Buongiorno dottori..sono confusa e non so cosa fare..sono una ragazza di 25 anni..da poco mi sono la
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Buongiorno dottori..sono confusa e non so cosa fare..sono una ragazza di 25 anni..da poco mi sono lasciata, lui più grande di me di 20 anni.. da qualche mese avevo ripreso a sentirmi con un ragazzo con cui mi frequentato, a cui tengo e voglio bene, ci sentiamo in amicizia ma forse c'è qualcosa di più..però sono attratta dall'altro, cioè lui mi prende a livello fisico diciamo, mi attrae molto e mi piace..l'altro invece magari è più a livello emotivo, insomma caratteriale, anche a livello di attrazione su altri aspetti ma non come il mio attuale ecco..inoltre io con questo amico siamo a distanza e forse ci vedremo..però allo stesso tempo mi sento di voler continuare a stare in contatto con lui, di fare cose ecco..forse sbaglio o non sarei corretta con entrambi nel fare certe cose..non so cosa fare..dovrei bloccarmi e non fare nulla con nessuno..
Buongiorno, comprendo perfettamente il senso di smarrimento che stai provando perché a 25 anni è del tutto naturale trovarsi in una fase di esplorazione dove il cuore, la mente e il corpo sembrano parlare lingue diverse e spingerti in direzioni opposte. Non c'è nulla di sbagliato o di "scorretto" nel sentire attrazioni differenti, specialmente dopo la fine di una relazione con una differenza d'età così importante che potrebbe aver lasciato in te il bisogno di riscoprire sia la leggerezza fisica che una connessione emotiva più coetanea e complice. Quello che senti come un conflitto è in realtà il tuo desiderio che cerca di capire cosa ti faccia stare bene oggi: l'attrazione fisica per il tuo ex o per una figura simile e l'intesa mentale per l'amico a distanza rappresentano due parti di te che non devono necessariamente escludersi, ma che richiedono ascolto e onestà verso te stessa prima ancora che verso di loro. Bloccarti e non fare nulla potrebbe sembrarti la soluzione più sicura per non sbagliare, ma spesso il rischio è quello di spegnere la propria vitalità per paura del giudizio, mentre invece potresti darti il permesso di vivere questo momento di transizione senza l'urgenza di dover scegliere o definire tutto immediatamente. Ti invito a riflettere su cosa desideri davvero ricevere da una relazione in questo preciso istante della tua vita, ricordandoti che prenderti il tempo per conoscerti attraverso questi incontri è un tuo diritto e non un errore, purché tu agisca sempre nel rispetto dei tuoi valori e della tua serenità.Ti andrebbe di esplorare insieme cosa rappresenta per te questo bisogno di "correttezza" e se è un limite che ti imponi tu o che senti arrivare dall'esterno?
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Gentile signorina, forse anziché tormentarsi in questo dilemma dovrebbe provare a costruire una progettualità concreta che possa aiutarla a realizzarsi come donna indipendente e capace di scegliere
la situazione che descrive è comprensibilmente fonte di confusione. Si trova in una fase di passaggio: una relazione importante si è conclusa da poco e, nello stesso tempo, si stanno riattivando legami diversi, che toccano parti differenti di Lei.
Da ciò che racconta, un uomo sembra coinvolgerLa maggiormente sul piano fisico e dell’attrazione, mentre l’altro La intercetta più sul piano emotivo e caratteriale. Non è raro che desiderio e affinità non coincidano perfettamente, e questo può generare ambivalenza e senso di colpa.
Più che chiedersi cosa “sia giusto fare” in termini assoluti, può essere utile fermarsi a comprendere cosa sta cercando in questo momento della Sua vita:
Ha bisogno di stabilità o di leggerezza?
Di conferme, di passione, di profondità?
Sta scegliendo qualcuno o sta ancora elaborando la relazione appena conclusa?
Il rischio, quando si è ancora emotivamente coinvolti in una rottura recente, è di utilizzare un nuovo legame per colmare un vuoto o per non sentire la perdita. Non è una colpa, ma è importante esserne consapevoli.
Non è necessario “bloccarsi” per principio, ma può essere utile evitare decisioni impulsive finché non sente maggiore chiarezza interna. La correttezza verso gli altri passa prima di tutto dalla chiarezza verso se stessa.
Se sente che questa confusione La mette in difficoltà o si ripete in altre relazioni, uno spazio psicologico può aiutarLa a comprendere meglio le dinamiche affettive che sta vivendo e il tipo di legame che desidera costruire.
Da ciò che racconta, un uomo sembra coinvolgerLa maggiormente sul piano fisico e dell’attrazione, mentre l’altro La intercetta più sul piano emotivo e caratteriale. Non è raro che desiderio e affinità non coincidano perfettamente, e questo può generare ambivalenza e senso di colpa.
Più che chiedersi cosa “sia giusto fare” in termini assoluti, può essere utile fermarsi a comprendere cosa sta cercando in questo momento della Sua vita:
Ha bisogno di stabilità o di leggerezza?
Di conferme, di passione, di profondità?
Sta scegliendo qualcuno o sta ancora elaborando la relazione appena conclusa?
Il rischio, quando si è ancora emotivamente coinvolti in una rottura recente, è di utilizzare un nuovo legame per colmare un vuoto o per non sentire la perdita. Non è una colpa, ma è importante esserne consapevoli.
Non è necessario “bloccarsi” per principio, ma può essere utile evitare decisioni impulsive finché non sente maggiore chiarezza interna. La correttezza verso gli altri passa prima di tutto dalla chiarezza verso se stessa.
Se sente che questa confusione La mette in difficoltà o si ripete in altre relazioni, uno spazio psicologico può aiutarLa a comprendere meglio le dinamiche affettive che sta vivendo e il tipo di legame che desidera costruire.
Salve, comprendo la sua situazione, è normale che dopo la fine di una relazione si senta confusa e non abbia chiaro che strada intraprendere. Quando si termina una relazione si ha bisogno di elaborare tale fine con il dovuto tempo e rispetto per se stessi, senza avere fretta di essere pronti per qualcosa di nuovo. Vorrei lasciarle una riflessione: se lei potesse eliminare ogni giudizio e se potesse sentirsi libera cosa farebbe?.
