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Esperienze

Sono psicologa a Milano e mi occupo principalmente di accompagnamento al lutto e alle perdite significative.

Accompagno persone che stanno affrontando la morte di una persona cara, un lutto perinatale, una separazione o una rottura che ha lasciato smarrimento, vuoto e senso di disorientamento. 

Ogni lutto è unico e la perdita più difficile è quella che si sperimenta in prima persona, per questo motivo trovo fondamentale offrire uno spazio di ascolto profondo, rispettoso e non giudicante, in cui il dolore può trovare spazio, parole e tempo.

L’obiettivo di un percorso di accompagnamento è affiancare la persona per attraversare la perdita in modo che possa essere integrata nella propria storia di vita. Un passo alla volta. 

La mia pratica clinica è sostenuta da un percorso personale di analisi e da formazione continua, elementi che ritengo fondamentali nel lavoro terapeutico.

Ricevo in presenza a Milano e online.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoanalisi

Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicologia forense
  • Psicologia giuridica

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Dott.ssa Eleonora Mazzola

Via Achille Bizzoni 5, Via Achille Bizzoni, 5, Milano 20125

Accompagnamento al lutto a Milano e online

Nel mio studio mi occupo principalmente di percorsi di accompagnamento al lutto e alle perdite significative.
Ogni lutto ha tempi e forme diverse: chiedere aiuto non significa essere deboli, ma scegliere di non restare soli nel dolore.

Ricevo in presenza a Milano e online.

13/02/2026

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    Da 70 €

  • Colloquio psicologico

    Da 70 €

  • Colloquio individuale

    Da 70 €

  • Consulenza genitoriale

    70 €

  • Sostegno psicologico

    Da 70 €

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Telefono

02 9994...
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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno,
vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni.
In questo periodo mi sono messa in gioco come potevo, sia tramite amici di amici sia tramite l'uso sporadico di app di dating. Queste ultime soprattutto ritengo essere state una grande perdita di tempo in quanto non arrivavo mai al secondo appuntamento o a volte nemmeno all'incontro. A dire la verità analizzando anche gli incontri avuti con persone conosciute dal vivo sono stati incontri dove non ho percepito un reale interesse nel conoscermi. Argomenti spesos superficiali, mi chiedevano dei miei ex, ma zero domande su chi fossi io mentre io a loro ne facevo per poi sparire poco dopo. Devo ammettere che sto cominciando a pensare di essere io una persona banale o che in qualche modo annoia gli altri. Spesso mi sentivo dire che non scattava la scintilla ma dubito possa scattare in 2 appuntamenti! Temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita e credo pure che oggi incontrare il vero amore sia solo questione di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Questa singletudine mi pesa, ho solo amici accoppiati e ormai non ci si vede più. Sto provando a rimettermi in gioco ancora una volta ma negli ambienti vhe frequento le conoscenze faticano ad arrivare e così spesso esco anche da sola. Avrei voluto diventare madre, mi sono sempre immaginata con uno o due figli ma ormai temo di essere fuori tempo massimo.
Se devo rassegnarmi lo farò ma vorrei capire cosa mi manca rispetto alle altre ragazze che finiscono una relazione e dopo qualche anno le vedi già con un altro e spesso sono ragazze assolutamente normali come me.
Sono a chiedervi se puó essere possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro?

Gentile,
leggendo la sua domanda si sente la sua fatica, la delusione di non essere vista, la rassegnazione per la ripetizione di incontri sempre poco appaganti.
È quindi comprensibile pensare di essere "sbagliati" quando non riceviamo feedback positivi, ma il fatto che lei si descriva come una persona interessata a conoscere davvero l'altro è una qualità molto importante. Può darsi invece che i contesti in cui avvengono gli incontri siano veloci e superficiali e quindi costringano a “correre” invece di rallentare.
È corretto chiedere tempo e disponibilità autentica nella conoscenza, ma potrebbe essere utile magari anche guardare le cose da una prospettiva un po' diversa. Più che chiedersi cosa cercano gli altri o cosa possa mancare a lei, potrebbe aiutarla domandarsi cosa cerca davvero in una relazione e quali contesti sono più coerenti con questo desiderio.
Le auguro di tenere viva l’attenzione e la curiosità sul suo desiderio.

Saluti
Dott.ssa Mazzola

Dott.ssa Eleonora Mazzola

Buongiorno,
ho pensato molte volte di scrivere qui per ricevere un consiglio da parte di professionisti, e finalmente oggi (dopo quasi un anno) ho preso coraggio.
Nel mese di giugno dell’anno precedente, a un evento della mia città dove mi trovavo con una mia amica, ho conosciuto quest’uomo. Inizio premettendo che lui è 20 anni più grande di me…
Nonostante ciò, fin da subito ho sentito una leggera attrazione nei suoi confronti, non solo fisica - essendo molto affascinante - ma anche a livello caratteriale; fin da subito, chiacchierando con lui abbiamo notato molte cose in comune tra noi, insomma mi sembrava quasi di parlare con un mio coetaneo!
Per non portarla alla lunga, io e lui abbiamo parlato tutta l’estate, sviluppando una vera e propria confidenza, e d’estate, verso luglio, ci siamo visti alcune volte (classiche esperienze estive, ma oltre al bacio non si è andato oltre.)
Dopo qualche mese abbiamo spesso di parlare, ho troncato tutto io sia perché notavo da parte mia veri e propri sentimenti, sia perché ho provato ad iniziare una frequentazione con un mio coetaneo. Questa frequentazione - che si è tramutata in una relazione - è durata quasi mezzo anno, fino a quando le cose non sono iniziate ad andare male, e io in un forte periodo di stress (sia in questa relazione, che nella vita in generale, per degli eventi capitati) mi sono trovata nuovamente a pensare a quest’uomo, fino a quando non siamo tornati a chiacchierare/sentirci sporadicamente.
So di star facendo una cosa relativamente sbagliata, parlare con una persona più grande di me non so che fine abbia, né da parte sua che da parte mia. Ma quando parlo con lui mi sento compresa, capita. Cosa che non ho mai visto nella mia ultima relazione.
Ecco ora la mia domanda è: cosa c’è di sbagliato in me per trovarmi meglio con le persone con cui condivido una significativa differenza d’età?
Mi sono sempre reputata una ragazza molto più matura della mia età anagrafica - sarà anche perché sono dovuta crescere molto in fretta, affrontando il divorzio dei miei genitori in tenera età e non avendo mai avuto una figura paterna presente, non lo vedo e non lo sento da dieci anni -, e noto spesso questa differenza di maturità proprio con i miei coetanei.
Spero che la mia domanda (seppur molto lunga) non sia inopportuna, ma è un dubbio che mi tormenta da parecchio.
Mi scuso anche per qualche errore di battitura!
Grazie in anticipo.

Gentile,
mi ha colpita come lei stessa colleghi questa attrazione con alcuni aspetti della sua storia, come la mancanza di una figura paterna.
Può succedere infatti che alcuni incontri intercettino bisogni "silenti" ma urgenti e profondi, come il riconoscimento, la comprensione, la presenza. Forse il punto non è tanto la differenza d'età, che potrebbe essere invece un “segnale”, quanto il posto che sta dando a quest'uomo. Magari senza per forza giudicare questa relazione come giusta o sbagliata, potrebbe essere utile invece capire che tipo di senso hanno queste scelte relazionali nella sua storia.
Resto a disposizione.
Saluti Dott.ssa Mazzola

Dott.ssa Eleonora Mazzola
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