Buongiorno,mia moglie quando abbiamo una discussione urla,offende e minaccia la separazione. Lei mi

26 risposte
Buongiorno,mia moglie quando abbiamo una discussione urla,offende e minaccia la separazione.
Lei mi accusa da anni di non aiutarla economicamente,premetto che io sono un operaio e lei una libera professionista.
Io pago tutte le spese di casa e lei pretende aiuto per le tasse che deve pagare per la sua professione.
Questa cosa la manda fuori di testa e io non riesco a gestire la sua ira ne'riesco a far pesare le mie idee sulle spese di casa che affronto per entrambi.
Mi può dare un consiglio su come placarla e fargli pesare le mie problematiche senza che metta davanti sempre a separazione?
Dott. Omar Vitali
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Dalmine
Buongiorno, mi dispiace per questa situazione. Potreste sedervi al tavolo e parlare pacificamente delle tematiche che creano disfunzionalità oppure prendere in considerazione un percorso psicologico di coppia.

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Dr. Vincenzo Cappon
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Castiglione delle Stiviere
L'ira di sua moglie, strepiti e urla in realtà sono un indice di debolezza, non di forza. Sono i cani di piccola taglia che abbaiano più forte, I cani di grossa taglia non ne hanno bisogno perché sono sicuri di sé. La prossima lite consideri la cosa da questo punto di vista, l'aiuterà ad affrontare meglio la situazione.
Dott.ssa MARIELLA BELLOTTO
Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Psicologo
Vicenza
Gentile,

la situazione che descrivi appare molto delicata e fonte di forte stress emotivo. È comprensibile sentire frustrazione quando non ci si sente ascoltati o quando le dinamiche di coppia diventano conflittuali e sbilanciate.Spesso, dietro a modalità comunicative aggressive o minacciose si celano difficoltà più profonde legate alla gestione dell’ansia, della rabbia o a bisogni non riconosciuti da entrambe le parti. In questi casi, un percorso di sostegno psicologico individuale può essere utile per aiutarti a riconoscere i tuoi bisogni, rafforzare la capacità di comunicare in modo assertivo e valutare serenamente le strategie più funzionali per tutelare il proprio benessere all’interno della relazione.
Se desideri, possiamo approfondire insieme questi aspetti in un primo colloquio conoscitivo in studio o online.
A disposizione
Mariella Bellotto
Dott. Tiziano Costanzo
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Roma
Il suo messaggio evidenzia una dinamica coniugale che, se protratta nel tempo, può generare un clima relazionale fortemente disfunzionale basato su una comunicazione aggressiva, sulla delegittimazione reciproca e su un costante squilibrio nella gestione dei bisogni emotivi ed economici.
Il primo elemento che emerge è la presenza di una modalità comunicativa da parte di sua moglie fortemente conflittuale e minacciosa. L’uso sistematico di urla, offese e riferimenti alla separazione come strumento retorico nei momenti di disaccordo rappresenta una forma di pressione emotiva. Questi pattern comunicativi, se non riconosciuti e gestiti, tendono ad accentuare l’asimmetria nella coppia portando uno dei due partner (in questo caso lei) a sentirsi svalutato, invisibile nei propri bisogni e continuamente sotto accusa.
Il secondo punto rilevante riguarda il tema della gestione delle risorse economiche. La frustrazione che lei riporta è legittima e il fatto che provveda in maniera unilaterale alle spese domestiche mentre sua moglie richiede un ulteriore contributo per oneri legati alla sua professione, senza riconoscere i suoi limiti economici, può essere interpretato come una disconnessione empatica e funzionale, tipica dei contesti relazionali nei quali si perde la capacità di negoziare i ruoli e i carichi in modo equo.
Da quanto descrive si osserva un significativo deficit di comunicazione. Lei sembra non riuscire a far valere i suoi bisogni senza generare in risposta un’escalation da parte della partner, il che potrebbe suggerire la presenza di una dinamica interattiva polarizzata. In questi casi il partner che evita il conflitto (probabilmente lei) tende a silenziarsi o a rinunciare.
Le consiglio vivamente un percorso di supporto psicologico individuale o di coppia.