Buonasera, la percepisco dal suo racconto in grande difficoltà: bloccata e confusa, con il timore di sbagliare, Le suggerisco di contattare una/un collega psicoterapeuta dove abita per accompagnarla a comprendere i suoi bisogni al fine di attivarsi per trovare una risposta agli stessi. Un caro saluto. Dr.ssa Lorena Ferrero
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la sua confusione, perché dalle sue parole si percepisce quanto stia cercando di essere corretta e rispettosa verso gli altri, ma anche verso sé stessa. Quando si esce da una relazione significativa, soprattutto con una persona molto più grande, è normale attraversare un periodo in cui emozioni, bisogni e attrazioni non sono ancora del tutto chiari. Non è un segno di incoerenza, è spesso una fase di transizione. Da quello che racconta sembra che lei stia vivendo due tipi diversi di coinvolgimento. Da una parte c’è una forte attrazione fisica, una componente passionale che la fa sentire presa e desiderante. Dall’altra c’è un legame più emotivo, più caratteriale, forse più stabile sul piano affettivo. Non è raro che queste due dimensioni non coincidano perfettamente nella stessa persona, e questo può generare confusione perché si ha la sensazione di dover scegliere quale parte di sé ascoltare. Il punto centrale forse non è tanto decidere subito con chi stare, ma capire cosa rappresentano per lei queste due esperienze in questo momento della sua vita. Dopo una rottura recente può esserci il bisogno di sentirsi desiderata, viva, cercata. Può esserci anche il bisogno di vicinanza emotiva, di comprensione, di sicurezza. A volte una relazione soddisfa maggiormente il piano fisico, un’altra quello affettivo, ma prima di prendere decisioni definitive può essere utile chiedersi quale tipo di legame oggi la fa sentire più in linea con ciò che desidera costruire nel medio periodo. Capisco anche il suo dubbio rispetto alla correttezza. Il fatto stesso che si ponga questa domanda indica che per lei il rispetto e la trasparenza sono valori importanti. Se tra lei e queste persone non c’è un accordo esclusivo, conoscersi e frequentarsi non è di per sé sbagliato. Diventerebbe problematico solo se ci fosse ambiguità o aspettative non condivise. A volte più che bloccarsi completamente, può essere utile procedere con lentezza e chiarezza, evitando promesse implicite o comportamenti che possano creare illusioni non volute. Un altro aspetto importante è la distanza. Le relazioni a distanza possono intensificare la componente emotiva perché si basano molto sulla comunicazione, sull’immaginazione e sull’attesa. Questo può far sembrare il legame molto profondo, ma è solo incontrandosi e vivendo momenti concreti che si può capire davvero come ci si sente nella realtà quotidiana. Bloccarsi e non fare nulla con nessuno potrebbe darle un senso temporaneo di ordine, ma rischierebbe anche di essere una scelta dettata dalla paura di sbagliare più che da un reale bisogno. Forse più che fermarsi completamente potrebbe concedersi uno spazio di osservazione, continuando a conoscersi e a conoscere loro, restando però in ascolto di ciò che sente quando è sola, quando immagina un futuro, quando pensa a stabilità o passione. La confusione che prova non è un errore, è il segnale che sta cercando di integrare parti diverse di sé. Con un po’ di tempo e senza forzarsi a decidere subito, spesso le risposte diventano più chiare, perché emergono dai fatti e dalle emozioni vissute, non solo dai pensieri. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Quello che descrivi è un conflitto interno tra desiderio e legame. Una parte di te è attratta dalla fisicità e dall’eccitazione del presente, un’altra parte cerca profondità, riconoscimento emotivo e continuità con chi ti conosce davvero. Non è questione di “giusto” o “sbagliato”, è che dentro di te convivono bisogni diversi che ora entrano in tensione. Il disagio nasce dal fatto che nessuno dei due bisogni può soddisfare completamente l’altro senza compromessi, e tu senti di dover scegliere.
In psicodinamica, questo conflitto parla di parti di te che chiedono sicurezza e parti che chiedono novità e piacere: la confusione è il linguaggio di queste parti in contrasto. Non serve bloccare tutto di colpo: serve ascoltare cosa ti fa sentire viva e cosa ti fa sentire al sicuro, senza giudicarti, e provare a capire quale relazione rispetta di più il tuo equilibrio interno. resto a disposizione
In psicodinamica, questo conflitto parla di parti di te che chiedono sicurezza e parti che chiedono novità e piacere: la confusione è il linguaggio di queste parti in contrasto. Non serve bloccare tutto di colpo: serve ascoltare cosa ti fa sentire viva e cosa ti fa sentire al sicuro, senza giudicarti, e provare a capire quale relazione rispetta di più il tuo equilibrio interno. resto a disposizione
Lei non è “sbagliata”: sta attraversando una fase di ridefinizione dopo una relazione importante.
I due uomini attivano parti diverse di lei: uno più emotiva, l’altro più fisica.
Non è solo una scelta tra persone, ma tra bisogni differenti.
Si chieda cosa cerca davvero ora: stabilità, desiderio, conferme, o tempo per sé.
La confusione è normale quando si sta cambiando equilibrio.
Diventa scorretto solo se i patti non sono chiari con entrambi.
Bloccarsi del tutto potrebbe essere una difesa dalla paura di sbagliare.
Più che decidere subito, può ascoltare cosa sente quando immagina un futuro con l’uno o con l’altro.
Sta scegliendo per desiderio o per timore di restare sola?
Si dia tempo: le scelte più sane nascono da consapevolezza, non da fretta.
I due uomini attivano parti diverse di lei: uno più emotiva, l’altro più fisica.
Non è solo una scelta tra persone, ma tra bisogni differenti.
Si chieda cosa cerca davvero ora: stabilità, desiderio, conferme, o tempo per sé.
La confusione è normale quando si sta cambiando equilibrio.
Diventa scorretto solo se i patti non sono chiari con entrambi.
Bloccarsi del tutto potrebbe essere una difesa dalla paura di sbagliare.
Più che decidere subito, può ascoltare cosa sente quando immagina un futuro con l’uno o con l’altro.
Sta scegliendo per desiderio o per timore di restare sola?
Si dia tempo: le scelte più sane nascono da consapevolezza, non da fretta.
Buongiorno, è comprensibile che tu sia confusa. Sei appena uscita da una relazione importante e adesso ti trovi tra due bisogni diversi: da una parte l’attrazione fisica, dall’altra la connessione emotiva. Non è “sbagliato” provarle entrambe, soprattutto in un momento di transizione.
Quello che può aiutarti è spostare la domanda da “con chi sto” a “che cosa voglio adesso”. Hai bisogno di leggerezza e di desiderio, oppure di vicinanza, calma e costruzione? E soprattutto, sei in una fase in cui vuoi scegliere una relazione esclusiva, o ti stai ancora rimettendo in equilibrio e vuoi prenderti tempo?
Per essere corretta con entrambi non devi punirti o sparire, ma essere chiara. Se con il ragazzo a distanza c’è un coinvolgimento “che potrebbe diventare altro”, prima di fare passi importanti può essere utile dirgli con semplicità che sei in una fase confusa e che non vuoi promettere qualcosa che non sei sicura di poter dare. E con l’ex, se il richiamo è soprattutto fisico, chiediti se per te sarebbe un contatto sereno o se rischia di riaprire ferite e farti tornare indietro.
