Buonasera, Volevo farvi una domanda. Dite sempre che ogni pasto deve essere composto da tutti i ma
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Buonasera,
Volevo farvi una domanda.
Dite sempre che ogni pasto deve essere composto da tutti i macronutrienti, così la mia colazione di solito e composta da una fonte di carbo come crema di riso o avena, yogurt greco come proteine e frutta secca come grassi. Se per una mancanza non ho la fonte proteica, possono bastare le proteine che ho dalle altre due fonti di macro anche se principalmente sono carboidrati e grassi? (Esempio avena, arachidi e semi di chia) o sempre meglio cercare una fonte proteica
Volevo farvi una domanda.
Dite sempre che ogni pasto deve essere composto da tutti i macronutrienti, così la mia colazione di solito e composta da una fonte di carbo come crema di riso o avena, yogurt greco come proteine e frutta secca come grassi. Se per una mancanza non ho la fonte proteica, possono bastare le proteine che ho dalle altre due fonti di macro anche se principalmente sono carboidrati e grassi? (Esempio avena, arachidi e semi di chia) o sempre meglio cercare una fonte proteica
Salve! Bilanciare i pasti è sicuramente una buona abitudine perché permette di avere una buona distribuzione dei macronutrienti durante la giornata, migliorarne l'assorbimento e restare sazi più a lungo. Chiaramente questa non deve essere per forza una regola generale perché molto spesso i pasti vengono calibrati intorno a quelle che sono le esigenze e le abitudini di ogni persona. La quantità ottimale di ciascun macronutriente in ogni pasto dipende da molti fattori, tra cui anche l'età, lo stile di vita, l'obiettivo finale del protocollo alimentare, eccetera. Quindi la risposta è che le proteine introdotte con un pasto composto principalmente da carboidrati e grassi (come avena e burro d'arachidi), potrebbero essere potenzialmente sufficienti, ma dipende dalle sue reali esigenze. Spero di essere stato d'aiuto, buona giornata!
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Buonasera,
avena, arachidi e semi di chia apportano certamente una quota di proteine, ma il loro contributo è generalmente inferiore rispetto a quello di una vera fonte proteica come yogurt greco, uova, latte, skyr o ricotta.
Se occasionalmente fa colazione con avena, frutta secca e semi non c'è alcun problema. Tuttavia, se l'obiettivo è massimizzare sazietà, mantenimento della massa muscolare e qualità nutrizionale del pasto, è preferibile inserire una fonte proteica dedicata.
In altre parole, le proteine presenti negli altri alimenti "aiutano", ma normalmente non sostituiscono completamente una fonte proteica principale.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
avena, arachidi e semi di chia apportano certamente una quota di proteine, ma il loro contributo è generalmente inferiore rispetto a quello di una vera fonte proteica come yogurt greco, uova, latte, skyr o ricotta.
Se occasionalmente fa colazione con avena, frutta secca e semi non c'è alcun problema. Tuttavia, se l'obiettivo è massimizzare sazietà, mantenimento della massa muscolare e qualità nutrizionale del pasto, è preferibile inserire una fonte proteica dedicata.
In altre parole, le proteine presenti negli altri alimenti "aiutano", ma normalmente non sostituiscono completamente una fonte proteica principale.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
Buonasera,
le proteine presenti in avena, arachidi e semi di chia contribuiscono all'apporto proteico del pasto, ma non sostituiscono completamente una fonte proteica dedicata.
Se capita occasionalmente non è un problema; tuttavia, per una maggiore sazietà e un migliore equilibrio nutrizionale, è preferibile includere una fonte proteica vera e propria (es. yogurt greco, latte, uova, skyr).
le proteine presenti in avena, arachidi e semi di chia contribuiscono all'apporto proteico del pasto, ma non sostituiscono completamente una fonte proteica dedicata.
Se capita occasionalmente non è un problema; tuttavia, per una maggiore sazietà e un migliore equilibrio nutrizionale, è preferibile includere una fonte proteica vera e propria (es. yogurt greco, latte, uova, skyr).
