Buongiorno a tutti Sono la mamma di una ragazza di quasi 17 anni con possibile disturbo borderline
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Buongiorno a tutti
Sono la mamma di una ragazza di quasi 17 anni con possibile disturbo borderline
Mia figlia si trova in una comunità terapeutica da dicembre 2022 e sta facendo grandi passi avanti.... infatti vera a casa questa settimana qualche ora per il compleanno della sorellina e poi se la scuola va bene inizierà a fare rientri
Aparte la psicoterapia prende anche EN, aripiprazolo e sertralina....
Siamo tutti molto contenti perché lavora veramente tanto per la sua guarigione
Il problema da quello che abbiamo capito è stato il divorzio,il papà che non è mai diventato adulto (anche se è una brava persona come padre fa solo i piaceri delle figlie e niente educazione)e io una mamma molto presente, amorevole ma anche molto severa....
La comunità mi aiuta molto e io e mia figlia abbiamo riuscito a trovare un via di mezzo....che purtroppo l'avevamo perso.... certo che ci vuole pazienza per ricucire le ferite di entrambe.....ma piano piano ho fiducia in mia figlia perché so che il suo cuoricino è buono e che capirà che gli errori fatti gli ho fatto perché le volevo bene.
Con papà le stanno insegnando come fare e accettare il fatto che lui sarà per sempre un bambino grande, invece per la sorella è stata l'unica cosa mai modificata...și vogliono tanto bene e anche se il malessere ha fatto mia figlia comportarsi male con la sorellina io sono stata sempre dietro e ci sono riuscita a salvare questo bellissimo rapporto anche se io mi sono messa nei Guai....
La mia domanda è; potete dirmi per favore se ci sono possibilità di guarigione totale?
P.S al ritorno avrà una psicoterapeuta che la seguirà per tutto il tempo che avrà bisogno.....
Grazie mille per le vostre risposte
Sono la mamma di una ragazza di quasi 17 anni con possibile disturbo borderline
Mia figlia si trova in una comunità terapeutica da dicembre 2022 e sta facendo grandi passi avanti.... infatti vera a casa questa settimana qualche ora per il compleanno della sorellina e poi se la scuola va bene inizierà a fare rientri
Aparte la psicoterapia prende anche EN, aripiprazolo e sertralina....
Siamo tutti molto contenti perché lavora veramente tanto per la sua guarigione
Il problema da quello che abbiamo capito è stato il divorzio,il papà che non è mai diventato adulto (anche se è una brava persona come padre fa solo i piaceri delle figlie e niente educazione)e io una mamma molto presente, amorevole ma anche molto severa....
La comunità mi aiuta molto e io e mia figlia abbiamo riuscito a trovare un via di mezzo....che purtroppo l'avevamo perso.... certo che ci vuole pazienza per ricucire le ferite di entrambe.....ma piano piano ho fiducia in mia figlia perché so che il suo cuoricino è buono e che capirà che gli errori fatti gli ho fatto perché le volevo bene.
Con papà le stanno insegnando come fare e accettare il fatto che lui sarà per sempre un bambino grande, invece per la sorella è stata l'unica cosa mai modificata...și vogliono tanto bene e anche se il malessere ha fatto mia figlia comportarsi male con la sorellina io sono stata sempre dietro e ci sono riuscita a salvare questo bellissimo rapporto anche se io mi sono messa nei Guai....
La mia domanda è; potete dirmi per favore se ci sono possibilità di guarigione totale?
P.S al ritorno avrà una psicoterapeuta che la seguirà per tutto il tempo che avrà bisogno.....
Grazie mille per le vostre risposte
Gentile utente, comprendo la sua preoccupazione materna nei confronti di una figlia giovane e in un’età così delicata per la formazione della personalità. Il percorso di psicoterapia, se seguito con motivazione e collaborazione, investendo su sé stessi con impegno e costanza, può consentire di apprendere le strategie adeguate per poter gestire al meglio la sintomatologia, i comportamenti problematici, le relazioni e la gestione delle emozioni intense per poter raggiungere una soddisfacente qualità di vita. Quello di sua figlia potrebbe essere un percorso lungo che richiederà l’impegno di entrambe, continui a sostenerla nei suoi progressi e si conceda di chiedere aiuto a un professionista se sente il bisogno di elaborare le numerose emozioni che questa situazione così difficile le sta suscitando. Un caro saluto, dott.ssa M.B.
