Buongiorno, mi rivolgo a voi per un dubbio e quesito molto importante. Alcuni anni fa ai tempi del
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Buongiorno, mi rivolgo a voi per un dubbio e quesito molto importante.
Alcuni anni fa ai tempi della scuola ho conosciuto una ragazza (fidanzata con uno ai tempi) così non la vedevo come potenziale partner, sotterrando i sentimenti che avevo provato inizialmente.
Con il tempo e la rottura della sua relazione, cominciamo ad avvicinarsi, passavamo molto tempo insieme, mi invitava a casa sua con la scusa dello studiare (quando in realtà ridevamo e scherzavamo), ci vedevamo per mangiare insieme.. La cosa era sempre stata nella bolla del amicizia, ha avuto alcune frequentazioni così come anch’io ma ci siamo sempre frequentati.
C’è sempre stato quel rispetto fra noi, stima, fiducia..
passano gli anni e mi coinvolge in alcuni eventi importanti per lei, come ad esempio chiedendomi di aiutarla nelle lezioni di guida con un’auto particolarmente difficile, mostrandosi vulnerabile con le sue debolezze. Anche lì erano risate e sorrisi spontanei.
La svolta accade un giorno, quando ho la pessima idea di farle conoscere la mia ex ragazza. Nonostante parlassero la stessa lingua, la mia ex era lì impassibile come una statuina. Ero molto più a mio agio a parlare con la mia amica senza filtri, e li quel sentimento che avevo sotterrato anni prima è esploso, disotterrato.
Ci siamo nuovamente avvicinati, tanto che mi ha coinvolto in altre scelte importanti come la scelta della macchina (ricordo quando l’ha ritirata con i 3 numeri centrali della targa uguali ai miei). Già conoscevo la famiglia e mi sentivo bene.
Si laurea nel frattempo (anche grazie all’aiuto che le davo nello studio), e alla cerimonia di laurea sono l’unica persona fuori dalla famiglia presente quel giorno.
Nonostante avessi la macchina a circa 300 metri di distanza, ha preferito aspettarmi e venire in auto con me solamente per parlare. Sia per andare a fare le foto e sia per andare al ristorante, Nonostante la famiglia fosse lì con la propria auto davanti. Nonostante fossi presente alla cerimonia di laurea, la sua famiglia ha insistito nel invitarmi il sabato al ristorante per festeggiare con i vari parenti e amici che non sono potuti venire. Molti amici e parenti mi dicono che sembriamo una coppia e vedono quella sintonia anche nelle foto.
L’evento più cruciale succede qualche settimana dopo, quando parte per lavoro.
Senza che le scrivessi nulla mi avvisa di essere arrivata a destinazione e mi manda i suoi orari della settimana chiedendomi se mi andasse di vederci.
Lì purtroppo non potevo, e l’ho avvisata che sarei arrivato la settimana successiva. Decido di agire, prendo coraggio e le dico che andrò lì usando una scusa .vado lì e passiamo una bellissima giornata, e c’è anche una sua amica. Ho scritto una lettera scusandomi della bugia, che in realtà sono andato lì solo per passare del tempo insieme, ricordandole tutti i bei momenti passati, le risate, vedendo con una prospettiva diversa il futuro. Nella lettera parlo di sentimenti sinceri, di rispetto, fiducia, lealtà e sincerità mai mancate, che la vita ci presenta persona sbagliate per poi farci capire che quelle giuste sono sempre state davanti a noi, valorizzo le qualità.. in breve dichiaro in modo chiaro i miei sentimenti. Leggo la lettera (quasi un foglio fronte e retro), porgendole poi una rosa rossa.
Mentre stavo leggendo aveva gli occhi chiusi, ma sentivo che sorrideva e sogghignava.
La sua reazione è incredula, sbalordita come fosse sotto shock. Nel mentre le dico che la frase spontanea della sua amica mentre facevamo due foto “wow sembrate una coppia!” Mi ha fatto piacere sentirla.
Tempo 10 minuti mi scrive ringraziandomi della giornata e chiedendomi di avvisarla quando sarei arrivato a casa (avevo 3 ore e mezzo di auto). Il giorno dopo mi manda un vocale dicendomi di aver finito la giornata lavorativa e parlandomi di piani della giornata. Rispondo e parliamo un po’, da allora non risponde più.
A fronte di ciò, cosa si può dedurre da entrambe le parti?
Meglio rispettare il suo silenzio (reazione di shock dato che non si aspettava un tale gesto da una persona fidata che conosce da 10 anni) , oppure spezzarlo e proporgli un incontro/dialogo?
Sono letteralmente paralizzato dalla paura..
Molte grazie.
Alcuni anni fa ai tempi della scuola ho conosciuto una ragazza (fidanzata con uno ai tempi) così non la vedevo come potenziale partner, sotterrando i sentimenti che avevo provato inizialmente.
Con il tempo e la rottura della sua relazione, cominciamo ad avvicinarsi, passavamo molto tempo insieme, mi invitava a casa sua con la scusa dello studiare (quando in realtà ridevamo e scherzavamo), ci vedevamo per mangiare insieme.. La cosa era sempre stata nella bolla del amicizia, ha avuto alcune frequentazioni così come anch’io ma ci siamo sempre frequentati.
C’è sempre stato quel rispetto fra noi, stima, fiducia..
passano gli anni e mi coinvolge in alcuni eventi importanti per lei, come ad esempio chiedendomi di aiutarla nelle lezioni di guida con un’auto particolarmente difficile, mostrandosi vulnerabile con le sue debolezze. Anche lì erano risate e sorrisi spontanei.
La svolta accade un giorno, quando ho la pessima idea di farle conoscere la mia ex ragazza. Nonostante parlassero la stessa lingua, la mia ex era lì impassibile come una statuina. Ero molto più a mio agio a parlare con la mia amica senza filtri, e li quel sentimento che avevo sotterrato anni prima è esploso, disotterrato.
Ci siamo nuovamente avvicinati, tanto che mi ha coinvolto in altre scelte importanti come la scelta della macchina (ricordo quando l’ha ritirata con i 3 numeri centrali della targa uguali ai miei). Già conoscevo la famiglia e mi sentivo bene.
Si laurea nel frattempo (anche grazie all’aiuto che le davo nello studio), e alla cerimonia di laurea sono l’unica persona fuori dalla famiglia presente quel giorno.
Nonostante avessi la macchina a circa 300 metri di distanza, ha preferito aspettarmi e venire in auto con me solamente per parlare. Sia per andare a fare le foto e sia per andare al ristorante, Nonostante la famiglia fosse lì con la propria auto davanti. Nonostante fossi presente alla cerimonia di laurea, la sua famiglia ha insistito nel invitarmi il sabato al ristorante per festeggiare con i vari parenti e amici che non sono potuti venire. Molti amici e parenti mi dicono che sembriamo una coppia e vedono quella sintonia anche nelle foto.
L’evento più cruciale succede qualche settimana dopo, quando parte per lavoro.
Senza che le scrivessi nulla mi avvisa di essere arrivata a destinazione e mi manda i suoi orari della settimana chiedendomi se mi andasse di vederci.
Lì purtroppo non potevo, e l’ho avvisata che sarei arrivato la settimana successiva. Decido di agire, prendo coraggio e le dico che andrò lì usando una scusa .vado lì e passiamo una bellissima giornata, e c’è anche una sua amica. Ho scritto una lettera scusandomi della bugia, che in realtà sono andato lì solo per passare del tempo insieme, ricordandole tutti i bei momenti passati, le risate, vedendo con una prospettiva diversa il futuro. Nella lettera parlo di sentimenti sinceri, di rispetto, fiducia, lealtà e sincerità mai mancate, che la vita ci presenta persona sbagliate per poi farci capire che quelle giuste sono sempre state davanti a noi, valorizzo le qualità.. in breve dichiaro in modo chiaro i miei sentimenti. Leggo la lettera (quasi un foglio fronte e retro), porgendole poi una rosa rossa.
Mentre stavo leggendo aveva gli occhi chiusi, ma sentivo che sorrideva e sogghignava.
La sua reazione è incredula, sbalordita come fosse sotto shock. Nel mentre le dico che la frase spontanea della sua amica mentre facevamo due foto “wow sembrate una coppia!” Mi ha fatto piacere sentirla.
Tempo 10 minuti mi scrive ringraziandomi della giornata e chiedendomi di avvisarla quando sarei arrivato a casa (avevo 3 ore e mezzo di auto). Il giorno dopo mi manda un vocale dicendomi di aver finito la giornata lavorativa e parlandomi di piani della giornata. Rispondo e parliamo un po’, da allora non risponde più.
A fronte di ciò, cosa si può dedurre da entrambe le parti?
Meglio rispettare il suo silenzio (reazione di shock dato che non si aspettava un tale gesto da una persona fidata che conosce da 10 anni) , oppure spezzarlo e proporgli un incontro/dialogo?
Sono letteralmente paralizzato dalla paura..
Molte grazie.