Buonasera,
il concetto “ogni pasto deve contenere tutti i macronutrienti” è teoricamente utile in alcuni contesti, ma nella pratica quotidiana non è un requisito necessario per ottenere una dieta equilibrata.
Ciò che conta davvero è la distribuzione complessiva nell’arco della giornata (e della settimana) di proteine, carboidrati e grassi, più che la loro presenza obbligatoria in ogni singolo pasto.
Per fare un riferimento alle indicazioni delle linee guida italiane, in condizioni fisiologiche l’apporto proteico raccomandato è circa 0,9 g/kg di peso corporeo/die, valore che può aumentare in popolazioni sportive o in condizioni cliniche specifiche. Questo significa che anche se un singolo pasto è più sbilanciato, può essere compensato negli altri pasti della giornata, purché l’introito totale sia adeguato.
Nel suo esempio (avena, arachidi e semi di chia), una quota proteica è comunque presente, anche se non in forma “classica” come yogurt, latte o altre fonti proteiche dedicate. Non è quindi “sbagliato” in assoluto, ma può risultare meno efficiente dal punto di vista della quota proteica e della sazietà se l’obiettivo è ottimizzare la distribuzione proteica giornaliera.
In sintesi: meglio puntare a un bilancio giornaliero corretto e sostenibile, piuttosto che alla rigidità del singolo pasto, pur mantenendo una buona presenza proteica complessiva nella giornata.
Saluti
il concetto “ogni pasto deve contenere tutti i macronutrienti” è teoricamente utile in alcuni contesti, ma nella pratica quotidiana non è un requisito necessario per ottenere una dieta equilibrata.
Ciò che conta davvero è la distribuzione complessiva nell’arco della giornata (e della settimana) di proteine, carboidrati e grassi, più che la loro presenza obbligatoria in ogni singolo pasto.
Per fare un riferimento alle indicazioni delle linee guida italiane, in condizioni fisiologiche l’apporto proteico raccomandato è circa 0,9 g/kg di peso corporeo/die, valore che può aumentare in popolazioni sportive o in condizioni cliniche specifiche. Questo significa che anche se un singolo pasto è più sbilanciato, può essere compensato negli altri pasti della giornata, purché l’introito totale sia adeguato.
Nel suo esempio (avena, arachidi e semi di chia), una quota proteica è comunque presente, anche se non in forma “classica” come yogurt, latte o altre fonti proteiche dedicate. Non è quindi “sbagliato” in assoluto, ma può risultare meno efficiente dal punto di vista della quota proteica e della sazietà se l’obiettivo è ottimizzare la distribuzione proteica giornaliera.
In sintesi: meglio puntare a un bilancio giornaliero corretto e sostenibile, piuttosto che alla rigidità del singolo pasto, pur mantenendo una buona presenza proteica complessiva nella giornata.
Saluti
Salve. L’idea di inserire una fonte di carboidrati, proteine e grassi nei pasti principali è utile per favorire sazietà, equilibrio nutrizionale e una migliore distribuzione dei nutrienti durante la giornata. Tuttavia, non è necessario che ogni singolo pasto sia “perfetto” o che contenga sempre quote identiche di tutti i macronutrienti.
Nel caso specifico, alimenti come avena, arachidi e semi di chia apportano naturalmente anche una certa quantità di proteine. Tuttavia, queste potrebbero non essere sufficienti a raggiungere un apporto proteico ottimale per la colazione, soprattutto se l’obiettivo è supportare il mantenimento della massa muscolare, aumentare il senso di sazietà o soddisfare fabbisogni più elevati legati ad attività fisica e composizione corporea.
Se occasionalmente manca una fonte proteica “dedicata”, non è un problema: ciò che conta maggiormente è l’equilibrio dell’alimentazione nell’arco dell’intera giornata. Se invece questa situazione si verifica frequentemente, può essere utile prevedere una fonte proteica aggiuntiva, come yogurt greco, latte, kefir, skyr o altre alternative adeguate alle proprie esigenze.
In ogni caso, la valutazione del fabbisogno proteico dovrebbe essere sempre personalizzata in base a età, stato di salute, livello di attività fisica e obiettivi individuali.
Un cordiale saluto.
