Dott.ssa
Prisca Roveran
Psicologa
·
Psicoterapeuta
Psicologa clinica
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Torino 2 indirizzi
Esperienze
Sono Prisca Roveran, psicologa e specializzanda in psicoterapia cognitivo-costruttivista relazionale. Nel mio lavoro accolgo persone che si sentono sopraffatte da ciò che vivono, che faticano a comprendere le proprie emozioni o a stare bene nelle relazioni, offrendo uno spazio per parlare di sè e affrontare la sofferenza in maniera più consapevole.
Credo profondamente nell’importanza di creare uno spazio sicuro e accogliente, in cui potersi sentire ascoltati senza giudizio, con rispetto, empatia e attenzione. In terapia partiamo da ciò che la persona vive nel presente: le emozioni che fanno più fatica a essere vissute o riconosciute, le relazioni che fanno soffrire, le domande che spesso restano senza risposta.
Insieme esploriamo i significati personali, i modi abituali di stare con gli altri e con se stessi e ciò che può contribuire a mantenere il disagio. Il percorso viene costruito passo dopo passo, seguendo i tempi, le risorse e la sensibilità di ciascuno.
L’obiettivo è il benessere: aiutare la persona a conoscersi meglio, a dare senso alla propria esperienza, a trovare modalità più autentiche e soddisfacenti di vivere e di relazionarsi.
Credo in una psicoterapia che unisca competenza professionale, cura della relazione e calore umano.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia cognitiva
- Psicologia dell'emergenza
- Psicologia forense
- Psicoterapia
- Psicoterapia costruttivista
- Psicologia delle dipendenze patologiche
- Psicoterapia sistemico relazionale
Principali patologie trattate
- Bassa autostima
- Attacco di panico
- Ansia
- Sindrome da burnout
- Stress
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
45 € - 60 € -
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Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
5 recensioni
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E
EM
La dottoressa Roveran la conosco da tanto tempo , riesce a metterti a tuo agio dalla prima visita ! Mi ha aiutato tanto a capire le mie emozioni , come gestirle e come esprimerle ! Ringrazio e continuerò a essere una sua paziente !
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B
B. C.
La dottoressa Roveran è stata capace di accogliere la mia richiesta con professionalità, in uno spazio in cui mi sono sentita subito a mio agio. La considero competente e attenta, la consiglieró!
• Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Torino • colloquio psicologico •
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L
L.T.
Una dottoressa con grande competenza e professionalità, qualità non sempre scontate per la sua età.
Mi sono trovato molto bene anche con l’organizzazione e la bellezza dello studio.
Brava!• Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Torino • colloquio psicologico •
Dott.ssa Prisca Roveran
La ringrazio per le sue parole. Ritengo che competenza, chiarezza e cura dell’ambiente e della relazione contribuiscano a creare uno spazio sicuro, nel quale poter lavorare in modo condiviso e significativo.
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F
F. M.
Ho iniziato da poco un percorso con la Dott.ssa Roveran.
Mi sono trovato molto a mio agio: mi ha colpito la facilità con la quale abbiamo organizzato il tutto, la puntualità, il clima (al quale ha contribuito anche lo studio, molto carino) e soprattutto la capacita della Dott.ssa di farmi sentire a mio agio sin dalla prima seduta.• Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Torino • colloquio psicologico •
Dott.ssa Prisca Roveran
La ringrazio per la condivisione. Costruire insieme uno spazio di lavoro fondato su fiducia, chiarezza e collaborazione rappresenta una base importante per l’esplorazione e la comprensione della propria esperienza.
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M
M.C.
Professionista giovane, competente, attenta, molto disponibile. Mi sono sentita a mio agio con lei!!!
• Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Settimo • colloquio psicologico •
Dott.ssa Prisca Roveran
Grazie per la condivisione. La qualità della relazione è un aspetto fondamentale nel percorso psicologico e la possibilità di sentirsi a proprio agio rappresenta una base preziosa per il lavoro personale.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 14 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno Dottori, avrei bisogno di un aiuto perché è ormai 1 mese che mi sento come sulle montagne russe.
