, Palermo
Al momento i colloqui presso lo studio di Palermo verranno effettuati esclusivamente online
Leggi di più11/05/2025
Cagliari 3 indirizzi
Psicologa e psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale. Attraverso le competenze acquisite nella mia formazione come psicoterapeuta guido le persone nella comprensione del collegamento tra i propri pensieri, le emozioni e i comportamenti, fornendo strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane e migliorare il benessere psicologico. Mi occupo di: - Disturbi d’ansia (ansia generalizzata, attacchi di panico, fobie) - Depressione e disturbi dell’umore - Disturbo ossessivo-compulsivo - Autostima e crescita personale - Gestione delle emozioni e regolazione dello stress - Difficoltà relazionali e lavorative - Disturbi alimentari - Disturbo post-traumatico da stress - Supporto nei momenti di cambiamento e crescita personale
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Accettato
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6 recensioni
La dottoressa è molto attenta ed empatica, ho subito percepito cura nell'ascolto e mi sono sentita accolta, non giudicata.
Gentile, preparata ed empatica. Assolutamente consigliata
Per me è stata la prima volta, ho scelto lei senza conoscerla e devo dire che ho fatto un ottima scelta.
Ti mette subito a tuo agio e ti fa sentire a casa.
Consigliatissima, continuerò con lei questo percorso.
Dopo aver provato due diversi psicologi, ho trovato la dott.ssa Ancona con cui mi sono trovata subito bene. È riuscita a mettermi subito a mio agio ed entrare in empatia con me. Ancora siamo agli inizi ma ho avvertito già i primi miglioramenti. Consigliatissima!
Ho iniziato un percorso di psicoterapia con la dottoressa Ancona per problemi di ansia. Abbiamo trovato insieme diversi spunti per sentirmi meglio.
Ho contattato la dottoressa Ancona online, è stata molto disponibile e attenta. Mi sono trovato subito a mio agio, ho percepito empatia e professionalità.
Dott.ssa Federica Ancona
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Sono lieta che si sia sentito a suo agio e accolto.
Grazie per la fiducia.
ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, sono un ragazzo di trent'anni, ho un'angoscia addosso che mi opprime, ho sempre sofferto di disturbi d'ansia che mi hanno reso evitante per più situazioni, sono sempre stato molto timido e introverso avendo avuto problemi anche di bullismo durante le medie ma anche un'infanzia di denigrazione a causa delle istituzioni (scuola materna) e un trauma a quattro anni che mi hanno portato davvero a fare fatica nell'affrontare la vita, ora a questa età mi sento molto più indietro rispetto ai miei coetanei, non vivo da solo, ma ancora coi miei e mi è davvero difficile pensare di uscire da questa situazione per motivi psicologici, ho già provato la psicoterapia ma con scarso successo, anzi per me è stato qualcosa di controproducente che mi faceva sentire ancorato ancora di più alla mia situazione, mi sento un peso, lavoricchio ma guadagno pochissimo, vorrei riuscire a trovare la giusta strada e finalmente uscire da questo mood, penso spesso a cosa potrei fare, ma ogni volta non ho la risposta, ho una bassa autostima e sono pieno di sensi di colpa, ci sono periodi dove penso spesso al suicidio in modo costante, ma sono sicuro che non riuscirei mai a farlo per una mia insicurezza di fondo perchè ho perso veramente tanti anni della mia vita.
Buon pomeriggio, ti ringrazio di aver condiviso la tua esperienza, quello che descrivi arriva con molta forza e fa percepire quanta fatica tu stia portando avanti da tanto tempo. Le esperienze che racconti: il bullismo, la denigrazione, il trauma, spesso costruiscono nel tempo un modo di percepirsi (come inadeguati, indietro, “un peso”) e un modo di stare al mondo fatto di evitamento e paura. Ma il fatto che oggi tu ti senta bloccato non significa che tu sia “destinato” a rimanerci. Significa piuttosto che alcuni meccanismi che in passato ti hanno protetto (come l’evitamento) oggi stanno limitando le possibilità di cambiamento e la sensazione di essere “indietro” alimenta ulteriormente il senso di inadeguatezza, creando un circolo che blocca ancora di più. Rispetto alla tua domanda (“che strada prendere”), potrebbe essere utile spostare leggermente il focus: cercare “la risposta giusta” rischia di essere troppo grande specie nei momenti in cui ci si sente così sopraffatti. Più che una direzione definitiva, potresti iniziare da passi piccoli e concreti, anche molto graduali, che vadano nella direzione opposta all’evitamento. In merito alla tua esperienza con la psicoterapia: il fatto che l’esperienza sia stata vissuta come controproducente merita attenzione, ma non significa necessariamente che “la terapia non funzioni per te”. Spesso è questione di approccio, di tempi o di alleanza terapeutica. Può avere senso rivalutare questa possibilità in un contesto che ti faccia sentire maggiormente compreso e coinvolto. Infine, mi soffermo su ciò che scrivi riguardo ai pensieri di suicidio, anche se accompagnati dall’idea di non poterli mettere in atto, sono comunque un segnale importante da non trascurare. In questi momenti può essere fondamentale poter parlare con qualcuno, anche attraverso servizi di ascolto come Telefono Amico o Samaritans o figure professionali sul territorio.
Mia figlia soffre di ossessioni paura di parole fa le azioni in modo sequenziale e se non fatte in modo sequenziale diventa nervosa. Non vuole prebndere farmaci per una ragione precisa. Può fare come terapia psicanalisi, la aiuterebbe? Grazie.
Gentile utente,
i comportamenti che descrive (ossessioni legate a parole, bisogno di eseguire azioni in modo sequenziale e disagio se non riesce a farlo) potrebbero essere compatibili con un possibile disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Naturalmente, una diagnosi corretta e precisa può essere fatta solo da un professionista dopo una valutazione diretta. Per quanto riguarda il trattamento, le linee guida internazionali (come l’American Psychiatric Association) indicano come intervento di prima scelta la psicoterapia cognitivo-comportamentale. La psicoterapia psicoanalitica può offrire uno spazio di comprensione profonda dei vissuti emotivi, ma non è considerata il trattamento più efficace per il DOC secondo le evidenze scientifiche attuali.
È importante inoltre sapere che in molti casi anche la terapia da sola si dimostra utile. I farmaci vengono generalmente proposti nei casi più intensi o quando la sola psicoterapia non è sufficiente, ma non sono sempre obbligatori.
Il consiglio è quindi di rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto così da poter valutare insieme il percorso più adatto e rispettoso delle scelte di sua figlia.
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