Bloccarti del tutto “per non sbagliare” spesso non chiarisce, aumenta solo l’ansia e la rigidità. Molto meglio darti un confine temporaneo: prenderti qualche settimana in cui fai spazio a te, rallenti, osservi come ti senti dopo ogni contatto e ti chiedi se ti lascia più centrata o più confusa.
Se vuoi, sul mio profilo trovi come lavoro su scelte affettive e confini relazionali e puoi valutare un colloquio.
Quello che può aiutarti è spostare la domanda da “con chi sto” a “che cosa voglio adesso”. Hai bisogno di leggerezza e di desiderio, oppure di vicinanza, calma e costruzione? E soprattutto, sei in una fase in cui vuoi scegliere una relazione esclusiva, o ti stai ancora rimettendo in equilibrio e vuoi prenderti tempo?
Per essere corretta con entrambi non devi punirti o sparire, ma essere chiara. Se con il ragazzo a distanza c’è un coinvolgimento “che potrebbe diventare altro”, prima di fare passi importanti può essere utile dirgli con semplicità che sei in una fase confusa e che non vuoi promettere qualcosa che non sei sicura di poter dare. E con l’ex, se il richiamo è soprattutto fisico, chiediti se per te sarebbe un contatto sereno o se rischia di riaprire ferite e farti tornare indietro.
Bloccarti del tutto “per non sbagliare” spesso non chiarisce, aumenta solo l’ansia e la rigidità. Molto meglio darti un confine temporaneo: prenderti qualche settimana in cui fai spazio a te, rallenti, osservi come ti senti dopo ogni contatto e ti chiedi se ti lascia più centrata o più confusa.
Se vuoi, sul mio profilo trovi come lavoro su scelte affettive e confini relazionali e puoi valutare un colloquio.
Buongiorno,
quello che descrivi non è affatto insolito, soprattutto dopo una relazione importante appena conclusa. Quando ci si lascia, è normale sentirsi divisi tra bisogni diversi: da una parte il desiderio, l’attrazione fisica, la passione; dall’altra il bisogno di connessione emotiva, comprensione, stabilità.
Non è tanto una questione di “giusto o sbagliato”, quanto di chiarezza interna e correttezza verso gli altri. Alcuni spunti di riflessione che potrebbero aiutarti:
Sei davvero pronta per una nuova relazione o stai ancora elaborando la precedente? A volte l’attrazione intensa può essere anche un modo per non sentire il vuoto o la sofferenza della chiusura.
Cosa cerchi in questo momento della tua vita? Passione? Stabilità? Complicità? Non sempre ciò che attrae di più coincide con ciò che fa stare bene nel tempo.
Quanto sei trasparente con entrambi? Se non c’è esclusività dichiarata, non stai facendo nulla di scorretto. Diventa problematico quando si creano aspettative implicite o si omettono informazioni rilevanti.
La distanza con l’amico aggiunge complessità: talvolta ciò che è lontano può sembrare più “sicuro” perché meno concreto, mentre la presenza fisica rende tutto più immediato e coinvolgente.
Bloccarti del tutto potrebbe non essere necessario; potrebbe invece essere utile rallentare, osservarti e non prendere decisioni affrettate. Chiediti: con chi mi sento più autentica? Con chi mi sento più serena, al di là dell’attrazione del momento?
Se senti che la confusione è forte, un percorso di consulenza può aiutarti a fare chiarezza sui tuoi bisogni affettivi e sulle dinamiche relazionali che tendi a cercare. Un confronto professionale permette di scegliere non sull’onda dell’impulso, ma con maggiore consapevolezza.
Un saluto.
quello che descrivi non è affatto insolito, soprattutto dopo una relazione importante appena conclusa. Quando ci si lascia, è normale sentirsi divisi tra bisogni diversi: da una parte il desiderio, l’attrazione fisica, la passione; dall’altra il bisogno di connessione emotiva, comprensione, stabilità.
Non è tanto una questione di “giusto o sbagliato”, quanto di chiarezza interna e correttezza verso gli altri. Alcuni spunti di riflessione che potrebbero aiutarti:
Sei davvero pronta per una nuova relazione o stai ancora elaborando la precedente? A volte l’attrazione intensa può essere anche un modo per non sentire il vuoto o la sofferenza della chiusura.
Cosa cerchi in questo momento della tua vita? Passione? Stabilità? Complicità? Non sempre ciò che attrae di più coincide con ciò che fa stare bene nel tempo.
Quanto sei trasparente con entrambi? Se non c’è esclusività dichiarata, non stai facendo nulla di scorretto. Diventa problematico quando si creano aspettative implicite o si omettono informazioni rilevanti.
La distanza con l’amico aggiunge complessità: talvolta ciò che è lontano può sembrare più “sicuro” perché meno concreto, mentre la presenza fisica rende tutto più immediato e coinvolgente.
Bloccarti del tutto potrebbe non essere necessario; potrebbe invece essere utile rallentare, osservarti e non prendere decisioni affrettate. Chiediti: con chi mi sento più autentica? Con chi mi sento più serena, al di là dell’attrazione del momento?
Se senti che la confusione è forte, un percorso di consulenza può aiutarti a fare chiarezza sui tuoi bisogni affettivi e sulle dinamiche relazionali che tendi a cercare. Un confronto professionale permette di scegliere non sull’onda dell’impulso, ma con maggiore consapevolezza.
Un saluto.
Buongiorno,
la Sua confusione è comprensibile: è reduce da una relazione importante e sta vivendo un momento di transizione emotiva. Può accadere di sentire attrazione fisica verso una persona e sintonia emotiva verso un’altra, ma il punto centrale è capire cosa desidera davvero Lei in questa fase della Sua vita.
Agire senza chiarezza rischia di aumentare il senso di colpa e la confusione. Prima di scegliere tra due persone, può essere utile capire se ha bisogno di una relazione o di uno spazio per sé, per elaborare la chiusura precedente.
Se lo desidera possiamo approfondire la questione fissando un colloquio con me.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
la Sua confusione è comprensibile: è reduce da una relazione importante e sta vivendo un momento di transizione emotiva. Può accadere di sentire attrazione fisica verso una persona e sintonia emotiva verso un’altra, ma il punto centrale è capire cosa desidera davvero Lei in questa fase della Sua vita.
Agire senza chiarezza rischia di aumentare il senso di colpa e la confusione. Prima di scegliere tra due persone, può essere utile capire se ha bisogno di una relazione o di uno spazio per sé, per elaborare la chiusura precedente.
