Buongiorno Sto vivendo una situazione che mi sta creando un po' di confusione e qualche dubbio. Si
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Buongiorno
Sto vivendo una situazione che mi sta creando un po' di confusione e qualche dubbio.
Si tratta della mia collega di lavoro, con la quale ho creato un bel rapporto amichevole ma ci sono dei gesti e dei momenti con lei che mi lasciano perplesso.
Ultimamente tra di noi c'è tanto contatto fisico, non solo abbracci ma anche mano nella mano, carezze e piccoli schiaffetti sulle coscie, si lascia baciare sulle gambe e sul collo (arrossendo), appoggia la testa su di me, cerca di incastrare le sue gambe sulle mie, ci sono sguardi intensi.
Il discorso è che lei fino a qualche mese fa mi ha detto che mi considera e mi vede solo come amico quindi adesso non capisco...
Ammetto che non mi chiede molto spesso di uscire fuori insieme, chiede solo cosa faccio il fine settimana, credo per curiosità.
Non so se si comporta così solo per "comodo", bisogno di attenzioni o le piace rivere questo da me ma non andare oltre.
Chiedo un vostro pensiero e cosa mi consigliereste di fare
Grazie
Sto vivendo una situazione che mi sta creando un po' di confusione e qualche dubbio.
Si tratta della mia collega di lavoro, con la quale ho creato un bel rapporto amichevole ma ci sono dei gesti e dei momenti con lei che mi lasciano perplesso.
Ultimamente tra di noi c'è tanto contatto fisico, non solo abbracci ma anche mano nella mano, carezze e piccoli schiaffetti sulle coscie, si lascia baciare sulle gambe e sul collo (arrossendo), appoggia la testa su di me, cerca di incastrare le sue gambe sulle mie, ci sono sguardi intensi.
Il discorso è che lei fino a qualche mese fa mi ha detto che mi considera e mi vede solo come amico quindi adesso non capisco...
Ammetto che non mi chiede molto spesso di uscire fuori insieme, chiede solo cosa faccio il fine settimana, credo per curiosità.
Non so se si comporta così solo per "comodo", bisogno di attenzioni o le piace rivere questo da me ma non andare oltre.
Chiedo un vostro pensiero e cosa mi consigliereste di fare
Grazie
Ciao,
grazie inifinite per aver condiviso la tua situazione con tanta chiarezza. Quello che descrivi è un quadro complesso perché mescola segnali fisici molto intensi con parole che fino a poco tempo fa chiarivano un confine amicale. È comprensibile che ti senta confuso: il linguaggio corporeo che racconti è ricco di intimità e vicinanza, e può naturalmente generare domande su cosa lei davvero voglia o senta.
In questi casi, il punto centrale non è solo osservare i gesti, ma capire quale spazio emotivo ciascuno sta cercando e rispettando. A volte le persone mantengono contatti fisici intensi per abitudine, bisogno di affetto, o perché si sentono a loro agio, senza voler cambiare la natura della relazione. Altre volte, invece, questi segnali indicano un desiderio di vicinanza più profonda che però non viene ancora verbalizzato.
Il rischio maggiore è vivere in un continuo dubbio e interpretazione, che può creare tensione e fraintendimenti. La strategia più chiara e terapeutica è aprire una conversazione sincera e rispettosa, in cui puoi esprimere come ti senti e chiedere direttamente che tipo di rapporto lei desidera. Non serve accusare o metterla alle strette, ma semplicemente chiarire il confine tra amicizia e intimità. Questo ti aiuterà a sentirti meno in balia delle emozioni e a proteggere te stesso, evitando sofferenza inutile.
Se vuoi, possiamo lavorare insieme per capire come gestire la confusione emotiva e comunicare in modo chiaro senza rischiare di compromettere il rapporto. Questo percorso può aiutarti a sentirti meglio e a prendere decisioni consapevoli su come muoverti. Parlarne con calma aiuta a fare chiarezza!
grazie inifinite per aver condiviso la tua situazione con tanta chiarezza. Quello che descrivi è un quadro complesso perché mescola segnali fisici molto intensi con parole che fino a poco tempo fa chiarivano un confine amicale. È comprensibile che ti senta confuso: il linguaggio corporeo che racconti è ricco di intimità e vicinanza, e può naturalmente generare domande su cosa lei davvero voglia o senta.
In questi casi, il punto centrale non è solo osservare i gesti, ma capire quale spazio emotivo ciascuno sta cercando e rispettando. A volte le persone mantengono contatti fisici intensi per abitudine, bisogno di affetto, o perché si sentono a loro agio, senza voler cambiare la natura della relazione. Altre volte, invece, questi segnali indicano un desiderio di vicinanza più profonda che però non viene ancora verbalizzato.
Il rischio maggiore è vivere in un continuo dubbio e interpretazione, che può creare tensione e fraintendimenti. La strategia più chiara e terapeutica è aprire una conversazione sincera e rispettosa, in cui puoi esprimere come ti senti e chiedere direttamente che tipo di rapporto lei desidera. Non serve accusare o metterla alle strette, ma semplicemente chiarire il confine tra amicizia e intimità. Questo ti aiuterà a sentirti meno in balia delle emozioni e a proteggere te stesso, evitando sofferenza inutile.
Se vuoi, possiamo lavorare insieme per capire come gestire la confusione emotiva e comunicare in modo chiaro senza rischiare di compromettere il rapporto. Questo percorso può aiutarti a sentirti meglio e a prendere decisioni consapevoli su come muoverti. Parlarne con calma aiuta a fare chiarezza!
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come sempre ci troviamo a rispondere qui, non c'è un consiglio che tu non ti possa dare da solo. non possiamo controllare le altre persone ma solo noi stesse. forse. cosa stai cercando da questa relazione? da quali bisogni è scaturita? sono piu suoi o piu tuoi? come ti fa sentire? rispondendo a queste domande si può fare luce su un qualcosa che se no risulta oscuro , accecati dalla luce abbagliante dell'altra. grazie
Buongiorno gentile utente, la confusione che percepisce è sua o rivolta a cosa potrebbe provare e desiderare la sua collega? potrebbe provare a soffermarsi e domarsi cosa desidera lei da questa sua collega e poi scegliere ciò che la fa stare meglio. L'attrazione fisica è un connotato che però differisce dal volere intrinseco di costruire un rapporto di conoscenza fine all'instaurare una relazione di coppia.
