Sono disponibile alle sedute on-line. Prenotatevi utilizzando la comoda agenda che troverete di fianco oppure scrivetemi a angy.atlante@gmail.com
Grazie della collaborazione.
29/10/2025
Sono la Dott.ssa Angela Atlante, psicologa iscritta all'Albo A degli Psicologi del Piemonte n°11836.
Mi prendo cura di giovani ragazze e giovani donne introverse e timide (18-35 anni) che vivono ansia sociale, paura del giudizio o difficoltà nelle relazioni e vorrebbero sentirsi più sicure nelle situazioni sociali.
Credo profondamente che la timidezza non sia un difetto, ma un modo più delicato di stare nel mondo. Quando però la voce interiore diventa troppo severa e porta a chiudersi, rinunciare o sentirsi sbagliate, allora meriti un aiuto attento e rispettoso.
Nel mio lavoro offro:
Ascolto sensibile e senza pressioni;
Percorsi graduali per ritrovare fiducia e serenità;
Strategie per gestire ansia sociale e timidezza;
Sostegno nel costruire relazioni più tranquille e autentiche.
Svolgo colloqui psicologici on-line, in uno spazio riservato dove puoi sentirti libera di essere te stessa e procedere con i tuoi tempi. Ogni incontro dura 60 minuti.
Per conoscerci e capire insieme quale percorso sia più adatto a te, la prima consulenza è gratuita.
Le consulenze successive hanno un costo di €60 a seduta.
Se ti riconosci in queste parole e senti che è arrivato il momento di iniziare a stare meglio e prenderti cura di te, puoi prenotare direttamente dal mio profilo.
Sarà un primo passo prezioso verso la tua serenità.
Sono disponibile alle sedute on-line. Prenotatevi utilizzando la comoda agenda che troverete di fianco oppure scrivetemi a angy.atlante@gmail.com
Grazie della collaborazione.
29/10/2025
Hai avuto una visita con Dott.ssa Angela Atlante? Condividi quello che pensi. Grazie alla tua esperienza gli altri pazienti potranno scegliere il miglior dottore per loro.
Aggiungi una recensioneha risposto a 39 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, ho un bimbo di quasi 15 mesi. Fino a un anno di età è stato un bimbo bravissimo, piangeva poco, si faceva fare le cose più basilari come tagliare le unghie o pulire le orecchie. Da quando ha compiuto un anno, c’è stato un cambiamento netto. Piange spesso, si rivolta e non vuole che gli si cambi il pannolino o gli si taglino le unghie. È molto sveglio, si gira se lo chiamiamo, batte le mani, fa “ciao” sia scuotendo la mano sia aprendola e chiudendola. Se gli dico di indicare naso, capelli, bocca, li indica; Fa l’indiamo, fa batti batti le manine, dice mamma, papà, nonno e chiama il cane. Tuttavia, ancora non cammina autonomamente. O meglio, a 12 mesi si lasciava andare da solo, poi è caduto 2 volte e adesso non cammina se non accompagnato da una mano o con un appoggio. Ultimamente piange disperatamente anche con il pediatra, non vuole che si tocchi. Noto da qualche giorno che ha imparato a picchiarsi e lo fa soprattutto quando è molto nervoso. Piange anche se vede facce sconosciute. Ad una festa siamo scappati via, perché varcata la porta e sentendo musica alta oltre che vedendo visi non familiari ha iniziato a piangere non smettendo più.
Alla base mi sembra che sia un bimbo pauroso, ma cosa dovrei fare dopo questo cambiamento? Vedere un esperto comportamentale?
Buongiorno, le suggerisco di parlare col pediatra se non l'ha già fatto e raccontargli tutto ciò che ha raccontato qui in modo tale che possa farle la ricetta medica per una visita in Neuropsichiatria Infantile per capire se ha qualche possibile disturbo. E' necessario escludere che possa trattarsi ad esempio dello spettro autistico. In reparto ci sono varie figure mediche e sicuramente facendo fare a suo figlio un percorso insieme ad ognuno di loro arriverà a scoprire se ha qualcosa o meno. Spero di esserle stata di aiuto. La saluto cordialmente.