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Considerando la giovane età di sua figlia, i progressi significativi descritti, il coinvolgimento delle figure genitoriali da parte della comunità, si intuisce un lavoro multidisciplinare efficiente. I rientri graduali, con la garanzia che sua figlia continuerà ad essere seguita sul piano psicoterapeutico, fanno ipotizzare una prognosi favorevole, fermo restando che tale continuità venga mantenuta nel corso del tempo.
Buongiorno. Mi occupo di supervisionare comunità educative e terapeutiche e mi è capito spesso di vedere eccellenti lavori di equipe che hanno portato gli utenti a radicali cambiamenti di vita. Tanti auguri
L'adolescenza è una fase difficile ma molto mobile e ricca di possibilità di recupero che decrescono con l'età.
Riconoscere un serio problema emotivo di giovani e ragazzi, affrontarlo nel giusto contesto terapeutico, consente grandi cambiamenti ed evoluzione positiva.
L'importante è che gli adulti che hanno la responsabilità dei giovani siano disposti a riconoscere il problema e che non si rifuggano nella speranza che il disturbo scopaia magicamente con la crescita sprecando così un'importante possibilità di cura e di crescita.
Dott Maria Grazia Antinori, Roma
Riconoscere un serio problema emotivo di giovani e ragazzi, affrontarlo nel giusto contesto terapeutico, consente grandi cambiamenti ed evoluzione positiva.
L'importante è che gli adulti che hanno la responsabilità dei giovani siano disposti a riconoscere il problema e che non si rifuggano nella speranza che il disturbo scopaia magicamente con la crescita sprecando così un'importante possibilità di cura e di crescita.
Dott Maria Grazia Antinori, Roma
Buonasera, difficile rispondere alla sua domanda non avendo un quadro clinico completo. Sicuramente avete fatto bene a intraprendere un percorso e state vedendo già i risultati ma l'età adolescenziale è talmente complessa da non potere fare previsioni così nette. Chiedete tutte le informazioni al centro che la segue. Sicuramente avete migliorato molto la sua qualità di vita.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buona sera, io lavoro spesso con situazioni come la vostra e posso dirle che è assolutamente possibile uscire dai vissuti e dalle dinamiche disfunzionali. Ci riescono tutti? No. Ci riesce la maggior parte dei ragazzi? Si. Dipende da tantissimi fattori. Sicuramente la comunità terapeutica è stata una scelta importantissima. Sarà oltremodo importante che sia sua figlia ma anche voi, per lo meno lei mamma e la sorella possiate essere seguite anche per non ricadere nelle dinamiche precedenti che hanno portato a questo grande disagio espresso poi prevalentemente da questa figlia.
Non abbia fretta e accogliete come buono qualsiasi piccolo cambiamento.
Michela Romano
Non abbia fretta e accogliete come buono qualsiasi piccolo cambiamento.
Michela Romano
Cara utente, tutto ciò che avete fatto, state facendo e farete, è il meglio ed il massimo che si poteva fare. L'impegno e la motivazione di sua figlia, il supporto specialistico e multidisciplinare messo in atto, la preparazione graduale al rientro alla quotidianità, il supporto a voi e a sua figlia sono tutti elementi di giocano a favore di una prognosi positiva per sua figlia. Mi sento però di dirle di non focalizzarsi sul tema della guarigione, in termini assoluti e socialmente condivisi. Ma guardi alla guarigione nei termini e nel significato che questa parola a per voi genitori e soprattutto per sua figlia. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione e fatica.
Vi auguro che possiate acquisire competenze genitoriali più adulte, con figure professionali preparate, affinché vostra figlia sia accompagnata al meglio nel suo complesso processo di crescita e guarigione..
Cordiali saluti,
Giada Bruni
Un caro saluto
Vi auguro che possiate acquisire competenze genitoriali più adulte, con figure professionali preparate, affinché vostra figlia sia accompagnata al meglio nel suo complesso processo di crescita e guarigione..