Dott.ssa Psicologa Giorgia Pinessi
Dott.ssa Psicologa Giorgia Pinessi
Buongiorno, quello che descrivi è comprensibilmente confuso, perché c’è una discrepanza tra quello che dice e quello che fa. È normale che questo ti faccia nascere dubbi e anche aspettative.
La domanda più importante è: tu cosa vuoi?
Prima ancora di capire l'altra persona, prova a chiarire dentro di te:
Ti interessa solo in amicizia o ti stai coinvolgendo?
Questa situazione ti fa stare bene o ti crea più confusione che altro?
Un elemento importante è rispettare se stessi, mettere dei confini, chiarirsi con calma; per fare questo potrebbe essere di supporto intraprendere un percorso psicologico.
Rimango a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
La domanda più importante è: tu cosa vuoi?
Prima ancora di capire l'altra persona, prova a chiarire dentro di te:
Ti interessa solo in amicizia o ti stai coinvolgendo?
Questa situazione ti fa stare bene o ti crea più confusione che altro?
Un elemento importante è rispettare se stessi, mettere dei confini, chiarirsi con calma; per fare questo potrebbe essere di supporto intraprendere un percorso psicologico.
Rimango a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Caro utente la tua confusione è più che giustificata, i comportamenti che descrivi sono molto intimi e possono facilmente creare aspettative, soprattutto se non sono coerenti con ciò che lei ti ha detto. Le parole e i comportamenti non stanno andando nella stessa direzione. Lei ti ha detto chiaramente che ti vede come amico, ma mantiene un contatto fisico che può alimentare ambiguità. Questo non significa per forza che voglia una relazione: potrebbe cercare vicinanza, conferme o semplicemente non percepire il limite allo stesso modo. La domanda importante però è un’altra: tu come ti senti dentro questa dinamica? Se ti crea confusione o coinvolgimento emotivo, è un segnale da non ignorare. Quello che ti consiglio è di fermarti un attimo a riflettere su di te e non tanto sul perchè lei faccia così. E poi se senti di aver necessità di comprendere meglio la situazione e di portare chiarezza, con calma e rispetto. Puoi dirle qualcosa come: “Mi fa piacere stare con te, ma alcuni gesti mi confondono perché per me hanno un significato più intimo. Vorrei capire meglio come vivi tu questa cosa”. Non è un’accusa, è una richiesta di chiarezza. Un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici
E allo stesso tempo, prova a darti un limite: se lei conferma che vuole solo amicizia, valuta se questo tipo di vicinanza è davvero sostenibile per te.
La chiarezza, anche quando spaventa, è ciò che protegge di più.
E allo stesso tempo, prova a darti un limite: se lei conferma che vuole solo amicizia, valuta se questo tipo di vicinanza è davvero sostenibile per te.
La chiarezza, anche quando spaventa, è ciò che protegge di più.
Buongasera, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza questa situazione.
I comportamenti che descrive ,contatto fisico intenso, gesti affettuosi, sguardi ,sono segnali che possono creare facilmente confusione, soprattutto se in passato lei aveva definito il rapporto come “solo amicizia”. È possibile che per lei questi gesti abbiano un significato emotivo, mentre per la collega rappresentino un modo di cercare vicinanza, attenzioni o conferme senza voler necessariamente trasformare la relazione.
Quando i messaggi verbali (“ti vedo come amico”) e quelli non verbali non coincidono, il rischio è che si crei ambiguità e che lei rimanga in una posizione di attesa, cercando di interpretare segnali che non diventano mai una direzione chiara.
Potrebbe essere utile riportare la questione su un piano più esplicito: capire cosa desidera lei, cosa desidera l’altra persona e quali confini la fanno stare bene. A volte, una breve consultazione psicologica può aiutare a leggere meglio queste dinamiche e a trovare un modo di muoversi che non la lasci sospeso.
Se lo desidera, possiamo esplorare insieme come orientarsi in questa situazione e quale passo potrebbe aiutarla a ritrovare chiarezza.
I comportamenti che descrive ,contatto fisico intenso, gesti affettuosi, sguardi ,sono segnali che possono creare facilmente confusione, soprattutto se in passato lei aveva definito il rapporto come “solo amicizia”. È possibile che per lei questi gesti abbiano un significato emotivo, mentre per la collega rappresentino un modo di cercare vicinanza, attenzioni o conferme senza voler necessariamente trasformare la relazione.
Quando i messaggi verbali (“ti vedo come amico”) e quelli non verbali non coincidono, il rischio è che si crei ambiguità e che lei rimanga in una posizione di attesa, cercando di interpretare segnali che non diventano mai una direzione chiara.
Potrebbe essere utile riportare la questione su un piano più esplicito: capire cosa desidera lei, cosa desidera l’altra persona e quali confini la fanno stare bene. A volte, una breve consultazione psicologica può aiutare a leggere meglio queste dinamiche e a trovare un modo di muoversi che non la lasci sospeso.
Se lo desidera, possiamo esplorare insieme come orientarsi in questa situazione e quale passo potrebbe aiutarla a ritrovare chiarezza.
Buonasera,
da ciò che descrivi sembra che tu stia vivendo una situazione ambivalente, in cui i comportamenti della tua collega non sono del tutto coerenti con ciò che ti ha espresso a parole. È comprensibile che questo possa generare confusione e dubbi.
In questi casi può essere utile provare a riportare l’attenzione su di te: come ti fa sentire questa dinamica? Cosa desideri davvero tu da questo rapporto? Avere maggiore chiarezza sui tuoi bisogni può aiutarti a orientarti.
