Buongiorno dottori faccio questo post perchè soffro d'ansia da tanti anni oramai, infatti sono in cu
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Buongiorno dottori faccio questo post perchè soffro d'ansia da tanti anni oramai, infatti sono in cura con antidepressivo tramite il mio medico di base, quindi come potete capire non sono mai stato da un psichiatra, solo che in questo periodo sto avendo sbandamenti h24 che in certi momenti quando per esempio gioco, essendo che faccio streaming, oppure se leggo, ho guardo delle foto mi causa sbandamenti piu accentuati, adesso non so se la causa sia dovuto alla mia ansia oppure alla mia cervicale perchè non bastava l'ansia ci voleva anche la cervicale... quindi faccio due domande se posso...
1- essendo che faccio stremaing per tante ore anche 6 ore al giorno perchè per me è come un lavoro ci guadagno, mi succede che quando esco fuori mi sento come disorintato dal mondo che mi circonda, quindi vorrei chiedere questa cosa di disorientamento mi devo preoccupare? cioè può portare del tutto una perdita di contatto con il mondo?
2- i miei sbandamenti sono piu conducibili ad ansia o altro... essendo che mi succede che sento anche un piccolo fischio come sibillo da l'orecchio...
Vi Ringrazio in anticipo per le risposte...
1- essendo che faccio stremaing per tante ore anche 6 ore al giorno perchè per me è come un lavoro ci guadagno, mi succede che quando esco fuori mi sento come disorintato dal mondo che mi circonda, quindi vorrei chiedere questa cosa di disorientamento mi devo preoccupare? cioè può portare del tutto una perdita di contatto con il mondo?
2- i miei sbandamenti sono piu conducibili ad ansia o altro... essendo che mi succede che sento anche un piccolo fischio come sibillo da l'orecchio...
Vi Ringrazio in anticipo per le risposte...
Buongiorno, comprendo profondamente quanto possa essere estenuante convivere con l'ansia per così tanto tempo e quanto sia frustrante sentirsi limitati proprio in un'attività che ami e che per te rappresenta un lavoro importante come lo streaming. Quello che descrivi come disorientamento o sensazione di "perdita di contatto" quando esci dopo molte ore davanti allo schermo è un fenomeno molto comune in chi soffre d'ansia e spesso prende il nome di derealizzazione: non è un segno di follia né porterà mai a una perdita reale del contatto con il mondo, ma è piuttosto un meccanismo di difesa del tuo sistema nervoso che, dopo uno stress visivo e mentale prolungato, cerca di "staccare la spina" per proteggersi. Per quanto riguarda gli sbandamenti e il sibilo all'orecchio, è molto probabile che ci sia una forte sinergia tra la tensione muscolare della zona cervicale — dovuta alle tante ore nella stessa posizione durante le dirette — e lo stato ansioso che tende a somatizzare proprio in quella zona, creando una sorta di circolo vizioso dove l'ansia irrigidisce il collo e il collo rigido alimenta l'instabilità. Il mio consiglio è quello di non spaventarti perché questi sintomi, per quanto fastidiosi, sono gestibili: potrebbe essere utilissimo affiancare alla terapia farmacologica del tuo medico di base un percorso psicologico per imparare a gestire l'ansia alla radice e magari consultare uno specialista per la postura, così da permetterti di continuare a fare streaming con la serenità e l'energia che meriti.Ti piacerebbe se approfondissimo insieme come gestire questi momenti di disorientamento proprio mentre finisci le tue sessioni di streaming?
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Gentile utente,
Cosa intende per "sbandamenti"? Provi a rivolgersi al suo medico per capire se sono riconducibili alla cervicale. Una volta escluse cause organiche se il sintomo dovesse ripresentarsi occorre rivolgersi a un professionista (psicoterapeuta) con cui comprendere qual è il motivo della sua ansia e come poterla affrontare perchè non le comprometta la quotidianità.
Cosa intende per "sbandamenti"? Provi a rivolgersi al suo medico per capire se sono riconducibili alla cervicale. Una volta escluse cause organiche se il sintomo dovesse ripresentarsi occorre rivolgersi a un professionista (psicoterapeuta) con cui comprendere qual è il motivo della sua ansia e come poterla affrontare perchè non le comprometta la quotidianità.
Buonasera, purtroppo capita troppo spesso che i medici di base prescrivono farmaci che andrebbero più accuratamente ponderati. La cervicale è un problema estremamente diffuso, e la postura che lei assume durante gli streaming non ne favorisce certo il benessere. Per quanto riguarda il disorientamento e il fischio, che potrebbero essere collegati, consiglio per prima cosa una visita presso un otorino. Passare molto tempo immersi in una realtà virtuale può causare qualche difficoltà quando si riemerge nella vita di tutti i giorni. Le auguro di prendere in considerazione questi semplici consigli
Provo a rispondere ai Suoi punti.
1. Sensazione di disorientamento dopo molte ore di streaming
Stare 5–6 ore consecutive davanti a uno schermo, con elevato livello di concentrazione e attivazione, può affaticare molto il sistema visivo, cervicale e attentivo. La sensazione di “uscire” e percepirsi disorientato o come distaccato dall’ambiente è frequente in condizioni di stress prolungato, sovraccarico sensoriale o ansia elevata.
Questo tipo di vissuto, per quanto spiacevole, non equivale a una perdita di contatto con la realtà e non conduce automaticamente a condizioni psicotiche. È spesso una manifestazione ansiosa o dissociativa leggera legata a iperattivazione e affaticamento.
2. Sbandamenti e fischio all’orecchio
Gli “sbandamenti” possono avere più origini:
ansia (iperventilazione, tensione muscolare, ipercontrollo corporeo);
tensione cervicale;
componente vestibolare (orecchio interno), soprattutto se riferisce anche un lieve fischio/sibillo (acufene).
Proprio per la presenza del sintomo auricolare, prima di attribuire tutto all’ansia, sarebbe opportuno un consulto medico mirato (otorinolaringoiatra o valutazione neurologica/vestibolare), così da escludere cause organiche. Quando i sintomi sono misti, è sempre corretto procedere per esclusione.
Parallelamente, il fatto che sia in terapia con antidepressivo prescritto dal medico di base ma non abbia mai effettuato una valutazione psichiatrica potrebbe essere un aspetto da riconsiderare: uno specialista può rivalutare terapia, dosaggi ed eventuali aggiustamenti.
Infine, al di là della componente organica, l’ansia cronica tende a mantenere uno stato di allerta costante che amplifica ogni sensazione corporea. Un percorso psicologico può aiutarLa a lavorare su questo meccanismo, riducendo il circolo vizioso tra sintomo fisico e preoccupazione.
1. Sensazione di disorientamento dopo molte ore di streaming
Stare 5–6 ore consecutive davanti a uno schermo, con elevato livello di concentrazione e attivazione, può affaticare molto il sistema visivo, cervicale e attentivo. La sensazione di “uscire” e percepirsi disorientato o come distaccato dall’ambiente è frequente in condizioni di stress prolungato, sovraccarico sensoriale o ansia elevata.