Se lo desidera possiamo approfondire la questione fissando un colloquio con me.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
Gentile utente,
la sua confusione è comprensibile: sta distinguendo tra attrazione fisica e coinvolgimento emotivo, e non sempre coincidono.
Non esiste una scelta “giusta” in assoluto. Il punto centrale è la chiarezza e la coerenza: con se stessa e con le persone coinvolte. Se i rapporti non sono definiti come esclusivi, conoscere meglio ciò che prova non è scorretto; lo diventa se si creano aspettative implicite o ambiguità non dette.
Può aiutarsi chiedendosi: cosa desidero davvero in questa fase — leggerezza, esplorazione, o una relazione più stabile?
Se sente ancora molta confusione dopo la recente rottura, prendersi un po’ di tempo senza forzare decisioni può essere una scelta sana.
Un cordiale saluto.
la sua confusione è comprensibile: sta distinguendo tra attrazione fisica e coinvolgimento emotivo, e non sempre coincidono.
Non esiste una scelta “giusta” in assoluto. Il punto centrale è la chiarezza e la coerenza: con se stessa e con le persone coinvolte. Se i rapporti non sono definiti come esclusivi, conoscere meglio ciò che prova non è scorretto; lo diventa se si creano aspettative implicite o ambiguità non dette.
Può aiutarsi chiedendosi: cosa desidero davvero in questa fase — leggerezza, esplorazione, o una relazione più stabile?
Se sente ancora molta confusione dopo la recente rottura, prendersi un po’ di tempo senza forzare decisioni può essere una scelta sana.
Un cordiale saluto.
Buongiorno. È normale sentirsi confusa dopo una rottura recente, specialmente quando emergono attrazioni diverse che tirano in direzioni opposte, creando un conflitto tra corpo ed emozioni.
L'attrazione fisica intensa verso l'ex, che descrivi come predominante, è spesso legata a dinamiche di dopamina e chimica iniziale, ma può offuscare la stabilità emotiva a lungo termine. Al contrario, il legame con l'amico a distanza sembra più emotivo e caratteriale, basato su una connessione profonda che nutre vulnerabilità e supporto reciproco. Questa dualità non è un "errore" tuo, ma un processo naturale post-rottura, dove il cervello elabora bisogni diversi: passione fisica da un lato, sicurezza affettiva dall'altro.
Mantenere contatti intimi con entrambi senza chiarezza può però generare ambiguità e senso di colpa, minando la fiducia in te stessa e negli altri; l'onestà è chiave per relazioni sane, specialmente a distanza dove la comunicazione aperta previene malintesi. Non si tratta di "bloccarti" del tutto, ma di valutare se stai rispettando i tuoi valori e i loro sentimenti: agire senza definire i confini rischia di ferire tutti, inclusa te.
Prenditi un momento di pausa da entrambi per riflettere sui tuoi bisogni reali, senza contatti fisici o intimi, per chiarire cosa cerchi in una relazione matura.
Ti consiglierei inoltre di parlare apertamente con l'amico emotivo sui sentimenti reciproci, fissando aspettative realistiche sulla distanza. Esplora l'attrazione fisica con l'ex solo se c'è potenziale emotivo, altrimenti considera di chiuderla per evitare cicli ripetitivi.
Se la confusione persiste, un percorso terapeutico breve può aiutarti a co-costruire significati più funzionali per le tue relazioni, come nell'approccio interazionista. Sono qui se vuoi approfondire.
L'attrazione fisica intensa verso l'ex, che descrivi come predominante, è spesso legata a dinamiche di dopamina e chimica iniziale, ma può offuscare la stabilità emotiva a lungo termine. Al contrario, il legame con l'amico a distanza sembra più emotivo e caratteriale, basato su una connessione profonda che nutre vulnerabilità e supporto reciproco. Questa dualità non è un "errore" tuo, ma un processo naturale post-rottura, dove il cervello elabora bisogni diversi: passione fisica da un lato, sicurezza affettiva dall'altro.
Mantenere contatti intimi con entrambi senza chiarezza può però generare ambiguità e senso di colpa, minando la fiducia in te stessa e negli altri; l'onestà è chiave per relazioni sane, specialmente a distanza dove la comunicazione aperta previene malintesi. Non si tratta di "bloccarti" del tutto, ma di valutare se stai rispettando i tuoi valori e i loro sentimenti: agire senza definire i confini rischia di ferire tutti, inclusa te.
Prenditi un momento di pausa da entrambi per riflettere sui tuoi bisogni reali, senza contatti fisici o intimi, per chiarire cosa cerchi in una relazione matura.
Ti consiglierei inoltre di parlare apertamente con l'amico emotivo sui sentimenti reciproci, fissando aspettative realistiche sulla distanza. Esplora l'attrazione fisica con l'ex solo se c'è potenziale emotivo, altrimenti considera di chiuderla per evitare cicli ripetitivi.
Se la confusione persiste, un percorso terapeutico breve può aiutarti a co-costruire significati più funzionali per le tue relazioni, come nell'approccio interazionista. Sono qui se vuoi approfondire.
Buonasera,
quello che descrive è un momento di forte ambivalenza, e la confusione che sente è comprensibile. È appena uscita da una relazione significativa e si trova tra due vissuti diversi: da una parte un’attrazione intensa, più fisica e immediata; dall’altra un legame che sembra toccare corde emotive e caratteriali più profonde.
Non c’è una scelta “giusta” in assoluto, ma una scelta che sia coerente con ciò che sente davvero e con i suoi valori. Prima ancora di decidere tra due persone, potrebbe essere utile chiedersi: di cosa ho bisogno in questo momento della mia vita? Stabilità? Passione? Sicurezza? Leggerezza? E ancora: sono pronta per una nuova relazione o sto ancora elaborando la precedente?
Il rischio, quando si è confusi, è quello di agire per impulso o, al contrario, bloccarsi per paura di sbagliare. A volte invece può essere prezioso concedersi uno spazio di ascolto interiore, senza forzarsi a decidere immediatamente. Anche la correttezza verso l’altro passa prima dalla chiarezza verso sé stessi.
Se sente che questa situazione la mette in difficoltà o le genera ansia, un percorso psicologico può aiutarla a fare ordine nei suoi vissuti e a comprendere più a fondo i suoi bisogni affettivi e relazionali, così da scegliere con maggiore consapevolezza e serenità.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
quello che descrive è un momento di forte ambivalenza, e la confusione che sente è comprensibile. È appena uscita da una relazione significativa e si trova tra due vissuti diversi: da una parte un’attrazione intensa, più fisica e immediata; dall’altra un legame che sembra toccare corde emotive e caratteriali più profonde.
