Buongiorno per ansia e attacchi di panico la terapia cognitivo comportamentale va bene? E in cosa c

29 risposte
Buongiorno per ansia e attacchi di panico la terapia cognitivo comportamentale va bene?
E in cosa consiste,il metodo?
Grazie Cordiali Saluti
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
quello che da maggior esito è la relazione terapeutica, quindi, anziché diventar esperti di teorie, occorre vedere che effetto ha nel sé quel che fa e dice il terapeuta.
Un saluto cordiale
dott.ssa Marzia Sellini

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Buongiorno, sì, la terapia cognitivo-comportamentale è uno degli approcci utilizzati per ansia e attacchi di panico.

In generale, questo metodo aiuta la persona a riconoscere il legame tra pensieri, emozioni, sensazioni fisiche e comportamenti. Nel panico, per esempio, spesso si comincia a temere ciò che accade nel corpo: battito accelerato, respiro corto, tensione, vertigini. Da lì possono nascere controllo continuo, evitamento di luoghi o situazioni, ricerca di rassicurazioni. Queste strategie danno sollievo nell’immediato, ma possono mantenere il problema nel tempo.

Il lavoro può prevedere spiegazione del funzionamento dell’ansia, riconoscimento dei pensieri che alimentano la paura, esercizi pratici, esposizione graduale alle situazioni evitate e riduzione dei comportamenti di controllo.

Detto questo, non esiste un metodo “giusto” in assoluto per tutti. Conta molto capire come funziona il problema in quella specifica persona: cosa teme, cosa evita, cosa controlla e cosa fa quando sente arrivare l’ansia. Da lì si costruisce un percorso mirato.

Se vuole, può approfondire con un professionista anche online, così da capire quale tipo di lavoro sia più adatto alla sua situazione concreta.