Questo tipo di vissuto, per quanto spiacevole, non equivale a una perdita di contatto con la realtà e non conduce automaticamente a condizioni psicotiche. È spesso una manifestazione ansiosa o dissociativa leggera legata a iperattivazione e affaticamento.
2. Sbandamenti e fischio all’orecchio
Gli “sbandamenti” possono avere più origini:
ansia (iperventilazione, tensione muscolare, ipercontrollo corporeo);
tensione cervicale;
componente vestibolare (orecchio interno), soprattutto se riferisce anche un lieve fischio/sibillo (acufene).
Proprio per la presenza del sintomo auricolare, prima di attribuire tutto all’ansia, sarebbe opportuno un consulto medico mirato (otorinolaringoiatra o valutazione neurologica/vestibolare), così da escludere cause organiche. Quando i sintomi sono misti, è sempre corretto procedere per esclusione.
Parallelamente, il fatto che sia in terapia con antidepressivo prescritto dal medico di base ma non abbia mai effettuato una valutazione psichiatrica potrebbe essere un aspetto da riconsiderare: uno specialista può rivalutare terapia, dosaggi ed eventuali aggiustamenti.
Infine, al di là della componente organica, l’ansia cronica tende a mantenere uno stato di allerta costante che amplifica ogni sensazione corporea. Un percorso psicologico può aiutarLa a lavorare su questo meccanismo, riducendo il circolo vizioso tra sintomo fisico e preoccupazione.
Gentile Utente,
comprendo la sua preoccupazione; quando i sintomi sono persistenti e incidono anche sull’attività lavorativa è naturale temere che ci sia qualcosa di serio.
Le sensazioni di “sbandamento” e disorientamento sono molto frequenti nei disturbi d’ansia. L’ansia, infatti, non si manifesta solo con agitazione o tachicardia, ma anche con instabilità, senso di testa leggera, derealizzazione (sensazione di estraneità dall’ambiente pur sapendo che è reale), tensione muscolare e talvolta lievi acufeni.
Stare molte ore consecutive in streaming, concentrato davanti a uno schermo, può accentuare affaticamento visivo, tensione cervicale e iperattivazione del sistema nervoso. Inoltre il passaggio improvviso dall’ambiente digitale a quello esterno può far percepire una temporanea sensazione di “stranezza” o disorientamento. Questo, di per sé, non indica una perdita di contatto con la realtà in senso psichiatrico.
Detto ciò, quando un sintomo è continuo è corretto non attribuirlo automaticamente solo all’ansia. Il piccolo fischio all’orecchio e la sensazione di instabilità meritano un inquadramento medico per escludere cause otorinolaringoiatriche o vestibolari, così come una valutazione della componente cervicale.
Considerato che assume un antidepressivo prescritto dal medico di base e che riferisce un’ansia di lunga durata, potrebbe essere utile anche una valutazione psichiatrica per verificare l’adeguatezza della terapia in termini di molecola e dosaggio.
Accanto agli accertamenti medici, le suggerirei di valutare un percorso psicologico. L’ansia cronica spesso mantiene il sistema nervoso in uno stato di iperattivazione costante e può amplificare la percezione dei sintomi fisici. Un lavoro psicoterapeutico può aiutarla a comprendere i meccanismi che sostengono l’ansia, a ridurre l’ipercontrollo corporeo e a sviluppare strumenti più efficaci di regolazione emotiva, con benefici anche sui sintomi somatici.
In sintesi, i disturbi che descrive possono essere compatibili con un quadro ansioso, ma è opportuno escludere cause organiche e fare un punto sia farmacologico sia psicologico. Con un inquadramento completo è possibile intervenire in modo mirato e ottenere un miglioramento significativo.
Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
comprendo la sua preoccupazione; quando i sintomi sono persistenti e incidono anche sull’attività lavorativa è naturale temere che ci sia qualcosa di serio.
Le sensazioni di “sbandamento” e disorientamento sono molto frequenti nei disturbi d’ansia. L’ansia, infatti, non si manifesta solo con agitazione o tachicardia, ma anche con instabilità, senso di testa leggera, derealizzazione (sensazione di estraneità dall’ambiente pur sapendo che è reale), tensione muscolare e talvolta lievi acufeni.
Stare molte ore consecutive in streaming, concentrato davanti a uno schermo, può accentuare affaticamento visivo, tensione cervicale e iperattivazione del sistema nervoso. Inoltre il passaggio improvviso dall’ambiente digitale a quello esterno può far percepire una temporanea sensazione di “stranezza” o disorientamento. Questo, di per sé, non indica una perdita di contatto con la realtà in senso psichiatrico.
Detto ciò, quando un sintomo è continuo è corretto non attribuirlo automaticamente solo all’ansia. Il piccolo fischio all’orecchio e la sensazione di instabilità meritano un inquadramento medico per escludere cause otorinolaringoiatriche o vestibolari, così come una valutazione della componente cervicale.
Considerato che assume un antidepressivo prescritto dal medico di base e che riferisce un’ansia di lunga durata, potrebbe essere utile anche una valutazione psichiatrica per verificare l’adeguatezza della terapia in termini di molecola e dosaggio.
Accanto agli accertamenti medici, le suggerirei di valutare un percorso psicologico. L’ansia cronica spesso mantiene il sistema nervoso in uno stato di iperattivazione costante e può amplificare la percezione dei sintomi fisici. Un lavoro psicoterapeutico può aiutarla a comprendere i meccanismi che sostengono l’ansia, a ridurre l’ipercontrollo corporeo e a sviluppare strumenti più efficaci di regolazione emotiva, con benefici anche sui sintomi somatici.
In sintesi, i disturbi che descrive possono essere compatibili con un quadro ansioso, ma è opportuno escludere cause organiche e fare un punto sia farmacologico sia psicologico. Con un inquadramento completo è possibile intervenire in modo mirato e ottenere un miglioramento significativo.
Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
Buonasera, capisco bene la preoccupazione, soprattutto quando i sintomi sono continui e interferiscono con il lavoro. Quando si vive con l’ansia da anni, il corpo diventa molto sensibile a qualsiasi variazione fisica e questo può amplificare tutto.
Parto dalla cosa più importante: la sensazione di disorientamento che descrive, quel sentirsi “strano” quando esce dopo molte ore di streaming, non è una perdita di contatto con la realtà. È molto più spesso un fenomeno di derealizzazione legato a stress, sovraccarico visivo e attivazione ansiosa prolungata. Sei ore davanti a uno schermo, con concentrazione alta, luci, cuffie, stimoli continui, tengono il sistema nervoso in uno stato di attivazione costante. Quando poi esce, il cervello deve riadattarsi agli stimoli reali e può dare quella sensazione di irrealtà o disorientamento. Non è psicosi, non è “impazzire”: è un sistema nervoso affaticato.
Gli “sbandamenti” h24 sono molto frequentemente associati all’ansia cronica. L’ansia può dare instabilità soggettiva, testa leggera, sensazione di ondeggiamento, soprattutto quando si è iperfocalizzati sulle sensazioni corporee. Il fatto che aumentino mentre gioca, legge o guarda foto indica che c’è una componente visiva e attentiva importante: anche questo è tipico sia del sovraccarico da schermo sia della tensione cervicale.