Cordiali saluti,
Giada Bruni
Un caro saluto
Buongiorno signora. Il disturbo borderline di personalità, come dice la parola stessa, riguarda la personalità ovvero qualcosa che ha una certa stabilità nel tempo. Ognuno di noi, però, può imparare a gestire sempre meglio gli aspetti anche più disfunzionali di sé. Le faccio un paio di esempi molto concreti: se di fronte ad emozioni forti ho l’abitudine a tagliarmi, posso imparare nel tempo a trovare un modo migliore per affrontare quelle sensazioni spiacevoli e trovare sollievo… Oppure potrei raccontarle di una mia paziente borderline di circa 50 anni che, dopo anni di relazioni distruttive, convive ormai da 10 anni con un partner che, tra alti e bassi, rappresenta per lei sicurezza ed equilibrio. Non le chiamerei “guarigioni totali” perché i meccanismi sono i medesimi (nei nostri esempi la tendenza a farsi sopraffare dalle emozioni o a mettere costantemente in discussione il rapporto con l’altro) ma la persona impara piano piano a gestirli in modo sempre più funzionale.
Buongiorno,
è difficile rispondere alla sua domanda non avendo una conoscenza approfondita del caso in questione. Sarebbe opportuno confrontarsi con il centro che la segue per avere maggiori informazioni in merito all'evolversi della situazione. Sicuramente migliorerà notevolmente la sua qualità di vita. Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
è difficile rispondere alla sua domanda non avendo una conoscenza approfondita del caso in questione. Sarebbe opportuno confrontarsi con il centro che la segue per avere maggiori informazioni in merito all'evolversi della situazione. Sicuramente migliorerà notevolmente la sua qualità di vita. Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buon giorno e grazie per essersi rivolta a noi. Mi sento di affermare che il proseguio della psicoterapia sia da ritenersi fondamentale così come l'affiancamento farmacologico. Un adeguato lavoro clinico potrà certamente essere utile per superare il disturbo borderline di personalità difficile invece che possa venire meno il funzionamento borderline. Se non mi sono spiegato sono a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordialmente Gian Piero dott Grandi
Gentile signora, la personalità borderline è una struttura personologica, in quanto tale accompagnierà per sempre sua figlia.Più che guarire in questo caso si può parlare di smussare gli angoli più difficile e gestire la sua emotività attraverso , ad esempio, terapie validate scientificamente come la DBT ( terapia dialettico comportamentale) o L'ACT ovvero Acceptance and Commitment Therapy. Le do queste indicazioni perchè il disturbo borderline non prevede una guarigione simile a quella di un raffreddore che può durare anche solo 10 giorni. Con la speranza di essere stata utile, porgo i miei saluti. Dott.ssa Agostini Maria Grazia
Cara signora, Innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con noi un’esperienza positiva di cura. Il suo coraggio e la voglia di comprendere come meglio aiutare la sua ragazza sono fattori importantissimi per il benessere di entrambe. Si affidi e continui a collaborare con i professionisti che hanno in carico sua figlia e cerchi, per quanto sia faticoso, di vivere ogni singolo momento del vostro presente. Spesso lo spettro della malattia e di un futuro condizionato ci preclude di guardare a quello che invece di positivo c’è ora e di gioire delle conquiste fatte con impegno e fatica. Le auguro il meglio, sia a lei che alla sua amata figlia. Camilla Giacomini
Gentile signora, il disturbo borderline che è stato diagnosticato a sua figlia diciassettenne può manifestarsi anche nel periodo dell’adolescenza con comportamenti ed emozioni improntati a instabilità (alternanza di rabbia, angoscia, umore deflesso), difficoltà nelle relazioni interpersonali, paura dell’abbandono, senso di vuoto.
A questa sintomatologia possono aggiungersi anche abuso di alcol e di sostanze o possono essere messi in atto comportamenti auto mutilanti come tagli, ferite, bruciature. È un disturbo, quindi che si presenta abbastanza complesso.
Per quanto riguarda la sua richiesta “se ci sono possibilità di guarigione totale” credo che, nel suo caso, ci possano essere, perché, da quanto lei stessa dice, tutta una serie di elementi giocano a vantaggio di una remissione di questa patologia. Anzitutto ci sono l’età e soprattutto la motivazione della ragazza a voler guarire, il supporto farmacologico e psicoterapico, il sostegno alla famiglia e la possibilità di un percorso di psicoterapia anche dopo la fase acuta. Continui con fiducia
Maria Nasti
A questa sintomatologia possono aggiungersi anche abuso di alcol e di sostanze o possono essere messi in atto comportamenti auto mutilanti come tagli, ferite, bruciature. È un disturbo, quindi che si presenta abbastanza complesso.
