rimettersi in gioco è già un segnale importante.
Un percorso di riflessione personale, anche con un professionista, potrebbe aiutarla a comprendere meglio le sue modalità relazionali e a individuare contesti più favorevoli a incontri significativi.
Filomena Guida
quello che descrive è una fatica che molte persone vivono oggi, e può far sentire poco viste e poco considerate. È comprensibile che, dopo diversi tentativi andati così, venga naturale pensare che ci sia qualcosa che non va in sé, ma non è necessariamente così.
Spesso, soprattutto nelle app o negli incontri occasionali, manca proprio la disponibilità a conoscersi davvero. Il fatto che non si vada oltre pochi appuntamenti o che non “scatti la scintilla” non significa essere una persona banale, ma incontrare persone poco pronte o poco coinvolte.
Più che chiedersi cosa le manca, può essere utile spostare lo sguardo su ciò che desidera davvero e sui contesti in cui è più facile incontrare qualcuno con la stessa intenzione.
Non è affatto detto che alcune persone siano destinate a restare sole. A volte serve più tempo, o semplicemente incontri diversi. La sua voglia di rimettersi in gioco è già un segnale importante.
Un percorso di riflessione personale, anche con un professionista, potrebbe aiutarla a comprendere meglio le sue modalità relazionali e a individuare contesti più favorevoli a incontri significativi.
Filomena Guida
Domande correlate
- Buonasera Avrei bisogno di un aiuto Sto avendo un rapporto amichevole con una ragazza, della quale sto iniziando ad avere un interesse e con xui c'è molto contatto fisico, ridiamo e scherziamo molto. Si lascia anche baciare sul collo ammettendo che i miei baci le piacciono anche se dopo poco…
- Buongiorno, mio marito, 66 anni, da agosto 2016 è seguito presso ambulatorio urologia per carcinoma vescicale Pta1, altamente recidivante. A seguito di innumerevoli turv, fino a luglio 2021 , quindi in tutto 8-9 per millimetriche recidive, 2-3 millimetri , con istologico sempre uguale, ha eseguito…
- Buonasera, mio marito di anni 45 ,diabetico tipo uno da più di vent'anni, da tre anni ha scoperto di avere 2/3 calcoli di massimo 5mm nella coliciste con bile denso. Il chirurgo vuole operarlo anche se è asintomatico. Di recente ha scoperto di avere una gastrite cronica. Mi chiedo perché operarlo…
- Salve dottori di tanto in tanto mi capita di farmi vari loop mentali anche se la cosa non mi impedisce di svolgere le mie attività quotidiane e comunque non mi toccano la mia serenità quindi dovrei farmi questi loop ? Anche se non mi piacciono più di tanto grazie per una vostra risposta
- Fatto tac responso calcolo renale sinistro di 14 mm diametro cosa fare
- Gentili Dott.sse e Dott.ri Mi chiamo Federica ed ho ventiquattro anni. Sebbene il mio quesito porterà apparirvi insolito, sarei entusiasta di ricevere un vostro parere autorevole : la vostra esperienza è fondamentale per me per inquadrare correttamente il boom dei programmi di cronaca nera…
- Io prendo eutirox alla mattina verso le 6. Al sabato sera mi piace bere a casa o a cena un po' di alcol. Non sono una persona dipendente da alcol. Quindi se si beve qualcosa alla sera non ci sono problemi? Grazie.
- Salve, ho questo problema da due anni circa... Ho riscontrato un forte blocco nella zona lombare nel novembre 2024 allenandomi in palestra sulla leg press a 45 gradi. Nella fase di discesa ho sentito un blocco muscolare nella zona lombare fortissimo. Da lì mi viene questo blocco nella zona lombare…
- Buongiorno, questa mattina ho fatto una frenulotomia in ospedale. Arrivato a casa ho guardato il risultato ed ho notato che il frenulo è stato correttamente tolto nella sua completezza tra la corona e il collo del glande, lasciando un segno a "Y" ma risulta invece semplicemente tagliato all'attaccatura…
- Buongiorno Dottore, scrivo perché ho notato delle perdite insolite durante l’ovulazione. Ho avuto muco cervicale filante tipo albume, ma associato a perdite di sangue: inizialmente leggere striature rosate/marroncine, poi oggi un episodio più abbondante con sangue rosso vivo mescolato al…
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.