Un caro saluto.
Dott.ssa Alessandra Mesini
Psicologo
Stradella
Tutte le terapie possono essere utili, nello specifico la terapia cognitivo comportamentale pone attenzione sulle emozioni, il tipo di attaccamento..
Buongiorno,
La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) è considerata dalle linee guida scientifiche internazionali il trattamento d'elezione per i disturbi d'ansia e gli attacchi di panico.
Per quanto riguarda il metodo, la CBT è un approccio molto pratico, focalizzato sul presente e orientato all'obiettivo. Consiste nell'aiutarla a comprendere come i suoi pensieri, le sue emozioni e i suoi comportamenti si influenzino a vicenda. È una terapia attiva, che le fornirà una vera e propria "cassetta degli attrezzi".
Cordiali saluti.
Dott.ssa Arianna Moroni
Psicoterapeuta, Psicologo
Trieste
Buongiorno, la terapia cognitivo-comportamentale è considerata uno degli approcci più efficaci per il trattamento dell’ansia e degli attacchi di panico, come il disturbo di panico. Si tratta di un modello psicoterapeutico strutturato e orientato al presente, che lavora sui meccanismi che mantengono il problema nel tempo.
Dal punto di vista del metodo, la terapia si basa sull’idea che pensieri, emozioni e reazioni corporee siano strettamente collegati tra loro. Nelle persone che soffrono di ansia o panico, alcune sensazioni fisiche come tachicardia, vertigini o respiro corto vengono interpretate come segnali di pericolo imminente. Questa interpretazione attiva un circolo che intensifica ulteriormente i sintomi, fino ad arrivare all’attacco di panico.
All’interno del percorso terapeutico, il lavoro consiste nel riconoscere questi automatismi e modificarli gradualmente. La persona viene aiutata a comprendere come funzionano i propri pensieri ansiosi, a ridurre l’attenzione costante sul corpo e a sviluppare modalità più funzionali di risposta alle situazioni che generano paura. Un aspetto centrale è anche l’esposizione graduale alle situazioni o alle sensazioni temute, in modo da interrompere il meccanismo di evitamento che spesso mantiene il disturbo. La terapia cognitivo-comportamentale è generalmente focalizzata su obiettivi concreti e condivisi, con un ruolo attivo della persona nel percorso. Questo permette, nel tempo, di acquisire strumenti utili non solo per ridurre i sintomi, ma anche per prevenire eventuali ricadute. In sintesi, si tratta di un approccio mirato e basato su evidenze scientifiche, che interviene direttamente sui processi che alimentano ansia e attacchi di panico, favorendo un cambiamento sia a livello cognitivo che comportamentale. Cordialmente, AM
Buongiorno, ogni terapia è a se, ma credo fortemente che per queste problematiche sia meglio una terapia a lungo termine ...
Dott. Pietro Coccetta
Psicologo, Psicologo clinico
Foligno
Buongiorno, la terapia cognitivo-comportamentale "va bene" per ansia e attacchi di panico: consiste nel lavorare sul legame tra pensieri, emozioni e comportamenti, aiutando a riconoscere e modificare i pensieri automatici e a ridurre evitamenti e reazioni corporee attraverso tecniche pratiche. Ma anche la psicoanalisi è idonea: ad esempio, la differenza sta nel fatto che la cognitivo comportamentale interviene soprattutto sul sintomo per ridurlo e gestirlo, mentre la psicoanalisi si orienta a comprendere il significato di quel sintomo nella storia della persona, lavorando sulle cause più profonde e sulla posizione soggettiva, con effetti spesso più duraturi nel tempo.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la terapia cognitivo comportamentale è uno degli approcci psicologici che viene maggiormente utilizzato proprio nel lavoro con l’ansia e con gli attacchi di panico, perché si concentra sul modo in cui pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano reciprocamente e su come questi possano mantenere o amplificare lo stato di allarme interno. In situazioni di ansia intensa o di attacco di panico, spesso accade che alcune sensazioni fisiche vengano interpretate in modo catastrofico, cioè come segnali di pericolo grave o imminente. Questo tipo di interpretazione aumenta ulteriormente l’attivazione corporea e mentale, creando un circolo che può diventare molto spaventoso e difficile da interrompere. L’obiettivo di un percorso psicologico non è quello di “eliminare” le emozioni, che fanno parte del funzionamento umano, ma di aiutare la persona a comprendere meglio questi meccanismi e a modificare gradualmente il modo in cui li interpreta e li gestisce. In un lavoro di questo tipo si parte spesso dall’ascolto dell’esperienza concreta della persona, di come si manifestano i momenti di ansia, di quali pensieri emergono e di quali strategie vengono messe in atto per cercare di controllarla o evitarla. Con il tempo, si lavora per rendere più flessibili alcuni schemi di pensiero che tendono a essere rigidi o automatici, e per aiutare la persona a sviluppare una maggiore capacità di stare dentro le sensazioni senza sentirsi sopraffatta da esse. Un altro aspetto importante riguarda il rapporto con l’evitamento, perché spesso, nel tentativo comprensibile di non provare disagio, si finisce per evitare situazioni o sensazioni che invece, a lungo termine, mantengono il problema. Il lavoro psicologico aiuta gradualmente a ritrovare un senso di efficacia personale e di sicurezza nelle proprie risorse, anche in presenza dell’ansia. È un percorso molto concreto, che si sviluppa a partire dalla storia e dall’esperienza individuale della persona, e che mira a rendere più chiari i meccanismi che alimentano il disagio, così da poterli affrontare in modo più consapevole e gestibile. Non si tratta di un intervento standardizzato, ma di un lavoro costruito sulla specificità di chi porta la propria esperienza. Quando l’ansia o gli attacchi di panico diventano ricorrenti o limitanti, intraprendere un percorso psicologico può essere un modo efficace per non rimanere soli in questa esperienza e per comprendere meglio ciò che accade, imparando progressivamente nuove modalità di gestione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Claudia Romani
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è uno degli approcci psicologici maggiormente utilizzati e supportati dalla ricerca scientifica per il trattamento di ansia, attacchi di panico e molte difficoltà emotive.
Questo percorso si concentra sull’identificazione dei pensieri disfunzionali, dei meccanismi che alimentano l’ansia e dei comportamenti che possono mantenerla nel tempo, aiutando gradualmente la persona a sviluppare strategie più efficaci di gestione.
Il lavoro terapeutico può includere:
riconoscimento dei pensieri automatici negativi
tecniche di regolazione dell’ansia
esposizione graduale alle situazioni temute
potenziamento delle risorse personali
L’obiettivo è ridurre il sintomo, migliorare la qualità della vita e favorire una maggiore sensazione di controllo.
Naturalmente ogni percorso viene personalizzato sulla base della storia, dei bisogni e delle caratteristiche individuali della persona
Dott.ssa Veronica De Iuliis
Psicologo, Psicologo clinico
Cogliate
Buongiorno,
sì, per ansia e attacchi di panico la terapia cognitivo-comportamentale può essere efficace, ma non è l’unico approccio possibile. Esistono infatti diversi orientamenti psicoterapeutici (come quello psicodinamico, sistemico, gestaltico, ecc.) che hanno tutti mostrato efficacia nel lavoro con l’ansia, pur utilizzando modalità diverse.
La cosa più importante, però, è spesso la qualità della relazione terapeutica: sentirsi compresi, accolti e in un buon clima di fiducia ed empatia con il proprio terapeuta. Questo aspetto, più che l’approccio in sé, è ciò che fa davvero la differenza nel percorso.
Inoltre, molti orientamenti oggi integrano anche strumenti e tecniche di tipo cognitivo-comportamentale, a seconda delle necessità della persona.