Allo stesso tempo, potrebbe essere importante creare uno spazio di comunicazione aperta e rispettosa con lei, in cui esprimere ciò che noti e come ti senti, senza dare per scontate le sue intenzioni. A volte alcune persone vivono la vicinanza fisica in modo più spontaneo o ambiguo, senza necessariamente voler costruire qualcosa di diverso da un’amicizia.
Darti il permesso di mettere dei confini, se senti che questa situazione ti confonde o ti coinvolge emotivamente, è un passo altrettanto importante per tutelarti.
Rimanere nel dubbio può essere faticoso, mentre una comunicazione chiara – anche se non sempre semplice – spesso aiuta a ridurre l’incertezza.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da ciò che descrivi sembra che tu stia vivendo una situazione ambivalente, in cui i comportamenti della tua collega non sono del tutto coerenti con ciò che ti ha espresso a parole. È comprensibile che questo possa generare confusione e dubbi.
In questi casi può essere utile provare a riportare l’attenzione su di te: come ti fa sentire questa dinamica? Cosa desideri davvero tu da questo rapporto? Avere maggiore chiarezza sui tuoi bisogni può aiutarti a orientarti.
Allo stesso tempo, potrebbe essere importante creare uno spazio di comunicazione aperta e rispettosa con lei, in cui esprimere ciò che noti e come ti senti, senza dare per scontate le sue intenzioni. A volte alcune persone vivono la vicinanza fisica in modo più spontaneo o ambiguo, senza necessariamente voler costruire qualcosa di diverso da un’amicizia.
Darti il permesso di mettere dei confini, se senti che questa situazione ti confonde o ti coinvolge emotivamente, è un passo altrettanto importante per tutelarti.
Rimanere nel dubbio può essere faticoso, mentre una comunicazione chiara – anche se non sempre semplice – spesso aiuta a ridurre l’incertezza.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buonasera, capisco che questa ambivalenza può generare confusione, sicuramente comunicare in modo chiaro aiuta a comprendere il significato di questi comportamenti e i confini che desidera mantenere .Inoltre, valuterei quanto questo "gioco" la sta coinvolgendo emotivamente.
Gentile Utente, nessun terapeuta potrà deontologicamente rispondere al suo “cosa fare” nella situazione che descrive. Forse lei ha bisogno di legittimarsi in merito al comportamento da prendere in quella che sembra l’alba di una relazione sentimentale in cui i corpi parlano e c’è ricerca di contatto. Sembra che lei stia cercando di fare chiarezza in una situazione che al momento è segnata da forte ambiguità tra lavoro e area privata di sentimenti. Cosa prova lei verso la sua collega? Questa mi sembra legittimamente la domanda principale che lei può porsi allo stato attuale.
Buongiorno, la situazione che descrive è comprensibilmente fonte di confusione, perché si trova di fronte a due livelli che non coincidono: da una parte le parole della sua collega, che definiscono un rapporto di amicizia, dall’altra i comportamenti, che sembrano avere una componente più intima e ambigua. Quando questi due piani non sono allineati, è molto facile iniziare a farsi domande, cercare interpretazioni e restare in uno stato di incertezza che, nel tempo, può diventare anche faticoso. Dal punto di vista cognitivo comportamentale è utile osservare proprio questo passaggio. Di fronte a comportamenti così ambigui, la mente tende spontaneamente a costruire delle ipotesi per dare un senso a ciò che accade. Possono emergere pensieri come forse le piaccio ma non lo ammette, oppure magari le fa comodo avere attenzioni senza coinvolgersi davvero. Il punto è che queste ipotesi, pur essendo comprensibili, rischiano di restare supposizioni, e più si alimentano, più aumentano la confusione emotiva. Un altro aspetto importante riguarda come lei si sente all’interno di questa dinamica. Al di là di ciò che prova la sua collega, sembra esserci una parte di lei che si sta coinvolgendo e che ha bisogno di chiarezza. Quando si resta in una relazione ambigua, in cui si ricevono segnali contrastanti, si rischia di adattarsi alla situazione senza rendersene conto, tollerando qualcosa che in realtà non è del tutto soddisfacente o coerente con i propri bisogni. È possibile che la sua collega viva questo contatto come un modo spontaneo di esprimere vicinanza senza necessariamente voler costruire qualcosa di più, oppure che ci sia una parte di lei che cerca un’intimità ma allo stesso tempo fatica a definirla o ad assumersene il significato. In ogni caso, ciò che conta davvero è che la situazione, così com’è, lascia lei in una posizione poco chiara. Spesso, quando si cerca di capire cosa prova l’altro, si perde di vista una domanda più centrale: cosa desidero io da questa relazione e quanto ciò che sto vivendo è coerente con questo. Questo passaggio è fondamentale perché permette di uscire dal tentativo di interpretare e tornare a una posizione più attiva. In questi casi può essere utile provare, con gradualità, a portare maggiore chiarezza nel rapporto, non tanto con l’obiettivo di ottenere una risposta perfetta, ma per uscire dall’ambiguità. Farlo in modo diretto e rispettoso, partendo da ciò che lei prova, può aiutare a capire se c’è una reale condivisione oppure se si tratta di una dinamica che, per quanto piacevole a tratti, rischia di rimanere sbilanciata. Un percorso di supporto psicologico può essere uno spazio utile proprio per lavorare su questi aspetti. Aiuta a comprendere meglio come si reagisce alle situazioni ambigue, quali bisogni affettivi si attivano, come si gestisce l’incertezza e come si può costruire una comunicazione più chiara e coerente con ciò che si sente. Questo tipo di consapevolezza permette di vivere le relazioni in modo più stabile e meno confusivo, riducendo il rischio di restare intrappolati in dinamiche poco definite. La sua difficoltà non nasce da una mancanza, ma dal fatto che si trova in una situazione che, per sua natura, è poco chiara. Dare valore a questo disagio e provare a comprenderlo più a fondo può essere un primo passo importante per orientarsi meglio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Le consiglierei di affrontare questo discorso in modo delicato con la persona interessata
Salve, quello che descrive è una dinamica ambigua: da un lato lei ha definito il rapporto come amicizia, dall’altro i comportamenti che mette in atto hanno una componente più intima.
