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Dr. Marco Feola

Via Parisi, 44, Capua 81043

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22/10/2025

Esperienze

Psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-interpersonale, laureato con il massimo dei voti. 

Le emozioni, i pensieri e i comportamenti di ognuno di noi sono il risultato degli eventi che viviamo e anche del modo in cui li interpretiamo. I cinque sensi ci guidano nel percepire ciò che ci accade e il pensiero nell’attribuire poi un significato. Quest’ultimo ci fa sperimentare una determinata reazione emotiva che, a sua volta, ci porta ad agire in un certo modo.

Col passare del tempo possono crearsi circoli virtuosi ma anche viziosi, che ci allontanano dal benessere e dalla persona che vorremmo essere. Questi circuiti si possono interrompere, andando a intervenire su pensieri e comportamenti in modo da innescare un cambiamento positivo.

Conoscere sé stessi è la strada per il benessere.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicodiagnostica
  • Psicoterapia cognitiva neuropsicologica
  • Psicoterapia cognitivo comportamentale
  • Psicoterapia sistemico relazionale

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Studio Privato Dottor Marco Feola

Via Parisi, 44, Capua 81043

Disponibilità

Telefono

0823 166...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico clinico

    50 €

  • Pacchetto prestazioni


  • Test psicologici


  • Test di personalità


  • Tecniche di rilassamento


1 recensione

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  • G

    Il Dott. Feola mi ha dato sentite a mio agio. Sono stato davvero bene e mi sono sentito ascoltato. Mi ha dato davvero un grande aiuto per risolvere i miei problemi. Grazie Doc

     • Studio di consulenza online Dottor. Marco Feola colloquio psicologico clinico  • 

    Dr. Marco Feola

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno sono una ragazza di 19 anni sana senza problemi ereditari e sopratutto senza dei fattori rischio che sono sicura dalla visita di cui vi parlerò dopo,se ci fossero state anomalie mi avrebbero sicuramente messo al corrente...c'è qualche psicoterapeuta per la terapia TCC che mi può seguire online?Non ho disponibilità di pagare al momento ma credo io soffra del disturbo d'ansia e ipocondria e non so come fare a stare tranquilla..
Da un evento che mi è successo ho la costante paura che possa avere un problema di salute al cuore e di avere l'infarto o l'arresto cardiaco o ancora peggio l'MCI e nonostante le continue rassicurazioni e anche due visite fatte un mesetto fa in pronto soccorso con elettrocardiogramma e analisi del sangue ripetute due volte non hanno riscontrato nulla non riesco a tranquillizzarmi e a fermare i pensieri e a pensare che vengano totalmente a caso senza nessun motivo
Se ci fosse qualcuno disponibile ad aiutarmi forse credo mi sentirei meglio...e credo sia la cura piu giusta
Resto in attesa cordiali saluti

Cara ragazza,
Ho letto con attenzione la tua richiesta e comprendo tutta l'angoscia che stai vivendo. A 19 anni, vivere con il pensiero costante che il proprio cuore possa fermarsi è estenuante, perché ti toglie la libertà di progettare il futuro e ti costringe a vivere in una costante "sala d'attesa" del pronto soccorso, anche quando sei a casa tua.
Vorrei dirti subito una cosa: il fatto che le visite mediche e gli elettrocardiogrammi siano negativi, ma tu continui ad avere paura, non vuol dire che tu sia “pazza” o che i medici si sbagliano. Significa che il problema non è nell'organo "cuore", ma nel sistema di allarme della tua mente.
Dal tuo racconto emerge un meccanismo molto preciso:
1. L'Evento Scatenante: È successo qualcosa che ti ha fatto sentire improvvisamente vulnerabile ed esposta. Quell'evento ha rotto la tua sensazione di sicurezza.
2. Il Controllo del Corpo: Per non sentire quella vulnerabilità, hai iniziato a "controllare" il tuo corpo. Ma il cuore è un organo che funziona meglio se non lo si ascolta. Più lo controlli, più noti piccoli segnali normali, ti spaventi, il battito accelera per l'ansia, e tu leggi quell'accelerazione come la prova dell'infarto imminente.
3. Il Fallimento della Rassicurazione: Le rassicurazioni dei medici fungono da contenitore temporaneo della tua paura ("il cuore è sano"), calmano la tua parte logica per qualche ora, ma non spengono la tua parte emotiva, che continua a sentirsi in pericolo di vita.
Tu cerchi una Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC), che è ottima, ma nel mio lavoro utilizzo un approccio (Cognitivo-Interpersonale) che va anche oltre: non ci limitiamo a dirti "non pensarci", ma lavoriamo per capire perché in questo momento della tua vita, a 19 anni, la tua mente ha bisogno di spostare tutta l'attenzione sul cuore per non affrontare un'altra paura (forse quella di crescere, di svincolarsi, o di affrontare un cambiamento?).
Sulla questione economica: Capisco perfettamente la difficoltà. Come professionista privato il mio lavoro ha un costo, ma la salute mentale è un diritto. Il mio consiglio è duplice:
1. Se vuoi provare a capire se questo approccio fa per te e se possiamo trovare una soluzione sostenibile (per esempio il bonus psicologo, o se i tuoi genitori possono supportarti in questo investimento sulla tua salute), sono disponibile per un primo colloquio conoscitivo gratuito.
2. In alternativa, ti invito caldamente a rivolgerti al Consultorio Giovani della tua ASL o al CSM (Centro di Salute Mentale) di zona: offrono percorsi gratuiti o con ticket minimo, e non devi restare sola con questa paura.
L'ipocondria non passa con un altro elettrocardiogramma, ma imparando a tollerare di essere vivi (e quindi vulnerabili) senza dover controllare ogni battito.
Un caro saluto,
dottor Marco Feola.

