Salve, non gioco da circa 5 mesi e devo dire non ci penso più. Alcuni amici mi hanno invitato ad and

10 risposte
Salve, non gioco da circa 5 mesi e devo dire non ci penso più. Alcuni amici mi hanno invitato ad andare un’ora al bingo, cosa dovrei fare? Mi sono curata con la terapia magnetica transcranica in un gruppo di ricerca. Sono in cura da 7 anni al Sert. Devo dire che mi sento meglio.
Dott.ssa Francesca Figliozzi
Neuropsicologo, Psicoterapeuta, Psicologo
Oristano
Salve, le consiglio di non andare, potrebbe trovarsi in difficoltà. Anche se ha ottenuto ottimi risultati non può ritenersi ancora fuori pericolo. Le consiglio di provare a trovare altri momenti di socialità che non comportino la frequentazione di sale gioco. Spero di esserle stata utile. Saluti

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Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Salve, sono felice di sentire che si sente meglio e che non gioca da 5 mesi. La sua determinazione è ammirevole. Le suggerirei di considerare un approccio di Terapia Breve Strategica per rafforzare ulteriormente il suo percorso di guarigione. Questa terapia si focalizza sul modificare le situazioni che potrebbero rappresentare un rischio di ricaduta, come l’invito dei suoi amici al bingo.

Anziché esporsi a situazioni potenzialmente rischiose, potrebbe valutare delle alternative per socializzare senza mettere a rischio i progressi raggiunti. Il percorso che ha intrapreso al Sert e con la terapia magnetica transcranica è un'ottima base, e la Terapia Breve Strategica può offrirle ulteriori strumenti per mantenere il controllo e prevenire ricadute. Le consiglio di parlarne con il suo terapeuta per trovare insieme la strategia migliore.
Dott.ssa Laura Servidio
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Borgomanero
Buongiorno,
Il fatto che lei stessa si ponga questa domanda "cosa dovrei fare?", da una parte dimostra una grande consapevolezza e un grande affetto per sé stessa, requisiti essenziali per non ricadere nella dipendenza. Dall'altra parte ci indica come la possibilità di questo evento futuro possa in qualche modo allarmarla, nonostante si senta bene, nonostante le lunghe cure. È come un antenna che da soli rizziamo e che ci guida più consapevolmente verso le nostre azioni.
Fossi in lei, mi chiederei "perché ho voglia di andare? Per la socialità? Per la compagnia di amici? Per giocare?". Provi a porsi queste domande.
Ovviamente spesso intorno all'atto del gioco d'azzardo si crea un vero e proprio contesto di socialità che oltre a rinforzare la ludopatia, può in qualche modo venire a meno una volta lasciato il "vizio". Se fosse la situazione di socialità a renderle desiderabile recarsi al bingo, le consiglierei di provare a crearne di alternative, con le medesime persone o meno, in contesti diversi (cinema, natura, chiacchiere davanti ad un buon gelato). Se invece fosse il giocare in sé, beh, in questo caso avrebbe chiaro quanto sia importante non ricada in episodi come questo che potrebbero inficiare sulla riuscita dei suoi lunghi e impegnativi sforzi per uscirne.

Spero di averle dato qualche spunto, anche per affrontare situazioni simili future. Io sono la dott.ssa Laura Servidio, nel caso abbia bisogno di ulteriore supporto, trova i contatti sul mio profilo.
Le porgo i miei cordiali saluti.

Dott.ssa Laura Servidio
Dott. Ivan De lucia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Ovada
Salve, è davvero incoraggiante sentire che si sente meglio e che non pensa più al gioco d'azzardo. La sua determinazione e il percorso di cura che ha seguito, inclusa la terapia magnetica transcranica e il supporto del Sert, sono risultati significativi e positivi.
L'invito al bingo può rappresentare una sfida, ma è importante riconoscere i progressi che ha fatto e proteggere il suo benessere. Anche se si sente meglio, è fondamentale essere prudenti e considerare attentamente le possibili conseguenze.
Le suggerisco di riflettere su quanto sia importante per lei mantenere la sua sobrietà dal gioco. Parlare con il suo terapeuta o un consulente del Sert potrebbe aiutarla a valutare i rischi e a prendere una decisione informata. Potrebbero offrirle strategie per affrontare situazioni simili in futuro.
Se decide di accettare l'invito, potrebbe stabilire dei limiti chiari e avere un piano di uscita nel caso in cui si senta a disagio. Tuttavia, declinare l'invito e spiegare ai suoi amici l'importanza di mantenere la sua sobrietà è una scelta altrettanto valida e rispettabile.
Ricordi che il suo benessere è la priorità. Se ha bisogno di ulteriori supporti o desidera parlare di questa situazione, sono disponibile per una consultazione psicologica, anche online. Non esiti a contattarmi per fissare un appuntamento o per ulteriori domande.