Il piccolo fischio all’orecchio può essere legato a tensione muscolare, cervicale o stress. L’ansia aumenta la contrattura muscolare e può influire anche sulla percezione dei suoni interni. Questo non significa automaticamente qualcosa di grave, ma una valutazione medica (anche solo dal medico curante o eventualmente un controllo ORL) può aiutarla a togliersi il dubbio e ridurre l’ansia.
C’è però un punto centrale: sta assumendo un antidepressivo senza una valutazione specialistica psichiatrica. Non è “sbagliato”, ma quando i sintomi cambiano o si intensificano è importante un inquadramento più preciso, anche solo per capire se il dosaggio è adeguato o se c’è una componente somatica da approfondire.
Non sta perdendo il contatto con il mondo. Sta vivendo un sistema nervoso in iperattivazione cronica, probabilmente aggravato da tante ore di streaming senza pause strutturate.
Le consiglierei tre cose concrete: inserire pause obbligatorie durante le dirette, ridurre l’esposizione continua allo schermo quando può, e programmare una valutazione specialistica per avere un quadro chiaro. E se vuole, possiamo lavorare insieme in modo più approfondito sull’ansia di base, perché quando quella si stabilizza, anche gli sbandamenti tendono a ridursi in modo significativo.
Parto dalla cosa più importante: la sensazione di disorientamento che descrive, quel sentirsi “strano” quando esce dopo molte ore di streaming, non è una perdita di contatto con la realtà. È molto più spesso un fenomeno di derealizzazione legato a stress, sovraccarico visivo e attivazione ansiosa prolungata. Sei ore davanti a uno schermo, con concentrazione alta, luci, cuffie, stimoli continui, tengono il sistema nervoso in uno stato di attivazione costante. Quando poi esce, il cervello deve riadattarsi agli stimoli reali e può dare quella sensazione di irrealtà o disorientamento. Non è psicosi, non è “impazzire”: è un sistema nervoso affaticato.
Gli “sbandamenti” h24 sono molto frequentemente associati all’ansia cronica. L’ansia può dare instabilità soggettiva, testa leggera, sensazione di ondeggiamento, soprattutto quando si è iperfocalizzati sulle sensazioni corporee. Il fatto che aumentino mentre gioca, legge o guarda foto indica che c’è una componente visiva e attentiva importante: anche questo è tipico sia del sovraccarico da schermo sia della tensione cervicale.
Il piccolo fischio all’orecchio può essere legato a tensione muscolare, cervicale o stress. L’ansia aumenta la contrattura muscolare e può influire anche sulla percezione dei suoni interni. Questo non significa automaticamente qualcosa di grave, ma una valutazione medica (anche solo dal medico curante o eventualmente un controllo ORL) può aiutarla a togliersi il dubbio e ridurre l’ansia.
C’è però un punto centrale: sta assumendo un antidepressivo senza una valutazione specialistica psichiatrica. Non è “sbagliato”, ma quando i sintomi cambiano o si intensificano è importante un inquadramento più preciso, anche solo per capire se il dosaggio è adeguato o se c’è una componente somatica da approfondire.
Non sta perdendo il contatto con il mondo. Sta vivendo un sistema nervoso in iperattivazione cronica, probabilmente aggravato da tante ore di streaming senza pause strutturate.
Le consiglierei tre cose concrete: inserire pause obbligatorie durante le dirette, ridurre l’esposizione continua allo schermo quando può, e programmare una valutazione specialistica per avere un quadro chiaro. E se vuole, possiamo lavorare insieme in modo più approfondito sull’ansia di base, perché quando quella si stabilizza, anche gli sbandamenti tendono a ridursi in modo significativo.
Gentile utente, questa tipologia di sintomi sono da approfondire con una figura medica, preferibilmente proprio uno psichiatra, perchè assumendo lei dei farmaci, ha bisogno di un consulto specifico. Successivamente potrà eventualmente indagare anche correlazioni psicosomatiche con uno psicologo. Ma per adesso la priorità è la figura medica, per avere chiarezza. Un caro saluto
Buongiorno, la ringrazio per aver descritto in modo così chiaro quello che sta vivendo, perché si sente quanto questi sintomi la stiano affaticando e preoccupando. Convivere da anni con l’ansia e trovarsi ora anche con sbandamenti continui, sensazione di disorientamento e quel piccolo fischio all’orecchio può far pensare che stia succedendo qualcosa di grave o fuori controllo. È comprensibile che si ponga delle domande. Parto dal primo punto che la spaventa di più, cioè la sensazione di disorientamento quando esce dopo molte ore di streaming. Trascorrere sei ore al giorno davanti a uno schermo, concentrato su immagini in movimento, luci, suoni, interazioni continue, significa tenere il cervello in uno stato di attivazione costante. Quando poi si passa improvvisamente dall’ambiente digitale a quello reale, il sistema percettivo deve riadattarsi. È un po’ come quando si scende da una nave o si toglie un visore: per qualche minuto tutto può sembrare leggermente “strano”. Se a questo si aggiunge una predisposizione ansiosa, la mente tende a interpretare quella sensazione come pericolosa, amplificandola. La percezione di sentirsi disorientato o “distante” dal mondo non equivale a perdere il contatto con la realtà. È una sensazione soggettiva, molto comune negli stati d’ansia, che può dare l’impressione di irrealtà o di confusione, ma non porta alla follia né alla perdita definitiva di controllo. Più ci si chiede “e se stessi perdendo il contatto?”, più il cervello entra in allerta e la sensazione aumenta. È il timore che la mantiene viva, non un processo che sta degenerando. Per quanto riguarda gli sbandamenti, l’ansia può incidere molto sull’equilibrio. Quando siamo in tensione cronica, il respiro tende a cambiare, i muscoli del collo e delle spalle si irrigidiscono, la percezione corporea diventa più sensibile. Anche una lieve tensione cervicale può accentuare la sensazione di instabilità. In più, l’attenzione costante al sintomo lo rende più presente. Il piccolo fischio all’orecchio può comparire in periodi di stress o affaticamento, e se lo si monitora continuamente diventa più evidente. Un aspetto centrale è proprio questo: quando l’ansia è presente da anni, il corpo viene osservato con grande attenzione. Ogni minima variazione diventa un segnale da analizzare. Questo controllo continuo, anche se nasce con l’intenzione di rassicurarsi, finisce per mantenere il sistema in uno stato di allarme. Può essere utile introdurre alcune modifiche pratiche nella sua routine di streaming. Fare pause regolari, alzarsi, muovere il corpo, distendere il collo, distogliere lo sguardo dallo schermo e guardare oggetti lontani aiuta il sistema visivo e quello dell’equilibrio a non restare sovraccarichi. Anche quando termina la sessione, concedersi un passaggio graduale verso l’esterno, magari con una breve camminata tranquilla, può facilitare il riadattamento. Allo stesso tempo, lavorare sul modo in cui interpreta queste sensazioni è fondamentale. Se ogni sbandamento viene letto come segnale di qualcosa di grave, l’ansia sale e il sintomo aumenta. Se invece viene riconosciuto come una reazione del corpo allo stress o alla stanchezza, tende a perdere intensità più rapidamente. Il fatto che lei riesca comunque a lavorare, a fare streaming per ore e a svolgere le sue attività è già un indicatore importante: significa che, nonostante il disagio, mantiene il controllo e la funzionalità. Questo contraddice l’idea che stia perdendo contatto con il mondo. Se sente che questi sintomi stanno diventando troppo centrali nella sua vita, affiancare al percorso medico un lavoro psicologico specifico sull’ansia può aiutarla a ridurre l’ipervigilanza corporea e a spezzare il circolo tra paura e sintomo. Con gli strumenti giusti è possibile diminuire in modo significativo sia la frequenza sia l’intensità degli sbandamenti. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
parla di sbandamenti e di disorientamento, potrebbere essere che soffrire di ansia e di cervicale, possa incentivare determinate sensazioni, parimenti si potrebbe dare uno spazio di pensabilità maggiore al suo sentirsi disorientato nel mondo che la circonda o nelle dinamiche relazionali che incontra. Si potrebbe avere uno spazio di riflessione maggiore.
