Buonasera a tutti, sono una ragazza di 25 anni, da un po' di tempo ho qualche problema con le relazi
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Buonasera a tutti, sono una ragazza di 25 anni, da un po' di tempo ho qualche problema con le relazioni, non riesco mai a fidarmi di chi ho davanti, ho sempre paura che la persona cerchi un modo per "fregarmi", questo per una precedente relazione fatta di bugie. Ho paura di conoscere persone nuove, affezionarmi e rimanerci male di nuovo, sento però dentro di me il bisogno di dare amore a qualcuno, in pratica io vorrei da un giorno all'altro una persona che mi ami alla follia, so che questa cosa è impossibile ma è come se fossi bloccata.
Ho conosciuto persone che mi dicevano di voler fare le cose tranquilli, senza buttarsi a capofitto e pensandoci forse realmente questa è la cosa più sana, non posso mettere in discussione tutto senza realmente conoscere la persona che ho davanti. Ma il problema è che non riesco, io voglio mille attenzioni, voglio mille certezze subito.
Come posso riuscire a vivermi le frequentazione con più tranquillità e non avere mille paranoie in tutto?
Ho conosciuto persone che mi dicevano di voler fare le cose tranquilli, senza buttarsi a capofitto e pensandoci forse realmente questa è la cosa più sana, non posso mettere in discussione tutto senza realmente conoscere la persona che ho davanti. Ma il problema è che non riesco, io voglio mille attenzioni, voglio mille certezze subito.
Come posso riuscire a vivermi le frequentazione con più tranquillità e non avere mille paranoie in tutto?
Salve,
quello che descrive è un conflitto interiore molto comprensibile: da una parte il desiderio forte di amare ed essere amata, dall’altra la paura di rivivere una delusione che l’ha ferita profondamente. Quando una relazione passata è stata segnata da bugie o mancanze di fiducia, è naturale che dentro di noi si attivi una sorta di “allarme”, che prova a proteggerci dal rischio di soffrire di nuovo.
Il bisogno di molte attenzioni e di certezze immediate spesso non è un capriccio o un’esagerazione, ma il tentativo di sentirsi al sicuro. È come se una parte di lei cercasse conferme rapide per placare l’ansia: “Dimmi subito che non mi farai male, dimmi subito che posso fidarmi”.
Il problema è che le relazioni, per loro natura, hanno bisogno di tempo per costruire fiducia e sicurezza. Questo può creare una tensione interna: razionalmente sa che la gradualità è più sana, emotivamente però fatica a tollerare l’incertezza.
Lavorare su questo significa prima di tutto comprendere da dove nasce questa paura e quali bisogni profondi si attivano quando incontra qualcuno. Spesso dietro le “paranoie” non c’è fragilità, ma una grande sensibilità affettiva e un forte bisogno di connessione che ha bisogno di essere rassicurato in modo più stabile e interno, non solo attraverso l’altro.
Imparare a vivere le frequentazioni con più tranquillità non significa diventare distaccata o meno coinvolta, ma costruire una base di sicurezza dentro di sé che permetta di dare tempo alla relazione senza sentirsi in pericolo costante.
Se sente che questo blocco la sta limitando o facendola soffrire, un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi e a costruire un modo di vivere i legami più sereno e sicuro.
Se lo desidera, resto disponibile per un eventuale approfondimento o per iniziare un percorso di supporto psicologico su queste difficoltà.
Un caro saluto,
Dott.ssa Michela Massettini - Psicologa
quello che descrive è un conflitto interiore molto comprensibile: da una parte il desiderio forte di amare ed essere amata, dall’altra la paura di rivivere una delusione che l’ha ferita profondamente. Quando una relazione passata è stata segnata da bugie o mancanze di fiducia, è naturale che dentro di noi si attivi una sorta di “allarme”, che prova a proteggerci dal rischio di soffrire di nuovo.