Buonasera a tutti. Sono nel caos mentale e per questo scrivo in cerca di spunti di riflessione. Sto con un bravo uomo da 8 anni, con il quale abbiamo costruito la casa dei nostri sogni e avviato progetti lavorativi importanti che vanno bene: apparentemente, quindi, la mia vita è perfetta.
Eppure, da un anno e mezzo ho avviato una relazione con un mio dipendente, di nazionalità straniera, che all'inizio ho cercato di respingere con tutta me stessa, attaccandomi con le unghie e con i denti alle promesse fatte al mio compagno, poi ho dovuto assecondare perché l'attrazione fisica era alle stelle e nei momenti in cui ci trovavamo da soli diventava una forza irresistibile da contrastare.
Nata, quindi, come un'attrazione meramente fisica, alla fine la cosa per me è diventata amore, al punto che sarei disposta a buttare tutta la mia vita all'aria per provare a dare una chance a questa cosa, pur essendo consapevole che sarebbe difficile avere una relazione con questa persona perchè le differenze culturali sono importanti. Purtroppo lui non vuole che io faccia quel che ho in mente (dice per non dare un dispiacere al mio compagno che, insieme a me, è il suo capo) e, per assecondare le richieste della famiglia e, al contempo, provare ad allontanarsi da me, ha deciso di andare al suo paese di origine e sposarsi (con una donna che conoscerà il giorno del matrimonio, come da usanza del suo paese).
Da quando me l'ha annunciato e, anzi, già da prima (da quando cioè gli ho detto che avrei voluto provare a stare con lui e lui mi ha respinta) abbiamo provato a stare lontani ma, nonostante i buoni propositi e gli sforzi, siamo ancora finiti a letto insieme e, anche durante le giornate di lavoro, le attenzioni l'uno per l'altra non sono calate. Qualche giorno fa, cercando una fotografia di lavoro sul suo cellulare, ho visto la fotografia delle partecipazioni di matrimonio che la sua famiglia gli ha mandato e sono crollata.
Gli ho dato dei giorni di vacanza per non vederlo e piangere tutto il giorno, poi gli ho chiesto di andare e non tornare. Lui non vuole, in quanto lavorare nella mia azienda rappresenta per lui una possibilità enorme, che non si presenterà nuovamente nella sua vita. Oggi ci siamo parlati, gli ho chiesto di non andare a sposarsi ma di provare a stare con me, mi ha risposto che, oltre al fatto che non vuole far star male il mio compagno, non può adesso annullare tutto. Nel dirmelo flirtava e io, pur sentendo parole amare, ero felice.
Come uscire da una cosa simile? Mi sento alla deriva.
Buongiorno. Questa è una situazione molto complessa è delicata. Mi sentirei di dirle che è necessario che lei pensi al suo benessere. Se sente di non amare più il suo compagno glielo dica esplicitamente perché ne ha tutto il diritto dal momento che lo descrive come un brav'uomo. In secondo luogo c'è una domanda di cui lei saprà sicuramente la risposta ed è questa: "Lei ama sé stessa?" Se la risposta è affermativa si domandi il perché continua a farsi del male. Lei merita il male o il bene? Dentro di sé conosce la risposta. In caso sente anche solo un minimo di amor proprio si allontanerà dalla persona che oggi dice di amare e si concentrerà su sé stessa, sulle sue passioni, sulla sua professione. Il cambiamento radicale fa tanta paura ma serve per andare avanti, per la guarigione interiore che richiede moltissimo tempo ma ne varrà la pena. Lei deve pensare che VALE ed è una persona che MERITA il MEGLIO dalla vita. L'aiuto che potrei darle è un sostegno psicologico. Lei ha bisogno di seguire un cammino STEP BY STEP per riprendersi ed io potrei aiutarla a trovare delle risorse che lei stessa possiede e fornirle gli strumenti per aiutarla a sentirsi meglio ed andare avanti. Se ha bisogno mi scriva così fissiamo un appuntamento conoscitivo. Rimango a sua disposizione e la saluto cordialmente.
Dottoressa Angela Atlante
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.