Per quanto riguarda la sua richiesta “se ci sono possibilità di guarigione totale” credo che, nel suo caso, ci possano essere, perché, da quanto lei stessa dice, tutta una serie di elementi giocano a vantaggio di una remissione di questa patologia. Anzitutto ci sono l’età e soprattutto la motivazione della ragazza a voler guarire, il supporto farmacologico e psicoterapico, il sostegno alla famiglia e la possibilità di un percorso di psicoterapia anche dopo la fase acuta. Continui con fiducia
Maria Nasti
Cara mamma, il percorso intrapreso è quello giusto per la situazione che ha descritto. Lavorando in questo modo lo prognosi è positiva ma servirà molta perseveranza e pazienza poiché la strada è lunga e anche spesso piena di intoppi e difficoltà
In bocca al lupo
Dottssa Marika Fiori
In bocca al lupo
Dottssa Marika Fiori
Buongiorno, il disturbo di personalità borderline si può gestire con una efficace psicoterapia e se occorre anche con l'assunzione di farmaci. Avete fatto buone scelte sia per la comunità che per la terapia, quindi siate fiduciosi.
Buon giorno
concordo sia con i colleghi che sopra scrivono che il disturbo di personalità di solito è stabile sia con i colleghi che pensano ad una possibile prognosi favorevole vista sopratutto la giovane età( la diagnosi di disturbo di personalità si riferisce alla età adulta) le attività e sforzi fatti la presenza dei genitori, i miglioramenti , ecc. Concordo che è importante focalizzarsi sui risultati ottenuti e i piccoli grandi miglioramenti/guarigioni che continuano ad avvenire invece che su un ideale di " guarigione definitiva". Aggiungerei anche :viste le tante attività messe in campo e la disponibilità di tutti avete già pensato ad un percorso di DBT? mindfulness e sopratutto DBT sono nelle linee guida internazionali, nazionali e regionali le terapie più efficaci per questo percorso di personalità come forse già sapete e vi hanno immagino già suggerito. Cordiali saluti, Dott.ssa Silvia Bianchi
concordo sia con i colleghi che sopra scrivono che il disturbo di personalità di solito è stabile sia con i colleghi che pensano ad una possibile prognosi favorevole vista sopratutto la giovane età( la diagnosi di disturbo di personalità si riferisce alla età adulta) le attività e sforzi fatti la presenza dei genitori, i miglioramenti , ecc. Concordo che è importante focalizzarsi sui risultati ottenuti e i piccoli grandi miglioramenti/guarigioni che continuano ad avvenire invece che su un ideale di " guarigione definitiva". Aggiungerei anche :viste le tante attività messe in campo e la disponibilità di tutti avete già pensato ad un percorso di DBT? mindfulness e sopratutto DBT sono nelle linee guida internazionali, nazionali e regionali le terapie più efficaci per questo percorso di personalità come forse già sapete e vi hanno immagino già suggerito. Cordiali saluti, Dott.ssa Silvia Bianchi
Salve signora, il percorso che la famiglia sta facendo è lungo, doloroso ed impegnativo ma è l'unico percorso possibile per la ripresa e il reinserimento di sua figlia nella vita di tutti i giorni. E' dura vedere una figlia soffrire e accettare che stia fuori casa con "estranei", lontana dai suoi cari e sentirsi in parte co-responsabili di tutta questa sofferenza, ma credo che voi genitori genuinamente abbiate fatto quello che potevate e riuscivate a fare. Partecipare al percorso di cura, lavorare su di voi e mettervi in discussione è stato il più grande atto di amore nei confronti di vostra figlia. Purtroppo dalla sua patologia non potrà mai guarire completamente, ma di sicuro potrà stare meglio e trovare il "suo" equilibrio che le permetterà di vivere una vita degna e piena di nuove conquiste. Un saluto...
Buongiorno Signora, rispondere a questa domanda é molto difficile se non, per adesso, impossibile. Il sostegno di uno psicoterapeuta al rientro a casa sarà certamente un sostegno per verificare insieme i passi fatti ed i punti su cui ancora lavorare insieme venendosi incontro a metà strada comprendendosi vicendevolmente come lei scrive.