Cordiali saluti,
dott.ssa Veronica De Iuliis
Buongiorno,
In modo semplice, lavora sul legame tra pensieri, emozioni e comportamenti, aiutando a comprendere e modificare i meccanismi che mantengono l’ansia attiva.

Detto questo, ogni situazione è diversa e va valutata in modo personale.
Nel mio lavoro mi occupo proprio di ansia e attacchi di panico, aiutando le persone a capire cosa li mantiene attivi e a costruire strumenti concreti per gestirli nella vita quotidiana.

Se vuole, mi scriva in privato così possiamo capire meglio la sua situazione e come posso esserle utile. Un cordiale saluto, Dott.ssa Alessandra Corti
Dott.ssa Sharon Cannataro
Psicologo, Neuropsicologo
San Donato Milanese
Buongiorno,
la terapia cognitivo-comportamentale è indicata per ansia e attacchi di panico.
È un approccio strutturato che aiuta a comprendere come pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano tra loro e a intervenire su quei meccanismi che mantengono il problema.

Nel concreto si lavora su pensieri disfunzionali, sulla gestione dei sintomi fisici e sull’esposizione graduale alle situazioni o sensazioni temute.

In modelli più recenti, come l’Acceptance and Commitment Therapy, si integra anche il lavoro su accettazione delle emozioni, rapporto con i pensieri e valori personali.

L’obiettivo è ridurre il circolo dell’ansia e favorire un maggiore benessere nella vita quotidiana.
Buongiorno,
sì, la terapia cognitivo-comportamentale è uno degli approcci più utilizzati ed efficaci per ansia e attacchi di panico.

In cosa consiste? In modo molto pratico, aiuta a lavorare su tre livelli:

- Pensieri: si individuano e si modificano i pensieri automatici che alimentano paura e allarme (per esempio interpretare un sintomo fisico come pericoloso).
- Emozioni e sintomi fisici: si imparano strategie per gestire l’attivazione ansiosa e comprendere meglio cosa accade nel corpo durante il panico.
- Comportamenti: si lavora sui meccanismi che mantengono il problema, come evitamenti, controlli o “strategie di sicurezza”, e gradualmente li si supera.

Spesso il percorso include anche tecniche pratiche, come esercizi di respirazione, ristrutturazione cognitiva ed esercizi graduali di esposizione, molto utili per ridurre la paura degli attacchi di panico.