Salve, grazie per aver condiviso con tanta sincerità e dettaglio la tua esperienza. Quello che descrivi è una dinamica emotivamente molto intensa, costruita su anni di conoscenza reciproca, fiducia e vicinanza, che ha portato a un momento di grande vulnerabilità da entrambe le parti. La reazione che hai notato – stupore, incredulità e un iniziale sorriso – è coerente con un’esperienza di shock emotivo positivo: spesso, quando qualcuno riceve una dichiarazione di sentimenti inaspettata ma significativa, il primo passo non è immediatamente una risposta chiara o articolata, ma un tempo interno di elaborazione, di digestione di ciò che è stato ricevuto.
Da quanto racconti, è possibile ipotizzare che la sua assenza di risposta immediata non significhi necessariamente rifiuto, ma piuttosto bisogno di tempo per chiarire dentro di sé i propri sentimenti, riflettere sulla relazione pregressa e su ciò che è cambiato con la tua dichiarazione. Spesso le persone reagiscono ritirandosi temporaneamente quando la situazione emotiva è improvvisamente densa, soprattutto se si tratta di rapporti di lunga data dove c’è stima, fiducia e familiarità. La tua lettera e il gesto della rosa sono stati molto chiari e rispettosi, e hanno trasmesso sincerità, lealtà e vulnerabilità: tutti elementi che invitano al dialogo, ma che non obbligano a una risposta immediata.
Il rischio di cercare di forzare una conversazione subito è quello di aggiungere pressione emotiva a un momento che lei potrebbe aver bisogno di vivere in autonomia. Rispettare il silenzio, almeno per un periodo ragionevole, è spesso il modo più efficace per permettere all’altra persona di metabolizzare le emozioni, senza sentirsi in trappola o sopraffatta. Allo stesso tempo, è possibile prevedere un contatto futuro molto delicato e rispettoso, come un messaggio breve che non richieda risposta immediata, semplicemente per comunicare apertura a parlare quando si sente pronta.
Quello che emerge chiaramente è che hai messo molta cura nel gesto, e questo è un punto di forza: hai comunicato sincerità e rispetto. Ora il passo più importante è permettere a lei di fare lo stesso, concedendole spazio senza bloccare il flusso della relazione. Nel frattempo, gestire la tua paralisi emotiva e la paura di rifiuto è fondamentale: imparare a rimanere centrati, accogliendo l’incertezza senza giudizio, può aiutarti a prepararti a qualsiasi evoluzione della situazione.
Saluti
Da quanto racconti, è possibile ipotizzare che la sua assenza di risposta immediata non significhi necessariamente rifiuto, ma piuttosto bisogno di tempo per chiarire dentro di sé i propri sentimenti, riflettere sulla relazione pregressa e su ciò che è cambiato con la tua dichiarazione. Spesso le persone reagiscono ritirandosi temporaneamente quando la situazione emotiva è improvvisamente densa, soprattutto se si tratta di rapporti di lunga data dove c’è stima, fiducia e familiarità. La tua lettera e il gesto della rosa sono stati molto chiari e rispettosi, e hanno trasmesso sincerità, lealtà e vulnerabilità: tutti elementi che invitano al dialogo, ma che non obbligano a una risposta immediata.
Il rischio di cercare di forzare una conversazione subito è quello di aggiungere pressione emotiva a un momento che lei potrebbe aver bisogno di vivere in autonomia. Rispettare il silenzio, almeno per un periodo ragionevole, è spesso il modo più efficace per permettere all’altra persona di metabolizzare le emozioni, senza sentirsi in trappola o sopraffatta. Allo stesso tempo, è possibile prevedere un contatto futuro molto delicato e rispettoso, come un messaggio breve che non richieda risposta immediata, semplicemente per comunicare apertura a parlare quando si sente pronta.
Quello che emerge chiaramente è che hai messo molta cura nel gesto, e questo è un punto di forza: hai comunicato sincerità e rispetto. Ora il passo più importante è permettere a lei di fare lo stesso, concedendole spazio senza bloccare il flusso della relazione. Nel frattempo, gestire la tua paralisi emotiva e la paura di rifiuto è fondamentale: imparare a rimanere centrati, accogliendo l’incertezza senza giudizio, può aiutarti a prepararti a qualsiasi evoluzione della situazione.
Saluti
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Gentile utente,
quello che racconta descrive un legame profondo, costruito nel tempo su fiducia, affinità e presenza reciproca. È comprensibile che, dopo anni di vicinanza emotiva e momenti condivisi, l’affetto sia maturato in un sentimento amoroso più esplicito. Il modo in cui ha scelto di dichiararsi — con sincerità e delicatezza — mostra autenticità e rispetto, ma al tempo stesso ha probabilmente spostato un equilibrio che per lei era da sempre rassicurante: la sicurezza dell’amicizia, la prevedibilità del vostro rapporto.
Il suo silenzio può essere un segnale di confusione, non necessariamente di rifiuto. Quando un sentimento così intenso viene espresso da una persona significativa, l’altra parte può aver bisogno di tempo per elaborare ciò che è accaduto, capire cosa prova davvero e come desidera muoversi.
In questo momento, la scelta più saggia potrebbe essere quella di non forzare un contatto immediato, ma di lasciare spazio al silenzio, senza interpretarlo come una chiusura definitiva. Se dopo qualche tempo (una o due settimane) non dovesse arrivare alcun segnale, potrà scriverle un messaggio semplice e rispettoso — non per ribadire i sentimenti, ma per aprire la possibilità di un dialogo autentico (“Se ti va, mi piacerebbe parlarne con calma, senza pressioni”).
Qualunque sia l’esito, sarà importante tutelare la sua serenità: a volte il rischio di perdere una persona spinge a muoversi in modo impulsivo, ma dare valore anche al proprio tempo di attesa e di riflessione può aiutarla a comprendere meglio cosa desidera davvero da questa relazione e quanto sia pronta l’altra persona a viverla nello stesso modo.
— Dott.ssa Sara Petroni
quello che racconta descrive un legame profondo, costruito nel tempo su fiducia, affinità e presenza reciproca. È comprensibile che, dopo anni di vicinanza emotiva e momenti condivisi, l’affetto sia maturato in un sentimento amoroso più esplicito. Il modo in cui ha scelto di dichiararsi — con sincerità e delicatezza — mostra autenticità e rispetto, ma al tempo stesso ha probabilmente spostato un equilibrio che per lei era da sempre rassicurante: la sicurezza dell’amicizia, la prevedibilità del vostro rapporto.
Il suo silenzio può essere un segnale di confusione, non necessariamente di rifiuto. Quando un sentimento così intenso viene espresso da una persona significativa, l’altra parte può aver bisogno di tempo per elaborare ciò che è accaduto, capire cosa prova davvero e come desidera muoversi.
In questo momento, la scelta più saggia potrebbe essere quella di non forzare un contatto immediato, ma di lasciare spazio al silenzio, senza interpretarlo come una chiusura definitiva. Se dopo qualche tempo (una o due settimane) non dovesse arrivare alcun segnale, potrà scriverle un messaggio semplice e rispettoso — non per ribadire i sentimenti, ma per aprire la possibilità di un dialogo autentico (“Se ti va, mi piacerebbe parlarne con calma, senza pressioni”).
Qualunque sia l’esito, sarà importante tutelare la sua serenità: a volte il rischio di perdere una persona spinge a muoversi in modo impulsivo, ma dare valore anche al proprio tempo di attesa e di riflessione può aiutarla a comprendere meglio cosa desidera davvero da questa relazione e quanto sia pronta l’altra persona a viverla nello stesso modo.
— Dott.ssa Sara Petroni
Gent.mo utente,
l'ha detto lei stesso, è paralizzato dalla paura. Ma se ci pensa bene, rileggendo il suo racconto, lo è sempre stato! Da tantissimo tempo nutre questi sentimenti così belli e profondi, ma la paura delle conseguenze, la paura di non essere compreso, ricambiato, di sbagliare luogo e momento giusto per comunicarli, ha sempre vinto su quel desiderio di esprimersi e di aprirsi finalmente a lei.
E ora che, dopo tanti anni, ha saputo mettere tutto in chiaro, seppur solo per lettera, di nuovo la paura tremenda di aver fatto un errore, di non poter rimediare, l'ipotesi devastante di aver rotto qualcosa di così puro e cristallino.
Ma come si è sentito quando ha scritto la sua dichiarazione di sentimenti? Cosa ha provato a liberarsi finalmente di quella zavorra? Quanta emozione positiva ha sentito scorrere dentro di sé nell'essere trasparente, senza filtri, senza lo schermo della ragione a proteggere quel desiderio così intimo e prezioso?
Non deve far altro che riaprirsi a quella libertà, vincere il timore del giudizio, delle conseguenze, affrontare la vita di petto con le sue armi, le sue potenzialità, il suo temperamento e i suoi valori, certamente validi e nobili. Questo non sarà garanzia di alcun esito prevedibile, non potrà condizionare il pensiero e le emozioni di questa ragazza, in nessun modo potrà privarla della libertà di decidere cos'è meglio, ma avrà la bellissima sensazione di non aver lasciato nulla di intentato, e di essere stato la versione migliore di sé stesso, propria con la persona più importante per lei. E se non è questo l'amore, allora cos'è?
Non c'è un modo migliore, non c'è una soluzione che posso consigliarle. Butti il cuore avanti oltre ogni ostacolo e ogni alibi della mente. Quel che accadrà sarà senz'altro privo di rimpianti!