Dott. Daniele Sciotti - Biologo nutrizionista
Nel caso specifico, alimenti come avena, arachidi e semi di chia apportano naturalmente anche una certa quantità di proteine. Tuttavia, queste potrebbero non essere sufficienti a raggiungere un apporto proteico ottimale per la colazione, soprattutto se l’obiettivo è supportare il mantenimento della massa muscolare, aumentare il senso di sazietà o soddisfare fabbisogni più elevati legati ad attività fisica e composizione corporea.
Se occasionalmente manca una fonte proteica “dedicata”, non è un problema: ciò che conta maggiormente è l’equilibrio dell’alimentazione nell’arco dell’intera giornata. Se invece questa situazione si verifica frequentemente, può essere utile prevedere una fonte proteica aggiuntiva, come yogurt greco, latte, kefir, skyr o altre alternative adeguate alle proprie esigenze.
In ogni caso, la valutazione del fabbisogno proteico dovrebbe essere sempre personalizzata in base a età, stato di salute, livello di attività fisica e obiettivi individuali.
Un cordiale saluto.
Dott. Daniele Sciotti - Biologo nutrizionista
Gentile paziente, si possono tranquillamente bastare.
Buonasera! La tua domanda è molto intelligente. Per risponderti direttamente: no, in linea generale le proteine contenute in fonti come avena, arachidi o semi di chia non bastano a sostituire una fonte proteica primaria come lo yogurt greco. È pur vero che questi alimenti contengono una piccola quota di proteine, ma si tratta di proteine vegetali incomplete, cioè carenti di alcuni amminoacidi essenziali, e soprattutto presenti in quantità troppo ridotte rispetto al fabbisogno di un pasto principale.
La quota proteica inserita a colazione serve prima di tutto a livello sistemico, perché è necessaria al fine di completare la quota totale che serve al nostro corpo nell'arco dell'intera giornata. Inoltre, dal punto di vista digestivo, le proteine contribuiscono in modo fondamentale al senso di sazietà e al rallentamento dello svuotamento gastrico. Se fai una colazione di sola avena, arachidi e semi, rischi di avere un picco glicemico meno controllato e di avvertire fame dopo pochissimo tempo. Se una mattina ti mancano le proteine principali, non succede nulla di grave, ma l'ideale resta sempre cercare una fonte proteica dedicata (come yogurt, skyre, uova o un profilo di proteine in polvere) per mantenere il pasto davvero bilanciato.
La quota proteica inserita a colazione serve prima di tutto a livello sistemico, perché è necessaria al fine di completare la quota totale che serve al nostro corpo nell'arco dell'intera giornata. Inoltre, dal punto di vista digestivo, le proteine contribuiscono in modo fondamentale al senso di sazietà e al rallentamento dello svuotamento gastrico. Se fai una colazione di sola avena, arachidi e semi, rischi di avere un picco glicemico meno controllato e di avvertire fame dopo pochissimo tempo. Se una mattina ti mancano le proteine principali, non succede nulla di grave, ma l'ideale resta sempre cercare una fonte proteica dedicata (come yogurt, skyre, uova o un profilo di proteine in polvere) per mantenere il pasto davvero bilanciato.
Buongiorno, si va benissimo anche così e puoi stare tranquillo.
Le altre fonti aggiungono comunque una quota proteica discreta al pasto, ma ricorda che ciò che conta davvero è il bilancio nutrizionale del totale della giornata e della settimana. Se una mattina manca lo yogurt greco, recupererai quella quota proteica a pranzo, a cena o semplicemente il giorno dopo. La flessibilità è parte di una sana alimentazione!
Le altre fonti aggiungono comunque una quota proteica discreta al pasto, ma ricorda che ciò che conta davvero è il bilancio nutrizionale del totale della giornata e della settimana. Se una mattina manca lo yogurt greco, recupererai quella quota proteica a pranzo, a cena o semplicemente il giorno dopo. La flessibilità è parte di una sana alimentazione!