È una terapia orientata agli obiettivi e molto concreta: non si limita a parlare del problema, ma fornisce strumenti per affrontarlo. Naturalmente il percorso va personalizzato sulla persona e sulla storia individuale.

Un caro saluto.
Dott.ssa Chiara Roselletti
Psicologo, Psicologo clinico
San Sisto
Gentile utente,
Il terapeuta o l’approccio terapeutico universalmente adatto a tutti non esiste, ogni persona ha esigenze differenti. In linea generale, ciò che veramente cura all’interno del percorso psicologico è la relazione con l’altro, le consiglierei di trovare il professionista con cui si sente pronta ad istaurare una relazione che sia di cura.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Chiara Roselletti
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicoterapeuta
Vimodrone
Buongiorno,
sì, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è considerata uno degli approcci più efficaci per il trattamento dell’ansia e degli attacchi di panico.

In cosa consiste, in concreto?

Si tratta di un percorso strutturato e orientato al presente, che lavora su due livelli principali:

1. I pensieri (parte “cognitiva”)
Si impara a riconoscere e mettere in discussione quei pensieri automatici che alimentano l’ansia, ad esempio interpretazioni catastrofiche dei sintomi fisici (“sto per svenire”, “mi sta venendo un infarto”).
L’obiettivo non è “pensare positivo”, ma sviluppare un modo più realistico ed equilibrato di leggere ciò che accade.

2. I comportamenti (parte “comportamentale”)
Spesso, per paura degli attacchi di panico, si tende a evitare certe situazioni o a mettere in atto strategie di controllo (uscire solo accompagnati, avere sempre farmaci con sé, ecc.).
In terapia si lavora gradualmente per ridurre questi evitamenti e affrontare le situazioni temute in modo guidato, così da interrompere il circolo dell’ansia.

Per gli attacchi di panico in particolare, si utilizzano anche tecniche specifiche, come:

la psicoeducazione (capire cosa succede nel corpo durante un attacco)
esercizi sui sintomi fisici per ridurne la paura
tecniche di gestione dell’attivazione (respirazione, regolazione fisiologica)

È un tipo di terapia generalmente concreta e collaborativa, in cui tra una seduta e l’altra possono essere proposti piccoli esercizi pratici.

In sintesi: non si limita a parlare del problema, ma fornisce strumenti per gestirlo attivamente nella vita quotidiana.

Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti, resto a disposizione.
gentile paziente, la terapia va sempre calibrata sullo specifico paziente. Se vuole le posso offrire un consulto gratuito per valutare se il mio approccio può esserle d'aiuto. Saluti
Dott.ssa Clarissa Machi
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buongiorno. Comprendo perfettamente quanto possano essere invalidanti l'ansia e il panico, ma voglio rassicurarti: sono condizioni che si curano con successo e ogni approccio terapeutico può essere la strada giusta per stare meglio.
Ecco i due metodi spiegati in modo semplice:
Terapia Cognitivo-Comportamentale: È molto pratica e si concentra sul presente. Ti aiuta a riconoscere i pensieri che scatenano la paura e ti insegna esercizi concreti per calmare il corpo e la mente durante un attacco.
Terapia Sistemico-Relazionale: Qui il focus si allarga alle tue relazioni (famiglia, partner, affetti). Il panico non è visto come un "difetto" tuo, ma come un grido d'aiuto per un equilibrio che si è rotto nei tuoi legami. Insieme al terapeuta, esplorerai come la tua storia familiare influenza il tuo presente, cercando di sciogliere quei nodi relazionali che ti impediscono di sentirti libero e sereno.
Dott.ssa Ylenia De Fusco
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
è importante dire innanzitutto che diversi approcci psicoterapeutici possono essere efficaci nel trattamento di ansia e attacchi di panico. Non esiste un unico metodo valido per tutti: spesso la scelta migliore dipende dalla persona, dalla sua storia e dal tipo di difficoltà che sta vivendo.

La terapia cognitivo-comportamentale è uno degli approcci più utilizzati per questi disturbi. In modo semplice, aiuta a capire come pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano tra loro. Ad esempio, se una sensazione fisica viene interpretata come pericolosa (“sto per svenire”, “mi sta venendo qualcosa”), l’ansia aumenta e può intensificare i sintomi.

