Buonasera, mi è stato diagnosticato un disturbo dissociativo di derealizzazione.Ora sono in cura da

49 risposte
Buonasera, mi è stato diagnosticato un disturbo dissociativo di derealizzazione.Ora sono in cura da una psicoterapeuta e una cura farmacologica che mi ha dato la neurologa con la supervisione di uno psichiatra.La terapia farmacologica consiste in 1 pasticca di deniban al mattino e una alla sera.inoltre la sera assumo una compressa e mezza di citalopram.Continuo però ad avere la strana sensazione di non essere nella realtà.E' una sensazione continua che permane tutto il giorno e ogni tanto sfocia nell'ansia nell'angoscia più nera come se mi dovesse accadere qualcosa di brutto e non mi fa stare tranquilla. Qual è la terapia più indicata? Vanno bene questi farmaci o dovrei modificarli/aumentarli?Dovrei tornare a visita dallo psichiatra e farglielo presente?Ho notato inoltre che questi farmaci mi hanno creato problemi e disfunsioni sessuali.Passeranno?....Grazie
Dr. Mario Ghiozzi
Psichiatra, Psicoterapeuta
Livorno
Il deniban può alterare i livelli di prolattina: l'uso della cabergolina (Dostinex) per impedire l'aumento della prolattina dovuta all'amisulpride (Deniban) è possibile e documentato. Forse avrei usato un diverso schema terapeutico ma dalle poche righe lette è difficile trarre conclusioni diagnostiche e quindi terapeutiche.