Mi permetta di dirle quanto mi abbia colpito la sua narrazione. Si evince il suo sforzo di mettersi in discussione di fronte ad una situazione molto critica e dolorosa, sforzo che molti genitori hanno difficoltà o non sono disposti a fare. Non é assolutamente scontato, anche se si vuole bene ad un figlio, questo lavoro che so quanto sia faticoso e complesso.
Le auguro ogni bene.
Mi permetta di dirle quanto mi abbia colpito la sua narrazione. Si evince il suo sforzo di mettersi in discussione di fronte ad una situazione molto critica e dolorosa, sforzo che molti genitori hanno difficoltà o non sono disposti a fare. Non é assolutamente scontato, anche se si vuole bene ad un figlio, questo lavoro che so quanto sia faticoso e complesso.
Le auguro ogni bene.
Gentile mamma,
grazie per aver condiviso la sua esperienza e il percorso che sua figlia sta affrontando con tanto impegno. È evidente quanto lei tenga al suo benessere e quanto sia disposta a mettersi in gioco per accompagnarla in questo cammino di crescita e guarigione.
Il disturbo borderline di personalità è una condizione complessa, ma con un intervento adeguato —che includa una psicoterapia strutturata, un eventuale supporto farmacologico e un ambiente familiare che offra stabilità e comprensione— i miglioramenti possono essere significativi. Molte persone, grazie a un lavoro terapeutico approfondito, riescono a sviluppare strategie più funzionali per gestire le emozioni, le relazioni e le difficoltà quotidiane. Alcune arrivano a un punto in cui i sintomi non interferiscono più in modo significativo con la loro vita, tanto da non soddisfare più i criteri diagnostici.
Il fatto che sua figlia stia facendo progressi e che si stiano creando nuovi equilibri all’interno della famiglia è già un segnale molto positivo. La continuità terapeutica e un ambiente supportivo saranno fondamentali per aiutarla a costruire un futuro sereno e soddisfacente.
Vi incoraggio a mantenere viva la comunicazione con i professionisti che la seguono e a prendervi cura anche del vostro benessere come genitori, perché il percorso è impegnativo per tutti. Con pazienza, comprensione e il giusto supporto, è possibile raggiungere una qualità di vita sempre migliore.
Un caro saluto e un augurio di forza e serenità a voi e a vostra figlia.
Dott. Tiziana Vecchiarini
grazie per aver condiviso la sua esperienza e il percorso che sua figlia sta affrontando con tanto impegno. È evidente quanto lei tenga al suo benessere e quanto sia disposta a mettersi in gioco per accompagnarla in questo cammino di crescita e guarigione.
Il disturbo borderline di personalità è una condizione complessa, ma con un intervento adeguato —che includa una psicoterapia strutturata, un eventuale supporto farmacologico e un ambiente familiare che offra stabilità e comprensione— i miglioramenti possono essere significativi. Molte persone, grazie a un lavoro terapeutico approfondito, riescono a sviluppare strategie più funzionali per gestire le emozioni, le relazioni e le difficoltà quotidiane. Alcune arrivano a un punto in cui i sintomi non interferiscono più in modo significativo con la loro vita, tanto da non soddisfare più i criteri diagnostici.
Il fatto che sua figlia stia facendo progressi e che si stiano creando nuovi equilibri all’interno della famiglia è già un segnale molto positivo. La continuità terapeutica e un ambiente supportivo saranno fondamentali per aiutarla a costruire un futuro sereno e soddisfacente.
Vi incoraggio a mantenere viva la comunicazione con i professionisti che la seguono e a prendervi cura anche del vostro benessere come genitori, perché il percorso è impegnativo per tutti. Con pazienza, comprensione e il giusto supporto, è possibile raggiungere una qualità di vita sempre migliore.
Un caro saluto e un augurio di forza e serenità a voi e a vostra figlia.