Il percorso terapeutico aiuta quindi a:

riconoscere i meccanismi che alimentano ansia e panico
leggere in modo diverso alcune sensazioni corporee o pensieri spaventanti
imparare strategie per gestire l’ansia
affrontare gradualmente le situazioni evitate per paura

È un approccio pratico e concreto, che fornisce strumenti utili da usare anche nella quotidianità.

Al di là del metodo, l’aspetto fondamentale resta sentirsi accolti e compresi dal professionista scelto, così da costruire un percorso efficace e adatto a lei.
Resto a sua disposizione in caso di maggiori chiarimenti.

Un caro saluto
Buongiorno,
la terapia cognitivo-comportamentale è uno degli approcci più efficaci per ansia e attacchi di panico. Si basa sull’idea che pensieri, emozioni e comportamenti siano strettamente collegati e che, intervenendo su questi aspetti, sia possibile ridurre i sintomi e ritrovare un maggiore equilibrio.
In concreto, il lavoro si sviluppa su più livelli:
– si imparano a riconoscere i pensieri automatici che alimentano l’ansia (“sto per stare male”, “non ce la faccio”)
– si comprende cosa accade nel corpo durante l’attacco di panico
– si affrontano gradualmente le situazioni evitate
– si acquisiscono strumenti pratici per gestire l’attivazione (respirazione, tecniche di regolazione, ecc.)
È un approccio generalmente strutturato e orientato al presente, molto utile per interrompere i circoli viziosi dell’ansia.
Detto questo, non è l’unica possibilità: anche altri approcci possono essere efficaci, tra cui ad esempio l'ipnosi, che lavora maggiormente sui processi profondi, sulle risorse interne e sulla regolazione del sistema emotivo in modo più indiretto.
La scelta del percorso più adatto dipende dalla persona, dalla sua storia e da ciò che sente più affine al proprio modo di funzionare.
Se lo ritiene utile, può confrontarsi con un professionista per individuare l’approccio più adatto alle sue esigenze.
Resto disponibile.
Dottoressa Lucia Morello
Dott.ssa Arianna Savastio
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è attualmente uno dei trattamenti maggiormente riconosciuti ed efficaci per i disturbi d’ansia e gli attacchi di panico, con solide evidenze scientifiche a sostegno. In molti casi viene considerata un trattamento di prima scelta. In alcune situazioni, soprattutto quando i sintomi risultano particolarmente intensi, frequenti o limitanti nella vita quotidiana, la letteratura scientifica indica che l’associazione tra psicoterapia e farmacoterapia può rappresentare l’intervento più efficace. Naturalmente ogni percorso va sempre valutato in modo personalizzato, sulla base della storia clinica e dei bisogni specifici della persona. La CBT lavora sui principali fattori che mantengono ansia e panico, intervenendo sulla relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti. In particolare: aiuta a riconoscere e modificare i pensieri catastrofici tipici dell’ansia (ad esempio il timore di perdere il controllo, stare male o non farcela) che vengono poi ristrutturati; insegna tecniche specifiche di gestione dell’ansia e dei sintomi fisici, come respirazione e regolazione emotiva; lavora sui comportamenti di evitamento o sulle strategie di controllo che, sebbene nell’immediato possano rassicurare, nel tempo tendono a mantenere il problema; attraverso esposizioni graduali e guidate, permette di recuperare fiducia nelle proprie risorse e maggiore libertà di movimento nella quotidianità.
L’obiettivo non è eliminare del tutto l’ansia, emozione naturale e umana, ma imparare a comprenderla, gestirla e non esserne più condizionati. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
Dott. Daniele Migliore
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente,
ogni orientamento, seppur con metodologie diverse, segue delle linee comuni che hanno come obiettivo principale la cura e il benessere del paziente.
Più che la metodologia in sé (che può risultare adeguata o meno a seconda del paziente), l'aspetto più importante è la/il professionista che si prenderà cura di lei. Si conceda di provare ed eventualmente esporre dei dubbi qualora ne sentisse la necessità: deve potersi sentire al sicuro all'interno del suo spazio terapeutico.
Le auguro il meglio,