Il bisogno di molte attenzioni e di certezze immediate spesso non è un capriccio o un’esagerazione, ma il tentativo di sentirsi al sicuro. È come se una parte di lei cercasse conferme rapide per placare l’ansia: “Dimmi subito che non mi farai male, dimmi subito che posso fidarmi”.
Il problema è che le relazioni, per loro natura, hanno bisogno di tempo per costruire fiducia e sicurezza. Questo può creare una tensione interna: razionalmente sa che la gradualità è più sana, emotivamente però fatica a tollerare l’incertezza.
Lavorare su questo significa prima di tutto comprendere da dove nasce questa paura e quali bisogni profondi si attivano quando incontra qualcuno. Spesso dietro le “paranoie” non c’è fragilità, ma una grande sensibilità affettiva e un forte bisogno di connessione che ha bisogno di essere rassicurato in modo più stabile e interno, non solo attraverso l’altro.
Imparare a vivere le frequentazioni con più tranquillità non significa diventare distaccata o meno coinvolta, ma costruire una base di sicurezza dentro di sé che permetta di dare tempo alla relazione senza sentirsi in pericolo costante.
Se sente che questo blocco la sta limitando o facendola soffrire, un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi e a costruire un modo di vivere i legami più sereno e sicuro.
Se lo desidera, resto disponibile per un eventuale approfondimento o per iniziare un percorso di supporto psicologico su queste difficoltà.
Un caro saluto,
Dott.ssa Michela Massettini - Psicologa
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Buongiorno, innanzitutto ti ringrazio per aver condiviso la tua situazione, non conoscendo la tua relazione passata e le dinamiche che si sono instaurate, cerco di lasciarti qualche spunto di riflessione: quando una persona ti dice di voler andare con calma, cosa provi a livello emotivo? (ansia? rifiuto? rabbia? O magari la sensazione di non essere abbastanza?) Invece se qualcuno non ti dà subito “mille certezze”, quale pensiero automatico ti scatta? (es. non è realmente interessato a me...Mi sta prendendo in giro). Può essere che dietro al desiderio che senti di ricevere “mille attenzioni e mille certezze subito” ci sia un bisogno profondo di sicurezza, come se il tuo sistema emotivo dicesse “se mi rassicuri tanto e subito, allora posso sentirmi al sicuro e fidarmi di te”, e questo è del tutto comprendibile data l'esperienza della tua passata relazione "fatta di bugie". Ti saluto chiedendoti che tipo di relazione vorresti davvero, al di là dell’intensità iniziale? Se desideri approfondire e rielaborare il tuo vissuto, i tuoi pensieri e sentimenti, ti consiglierei di intraprendere un percorso di supporto psicologico o di psicoterapia, per star meglio te e per poter accogliere in modo sereno una futura relazione.
Un caro saluto, Dott.ssa Ester Negrola
Un caro saluto, Dott.ssa Ester Negrola
Gentile utente, da ciò che descrive emerge una forte ambivalenza: da una parte il desiderio intenso di amare ed essere amata, dall’altra la paura di essere nuovamente ferita. dopo un’esperienza relazionale caratterizzata da bugie, è comprensibile che la fiducia sia stata compromessa e che oggi il suo sistema emotivo sia in uno stato di allerta. Quando si vive un tradimento o una delusione importante, può accadere che si sviluppi un bisogno di certezze immediate e di continue rassicurazioni. Non si tratta di “paranoie”, ma di un tentativo di proteggersi dal rischio di soffrire ancora. il problema è che questa ricerca di garanzie assolute, soprattutto nelle fasi iniziali di una conoscenza, può diventare fonte di ulteriore ansia e frustrazione. La fiducia, tuttavia, non nasce da una certezza immediata, ma da un processo graduale. concedersi il tempo di conoscere l’altro non significa sminuire i propri bisogni, bensì permettere alla relazione di costruirsi su basi più solide e realistiche. Il desiderio di attenzioni e conferme parla di un bisogno legittimo di sentirsi scelta e importante; può essere utile però distinguere tra ciò che è un bisogno affettivo sano e ciò che invece è una richiesta dettata dalla paura. Potrebbe aiutarla iniziare a spostare una parte della sicurezza che cerca nell’altro verso di sé: rafforzare l’autostima, riconoscere il proprio valore indipendentemente dalla conferma immediata di un partner, imparare a tollerare l’incertezza come parte inevitabile di ogni relazione. Un percorso di psicoterapia potrebbe offrirle uno spazio per comprendere meglio l’origine di queste paure, lavorare sulla fiducia e sviluppare modalità relazionali più serene e soddisfacenti. Un caro saluto
Salve sarebbe necessario indagare sulle sue relazioni passate, per capire meglio come lei potrebbe liberarsi da questa modalità relazionale attraverso la quale cerca "subito mille attenzioni".