È fondamentale che lei impari a esprimere i propri limiti economici e psicologici in modo chiaro e fermo, anche al costo di affrontare il disagio di un conflitto. Non si tratta di "alzare la voce" (che non è mai la forma di comunicazione corretta e funzionale per farsi ascoltare) ma di sostenere la propria posizione con assertività e rispetto verso sua moglie ma anche verso se stesso.
Quando sua moglie usa ricorrentemente il tema della separazione come leva discorsiva lei dovrebbe ricordarle che il discorso dovrebbe concentrarsi sul problema reale e non su ipotesi di rottura usate per fare pressione.
Dovrebbe proporre alla sua compagna un confronto in uno spazio protetto come quello di un supporto di coppia. Questo consentirebbe di lavorare sulle modalità comunicative, ridefinire i bisogni individuali e quelli condivisi, oltre a sviluppare un sistema di gestione dei conflitti più funzionale e meno distruttivo.
Intanto però è importante che lei esprima con calma e rispetto il proprio disagio. L’eccessiva disponibilità ad accettare il peso emotivo di sua moglie rischia di generare una forma di dipendenza relazionale silente in cui il bisogno di evitare lo scontro diventa più forte del bisogno di equità.
State rischiando una cronicizzazione del conflitto che porta ad un logoramento del legame.
Qualora sentisse il bisogno di un confronto più diretto non esiti a contattarmi.
Saluti.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Venite insieme a parlarne in un colloquio.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Buonasera, quello che descrive sembra inserito in una dinamica relazionale disfunzionale, che può includere aspetti legati alla dipendenza affettiva o a modalità comunicative basate sul controllo e la colpa. L’uso ricorrente della minaccia di separazione durante i conflitti non è sano e tende a minare la sicurezza emotiva nella coppia, generando ansia, frustrazione e senso di impotenza.
Le sue difficoltà a esprimere i propri bisogni e a far valere il proprio punto di vista potrebbero derivare da un ruolo di sottomissione appreso nel tempo, forse per evitare lo scontro o per paura dell’abbandono. In questi casi è importante imparare a comunicare in modo assertivo, esprimendo con chiarezza le proprie emozioni, senza colpevolizzare né subire.
Un primo passo concreto può essere quello di proporre un confronto in un momento neutro, evitando il picco emotivo dello scontro. Se la comunicazione resta impossibile o manipolatoria, può essere utile proporre una terapia di coppia, oppure valutare un percorso individuale per comprendere meglio i meccanismi relazionali che si stanno ripetendo.
La gestione dell’aggressività verbale e l’equilibrio nella condivisione delle responsabilità economiche sono temi che richiedono uno spazio protetto e mediato per poter essere affrontati davvero in profondità. Se sente di non riuscire più a gestire il peso emotivo di questa situazione, la invito a considerare l’aiuto di uno psicologo psicoterapeuta per supportarla nel recuperare stabilità, autostima e voce nella relazione. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Elena Mininni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Salve, comprendo quanto questa situazione sia emotivamente faticosa. Quando la comunicazione si trasforma in scontro, è difficile far valere i propri bisogni. Una sola risposta non sarebbe esaustiva e non risolverebbe tale difficoltà. Potrebbe essere utile invece intraprendere un percorso di coppia per imparare a gestire i conflitti in modo più costruttivo e trovare un equilibrio tra i reciproci vissuti e responsabilità.
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Caro Amico,
sta vivendo davvero una situazione difficile insieme a sua moglie. Di fronte a questi conflitti ci sono due strade: o ci si separa o si intraprende un serio percorso di coppia, che vi aiuti a venire fuori dal conflitto e vi dia la sicurezza di discutere e risolvere i problemi di coppia.

con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno allora secondo me dovrebbe affrontare un percorso anche breve mirato a migliorare la sua autostima e imparare a gestire le sue emozioni
Probabilmente si nasconde un senso di inferiorità verso sua moglie e non riesce a ribattere
La terapia l' aiuterebbe a valorizzazione meglio se stesso per affrontare eventualmente il conflitto di coppia palese ( facendovi aiutare da un terapista di coppia o mettendo i tutti e due in discussione seriamente )
Buon tutto
Dott lorenzini Maria Santa psicoterapeuta,
Gentile Utente,
da quello che racconta si percepisce un clima di forte tensione nella coppia: le discussioni finiscono spesso in urla, offese e minacce di separazione, e questo rende difficile affrontare con calma questioni importanti come la gestione economica.