Le auguro davvero il meglio. La sua sincerità e gentilezza la premieranno nella vita, sempre.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
l'ha detto lei stesso, è paralizzato dalla paura. Ma se ci pensa bene, rileggendo il suo racconto, lo è sempre stato! Da tantissimo tempo nutre questi sentimenti così belli e profondi, ma la paura delle conseguenze, la paura di non essere compreso, ricambiato, di sbagliare luogo e momento giusto per comunicarli, ha sempre vinto su quel desiderio di esprimersi e di aprirsi finalmente a lei.
E ora che, dopo tanti anni, ha saputo mettere tutto in chiaro, seppur solo per lettera, di nuovo la paura tremenda di aver fatto un errore, di non poter rimediare, l'ipotesi devastante di aver rotto qualcosa di così puro e cristallino.
Ma come si è sentito quando ha scritto la sua dichiarazione di sentimenti? Cosa ha provato a liberarsi finalmente di quella zavorra? Quanta emozione positiva ha sentito scorrere dentro di sé nell'essere trasparente, senza filtri, senza lo schermo della ragione a proteggere quel desiderio così intimo e prezioso?
Non deve far altro che riaprirsi a quella libertà, vincere il timore del giudizio, delle conseguenze, affrontare la vita di petto con le sue armi, le sue potenzialità, il suo temperamento e i suoi valori, certamente validi e nobili. Questo non sarà garanzia di alcun esito prevedibile, non potrà condizionare il pensiero e le emozioni di questa ragazza, in nessun modo potrà privarla della libertà di decidere cos'è meglio, ma avrà la bellissima sensazione di non aver lasciato nulla di intentato, e di essere stato la versione migliore di sé stesso, propria con la persona più importante per lei. E se non è questo l'amore, allora cos'è?
Non c'è un modo migliore, non c'è una soluzione che posso consigliarle. Butti il cuore avanti oltre ogni ostacolo e ogni alibi della mente. Quel che accadrà sarà senz'altro privo di rimpianti!
Le auguro davvero il meglio. La sua sincerità e gentilezza la premieranno nella vita, sempre.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Buonasera, Non so cosa significhi per lei questo silenzio, né cosa muova davvero il suo desiderio verso questa donna. Forse ciò che l’ha toccata non è tanto la sua risposta, ma il vuoto che ora si è aperto tra voi. È in questo vuoto che qualcosa di importante si gioca: ciò che lei cerca nell’altro, e ciò che teme di perdere di sé. Forse non serve capire subito, ma restare un po’ in ascolto di quel punto dove la parola manca.
Buongiorno. Dalla sua descrizione emerge una storia lunga, fatta di fiducia, vicinanza e segnali di forte sintonia. La “svolta” è stata però un cambio di cornice molto intenso: un gesto romantico, arrivato da una figura percepita per anni come amico affidabile. È comprensibile che lei abbia reagito con sorpresa/overload (cordiale nell’immediato, poi silenzio). Va detto con chiarezza: intimità e coinvolgimento non equivalgono a un rapporto romantico; ciò che per lei (e anche gli altri) sono indizi di coppia può avere letture alternative per l’altra persona. Oggi l’unico dato certo è che, dopo la dichiarazione, non ha dato un sì e si è fermata.
Cosa si può dedurre? Un plausibile bisogno di tempo/spazio per riorganizzare l’immagine della relazione (oppure non interesse a cambiare la cornice). Il silenzio è una comunicazione: “non sono pronta / non so cosa dire / non voglio affrontare questo argomento adesso".
Il passo più rispettoso e utile, quindi, è un solo messaggio di cornice, chiaro e senza pressioni, che restituisca libertà di scelta e tuteli anche lei; poi lasci spazio. Se arriverà un “sì” o un “forse”, ne parlerete; se arriverà un “no” (o se continuerà il silenzio), lo prenda come risposta. In questo caso anche se dolorosa bisogna accettare la realtà dei fatti e prendersi cura di sé...Un caro saluto
Cosa si può dedurre? Un plausibile bisogno di tempo/spazio per riorganizzare l’immagine della relazione (oppure non interesse a cambiare la cornice). Il silenzio è una comunicazione: “non sono pronta / non so cosa dire / non voglio affrontare questo argomento adesso".
Il passo più rispettoso e utile, quindi, è un solo messaggio di cornice, chiaro e senza pressioni, che restituisca libertà di scelta e tuteli anche lei; poi lasci spazio. Se arriverà un “sì” o un “forse”, ne parlerete; se arriverà un “no” (o se continuerà il silenzio), lo prenda come risposta. In questo caso anche se dolorosa bisogna accettare la realtà dei fatti e prendersi cura di sé...Un caro saluto
Gentile utente,
Dalla sua descrizione emerge una storia profonda e costruita nel tempo, fatta di fiducia, condivisione e momenti significativi per entrambi. È evidente quanto tenga a questa persona e quanto questo legame abbia toccato corde emotive molto sincere.
La sua dichiarazione è stata un gesto coraggioso, ma può aver colto l’altra persona di sorpresa. Quando un rapporto nasce e cresce all’interno dell’amicizia, il confine tra affetto e sentimento può risultare difficile da riconoscere e accettare, soprattutto se l’altro non si aspettava che venisse oltrepassato. Il silenzio che ne è seguito non deve per forza essere interpretato come un rifiuto, ma potrebbe rappresentare un momento di riflessione, necessario per comprendere meglio cosa provare e come gestire questa nuova situazione.
In questi casi è importante rispettare i tempi dell’altro, ma anche prendersi cura del proprio equilibrio emotivo. Restare sospesi nell’incertezza può essere molto faticoso: per questo, dopo un po’ di tempo, può essere utile cercare un contatto calmo e rispettoso, non per forzare una risposta, ma per chiarire e valorizzare quanto c’è stato tra voi, anche solo per chiudere in modo sereno.
Allo stesso tempo, il suo racconto lascia intuire quanto questo vissuto la tocchi in profondità: la paura del rifiuto, l’attesa, la difficoltà nel gestire il silenzio dell’altro. Spesso, dietro queste emozioni, si nascondono bisogni di conferma, di accoglienza e di reciprocità che meritano spazio e ascolto. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare questi aspetti, comprendendo meglio cosa rappresenta per lei questa persona e come affrontare la paura di non essere ricambiato.
Resto a disposizione
Dott.ssa Gloria Giacomin
Dalla sua descrizione emerge una storia profonda e costruita nel tempo, fatta di fiducia, condivisione e momenti significativi per entrambi. È evidente quanto tenga a questa persona e quanto questo legame abbia toccato corde emotive molto sincere.
La sua dichiarazione è stata un gesto coraggioso, ma può aver colto l’altra persona di sorpresa. Quando un rapporto nasce e cresce all’interno dell’amicizia, il confine tra affetto e sentimento può risultare difficile da riconoscere e accettare, soprattutto se l’altro non si aspettava che venisse oltrepassato. Il silenzio che ne è seguito non deve per forza essere interpretato come un rifiuto, ma potrebbe rappresentare un momento di riflessione, necessario per comprendere meglio cosa provare e come gestire questa nuova situazione.
In questi casi è importante rispettare i tempi dell’altro, ma anche prendersi cura del proprio equilibrio emotivo. Restare sospesi nell’incertezza può essere molto faticoso: per questo, dopo un po’ di tempo, può essere utile cercare un contatto calmo e rispettoso, non per forzare una risposta, ma per chiarire e valorizzare quanto c’è stato tra voi, anche solo per chiudere in modo sereno.
Allo stesso tempo, il suo racconto lascia intuire quanto questo vissuto la tocchi in profondità: la paura del rifiuto, l’attesa, la difficoltà nel gestire il silenzio dell’altro. Spesso, dietro queste emozioni, si nascondono bisogni di conferma, di accoglienza e di reciprocità che meritano spazio e ascolto. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare questi aspetti, comprendendo meglio cosa rappresenta per lei questa persona e come affrontare la paura di non essere ricambiato.