Dr. Marco Feola

Cari dottori
Mi sento molto triste e sola …
vi scrivo perché vorrei iniziare un percorso per capire meglio alcuni miei comportamenti e imparare a gestirli.
In particolare, da un po’ di tempo ho:
• forti impulsi a dire bugie, soprattutto ai miei genitori;
• mi capita di chiamarli e inventare problemi o situazioni per attirare la loro attenzione, anche quando in realtà non è successo niente di grave;
• nel momento in cui lo faccio sento un po’ di sollievo, ma subito dopo provo molta vergogna e senso di colpa, e mi giudico tanto;
• nonostante il senso di colpa, il comportamento tende a ripetersi, come se fosse più forte di me;
• spesso mi sento vuota, sola o molto agitata dentro, e in quei momenti l’impulso a mentire aumenta;
• faccio fatica a dire direttamente: “mi sento sola”, “sto male”, “ho bisogno di sentirvi”, e mi viene più facile “inventare” qualcosa per giustificare la chiamata;
• ho la sensazione di avere emozioni molto intense e altalenanti (passo dal sentirmi relativamente bene al sentirmi malissimo in poco tempo);
• ho anche una forte paura di non essere considerata o di essere abbandonata, e temo di pesare sugli altri.
Inoltre, specifico che:
• ho una storia di difficoltà col cibo e con la gestione del peso,
• ho effettuato un intervento di bypass gastrico e sto cercando di non mettere a rischio il risultato, ma mi rendo conto che i miei comportamenti impulsivi e la difficoltà a gestire le emozioni possono interferire anche con questo aspetto.

Non sto cercando “giustificazioni” per le bugie, ma un aiuto concreto per:
• capire da dove nascono questi impulsi,
• imparare a gestire le emozioni intense, il vuoto e la solitudine senza ricorrere a comportamenti disfunzionali,
• riuscire a comunicare in modo più onesto e diretto con i miei genitori e con gli altri,
• lavorare anche sul rapporto con il cibo e con il mio corpo dopo il bypass.

Vorrei sapere se vi occupate di:
• problemi di regolazione emotiva e impulsività,
• difficoltà relazionali (paura dell’abbandono, bisogno di attenzione),
• supporto psicologico post-bariatrico e difficoltà legate al cibo.

Grazie in anticipo per l’attenzione.

Gentile utente,
Grazie per aver condiviso con tanta onestà e chiarezza quello che sta vivendo. Dal suo messaggio traspare una profonda lucidità con cui descrive il "ciclo" in cui si sente intrappolata: l'impulso, il sollievo momentaneo e poi il peso schiacciante della vergogna e del senso di colpa.
Leggendo le sue parole, sembrerebbe emergere chiaramente una profonda fame emotiva che, in questo momento, starebbe cercando le parole giuste per esprimersi.
Dal punto di vista del mio approccio clinico, le "bugie" che inventa non vanno lette come una colpa morale, ma come un tentativo di ottenere attenzioni, cura ed approvazione. È probabile che lei abbia una sensibilità molto spiccata verso il giudizio e l'abbandono (temi che spesso riscontro in chi ha una storia di difficoltà con il cibo); per questo motivo, chiedere semplicemente "ho bisogno di voi" le sembra impossibile o troppo rischioso, mentre inventare un problema "grave" diventa l'unico modo sicuro per legittimare la richiesta di attenzioni.
C'è un filo conduttore molto forte tra la sua storia col cibo (e l'intervento bariatrico) e questi nuovi comportamenti:
1. Quella sensazione di vuoto, solitudine e agitazione che descrive è probabilmente l'emozione nucleare che per anni ha cercato di gestire attraverso il cibo.
2. Ora che l'intervento chirurgico limita l'uso del cibo come "regolatore", quell'angoscia cerca un'altra via di uscita, trasformandosi nell'impulso a cercare contatto attraverso le storie inventate.
Il percorso che propongo si occupa esattamente di questo:
• Non si tratta solo di "smettere di mentire", ma di imparare a sentire di avere il diritto di chiedere affetto senza dover essere "in pericolo" o "malata" per meritarlo.
• Lavoreremo sulla regolazione di quel vuoto e di quelle emozioni intense, affinché non debbano più essere gestite né con il cibo né con comportamenti impulsivi che poi la fanno sentire in colpa.
• Il supporto post-bariatrico è fondamentale proprio per evitare che il disagio psicologico metta a rischio il risultato fisico.
Se desidera iniziare a lavorare su questi meccanismi per costruire un modo più autentico e meno doloroso di stare in relazione con sé stessa e con i suoi genitori, sono a sua disposizione per un primo colloquio conoscitivo gratuito.
Un cordiale saluto,
Dottor Marco Feola.

Dr. Marco Feola

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