Un caro saluto,

Dott. Ivan De Lucia
Dott. Rocco Ressa
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Palagiano
Gentilissima signora, lei ha fatto un lungo percorso che l'ha portata a disintossicarsi dalla dipendenza del gioco, ciò significa che ha avuto una grande forza di volontà, unitamente al percorso di cura, che l'ha preparata anche a prevenire eventuali ricadute. Il mio consiglio è di non abbassare la guardia ed evitare situazioni rischiose. La psicoterapia può aiutarla e dotarla di strumenti utili a prevenire eventuali ricadute, anche occasionali che, pur non rappresentando una sconfitta, possono interrompere il grande lavoro che ha fatto. Infine, se può, tenga lontane da se le persone con cui giocava in passato, eviti stress e noia attraverso attività culturali e sportive. Le auguro buona vita. Dott. Rocco Ressa
Dott.ssa Desirèe Pesce
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Pavia
Gentile, possiamo considerare il suo impegno ammirevole per aver preso in carico il suo problema e averlo affrontato e gestito nel migliore dei modi, sia attraverso l'uso della terapia magnetica transcranica che attraverso l'ingaggio del Sert durante il suo percorso di disintossicazione dal gioco.
Proprio alla luce di ciò è importante evitare tutte quelle situazioni che possano metterla "in tentazione" e prediligere, invece, attività alternative che le consentano di poter frequentare il suo cerchio di amicizie, senza però intaccare quello che può essere il suo benessere così duramente ottenuto.
Inoltre, se è seguita da un* psicolog*, proverei a valutare insieme a l*i, se effettivamente le amicizie che la circondano la possano mettere spesso a rischio o nella condizione di porsi domande sulla sua partecipazione al Bingo. In tal caso, suggerirei di valutare la conoscenza anche di altre cerchie di persone, magari all'interno di circoli culturali/artistici che la possano aiutare a distanziarsi ancora di più dal gioco d'azzardo e rendere il suo percorso più virtuoso.
Se ha ulteriori domande o bisogno di chiarimenti, non esiti a contattarmi.
Cordialmente, Dott.ssa Desirèe Pesce.
Dott.ssa Ester Piras
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Ghilarza
Buongiorno! Lei ha mostrato una grande determinazione nell'intraprendere questo percorso e ha iniziato a vederne i risultati. Non si lasci tentare col rischio di rimettere in discussione quanto ha ottenuto e vanificare i sacrifici e il lavoro svolto finora. Potrebbe proporre un'uscita alternativa che non sia legata a un contesto di gioco oppure prendere in considerazione altri interessi con la possibilità di conoscere e instaurare relazioni sociali con persone che hanno uno stile di vita più salutare. Non abbia paura di allontanarsi da quelle persone che la tengono legata ai vecchi problemi. Buona continuazione di percorso! Un saluto
Dott.ssa Ester Piras
Dott.ssa Giulia Zucchini
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Trieste
Salve, quando si inizia a star meglio succede sempre che ci sentiamo troppo forti e ricadiamo in schemi già conosciuti. Non ci caschi e cerchi di evitare stimoli ludopatici di qual si voglia genere. Un caro saluto.
Dott.ssa Lisa Maccarone
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Chieti
Salve, eviterei l'esposizione al rischio. Ha fatto tanti anni di sforzo e anche un piccolo rischio potrebbe compromettere tutto
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Buongiorno,

è molto positivo che lei percepisca un miglioramento e che non abbia più pensieri costanti sul gioco d’azzardo. Il fatto di sentirsi meglio dopo un lungo percorso di cura, incluso il supporto al Sert e la terapia con stimolazione magnetica transcranica, indica che le strategie e i trattamenti seguiti stanno funzionando.

Riguardo all’invito al bingo, è importante valutare la situazione con attenzione. Anche se adesso si sente stabile, tornare in un ambiente legato al gioco potrebbe riattivare vecchi schemi o desideri di giocare, soprattutto se ci sono elementi di stimolo o eccitazione simili a quelli che aveva in passato. Non significa che non possa partecipare socialmente, ma conviene considerare alternative che le permettano di stare con gli amici senza esporre se stessa a un rischio. Ad esempio, potrebbe proporre un incontro in un contesto diverso dal gioco, oppure se sceglie di andare al bingo, farlo con consapevolezza e un piano chiaro, come restare solo un’ora, avere un limite di spesa o portare solo amici di fiducia con cui può parlare apertamente se emergono pensieri di rischio.

In ogni caso, la cosa più importante è tutelare la sua stabilità. Sentirsi meglio non significa essere completamente immuni dai vecchi stimoli, quindi ogni passo va valutato con cautela. Potrebbe anche essere utile parlarne con il terapeuta del Sert prima di decidere, così da avere un supporto concreto e sentirsi più sicura nella scelta.
Saluti

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