Dottoressa Landolfo
parla di sbandamenti e di disorientamento, potrebbere essere che soffrire di ansia e di cervicale, possa incentivare determinate sensazioni, parimenti si potrebbe dare uno spazio di pensabilità maggiore al suo sentirsi disorientato nel mondo che la circonda o nelle dinamiche relazionali che incontra. Si potrebbe avere uno spazio di riflessione maggiore.
Dottoressa Landolfo
Buongiorno,
essendo anche un gamer nel tempo libero, ed avendo io stesso affrontato in passato un percorso per lavorare sulla mia ansia, comprendo particolarmente la sua storia.
Mi piacerebbe proporle un colloquio conoscitivo gratuito (anche online se preferisce) nel quale poterle fare ulteriori domande per approfondire la sua storia.
Resto a sua disposizione,
auguri per tutto.
Dott. Marco Feola
essendo anche un gamer nel tempo libero, ed avendo io stesso affrontato in passato un percorso per lavorare sulla mia ansia, comprendo particolarmente la sua storia.
Mi piacerebbe proporle un colloquio conoscitivo gratuito (anche online se preferisce) nel quale poterle fare ulteriori domande per approfondire la sua storia.
Resto a sua disposizione,
auguri per tutto.
Dott. Marco Feola
Buongiorno,
quello che descrive è molto frequente nelle persone che soffrono d’ansia da tempo. Sensazioni di sbandamento, instabilità, percezione di “irrealtà” quando si esce dopo molte ore davanti allo schermo, così come piccoli sibili all’orecchio, possono essere manifestazioni legate sia a uno stato di forte attivazione ansiosa sia a tensioni muscolari e affaticamento (soprattutto se passa molte ore consecutive in streaming).
L’ansia può produrre sintomi fisici molto intensi e convincenti, tra cui derealizzazione e paura di perdere il contatto con la realtà. È importante rassicurarla su questo punto: queste sensazioni, per quanto spiacevoli, non portano a “impazzire” né a una reale perdita di contatto con il mondo. La paura che ciò accada è essa stessa un sintomo dell’ansia.
Detto questo, se gli sbandamenti sono continui e presenti h24, è opportuno non attribuire tutto automaticamente all’ansia. Un approfondimento medico, anche specialistico, può aiutare a escludere componenti organiche e, paradossalmente, ridurre l’ansia legata al dubbio.
Infine, consideri che sta assumendo un antidepressivo senza una valutazione psichiatrica: se i sintomi persistono o cambiano, un consulto specialistico e un percorso psicoterapeutico potrebbero aiutarla a rivedere la gestione complessiva del disturbo.
quello che descrive è molto frequente nelle persone che soffrono d’ansia da tempo. Sensazioni di sbandamento, instabilità, percezione di “irrealtà” quando si esce dopo molte ore davanti allo schermo, così come piccoli sibili all’orecchio, possono essere manifestazioni legate sia a uno stato di forte attivazione ansiosa sia a tensioni muscolari e affaticamento (soprattutto se passa molte ore consecutive in streaming).
L’ansia può produrre sintomi fisici molto intensi e convincenti, tra cui derealizzazione e paura di perdere il contatto con la realtà. È importante rassicurarla su questo punto: queste sensazioni, per quanto spiacevoli, non portano a “impazzire” né a una reale perdita di contatto con il mondo. La paura che ciò accada è essa stessa un sintomo dell’ansia.
Detto questo, se gli sbandamenti sono continui e presenti h24, è opportuno non attribuire tutto automaticamente all’ansia. Un approfondimento medico, anche specialistico, può aiutare a escludere componenti organiche e, paradossalmente, ridurre l’ansia legata al dubbio.
Infine, consideri che sta assumendo un antidepressivo senza una valutazione psichiatrica: se i sintomi persistono o cambiano, un consulto specialistico e un percorso psicoterapeutico potrebbero aiutarla a rivedere la gestione complessiva del disturbo.
Buonasera,
i sintomi che descrive (sbandamenti, disorientamento dopo molte ore al PC, accentuazione durante attività visive intense, lieve fischio all’orecchio) possono avere più cause: ansia con fenomeni di derealizzazione, affaticamento visivo-posturale, tensione cervicale o anche componente vestibolare.
Il disorientamento non significa perdita di contatto con la realtà: se è consapevole di ciò che accade, non si tratta di un distacco psicotico. L’ansia può amplificare molto le sensazioni corporee, ma è opportuno escludere anche cause mediche (valutazione ORL e cervicale).
Il fatto che sia in terapia solo con il medico di base rende utile una valutazione specialistica per capire se la cura sia adeguata o da modulare.
Se lo desidera possiamo approfondire la questione fissando un colloquio con me.
un saluto,
dott.ssa Pisano
i sintomi che descrive (sbandamenti, disorientamento dopo molte ore al PC, accentuazione durante attività visive intense, lieve fischio all’orecchio) possono avere più cause: ansia con fenomeni di derealizzazione, affaticamento visivo-posturale, tensione cervicale o anche componente vestibolare.
Il disorientamento non significa perdita di contatto con la realtà: se è consapevole di ciò che accade, non si tratta di un distacco psicotico. L’ansia può amplificare molto le sensazioni corporee, ma è opportuno escludere anche cause mediche (valutazione ORL e cervicale).
Il fatto che sia in terapia solo con il medico di base rende utile una valutazione specialistica per capire se la cura sia adeguata o da modulare.
Se lo desidera possiamo approfondire la questione fissando un colloquio con me.
un saluto,
dott.ssa Pisano
Buonasera,
capisco la fatica che descrive: convivere da anni con l’ansia può essere molto logorante, e quando compaiono nuovi sintomi – come sbandamenti, senso di disorientamento o fischi all’orecchio – è naturale preoccuparsi.
Le sensazioni di “irrealtà” o di disorientamento dopo molte ore di streaming possono essere legate sia a fattori fisici (affaticamento visivo, postura prolungata, tensione cervicale, sovraccarico sensoriale) sia a componenti ansiose. L’ansia, soprattutto quando è persistente, può amplificare percezioni corporee come vertigini leggere, instabilità o acufeni, generando un circolo vizioso tra sintomo e preoccupazione.