È tutto cominciato da quando ho scoperto la mia compagna (con cui sto insieme da 8 anni) scriversi e mandare foto ad altri. Abbiamo discusso di questa situazione e infine ho deciso di perdonarla. Sentendo le ragioni per cui l'ha fatto ci siamo messi d'accordo di sperimentare questa cosa, le mi ha detto che l'ha fatto perché si sentiva trascurata e sentirsi fare i complimenti da altre persone la fanno stare bene.
Ora è un mese che io mi sento letteralmente morto dentro come se non avessi più emozioni dentro di me e ho paura che alla lunga possa farmi cadere magari in depressione, io le ho detto di fare questo "gioco" perchè a lei fa stare bene ricevere complimenti e perche l'amo così tanto che metto sempre prima il suo benessere del mio, ma a me piano piano mi sta spegnendo.
Buongiorno,
quello che descrive è un vissuto molto delicato e comprensibilmente doloroso. La scoperta dei messaggi e delle foto ha rappresentato una frattura importante nella fiducia, anche se avete deciso di parlarne e di “trasformare” la situazione in qualcosa di condiviso. Il fatto che lei oggi si senta “morto dentro”, svuotato, come sulle montagne russe emotive, è un segnale che non andrebbe ignorato.
A volte, quando si ama molto una persona, si tende a mettere il suo benessere davanti al proprio, convincendosi che questo sia il modo giusto di proteggere la relazione. Tuttavia una coppia sana non può reggersi sul sacrificio silenzioso di uno dei due. Se lei sta accettando qualcosa che interiormente la ferisce, il prezzo emotivo rischia di essere alto. Quel senso di spegnimento che descrive può essere una forma di difesa: quando qualcosa fa troppo male, ci si anestetizza per non sentire.
È importante distinguere tra una scelta realmente condivisa e una scelta fatta per paura di perdere l’altro. Se questa “sperimentazione” la sta facendo sentire svuotato, è fondamentale che lei lo riconosca e lo comunichi con chiarezza. L’amore non dovrebbe comportare l’annullamento di sé.
La sua preoccupazione rispetto a una possibile depressione non va sottovalutata, soprattutto se la sensazione di apatia e tristezza persiste. Potrebbe essere molto utile uno spazio personale di confronto psicologico per aiutarla a comprendere meglio cosa sta provando, quali sono i suoi limiti e come tutelare il suo equilibrio emotivo.
Mettere il benessere dell’altro prima del proprio può sembrare un atto d’amore, ma nel lungo periodo una relazione funziona solo se entrambi si sentono rispettati, sicuri e vitali, non se uno dei due si spegne.
Un cordiale saluto.
Salve
Sono un ragazzo di 24 anni. Nell'ultimo periodo sto notando una cosa che non va nel mio corpo. Anche se probabilmente leggeranno tante dottoresse donne lo dico comunque, mi masturbo con tanta frequenza al giorno arrivando anche a 4 o 5 volte nell'arco della giornata. Molto.mi capita soprattutto nei periodi di forte stress ma soprattutto per combattere la noia e la rabbia, trovo sfogo in questo e per un po' mi rilasso però ormai sono da anni che è diventata come un abitudine per me. Premetto che non ho mai avuto e tutt'ora non ho problemi sessuali, le volte che ho fatto un rapporto è sempre andato tutto bene anche a livello di erezione ecc mai avuto problemi eccetto le volte in cui stavo male o mi sentivo troppo stanco. Sto notando che faccio un po' più fatica a masturbarmi sulle ragazze, di solito quando ne faccio di meno non ho troppi problemi ma da almeno 3 anni le faccio in continuazione . Non è che all'improvviso sto cambiando gusti sessuali? Cioè non mi sono mai piaciuti uomini, ho sempre avuto ragazze e tutt'ora voglio solo ragazze, scusatemi se sembro omofobo però non posso proprio accettare una cosa del genere. Forse è una cosa dettata dalla paura o da un gesto ossessivo compulsivo contro rabbia stress e ansia? Ve ne sarei grato in caso di risposta alla mia domanda
Salve,
da ciò che descrive emergono diversi elementi che meritano di essere letti con calma e senza conclusioni affrettate.