Resto a disposizione
Dott.ssa Gloria Giacomin
Buongiorno, da come scrive, traspare quanto questo legame sia stato profondo e quanto abbia significato per lei negli anni. È evidente che non si tratta di una conoscenza superficiale, ma di un rapporto costruito nel tempo, fatto di confidenza, fiducia e momenti condivisi che hanno generato un senso di intimità emotiva importante. Quando, dopo tanto tempo, si riconosce un sentimento più profondo verso una persona che ci è stata accanto in modo così sincero, è naturale che emergano confusione, speranza, ma anche paura di rovinare qualcosa di prezioso. La sua decisione di dichiararsi in modo autentico e rispettoso, attraverso una lettera, è un gesto di coraggio. Ha scelto di essere trasparente, senza manipolare o nascondere le proprie emozioni. È comprensibile che la sua amica possa aver reagito con stupore, perché si è trovata improvvisamente davanti a un cambiamento di prospettiva: quella che fino a un attimo prima era una relazione di amicizia sicura e consolidata, si è trasformata in qualcosa di potenzialmente nuovo e sconosciuto. Di fronte a ciò, può esserle servito del tempo per riflettere, per capire se e come collocare questo nuovo significato del vostro legame. Il suo silenzio, per quanto difficile da tollerare, non necessariamente rappresenta un rifiuto, ma può essere un modo per elaborare la sorpresa, per mettere ordine nei pensieri e nelle emozioni. Quando si è coinvolti così tanto, l’impulso a cercare subito una risposta o una chiusura è fortissimo. Tuttavia, rispettare un momento di distanza può essere anche un segno di cura. Le permetterebbe di riflettere sulle proprie emozioni, di accettare l’incertezza e di dare spazio all’altra persona senza forzarla a reagire. Se dopo un po’ di tempo sente che il silenzio la blocca e non le consente di vivere serenamente, può pensare di scrivere un messaggio semplice e non pressante, che non chieda spiegazioni ma che riapra un contatto umano, ad esempio esprimendo comprensione per la sua possibile sorpresa e la disponibilità a parlarne con calma quando lei se la sentirà. Nel frattempo, può essere utile provare a guardare questo momento anche come un’occasione per prendersi cura di sé. A volte, quando l’attenzione è tutta rivolta all’altro e alla sua risposta, si rischia di dimenticare di riconoscere il proprio valore e la propria dignità. Ha già dimostrato coraggio e autenticità, e questo merita di essere riconosciuto, indipendentemente da come andranno le cose. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, da quello che leggo si sente tutto il vostro coinvolgimento, quanto siate uniti e quanto tu tenga a lei...riesco a percepirlo tutto molto chiaramente. Certamente è meglio un chiarimento, un dialogo e la comprensione netta di ciò che siete e rappresentate l'uno per l'altra, questo certo può fare timore, può ferire, ma sarai libero, libero dell'incertezza, libero di agire, perché al momento ti vedo solo in un limbo pieno di tormenti. Qualora non dovesse volere chiarimenti o dialogo sarà già una risposta! Naturalmente indesiderata, ma una risposta chiara!
Dal suo racconto sembra che la ragazza, sua amica da 10 anni, abbia difficoltà a pensarsi nei suoi confronti in una veste diversa da quella di amica, ma visto che lei si è dichiarato non può più ignorare la cosa. Forse in questo caso sarebbe meglio attendere che la sua amica elabori l'accaduto e che sia lei a fare il primo passo verso di lei.
Carissimo,
dalle sue parole emerge un intenso coinvolgimento emotivo e una sofferenza che sembra crescere di pari passo con la passione. La sua relazione, nata sotto il segno dell’attrazione e del desiderio, è diventata anche un terreno di dolore, gelosia e confusione interiore.
Lei descrive una giovane donna che vive la sessualità in modo libero e affamato di conferme, mentre lei stesso appare diviso: da un lato la ammira e ne è affascinato, dall’altro ne teme l’incontrollabilità e il potere che esercita su di lei. La distanza fisica, le difficoltà organizzative e il carattere “clandestino” del vostro legame non fanno che amplificare il senso di precarietà e di impotenza.
La gelosia che la consuma non è soltanto paura di perdere l’altro: è il dolore di sentirsi messi a confronto, di percepire che la propria unicità non è più garantita. I pensieri intrusivi e le fantasie sulla scena sessuale dell’altro uomo sono un modo, inconscio ma comprensibile, per cercare di riprendere il controllo di ciò che sfugge. Ma questa forma di “controllo mentale” è una trappola, perché alimenta il tormento invece di placarlo.
C’è poi un elemento che lei stesso riconosce: una parte di sé, pur sofferente, si sente eccitata nel pensare alla “perversione” di lei.
È importante non giudicarsi per questo: quando l’eros si intreccia con la gelosia e con il senso di perdita, può nascere un miscuglio potente in cui dolore e piacere si confondono. Spesso questo accade in relazioni che riattivano antichi vissuti di mancanza, desiderio e paura di non essere abbastanza.
Le suggerirei, prima ancora di decidere “come regolarsi” con questa donna, di fermarsi a comprendere che cosa rappresenta per lei questa storia. Forse più che un semplice legame amoroso, è diventata uno specchio in cui si riflette la sua necessità di sentirsi desiderato, riconosciuto, vivo. Ma una relazione che alimenta costantemente il dolore e la perdita di sé rischia di diventare una forma di dipendenza emotiva.
Provi a spostare lo sguardo da lei a sé stesso:
-Cosa la tiene legato a una relazione che le dà più ansia che serenità?
-Quale bisogno profondo, forse non riconosciuto, la spinge a rimanere?
-Cosa teme di perdere, davvero, se lasciasse andare questa donna?
Solo comprendendo queste risposte potrà decidere in modo più lucido e libero se continuare o chiudere. E, se la sofferenza resta così acuta, non esiti a farsi aiutare da uno psicologo: non per “curare” la gelosia, ma per capire cosa la gelosia le sta rivelando di sé.
Un caloroso saluto.
Dott. Basigli Michele
dalle sue parole emerge un intenso coinvolgimento emotivo e una sofferenza che sembra crescere di pari passo con la passione. La sua relazione, nata sotto il segno dell’attrazione e del desiderio, è diventata anche un terreno di dolore, gelosia e confusione interiore.
Lei descrive una giovane donna che vive la sessualità in modo libero e affamato di conferme, mentre lei stesso appare diviso: da un lato la ammira e ne è affascinato, dall’altro ne teme l’incontrollabilità e il potere che esercita su di lei. La distanza fisica, le difficoltà organizzative e il carattere “clandestino” del vostro legame non fanno che amplificare il senso di precarietà e di impotenza.
La gelosia che la consuma non è soltanto paura di perdere l’altro: è il dolore di sentirsi messi a confronto, di percepire che la propria unicità non è più garantita. I pensieri intrusivi e le fantasie sulla scena sessuale dell’altro uomo sono un modo, inconscio ma comprensibile, per cercare di riprendere il controllo di ciò che sfugge. Ma questa forma di “controllo mentale” è una trappola, perché alimenta il tormento invece di placarlo.
C’è poi un elemento che lei stesso riconosce: una parte di sé, pur sofferente, si sente eccitata nel pensare alla “perversione” di lei.
È importante non giudicarsi per questo: quando l’eros si intreccia con la gelosia e con il senso di perdita, può nascere un miscuglio potente in cui dolore e piacere si confondono. Spesso questo accade in relazioni che riattivano antichi vissuti di mancanza, desiderio e paura di non essere abbastanza.
Le suggerirei, prima ancora di decidere “come regolarsi” con questa donna, di fermarsi a comprendere che cosa rappresenta per lei questa storia. Forse più che un semplice legame amoroso, è diventata uno specchio in cui si riflette la sua necessità di sentirsi desiderato, riconosciuto, vivo. Ma una relazione che alimenta costantemente il dolore e la perdita di sé rischia di diventare una forma di dipendenza emotiva.
Provi a spostare lo sguardo da lei a sé stesso:
-Cosa la tiene legato a una relazione che le dà più ansia che serenità?
-Quale bisogno profondo, forse non riconosciuto, la spinge a rimanere?
-Cosa teme di perdere, davvero, se lasciasse andare questa donna?
Solo comprendendo queste risposte potrà decidere in modo più lucido e libero se continuare o chiudere. E, se la sofferenza resta così acuta, non esiti a farsi aiutare da uno psicologo: non per “curare” la gelosia, ma per capire cosa la gelosia le sta rivelando di sé.
Un caloroso saluto.
Dott. Basigli Michele
Carissimo,
sarebbe importante anche capire le vostre età per comprendere appieno la vostra situazione. Indubbiamente, la ragazza di cui parli è rimasta spiazzata dalla tua dichiarazione e forse ha bisogno di un pochino di tempo per capire se condivide o meno ciò che provi tu. lasciale qualche giorno e poi contattala con serenità per capire se prova anche lei qualcosa di diverso dall'amicizia o se prova solo amicizia nei tuoi confronti. In quel caso, potreste lasciare intatta la vostra bellissima e rispettosa amicizia. In bocca al lupo!
sarebbe importante anche capire le vostre età per comprendere appieno la vostra situazione. Indubbiamente, la ragazza di cui parli è rimasta spiazzata dalla tua dichiarazione e forse ha bisogno di un pochino di tempo per capire se condivide o meno ciò che provi tu. lasciale qualche giorno e poi contattala con serenità per capire se prova anche lei qualcosa di diverso dall'amicizia o se prova solo amicizia nei tuoi confronti. In quel caso, potreste lasciare intatta la vostra bellissima e rispettosa amicizia. In bocca al lupo!
Gentile paziente,la tua storia trasmette con grande chiarezza quanto tu tenga a questa persona e quanto il vostro legame, costruito nel tempo, sia stato profondo e autentico. Si percepisce che la vostra relazione, nata nell’amicizia, ha sempre avuto una componente emotiva importante, fatta di fiducia, affetto e complicità. La tua dichiarazione non è stata un gesto impulsivo, ma l’esito naturale di anni di vicinanza e di sentimenti custoditi e maturati.La sua reazione, di sorpresa e apparente smarrimento, non è necessariamente un rifiuto: spesso chi riceve una dichiarazione inattesa da qualcuno di significativo ha bisogno di tempo per elaborare ciò che è accaduto. Il silenzio, in questi casi, può essere una forma di riflessione, non di chiusura. In questa fase, può essere utile rispettare i suoi tempi, lasciandole lo spazio per comprendere cosa prova. Forzare un confronto immediato rischierebbe di metterla sulla difensiva. Tuttavia, se il silenzio dovesse protrarsi troppo a lungo, potresti scriverle in modo semplice e sincero, senza tornare sulla dichiarazione, ma solo per esprimere il desiderio di chiarirvi con serenità, a prescindere dall’esito.