Buongiorno. Le indicazioni, generalmente, servono a dare una linea di indirizzo alla popolazione generale per far sì che possano avere un'alimentazione che gli consenta di raggiungere i fabbisogni di nutrienti e micronutrienti necessari per la giornata. Nei casi specifici della singola persona, poi, queste possono essere adattate alle preferenze e necessità del singolo, mantenendo una certa flessibilità rispetto alle diverse situazioni, che le consenta di avere un'alimentazione sostenibile nel lungo periodo. Nel suo caso, se ci sono mattine in cui per diversi motivi (anche di tempo o voglia o gusto personale) non ha a disposizione una fonte proteica, può tranquillamente farne a meno, Le proteine, nel nostro contesto socioculturale, difficilmente sono carenti, a meno che non ci siano delle patologie o particolari condizioni fisiologiche e/o di vita che possano determinarne una carenza. Quindi stia tranquill* e si goda la sua colazione, come più le piace farla (anche quando non segue alla lettera le indicazioni :)
Saluti
PS
Saluti
PS
Salve,
L’ equilibrio dei macronutrienti si valuta sulla frequenza, non sul singolo pasto.
È vero che in linea generale è utile che ogni pasto contenga una fonte di carboidrati, una di proteine e una di grassi, ma se saltuariamente un pasto non è completo non succede assolutamente nulla.
Tanto più quando parliamo della colazione, che è uno dei pasti più difficili da bilanciare perfettamente ogni giorno.
L’importante è che nell’alimentazione quotidiana ci sia un buon apporto proteico complessivo, non che ogni singolo pasto sia perfetto.
Non serve inseguire la perfezione: ciò che conta è la costanza nel tempo, non l’eccezione.
Se vuole, posso aiutarla a costruire una colazione equilibrata in base ai suoi gusti e alle sue esigenze
Dott.ssa Giada Gattari
L’ equilibrio dei macronutrienti si valuta sulla frequenza, non sul singolo pasto.
È vero che in linea generale è utile che ogni pasto contenga una fonte di carboidrati, una di proteine e una di grassi, ma se saltuariamente un pasto non è completo non succede assolutamente nulla.
Tanto più quando parliamo della colazione, che è uno dei pasti più difficili da bilanciare perfettamente ogni giorno.
L’importante è che nell’alimentazione quotidiana ci sia un buon apporto proteico complessivo, non che ogni singolo pasto sia perfetto.
Non serve inseguire la perfezione: ciò che conta è la costanza nel tempo, non l’eccezione.
Se vuole, posso aiutarla a costruire una colazione equilibrata in base ai suoi gusti e alle sue esigenze
Dott.ssa Giada Gattari
Buonasera,
in realtà è il bilanciamento dell'intera giornata alimentare che fa la differenza, più che il singolo pasto considerato isolatamente. Sicuramente avere una fonte prevalente di carboidrati, una di proteine e una di grassi in ogni pasto è una strategia utile perché aumenta sazietà, aiuta a controllare la glicemia e permette una distribuzione più uniforme dei nutrienti durante la giornata.
Tuttavia, se occasionalmente a colazione manca una vera e propria fonte proteica, non è un problema. Alimenti come avena, arachidi e semi di chia apportano comunque una quota di proteine, anche se non rappresentano fonti proteiche "principali" come yogurt greco, latte, uova o skyr.
Quello che conta davvero è che il fabbisogno proteico complessivo venga raggiunto nell'arco della giornata attraverso gli altri pasti e spuntini. Se si tratta di un'eccezione sporadica, non c'è motivo di preoccuparsi.
Se invece la colazione è abitualmente priva di una fonte proteica dedicata, allora sarebbe preferibile inserirne una, perché una distribuzione più equilibrata delle proteine nei vari pasti può favorire maggiormente sazietà, mantenimento della massa muscolare e controllo della fame nelle ore successive.
Quindi: una volta ogni tanto va benissimo anche una colazione con avena, arachidi e semi di chia; l'importante è valutare sempre l'equilibrio della giornata nel suo complesso e non il singolo pasto preso da solo.
in realtà è il bilanciamento dell'intera giornata alimentare che fa la differenza, più che il singolo pasto considerato isolatamente. Sicuramente avere una fonte prevalente di carboidrati, una di proteine e una di grassi in ogni pasto è una strategia utile perché aumenta sazietà, aiuta a controllare la glicemia e permette una distribuzione più uniforme dei nutrienti durante la giornata.