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Dott.ssa Lidia D'abbrunzo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Giugliano in Campania
Salve buona sera, mi sento di consigliarle di parlarne liberamente con il medico che la ha in cura. È buono che lei possa strutturare un rapporto di fiducia e collaborazione che parta dall’esporre quelli che sono i suoi vissuti. Sicuramente potrà essere informato sui tempi di azione e sugli effetti dei farmaci che assume. Molto bene che stia associando la psicoterapia alla cura farmacologica, potrà così andare , piano, piano, in profondità ed accedere al benessere che merita. Un caro saluto.
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, ha fatto una buona scelta nell'abbinare sia la terapia farmacologica con la psicoterapia, nei disturbi che lei accusa è la scelta migliore. Inoltre abbia fiducia nei medici che le hanno prescritto la cura sia la neurologa che lo psichiatra che supervisiona la cura. Lei non scrive da quanto tempo prende i farmaci, perchè inizialmente hanno un effetto più blando, dopo un certo periodo, che le spiegheranno i medici, vedrà che avrà dei risultati migliori, cmq li interpelli e vedrà che la sapranno tranquillizzare. La saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli
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Dott.ssa Mara Gallo
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buonasera. Posso risponderle come psicoterapeuta. Per la parte farmacologica, posso solo aggiungere che è necessaria una forte alleanza con il medico che la segue perché definire la parte farmacologica in questi casi richiede attente valutazioni e variazioni se necessario. Quindi riferisca tutto al suo medico, tollerando che i farmaci necessitano di tempo. Se poi con la sua domanda chiede anche se sta seguendo la strada giusta nel suo percorso più in generale, le posso dire che abbinare la psicoterapia è fondamentale, al fine di reintegrare i vissuti corporei, rinforzare le risorse e le competenze, integrare gli aspetti dissociati della personalità, comprendere l’origine della difesa dissociativa. Il lavoro è impegnativo ma molto importante per lei. Buon lavoro!
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Credo che sia utile riferire tutto questo al suo medico di riferimento. Continui la psicoterapia e troverà utili soluzioni. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli.
Dott.ssa Barbara Zanettini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, per qualsiasi sintomo collaterale legato al farmaco prescritto , le consiglio di parlare con lo psichiatra che la segue . È importante il continuo confronto con i curanti , in modo che lei possa esprimere liberamente ciò che sente dentro; non mi riferisco solo alle sensazioni a livello corporeo, ma anche ai vissuto più profondi che tale situazione le genera . Pertanto la invito a confrontarsi sempre sia con lo psichiatra sia con il suo Psicoterapeuta.
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Concordo con i colleghi. Ciò che sento di poter aggiungere è la sfumatura "mi è stato diagnosticato", che magari può ritradurre, con l'aiuto della/del terapeuta, in una forma meno impersonale o passiva. Comunque la strada dovrebbe essere quella giusta, anche se non è breve
Per il tipo di sintomi che presenta è sempre utile procedere con un percorso di terapia unito ad una cura farmacologica. L'obiettivo della cura farmacologica è quello di compensare i sintomi di derealizzazione che presenta, per farlo è necessario però procedere in due. E' fondamentale che lei condivida con il neurologo curante la sintomatolagia che ancora manifesta, per poter trovare insieme una cura farmacologica adatta alle sue esigenze. Un saluto,
Federica Miccichè
Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
Credo che l'idea di ricontattare lo psichiatra che le ha prescritto i farmaci sia la migliore. Chiaramente l'associazione con un percorso psicoterapeutico è la migliore
 Cristina Montella
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, concordo con le risposte dei colleghi circa l'utilizzo della terapia farmacologica che comunque resta un coadiuvante di un percorso terapeutico sicuramente non facile ma che abbia come obiettivo quello di dar voce e reintegrare tutte le "parti" che fin'ora non hanno avuto la giusta attenzione.
Le auguro di trovare il professionista più adatto per questo percorso con il quale stabilire una buona alleanza e fiducia.
Dott.ssa Marta Calderaro
Psicoterapeuta, Neuropsichiatra infantile
Roma
Salve, concordo con chi le consigliava di parlare della cura farmacologica con chi gliel’ha prescritta, così da evitare confusione negli specialisti che si occupano di lei (e di conseguenza in lei!).
Marta Calderaro
Dott.ssa Carmen Molinari
Psicologo, Psicoterapeuta
Piacenza
Salve, la terapia che sta seguendo è la combinazione corretta da seguire per il disturbo che lei presenta. È però importante stabilire lvalenza terapeutica ovvero un clima di collaborazione e fiducia nei confronti dei propri dottori. Parli liberamente dei suoi dubbi con chi le ha prescritto la cura, in modo da aumentare la compliance al trattamento. Un saluto e in bocca al lupo C. M
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno, ne parli tranquillamente con lo psichiatra in modo da avere risposte più dettagliate e chiare, le auguro di risolvere presto Dott. Andrea De Simone.
Dott.ssa Silvia Findanno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Perugia
Buona sera, non essendo medico psichiatra non mi permetto di entrare in merito alla cura farmacologica che sta seguendo, per questo le suggerisco semplicemente, la dove non lo avesse già fatto, di informare il suo psichiatra per ciò che concerne gli effetti indesiderati che la cura le sta provocando, insieme troverete senza dubbio la giusta formula. Sentendo nelle sue righe come il bisogno di conferma che stia procedendo nel modo giusto, in quanto psicoterapeuta, le dico che è sulla giusta strada. Un doppio binario (farmacologico e psicoterapeutico) è il modo più efficace e sicuro per viaggiare ed approdare in luoghi (interni) di benessere ed equilibrio.
dott.ssa Silvia Findanno
Dott.ssa Iulia Murrocu
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Concordo pienamente con quanto consigliato dalla collega che mi ha proceduto.
Capisco che deve essere in un periodo di grande sofferenza ma sta andando nella giusta direzione di cura. Provi a chiedere al suo psicoterapeuta se possa essere il caso di associare terapia EMDR, sempre molto indicata nei casi di forte ansia o angoscia.
Saluti
dott.ssa Murrocu
Dott.ssa Antonella De Luca
Psicologo, Psicoterapeuta
Grosseto
Buonasera, ha fatto una buona scelta nell'abbinare la terapia farmacologica con la psicoterapia. Le consiglio di avere fiducia e di parlare tranquillamente con i medici che l'hanno presa in carico e vedrà che la sapranno tranquillizzare. La saluto cordialmente, Antonella
Dott.ssa Simona de Santis
Psicologo, Psicoterapeuta
Silvi
Salve,
dato che lei è già in terapia credo sia il caso di porre tali domande relative ai farmaci che sta assumendo allo psichiatra di riferimento e di parlare del suo stato di angoscia alla sua terapeuta.
Saluti.
Dott.ssa Ambra Salustri
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, concordo con i colleghi rispetto all'opportunità di condividere con il proprio psichiatra e psicoterapeuta la presenza di effetti indesiderati della farmacoterapia, così come qualunque aspetto del trattamento che le susciti dubbi o domande. Questo feedback da lei dato ai curanti rappresenta un'informazione molto importante, utile a personalizzare quanto più possibile la cura rispetto alle sue esigenze e caratteristiche individuali. Considerando, inoltre, il tipo di manifestazioni che lei riporta, che sembrano coinvolgere il senso complessivo di stare nella realtà, è plausibile che la terapia manifesti i propri effetti in modo graduale e richieda dunque del tempo. Cordiali saluti, Dott.ssa Salustri
Dott. Eugenio Tomasoni
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Villa Cortese
Buongiorno,

