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Esperienze

Sono Prisca Roveran, psicologa e specializzanda in psicoterapia cognitivo-costruttivista relazionale. Nel mio lavoro accolgo persone che si sentono sopraffatte da ciò che vivono, che faticano a comprendere le proprie emozioni o a stare bene nelle relazioni, offrendo uno spazio per parlare di sè e affrontare la sofferenza in maniera più consapevole.

Credo profondamente nell’importanza di creare uno spazio sicuro e accogliente, in cui potersi sentire ascoltati senza giudizio, con rispetto, empatia e attenzione. In terapia partiamo da ciò che la persona vive nel presente: le emozioni che fanno più fatica a essere vissute o riconosciute, le relazioni che fanno soffrire, le domande che spesso restano senza risposta.

Insieme esploriamo i significati personali, i modi abituali di stare con gli altri e con se stessi e ciò che può contribuire a mantenere il disagio. Il percorso viene costruito passo dopo passo, seguendo i tempi, le risorse e la sensibilità di ciascuno.

L’obiettivo è il benessere: aiutare la persona a conoscersi meglio, a dare senso alla propria esperienza, a trovare modalità più autentiche e soddisfacenti di vivere e di relazionarsi.

Credo in una psicoterapia che unisca competenza professionale, cura della relazione e calore umano.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologia cognitiva
  • Psicologia dell'emergenza
  • Psicologia forense
  • Psicoterapia
  • Psicoterapia costruttivista
  • Psicologia delle dipendenze patologiche
  • Psicoterapia sistemico relazionale
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  • Colloquio psicologico

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  • Consulenza online

    50 €

  • Psicoterapia

    45 € - 60 €

  • Psicoterapia individuale

    45 € - 60 €

  • Mindfulness

    60 €

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Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Torino

Corso Re Umberto 141, Torino 10134

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Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Settimo

Via Edmondo de Amicis, Settimo Torinese 10036

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3 recensioni

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  • L

    Una dottoressa con grande competenza e professionalità, qualità non sempre scontate per la sua età.
    Mi sono trovato molto bene anche con l’organizzazione e la bellezza dello studio.
    Brava!

     • Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Torino colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Prisca Roveran

    La ringrazio per le sue parole. Ritengo che competenza, chiarezza e cura dell’ambiente e della relazione contribuiscano a creare uno spazio sicuro, nel quale poter lavorare in modo condiviso e significativo.


  • F

    Ho iniziato da poco un percorso con la Dott.ssa Roveran.
    Mi sono trovato molto a mio agio: mi ha colpito la facilità con la quale abbiamo organizzato il tutto, la puntualità, il clima (al quale ha contribuito anche lo studio, molto carino) e soprattutto la capacita della Dott.ssa di farmi sentire a mio agio sin dalla prima seduta.

     • Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Torino colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Prisca Roveran

    La ringrazio per la condivisione. Costruire insieme uno spazio di lavoro fondato su fiducia, chiarezza e collaborazione rappresenta una base importante per l’esplorazione e la comprensione della propria esperienza.


  • M

    Professionista giovane, competente, attenta, molto disponibile. Mi sono sentita a mio agio con lei!!!

     • Studio Psicoterapia Dott.ssa Prisca Roveran Settimo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Prisca Roveran

    Grazie per la condivisione. La qualità della relazione è un aspetto fondamentale nel percorso psicologico e la possibilità di sentirsi a proprio agio rappresenta una base preziosa per il lavoro personale.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, avevo scritto in passato delle domande riguardo a un ragazzo tempo fa. Alla fine ci sono rimasta 10 mesi, anche se i mesi dopo la rottura tra una cosa e l'altra ci siamo visti una volta al mese e finivamo spesso a baciarci su una panchina. Tutto è finito dopo altri 7 mesi post rottura. Poi grazie alla mia psicologa ho scoperto che era una vera e propria dipendenza affettiva e ho lavorato tanto su me stessa da allora e ora sto meglio. Lui nel frattempo è partito in erasmus e si è trovato una nuova ragazza, che mi ha bloccato sui social pur non conoscendomi, poi dopo è stato lui a bloccarmi e lei mi ha sbloccato. Passati un paio di mesi lui mi ha ricercato, mandomi una nostra foto e scrivendo sotto "ti amo" per poi modificare il messaggio e scrivere "voglio bene". Non ci eravamo mai detti ti amo durante la relazione tra l'altro. Comunque grazie a dei miei amici che lo seguono sui social ho scoperto che si era appena lasciato. Dopo il messaggio del "voglio bene" mi ha detto che voleva parlare e mi ha chiesto se potevamo tornare insieme, ma io ho detto che non volevo. A quel punto lui mi ha scritto di cancellare tutte le nostre foto e buttare via tutti i regali che mi aveva fatto e che lui avrebbe fatto lo stesso, ripetendomelo più volte. Io ho detto "va bene" . Poche ore dopo sempre grazie a miei amici ho scoperto che aveva modificato la foto profilo mettendo una foto con lui e la ragazza e che si riseguivano di nuovo sui social. Sono rimasta completamente scioccata. Più che altro vorrei delle spiegazioni. Durante la relazione non è mai stato così ossessivo, anzi a volte sembrava disinteressato o evitante. Ed è ricomparso così all'improvviso dopo 6 mesi che non ci vedevamo o sentivamo. La mia domanda è secondo voi perchè si è comportato così? Tra poco lui tornerà dall'erasmus e probabilmente lo vedrò in giro visto che frequentiamo la stessa università, cosa dovrei fare? Mi dovrei preoccupare? Io nel frattempo l'ho bloccato e anche se voglio risposte ho veramente paura a parlarci. Grazie in anticipo per le vostre risposte.