In questi momenti può aiutare distinguere il problema in sé (spese, tasse, divisione dei costi) dal modo in cui ci si parla. Quando il tono si alza, è meglio interrompere e riprendere il confronto in un momento concordato, quando entrambi siete più tranquilli.
Anche il modo di esprimersi fa la differenza: usare frasi come “io mi sento…” o “io ho bisogno…” invece di “tu non fai…” può ridurre la percezione di attacco e facilitare l’ascolto.
Visto che la situazione va avanti da anni, un percorso di supporto di coppia potrebbe offrirvi uno spazio neutrale per esprimere entrambi i punti di vista, trovare un equilibrio nella comunicazione e nelle spese, e ricostruire un clima di rispetto reciproco.
Resto a disposizione se lo desidera.

Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
Buongiorno, dalle sue parole vedo una dinamica disfunzionale dove le discussioni finanziarie attivano reazioni emotive esplosive in sua moglie, probabilmente legate ad ansie più profonde sul controllo e la sicurezza economica.
Il pattern che descrive - urla, offese, minacce di separazione - indica una disregolazione emotiva che rende impossibile la comunicazione razionale. Sua moglie usa l’escalation come strategia, mentre lei si trova in una posizione difensiva che perpetua il ciclo.
C’è uno squilibrio: lei sostiene le spese comuni mentre sua moglie, pur avendo un reddito professionale, pretende supporto per le proprie spese lavorative. Questo crea risentimento reciproco non elaborato.
Le suggerisco di interrompere il ciclo reattivo. Durante le esplosioni, utilizzi la tecnica del “time-out”: “Vedo che siamo entrambi agitati. Riprendiamo questa conversazione tra un’ora quando saremo più calmi”. Cerchi di non negoziare mai sotto coercizione emotiva.
Per le questioni economiche, proponga un approccio strutturato: un incontro settimanale dedicato esclusivamente al bilancio familiare, con documenti alla mano e regole chiare di comunicazione rispettosa.
Le minacce di separazione sembrano manipolazione emotiva. Risponda: “Se stai considerando seriamente la separazione, affrontiamola come adulti. Altrimenti, non è accettabile usarla come minaccia”.
Consideri una terapia di coppia. Senza un intervento professionale, questi pattern tendono a cristallizzarsi e peggiorare nel tempo.​​​​​​​​​​​​​​​​
Dott.ssa Cristiana Danese
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buongiorno, con la premessa che forse le poche informazioni a riguardo non mi consentiranno di darle una risposta esaustiva, credo che i conflitti di coppia scaturiti da questioni economiche dicano molto sulle dinamiche relazionali tra i due coniugi. Mi sento di suggerirle che a volte non si parla solo di "soldi": magari sua moglie vorrebbe sentirla più vicina per affrontare insieme le preoccupazioni e le responsabilità che possono derivare da una libera professione o magari è insoddisfatta del suo lavoro o ancora il tema delle differenze economiche e professionali è un modo per far presente qualche altro tipo di difficoltà relazionale tra di voi. A volte l'ascolto non si limita alla dimensione esplicita della conversazione, ma bisogna fare lo sforzo di cercare di capire quali altri significati si possono nascondere dietro un tema ricorrente come questo. Spero di esserle stata utile, per qualsiasi altro chiarimento sono a sua disposizione per una consulenza online. Vi auguro il meglio, Dott.ssa Cristiana Danese psicologa
Gentile utente, potrebbe essere utile cercare un momento di tranquillità per condividere come si sente, usando frasi che parlino di lei (“io mi sento…”) invece di focalizzare l’attenzione solo su ciò che l’altro fa. A volte questo piccolo cambio di prospettiva aiuta a ridurre i toni e a farsi ascoltare con più apertura.
Dott.ssa Ilaria Francomano
Psicologo, Psicologo clinico
Caselle di Sommacampagna
Buongiorno, immagino possa essere difficile avere queste difficoltà comunicative e sentirsi buttare avanti la questione della separazione quando in realtà vorrebbe solo chiarire.