In ogni caso, qualunque sarà la sua risposta, il gesto che hai compiuto rappresenta un atto di coraggio e autenticità. Ti sei mostrato per ciò che sei e hai dato voce ai tuoi sentimenti in modo rispettoso. A prescindere da come andrà, questo è un segno di maturità emotiva: hai scelto di essere vero, e questo, in una relazione o nella vita, è sempre il punto di partenza più solido.
Un caro saluto
Dott.ssa A.Mustatea
In ogni caso, qualunque sarà la sua risposta, il gesto che hai compiuto rappresenta un atto di coraggio e autenticità. Ti sei mostrato per ciò che sei e hai dato voce ai tuoi sentimenti in modo rispettoso. A prescindere da come andrà, questo è un segno di maturità emotiva: hai scelto di essere vero, e questo, in una relazione o nella vita, è sempre il punto di partenza più solido.
Un caro saluto
Dott.ssa A.Mustatea
La sua esperienza racconta la complessità dei confini tra amicizia e amore, soprattutto quando un legame cresce nel tempo e diventa parte importante della propria vita. È evidente che la sua dichiarazione sia nata da un bisogno autentico di chiarezza e di verità, ma anche da un investimento emotivo molto profondo.
Il silenzio dell’altra persona può avere molte letture: confusione, sorpresa, bisogno di distanza, oppure difficoltà nel gestire il cambiamento che le sue parole hanno introdotto nel rapporto. Spesso, quando un equilibrio consolidato viene scosso, è necessario del tempo prima che l’altro riesca a dare una risposta autentica.
Le suggerirei di rispettare questo tempo, senza pressioni, mantenendo però aperta la possibilità di un dialogo futuro, qualora lei si senta pronto e percepisca che ci siano le condizioni giuste per un confronto sereno. Intanto si concentri su di sé e sul valore del suo gesto: dire la verità sui propri sentimenti è sempre un bellissimo atto di maturità emotiva.
Un caro saluto e grazie
Il silenzio dell’altra persona può avere molte letture: confusione, sorpresa, bisogno di distanza, oppure difficoltà nel gestire il cambiamento che le sue parole hanno introdotto nel rapporto. Spesso, quando un equilibrio consolidato viene scosso, è necessario del tempo prima che l’altro riesca a dare una risposta autentica.
Le suggerirei di rispettare questo tempo, senza pressioni, mantenendo però aperta la possibilità di un dialogo futuro, qualora lei si senta pronto e percepisca che ci siano le condizioni giuste per un confronto sereno. Intanto si concentri su di sé e sul valore del suo gesto: dire la verità sui propri sentimenti è sempre un bellissimo atto di maturità emotiva.
Un caro saluto e grazie
Buongiorno, comprendo il timore di non sapere come comportarsi in questo caso considerata la chiusura che sembra stia mettendo in atto la sua amica. Ipotizzo che la paura possa essere legata al timore di perderla magari facendo qualcosa di sbagliato oppure al timore di un rifiuto dopo la lettera e la confessione che le ha fatto. Il consiglio che mi sento di dare però, proprio perchè stiamo parlando di un'amicizia importante e di un rapporto profondo che dura da tanti anni, è quello di trovare una modalità per parlarne insieme in modo aperto e sincero, dandovi la possibilità di chiarire i vostri sentimenti senza lasciare nulla di inespresso o di ambiguo. Le cose non dette allontanano e spesso creano un'atmosfera di sfiducia che sicuramente non fa bene a nessuno. Il "non sapere" ci fa stare in bilico, ci blocca e ci impedisce di agire. Al contrario, il conoscere le cose in modo chiaro, anche se sono cose che possono fare male, ci permette comunque di prendere in mano una situazione ed eventualmente anche di lavorare sulle emozioni negative che possono emergere. In bocca al lupo
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità e dettaglio la sua storia. Dalle sue parole emerge un legame profondo, costruito nel tempo, fatto di fiducia, condivisione e momenti significativi. È comprensibile che, dopo anni di vicinanza, i sentimenti che aveva provato in passato si siano riaffacciati in modo così intenso.
La sua iniziativa di dichiararsi è stata un gesto autentico e coraggioso: ha scelto di essere sincero con se stesso e con lei, mettendo in gioco emozioni vere. Allo stesso tempo, è importante considerare che per l’altra persona un simile gesto può suscitare sorpresa, confusione o il bisogno di tempo per comprendere cosa prova e come desidera proseguire il rapporto.
In questo momento, il silenzio potrebbe non essere un rifiuto, ma piuttosto uno spazio di elaborazione. Rispettarlo può essere una forma di cura e rispetto verso di lei e verso il legame che vi unisce. Tuttavia, se il silenzio dovesse protrarsi e per lei diventasse fonte di sofferenza o blocco, può essere utile — con delicatezza — riaprire il dialogo, magari con un messaggio semplice e non pressante, che le lasci libertà di risposta (ad esempio: “So che la mia lettera ti ha colta di sorpresa, e capisco se hai bisogno di tempo. Ti scrivo solo per dirti che ci tengo molto alla nostra amicizia e mi piacerebbe parlarne quando ti sentirai pronta”).
In ogni caso, provi a riconoscere il valore del suo gesto: ha espresso con autenticità ciò che sente, e questo è già un passo importante nella costruzione di relazioni sane, basate su trasparenza e rispetto reciproco.
Sperando di esserle stata d'aiuto,
un caro saluto.
Dott.ssa Giorgia Rizzo
grazie per aver condiviso con tanta sincerità e dettaglio la sua storia. Dalle sue parole emerge un legame profondo, costruito nel tempo, fatto di fiducia, condivisione e momenti significativi. È comprensibile che, dopo anni di vicinanza, i sentimenti che aveva provato in passato si siano riaffacciati in modo così intenso.
La sua iniziativa di dichiararsi è stata un gesto autentico e coraggioso: ha scelto di essere sincero con se stesso e con lei, mettendo in gioco emozioni vere. Allo stesso tempo, è importante considerare che per l’altra persona un simile gesto può suscitare sorpresa, confusione o il bisogno di tempo per comprendere cosa prova e come desidera proseguire il rapporto.
In questo momento, il silenzio potrebbe non essere un rifiuto, ma piuttosto uno spazio di elaborazione. Rispettarlo può essere una forma di cura e rispetto verso di lei e verso il legame che vi unisce. Tuttavia, se il silenzio dovesse protrarsi e per lei diventasse fonte di sofferenza o blocco, può essere utile — con delicatezza — riaprire il dialogo, magari con un messaggio semplice e non pressante, che le lasci libertà di risposta (ad esempio: “So che la mia lettera ti ha colta di sorpresa, e capisco se hai bisogno di tempo. Ti scrivo solo per dirti che ci tengo molto alla nostra amicizia e mi piacerebbe parlarne quando ti sentirai pronta”).
In ogni caso, provi a riconoscere il valore del suo gesto: ha espresso con autenticità ciò che sente, e questo è già un passo importante nella costruzione di relazioni sane, basate su trasparenza e rispetto reciproco.
Sperando di esserle stata d'aiuto,
un caro saluto.
Dott.ssa Giorgia Rizzo
Buongiorno,
dalla sua descrizione emerge una relazione profonda, costruita nel tempo su fiducia, complicità e affetto reciproco. È comprensibile che, dopo tanti anni di vicinanza, il confine tra amicizia e sentimento possa diventare sfumato, e che la dichiarazione d’amore abbia rappresentato per lei un momento di verità ma, per la sua amica, un evento spiazzante.
Il suo silenzio attuale potrebbe effettivamente derivare da una reazione di sorpresa e bisogno di tempo per elaborare ciò che è accaduto. Non sempre l’altro è pronto a ricevere o ricambiare un sentimento, anche quando esiste una connessione profonda. In questi casi, forzare un confronto immediato rischia di aumentare la confusione o la distanza.
Le suggerisco, quindi, di rispettare questo momento di silenzio, pur restando aperto a un eventuale dialogo in futuro. Se il silenzio dovesse protrarsi e la situazione le causasse sofferenza o blocco emotivo, potrebbe essere utile elaborare quanto accaduto con l’aiuto di uno specialista, per comprendere meglio i propri bisogni affettivi e trovare un equilibrio tra il desiderio di chiarezza e il rispetto dei tempi dell’altro.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
dalla sua descrizione emerge una relazione profonda, costruita nel tempo su fiducia, complicità e affetto reciproco. È comprensibile che, dopo tanti anni di vicinanza, il confine tra amicizia e sentimento possa diventare sfumato, e che la dichiarazione d’amore abbia rappresentato per lei un momento di verità ma, per la sua amica, un evento spiazzante.
Il suo silenzio attuale potrebbe effettivamente derivare da una reazione di sorpresa e bisogno di tempo per elaborare ciò che è accaduto. Non sempre l’altro è pronto a ricevere o ricambiare un sentimento, anche quando esiste una connessione profonda. In questi casi, forzare un confronto immediato rischia di aumentare la confusione o la distanza.