Gentilissima, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
L'aspetto delle relazioni è estremamente complesso e il fatto che lei si stia interrogando su cosa desidera è necessario per vivere in maniera serena i legami.
Dopo una relazione segnata da bugie, è comprensibile che si sia attivata una vigilanza costante, quasi a voler prevenire il dolore prima che accada.
Forse il suo bisogno di avere così tante certezze più che vederlo come un capriccio, potrebbe essere un tentativo di disinnescare l'ansia che le relazioni le creano.
Il problema è che questa urgenza può spaventare o mettere pressione, riattivando il timore di perdere. Le frequentazioni più graduali non sono una svalutazione di lei, ma uno spazio in cui la fiducia può costruirsi attraverso esperienze ripetute e coerenti.
Potrebbe esser utile pensare di iniziare un percorso con un professionista che la aiuti, non a smettere di desiderare l'intimità ma piuttosto riuscire a tollerare l'incertezza. La tranquillità non nasce dal controllo dell’altro, ma dalla possibilità di sentirsi degna di amore anche senza prove immediate e assolute.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
L'aspetto delle relazioni è estremamente complesso e il fatto che lei si stia interrogando su cosa desidera è necessario per vivere in maniera serena i legami.
Dopo una relazione segnata da bugie, è comprensibile che si sia attivata una vigilanza costante, quasi a voler prevenire il dolore prima che accada.
Forse il suo bisogno di avere così tante certezze più che vederlo come un capriccio, potrebbe essere un tentativo di disinnescare l'ansia che le relazioni le creano.
Il problema è che questa urgenza può spaventare o mettere pressione, riattivando il timore di perdere. Le frequentazioni più graduali non sono una svalutazione di lei, ma uno spazio in cui la fiducia può costruirsi attraverso esperienze ripetute e coerenti.
Potrebbe esser utile pensare di iniziare un percorso con un professionista che la aiuti, non a smettere di desiderare l'intimità ma piuttosto riuscire a tollerare l'incertezza. La tranquillità non nasce dal controllo dell’altro, ma dalla possibilità di sentirsi degna di amore anche senza prove immediate e assolute.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Buongiorno, per essere amati è necessario prima di tutto amarsi. Riversare il bisogno di amore e di attenzioni sugli altri è molto pericoloso se prima non si ha un profondo equilibrio, amore e rispetto verso sè stessi.
Se decidi di fare entrare una persona nella tua vita è per migliorarla, mai per peggiorarla!
Le relazioni sono due mondi che si incontrano, non sempre la passione che fa perdere la testa è sintomo di amore, non confondere le due cose.
Come dici correttamente innanzitutto è bene conoscersi, capirsi, accettarsi e piano piano imparare ad amarsi.
Ricordati sempre una cosa, nella relazione non deve mancare MAI nemmeno uno di questi elementi fondamentali:
- sincerità
- fiducia
- comunicazione
- scopi e obiettivi comuni
- affettività e sessualità (nota che l'affettività viene prima della sessualità)
- accettazione
Con questi presupposti la relazione può essere di valore, diversamente sarà difficile essere pienamente in sintonia.