Io personalmente vi consiglierei la possibilità di dedicarvi uno spazio d'ascolto in un percorso di coppia con un professionista affinché possiate affrontare al meglio i differenti punti di vista e costruire insieme nuovi modi per affrontare le discussioni.
Un caro saluto,
dott.ssa Francomano Ilaria
Gentile utente, la ringrazio di aver condiviso una cosa così delicata in questo spazio. Molte volte quando si discute si arrivano a dire cose di cui ci si può pentire in un secondo momento, specialmente quando si è arrabbiati o nervosi. Molte volte non si riesce ad avere un dialogo costruttivo e si finisce col distruggere l'altra persona giudicandola. E' molto frustrante sentirsi continuamente offesi, entrare in conflitti accesi, sentirsi minacciati e capisco molto bene come si sta sentendo da quanto scrive. Si sente tutto il peso della responsabilità economica sulle spalle e immagino che prova molta tristezza ed angoscia nel non sentirsi appoggiato e sostenuto da sua moglie. Nelle sue parole sento anche che c'è molta rabbia per le pretese che sua moglie ha verso di lei nel chiederle aiuto nel pagare le tasse inerenti la sua professione. Lei chiede un consiglio su come placarla per farle "pesare" le sue problematiche senza che metta davanti sempre la separazione. Il punto non è tanto "far pesare" quanto riuscire ad esprimere le sue emozioni alla moglie dell'ultimo periodo senza arrabbiarsi e rimanendo tranquillo. Nessuna cosa si fa "pesare" sulle spalle di nessuno. Magari lei sente il bisogno che sua moglie la aiuti a pagare le spese di casa e non sa come dirglielo. Potrebbe provarci esprimendo le sue emozioni. Esprimendo le sue emozioni non mette la moglie sulla difensiva. Magari sua moglie vorrebbe essere capita a sua volta in quanto ci sarà sicuramente qualcosa che la preoccupa o che la agita e non si sentirà sostenuta da lei in ciò che le chiede e si rivolge a lei usando modi sbagliati. Ci sta che una moglie chiede aiuto al proprio marito quando è in difficoltà. In una coppia ci si aiuta a vicenda, non si è degli estranei. Nel suo racconto si percepisce un profondo distacco tra di voi per questioni di comunicazione. Potrebbe essere utile la terapia di coppia ed anche quella individuale per poter affrontare insieme tematiche inerenti la comunicazione. Sapere in che modo comunicare fa la differenza. L'aiuto che potrei offrire è fondato principalmente su questo. Potrei aiutarvi a comprendervi reciprocamente entrando in empatia l'uno con l'altra come sicuramente facevate all'inizio della vostra relazione. Un supporto psicologico potrebbe fare bene alla coppia. Spero di essere stata di aiuto. Se desidera approfondire la questione non esiti a contattarmi prendendo appuntamento qui su MioDottore. Cordiali saluti.

Dott.ssa Angela Atlante
Dott.ssa Ilaria Bresolin
Psicologo, Neuropsicologo
Breda di Piave
Gentile utente, grazie per aver condiviso questa situazione così complessa e dolorosa. Da quello che racconta posso capire come la dinamica relazionale esistente tra lei e sua moglie è molto intensa soprattutto durante possibili problemi e difficoltà.
Di fronte a urla, minacce e offese di separazione posso capire come sia difficile entrare in contatto con l'altra persona per poter aver una conversazione matura improntata sulla ricerca di una soluzione, quindi in casi come questo l'ideale sarebbe lavorare insieme per cercare di evitare e prevenire questo tipo di reazioni.
Come per esempio parlare quando entrambi siete tranquilli, anche in uno spazio a voi dedicato, per poter esprimere in modo adeguato i vostri sentimenti e pensieri.
Prima della comunicazione scambiatevi delle regole che devono essere utilizzate da entrambi come per esempio il fatto di ascoltare quando l'altro parla e lasciarlo finire prima di rispondere; evitare critiche dirette o offese.
Può ancora essere utile chiedere a sua moglie quali sono le maggiori preoccupazioni che sente rispetto alla gestione delle finanze, quali sarebbero le sue esigenze e poi lei si può impegnare a spiegarle le proprie, sempre mantenendo il rispetto reciproco, con l'obiettivo di trovare un punto di incontro.