Tuttavia, se occasionalmente a colazione manca una vera e propria fonte proteica, non è un problema. Alimenti come avena, arachidi e semi di chia apportano comunque una quota di proteine, anche se non rappresentano fonti proteiche "principali" come yogurt greco, latte, uova o skyr.
Quello che conta davvero è che il fabbisogno proteico complessivo venga raggiunto nell'arco della giornata attraverso gli altri pasti e spuntini. Se si tratta di un'eccezione sporadica, non c'è motivo di preoccuparsi.
Se invece la colazione è abitualmente priva di una fonte proteica dedicata, allora sarebbe preferibile inserirne una, perché una distribuzione più equilibrata delle proteine nei vari pasti può favorire maggiormente sazietà, mantenimento della massa muscolare e controllo della fame nelle ore successive.
Quindi: una volta ogni tanto va benissimo anche una colazione con avena, arachidi e semi di chia; l'importante è valutare sempre l'equilibrio della giornata nel suo complesso e non il singolo pasto preso da solo.
In modo occasionale può andare bene, conta soprattutto che il fabbisogno proteico venga raggiunto nell'arco della giornata. Tuttavia consiglio sempre di inserire una fonte proteica anche a colazione per renderla più saziante e mantenere il senso di sazietà più a lungo!
Buonasera
L’idea di inserire una fonte di carboidrati, proteine e grassi a colazione nasce dal fatto che questa combinazione tende a favorire maggiore sazietà, un miglior controllo della glicemia e una distribuzione più equilibrata dei nutrienti durante la giornata.
Detto questo, non è necessario che ogni singolo pasto sia “perfetto”. Se occasionalmente manca una fonte proteica principale, le proteine naturalmente presenti negli altri alimenti (come avena, arachidi, semi di chia) contribuiscono comunque all’apporto totale della colazione.
La differenza è soprattutto quantitativa: queste fonti contengono sì proteine, ma generalmente in quantità inferiori e con un profilo aminoacidico diverso rispetto a fonti proteiche più concentrate come yogurt greco, latte, kefir, uova o skyr.
Quindi:
Se capita occasionalmente, non è un problema.
Se la colazione è composta da avena, arachidi e semi di chia, una quota proteica è comunque presente.
Se invece l’obiettivo è raggiungere un apporto proteico ottimale (ad esempio per aumentare la sazietà, preservare la massa muscolare o in un percorso di dimagrimento), è preferibile inserire una fonte proteica dedicata quando possibile.
Ricordiamo sempre che ciò che conta davvero è l’equilibrio dell’intera giornata alimentare, più che il singolo pasto considerato isolatamente.
L’idea di inserire una fonte di carboidrati, proteine e grassi a colazione nasce dal fatto che questa combinazione tende a favorire maggiore sazietà, un miglior controllo della glicemia e una distribuzione più equilibrata dei nutrienti durante la giornata.
Detto questo, non è necessario che ogni singolo pasto sia “perfetto”. Se occasionalmente manca una fonte proteica principale, le proteine naturalmente presenti negli altri alimenti (come avena, arachidi, semi di chia) contribuiscono comunque all’apporto totale della colazione.
La differenza è soprattutto quantitativa: queste fonti contengono sì proteine, ma generalmente in quantità inferiori e con un profilo aminoacidico diverso rispetto a fonti proteiche più concentrate come yogurt greco, latte, kefir, uova o skyr.
Quindi:
Se capita occasionalmente, non è un problema.
Se la colazione è composta da avena, arachidi e semi di chia, una quota proteica è comunque presente.
Se invece l’obiettivo è raggiungere un apporto proteico ottimale (ad esempio per aumentare la sazietà, preservare la massa muscolare o in un percorso di dimagrimento), è preferibile inserire una fonte proteica dedicata quando possibile.
Ricordiamo sempre che ciò che conta davvero è l’equilibrio dell’intera giornata alimentare, più che il singolo pasto considerato isolatamente.