Il disorientamento che descrive, per come lo racconta, non equivale di per sé a una “perdita di contatto con la realtà”. Più spesso si tratta di fenomeni di derealizzazione legati a stress e affaticamento, che pur essendo spiacevoli non sono indice di “follia” o di rottura con il mondo.
Detto questo, quando compaiono sintomi nuovi o persistenti è sempre opportuno un confronto medico: potrebbe essere utile valutare con il medico curante l’opportunità di una visita specialistica (ad esempio neurologica o otorinolaringoiatrica) per escludere cause organiche, oltre a riconsiderare insieme la terapia farmacologica.
Parallelamente, un percorso psicoterapeutico può aiutarla a lavorare in modo più strutturato sull’ansia, sulla gestione dell’attivazione corporea e sui meccanismi che mantengono il disagio. Integrare l’aspetto medico e quello psicologico è spesso la strada più efficace.
Non sottovaluti ciò che sta vivendo, ma nemmeno lo interpreti in modo catastrofico: con un inquadramento adeguato è possibile comprendere e trattare questi sintomi.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
capisco la fatica che descrive: convivere da anni con l’ansia può essere molto logorante, e quando compaiono nuovi sintomi – come sbandamenti, senso di disorientamento o fischi all’orecchio – è naturale preoccuparsi.
Le sensazioni di “irrealtà” o di disorientamento dopo molte ore di streaming possono essere legate sia a fattori fisici (affaticamento visivo, postura prolungata, tensione cervicale, sovraccarico sensoriale) sia a componenti ansiose. L’ansia, soprattutto quando è persistente, può amplificare percezioni corporee come vertigini leggere, instabilità o acufeni, generando un circolo vizioso tra sintomo e preoccupazione.
Il disorientamento che descrive, per come lo racconta, non equivale di per sé a una “perdita di contatto con la realtà”. Più spesso si tratta di fenomeni di derealizzazione legati a stress e affaticamento, che pur essendo spiacevoli non sono indice di “follia” o di rottura con il mondo.
Detto questo, quando compaiono sintomi nuovi o persistenti è sempre opportuno un confronto medico: potrebbe essere utile valutare con il medico curante l’opportunità di una visita specialistica (ad esempio neurologica o otorinolaringoiatrica) per escludere cause organiche, oltre a riconsiderare insieme la terapia farmacologica.
Parallelamente, un percorso psicoterapeutico può aiutarla a lavorare in modo più strutturato sull’ansia, sulla gestione dell’attivazione corporea e sui meccanismi che mantengono il disagio. Integrare l’aspetto medico e quello psicologico è spesso la strada più efficace.
Non sottovaluti ciò che sta vivendo, ma nemmeno lo interpreti in modo catastrofico: con un inquadramento adeguato è possibile comprendere e trattare questi sintomi.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
La ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza ciò che sta vivendo, perché quando i sintomi sono persistenti e incidono anche sul lavoro è comprensibilmente molto faticoso. Da quello che descrive emergono due aspetti centrali: da un lato gli “sbandamenti” e il senso di disorientamento, dall’altro la preoccupazione che questi possano significare qualcosa di grave, come una perdita di contatto con la realtà.
E' importante distinguere tra sensazione e interpretazione della sensazione. L’ansia, soprattutto se presente da anni, può produrre sintomi fisici molto intensi: senso di instabilità, derealizzazione (quella percezione di sentirsi “strani” o distaccati dall’ambiente), lieve confusione, acufeni o piccoli fischi alle orecchie, tensione cervicale. Quando poi si trascorrono molte ore davanti a uno schermo, in forte concentrazione e con attivazione emotiva (come accade nello streaming), è frequente che il sistema nervoso resti in uno stato di iperattivazione; nel momento in cui si esce all’esterno, può comparire quella sensazione di “stacco” o disorientamento, che però non equivale a una perdita di contatto con la realtà. Si tratta piuttosto di un fenomeno ansioso e neurofisiologico, non di un segno di psicosi.
La domanda “mi devo preoccupare?” è comprensibile, ma spesso è proprio il timore catastrofico (“sto perdendo il controllo”, “mi succederà qualcosa di irreversibile”) ad amplificare i sintomi. Si potrebbe lavorare su questo circolo vizioso:
evento (sbandamento) → pensiero (“sto peggiorando”) → aumento dell’ansia → intensificazione dello sbandamento.
Per quanto riguarda la distinzione tra ansia e cause organiche (come la cervicale o aspetti otovestibolari), è sempre utile confrontarsi con il medico curante per escludere fattori fisici specifici. Tuttavia, il fatto che i sintomi aumentino in momenti di attivazione o concentrazione e che siano presenti in un quadro ansioso di lunga data fa pensare che l’ansia abbia un ruolo significativo.
Accanto alla farmacoterapia, che sta già seguendo tramite il medico di base, le suggerirei fortemente un percorso psicologico strutturato, preferibilmente cognitivo-comportamentale. Il lavoro potrebbe aiutarla a: comprendere meglio i meccanismi dell’ansia; modificare le interpretazioni catastrofiche dei sintomi; introdurre tecniche di regolazione fisiologica (respirazione, rilassamento, gestione delle pause durante lo streaming); ridurre gradualmente l’evitamento e il monitoraggio costante delle sensazioni corporee.
Integrare farmaco e il supporto psicologico spesso permette di ottenere risultati più stabili e duraturi, soprattutto quando l’ansia è presente da molti anni. Non sta “impazzendo” né sta perdendo il contatto con il mondo: sta vivendo un sistema nervoso molto sensibile e iperattivato, che può essere regolato con gli strumenti adeguati.
Resto a disposizione se desidera approfondire qualche aspetto in particolare.
E' importante distinguere tra sensazione e interpretazione della sensazione. L’ansia, soprattutto se presente da anni, può produrre sintomi fisici molto intensi: senso di instabilità, derealizzazione (quella percezione di sentirsi “strani” o distaccati dall’ambiente), lieve confusione, acufeni o piccoli fischi alle orecchie, tensione cervicale. Quando poi si trascorrono molte ore davanti a uno schermo, in forte concentrazione e con attivazione emotiva (come accade nello streaming), è frequente che il sistema nervoso resti in uno stato di iperattivazione; nel momento in cui si esce all’esterno, può comparire quella sensazione di “stacco” o disorientamento, che però non equivale a una perdita di contatto con la realtà. Si tratta piuttosto di un fenomeno ansioso e neurofisiologico, non di un segno di psicosi.
La domanda “mi devo preoccupare?” è comprensibile, ma spesso è proprio il timore catastrofico (“sto perdendo il controllo”, “mi succederà qualcosa di irreversibile”) ad amplificare i sintomi. Si potrebbe lavorare su questo circolo vizioso:
evento (sbandamento) → pensiero (“sto peggiorando”) → aumento dell’ansia → intensificazione dello sbandamento.
Per quanto riguarda la distinzione tra ansia e cause organiche (come la cervicale o aspetti otovestibolari), è sempre utile confrontarsi con il medico curante per escludere fattori fisici specifici. Tuttavia, il fatto che i sintomi aumentino in momenti di attivazione o concentrazione e che siano presenti in un quadro ansioso di lunga data fa pensare che l’ansia abbia un ruolo significativo.