Sottolineo inoltre come la possibilità di iniziare un percorso di coppia seguiti da un* professionista possa sicuramente dare ad entrambi lo spazio e gli strumenti che state cercando.
Spero di essere stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Dott.ssa Angela Ritella
Psicologo, Psicologo clinico
Turi
Vivere una situazione del genere con il proprio partner non deve essere sicuramente semplice. Ha provato a parlare direttamente con Sua moglie di quello che prova e del disagio che Le provoca questa situazione?
Per poterLa aiutare sarebbe necessario approfondire e fare chiarezza su alcuni punti fondamentali della storia che racconta.
Sono a Sua disposizione per aiutarLa.
Buona sera, quando il dialogo si sposta su un piano così acceso, il rischio è che non ci sia più spazio per ascolto e comprensione reciproca, e restino solo tensione e frustrazione.
In questi casi, il primo passo non è tanto “placare” l’altro, quanto creare condizioni in cui il dialogo sia possibile. A volte significa interrompere la discussione nel momento di maggiore tensione e riprenderla in un contesto più calmo, chiarendo che il suo obiettivo non è lo scontro ma trovare una soluzione condivisa.
Può essere utile anche stabilire insieme regole di comunicazione chiare, niente offese, niente minacce, ascolto reciproco e concentrazione sul problema senza colpire la persona. Per quanto riguarda la questione economica, provare a mettere nero su bianco le entrate, le uscite e le responsabilità di ciascuno può aiutare a rendere la conversazione più concreta e meno emotiva.
Se queste tensioni si ripetono da anni e sembrano insormontabili, può essere utile valutare un supporto esterno, come una consulenza di coppia, dove entrambi possiate esprimere il vostro punto di vista con la mediazione di una figura neutrale.
Un caro saluto.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
lei è portatore di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli con sua moglie, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Viviana Costa
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
quando il conflitto è così acceso, il punto non è “convincerla” ma interrompere il circolo dell’escalation. Serve abbassare i toni, rinviare la discussione a un momento di calma e proporre un confronto mediato (ad esempio con un terapeuta di coppia o un mediatore familiare), dove possiate parlare di soldi e responsabilità senza minacce o urla. Questo protegge voi e la relazione, e permette di esporre le tue difficoltà senza entrare subito nello scontro.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un percorso di terapia di coppia. Cordiali saluti.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la situazione che descrive mette in luce un conflitto di coppia che, nel tempo, sembra essersi cristallizzato su due piani: quello economico e quello comunicativo. La questione delle spese, pur essendo concreta e rilevante, appare strettamente intrecciata con il modo in cui le discussioni avvengono e con il carico emotivo che entrambe le parti portano. Quando il dialogo degenera in urla, offese e minacce di separazione, diventa molto difficile affrontare serenamente i temi pratici, perché ogni confronto si trasforma in un momento di attacco e difesa, piuttosto che di ascolto reciproco.

In questi casi è importante distinguere due aspetti. Il primo riguarda la gestione del conflitto: interrompere le discussioni quando diventano troppo accese, rimandandole a un momento di maggiore calma, è una strategia necessaria per evitare l’escalation. Il secondo riguarda il contenuto della questione economica: poter esprimere le proprie difficoltà e il proprio punto di vista senza sentirsi invalidati richiede un contesto di comunicazione più equilibrato, che spesso si fatica a costruire da soli quando la tensione è alta da tempo.

Può essere utile proporre un momento di confronto strutturato, magari con la mediazione di un terapeuta di coppia, dove entrambi possiate esprimere le vostre esigenze e trovare un accordo sulle spese, partendo da dati concreti (entrate, uscite, impegni fiscali) e non solo da percezioni o aspettative. In questo spazio, oltre a parlare di soldi, si può lavorare anche sulla modalità con cui si affrontano i disaccordi, perché se il ricorso alla minaccia di separazione diventa un’abitudine, il legame rischia di indebolirsi e di non lasciare spazio a un dialogo costruttivo.