Le suggerisco, quindi, di rispettare questo momento di silenzio, pur restando aperto a un eventuale dialogo in futuro. Se il silenzio dovesse protrarsi e la situazione le causasse sofferenza o blocco emotivo, potrebbe essere utile elaborare quanto accaduto con l’aiuto di uno specialista, per comprendere meglio i propri bisogni affettivi e trovare un equilibrio tra il desiderio di chiarezza e il rispetto dei tempi dell’altro.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
sono la Dott.ssa Romeo, psicologa.
Leggendo le sue parole si percepisce una storia piena di significato, costruita nel tempo attraverso fiducia, stima e una profonda connessione emotiva. È naturale che, dopo anni di vicinanza e momenti condivisi, riemergano sentimenti autentici e il desiderio di trasformare quell’amicizia in qualcosa di più.
Dichiararsi è sempre un gesto di grande coraggio e vulnerabilità. Nonostante la sua intenzione fosse sincera e rispettosa, è comprensibile che la sua amica possa aver reagito con sorpresa o confusione, perché la dinamica del vostro rapporto è cambiata improvvisamente. Spesso, di fronte a gesti così intensi, alcune persone hanno bisogno di tempo per elaborare le emozioni e capire cosa sentono davvero.
Il suo “silenzio” può quindi non essere un rifiuto, ma piuttosto un modo per gestire un’emozione inattesa. Lei, invece, si trova in quella difficile attesa dove convivono paura del rifiuto, incertezza e bisogno di chiarezza.
È importante, in questo momento, che si conceda di riconoscere i propri vissuti: l’amore, ma anche la paura, la delusione e il bisogno di essere visto e compreso.
Le suggerirei di rispettare i suoi tempi, ma se il silenzio dovesse prolungarsi, potrebbe inviarle un messaggio semplice e sincero, che apra uno spazio di dialogo senza pressione.
In questo modo rimane coerente con i suoi sentimenti e con il rispetto che ha sempre mostrato nei suoi confronti.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe esserle utile per comprendere meglio le sue dinamiche relazionali, imparare a gestire la paura del rifiuto e ritrovare equilibrio emotivo nei legami affettivi significativi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Teresa Romeo
sono la Dott.ssa Romeo, psicologa.
Leggendo le sue parole si percepisce una storia piena di significato, costruita nel tempo attraverso fiducia, stima e una profonda connessione emotiva. È naturale che, dopo anni di vicinanza e momenti condivisi, riemergano sentimenti autentici e il desiderio di trasformare quell’amicizia in qualcosa di più.
Dichiararsi è sempre un gesto di grande coraggio e vulnerabilità. Nonostante la sua intenzione fosse sincera e rispettosa, è comprensibile che la sua amica possa aver reagito con sorpresa o confusione, perché la dinamica del vostro rapporto è cambiata improvvisamente. Spesso, di fronte a gesti così intensi, alcune persone hanno bisogno di tempo per elaborare le emozioni e capire cosa sentono davvero.
Il suo “silenzio” può quindi non essere un rifiuto, ma piuttosto un modo per gestire un’emozione inattesa. Lei, invece, si trova in quella difficile attesa dove convivono paura del rifiuto, incertezza e bisogno di chiarezza.
È importante, in questo momento, che si conceda di riconoscere i propri vissuti: l’amore, ma anche la paura, la delusione e il bisogno di essere visto e compreso.
Le suggerirei di rispettare i suoi tempi, ma se il silenzio dovesse prolungarsi, potrebbe inviarle un messaggio semplice e sincero, che apra uno spazio di dialogo senza pressione.
In questo modo rimane coerente con i suoi sentimenti e con il rispetto che ha sempre mostrato nei suoi confronti.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe esserle utile per comprendere meglio le sue dinamiche relazionali, imparare a gestire la paura del rifiuto e ritrovare equilibrio emotivo nei legami affettivi significativi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Teresa Romeo
Quando un legame profondo si trasforma in possibilità affettiva, è naturale che uno dei due rimanga disorientato. Lei ha fatto un passo molto intenso e carico di significato; per l’altra persona può aver rappresentato uno spostamento improvviso da un equilibrio che durava da anni.
Il suo silenzio, in questo momento, non dice rifiuto, ma tempo di riorganizzare ciò che sente.
Forzare ora un chiarimento rischierebbe di trasformare la delicatezza in pressione.
La cosa più utile è non inseguire e non “riempire il silenzio”.
Lasci un piccolo spazio, e permetta che sia lei a fare il prossimo movimento: è lì che si vede se il sentimento ha direzione reciproca.
A volte, il passo più forte è attendere senza trattenere.
Il suo silenzio, in questo momento, non dice rifiuto, ma tempo di riorganizzare ciò che sente.
Forzare ora un chiarimento rischierebbe di trasformare la delicatezza in pressione.
La cosa più utile è non inseguire e non “riempire il silenzio”.
Lasci un piccolo spazio, e permetta che sia lei a fare il prossimo movimento: è lì che si vede se il sentimento ha direzione reciproca.
A volte, il passo più forte è attendere senza trattenere.
Buonasera, il suo racconto mi ha trasmesso e lasciato immaginare la sintonia e l'armonia che il vostro rapporto di amicizia aveva. Un rapporto spontaneo e naturale ricco di complicità e momenti piacevoli. Mi sembra di capire che la base del vostro rapporto fosse esternamente caratterizzato da un rispetto sincero, puro e una serie di valori e principi unici e specifici, che rendevano il vostro legame speciale.
Complimenti per la sua capacità e per il coraggio di aver aperto il proprio cuore, il proprio sentire e le proprie emozioni ad un'altra persona. Non è scontato e non è semplice, soprattutto quando il punto di partenza è l'amicizia.
Difficile interpretare ed entrare nell'elaborazione mentale della sua amica quando ha ricevuto la sua lettera che conteneva una comunicazione del suo sentire.
La reazione di "shock" da parte della sua amica, potrebbe sottendere tanti significati. Solo una comunicazione diretta e un confronto aperto potrebbero portare a comprendere la reazione e le volontà della sua amica.
La invito a prendere in considerazione la possibilità di concentrarsi sul suo sentire, sulle proprie emozioni e sul suo pensiero. Si ascolti, in una condizione di serenità; ascolti cosa le farebbe stare meglio, di che cosa avrebbe bisogno in questo momento. Mettere sul piano della bilancia il peso di una ruminazione costante o il desiderio di provare a confrontarsi con lei su una base che non è più di amicizia ma di qualcosa di diverso. Infine, in senso generale, la paura è un'emozione importante ma spesso blocca e risulta essere disfunzionale. Priva la possibilità di sperimentare, eventualmente con cautela, una certa situazione che magari si manifesta, in realtà, in maniera completamente differente rispetto a quella pensata.
Spero di esserle stato un minimo di aiuto.
Buona serata.
Vito
Complimenti per la sua capacità e per il coraggio di aver aperto il proprio cuore, il proprio sentire e le proprie emozioni ad un'altra persona. Non è scontato e non è semplice, soprattutto quando il punto di partenza è l'amicizia.
Difficile interpretare ed entrare nell'elaborazione mentale della sua amica quando ha ricevuto la sua lettera che conteneva una comunicazione del suo sentire.
La reazione di "shock" da parte della sua amica, potrebbe sottendere tanti significati. Solo una comunicazione diretta e un confronto aperto potrebbero portare a comprendere la reazione e le volontà della sua amica.
La invito a prendere in considerazione la possibilità di concentrarsi sul suo sentire, sulle proprie emozioni e sul suo pensiero. Si ascolti, in una condizione di serenità; ascolti cosa le farebbe stare meglio, di che cosa avrebbe bisogno in questo momento. Mettere sul piano della bilancia il peso di una ruminazione costante o il desiderio di provare a confrontarsi con lei su una base che non è più di amicizia ma di qualcosa di diverso. Infine, in senso generale, la paura è un'emozione importante ma spesso blocca e risulta essere disfunzionale. Priva la possibilità di sperimentare, eventualmente con cautela, una certa situazione che magari si manifesta, in realtà, in maniera completamente differente rispetto a quella pensata.
Spero di esserle stato un minimo di aiuto.
Buona serata.
Vito
Gentile utente, grazie per la condivisione. Capisco bene la delicatezza e la profondità di ciò che stai vivendo. E' evidente che questo legame per te ha un significato molto più grande di una semplice amicizia. La tua lettera è stata un gesto autentico, coraggioso e pieno di rispetto, ma ora ti trovi sospeso in quel silenzio che segue un momento di verità, e fa male perché non sai come interpretarlo. Hai compiuto un gesto molto intenso emotivamente, dopo anni di relazione affettiva e di fiducia. Hai trasformato una relazione “di base sicura” (amicizia profonda, confidente, presenza costante) in una dichiarazione sentimentale esplicita. È normale che questo sposti tutti gli equilibri e generi ansia da entrambe le parti. Il fatto che tu abbia parlato con sincerità, rispetto e delicatezza è un grande punto a tuo favore. Non hai imposto nulla: hai espresso ciò che provi.