Salve,
la ringrazio per aver condiviso in maniera così aperta e dettagliata la sua esperienza. Ciò che racconta è intenso e complesso, e la sua capacità di riconoscere le dinamiche di dipendenza affettiva e il lavoro che ha svolto su di sé è già un risultato significativo e importante. Il comportamento del ragazzo, così improvviso e altalenante, sembra indicare più un bisogno di conferma e controllo emotivo da parte sua che una reale consapevolezza dei sentimenti. Riapparire dopo mesi, inviare messaggi ambigui e reagire in maniera drastica alla sua risposta riflette probabilmente un impulso a gestire la propria vulnerabilità, più che un desiderio autentico di riprendere la relazione. La rapidità con cui ha modificato i comportamenti sui social e la richiesta di cancellare foto e regali sono manifestazioni di un modo di relazionarsi centrato su sé stesso, piuttosto che sul rispetto dei limiti altrui.
Dal suo racconto emerge chiaramente che lei ha saputo porsi dei confini, scegliere di non tornare indietro e proteggere il proprio benessere emotivo. Questo è un segnale di crescita e di consapevolezza: sta imparando a riconoscere le dinamiche che le erano disfunzionali e a tutelare se stessa.
Quanto alla possibilità di incontrarlo in università, non è necessario forzare alcun confronto. Può limitarsi a gestire gli incontri in maniera rispettosa e distaccata, senza sentirsi obbligata a fornire spiegazioni o chiarimenti. La paura che sente nel pensare a un possibile contatto è comprensibile e rappresenta un’indicazione naturale del suo sistema emotivo di protezione. Spesso, nelle relazioni che hanno comportamenti altalenanti come questi, la vera chiusura non arriva dalle parole dell’altro, ma dalla coerenza con cui si scelgono e si rispettano i propri limiti. Lei ha già fatto un passo importante in questa direzione, ed è utile continuare a privilegiare il suo benessere e la propria stabilità emotiva.