Non c’è una scelta “giusta” in assoluto, ma una scelta che sia coerente con ciò che sente davvero e con i suoi valori. Prima ancora di decidere tra due persone, potrebbe essere utile chiedersi: di cosa ho bisogno in questo momento della mia vita? Stabilità? Passione? Sicurezza? Leggerezza? E ancora: sono pronta per una nuova relazione o sto ancora elaborando la precedente?
Il rischio, quando si è confusi, è quello di agire per impulso o, al contrario, bloccarsi per paura di sbagliare. A volte invece può essere prezioso concedersi uno spazio di ascolto interiore, senza forzarsi a decidere immediatamente. Anche la correttezza verso l’altro passa prima dalla chiarezza verso sé stessi.
Se sente che questa situazione la mette in difficoltà o le genera ansia, un percorso psicologico può aiutarla a fare ordine nei suoi vissuti e a comprendere più a fondo i suoi bisogni affettivi e relazionali, così da scegliere con maggiore consapevolezza e serenità.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Gentile utente,
la confusione che descrive è molto comprensibile. Quando si esce da una relazione importante , soprattutto con una differenza d’età significativa, l’identità affettiva ha bisogno di tempo per riorganizzarsi. In questa fase è frequente sentire attrazioni diverse verso persone diverse, quasi come se parti differenti di sé rispondessero a bisogni differenti.
Da quello che racconta emergono due dimensioni molto chiare:
con uno sente una forte attrazione fisica e una presa immediata;
con l’altro percepisce connessione emotiva, affetto, forse stabilità.
Non è raro che, dopo una rottura, la parte più fisica e vitale cerchi leggerezza e desiderio, mentre la parte emotiva cerchi sicurezza e comprensione. Il punto non è scegliere “chi è meglio”, ma capire in che stato emotivo si trova lei ora.
Quando dice “forse dovrei bloccarmi e non fare nulla con nessuno”, sta probabilmente esprimendo un bisogno di chiarezza più che una regola morale. Il rischio, quando si è ancora in rielaborazione, non è fare qualcosa di “sbagliato”, ma usare l’altro per riempire un vuoto o per evitare di sentire fino in fondo la fine della relazione precedente.
Una domanda utile potrebbe essere:
se nessuno dei due uomini fosse presente, cosa sentirei davvero in questo momento? Solitudine? Bisogno di conferma? Desiderio di esplorare? Paura di restare sola?
Non è necessario prendere decisioni drastiche o bloccare tutto, ma potrebbe essere sano rallentare. Darsi il permesso di frequentare senza promettere, senza definire subito, mantenendo però chiarezza e correttezza verso entrambi rispetto alle proprie intenzioni. La correttezza non significa scegliere immediatamente, ma essere trasparente su dove si trova emotivamente.
C’è anche un altro elemento delicato: la differenza di età con il partner precedente. Relazioni con scarti generazionali importanti spesso influenzano il modo in cui una persona percepisce sé stessa e il proprio ruolo. Dopo una dinamica così, può servire un periodo per ritrovare il proprio centro.
Non deve punirsi bloccandosi, ma nemmeno affrettarsi per riempire uno spazio vuoto. La fase che sta vivendo è di transizione, e le transizioni richiedono tempo.
Dal modo in cui scrive emerge una ragazza sensibile, attenta a non ferire nessuno e desiderosa di fare la cosa giusta. Questo è già un buon segnale: significa che agirà con coscienza, non impulsivamente.
Se sente che questa indecisione la agita molto o si ripete anche in altre aree della sua vita, parlarne in uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi profondi e a scegliere con maggiore serenità.
Un caro saluto.
la confusione che descrive è molto comprensibile. Quando si esce da una relazione importante , soprattutto con una differenza d’età significativa, l’identità affettiva ha bisogno di tempo per riorganizzarsi. In questa fase è frequente sentire attrazioni diverse verso persone diverse, quasi come se parti differenti di sé rispondessero a bisogni differenti.
Da quello che racconta emergono due dimensioni molto chiare:
con uno sente una forte attrazione fisica e una presa immediata;
con l’altro percepisce connessione emotiva, affetto, forse stabilità.
Non è raro che, dopo una rottura, la parte più fisica e vitale cerchi leggerezza e desiderio, mentre la parte emotiva cerchi sicurezza e comprensione. Il punto non è scegliere “chi è meglio”, ma capire in che stato emotivo si trova lei ora.
Quando dice “forse dovrei bloccarmi e non fare nulla con nessuno”, sta probabilmente esprimendo un bisogno di chiarezza più che una regola morale. Il rischio, quando si è ancora in rielaborazione, non è fare qualcosa di “sbagliato”, ma usare l’altro per riempire un vuoto o per evitare di sentire fino in fondo la fine della relazione precedente.
Una domanda utile potrebbe essere:
se nessuno dei due uomini fosse presente, cosa sentirei davvero in questo momento? Solitudine? Bisogno di conferma? Desiderio di esplorare? Paura di restare sola?
Non è necessario prendere decisioni drastiche o bloccare tutto, ma potrebbe essere sano rallentare. Darsi il permesso di frequentare senza promettere, senza definire subito, mantenendo però chiarezza e correttezza verso entrambi rispetto alle proprie intenzioni. La correttezza non significa scegliere immediatamente, ma essere trasparente su dove si trova emotivamente.
C’è anche un altro elemento delicato: la differenza di età con il partner precedente. Relazioni con scarti generazionali importanti spesso influenzano il modo in cui una persona percepisce sé stessa e il proprio ruolo. Dopo una dinamica così, può servire un periodo per ritrovare il proprio centro.
Non deve punirsi bloccandosi, ma nemmeno affrettarsi per riempire uno spazio vuoto. La fase che sta vivendo è di transizione, e le transizioni richiedono tempo.
Dal modo in cui scrive emerge una ragazza sensibile, attenta a non ferire nessuno e desiderosa di fare la cosa giusta. Questo è già un buon segnale: significa che agirà con coscienza, non impulsivamente.
Se sente che questa indecisione la agita molto o si ripete anche in altre aree della sua vita, parlarne in uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi profondi e a scegliere con maggiore serenità.
Un caro saluto.
Gentile Utente
la ringrazio per aver condiviso questi dubbi. È comprensibile sentirsi confusi quando ci si trova in una fase di passaggio dopo la fine di una relazione importante: è come se il suo desiderio si fosse diviso in due, cercando da una parte protezione ed empatia, e dall’altra passione e intensità fisica.