Il suo silenzio successivo suggerisce che sia in una fase di elaborazione: è possibile che si senta confusa, perché non si aspettava una svolta romantica da parte tua; potrebbe aver paura di “perdere” il legame che per lei è stato importante; oppure, sta valutando cosa prova davvero e ha bisogno di tempo per capire se può ricambiare.
Non ci sono segnali chiari di un rifiuto netto, ma neanche di una reciprocità immediata. Siamo in una zona “sospesa”. Rispetta ancora un pò il suo silenzio. Il silenzio può essere un tempo necessario per lei. Se insisti troppo presto, rischi che si chiuda. Durante questo tempo non scriverle in modo ansioso o di controllo (“perché non rispondi?”) ma mantieni una presenza calma e coerente, ad esempio con un messaggio neutro e affettuoso tra qualche giorno.
Se dopo un po’ il silenzio continua, puoi proporre un incontro sereno non per “ottenere una risposta”, ma per condividere come ti senti ora e capire cosa desidera lei.
Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Il suo silenzio successivo suggerisce che sia in una fase di elaborazione: è possibile che si senta confusa, perché non si aspettava una svolta romantica da parte tua; potrebbe aver paura di “perdere” il legame che per lei è stato importante; oppure, sta valutando cosa prova davvero e ha bisogno di tempo per capire se può ricambiare.
Non ci sono segnali chiari di un rifiuto netto, ma neanche di una reciprocità immediata. Siamo in una zona “sospesa”. Rispetta ancora un pò il suo silenzio. Il silenzio può essere un tempo necessario per lei. Se insisti troppo presto, rischi che si chiuda. Durante questo tempo non scriverle in modo ansioso o di controllo (“perché non rispondi?”) ma mantieni una presenza calma e coerente, ad esempio con un messaggio neutro e affettuoso tra qualche giorno.
Se dopo un po’ il silenzio continua, puoi proporre un incontro sereno non per “ottenere una risposta”, ma per condividere come ti senti ora e capire cosa desidera lei.
Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Quello che Lei descrive è un momento emotivamente molto denso, in cui sentimenti a lungo trattenuti sono finalmente emersi, ma senza ricevere (almeno per ora) una risposta chiara dall’altra parte. È naturale sentirsi sospeso, diviso tra la speranza e la paura di aver “rovinato qualcosa”.
Da ciò che racconta, il legame tra voi è profondo, costruito nel tempo su fiducia, stima e complicità autentica — elementi che vanno oltre l’amicizia superficiale. La sua decisione di dichiararsi, con una lettera così sentita e rispettosa, è stata un gesto di coraggio e verità, anche se ha inevitabilmente spostato l’equilibrio del vostro rapporto.
La sua reazione — sorpresa, emozione, ma poi silenzio — non necessariamente indica un rifiuto. Più probabilmente è una fase di elaborazione: quando un amico di lunga data confessa un sentimento profondo, l’altra persona può sentirsi disorientata, costretta a rivedere la relazione sotto una luce nuova. Il suo silenzio, quindi, può essere una forma di difesa, o semplicemente il tempo che le serve per capire come collocare quello che è accaduto.
In questo momento, il passo più saggio è rispettare il suo spazio, ma senza chiudersi nel silenzio assoluto. Dopo qualche giorno o settimana, può inviarle un messaggio breve, sincero e calmo, per dire qualcosa come:
“Capisco che la mia lettera possa averti sorpresa, non era mia intenzione metterti a disagio. Tenevo solo a essere sincero. Quando e se te la sentirai, mi piacerebbe parlarne con tranquillità.”
Questo tipo di comunicazione non forza, ma mantiene il filo del rispetto e dell’apertura, lasciando a lei la libertà di avvicinarsi quando sarà pronta.
Parallelamente, Le suggerirei di riflettere anche su di sé: cosa rappresenta davvero questa ragazza per Lei? È solo l’amore di oggi, o anche un simbolo di un tempo in cui si sentiva più accolto e libero? A volte, nei sentimenti che sbocciano dopo anni, si intrecciano nostalgia, idealizzazione e bisogno di reciprocità profonda. Comprendere questi strati aiuta a restare centrati, qualunque sia la risposta che arriverà.
Se desidera approfondire come gestire l’attesa, il silenzio e la paura del rifiuto senza perdersi emotivamente, possiamo parlarne in un colloquio — in studio o online — per aiutarla a mantenere equilibrio e lucidità in questa fase così carica di emozioni.
Da ciò che racconta, il legame tra voi è profondo, costruito nel tempo su fiducia, stima e complicità autentica — elementi che vanno oltre l’amicizia superficiale. La sua decisione di dichiararsi, con una lettera così sentita e rispettosa, è stata un gesto di coraggio e verità, anche se ha inevitabilmente spostato l’equilibrio del vostro rapporto.
La sua reazione — sorpresa, emozione, ma poi silenzio — non necessariamente indica un rifiuto. Più probabilmente è una fase di elaborazione: quando un amico di lunga data confessa un sentimento profondo, l’altra persona può sentirsi disorientata, costretta a rivedere la relazione sotto una luce nuova. Il suo silenzio, quindi, può essere una forma di difesa, o semplicemente il tempo che le serve per capire come collocare quello che è accaduto.
In questo momento, il passo più saggio è rispettare il suo spazio, ma senza chiudersi nel silenzio assoluto. Dopo qualche giorno o settimana, può inviarle un messaggio breve, sincero e calmo, per dire qualcosa come:
“Capisco che la mia lettera possa averti sorpresa, non era mia intenzione metterti a disagio. Tenevo solo a essere sincero. Quando e se te la sentirai, mi piacerebbe parlarne con tranquillità.”
Questo tipo di comunicazione non forza, ma mantiene il filo del rispetto e dell’apertura, lasciando a lei la libertà di avvicinarsi quando sarà pronta.
Parallelamente, Le suggerirei di riflettere anche su di sé: cosa rappresenta davvero questa ragazza per Lei? È solo l’amore di oggi, o anche un simbolo di un tempo in cui si sentiva più accolto e libero? A volte, nei sentimenti che sbocciano dopo anni, si intrecciano nostalgia, idealizzazione e bisogno di reciprocità profonda. Comprendere questi strati aiuta a restare centrati, qualunque sia la risposta che arriverà.
Se desidera approfondire come gestire l’attesa, il silenzio e la paura del rifiuto senza perdersi emotivamente, possiamo parlarne in un colloquio — in studio o online — per aiutarla a mantenere equilibrio e lucidità in questa fase così carica di emozioni.
Buonasera, la domanda è un altra. Cosa è disposto a fare per lei?. A prescindere da 'come potrà andare. Si ascolti, assapori intensamente queste momenti. Forse le resterà 'il colore del grano '. Forse... Ma questo nessuno può saperlo...
Viva questo è il più bel regalo che si possa concedere...
Viva questo è il più bel regalo che si possa concedere...
Quello che descrivi è un legame profondo, costruito nel tempo su fiducia, affetto e continuità. La tua dichiarazione ha rappresentato un punto di svolta: per te è stato un atto di autenticità, per lei un cambiamento improvviso del quadro relazionale che forse viveva come “sicuro” proprio perché platonico. Il suo silenzio non va interpretato subito come rifiuto, ma come tempo di elaborazione: ha bisogno di ridefinire dentro di sé cosa siete, cosa prova e se è pronta a cambiare la natura del rapporto.
Ti consiglierei di rispettare ancora per poco il suo spazio, non per paura ma per rispetto, e poi — se il silenzio persiste — di scriverle qualcosa di semplice e sincero, senza riaprire la dichiarazione ma mostrando che ci sei e che tieni a lei anche come persona. Un gesto calmo e maturo può riaprire il dialogo, ma forzarla ora rischierebbe di confermare la sua confusione.
Ti consiglierei di rispettare ancora per poco il suo spazio, non per paura ma per rispetto, e poi — se il silenzio persiste — di scriverle qualcosa di semplice e sincero, senza riaprire la dichiarazione ma mostrando che ci sei e che tieni a lei anche come persona. Un gesto calmo e maturo può riaprire il dialogo, ma forzarla ora rischierebbe di confermare la sua confusione.
Buonasera, mi sembra veramente coinvolto da questo rapporto. Se lei sta male a fronte di quello che ha descritto probabilmente le conviene chiedere un incontro per chiarire, anche per avere una maggiore chiarezza per lei. Avere la possibilità di comunicare e sentire la sua narrazione. Se ha bisogno di un consulto sono disponibile anche online. Saluti Dario Martelli
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge chiaramente quanto lei tenga a questa persona e quanta cura abbia messo nel dichiararsi. Quello che però spesso dimentichiamo è che quando noi siamo pronti a parlare, l’altro potrebbe non essere pronto ad ascoltare.
Il suo gesto è stato intenso, carico di significato e di aspettative. Per lei è stata una liberazione, per lei forse è stato uno shock. È possibile che abbia bisogno di tempo per capire cosa sente, e il silenzio può essere il modo che il suo sistema emotivo sta usando per proteggersi o mettere distanza.
In questo momento la domanda non è: “Perché non risponde?”
ma piuttosto: “Sono disposto a rispettare il suo tempo, senza forzarla?”
L’amore non si misura nei gesti che facciamo, ma nello spazio che lasciamo all’altro di scegliere.