Quando conosci una nuova persona datti del tempo per valutare tutti questi aspetti...se ne manca anche solo uno pensaci bene se proseguire o no.
Per il momento concentrati su te stessa, suoi tuoi bisogni, sulle cose che vuoi realizzare per sentirti pienamente soddisfatta di te. Ascoltati e costruisci prima di tutto la tua vita per te stessa, poi, quando la tua vita ti darà soddisfazioni e riconoscimenti allora potrai aprire le porte a qualcuno che ti aiuterà a crescere e a migliorarti.
La relazione è armonia, pace e libertà.
Ti auguro di ritrovare nuovi spunti di riflessione.
Un cordiale saluto.
Se decidi di fare entrare una persona nella tua vita è per migliorarla, mai per peggiorarla!
Le relazioni sono due mondi che si incontrano, non sempre la passione che fa perdere la testa è sintomo di amore, non confondere le due cose.
Come dici correttamente innanzitutto è bene conoscersi, capirsi, accettarsi e piano piano imparare ad amarsi.
Ricordati sempre una cosa, nella relazione non deve mancare MAI nemmeno uno di questi elementi fondamentali:
- sincerità
- fiducia
- comunicazione
- scopi e obiettivi comuni
- affettività e sessualità (nota che l'affettività viene prima della sessualità)
- accettazione
Con questi presupposti la relazione può essere di valore, diversamente sarà difficile essere pienamente in sintonia.
Quando conosci una nuova persona datti del tempo per valutare tutti questi aspetti...se ne manca anche solo uno pensaci bene se proseguire o no.
Per il momento concentrati su te stessa, suoi tuoi bisogni, sulle cose che vuoi realizzare per sentirti pienamente soddisfatta di te. Ascoltati e costruisci prima di tutto la tua vita per te stessa, poi, quando la tua vita ti darà soddisfazioni e riconoscimenti allora potrai aprire le porte a qualcuno che ti aiuterà a crescere e a migliorarti.
La relazione è armonia, pace e libertà.
Ti auguro di ritrovare nuovi spunti di riflessione.
Un cordiale saluto.
Comprendo profondamente il conflitto che stai vivendo, perché trovarsi sospesi tra il desiderio viscerale di essere amati e il terrore paralizzante di essere feriti di nuovo è una condizione estremamente logorante. Quello che descrivi come il bisogno di avere "mille certezze subito" è in realtà un meccanismo di difesa molto comune: dopo aver subito il trauma di una relazione basata sulle bugie, la tua mente cerca di proteggersi prefiggendosi obiettivi impossibili, come ottenere garanzie assolute prima ancora di iniziare. Questa richiesta di attenzioni costanti e di conferme immediate è il tuo modo di cercare un terreno solido dove purtroppo, per natura, le relazioni umane richiedono tempo, gradualità e, inevitabilmente, una quota di rischio che in questo momento ti sembra insostenibile.
Il blocco che senti nasce proprio da questo corto circuito: da un lato vorresti un amore totalizzante che ti ripari dal passato, dall'altro la tua diffidenza agisce come un filtro che trasforma ogni nuova conoscenza in una potenziale minaccia, impedendoti di vivere la fase della conoscenza con la necessaria leggerezza. Spesso, quando cerchiamo certezze immediate, finiamo per allontanare proprio quelle persone che vorrebbero costruire qualcosa di sano e "tranquillo", poiché la fretta di sentirsi al sicuro collide con i tempi naturali della fiducia. Non si tratta di una mancanza di volontà da parte tua, ma di una ferita ancora aperta che proietta le ombre del passato sul presente, portandoti a leggere ogni cautela dell'altro come un segnale di scarso interesse o, peggio, come l'inizio di un nuovo inganno.