mi sentirei, alla luce delle informazioni che lei fornisce, di invitare i professionisti che la stanno seguendo a sentirsi fra di loro, credo che sia il primo passo che possa permettere ad ognuno di loro di comprendere come meglio intervenire alla luce dei propri ambiti e competenze professionali.
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno sig.ra,
se vanno bene i farmaci lo può stabilire il medico in base agli effetti che lei riferisce. Solitamente gli psicofarmaci si somministrano per breve periodo, secondo le terapia più recenti ed innovative.
Comunque è consigliabile un percorso psicoterapeutico, per valutare con il medico che la segue anche la possibile dismissione, in vista di un maggiore adeguamento alla vita quotidiana.
Un cordiale saluto
dott.ssa Marzia Sellini
Dott.ssa Rossella Ianniello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Settimo Milanese
Buona sera,
Condivida tutti i suoi dubbi con i suoi curanti, è importante che sappia cosa aspettarsi dalla cura, sia in termini di possibili effetti collaterali che di tempistiche necessarie per osservare i primi benefici. Nel frattempo prosegua con la psicoterapia, per poter elaborare e gestire con gli strumenti più opportuni i suoi sintomi. Cordiali saluti
Dott.ssa Greta Tovaglieri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera. Rispetto alle domande sui farmaci e sui loro effetti collaterali, rimando la questione ai colleghi psichiatri. Per quanto riguarda invece la derealizzazione, la inviterei a parlarne il più possibile col suo terapeuta. Quando è iniziata? Come avviene? Che pensieri fa lei al riguardo? Potrebbe emergere tantissimo materiale interessante su cui lavorare.
Cordialmente.

Greta Tovaglieri
Dott.ssa Sara Passavanti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Limbiate
Buongiorno, l'assunzione di psicofarmaci può causare sintomi spiacevoli come la derealizzazione o l'ansia. Questo può dipendere anche dalle dosi e da quanto li sta assumendo.
Metta al corrente di questi pensieri i professionisti da cui è in cura, così sapranno come aiutarla.
Dott.ssa Sara Passavanti
Buongiorno,
parli di tutti questi effetti e di come sta alla sua equipe di riferimento, sia alla psicoterapeuta, sia alla neurologa e allo psichiatra, li tenga aggiornati, così possono capire se e come ritoccare le cure per aiutarla a raggiungere un livello di maggiore benessere. Tenga conto che lo stare meglio è graduale, richiede una taratura della cura specifica e speciale per ogni persona e ciò può avvenire solo se lei dà dei feedback alle varie visite di controllo, dove comunica agli esperti come va nello specifico a livello di sintomi e benessere percepito. E' altrettanto importante che gli esperti, ove necessario, si parlino per cercare la soluzione migliore per lei. Un buon lavoro integrato con professionisti di fiducia può davvero fare la differenza. Le auguro di stare presto meglio.
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova

Buonasera. La sensazione di derealizzazione può essere persistente e talvolta difficile da gestire. I farmaci che assume possono avere effetti collaterali e non sempre risolvono completamente i sintomi. Le consiglio di tornare dallo psichiatra per una valutazione approfondita: potrebbe essere necessario aggiustare la terapia o considerare altre opzioni. Per quanto riguarda le disfunzioni sessuali, è importante discuterne con il medico, poiché esistono strategie per affrontarle. Inoltre, potrebbe essere utile integrare la psicoterapia con tecniche specifiche per il disturbo dissociativo, come il grounding e le tecniche di rilassamento.
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Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Ne parli con fiducia con i due dottori che la hanno in cura
Dott.ssa Angelica Brasacchio
Psicoterapeuta, Professional counselor
Milano
Buongiorno, parlarne con lo psichiatra è sicuramente importante, soprattutto per valutare l'andamento della terapia farmacologica e discutere degli effetti collaterali che ha riscontrato, come le disfunzioni sessuali. Questi effetti possono dipendere da diversi fattori, tra cui il tipo di farmaci, il dosaggio e da quanto tempo li sta assumendo.
Anche il dialogo con la tua psicoterapeuta è fondamentale: potrà darti ulteriori strumenti per affrontare le sensazioni che provi e collaborare con lo psichiatra per individuare eventuali aggiustamenti alla terapia. Il suggerimento è di condividere apertamente le tue preoccupazioni con entrambi i professionisti per ricevere il supporto più adeguato.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore domanda o chiarimento. Un caro saluto
Dott.ssa Gordana Cifali
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Sesto San Giovanni
Caro utente, è importante che riporti quello che scrive allo psichiatra che l'ha in cura in modo che possa, qualora lo ritenesse opportuno, rimodulare la cura farmacologica in base ai sui feed back. Eviti assolutamente il "fai da te". Ogni farmaco, anche se efficace, può avere degli effetti collaterali che vanno segnalati al proprio medico proprio per potere trovare la soluzione (sia in termini di farmaco che di dosaggio) più adatta a lei. Un caro saluto.
Dott.ssa Valentina Maisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Castellanza
Gentilissim*, a fronte di diagnosi di disturbo dissociativo e derealizzazione il percorso solitamente consigliato è di psicoterapia e trattamento farmacologico, preferibilmente seguiti simultaneamente. Ogni persona, tuttavia, vive e gestisce il proprio malessere in maniera soggettiva e dunque anche i percorsi devono essere costruiti ad hoc. Se non lo ha già fatto, rifletta sulla possibilità di condividere le sue fatiche e i suoi dubbi con i professionisti che la seguono e la conoscono bene. In questo modo permetterà loro di valutare al meglio l’andamento del percorso e insieme potete decidere quale sia la strada più giusta da seguire. Lavorare su di sè è un viaggio lungo e in costante evoluzione e spero per lei che possa essere una forse faticosa, ma fantastica scoperta e rinascita.
Dott. Massimo Masserini
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Bergamo
Gentilissiam, capisco quanto possa essere difficile convivere con una condizione come la derealizzazione, specialmente quando è persistente e accompagnata da ansia e angoscia. È positivo che tu sia seguita da specialisti e che abbia già una terapia farmacologica e psicoterapeutica in corso. La farmaco terapia con la psicoterapia è la direzione più corretta, per i farmaci dovrebbe rivolgersi ad uno specialista psichiatra che le potrebbe anche modificare farmaco e dosaggio, seguendola nell'evoluzione. E' probabile che i farmaci le possano dare problei nella sua intimità. L'indicazione è di continuare ad affidarsi a professionisti qualificati. Buona serata.
Dott.ssa Stefania Pasquadibisceglia
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Lentate sul Seveso
Buongiorno,
la sua esperienza è comprensibile e non rara in contesti di disturbo dissociativo. È importante sottolineare che il percorso terapeutico migliore integra sempre la psicoterapia con il supporto psichiatrico, come sta già facendo. Una psicoterapia sistemica, ad esempio, potrebbe lavorare non solo sui sintomi, ma anche sulle relazioni, sui contesti di vita e sui significati che alimentano la dissociazione, aiutandola a riattivare risorse personali e a riorganizzare la sua percezione della realtà in modo graduale.
Un caro saluto
Dott.ssa Gloria Tosi
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Tortona
Buongiorno, le suggerisco di esprimere tutti i suoi dubbi e considerazioni rispetto alla terapia farmacologica che sta assumendo al medico psichiatra che gliel'ha prescritta, così da poterlo aggiornare e fare chiarezza. Le auguro buon proseguimento.
Dott. Christian Nasti
Psichiatra, Psicoterapeuta
Milano
Per rispondere con precisione alla sua domanda occorrerebbe sapere anche quando ha iniziato il trattamento (sia psicoterapico che farmacologico).
Infatti, soprattutto per quanto riguarda l'effetto di Citalopram che dovrebbe contribuire a ridurre l'ansia e la paura e portare un senso di "sopportazione" (nel senso che non riduce direttamente la probabilità degli eventi dissociativi, ma contribuisce a far trovare la forza di affrontarli con più tenacia) è bene sapere che possono trascorrere anche più di 4 settimane per poterne vedere i benefici.
Allo stesso tempo è anche vero che Citalopram porta con sé come effetto collaterale piuttosto specifico l'impatto sulla sfera sessuale.
In definitiva è consigliabile chiedere al proprio psichiatra di riferimento di poter avere chiarimenti circa l'efficacia attesa della terapia in corso, le tempistiche e gli eventuali effetti indesiderati così da poter mitigare al meglio gli eventuali effetti spiacevoli e ottenere, al contempo, il massimo dell'efficacia possibile.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
il disturbo dissociativo di derealizzazione è una condizione complessa che può manifestarsi con sensazioni persistenti di irrealtà, come quella da lei descritta. È positivo che lei sia già in carico a una psicoterapeuta e seguita anche sul piano farmacologico da una neurologa con supervisione psichiatrica: questo approccio integrato è fondamentale.