Dott. Daniele Migliore
Dott.ssa Laura Montanari
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buon pomeriggio,
in generale le terapie a livello di matrice teorica funzionano tutte e la cognitivo comportamentale ha molte evidenze scientifiche. Il suggerimento è quello di scegliere, oltre che (o al di là del) l'orientamento, la persona. Trovi un/una professionista con cui sente affinità. Come fa a capirlo? Prenotando e sperimentando e/o avvalendosi anche di strumenti digitali come i social o queste piattaforme per valutare in che modo il/la professionista si pone. Un caro saluto, Dottssa LM
Dott.ssa Nicole Gaudenzi
Psicologo, Psicologo clinico
Foligno
Salve, sì la terapia cognitivo comportamentale è indicata per il trattamento dell'ansia con attacchi di panico e la sua efficacia è evidence-based quindi supportata da numerosi studi scientifici. Per quanto riguarda il metodo, è un tipo di psicoterapia generalmente breve, molto attiva e concreta, che si avvale di strumenti pratici. Si lavora insieme al paziente per ridurre la sintomatologia ansiosa, identificare quali fattori mantengono l'ansia e sulla costruzione di strategie funzionali di regolazione emotiva per un progressivo recupero del benessere psicologico. Un caro saluto,
Dott.ssa Ilaria Visone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pomigliano d'Arco
Salve la psicoterapia cognitivo comportamentale è un approccio terapeutico che aiuta a conoscere convinzioni e schemi disfunzionali che sostengono l'ansia e che hanno attivato e mantengono gli attacchi di panico. Inizialmente si lavora con il paziente sulla storia di vita e sugli eventi che hanno avuto impatto sulla sintomatologia, costruendo un percorso personalizzato per la diagnosi e per il trattamento. Il focus principale sono le emozioni e i pensieri che accompagnano la persona e che influenzano i comportamenti. Spero di esserle stato di aiuto.
Caro utente,
si quel tipo di terapia è consigliata per chi soffre di attacchi di panico.
Se dovessimo descrivere in breve l'approccio di lavoro potremmo dire che è molto pratico poichè da delle tecniche e degli strumenti che il paziente può imparare ed utilizzare anche a casa. Tali tecniche servono per gestire i momenti più intensi così da poterli avvicinare e poi fare un lavoro più profondo.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
sì, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è uno degli approcci più efficaci e scientificamente validati per il trattamento dell’ansia e degli attacchi di panico.
In questi casi l’obiettivo non è solo ridurre i sintomi, ma anche comprendere e modificare i meccanismi che li mantengono nel tempo. L’ansia e il panico, infatti, spesso si alimentano attraverso pensieri catastrofici (ad esempio “sto per svenire”, “sto per perdere il controllo”) e comportamenti di evitamento (evitare luoghi, situazioni o sensazioni fisiche temute).
Il percorso CBT di solito include:


Psychoeducazione: comprensione di come funzionano ansia e panico a livello mentale e corporeo


Lavoro sui pensieri: riconoscere e ristrutturare le interpretazioni catastrofiche o disfunzionali


Tecniche comportamentali: esposizione graduale alle situazioni temute o alle sensazioni fisiche (interocettive), per ridurre la paura della paura


Gestione dei sintomi fisici: tecniche di respirazione e regolazione dell’attivazione fisiologica, non come “soluzione immediata”, ma come supporto