Dott. Tiziana Vecchiarini
Gentile signora,
la guarigione da un disturbo di personalità è possibile ed è di due tipi: clinica e personale.
quella clinica è più spesso chiamata remissione e avviene nel momento in cui non si rientra più nei criteri diagnostici e non si sperimentano sintomi da un certo periodo di tempo.
quella personale invece avviene nel momento in cui la ragazza si sente effettivamente fuori dal disturbo e di star ricominciando a funzionare anche negli ambiti in cui trovava più difficile stare per esempio scuola, lavoro, relazioni interpersonali.
la guarigione personale non è che il ricorrere a nuove strategie, spaventose, apprese e consolidate nel processo di analisi personale. è un percorso lungo e pieno di degna complessità.
il sintomo non si sviluppa casualmente, ma è una risposta e pertanto una comunicazione. la strada per la guarigione è una strada verso la lettura del sintomo e della sua funzione. e l'analisi sarà per questa ragazza un processo di individuazione ed emancipazione, dal contesto familiare dove il sintomo è sorto e dal sintomo stesso. sono molto contenta che sarà seguita da una psicoterapeuta, raccomando di difendere tale emancipazione di cui parlo, per quanto dolorosa, lasciando a sua figlia il suo tempo e spazio per guarire, che altro non è che imparare a funzionare a suo modo, un modo più sano per la sua idea di benessere, i suoi valori e gli strumenti in suo possesso. che potrebbero differire da quelli di un genitore.
la guarigione da un disturbo di personalità è possibile ed è di due tipi: clinica e personale.
quella clinica è più spesso chiamata remissione e avviene nel momento in cui non si rientra più nei criteri diagnostici e non si sperimentano sintomi da un certo periodo di tempo.
quella personale invece avviene nel momento in cui la ragazza si sente effettivamente fuori dal disturbo e di star ricominciando a funzionare anche negli ambiti in cui trovava più difficile stare per esempio scuola, lavoro, relazioni interpersonali.
la guarigione personale non è che il ricorrere a nuove strategie, spaventose, apprese e consolidate nel processo di analisi personale. è un percorso lungo e pieno di degna complessità.
il sintomo non si sviluppa casualmente, ma è una risposta e pertanto una comunicazione. la strada per la guarigione è una strada verso la lettura del sintomo e della sua funzione. e l'analisi sarà per questa ragazza un processo di individuazione ed emancipazione, dal contesto familiare dove il sintomo è sorto e dal sintomo stesso. sono molto contenta che sarà seguita da una psicoterapeuta, raccomando di difendere tale emancipazione di cui parlo, per quanto dolorosa, lasciando a sua figlia il suo tempo e spazio per guarire, che altro non è che imparare a funzionare a suo modo, un modo più sano per la sua idea di benessere, i suoi valori e gli strumenti in suo possesso. che potrebbero differire da quelli di un genitore.
Buongiorno,
il percorso di sua figlia mostra segnali incoraggianti. Nel disturbo borderline non si parla tanto di “guarigione totale”, quanto di una progressiva integrazione emotiva e stabilità del Sé. Con continuità terapeutica, sostegno familiare e un contesto affettivo contenitivo, è possibile un’evoluzione molto positiva. Il suo ruolo attento e riflessivo è una risorsa fondamentale nel processo di cura.
il percorso di sua figlia mostra segnali incoraggianti. Nel disturbo borderline non si parla tanto di “guarigione totale”, quanto di una progressiva integrazione emotiva e stabilità del Sé. Con continuità terapeutica, sostegno familiare e un contesto affettivo contenitivo, è possibile un’evoluzione molto positiva. Il suo ruolo attento e riflessivo è una risorsa fondamentale nel processo di cura.
Gentile signora,
le sue parole raccontano una storia di grande amore, di coraggio e di dedizione. Sostenere una figlia che affronta un disturbo borderline di personalità richiede una forza e una presenza emotiva profonde, e da ciò che scrive emerge chiaramente quanto lei stia cercando, giorno dopo giorno, di mantenere viva la fiducia nella guarigione emotiva e nel cambiamento.
Il percorso che sua figlia sta compiendo in comunità terapeutica e attraverso la psicoterapia è fondamentale. L’impegno che mostra, unito al sostegno affettivo e costante della famiglia, rappresenta uno dei fattori più importanti nel processo di recupero e crescita personale. È comprensibile desiderare di sapere se esista una “guarigione totale”, ma nel caso del disturbo borderline il concetto di guarigione non significa cancellare ciò che è stato, bensì imparare a conoscersi, a gestire le proprie emozioni intense e a costruire relazioni più stabili e autentiche.