La terapia farmacologica che sta seguendo (Deniban e Citalopram) può essere utile in molti casi per ridurre i sintomi ansiosi e migliorare l’umore, ma ogni persona risponde in modo diverso ai farmaci. Se i sintomi di derealizzazione persistono o si accentuano, e se si manifestano effetti collaterali come le disfunzioni sessuali — che possono effettivamente essere un effetto collaterale del Citalopram — è assolutamente indicato parlarne al più presto con lo psichiatra che la segue. Solo un professionista può valutare, caso per caso, se è necessario modificare o ricalibrare la terapia.

Inoltre, per questo tipo di disturbo, accanto alla farmacoterapia è molto importante anche la psicoterapia, che può aiutare a gestire le emozioni, a sviluppare strategie di grounding e a lavorare sugli aspetti legati alla percezione di sé e della realtà.

Sarebbe utile e consigliato, per approfondire in modo mirato e personalizzato, rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Marianna Zanardi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bergamo
Buongiorno, la sensazione di derealizzazione può essere molto destabilizzante, ma è importante sapere che, con il giusto supporto, può essere affrontata e compresa. È positivo che sia già seguita da una psicoterapeuta e da un’équipe medica: il lavoro integrato è fondamentale, soprattutto in casi complessi. Dal punto di vista psicoterapeutico, un approccio adleriano integrato e relazionale come il mio considera con attenzione la storia di vita, le relazioni significative, il senso di sé e il contesto attuale. In questo tipo di percorso, l'obiettivo non è solo ridurre i sintomi, ma comprendere il significato che hanno assunto nella sua esperienza, per ritrovare un senso di unità e presenza nella realtà. Le consiglio di riferire allo psichiatra eventuali effetti collaterali o cambiamenti nei sintomi: un monitoraggio continuo è essenziale per valutare insieme gli aggiustamenti opportuni.

Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o per un confronto.