Prevenzione delle ricadute: strumenti per mantenere i risultati nel tempo


È una terapia attiva, concreta e collaborativa, che richiede un coinvolgimento diretto della persona anche tra una seduta e l’altra.
In ogni caso, è importante una valutazione clinica individuale per comprendere la specifica situazione e costruire il percorso più adatto.
È quindi consigliabile approfondire con uno specialista per una valutazione personalizzata e per definire l’intervento più indicato.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, sì: la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è uno degli approcci più utilizzati ed efficaci per ansia e attacchi di panico.
Si basa sull’idea che pensieri, emozioni e comportamenti siano collegati tra loro. Quando l’ansia aumenta, spesso si attivano pensieri automatici (ad esempio “sto per perdere il controllo”, “mi succederà qualcosa”), che alimentano ulteriormente le sensazioni fisiche e portano a evitare alcune situazioni. Questo crea un circolo che mantiene il problema nel tempo.
Nel concreto, il lavoro si sviluppa su più livelli:
Comprensione del funzionamento dell’ansia
Si impara a riconoscere come si attiva il panico (pensieri, sensazioni corporee, reazioni).
Lavoro sui pensieri
Si individuano e si mettono in discussione i pensieri automatici che alimentano l’ansia, sostituendoli con modalità più realistiche e funzionali.
Tecniche pratiche
Vengono insegnati strumenti per gestire i sintomi fisici (respirazione, rilassamento, gestione dell’attivazione).
Esposizione graduale
Si affrontano, passo dopo passo, le situazioni evitate, così da ridurre la paura e aumentare la fiducia.
È un approccio piuttosto concreto e orientato al presente, che fornisce strumenti utilizzabili anche nella vita quotidiana.
In alcuni casi può essere integrata con altri approcci, a seconda della persona e della storia individuale.
Se sta valutando di iniziare un percorso, può essere utile un primo colloquio per capire quale modalità di lavoro sia più adatta a lei.
Ricevo anche online, quindi possiamo organizzarci senza difficoltà anche a distanza.
Dott.ssa Sara Sanna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Selargius
Buongiorno,la terapia cognitivo-comportamentale è considerata uno degli approcci più efficaci per il trattamento dell’ansia e degli attacchi di panico, supportata da numerose evidenze scientifiche.
Si tratta di un percorso strutturato e orientato agli obiettivi, che aiuta la persona a comprendere il legame tra pensieri, emozioni e comportamenti. In particolare, nel caso dell’ansia e del panico, si lavora su:
- Psicoeducazione, per comprendere cosa accade nel corpo e nella mente durante l’ansia e gli attacchi di panico
- Individuazione e modifica dei pensieri disfunzionali, spesso catastrofici o anticipatori
- Tecniche di gestione dei sintomi fisici, come respirazione e rilassamento
- Esposizione graduale, per ridurre l’evitamento e affrontare le situazioni temute in modo progressivo
- Sviluppo di strategie di coping, per aumentare il senso di efficacia personale
Come terapeuta cognitivo-comportamentale, lavoro proprio su questi aspetti, adattando il percorso alle caratteristiche e ai bisogni specifici della persona, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti e duraturi per la gestione dell’ansia.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o se volesse intraprendere un percorso.
Cordiali saluti
Salve, grazie per la domanda. La Terapia Cognitivo Comportamentale è una delle terapie più efficaci per ansia, attacchi di panico, fobie e molte forme di stress emotivo. È anche tra i trattamenti più studiati scientificamente. Negli attacchi di panico, per esempio, spesso succede questo ciclo: compare una sensazione fisica (tachicardia, fiato corto, vertigini),
il cervello la interpreta come pericolosa (“sto per svenire”, “mi viene un infarto”, “perdo il controllo”),
aumenta la paura,
il corpo si attiva ancora di più,
il panico cresce. La TCC lavora proprio per interrompere questo circolo. respirazione lenta e regolata;
esercizi di rilassamento;
monitoraggio dei pensieri;
“ristrutturazione cognitiva” (mettere in discussione interpretazioni catastrofiche);
esposizione graduale alle sensazioni o situazioni che fanno paura.
Per gli attacchi di panico viene usata molto anche l’“esposizione interocettiva”: esercizi controllati che fanno provare alcune sensazioni fisiche del panico per imparare che non sono pericolose. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) aiuta sin da subito a gestire lo stato ansioso. Resto a disposizione.

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