Non c’è nulla di 'sbagliato' in ciò che prova. Spesso, dopo una rottura, abbiamo bisogno di esplorare parti diverse di noi stessi prima di sentirci pronti a riunirle in un unico rapporto. La sensazione di non essere 'corretta' nasce forse dal desiderio di fare la scelta giusta subito, ma a volte la chiarezza arriva solo permettendosi di vivere i sentimenti così come si presentano, senza l'urgenza di bloccarsi o di decidere il futuro oggi stesso.
Si conceda il tempo di ascoltare queste due diverse attrazioni: cosa le dicono di ciò di cui ha bisogno in questo momento della sua vita? Se le cose dovessero perdurare fino al punto di crearle un disagio significativo per la sua vita quotidiana, penso che l’aiuto di un professionista la potrebbe aiutare nella sua ricerca di un nuovo equilibrio.
Un cordiale saluto.
Dr. Claudio Puliatti
3\3\2026
la ringrazio per aver condiviso questi dubbi. È comprensibile sentirsi confusi quando ci si trova in una fase di passaggio dopo la fine di una relazione importante: è come se il suo desiderio si fosse diviso in due, cercando da una parte protezione ed empatia, e dall’altra passione e intensità fisica.
Non c’è nulla di 'sbagliato' in ciò che prova. Spesso, dopo una rottura, abbiamo bisogno di esplorare parti diverse di noi stessi prima di sentirci pronti a riunirle in un unico rapporto. La sensazione di non essere 'corretta' nasce forse dal desiderio di fare la scelta giusta subito, ma a volte la chiarezza arriva solo permettendosi di vivere i sentimenti così come si presentano, senza l'urgenza di bloccarsi o di decidere il futuro oggi stesso.
Si conceda il tempo di ascoltare queste due diverse attrazioni: cosa le dicono di ciò di cui ha bisogno in questo momento della sua vita? Se le cose dovessero perdurare fino al punto di crearle un disagio significativo per la sua vita quotidiana, penso che l’aiuto di un professionista la potrebbe aiutare nella sua ricerca di un nuovo equilibrio.
Un cordiale saluto.
Dr. Claudio Puliatti
3\3\2026
Buongiorno,
la ringrazio per la condivisione. E' comprensibile come dopo la fine di una relazione ci si possa sentire confusi, e di come sia necessario darsi del tempo per ritrovare un nuovo equilibrio.
Mi viene da chiederle se il punto non sia tanto chi scegliere, ma cosa rappresenta per lei ciascuno dei due in questo momento della sua vita: che parte di lei si attiva con l’uno e quale con l’altro?
E forse la domanda potrebbe diventare: cosa la mette più in difficoltà, il desiderio che prova o l’idea di non sentirsi corretta verso qualcuno?
Un caro saluto.
la ringrazio per la condivisione. E' comprensibile come dopo la fine di una relazione ci si possa sentire confusi, e di come sia necessario darsi del tempo per ritrovare un nuovo equilibrio.
Mi viene da chiederle se il punto non sia tanto chi scegliere, ma cosa rappresenta per lei ciascuno dei due in questo momento della sua vita: che parte di lei si attiva con l’uno e quale con l’altro?
E forse la domanda potrebbe diventare: cosa la mette più in difficoltà, il desiderio che prova o l’idea di non sentirsi corretta verso qualcuno?
Un caro saluto.
La ringrazio per aver condiviso questa confusione, che in realtà racconta quanto stia prendendo sul serio ciò che sente. A 25 anni, dopo una relazione importante con una persona molto più grande, è comprensibile trovarsi in una fase di riorganizzazione emotiva, in cui attrazione, bisogno di vicinanza e desiderio di stabilità possono andare in direzioni diverse.
Mi soffermerei su un punto che lei stessa ha espresso: “dovrei bloccarmi?”. È interessante quell’uso del *dovrei*. Ci dice qualcosa di come si sente dentro questa situazione: forse divisa tra ciò che desidera e ciò che pensa sia giusto fare, tra impulso e senso di correttezza, tra attrazione fisica e connessione emotiva. In ottica cognitivo-comportamentale, quel “dovrei” spesso segnala una regola interna molto rigida, che può aumentare il senso di colpa e la confusione.
Da una parte descrive una forte attrazione fisica verso l’ex, dall’altra un legame più emotivo e caratteriale con questo amico, seppur a distanza. Non esiste la persona perfetta che soddisfa ogni area al 100%, ma esiste la possibilità di chiedersi: cosa è davvero importante per me oggi? Di cosa ho bisogno in questa fase della mia vita? Stabilità? Passione? Sicurezza? Leggerezza?
Forse prima ancora di scegliere tra due persone, potrebbe essere utile fermarsi e ascoltarsi. Darsi tempo. Anche valutare la possibilità di stare un po’ da sola, non come punizione o “blocco”, ma come spazio di chiarezza. Si è mai data davvero questa chance? Dopo una relazione significativa, a volte entriamo subito in un nuovo intreccio emotivo senza aver elaborato fino in fondo ciò che è stato.
Non si tratta tanto di stabilire cosa sia giusto o sbagliato in senso assoluto, ma di capire cosa la fa sentire coerente con sé stessa. La chiarezza verso di sé precede la correttezza verso gli altri.
Se vuole, possiamo provare ad approfondire insieme cosa rappresentano per lei queste due figure e quali emozioni emergono quando immagina di rinunciare all’uno o all’altro.
Mi soffermerei su un punto che lei stessa ha espresso: “dovrei bloccarmi?”. È interessante quell’uso del *dovrei*. Ci dice qualcosa di come si sente dentro questa situazione: forse divisa tra ciò che desidera e ciò che pensa sia giusto fare, tra impulso e senso di correttezza, tra attrazione fisica e connessione emotiva. In ottica cognitivo-comportamentale, quel “dovrei” spesso segnala una regola interna molto rigida, che può aumentare il senso di colpa e la confusione.
Da una parte descrive una forte attrazione fisica verso l’ex, dall’altra un legame più emotivo e caratteriale con questo amico, seppur a distanza. Non esiste la persona perfetta che soddisfa ogni area al 100%, ma esiste la possibilità di chiedersi: cosa è davvero importante per me oggi? Di cosa ho bisogno in questa fase della mia vita? Stabilità? Passione? Sicurezza? Leggerezza?
Forse prima ancora di scegliere tra due persone, potrebbe essere utile fermarsi e ascoltarsi. Darsi tempo. Anche valutare la possibilità di stare un po’ da sola, non come punizione o “blocco”, ma come spazio di chiarezza. Si è mai data davvero questa chance? Dopo una relazione significativa, a volte entriamo subito in un nuovo intreccio emotivo senza aver elaborato fino in fondo ciò che è stato.
Non si tratta tanto di stabilire cosa sia giusto o sbagliato in senso assoluto, ma di capire cosa la fa sentire coerente con sé stessa. La chiarezza verso di sé precede la correttezza verso gli altri.