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Marianna Zanardi
Dott. Federico Alberto Russo
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Paderno Dugnano
Buonasera, la derealizzazione è un disturbo legato a stati ansiosi. La sensazione che descrive è un'esperienza molto faticosa, e ne capisco la preoccupazione, ma non è uno stato perpetuo, quindi con il passare del tempo, attraverso i farmaci che le han prescritto + un percorso di psicoterapia, ne uscirà. Solitamente i farmaci ci mettono 14 giorni più o meno, a dare i primi effetti positivi. Per quanto riguarda la scelta dei farmaci, la persona più indicata per poter darle un feedback accurato è il suo psichiatra di riferimento.
Stia tranquillo, è un momento che può sembrare davvero difficoltoso, ma ne uscirà.
Un caro saluto

Dott.ssa Sara Rubert
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno. Consiglio di ricontattare lo psichiatra per discutere l'andamento dei sintomi e far presente eventuali effetti indesiderati. Lo specialista potrebbe anche cambiare la terapia in base al suo resoconto, quindi non esiti a contattarlo.
Dott. Matteo Acquati
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Monza
Buongiorno,
capisco bene il disagio che descrive: la sensazione di irrealtà, l’angoscia che ne consegue e gli effetti collaterali che nota possono risultare molto faticosi da tollerare. Sta già facendo un passo molto importante nel prendersi cura di sé attraverso la psicoterapia e una supervisione medica accurata.
È importante sottolineare che solo lo psichiatra può valutare e modificare la terapia farmacologica. La risposta ai farmaci, infatti, è sempre individuale e può richiedere aggiustamenti nel tempo. Le consiglio quindi di riportare al più presto al suo psichiatra sia la persistenza dei sintomi dissociativi, sia gli effetti collaterali che ha riscontrato, in particolare le disfunzioni sessuali. Questi aspetti non vanno trascurati: a volte possono ridursi con l’adattamento del corpo al farmaco, ma in altri casi è necessario un aggiustamento terapeutico.
Parallelamente, la psicoterapia ha un ruolo centrale nei disturbi dissociativi. Tecniche mirate alla regolazione emotiva, alla gestione dell’ansia e al rafforzamento della percezione di sé e della realtà possono aiutare a ridurre l’intensità e la frequenza delle esperienze di derealizzazione. Anche pratiche di grounding, mindfulness e strategie corporee possono affiancare il percorso terapeutico.
Resto a disposizione.
Cordiali saluti.
Dott. Matteo Acquati
Dott.ssa Emanuela Bazzana
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Albino
Buongiorno, data la diagnosi, ha percorso la strada giusta affidandosi a uno psichiatra e a una psicoterapeuta. Esponga i suoi dubbi, talvolta ci vuole tempo per trovare la cura farmacologica adeguata e per avere l'effetto atteso; spero possa trovare nella psicoterapia il luogo adatto all'ascolto e alla comprensione. Buona vita. E. Bazzana
Dott.ssa Cinzia Cosmi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, quello che prova è comprensibile così come la preoccupazione associata. Portare questi dubbi ai suoi curanti, che la conoscono e conoscono approfonditamente la sua condizione, potrà portarle giovamento. Le auguro il meglio
Saluti
Dott.ssa Laura Pancrazi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Mozzo
Gentile paziente,

è comprensibile che avendo ricevuto una diagnosi di questo tipo e iniziato (mi pare di intuire da non molto tempo) un percorso di cura, abbia molti dubbi.

In genere, quando si inizia una terapia farmacologica, sono previste delle visite di controllo; se nel suo caso non fosse così, le consiglierei di prendere un appuntamento con la professionista che le ha fatto la prescrizione, portando in tale sede le sue domande e sensazioni.