Accanto alla farmacoterapia, che sta già seguendo tramite il medico di base, le suggerirei fortemente un percorso psicologico strutturato, preferibilmente cognitivo-comportamentale. Il lavoro potrebbe aiutarla a: comprendere meglio i meccanismi dell’ansia; modificare le interpretazioni catastrofiche dei sintomi; introdurre tecniche di regolazione fisiologica (respirazione, rilassamento, gestione delle pause durante lo streaming); ridurre gradualmente l’evitamento e il monitoraggio costante delle sensazioni corporee.
Integrare farmaco e il supporto psicologico spesso permette di ottenere risultati più stabili e duraturi, soprattutto quando l’ansia è presente da molti anni. Non sta “impazzendo” né sta perdendo il contatto con il mondo: sta vivendo un sistema nervoso molto sensibile e iperattivato, che può essere regolato con gli strumenti adeguati.
Resto a disposizione se desidera approfondire qualche aspetto in particolare.
Buongiorno,
quello che descrivi (sbandamenti, senso di disorientamento, sensazione di “irrealtà” quando esci dopo molte ore al PC) è molto frequente nei disturbi d’ansia. L’ansia può dare vertigini soggettive, instabilità, derealizzazione e anche piccoli acufeni o fischi alle orecchie, soprattutto nei periodi di stress.
Detto questo, fare streaming 5–6 ore al giorno significa stare a lungo davanti allo schermo, spesso con postura fissa e alta concentrazione visiva: questo può accentuare tensione cervicale, affaticamento visivo e senso di sbandamento quando ti rialzi o cambi ambiente. La combinazione ansia + tensione muscolare + tante ore al PC può amplificare molto i sintomi.
Rispondo alle tue domande:
1. Il senso di disorientamento dopo molte ore chiuso in casa davanti allo schermo non equivale a “perdere il contatto con la realtà”. È una sensazione ansiosa e reversibile, non è un segno di psicosi.
2. È impossibile fare diagnosi online, ma i sintomi che descrivi sono compatibili sia con ansia sia con tensione cervicale/affaticamento. Se c’è anche un fischio all’orecchio, può essere utile parlarne con il medico per valutare se fare un controllo (ad esempio ORL), giusto per escludere cause organiche e tranquillizzarti.
Un punto importante: sei in terapia farmacologica ma non sei mai stato da uno psichiatra. Se i sintomi stanno cambiando o aumentando, potrebbe essere utile una valutazione specialistica per rivedere la terapia, non perché sia “grave”, ma per ottimizzarla.
Nel frattempo: fai pause regolari (5–10 minuti ogni ora),cura postura e stretching cervicale, esci ogni giorno a fare movimento, limita caffeina ed energy drink.
Se i sintomi diventano molto intensi o compaiono nuovi segnali (forte vertigine rotatoria, vomito persistente, perdita di equilibrio importante), va fatto un controllo medico.
Non stai “impazzendo”: il tuo sistema nervoso è probabilmente molto attivato. Con gli accorgimenti giusti e una valutazione adeguata, la situazione si può stabilizzare.
Resto a disposizione.
quello che descrivi (sbandamenti, senso di disorientamento, sensazione di “irrealtà” quando esci dopo molte ore al PC) è molto frequente nei disturbi d’ansia. L’ansia può dare vertigini soggettive, instabilità, derealizzazione e anche piccoli acufeni o fischi alle orecchie, soprattutto nei periodi di stress.
Detto questo, fare streaming 5–6 ore al giorno significa stare a lungo davanti allo schermo, spesso con postura fissa e alta concentrazione visiva: questo può accentuare tensione cervicale, affaticamento visivo e senso di sbandamento quando ti rialzi o cambi ambiente. La combinazione ansia + tensione muscolare + tante ore al PC può amplificare molto i sintomi.
Rispondo alle tue domande:
1. Il senso di disorientamento dopo molte ore chiuso in casa davanti allo schermo non equivale a “perdere il contatto con la realtà”. È una sensazione ansiosa e reversibile, non è un segno di psicosi.
2. È impossibile fare diagnosi online, ma i sintomi che descrivi sono compatibili sia con ansia sia con tensione cervicale/affaticamento. Se c’è anche un fischio all’orecchio, può essere utile parlarne con il medico per valutare se fare un controllo (ad esempio ORL), giusto per escludere cause organiche e tranquillizzarti.
Un punto importante: sei in terapia farmacologica ma non sei mai stato da uno psichiatra. Se i sintomi stanno cambiando o aumentando, potrebbe essere utile una valutazione specialistica per rivedere la terapia, non perché sia “grave”, ma per ottimizzarla.
Nel frattempo: fai pause regolari (5–10 minuti ogni ora),cura postura e stretching cervicale, esci ogni giorno a fare movimento, limita caffeina ed energy drink.
Se i sintomi diventano molto intensi o compaiono nuovi segnali (forte vertigine rotatoria, vomito persistente, perdita di equilibrio importante), va fatto un controllo medico.
Non stai “impazzendo”: il tuo sistema nervoso è probabilmente molto attivato. Con gli accorgimenti giusti e una valutazione adeguata, la situazione si può stabilizzare.
Resto a disposizione.
Salve, sicuramente l'ansia non aiuta, ma potrebbe trattarsi di un problema all'orecchio. Prima di saltare alle conclusioni, mi farei vedere da un buon otorino e poi andrei per gradi. Molto spesso succede che i due ossicini che abbiamo nell'orecchio si muovono e possono arrecare dei fastidi di sbandamento, giramenti di testa, con una piccola manovra tutto potrebbe tornare a posto. Per l'ansia comincerei a pensare di fare un buon percorso psicologico. Per qualsiasi informazione rimango a disposizione anche online. Dottoressa Gabriella Cascinelli
Salve, sia l'ansia che la cervicale possono dare sintomi simili, io le consiglierei di affrontare anche un percorso psicoterapeutico e confrontarsi con il terapeuta anche su questo aspetto e su eventuali cambiamenti di questa sensazione, una diagnosi su così poche basi non sarebbe corretta.
Saluti
Saluti
Buonasera, per esperienza mi sento di dirle che i medici di base non sono le figure adatte per somministrare una cura psichiatrica. Se ha sintomi psicologici, le consiglio di rivolgersi a uno psichiatra o, ancor prima, a uno psicologo che possa fare un primo inquadramento e poi, eventualmente, inviarla da uno psichiatra.
rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Passare molte oltre al computer non comporta necessariamente una perdita di contatto con il mondo; è piuttosto comune fare dei lavori che tengano la persona al computer per svariate ore. Molto dipende da cosa lei fa durante le restanti ore. C'è un contatto con il mondo nel resto del tempo?
Gli sbandamenti possono essere dovuti all'ansia, ma anche alla cervicale o carenze nutritive, stili di vita poco sani o altri fattori. Per avere una risposta più precisa è necessario che lei si consulti con un professionista.
Ha considerato anche l'idea di un percorso psicologico?
L'uso di antidepressivi è utile per tenere a bada sintomi molto fastidiosi, ma non risolve ciò che c'è sotto, lo silenzia solo, per cui certi problemi possono rimanere latenti e ripresentarsi "a sorpresa" sotto diverse forme, se non trattati.