Trovare un punto di equilibrio tra il sostegno reciproco e il rispetto delle possibilità reali di ciascuno non è semplice, ma con un approccio guidato e condiviso diventa possibile sia ridurre i conflitti sia rafforzare la relazione.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Chiara Lagi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Carissimo, è estremamente frustrante e di difficile gestione la comunicazione di tipo aggressivo. La dinamica descritta sta creando una situazione di squilibrio e incomprensione che logora il rapporto di coppia. È importante, in questo caso, utilizzare il dialogo assertivo e il “Messaggio Io” per un confronto più rispettoso e costruttivo. Il primo passo potrebbe essere quello di scegliere un momento in cui entrambi siete più tranquilli per parlare, evitando i momenti di rabbia o stress. Potrebbe, con il “Messaggio Io”, spiegare con sincerità le proprie difficoltà e preoccupazioni, sottolineando che il suo obiettivo è quello di trovare una soluzione che funzioni per entrambi in modo da evitare che sua moglie si senta giudicata. Se le discussioni continuassero a essere molto accese, potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista della salute mentale, come un terapeuta di coppia, che possa aiutarvi a comunicare meglio e a gestire le emozioni in modo più costruttivo. Il rispetto reciproco e la volontà di ascoltarsi sono fondamentali per superare qualsiasi tipo di difficoltà. Resto a disposizione per ulteriori suggerimenti. Un caro saluto.
Dott.ssa Chiara Lagi
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La situazione che descrive appare molto complessa e dolorosa da vivere nel quotidiano. Le discussioni di coppia possono essere momenti di confronto costruttivo, ma quando vengono accompagnate da urla, offese e minacce, diventano esperienze logoranti che mettono a dura prova il benessere emotivo di entrambi. Comprendo come possa sentirsi impotente di fronte a reazioni così intense e come questo possa farla sentire non ascoltato, soprattutto quando prova a esporre il suo punto di vista. Quando in una relazione un tema, come quello economico, si ripete nel tempo e diventa fonte costante di conflitto, spesso non è soltanto la questione pratica a far esplodere la rabbia, ma anche vissuti più profondi, come frustrazione, senso di ingiustizia o bisogni non riconosciuti. È probabile che sua moglie percepisca il peso delle sue difficoltà fiscali come una minaccia alla propria sicurezza, mentre lei sente di non essere valorizzato per il contributo che già offre e di non poter esprimere liberamente le sue difficoltà senza il timore di una rottura. In questi casi può essere utile, quando i toni sono bassi e non c’è un litigio in corso, provare a comunicare le sue sensazioni in modo chiaro e fermo, parlando di come si sente piuttosto che di ciò che l’altro fa o non fa. Esprimere le proprie emozioni usando frasi che iniziano con “io sento” anziché “tu fai” aiuta a ridurre il senso di attacco nell’altro e a mantenere aperto il canale di comunicazione. Allo stesso tempo, è importante stabilire dei limiti su come si può discutere, chiarendo che offese e minacce non aiutano a trovare soluzioni ma allontanano. Potrebbe essere utile anche proporre di affrontare insieme il tema economico in maniera strutturata, ad esempio dedicando un momento preciso in cui valutare con calma entrate, uscite e possibili compromessi. A volte, un supporto esterno come una consulenza di coppia o un mediatore familiare può facilitare il dialogo, soprattutto quando le emozioni sono così intense da impedire un confronto sereno. Ricordi che prendersi cura della relazione non significa accettare qualsiasi modalità di comunicazione, ma impegnarsi entrambi per trovare un equilibrio che tenga conto dei bisogni di tutte e due le parti. Lei ha diritto a esprimere le sue difficoltà e a sentirsi ascoltato, così come sua moglie ha diritto di comunicare le sue preoccupazioni, ma questo può avvenire in modi che non feriscano e non minaccino continuamente la stabilità della coppia. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, spesso l'ira qualcosa che vincola nel profondo. È lei che dovrebbe chiedersi cosa la blocca, cosa la spaventa o altro, che le impedisce di rifiutare le richieste di sua moglie. Mi sembra, da ciò che scrive, che la minaccia di separarsi e l'ira diventano due elementi che la "agganciano". Rifletta su questi aspetti, la risposta è dentro di sé. Sul piano della realtà non c'è nessun vincolo a dover pagare tutto per sua moglie, nella coppia ci sono anche le sue esigenze, c'è anche lei.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi

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