Sperando di esserle stata utile, le auguro in bocca al lupo e buona continuazione
Dott.ssa Elisa Morandotti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, mi sembrano tutte domande importanti che senz'altro rivolgerei allo psichiatra così che lei possa sentirsi sicura della terapia farmacologica che sta prendendo.
salve, grazie per aver scritto a mio dotttore.
mi dispiace leggere che sta continuando a fare esperienza della problematica nonostante un support farmacologico.
sicuramente mi rivolgerei al suo psichiatra e esporrei i dubbi e le domande che ha al momento, di modo che sarà stesso lui a valutare eventualmente un cambio farmacologico oppure no .
Dott.ssa Simona Chiozzi
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera, comprendo il bisogno di rassicurazioni e la preoccupazione per la situazione delicata in cui si trova. Mi sento di suggerirle di riferire ai professionisti che la seguono gli stessi dubbi e domande e di risentire lo psichiatra. Possono servire alcuni tentativi prima di trovare il farmaco e il dosaggio giusti... le sue osservazioni saranno preziose per valutare eventuali modifiche.
Dott.ssa Chiara Maggioni
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente,
la sensazione costante di irrealtà e distacco che descrive è una delle caratteristiche principali della derealizzazione, un’esperienza che può essere molto angosciante e destabilizzante, soprattutto quando si associa ad ansia intensa e pensieri catastrofici.

È molto positivo che Lei sia già in carico sia dal punto di vista psicoterapeutico che farmacologico. Detto ciò, se i sintomi persistono o si sono intensificati nonostante la terapia in corso, è assolutamente opportuno riferire tutto al Suo psichiatra. Solo lui, con una valutazione aggiornata, potrà stabilire se la terapia farmacologica va confermata, modificata o integrata. Anche gli effetti collaterali da Lei riportati, come le disfunzioni sessuali, meritano attenzione e possono essere discussi apertamente con lo specialista: non è raro che alcuni farmaci diano questo tipo di effetto, ma esistono alternative o strategie per gestirlo.

Continui a prendersi cura di sé come sta già facendo, e non esiti a comunicare con i suoi curanti: il percorso giusto è spesso un lavoro di squadra.

Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Maggioni
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la sensazione di derealizzazione e l’ansia che descrive possono richiedere tempo per migliorare, anche con la terapia farmacologica e psicoterapeutica in corso. I farmaci come il deniban e il citalopram sono spesso utilizzati per disturbi d’ansia e dissociativi, ma ogni persona risponde in modo diverso e gli effetti collaterali, come le disfunzioni sessuali, sono purtroppo comuni.
È importante che riferisca tutto questo al suo psichiatra, per valutare insieme eventuali aggiustamenti della terapia o alternative, senza modificare mai nulla in autonomia. Nel frattempo, la psicoterapia può aiutarla a lavorare sulle radici del disturbo, e approcci come l’EMDR o la psicoterapia umanistica possono essere particolarmente utili per i disturbi dissociativi.
Non si scoraggi se i miglioramenti sono lenti: è un percorso che richiede pazienza e collaborazione tra lei, lo psicologo psicoterapeuta e lo psichiatra. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Silvia Cavedoni
Psicoterapeuta, Psicologo
Milano
Buongiorno, rispetto alle variazioni della terapia è importante che si confronti sempre con lo specialista di riferimento, anche se non mi è chiaro per quale motivo la neurologa necessiti della supervisione di uno psichiatra. Sicuramente può far presente che la sensazione che descrive persiste, come anche le disfunzioni sessuali che possono essere un effetto collaterale dei farmaci che assume.
Dott.ssa Donatella Di Grazia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile utente, per avere delle risposte complete ed esaustive le consiglio di rivolgere le sue domande direttamente al medico che le ha prescritto i farmaci.
Saluti
Dott.ssa Chiara Pisoni
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Bergamo
Buonasera,
grazie intanto per la condivisione della sua esperienza e delle preoccupazioni non facili da nominare.
A volte ci vuole del tempo per trovare il dosaggio di terapia idoneo alla singola persona: ciascun corpo e ciascuna mente reagisce a modo suo. Le domanderei cosa la frena dal condividere queste preoccupazioni con lo psichiatra e/o con lo psicoterapeuta che la seguono. L'alleanza terapeutica, nell'ambito della salute mentale, è una prerogativa indispensabile per creare un terreno fertile di lavoro.
CP

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