In questi casi, il punto non è tanto “cosa prova lei”, ma la coerenza tra ciò che dice e ciò che fa. Quando queste due dimensioni non coincidono, spesso significa che la persona sta vivendo un’ambivalenza o trae beneficio dalla vicinanza emotiva e fisica senza voler definire o assumere una posizione più chiara.
Il rischio, per lei, è di restare in una situazione confusa che può diventare frustrante.
Il consiglio è di spostare il focus su di sé, capire cosa desidera davvero e, soprattutto, chiarire apertamente con lei la situazione, mantenendo però una posizione ferma sui suoi bisogni. Senza questo passaggio, la dinamica tenderà a rimanere invariata.
Buona giornata.
Dott. Fiori
In questi casi, il punto non è tanto “cosa prova lei”, ma la coerenza tra ciò che dice e ciò che fa. Quando queste due dimensioni non coincidono, spesso significa che la persona sta vivendo un’ambivalenza o trae beneficio dalla vicinanza emotiva e fisica senza voler definire o assumere una posizione più chiara.
Il rischio, per lei, è di restare in una situazione confusa che può diventare frustrante.
Il consiglio è di spostare il focus su di sé, capire cosa desidera davvero e, soprattutto, chiarire apertamente con lei la situazione, mantenendo però una posizione ferma sui suoi bisogni. Senza questo passaggio, la dinamica tenderà a rimanere invariata.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buongiorno,
da ciò che descrive sembra esserci tra voi una relazione che, almeno nei comportamenti, assume a tratti caratteristiche di una certa intimità pur essendo stata definita esplicitamente da lei come un rapporto di amicizia.
Questo tipo di incongruenza tra ciò che viene detto e ciò che viene fatto può facilmente generare confusione e dubbi, come sta accadendo a lei.
Il contatto fisico e la vicinanza che racconta possono avere significati diversi: per alcune persone rappresentano semplicemente una modalità affettuosa di stare in relazione mentre per altre assumono un valore più romantico o di interesse: senza un confronto diretto, però, è difficile comprenderne il significato reale per l’altra persona.
Un aspetto importante potrebbe essere chiedersi innanzitutto cosa prova lei e cosa desidererebbe da questa relazione: a volte, quando i confini non sono chiari, si rischia di restare in una situazione ambigua che può generare aspettative diverse nelle due persone.
Se sente che questa situazione la mette in difficoltà potrebbe essere utile trovare un momento tranquillo per parlarne apertamente con la sua collega, in modo rispettoso e non accusatorio, condividendo ciò che sta percependo e chiedendo come lei vive questi momenti di vicinanza. Spesso un confronto sincero aiuta a chiarire i significati reciproci e a definire meglio i confini della relazione.
Se la situazione continua a generare confusione o coinvolgimento emotivo, anche confrontarsi con uno psicologo può essere uno spazio utile per riflettere sui propri vissuti e su come muoversi in modo più sereno all’interno della relazione.
Un cordiale saluto.
da ciò che descrive sembra esserci tra voi una relazione che, almeno nei comportamenti, assume a tratti caratteristiche di una certa intimità pur essendo stata definita esplicitamente da lei come un rapporto di amicizia.
Questo tipo di incongruenza tra ciò che viene detto e ciò che viene fatto può facilmente generare confusione e dubbi, come sta accadendo a lei.
Il contatto fisico e la vicinanza che racconta possono avere significati diversi: per alcune persone rappresentano semplicemente una modalità affettuosa di stare in relazione mentre per altre assumono un valore più romantico o di interesse: senza un confronto diretto, però, è difficile comprenderne il significato reale per l’altra persona.
Un aspetto importante potrebbe essere chiedersi innanzitutto cosa prova lei e cosa desidererebbe da questa relazione: a volte, quando i confini non sono chiari, si rischia di restare in una situazione ambigua che può generare aspettative diverse nelle due persone.
Se sente che questa situazione la mette in difficoltà potrebbe essere utile trovare un momento tranquillo per parlarne apertamente con la sua collega, in modo rispettoso e non accusatorio, condividendo ciò che sta percependo e chiedendo come lei vive questi momenti di vicinanza. Spesso un confronto sincero aiuta a chiarire i significati reciproci e a definire meglio i confini della relazione.
Se la situazione continua a generare confusione o coinvolgimento emotivo, anche confrontarsi con uno psicologo può essere uno spazio utile per riflettere sui propri vissuti e su come muoversi in modo più sereno all’interno della relazione.
Un cordiale saluto.
La confusione che sente è comprensibile, quando i comportamenti di qualcuno non corrispondono a ciò che ci ha detto a parole, è difficile orientarsi.
Detto questo, interpretare dall’esterno le intenzioni di una persona specifica, senza conoscerla, è qualcosa che non è possibile fare con onestà. Le spiegazioni potrebbero essere molte: alcune persone hanno uno stile relazionale fisicamente affettuoso indipendentemente dal coinvolgimento romantico, altre possono essere in una fase di ambivalenza, altre ancora non hanno piena consapevolezza di ciò che comunicano con il corpo.
La strada più utile, anche se non sempre la più semplice, è quella di un confronto diretto con lei, non necessariamente dichiarando qualcosa, ma chiedendo chiarezza su cosa sta succedendo tra voi. È l’unico modo per uscire da un’interpretazione che rischia di girare in tondo.
Detto questo, interpretare dall’esterno le intenzioni di una persona specifica, senza conoscerla, è qualcosa che non è possibile fare con onestà. Le spiegazioni potrebbero essere molte: alcune persone hanno uno stile relazionale fisicamente affettuoso indipendentemente dal coinvolgimento romantico, altre possono essere in una fase di ambivalenza, altre ancora non hanno piena consapevolezza di ciò che comunicano con il corpo.
La strada più utile, anche se non sempre la più semplice, è quella di un confronto diretto con lei, non necessariamente dichiarando qualcosa, ma chiedendo chiarezza su cosa sta succedendo tra voi. È l’unico modo per uscire da un’interpretazione che rischia di girare in tondo.