Buongiorno,
In linea generale, l'obiettivo di inserire una fonte proteica ad ogni pasto è quello di favorire un migliore senso di sazietà, supportare il mantenimento della massa muscolare e distribuire l'apporto proteico nell'arco della giornata. Tuttavia, questo non significa necessariamente che ogni pasto debba contenere una fonte proteica come yogurt greco, uova, latte o proteine in polvere.
Nel suo esempio, avena, arachidi e semi di chia apportano comunque una certa quantità di proteine. L'avena contiene circa 12-15 g di proteine per 100 g, le arachidi circa 25 g per 100 g e i semi di chia circa 16-20 g per 100 g. Pertanto, una colazione composta da questi alimenti non sarebbe priva di proteine. Bisogna però considerare che la quantità totale e la qualità proteica risultano generalmente inferiori rispetto a una colazione che include una fonte proteica più concentrata, come lo yogurt greco.
Se si tratta di una situazione occasionale, non c'è alcun problema: il bilancio nutrizionale va valutato nell'arco dell'intera giornata e non sul singolo pasto. Se invece questa scelta dovesse diventare abituale, potrebbe essere utile valutare se l'apporto proteico complessivo giornaliero rimane adeguato rispetto alle proprie caratteristiche, al livello di attività fisica e agli obiettivi personali.
Per questo motivo, quando possibile, consiglio di includere una fonte proteica dedicata nella colazione; tuttavia, in sua assenza, le proteine naturalmente presenti in avena, frutta secca e semi possono comunque contribuire all'apporto proteico del pasto. Una valutazione personalizzata può aiutare a capire se le quantità assunte sono realmente sufficienti per il suo fabbisogno.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
In linea generale, l'obiettivo di inserire una fonte proteica ad ogni pasto è quello di favorire un migliore senso di sazietà, supportare il mantenimento della massa muscolare e distribuire l'apporto proteico nell'arco della giornata. Tuttavia, questo non significa necessariamente che ogni pasto debba contenere una fonte proteica come yogurt greco, uova, latte o proteine in polvere.
Nel suo esempio, avena, arachidi e semi di chia apportano comunque una certa quantità di proteine. L'avena contiene circa 12-15 g di proteine per 100 g, le arachidi circa 25 g per 100 g e i semi di chia circa 16-20 g per 100 g. Pertanto, una colazione composta da questi alimenti non sarebbe priva di proteine. Bisogna però considerare che la quantità totale e la qualità proteica risultano generalmente inferiori rispetto a una colazione che include una fonte proteica più concentrata, come lo yogurt greco.
Se si tratta di una situazione occasionale, non c'è alcun problema: il bilancio nutrizionale va valutato nell'arco dell'intera giornata e non sul singolo pasto. Se invece questa scelta dovesse diventare abituale, potrebbe essere utile valutare se l'apporto proteico complessivo giornaliero rimane adeguato rispetto alle proprie caratteristiche, al livello di attività fisica e agli obiettivi personali.
Per questo motivo, quando possibile, consiglio di includere una fonte proteica dedicata nella colazione; tuttavia, in sua assenza, le proteine naturalmente presenti in avena, frutta secca e semi possono comunque contribuire all'apporto proteico del pasto. Una valutazione personalizzata può aiutare a capire se le quantità assunte sono realmente sufficienti per il suo fabbisogno.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buongiorno, in generale può essere utile cercare di includere una fonte proteica ben definita nei pasti principali, anche a colazione, per favorire sazietà e un adeguato apporto proteico complessivo. Alimenti come avena, frutta secca e semi apportano comunque una certa quantità di proteine, ma rappresentano principalmente fonti di carboidrati o grassi e, da soli, potrebbero non essere sempre sufficienti a coprire il fabbisogno proteico del pasto. Detto questo, l'importanza della distribuzione delle proteine nell'arco della giornata dipende anche da fattori individuali quali età, livello di attività fisica, stato fisiologico e fabbisogni specifici. Per questo motivo è sempre utile valutare il contesto generale dell'alimentazione e non il singolo pasto isolatamente. Un cordiale saluto.
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