Il consiglio è questo: rispetti il suo silenzio adesso.
Un messaggio breve e leggero, non emotivamente carico, può essere inviato più avanti, se sente il bisogno di chiudere con chiarezza, ad esempio: “Se ti va, mi piacerebbe parlare quando ti sentirai pronta.”
Da ciò che racconta si può dedurre che lei ha avuto il coraggio di dichiararsi; ora è l’altro lato della relazione che deve mostrare se c’è reciprocità.
A volte il passo successivo non è fare di più, ma fermarsi e osservare cosa fa l’altro.
da ciò che racconta emerge chiaramente quanto lei tenga a questa persona e quanta cura abbia messo nel dichiararsi. Quello che però spesso dimentichiamo è che quando noi siamo pronti a parlare, l’altro potrebbe non essere pronto ad ascoltare.
Il suo gesto è stato intenso, carico di significato e di aspettative. Per lei è stata una liberazione, per lei forse è stato uno shock. È possibile che abbia bisogno di tempo per capire cosa sente, e il silenzio può essere il modo che il suo sistema emotivo sta usando per proteggersi o mettere distanza.
In questo momento la domanda non è: “Perché non risponde?”
ma piuttosto: “Sono disposto a rispettare il suo tempo, senza forzarla?”
L’amore non si misura nei gesti che facciamo, ma nello spazio che lasciamo all’altro di scegliere.
Il consiglio è questo: rispetti il suo silenzio adesso.
Un messaggio breve e leggero, non emotivamente carico, può essere inviato più avanti, se sente il bisogno di chiudere con chiarezza, ad esempio: “Se ti va, mi piacerebbe parlare quando ti sentirai pronta.”
Da ciò che racconta si può dedurre che lei ha avuto il coraggio di dichiararsi; ora è l’altro lato della relazione che deve mostrare se c’è reciprocità.
A volte il passo successivo non è fare di più, ma fermarsi e osservare cosa fa l’altro.
Capisco bene la confusione e la paura che stai provando — dopo una storia così lunga di amicizia e legame profondo, dichiararsi è un passo enorme. Quello che hai fatto richiede coraggio, sincerità e rispetto: hai scelto di essere autentico, e non c’è niente di più onesto di questo.
Provo a darti un punto di vista più “umano” e concreto, come se fossi un amico che ti ascolta davanti a un caffè:
Da quello che racconti, tra voi c’è sempre stata una connessione vera, fatta di fiducia, leggerezza e stima reciproca. È evidente che il vostro legame andasse oltre una semplice amicizia “di superficie”, anche se forse nessuno dei due l’aveva mai messo davvero in chiaro. Lei si fidava di te, ti coinvolgeva nella sua vita e nei momenti importanti: questo tipo di legame profondo è raro, e lo sapeva anche lei.
Poi, quando hai deciso di dichiararti, lo hai fatto con un gesto intenso, carico di emozione. E qui sta il punto: non è detto che lei non provi nulla, ma molto probabilmente è rimasta spiazzata. Per anni ti ha visto come un punto fermo, un amico sicuro, una figura “stabile”. Sentire che quella stabilità ora cambia, può creare in lei un terremoto emotivo — e il silenzio può essere proprio il modo con cui sta cercando di capire come si sente davvero.
Provo a darti un punto di vista più “umano” e concreto, come se fossi un amico che ti ascolta davanti a un caffè:
Da quello che racconti, tra voi c’è sempre stata una connessione vera, fatta di fiducia, leggerezza e stima reciproca. È evidente che il vostro legame andasse oltre una semplice amicizia “di superficie”, anche se forse nessuno dei due l’aveva mai messo davvero in chiaro. Lei si fidava di te, ti coinvolgeva nella sua vita e nei momenti importanti: questo tipo di legame profondo è raro, e lo sapeva anche lei.
Poi, quando hai deciso di dichiararti, lo hai fatto con un gesto intenso, carico di emozione. E qui sta il punto: non è detto che lei non provi nulla, ma molto probabilmente è rimasta spiazzata. Per anni ti ha visto come un punto fermo, un amico sicuro, una figura “stabile”. Sentire che quella stabilità ora cambia, può creare in lei un terremoto emotivo — e il silenzio può essere proprio il modo con cui sta cercando di capire come si sente davvero.
Grazie per aver condiviso la Sua storia. Prendo atto della situazione che Lei ha descritto, caratterizzata da una lunga amicizia e da un'evoluzione complessa dei Suoi sentimenti.
È utile considerare come le storie che ci raccontiamo sulle relazioni influenzino il modo in cui le viviamo. In questo caso, Lei ha condiviso una narrazione ricca di momenti significativi e di connessione profonda con questa persona.
Potrebbe essere utile per Lei riflettere su quali aspettative ha riguardo alla Sua reazione e su come queste aspettative stiano influenzando la Sua attuale esperienza di incertezza.
Considerando il silenzio attuale, potrebbe valutare se questo sia per Lei un'occasione per elaborare ulteriormente i Suoi sentimenti e per dare spazio all'altra persona di fare altrettanto.
Se desidera esplorare ulteriormente questi aspetti e valutare le possibili opzioni per gestire questa situazione, resto a Sua disposizione.
È utile considerare come le storie che ci raccontiamo sulle relazioni influenzino il modo in cui le viviamo. In questo caso, Lei ha condiviso una narrazione ricca di momenti significativi e di connessione profonda con questa persona.
Potrebbe essere utile per Lei riflettere su quali aspettative ha riguardo alla Sua reazione e su come queste aspettative stiano influenzando la Sua attuale esperienza di incertezza.
Considerando il silenzio attuale, potrebbe valutare se questo sia per Lei un'occasione per elaborare ulteriormente i Suoi sentimenti e per dare spazio all'altra persona di fare altrettanto.
Se desidera esplorare ulteriormente questi aspetti e valutare le possibili opzioni per gestire questa situazione, resto a Sua disposizione.
Buongiorno,
grazie per aver raccontato in modo così dettagliato una storia importante per lei. Dalle sue parole emerge un legame profondo, costruito negli anni su fiducia, stima e complicità, che per lei ha assunto sempre più i tratti di un sentimento affettivo.
È comprensibile che, dopo aver condiviso apertamente le sue emozioni, si trovi ora in una fase di incertezza e timore rispetto alla sua reazione. Il passaggio da un rapporto di lunga amicizia a una possibile relazione romantica è delicato, e può attivare emozioni intense per entrambe le persone coinvolte.
In situazioni come questa può essere utile considerare alcuni aspetti:
I tempi dell’altra persona: una dichiarazione importante può richiedere spazio per essere elaborata, soprattutto se inattesa. Il silenzio, in alcuni casi, non è rifiuto ma necessità di riflettere.
I suoi bisogni emotivi: la sua sofferenza attuale segnala quanto questo legame sia significativo per lei. Prendersi cura di sé, e comprendere cosa desidera e cosa teme, può aiutarla a muoversi con maggiore serenità.
Il rispetto reciproco: lasciare spazio, mantenere un atteggiamento aperto e disponibile, ma senza pressioni, può essere una scelta rispettosa sia verso sé stesso sia verso di lei.
Se sente che l’attesa le genera troppa ansia o ruminazione, potrebbe essere utile aiutarla nella regolazione emotiva e nella chiarezza dei propri bisogni attraverso un percorso di supporto psicologico. Un confronto in un contesto protetto può sostenerla nell’esplorare aspettative, paure e possibili passi successivi, qualunque sia l’esito relazionale.
Resto a disposizione se volesse approfondire il tema.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Elisabetta Eaglesham
grazie per aver raccontato in modo così dettagliato una storia importante per lei. Dalle sue parole emerge un legame profondo, costruito negli anni su fiducia, stima e complicità, che per lei ha assunto sempre più i tratti di un sentimento affettivo.
È comprensibile che, dopo aver condiviso apertamente le sue emozioni, si trovi ora in una fase di incertezza e timore rispetto alla sua reazione. Il passaggio da un rapporto di lunga amicizia a una possibile relazione romantica è delicato, e può attivare emozioni intense per entrambe le persone coinvolte.
In situazioni come questa può essere utile considerare alcuni aspetti:
I tempi dell’altra persona: una dichiarazione importante può richiedere spazio per essere elaborata, soprattutto se inattesa. Il silenzio, in alcuni casi, non è rifiuto ma necessità di riflettere.
I suoi bisogni emotivi: la sua sofferenza attuale segnala quanto questo legame sia significativo per lei. Prendersi cura di sé, e comprendere cosa desidera e cosa teme, può aiutarla a muoversi con maggiore serenità.
Il rispetto reciproco: lasciare spazio, mantenere un atteggiamento aperto e disponibile, ma senza pressioni, può essere una scelta rispettosa sia verso sé stesso sia verso di lei.
Se sente che l’attesa le genera troppa ansia o ruminazione, potrebbe essere utile aiutarla nella regolazione emotiva e nella chiarezza dei propri bisogni attraverso un percorso di supporto psicologico. Un confronto in un contesto protetto può sostenerla nell’esplorare aspettative, paure e possibili passi successivi, qualunque sia l’esito relazionale.
Resto a disposizione se volesse approfondire il tema.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Elisabetta Eaglesham
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