Gentilissimo, grazie per aver condiviso il suo pensiero. Immagino che questa situazione possa attivarla molto e metterla in confusione.
Da quello che descrive, sembra che il rapporto fra lei e questa sua collega sia cresciuto di intensità nell'ultimo periodo, in una dinamica relazionale che vi coinvolge reciprocamente. Entrambi sembra che vi cerchiate con intensità e desiderio crescenti, per quanto la posizione della collega sembri essere, al momento, non del tutto chiara. E' comprensibile, però, che di fronte a dei vissuti intensi si possa mantenere un profilo più defilato, non sempre si hanno le idee chiare su ciò che si prova e le persone si comportano per come possono, in parte anche per proteggersi da situazioni che possono attivare molto a livello emotivo. Proverei a concentrarmi anche su ciò che prova lei per questa collega, capire che tipo di emozioni e desideri le smuova il vostro rapporto in questo momento. Cosa sente lei per questa persona .
Se la confusione dovesse persistere, le consiglierei anche di prendere in considerazione la possibilità di contattare uno/una psicoterapeuta, non tanto per risolvere qualcosa che non va in lei ovviamente, ma per esplorare le emozioni che questa situazione le sta attivando, dandosi la possibilità di conoscersi in un modo più profondo. Sento che questo possa anche molto aiutarla nel capire come comportarsi poi concretamente nel rapporto con questa sua colllega.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Rigutti
Da quello che descrive, sembra che il rapporto fra lei e questa sua collega sia cresciuto di intensità nell'ultimo periodo, in una dinamica relazionale che vi coinvolge reciprocamente. Entrambi sembra che vi cerchiate con intensità e desiderio crescenti, per quanto la posizione della collega sembri essere, al momento, non del tutto chiara. E' comprensibile, però, che di fronte a dei vissuti intensi si possa mantenere un profilo più defilato, non sempre si hanno le idee chiare su ciò che si prova e le persone si comportano per come possono, in parte anche per proteggersi da situazioni che possono attivare molto a livello emotivo. Proverei a concentrarmi anche su ciò che prova lei per questa collega, capire che tipo di emozioni e desideri le smuova il vostro rapporto in questo momento. Cosa sente lei per questa persona .
Se la confusione dovesse persistere, le consiglierei anche di prendere in considerazione la possibilità di contattare uno/una psicoterapeuta, non tanto per risolvere qualcosa che non va in lei ovviamente, ma per esplorare le emozioni che questa situazione le sta attivando, dandosi la possibilità di conoscersi in un modo più profondo. Sento che questo possa anche molto aiutarla nel capire come comportarsi poi concretamente nel rapporto con questa sua colllega.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Rigutti
Buongiorno,
quello che descrive è comprensibilmente confusivo, perché mette insieme due livelli diversi: ciò che viene detto a parole (“ti vedo come un amico”) e ciò che avviene nel corpo e nei gesti, che invece sembrano andare in un’altra direzione.
In una lettura sistemica, più che chiederci “cosa prova davvero lei”, può essere utile osservare **la relazione che si sta costruendo tra voi due**. In questo momento sembra esserci una dinamica ambigua, dove la vicinanza fisica è molto intensa ma non trova un riconoscimento esplicito. A volte queste situazioni si creano perché uno dei due (o entrambi) trova in questo spazio una forma di intimità “protetta”, senza dover fare scelte più chiare o assumersi dei rischi.
Il punto centrale però è lei:
come sta dentro questa relazione? Le è sufficiente così o la lascia in una posizione di attesa e incertezza?
Più che interpretare i segnali di lei, le suggerirei di **portare chiarezza nella relazione**, in modo semplice e diretto, senza accuse ma parlando di sé. Ad esempio, condividendo che questa vicinanza le fa piacere ma allo stesso tempo la confonde, e chiedendo come lei la vede oggi, al di là di quanto detto mesi fa.
Questo passaggio non serve tanto a “ottenere una risposta giusta”, ma a uscire da una posizione un po’ passiva e rimettere equilibrio nella relazione. Le darà anche informazioni molto più affidabili dei segnali non verbali.
A volte il vero nodo non è capire l’altro, ma capire **quanto siamo disposti a stare in una relazione poco definita** e cosa ci serve per sentirci più chiari e rispettati.
quello che descrive è comprensibilmente confusivo, perché mette insieme due livelli diversi: ciò che viene detto a parole (“ti vedo come un amico”) e ciò che avviene nel corpo e nei gesti, che invece sembrano andare in un’altra direzione.
In una lettura sistemica, più che chiederci “cosa prova davvero lei”, può essere utile osservare **la relazione che si sta costruendo tra voi due**. In questo momento sembra esserci una dinamica ambigua, dove la vicinanza fisica è molto intensa ma non trova un riconoscimento esplicito. A volte queste situazioni si creano perché uno dei due (o entrambi) trova in questo spazio una forma di intimità “protetta”, senza dover fare scelte più chiare o assumersi dei rischi.
Il punto centrale però è lei:
come sta dentro questa relazione? Le è sufficiente così o la lascia in una posizione di attesa e incertezza?
Più che interpretare i segnali di lei, le suggerirei di **portare chiarezza nella relazione**, in modo semplice e diretto, senza accuse ma parlando di sé. Ad esempio, condividendo che questa vicinanza le fa piacere ma allo stesso tempo la confonde, e chiedendo come lei la vede oggi, al di là di quanto detto mesi fa.
Questo passaggio non serve tanto a “ottenere una risposta giusta”, ma a uscire da una posizione un po’ passiva e rimettere equilibrio nella relazione. Le darà anche informazioni molto più affidabili dei segnali non verbali.