Spero che questo messaggio le torni utile.
Un caro saluto
Gli sbandamenti possono essere dovuti all'ansia, ma anche alla cervicale o carenze nutritive, stili di vita poco sani o altri fattori. Per avere una risposta più precisa è necessario che lei si consulti con un professionista.
Ha considerato anche l'idea di un percorso psicologico?
L'uso di antidepressivi è utile per tenere a bada sintomi molto fastidiosi, ma non risolve ciò che c'è sotto, lo silenzia solo, per cui certi problemi possono rimanere latenti e ripresentarsi "a sorpresa" sotto diverse forme, se non trattati.
Spero che questo messaggio le torni utile.
Un caro saluto
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. I sintomi che descrive possono avere diverse possibili cause. Visto che l’ansia dura da tempo e che nell’ultimo periodo avverte dei cambiamenti, potrebbe essere utile confrontarsi con uno specialista, come uno psichiatra. Uno specialista può fare una valutazione più approfondita della situazione, capire meglio l’origine dei sintomi e, se necessario, rivedere anche la terapia farmacologica che attualmente assume tramite il medico di base.
Nel frattempo le consiglierei comunque di riferire questi nuovi sintomi al suo medico di base, così che possa avere un quadro aggiornato e indirizzarla eventualmente verso gli accertamenti o i professionisti più adeguati.
Un caro saluto.
Nel frattempo le consiglierei comunque di riferire questi nuovi sintomi al suo medico di base, così che possa avere un quadro aggiornato e indirizzarla eventualmente verso gli accertamenti o i professionisti più adeguati.
Un caro saluto.
Buona sera, mi sembra che il tuo corpo ti sta dando degli avvertimenti che probabilmente qualcosa non sta andando. Prima di preoccuparsi direi che e' bene prendersene cura e ascoltarsi un po´... fare qualche accertamento medico per capire se questi sbandamenti possano dipendere da un problema fisico credo sia opportuno. In ogni caso se senti che l´ansia inizia prendere troppo spazio nella tua quotidianità credo che una consultazione con uno psicologo oppure uno psicoterapeuta possa aiutarti a capire meglio come affrontare la situazione.
Buongiorno carissimo/a,
capisco la sua preoccupazione: quando si avvertono sbandamenti, disorientamento o sensazioni fisiche insolite, è naturale pensare al peggio. In molte persone che soffrono d’ansia possono comparire sensazioni di instabilità, derealizzazione o maggiore attenzione ai segnali del corpo, soprattutto nei periodi di stress o dopo molte ore davanti allo schermo. Questo però non significa perdere il contatto con la realtà.
Allo stesso tempo, sintomi come sbandamenti o fischi all’orecchio meritano anche una valutazione medica, per escludere eventuali cause fisiche.
Se vuole, in un colloquio possiamo approfondire con calma la sua situazione e capire quanto l’ansia stia influenzando questi sintomi e quali strategie possono aiutarla a gestirli meglio.
Resto a disposizione se desidera fissare un appuntamento. Il mio profilo lo può trovare su Mio Dottore sono la dott.ssa Ilaria Redivo
capisco la sua preoccupazione: quando si avvertono sbandamenti, disorientamento o sensazioni fisiche insolite, è naturale pensare al peggio. In molte persone che soffrono d’ansia possono comparire sensazioni di instabilità, derealizzazione o maggiore attenzione ai segnali del corpo, soprattutto nei periodi di stress o dopo molte ore davanti allo schermo. Questo però non significa perdere il contatto con la realtà.
Allo stesso tempo, sintomi come sbandamenti o fischi all’orecchio meritano anche una valutazione medica, per escludere eventuali cause fisiche.
Se vuole, in un colloquio possiamo approfondire con calma la sua situazione e capire quanto l’ansia stia influenzando questi sintomi e quali strategie possono aiutarla a gestirli meglio.
Resto a disposizione se desidera fissare un appuntamento. Il mio profilo lo può trovare su Mio Dottore sono la dott.ssa Ilaria Redivo
Buongiorno, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza, spero che la mia risposta, insieme a quelle che daranno colleghi e colleghe, possa essere utile a lei e a chi sta vivendo una situazione simile.
Rispetto agli sbandamenti e al disorientamento che descrive, senza una valutazione specialistica è difficile individuarne con certezza la causa, perché potrebbero avere un’origine multifattoriale: stress, affaticamento oculare e mentale (tipico di chi trascorre molte ore davanti allo schermo), ansia o tensione cervicale. Anche il fischio all’orecchio può avere diverse origini e sarebbe opportuno valutarlo con un medico. La sensazione di disorientamento che descrive non significa perdere il contatto con la realtà, ma se i sintomi sono frequenti e l preoccupano (ad esempio quando esce di casa) può essere utile un approfondimento. Per questo mi sento di consigliarle di prendere contatto sia con uno psicologo/psicoterapeuta sia con uno psichiatra, in modo che possano collaborare nella gestione dell’ansia e nella valutazione della terapia farmacologica più adeguata. Se lo desidera, può farlo anche tramite il servizio pubblico, rivolgendosi al CSM (Centro di Salute Mentale) della sua zona: è un servizio del Servizio Sanitario Nazionale dove lavorano psichiatri, psicologi e altri professionisti della salute mentale. Può contattarlo direttamente oppure tramite il suo medico di base.
Un caro saluto,
Dott.ssa Negrola Ester – Psicologa Clinica
Rispetto agli sbandamenti e al disorientamento che descrive, senza una valutazione specialistica è difficile individuarne con certezza la causa, perché potrebbero avere un’origine multifattoriale: stress, affaticamento oculare e mentale (tipico di chi trascorre molte ore davanti allo schermo), ansia o tensione cervicale. Anche il fischio all’orecchio può avere diverse origini e sarebbe opportuno valutarlo con un medico. La sensazione di disorientamento che descrive non significa perdere il contatto con la realtà, ma se i sintomi sono frequenti e l preoccupano (ad esempio quando esce di casa) può essere utile un approfondimento. Per questo mi sento di consigliarle di prendere contatto sia con uno psicologo/psicoterapeuta sia con uno psichiatra, in modo che possano collaborare nella gestione dell’ansia e nella valutazione della terapia farmacologica più adeguata. Se lo desidera, può farlo anche tramite il servizio pubblico, rivolgendosi al CSM (Centro di Salute Mentale) della sua zona: è un servizio del Servizio Sanitario Nazionale dove lavorano psichiatri, psicologi e altri professionisti della salute mentale. Può contattarlo direttamente oppure tramite il suo medico di base.
Un caro saluto,
Dott.ssa Negrola Ester – Psicologa Clinica
Buongiorno, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Si sente che convive con l’ansia da molto tempo e che sta cercando di capire cosa stia succedendo al suo corpo in questo periodo.
Gli sbandamenti e la sensazione di disorientamento possono comparire sia quando l’ansia è alta sia quando si passa molte ore molto concentrati davanti a uno schermo. Dopo diverse ore di streaming, con attenzione intensa, postura fissa e stimolazione visiva continua, è abbastanza comune che uscendo si possa percepire una sorta di “stacco” o di lieve disorientamento. Non è qualcosa che di per sé indica una perdita di contatto con la realtà, ma piuttosto una risposta del corpo alla stanchezza e alla forte attivazione.
