Dott.ssa Denise Pieragostini

Psicologa · Altro sulle specializzazioni

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Esperienze

Sono una psicologa clinica, specializzanda in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza.

Mi occupo di interventi psicologici rivolti a bambini, adolescenti e alle loro famiglie, svolgendo terapie individuali, di gruppo e terapie familiari.
Opero prevalentemente nella fascia dell’infanzia e dell’adolescenza, accompagnando i minori e i loro caregiver nei momenti di difficoltà emotiva, relazionale e di sviluppo.
Nel corso della mia formazione ho avuto modo di lavorare in stretto contatto con le donne gravide, i loro partner, nei momenti prima o successivamente dopo al parto, ho approfondito sempre di più questa area e ad oggi mi occupo anche neogenitorialità, offrendo supporto alle giovani coppie e alle famiglie che affrontano le sfide legate all’ingresso in una nuova fase del ciclo di vita, ma anche le giovani donne con depressione post parto, frustrazioni legate all'allattamento e tutte le ansia legate a questa nuova fase della vita.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Terapia di gruppo

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia perinatale

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  • Consulenza online

    55 €

  • Colloquio psicologico online

    55 €

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Colloquio psicologico familiare

    85 €

  • Colloquio psicologico individuale

    70 €

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve. Sono sicuro al 99% di rientrare nei criteri necessari per avere una diagnosi di disturbo narcisistico di personalità. Sono seguito da anni da uno psicoterapeuta che, sebbene abbia già ampiamente riconosciuto in me la presenza di tratti narcisistici, non mi ha mai ufficialmente diagnosticato un disturbo vero e proprio. Tempo fa gli chiesi se secondo lui ci fossero i criteri necessari per avere una diagnosi di disturbo narcisistico di personalità e lui mi rispose che non era ancora il momento per fare una diagnosi specifica perché ho un quadro di personalità che presenta una moltitudine di tratti di svariati disturbi di personalità e non solo di quello narcisistico. Sono passati mesi da quando glielo chiesi e nel frattempo il quadro si è ulteriormente aggravato. La mia domanda è: dal momento che presento tutti i criteri necessari per una diagnosi di disturbo narcisistico di personalità questa non dovrebbe essere automatica, a prescindere dalla presenza o meno di altri eventuali disturbi? Come paziente, posso "pretendere" una valutazione diagnostica o è una cosa che dipende solo ed esclusivamente dai tempi/volontà del terapeuta? A volte ho come la sensazione che il mio teraputa eviti di proposito di parlare di diagnosi, forse perché teme che io identificarmi col disturbo o qualcosa del genere. Grazie in anticipo per eventuali risposte.

Capisco quanto possa essere importante per te avere una risposta chiara. Quando si percepisce di rientrare pienamente nei criteri di un disturbo, l’assenza di una diagnosi esplicita può generare frustrazione o la sensazione di essere “tenuti in sospeso”.

È però utile chiarire un punto: nei disturbi di personalità la diagnosi non è automatica solo perché una persona riconosce in sé tutti i criteri descrittivi. I criteri sono strumenti clinici che richiedono una valutazione approfondita del funzionamento globale della persona, della stabilità nel tempo, dell’impatto nelle diverse aree di vita e della differenziazione rispetto ad altri quadri possibili.
Inoltre, i disturbi di personalità raramente si presentano in forma “pura”: spesso c’è una compresenza di tratti appartenenti a più configurazioni. In questi casi alcuni terapeuti preferiscono lavorare sul funzionamento complessivo prima di cristallizzare un’etichetta diagnostica, soprattutto se ritengono che la diagnosi possa diventare un elemento identitario rigido o poco utile al percorso.
Questo non significa che la tua richiesta non sia legittima. Come paziente hai assolutamente il diritto di chiedere una valutazione diagnostica esplicita, quali criteri secondo il terapeuta sono presenti o meno, quale sia il razionale clinico dietro la scelta di non formalizzare una diagnosi al momento.
Più che “pretendere”, può essere utile portare in seduta proprio ciò che hai scritto qui: il bisogno di chiarezza, il timore che l’argomento venga evitato, il dubbio che ti venga nascosta un’informazione. Anche questo fa parte del lavoro terapeutico.
Un’ultima riflessione: a volte il desiderio di una diagnosi precisa può rispondere a bisogni diversi (dare un nome alla sofferenza, avere conferme, sentirsi compresi, o anche avere una struttura identitaria più definita). Esplorare insieme al terapeuta cosa rappresenterebbe per te ricevere ufficialmente quella diagnosi potrebbe essere molto significativo.

Se senti che il confronto rimane impossibile o poco trasparente, hai sempre la possibilità di chiedere una valutazione psicodiagnostica strutturata o un secondo parere. Questo rientra nei tuoi diritti.

Dott.ssa Denise Pieragostini

Domande su superamento di eventi traumatici

Ho fatto un grandissima cortesia ad una persona mancando nello stesso tempo di rispetto approfittando della bontà del professionista che ci ha tenuto a farmelo notare; come mi devo comportare.

Quello che è successo può capitare: a volte, nel desiderio di aiutare qualcuno o fare una cortesia, si rischia di oltrepassare un confine senza rendersene pienamente conto.
Il fatto che il professionista te lo abbia fatto notare è già un passaggio importante. Più che colpevolizzarti, può essere utile:
1. Riconoscere l’errore, se c’è stato, senza giustificarti troppo.
2. Scusarti in modo semplice e diretto, se il comportamento ha effettivamente mancato di rispetto.
3. Chiarire i confini per il futuro, così da non ripetere la situazione.

Un esempio potrebbe essere:
“Mi rendo conto che nel voler fare una cortesia ho oltrepassato un limite. Non era mia intenzione mancare di rispetto. Ti ringrazio per avermelo fatto notare, starò più attenta in futuro.”

Spesso una comunicazione chiara e responsabile ristabilisce il rispetto molto più di mille spiegazioni. Resto a disposizione

Dott.ssa Denise Pieragostini
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