Dott.ssa Prisca Roveran

Buongiorno, mi sento tanto confusa in questo periodo della mia vita, ma tanto. Ho tante paure che mi bloccano, sto facendo una psicoterapia dall'anno scorso ma non è un percorso fisso ogni settimana. perchè questa psicologa lavora solo il sabato, ha un altro lavoro la settimana, ma è iscritta all'albo tutto regolare. Mi capita di avere pensieri ripetitivi a volte poi mi fanno cambiare lo stato d'animo. Mi capita di pensare o di aspettarmi che altri facciano per me questo l'ho capito in psicoterapia, ma non mi fa bene. HO capito che per me è fondamentale che io mi determini non che mi appoggio agli altri. ma io ho bisogno di capire perchè ho attuato questo meccanismo. Come se per paura di stare sola devo compiacere. ma io oscillo non è sempre così, oscillo tra questi stati e invece momenti che riesco a mettere confini però divento acida mi sembra che non è un atteggiamento naturale ma come se io provoco qualcosa, per far accadere qualcosa. Non mi fa sentire bene questo. Mi fa stare male poi penso che gli altri non potranno mai capirmi, perchè io mi sto rovinando l'esistenza. A volte vorrei spegnere il cervello anche in una comunità psichiatrica, sentirmi contenuta seguita. E invece mi sento tanto sola con questi pensieri che non mi fanno essere me stessa. Ho veramente paura ancora a 40 anni di costruire relazioni vuote, che mi appoggio agli altri e poi me ne difendo. E' come se facessi una fisarmonica nella mia vita faccio una cosa ma poi fuggo. E mi è successo con l'ultimo lavoro che avevo capito non era per me ci stavo male. Ma non mi sono data la possibilità di provarci fino in fondo perchè mi erano ritornati pensieri conflittuali, mi sembrava un lavoro troppo grande per me in una struttura psichiatrica come oss. mi partivano troppi pensieri. Vedere quella sofferenza a me risuonava tanto. Ma non me lo sono cercato io mi ha contattato questa cooperativa e mi ha proposto questa offerta e io ho voluto provare ma ho proprio sbagliato non mi sono custodita. sto frequentando un ragazzo di 30 anni io ne ho 40, è un ragazzo carino ma la mia paura anche qui è di essere attratta solo a livello sensuale, non mi fa sentire tanto rassicurata io mi faccio tanti pensieri che forse questa è una relazione solo sensuale, a volte ci tocchiamo un pò ma io cerco poi di fermarmi per fortuna. Io sono anche cristiana per me sono importanti certi valori, mi fanno sentire bene e in pace con me. Questa relazione mi destabilizza un pò. anche qui io prima dico di si di uscire poi dico no lascia stare... perchè sento che lui non mi parla proprio sinceramente. Purtroppo sono una ragazza ormai donna...che deve essere stimolata a capire quello di cui ha bisogno, e non mi voglio appoggiare a uno di 30 anni che forse anche lui non sa di preciso cosa vuole. Mi sento di stare a fare tante cavolate questo periodo. Per esempio gli avevo mandato un audio in cui dicevo che mi voglio custodire adesso io non c'ho la testa per una relazione, devo pensare un pò a ritrovare me stessa, che mi sembra di essermi persa di nuovo, di trattarmi con compassione invece mi tratto tanto male. E lui mi risponde solo con Va bene... Sinceramente non capivo perchè e gli ho chiesto che allora non gli interesso se chiude così la cosa. La psicologa mi ha fatto capire che io ho cercato di provocarlo un pò, ma la provocazione infastidisce e ricevo solo un muro dall'altra parte. Io mi aspettavo che mi dicesse ma perchè? cosa ti succede? cose di questo genere... Poi lui mi ha detto chiaro che lui mette al primo posto se stesso poi se viene una donna... allora mi fa pensare che lui forse vuole una sola cosa. Anche se una mia amica mi ha detto che invece mi ha risposto in modo maturo. Che non è obbligato a rincorrermi.... Io no so che fare sto veramente un pò rimbambita. Non so se mi sto rovinando l'esistenza. Ho capito però che se prima non faccio chiarezza in me come posso stare con un altra persona? poi incomincio a pensare che forse mi vuole usare o anche io penso che lo so usando solo per provare piaceri che non avevo provato, ma che alla fine non è che desidero veramente tanto. Per me proprio non è la priorità. Io non so se c'è qualche psicologo anche a Roma che mi può anche qui dare un consiglio. Perchè ho paura così di non riuscire a combinare niente nella vita, in questo stato. Cosa dovrei fare per abbassare questi pensieri? Grazie dell'ascolto

Salve,
dalle sue parole emerge una grande sofferenza ma anche una notevole capacità di riflessione su ciò che le accade. Questo è un punto molto importante, perché significa che non è “confusa” in senso caotico, ma sta attraversando un momento di forte conflitto interiore che sta cercando di comprendere.
L’oscillazione che descrive – tra il bisogno di vicinanza e la necessità di difendersi, tra il compiacere e il mettere confini in modo più rigido – è una dinamica relazionale frequente quando dentro di sé convivono paura dell’abbandono e paura di dipendere troppo dall’altro. Non è un difetto di personalità, ma una modalità appresa nel tempo per proteggersi. Il problema è che oggi questa modalità le crea stanchezza e senso di instabilità. Anche i pensieri ripetitivi che le cambiano lo stato d’animo sembrano intensificarsi nei momenti in cui si sente sotto pressione o chiamata a fare scelte importanti. La mente prova a trovare controllo e sicurezza, ma finisce per aumentare l’ansia. In questi casi non è utile “combattere” i pensieri, quanto piuttosto lavorare sulla regolazione emotiva e sulla comprensione dei bisogni profondi che si attivano nelle relazioni.

Rispetto alla relazione che sta vivendo, più che concentrarsi su cosa voglia l’altro, potrebbe essere utile chiedersi con calma cosa desidera lei in questa fase della sua vita e quanto si sente centrata nei suoi valori. Le sue esitazioni non sono necessariamente un errore: possono essere il segnale che ha bisogno prima di tutto di ritrovare un senso di stabilità personale. Il fatto che senta il bisogno di maggiore contenimento merita attenzione. Se percepisce che la frequenza attuale della psicoterapia non è sufficiente a sostenerla in questo periodo, può valutare la possibilità di un percorso più continuativo. Non significa che “non sta funzionando”, ma che forse ora ha bisogno di una presenza più stabile. Non sta rovinando la sua esistenza, bensì sta attraversando una fase delicata di ridefinizione personale e relazionale. Con un lavoro terapeutico costante e uno spazio in cui sentirsi accolta senza giudizio, questi movimenti oscillatori possono gradualmente trovare un equilibrio più sereno.

Dott.ssa Prisca Roveran
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