Prima di tutto è importante sottolineare che la frequenza della masturbazione, di per sé, non è automaticamente indicativa di un problema sessuale o di un cambiamento dell’orientamento. Nel suo racconto, infatti, non emergono segnali di difficoltà nelle esperienze sessuali reali: riferisce erezioni adeguate e rapporti soddisfacenti quando ha avuto partner. Questo è un dato importante perché suggerisce che la dimensione della sua sessualità relazionale appare sostanzialmente funzionante.
Piuttosto, sembra utile soffermarsi sulla funzione che la masturbazione ha progressivamente assunto nella sua vita. Lei stesso racconta che tende a ricorrervi soprattutto nei momenti di stress, rabbia o noia e che dopo l’atto sperimenta un temporaneo senso di rilassamento. In termini psicologici questo lascia pensare che la masturbazione sia diventata negli anni una sorta di strategia di regolazione emotiva, cioè un modo rapido per abbassare la tensione interna e gestire stati emotivi spiacevoli.
Quando un comportamento con questa funzione diventa molto frequente e ripetuto – soprattutto se associato all’uso di pornografia o di stimoli molto intensi – può verificarsi una forma di abituazione del sistema di eccitazione sessuale. Il cervello tende ad adattarsi agli stimoli che riceve più spesso e, nel tempo, ciò che prima attivava facilmente l’immaginazione erotica può risultare meno immediato o meno potente. In alcune persone questo si traduce proprio nella sensazione di fare più fatica a eccitarsi attraverso le fantasie abituali o attraverso immagini mentali che in passato funzionavano spontaneamente. Non è raro che la pornografia, se utilizzata molto frequentemente, finisca per avere una sorta di effetto “anestetizzante” sugli stimoli più semplici o sulle fantasie spontanee.
Alla luce di questo, la difficoltà che descrive nelle fantasie appare più comprensibile come l’effetto di un’abitudine molto consolidata e ripetuta, piuttosto che come il segnale di un cambiamento nei suoi gusti sessuali. L’orientamento affettivo e sessuale è una dimensione relativamente stabile e non tende a modificarsi semplicemente perché, in un periodo della vita, il sistema di eccitazione si è adattato a una modalità di stimolazione molto frequente.
Un altro aspetto che emerge dal suo messaggio riguarda la preoccupazione e il timore che questa situazione possa significare qualcosa di destabilizzante per la sua identità. Talvolta, quando una strategia che per anni ha funzionato come modalità di gestione dello stress inizia a creare dubbi o a non produrre più lo stesso effetto, può generarsi una sensazione di smarrimento. In questo senso è possibile che ciò che stia vivendo sia anche il segnale che la modalità con cui ha imparato a gestire tensione, rabbia o noia sta diventando meno efficace o meno equilibrata, mettendo in discussione una strategia di coping che nel tempo si era automatizzata.
In una prospettiva cognitivo-costruttivista relazionale, può essere utile leggere questa esperienza non tanto come un problema legato ai gusti sessuali, quanto come un momento in cui il suo sistema di regolazione emotiva sta mostrando alcuni limiti. Ampliare gradualmente le modalità con cui affronta stress, frustrazione o vuoti di noia può aiutare anche il sistema sessuale a recuperare maggiore spontaneità e sensibilità agli stimoli che in passato funzionavano naturalmente. Se la situazione continua a generarle preoccupazione o la sensazione di non riuscire a modulare questo comportamento, un confronto con uno psicologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio il legame tra emozioni, abitudini e sessualità, restituendo maggiore equilibrio e libertà nella gestione di questi aspetti della sua vita.
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