A volte il vero nodo non è capire l’altro, ma capire **quanto siamo disposti a stare in una relazione poco definita** e cosa ci serve per sentirci più chiari e rispettati.
buongiorno, credo che a questo punto e dopo un certo periodo di avvicinamento potrebbe essere utile scoprire le carte.innanzitutto penso sia importante che lei comprenda che cosa desidera da questa persona e non si basi solo su come lei si comporta per decidere il da farsi. nelle relazioni la chiararezza paga sempre, le strategie possono essere utili ma solo dentro giochi di seduzione le cui regole sono in qualche modo condivise, anche se a volte in modo implicito. dunque se si sente in qualche modo oggetto di un comportamento ambiguo, credo sia importante farsi avanti e dire quello che pensa, così entrambi avrete la possibilità di decidere se quello che cercate realmente è una relazione, un'amicizia o altro. il rischio opposto è quello di far credere all'interlocutrice che può avere il controllo sui suoi sentimenti e sul suo corpo, e forse questo non è positivo per nessuno di due. spero di esserle stato utile, in caso mi faccia sapere anche attraverso i canali che questa piattaforma mette a disposizione. cordialità
Buongiorno,
la situazione che descrivi è complessa e può generare molta confusione, soprattutto quando i segnali tra amicizia e interesse affettivo o sessuale sembrano mescolarsi. Dal tuo racconto emerge un contatto fisico intenso e momenti di complicità che possono essere interpretati in modi diversi: potrebbero esprimere affetto e vicinanza senza necessariamente indicare un interesse romantico, oppure segnali di curiosità o attrazione non completamente consapevole da parte sua.
È importante considerare anche il contesto lavorativo: il confine tra comportamento amichevole e intimità può diventare sottile e fonte di fraintendimenti. Il fatto che lei in passato ti abbia detto di vederti solo come amico e che attualmente non proponga uscite insieme può indicare che mantiene comunque dei limiti chiari rispetto a un coinvolgimento sentimentale o sessuale.
In queste situazioni, il modo più sicuro per chiarire i propri dubbi è parlare apertamente e in modo rispettoso con la persona, senza pressioni, per capire le intenzioni e stabilire confini chiari. Questo aiuta a tutelare la relazione, il benessere emotivo di entrambi e la professionalità sul lavoro.
Data la complessità dei segnali emotivi e affettivi coinvolti, è consigliabile approfondire la questione con uno specialista, che possa supportarti nell’interpretare i sentimenti e gestire la situazione in modo sano.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa
la situazione che descrivi è complessa e può generare molta confusione, soprattutto quando i segnali tra amicizia e interesse affettivo o sessuale sembrano mescolarsi. Dal tuo racconto emerge un contatto fisico intenso e momenti di complicità che possono essere interpretati in modi diversi: potrebbero esprimere affetto e vicinanza senza necessariamente indicare un interesse romantico, oppure segnali di curiosità o attrazione non completamente consapevole da parte sua.
È importante considerare anche il contesto lavorativo: il confine tra comportamento amichevole e intimità può diventare sottile e fonte di fraintendimenti. Il fatto che lei in passato ti abbia detto di vederti solo come amico e che attualmente non proponga uscite insieme può indicare che mantiene comunque dei limiti chiari rispetto a un coinvolgimento sentimentale o sessuale.
In queste situazioni, il modo più sicuro per chiarire i propri dubbi è parlare apertamente e in modo rispettoso con la persona, senza pressioni, per capire le intenzioni e stabilire confini chiari. Questo aiuta a tutelare la relazione, il benessere emotivo di entrambi e la professionalità sul lavoro.
Data la complessità dei segnali emotivi e affettivi coinvolti, è consigliabile approfondire la questione con uno specialista, che possa supportarti nell’interpretare i sentimenti e gestire la situazione in modo sano.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa
Buongiorno. Capisco bene come questa situazione possa generare in lei incertezza, dal momento che si trova in un limbo dove i gesti sembrano smentire costantemente le parole.
È importante considerare che la vicinanza fisica non sempre coincide con un interesse sentimentale. A volte, il contatto risponde a bisogni diversi (sentirsi visti, rassicurati, godere di un calore umano) che non implicano necessariamente la volontà di costruire una coppia. Finché il patto verbale resta quello dell'amicizia, i comportamenti ambigui rimangono confinati sul piano delle interpretazioni soggettive, alimentando aspettative che rischiano di non trovare riscontro.
Il vero nodo della questione, tuttavia, risiede nel motivo per cui lei accetta di abitare questo spazio sospeso. Quanto il piacere momentaneo di quei gesti la sta portando a tollerare un dubbio che, nel lungo periodo, può diventare logorante? Portare lei stesso chiarezza, esplicitando ciò che prova e chiedendo coerenza tra gesti e parole, è l'unico modo per uscire da questa passività. Solo un confronto sincero può aiutarla a definire la natura del vostro rapporto e a non rimanere bloccato in un'attesa senza fine.
Resto a disposizione qualora sentisse il bisogno di approfondire ulteriormente questi vissuti.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Giulia Germani
È importante considerare che la vicinanza fisica non sempre coincide con un interesse sentimentale. A volte, il contatto risponde a bisogni diversi (sentirsi visti, rassicurati, godere di un calore umano) che non implicano necessariamente la volontà di costruire una coppia. Finché il patto verbale resta quello dell'amicizia, i comportamenti ambigui rimangono confinati sul piano delle interpretazioni soggettive, alimentando aspettative che rischiano di non trovare riscontro.
Il vero nodo della questione, tuttavia, risiede nel motivo per cui lei accetta di abitare questo spazio sospeso. Quanto il piacere momentaneo di quei gesti la sta portando a tollerare un dubbio che, nel lungo periodo, può diventare logorante? Portare lei stesso chiarezza, esplicitando ciò che prova e chiedendo coerenza tra gesti e parole, è l'unico modo per uscire da questa passività. Solo un confronto sincero può aiutarla a definire la natura del vostro rapporto e a non rimanere bloccato in un'attesa senza fine.
Resto a disposizione qualora sentisse il bisogno di approfondire ulteriormente questi vissuti.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Giulia Germani
Buongiorno,
da ciò che descrive emerge una situazione che può comprensibilmente generare confusione, soprattutto quando i comportamenti dell’altra persona sembrano in contrasto con ciò che è stato espresso a parole. Gesti affettuosi e contatto fisico frequente possono avere significati diversi per persone diverse: per alcuni rappresentano semplice vicinanza amicale, per altri possono indicare interesse o bisogno di attenzioni.