Molte persone con un disturbo di personalità riescono, con il tempo e con il giusto supporto, a condurre una vita ricca di significato, relazioni affettive solide e una buona stabilità interiore. Sua figlia, da ciò che descrive, ha già mosso passi molto importanti in questa direzione: riconoscere il proprio dolore, lavorare su di sé e riavvicinarsi con maturità alla propria famiglia sono segnali di grande resilienza.
Anche lei, come madre, sta affrontando un percorso parallelo di crescita e consapevolezza: imparare a modulare la propria presenza, a trovare un equilibrio tra fermezza e accoglienza, è un cammino prezioso. Spesso la relazione madre-figlia diventa, in questi casi, uno spazio di guarigione reciproca, dove entrambe imparano a conoscersi in modo nuovo.
Le suggerirei di mantenere questa fiducia, continuando a nutrire la comunicazione con sua figlia e a prendersi cura anche del suo benessere personale. Avere un proprio spazio di ascolto psicologico può aiutarla a sostenere meglio questo percorso, senza sentirsi sola nel gestire le emozioni e le responsabilità che comporta.
La guarigione nel disturbo borderline è possibile: non è un punto di arrivo netto, ma un processo di integrazione e consapevolezza, dove ogni piccolo passo costruisce stabilità e libertà interiore. Da ciò che scrive, lei e sua figlia siete già nel cuore di questo cammino, e il fatto che vi stiate riavvicinando con pazienza e fiducia è un segno molto incoraggiante.
Se desidera approfondire come continuare a sostenere sua figlia e contemporaneamente prendersi cura di sé, possiamo parlarne insieme e costruire uno spazio di riflessione dedicato a lei e alla sua storia.
le sue parole raccontano una storia di grande amore, di coraggio e di dedizione. Sostenere una figlia che affronta un disturbo borderline di personalità richiede una forza e una presenza emotiva profonde, e da ciò che scrive emerge chiaramente quanto lei stia cercando, giorno dopo giorno, di mantenere viva la fiducia nella guarigione emotiva e nel cambiamento.
Il percorso che sua figlia sta compiendo in comunità terapeutica e attraverso la psicoterapia è fondamentale. L’impegno che mostra, unito al sostegno affettivo e costante della famiglia, rappresenta uno dei fattori più importanti nel processo di recupero e crescita personale. È comprensibile desiderare di sapere se esista una “guarigione totale”, ma nel caso del disturbo borderline il concetto di guarigione non significa cancellare ciò che è stato, bensì imparare a conoscersi, a gestire le proprie emozioni intense e a costruire relazioni più stabili e autentiche.
Molte persone con un disturbo di personalità riescono, con il tempo e con il giusto supporto, a condurre una vita ricca di significato, relazioni affettive solide e una buona stabilità interiore. Sua figlia, da ciò che descrive, ha già mosso passi molto importanti in questa direzione: riconoscere il proprio dolore, lavorare su di sé e riavvicinarsi con maturità alla propria famiglia sono segnali di grande resilienza.
Anche lei, come madre, sta affrontando un percorso parallelo di crescita e consapevolezza: imparare a modulare la propria presenza, a trovare un equilibrio tra fermezza e accoglienza, è un cammino prezioso. Spesso la relazione madre-figlia diventa, in questi casi, uno spazio di guarigione reciproca, dove entrambe imparano a conoscersi in modo nuovo.
Le suggerirei di mantenere questa fiducia, continuando a nutrire la comunicazione con sua figlia e a prendersi cura anche del suo benessere personale. Avere un proprio spazio di ascolto psicologico può aiutarla a sostenere meglio questo percorso, senza sentirsi sola nel gestire le emozioni e le responsabilità che comporta.
La guarigione nel disturbo borderline è possibile: non è un punto di arrivo netto, ma un processo di integrazione e consapevolezza, dove ogni piccolo passo costruisce stabilità e libertà interiore. Da ciò che scrive, lei e sua figlia siete già nel cuore di questo cammino, e il fatto che vi stiate riavvicinando con pazienza e fiducia è un segno molto incoraggiante.
Se desidera approfondire come continuare a sostenere sua figlia e contemporaneamente prendersi cura di sé, possiamo parlarne insieme e costruire uno spazio di riflessione dedicato a lei e alla sua storia.