Se vuole, possiamo provare ad approfondire insieme cosa rappresentano per lei queste due figure e quali emozioni emergono quando immagina di rinunciare all’uno o all’altro.
Buongiorno. È naturale sentirsi confusa a 25 anni, specialmente quando si esce da una relazione con una differenza d'età importante e ci si ritrova divise tra il coinvolgimento fisico e quello emotivo.
Quello che lei vive non è uno "sbaglio", ma il segnale che sta cercando parti diverse di sé in persone diverse. Invece di bloccarsi o punirsi, questo è il momento ideale per chiedersi cosa desideri davvero per la sua felicità, senza la fretta di dover scegliere subito per senso di colpa. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su questi bisogni contrastanti e a vivere le sue relazioni con maggiore serenità e consapevolezza. Non si senta in colpa per il fatto di esplorare i suoi sentimenti. Un caro saluto.
Quello che lei vive non è uno "sbaglio", ma il segnale che sta cercando parti diverse di sé in persone diverse. Invece di bloccarsi o punirsi, questo è il momento ideale per chiedersi cosa desideri davvero per la sua felicità, senza la fretta di dover scegliere subito per senso di colpa. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su questi bisogni contrastanti e a vivere le sue relazioni con maggiore serenità e consapevolezza. Non si senta in colpa per il fatto di esplorare i suoi sentimenti. Un caro saluto.
Buongiorno, Capisco bene la tua confusione: quando due persone ti attirano in modi diversi — una più sul piano fisico, l’altra più sul piano emotivo — è normale sentirsi “tirata” da parti opposte e non sapere cosa sia giusto fare. Non c’è nulla di sbagliato in quello che provi: stai semplicemente cercando di capire cosa ti fa stare bene davvero.
Cara,
la tua confusione è comprensibile: ti sei lasciata da poco e ti trovi coinvolta in due dinamiche diverse, una più fisica e una più emotiva. Non c’è nulla di “sbagliato” in quello che provi.
Più che chiederti cosa sia giusto fare in assoluto, potrebbe esserti utile chiederti di cosa hai davvero bisogno in questo momento: passione, stabilità, conferme, leggerezza, tempo per te? A volte dopo una rottura alcune scelte nascono più dal bisogno di riempire un vuoto che da un desiderio consapevole.
Se non hai promesso esclusività a nessuno, non stai tradendo, ma è importante essere onesta con te stessa e chiara con l’altro quando la situazione diventa più definita.
Se senti troppa confusione, puoi anche concederti un piccolo spazio di pausa per capire meglio cosa vuoi, senza viverlo come un blocco ma come un momento di ascolto.
La confusione, a volte, è solo una fase di passaggio.
la tua confusione è comprensibile: ti sei lasciata da poco e ti trovi coinvolta in due dinamiche diverse, una più fisica e una più emotiva. Non c’è nulla di “sbagliato” in quello che provi.
Più che chiederti cosa sia giusto fare in assoluto, potrebbe esserti utile chiederti di cosa hai davvero bisogno in questo momento: passione, stabilità, conferme, leggerezza, tempo per te? A volte dopo una rottura alcune scelte nascono più dal bisogno di riempire un vuoto che da un desiderio consapevole.
Se non hai promesso esclusività a nessuno, non stai tradendo, ma è importante essere onesta con te stessa e chiara con l’altro quando la situazione diventa più definita.
Se senti troppa confusione, puoi anche concederti un piccolo spazio di pausa per capire meglio cosa vuoi, senza viverlo come un blocco ma come un momento di ascolto.
La confusione, a volte, è solo una fase di passaggio.
Buongiorno,
Lei dice che con una persona trova più affinità a livello emotivo, mentre con l'altra (l'ex) sente più chimica a livello fisico. Questo può succedere molto spesso: che alcune persone ci attraggono per come sono a livello caratteriale ed altre a livello sessuale. Quando succede però è comune provare senso di colpa o sentirsi molto confuse. Mi sembra importante dirle che non c'è nulla di male, non si comanda all'attrazione; non è qualcosa che si decide.
Mi sembra di capire che sente anche una certa ansia al pensiero di mantenere queste due relazioni. Per quanto non si comanda all'attrazione che si prova, si ha libertà e potere rispetto a come ci si comporta nelle relazioni. Può essere utile fermarsi un po' a riflettere (con persone a lei vicine o con un* professionista) sulle proprie emozioni, sui bisogni che si vivono in queste relazioni, e sui pro e contro delle diverse situazioni, e sull'importanza di validare i propri desideri (di relazione e sessuali).
Spero di esserle stato d'aiuto!
Lei dice che con una persona trova più affinità a livello emotivo, mentre con l'altra (l'ex) sente più chimica a livello fisico. Questo può succedere molto spesso: che alcune persone ci attraggono per come sono a livello caratteriale ed altre a livello sessuale. Quando succede però è comune provare senso di colpa o sentirsi molto confuse. Mi sembra importante dirle che non c'è nulla di male, non si comanda all'attrazione; non è qualcosa che si decide.
Mi sembra di capire che sente anche una certa ansia al pensiero di mantenere queste due relazioni. Per quanto non si comanda all'attrazione che si prova, si ha libertà e potere rispetto a come ci si comporta nelle relazioni. Può essere utile fermarsi un po' a riflettere (con persone a lei vicine o con un* professionista) sulle proprie emozioni, sui bisogni che si vivono in queste relazioni, e sui pro e contro delle diverse situazioni, e sull'importanza di validare i propri desideri (di relazione e sessuali).
Spero di esserle stato d'aiuto!
Buongiorno Gentilissima. La confusione di cui parla è comprensibile nel periodo che Lei racconta, caratterizzato da importanti cambiamenti dal punto di vista relazionale. La fine di una relazione può comportare tristezza, rabbia, turbamento emotivo e spaesamento, uniti alla sensazione di non avere più le certezze di prima. In tali momenti potrebbe essere prezioso indagare il proprio stato emotivo, concedendo a se stesse il tempo e lo spazio per conoscersi in questa nuova tappa di vita, per sperimentare i propri vissuti e, se emergono, le proprie sofferenze.
Se ne sente la necessità può valutare di chiedere un supporto ad un/una professionista della salute mentale. Le auguro buona fortuna!
Se ne sente la necessità può valutare di chiedere un supporto ad un/una professionista della salute mentale. Le auguro buona fortuna!
Gentilissima, la ringrazio molto per la condivisione. La situazione che descrive è molto comune e riflette una complessità tipica della psicologia umana: il fatto che il nostro sistema dell'affettività e quello del desiderio non sempre viaggino alla stessa velocità o verso la stessa persona.