Anche il fatto che aumentino mentre legge, guarda foto o gioca può essere legato allo sforzo visivo, alla tensione cervicale o all’ansia che amplifica molto le sensazioni corporee. Il piccolo fischio all’orecchio e gli sbandamenti, però, sono sintomi che vale comunque la pena approfondire anche dal punto di vista medico proprio per escludere cause fisiche e avere maggiore tranquillità.
Dato che sta già assumendo un antidepressivo prescritto dal medico di base, potrebbe essere utile anche un confronto con uno psichiatra o uno psicologo, non perché ci sia qualcosa di “grave”, ma perché quando l’ansia dura da anni merita uno spazio di valutazione più approfondito e un supporto mirato.
Se vuole puòcontattarmi per un colloquio conoscitivo online e cercheremo insieme di capirci di più.
Un caro saluto
Dott.ssa Bacchi
Gli sbandamenti e la sensazione di disorientamento possono comparire sia quando l’ansia è alta sia quando si passa molte ore molto concentrati davanti a uno schermo. Dopo diverse ore di streaming, con attenzione intensa, postura fissa e stimolazione visiva continua, è abbastanza comune che uscendo si possa percepire una sorta di “stacco” o di lieve disorientamento. Non è qualcosa che di per sé indica una perdita di contatto con la realtà, ma piuttosto una risposta del corpo alla stanchezza e alla forte attivazione.
Anche il fatto che aumentino mentre legge, guarda foto o gioca può essere legato allo sforzo visivo, alla tensione cervicale o all’ansia che amplifica molto le sensazioni corporee. Il piccolo fischio all’orecchio e gli sbandamenti, però, sono sintomi che vale comunque la pena approfondire anche dal punto di vista medico proprio per escludere cause fisiche e avere maggiore tranquillità.
Dato che sta già assumendo un antidepressivo prescritto dal medico di base, potrebbe essere utile anche un confronto con uno psichiatra o uno psicologo, non perché ci sia qualcosa di “grave”, ma perché quando l’ansia dura da anni merita uno spazio di valutazione più approfondito e un supporto mirato.
Se vuole puòcontattarmi per un colloquio conoscitivo online e cercheremo insieme di capirci di più.
Un caro saluto
Dott.ssa Bacchi
Buongiorno cosa intende per sbandamenti? In che momenti le succedono?
Mi sembra che i suoi interrogativi siano orientati su diversi aspetti che potrebbe essere utile discernere. Stare seduti per molte ore in ambienti chiusi, con un determinato tipo di luce e un isolamento anche acustico( immagino che se fa streaming su Twitch utilizzi cuffie e varie attrezzature) potrebbe poi portare ad avere delle sensazioni temporanee di disorientamento fisico in ambienti aperti. Anche se mi sembra di capire che in quest' ultimo periodo gli sbandamenti si siano intensificati. Le motivazioni potrebbero essere molteplici, potrebbero esserci cause fisiche come anche banalmente un'abbassamento della vista o necessità di cambiare occhiali, nel caso li portasse. I problemi di cervicale come ha ben intuito possono influire su questi episodi. Ha mai fatto qualche seduta di fisioterapia per poter anche analizzare la situazione dal punto di vista del sistema muscolo- scheletrico? Oltre il lavoro sedentario fa qualche attività fisica? Oltre alla potenziali cause fisiche possono esserci delle componenti psicologiche che influenzano il suo stato attuale. La preoccupazione riguardo alla perdita di contatto col mondo è una sensazione che conosce? O è qualcosa che sta sentendo solo ultimamente? Dal punto di vista sociale ha delle relazioni anche amicali con qualcuno?
Possono capitare fasi della vita in cui le sensazioni di isolamento e perdita di contatto con il mondo esterno sono acuite anche dalle poche relazioni sociali che si hanno.
Le mie sono solo domande esplorative che spero possano esserle utili non tanto per trovare delle risposte ma più per orientarla nei suoi leciti interrogativi. A volte per poter lavorare sui disturbi d' ansia è utile associare alla terapia farmacologica anche un percorso psicologico. Inoltre, come forse avrà già immaginato, al di là della prescrizione del medico di base è utile che la terapia farmacologica sia anche revisionata da uno psichiatra.
Mente e corpo sono strettamente correlati quindi è possibile che questi suoi stati di disorientamento possano esserci causati sia da fattori fisici che psichici.
Potrebbe aiutarla considerare questa situazione non come qualcosa per cui è obbligatoriamente necessario preoccuparsi ma come qualcosa su cui poter riflettere per capire se si sente pronto a dare voce a sensazioni o bisogni che forse sono stati accantonati da qualche tempo.
Un saluto, Dott. Pagano Alex.
Mi sembra che i suoi interrogativi siano orientati su diversi aspetti che potrebbe essere utile discernere. Stare seduti per molte ore in ambienti chiusi, con un determinato tipo di luce e un isolamento anche acustico( immagino che se fa streaming su Twitch utilizzi cuffie e varie attrezzature) potrebbe poi portare ad avere delle sensazioni temporanee di disorientamento fisico in ambienti aperti. Anche se mi sembra di capire che in quest' ultimo periodo gli sbandamenti si siano intensificati. Le motivazioni potrebbero essere molteplici, potrebbero esserci cause fisiche come anche banalmente un'abbassamento della vista o necessità di cambiare occhiali, nel caso li portasse. I problemi di cervicale come ha ben intuito possono influire su questi episodi. Ha mai fatto qualche seduta di fisioterapia per poter anche analizzare la situazione dal punto di vista del sistema muscolo- scheletrico? Oltre il lavoro sedentario fa qualche attività fisica? Oltre alla potenziali cause fisiche possono esserci delle componenti psicologiche che influenzano il suo stato attuale. La preoccupazione riguardo alla perdita di contatto col mondo è una sensazione che conosce? O è qualcosa che sta sentendo solo ultimamente? Dal punto di vista sociale ha delle relazioni anche amicali con qualcuno?
Possono capitare fasi della vita in cui le sensazioni di isolamento e perdita di contatto con il mondo esterno sono acuite anche dalle poche relazioni sociali che si hanno.
Le mie sono solo domande esplorative che spero possano esserle utili non tanto per trovare delle risposte ma più per orientarla nei suoi leciti interrogativi. A volte per poter lavorare sui disturbi d' ansia è utile associare alla terapia farmacologica anche un percorso psicologico. Inoltre, come forse avrà già immaginato, al di là della prescrizione del medico di base è utile che la terapia farmacologica sia anche revisionata da uno psichiatra.
Mente e corpo sono strettamente correlati quindi è possibile che questi suoi stati di disorientamento possano esserci causati sia da fattori fisici che psichici.
Potrebbe aiutarla considerare questa situazione non come qualcosa per cui è obbligatoriamente necessario preoccuparsi ma come qualcosa su cui poter riflettere per capire se si sente pronto a dare voce a sensazioni o bisogni che forse sono stati accantonati da qualche tempo.
Un saluto, Dott. Pagano Alex.
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