Gentile Sig.a,
nel leggerla emerge con forza il grande lavoro di ricucitura che state portando avanti.
La sofferenza non è solo dentro sua figlia, ma è un fenomeno che accade nel 'campo' delle vostre relazioni. Il fatto che abbiate ritrovato una 'via di mezzo' indica che il confine tra voi, un tempo rigido o confuso, sta diventando finalmente uno spazio di incontro sano.
Rispetto alla sua domanda sulla guarigione totale:
Non è un ritorno al passato: La guarigione nel disturbo borderline non significa tornare a come si era prima, ma acquisire una nuova capacità di regolare le emozioni e di stare con gli altri senza sentirsi costantemente minacciati.
La gestione dei farmaci: L'uso di aripiprazolo e sertralina serve proprio a stabilizzare lo 'sfondo' biologico, riducendo l'impulsività e l'ansia, permettendo così alla psicoterapia di agire sulla persona.
Dalla ferita alla risorsa: Più che di 'guarigione' intesa come scomparsa di ogni fragilità, parliamo di integrità. Sua figlia sta imparando a riconoscere le sue parti vulnerabili e a gestirle senza che queste prendano il sopravvento sulla sua vita.
Cosa potete fare ora?
Il 'cuore buono' di cui parla è la sua essenza, ma la guarigione passa per l'accettazione della realtà nel qui e ora: accettare un padre che non cambierà e una madre che ha fatto errori per amore. Il segreto non è dimenticare le ferite, ma farle rimarginare in modo che non facciano più male al minimo tocco.
Sua figlia ha 17 anni: sta entrando nell'età in cui deve iniziare a definire la propria identità. La fiducia che lei le sta dando è il 'terreno' più fertile su cui questa nuova identità può crescere.
Le auguro il meglio. Denise
nel leggerla emerge con forza il grande lavoro di ricucitura che state portando avanti.
La sofferenza non è solo dentro sua figlia, ma è un fenomeno che accade nel 'campo' delle vostre relazioni. Il fatto che abbiate ritrovato una 'via di mezzo' indica che il confine tra voi, un tempo rigido o confuso, sta diventando finalmente uno spazio di incontro sano.
Rispetto alla sua domanda sulla guarigione totale:
Non è un ritorno al passato: La guarigione nel disturbo borderline non significa tornare a come si era prima, ma acquisire una nuova capacità di regolare le emozioni e di stare con gli altri senza sentirsi costantemente minacciati.
La gestione dei farmaci: L'uso di aripiprazolo e sertralina serve proprio a stabilizzare lo 'sfondo' biologico, riducendo l'impulsività e l'ansia, permettendo così alla psicoterapia di agire sulla persona.
Dalla ferita alla risorsa: Più che di 'guarigione' intesa come scomparsa di ogni fragilità, parliamo di integrità. Sua figlia sta imparando a riconoscere le sue parti vulnerabili e a gestirle senza che queste prendano il sopravvento sulla sua vita.
Cosa potete fare ora?
Il 'cuore buono' di cui parla è la sua essenza, ma la guarigione passa per l'accettazione della realtà nel qui e ora: accettare un padre che non cambierà e una madre che ha fatto errori per amore. Il segreto non è dimenticare le ferite, ma farle rimarginare in modo che non facciano più male al minimo tocco.
Sua figlia ha 17 anni: sta entrando nell'età in cui deve iniziare a definire la propria identità. La fiducia che lei le sta dando è il 'terreno' più fertile su cui questa nuova identità può crescere.
Le auguro il meglio. Denise
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- Buongiorno a tutti, sono la mamma di un ragazzo di 23 anni, da circa un anno e mezzo sono sorti in lui problemi molto gravi di autolesionismo a causa di una storia d amore finita male. Sarebbe troppo lungo spiegare tutto l accaduto. Diciamo che dopo vari ricoveri e vari tentativi farmacologici sembrava…
- Buonasera, ho una figlia di 29 anni, con la diagnosi di DBT da 2022, siccome la lista dei farmaci che le sono stati somministrari è molto lunga, chiedo sé il percorso in strutture doppia diagnosi possa guarire questo tipo di paziente? Comincio a pensare che mia figlia non si recupererà mai più perché…
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