Spesso, dopo una relazione con un forte divario d'età (che può aver attivato dinamiche di accudimento o squilibri di potere) è naturale trovarsi in una fase di esplorazione e confusione: il sistema sessuale è ancora legato a dinamiche che hanno attivato emozioni forti (anche se non per forza positive), mentre il sistema di attaccamento cerca un porto sicuro per stare meglio.
In queste situazioni è tipico cercare in una persona la sicurezza, la stabilità e l'affinità elettiva (quello che prova per l'amico a distanza), mentre in un'altra la "scintilla", l'eccitazione e la sfida fisica. Non c'è nulla di sbagliato in lei: sta semplicemente sperimentando bisogni umani che al momento sono incarnati da persone diverse.
La sensazione di non essere corretta nasce probabilmente dal tentativo di applicare le regole di una relazione esclusiva a una fase che è ancora di incertezza.
Se la sua idea di relazione (e frequentazione) coincide con la monogamia, il mio consiglio è chiedersi cosa queste due persone rappresentino per lei in questo momento della sua vita, piuttosto che chi sia quella giusta. La chiarezza arriverà con il permesso di sentire ciò che prova, senza giudicarsi.
In caso di difficoltà. un percorso di consulenza psicologica potrebbe aiutarla a integrare queste due dimensioni (affettiva ed erotica) e a comprendere meglio i suoi confini personali, permettendole di vivere queste frequentazioni con meno ansia e più consapevolezza.
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto,
dott.ssa Erica Zito
Psicologa e Sessuologa
Spesso, dopo una relazione con un forte divario d'età (che può aver attivato dinamiche di accudimento o squilibri di potere) è naturale trovarsi in una fase di esplorazione e confusione: il sistema sessuale è ancora legato a dinamiche che hanno attivato emozioni forti (anche se non per forza positive), mentre il sistema di attaccamento cerca un porto sicuro per stare meglio.
In queste situazioni è tipico cercare in una persona la sicurezza, la stabilità e l'affinità elettiva (quello che prova per l'amico a distanza), mentre in un'altra la "scintilla", l'eccitazione e la sfida fisica. Non c'è nulla di sbagliato in lei: sta semplicemente sperimentando bisogni umani che al momento sono incarnati da persone diverse.
La sensazione di non essere corretta nasce probabilmente dal tentativo di applicare le regole di una relazione esclusiva a una fase che è ancora di incertezza.
Se la sua idea di relazione (e frequentazione) coincide con la monogamia, il mio consiglio è chiedersi cosa queste due persone rappresentino per lei in questo momento della sua vita, piuttosto che chi sia quella giusta. La chiarezza arriverà con il permesso di sentire ciò che prova, senza giudicarsi.
In caso di difficoltà. un percorso di consulenza psicologica potrebbe aiutarla a integrare queste due dimensioni (affettiva ed erotica) e a comprendere meglio i suoi confini personali, permettendole di vivere queste frequentazioni con meno ansia e più consapevolezza.
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto,
dott.ssa Erica Zito
Psicologa e Sessuologa
Buongiorno,
la confusione che sente è comprensibile, soprattutto dopo una rottura recente. È possibile provare un’attrazione più fisica verso una persona e un legame più emotivo verso un’altra: sono dimensioni diverse e non sempre coincidono.
Il fatto che si chieda se sarebbe corretta con entrambi mostra che per lei la chiarezza e il rispetto sono importanti. Più che una scelta “giusta” o “sbagliata”, sembra che stia vivendo un momento di ambivalenza, in cui sta cercando di capire cosa desidera davvero.
Darsi il tempo di comprendere ciò che sente, senza forzarsi in una direzione, può aiutarla a non agire solo sull’impulso ma in modo più consapevole.
Saluti,
Dott.ssa Donatella Valsi
la confusione che sente è comprensibile, soprattutto dopo una rottura recente. È possibile provare un’attrazione più fisica verso una persona e un legame più emotivo verso un’altra: sono dimensioni diverse e non sempre coincidono.
Il fatto che si chieda se sarebbe corretta con entrambi mostra che per lei la chiarezza e il rispetto sono importanti. Più che una scelta “giusta” o “sbagliata”, sembra che stia vivendo un momento di ambivalenza, in cui sta cercando di capire cosa desidera davvero.
Darsi il tempo di comprendere ciò che sente, senza forzarsi in una direzione, può aiutarla a non agire solo sull’impulso ma in modo più consapevole.
Saluti,
Dott.ssa Donatella Valsi
La confusione che descrivi è comprensibile, soprattutto dopo una recente separazione emotivamente significativa. Quando una relazione termina, è frequente trovarsi divisi tra bisogni diversi: da un lato l’attrazione fisica e il desiderio, dall’altro la ricerca di connessione emotiva e stabilità.
Più che chiederti cosa sia “giusto” in assoluto, può essere utile fermarsi a capire in quale fase emotiva ti trova: stai cercando leggerezza e scoperta oppure un legame più profondo e definito? La difficoltà che senti probabilmente nasce dal tentativo di rispondere contemporaneamente a bisogni differenti.
Non è necessariamente sbagliato prendersi tempo per conoscere meglio ciò che provi, ma diventa importante mantenere chiarezza e sincerità verso te stessa e verso gli altri, evitando ambiguità che potrebbero generare aspettative non condivise.
A volte non serve bloccarsi, quanto piuttosto rallentare e ascoltare con maggiore consapevolezza ciò che ti fa stare davvero bene nel lungo periodo.
Un cordiale saluto.
Più che chiederti cosa sia “giusto” in assoluto, può essere utile fermarsi a capire in quale fase emotiva ti trova: stai cercando leggerezza e scoperta oppure un legame più profondo e definito? La difficoltà che senti probabilmente nasce dal tentativo di rispondere contemporaneamente a bisogni differenti.
Non è necessariamente sbagliato prendersi tempo per conoscere meglio ciò che provi, ma diventa importante mantenere chiarezza e sincerità verso te stessa e verso gli altri, evitando ambiguità che potrebbero generare aspettative non condivise.
A volte non serve bloccarsi, quanto piuttosto rallentare e ascoltare con maggiore consapevolezza ciò che ti fa stare davvero bene nel lungo periodo.
Un cordiale saluto.
Gentile utente,
Nessuno qui può dirle cosa deve o non deve fare... Le risposte a queste domande sono gia dentro di lei.
Le consiglio di effettuare un colloquio di terapia per poter iniziare un percorso suo personale che le sarà di grande aiuto. Saluti
Nessuno qui può dirle cosa deve o non deve fare... Le risposte a queste domande sono gia dentro di lei.
Le consiglio di effettuare un colloquio di terapia per poter iniziare un percorso suo personale che le sarà di grande aiuto. Saluti
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