Più che cercare di interpretare da solo i suoi comportamenti, potrebbe essere utile provare a fare chiarezza attraverso un dialogo diretto e rispettoso, esprimendo ciò che prova e chiedendo apertamente come lei vive questa relazione. Questo può aiutarla a evitare fraintendimenti e a proteggere anche il suo benessere emotivo, soprattutto se lei sente che questa ambiguità le crea dubbi o aspettative.
Un confronto con un professionista può essere utile anche per comprendere meglio i suoi vissuti e capire quali siano i suoi bisogni e i limiti che desidera stabilire nelle relazioni.
Ricevo online e in presenza a Verona.
da ciò che descrive emerge una situazione che può comprensibilmente generare confusione, soprattutto quando i comportamenti dell’altra persona sembrano in contrasto con ciò che è stato espresso a parole. Gesti affettuosi e contatto fisico frequente possono avere significati diversi per persone diverse: per alcuni rappresentano semplice vicinanza amicale, per altri possono indicare interesse o bisogno di attenzioni.
Più che cercare di interpretare da solo i suoi comportamenti, potrebbe essere utile provare a fare chiarezza attraverso un dialogo diretto e rispettoso, esprimendo ciò che prova e chiedendo apertamente come lei vive questa relazione. Questo può aiutarla a evitare fraintendimenti e a proteggere anche il suo benessere emotivo, soprattutto se lei sente che questa ambiguità le crea dubbi o aspettative.
Un confronto con un professionista può essere utile anche per comprendere meglio i suoi vissuti e capire quali siano i suoi bisogni e i limiti che desidera stabilire nelle relazioni.
Ricevo online e in presenza a Verona.
Salve, se lei ha diverse aspettative o desideri nei confronti della sua collega, allora sarebbe meglio provare a chiarire la situazione confrontandosi con lei per non soffrire inutilmente e crearsi ipotetiche false speranze.
Se invece ritiene di voler essere esclusivamente suo amico e questi comportamenti le risultano solamente un pò ambigui, potrebbe comunque chiedere a lei come mai in questo periodo il suo comportamento ha assunto queste modalità.
Fondamentalmente diviene importante instaurare un dialogo volto a cercare un equilibrio relazionale che faccia sentire entrambi il più possibile a proprio agio.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Se invece ritiene di voler essere esclusivamente suo amico e questi comportamenti le risultano solamente un pò ambigui, potrebbe comunque chiedere a lei come mai in questo periodo il suo comportamento ha assunto queste modalità.
Fondamentalmente diviene importante instaurare un dialogo volto a cercare un equilibrio relazionale che faccia sentire entrambi il più possibile a proprio agio.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Ciao! Capisco bene la tua perplessità: ti trovi in una situazione in cui i segnali che ricevi sono opposti. Da un lato c'è una dichiarazione verbale ('siamo amici'), dall'altro c'è una presenza corporea che cerca un’intimità molto profonda (il collo, le gambe, gli sguardi).
In psicologia diciamo che il corpo non mente mai, ma può essere 'in ritardo' o in conflitto con quello che la mente decide. È possibile che la tua collega si senta al sicuro nell'etichetta di 'amicizia' perché le permette di godere di un'intimità fisica ed emotiva senza doversi assumere la responsabilità (o la paura) di una relazione ufficiale. Il fatto che arrossisca e cerchi il contatto fisico indica che c'è un'attivazione reale, non è solo 'comodo': lei sente qualcosa, ma forse non è ancora pronta a pensarsi in una storia con te.
Il rischio, per te, è di rimanere 'incastrato' in questa attesa, cercando di interpretare ogni suo gesto come un indizio.
Cosa ti consiglierei di fare?
Invece di cercare di capire cosa passa nella testa di lei, prova a spostare l'attenzione su di te. Chiediti: 'A me, questo stare a metà, quanto sta bene?'. Se questo gioco di sguardi e contatti ti fa stare bene senza pretese, puoi godertelo. Ma se senti che ti sta logorando perché vorresti di più, allora è il momento di un riposizionamento.
Non serve farle un interrogatorio, basta cambiare il tuo modo di starle vicino: se lei cerca il contatto, prova a non essere sempre 'disponibile' o a chiederle apertamente: 'Sai, facciamo cose che gli amici di solito non fanno... cosa stiamo giocando?'. Portare alla luce quello che accade nel corpo spesso aiuta a sciogliere l'ambiguità. Un caro saluto.
In psicologia diciamo che il corpo non mente mai, ma può essere 'in ritardo' o in conflitto con quello che la mente decide. È possibile che la tua collega si senta al sicuro nell'etichetta di 'amicizia' perché le permette di godere di un'intimità fisica ed emotiva senza doversi assumere la responsabilità (o la paura) di una relazione ufficiale. Il fatto che arrossisca e cerchi il contatto fisico indica che c'è un'attivazione reale, non è solo 'comodo': lei sente qualcosa, ma forse non è ancora pronta a pensarsi in una storia con te.
Il rischio, per te, è di rimanere 'incastrato' in questa attesa, cercando di interpretare ogni suo gesto come un indizio.
Cosa ti consiglierei di fare?
Invece di cercare di capire cosa passa nella testa di lei, prova a spostare l'attenzione su di te. Chiediti: 'A me, questo stare a metà, quanto sta bene?'. Se questo gioco di sguardi e contatti ti fa stare bene senza pretese, puoi godertelo. Ma se senti che ti sta logorando perché vorresti di più, allora è il momento di un riposizionamento.
Non serve farle un interrogatorio, basta cambiare il tuo modo di starle vicino: se lei cerca il contatto, prova a non essere sempre 'disponibile' o a chiederle apertamente: 'Sai, facciamo cose che gli amici di solito non fanno... cosa stiamo giocando?'. Portare alla luce quello che accade nel corpo spesso aiuta a sciogliere l'ambiguità. Un caro saluto.
Buongiorno,
la confusione che sta vivendo è comprensibile: i comportamenti che descrive vanno oltre un’amicizia “neutra”, ma le parole che lei le ha detto in passato indicano il contrario. Quando c’è questa discrepanza tra ciò che una persona dice e ciò che fa, è normale sentirsi disorientati.
Ci sono diverse possibilità: potrebbe esserci da parte sua un bisogno di vicinanza e attenzioni senza un reale desiderio di relazione, oppure una difficoltà a riconoscere o dichiarare ciò che prova. In ogni caso, il punto centrale è come questa situazione fa stare lei.
Il rischio è rimanere in una dinamica ambigua che nel tempo può creare aspettative e frustrazione. Per questo, il passo più utile è portare chiarezza, con semplicità e senza pressione: può esprimere come si sente e chiedere apertamente cosa rappresenta per lei questo tipo di rapporto oggi.
Allo stesso tempo, è importante che definisca per sé dei confini: capire cosa è disposto ad accettare e cosa no, soprattutto se prova un coinvolgimento emotivo.
Le auguro di riuscire a fare chiarezza, trovando una posizione che la faccia sentire sereno e rispettato.
la confusione che sta vivendo è comprensibile: i comportamenti che descrive vanno oltre un’amicizia “neutra”, ma le parole che lei le ha detto in passato indicano il contrario. Quando c’è questa discrepanza tra ciò che una persona dice e ciò che fa, è normale sentirsi disorientati.
Ci sono diverse possibilità: potrebbe esserci da parte sua un bisogno di vicinanza e attenzioni senza un reale desiderio di relazione, oppure una difficoltà a riconoscere o dichiarare ciò che prova. In ogni caso, il punto centrale è come questa situazione fa stare lei.
Il rischio è rimanere in una dinamica ambigua che nel tempo può creare aspettative e frustrazione. Per questo, il passo più utile è portare chiarezza, con semplicità e senza pressione: può esprimere come si sente e chiedere apertamente cosa rappresenta per lei questo tipo di rapporto oggi.
Allo stesso tempo, è importante che definisca per sé dei confini: capire cosa è disposto ad accettare e cosa no, soprattutto se prova un coinvolgimento emotivo.
Le auguro di riuscire a fare chiarezza, trovando una posizione che la faccia sentire sereno e rispettato.
Buongiorno,
dal suo racconto emerge uno stato di ambivalenza emotiva, alimentato da segnali relazionali contrastanti che sembrano generare confusione, aspettative e incertezza sul significato del legame.
Il dubbio che descrive appare comprensibile e indica un bisogno di chiarezza sul piano emotivo e relazionale.
Per esplorare questi vissuti e comprendere meglio cosa sta accadendo per lei, può essere utile rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
dal suo racconto emerge uno stato di ambivalenza emotiva, alimentato da segnali relazionali contrastanti che sembrano generare confusione, aspettative e incertezza sul significato del legame.
Il dubbio che descrive appare comprensibile e indica un bisogno di chiarezza sul piano emotivo e relazionale.
Per esplorare questi vissuti e comprendere meglio cosa sta accadendo per lei, può essere utile rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno,
la situazione che descrive è comprensibilmente fonte di confusione, perché c’è una discrepanza tra ciò che la sua collega ha dichiarato a parole (“ti vedo come un amico”) e ciò che esprime attraverso i comportamenti, che risultano invece molto più intimi e ambigui.
È importante considerare che alcuni comportamenti possono rispondere a bisogni di vicinanza, attenzione o conferma, senza che vi sia una reale intenzione di costruire una relazione sentimentale.
Detto questo, al di là delle sue motivazioni, il punto centrale diventa lei:
come si sente in questa dinamica?
Se da un lato c’è coinvolgimento e dall’altro incertezza, il rischio è quello di rimanere in una situazione poco definita che, nel tempo, può generarle frustrazione.
Il tipo di contatto fisico che descrive potrebbe andare oltre una normale amicizia e rende ancora più importante fare chiarezza. Per questo potrebbe essere utile:
non basarsi solo sui comportamenti, ma riportare l’attenzione su ciò che viene esplicitato
confrontarsi in modo diretto e tranquillo, chiedendo come vede oggi il vostro rapporto, alla luce di questi avvicinamenti
definire anche per sé dei limiti, se la situazione la mette in difficoltà o alimenta aspettative
Un aspetto importante è evitare di adattarsi passivamente a una dinamica ambigua: la chiarezza, anche se può sembrare scomoda, aiuta a tutelarsi emotivamente.
In sintesi, più che cercare di interpretare i suoi segnali, può essere utile portare la relazione su un piano esplicito, così da capire se c’è una reale reciprocità oppure no.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Pesce
la situazione che descrive è comprensibilmente fonte di confusione, perché c’è una discrepanza tra ciò che la sua collega ha dichiarato a parole (“ti vedo come un amico”) e ciò che esprime attraverso i comportamenti, che risultano invece molto più intimi e ambigui.
È importante considerare che alcuni comportamenti possono rispondere a bisogni di vicinanza, attenzione o conferma, senza che vi sia una reale intenzione di costruire una relazione sentimentale.
Detto questo, al di là delle sue motivazioni, il punto centrale diventa lei:
come si sente in questa dinamica?
Se da un lato c’è coinvolgimento e dall’altro incertezza, il rischio è quello di rimanere in una situazione poco definita che, nel tempo, può generarle frustrazione.
Il tipo di contatto fisico che descrive potrebbe andare oltre una normale amicizia e rende ancora più importante fare chiarezza. Per questo potrebbe essere utile:
non basarsi solo sui comportamenti, ma riportare l’attenzione su ciò che viene esplicitato
confrontarsi in modo diretto e tranquillo, chiedendo come vede oggi il vostro rapporto, alla luce di questi avvicinamenti
definire anche per sé dei limiti, se la situazione la mette in difficoltà o alimenta aspettative
Un aspetto importante è evitare di adattarsi passivamente a una dinamica ambigua: la chiarezza, anche se può sembrare scomoda, aiuta a tutelarsi emotivamente.
In sintesi, più che cercare di interpretare i suoi segnali, può essere utile portare la relazione su un piano esplicito, così da capire se c’è una reale reciprocità oppure no.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Pesce
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