Per riuscire a vivere le frequentazioni con maggiore serenità, sarebbe fondamentale lavorare insieme sulla ricostruzione della fiducia, partendo prima di tutto da quella verso te stessa e verso la tua capacità di gestire un eventuale rifiuto o una delusione senza che questa distrugga il tuo valore. In un percorso psicologico potremmo esplorare come trasformare questo bisogno di "tutto e subito" in una capacità di stare nell'incertezza, imparando a distinguere tra un reale pericolo e le paranoie dettate dal ricordo della tua precedente relazione. Riuscire a darsi il permesso di conoscere l'altro un passo alla volta è la chiave per non restare bloccata in questa attesa infinita e tornare a donare l'amore che senti di avere dentro, ma con una consapevolezza nuova e protettiva.
Ti andrebbe di fissare un primo colloquio per iniziare a sciogliere questi nodi e capire come permetterti di amare di nuovo senza sentirti costantemente in pericolo?
Il blocco che senti nasce proprio da questo corto circuito: da un lato vorresti un amore totalizzante che ti ripari dal passato, dall'altro la tua diffidenza agisce come un filtro che trasforma ogni nuova conoscenza in una potenziale minaccia, impedendoti di vivere la fase della conoscenza con la necessaria leggerezza. Spesso, quando cerchiamo certezze immediate, finiamo per allontanare proprio quelle persone che vorrebbero costruire qualcosa di sano e "tranquillo", poiché la fretta di sentirsi al sicuro collide con i tempi naturali della fiducia. Non si tratta di una mancanza di volontà da parte tua, ma di una ferita ancora aperta che proietta le ombre del passato sul presente, portandoti a leggere ogni cautela dell'altro come un segnale di scarso interesse o, peggio, come l'inizio di un nuovo inganno.
Per riuscire a vivere le frequentazioni con maggiore serenità, sarebbe fondamentale lavorare insieme sulla ricostruzione della fiducia, partendo prima di tutto da quella verso te stessa e verso la tua capacità di gestire un eventuale rifiuto o una delusione senza che questa distrugga il tuo valore. In un percorso psicologico potremmo esplorare come trasformare questo bisogno di "tutto e subito" in una capacità di stare nell'incertezza, imparando a distinguere tra un reale pericolo e le paranoie dettate dal ricordo della tua precedente relazione. Riuscire a darsi il permesso di conoscere l'altro un passo alla volta è la chiave per non restare bloccata in questa attesa infinita e tornare a donare l'amore che senti di avere dentro, ma con una consapevolezza nuova e protettiva.
Ti andrebbe di fissare un primo colloquio per iniziare a sciogliere questi nodi e capire come permetterti di amare di nuovo senza sentirti costantemente in pericolo?
Gentile Utente,
quello che descrivi è molto comprensibile se lo leggiamo alla luce di una relazione passata fatta di bugie. Quando la fiducia viene tradita, dentro di noi si attiva una parte che non vuole più correre quel rischio. È come se il tuo sistema emotivo ti dicesse “attenta, potresti soffrire di nuovo.”
Il punto è che questa protezione, nata per tutelarti, oggi sembra diventata un blocco.
Colpisce molto quando scrivi “vorrei da un giorno all’altro una persona che mi ami alla follia.” Sei lucida nel riconoscere che non è realistico, eppure lo senti come un bisogno forte. Spesso il desiderio di “tutto e subito” non riguarda solo l’altro, ma il bisogno di sentirti finalmente al sicuro, scelta senza dubbi, rassicurata senza ambiguità. Le mille attenzioni e le mille certezze sembrano avere la funzione di spegnere l’ansia.
Il paradosso è che più cerchiamo certezze immediate, più rischiamo di aumentare le paranoie, perché l’amore reale ha tempi lenti, fatti di conoscenza progressiva e piccoli segnali che si costruiscono nel tempo. Questo non significa accontentarsi o ignorare segnali importanti, ma tollerare una quota di incertezza.
Forse la domanda non è solo “come faccio a vivere le frequentazioni con più tranquillità?”, ma anche:
- "cosa succede dentro di me quando l’altro non mi rassicura subito?"
- "che emozione c’è sotto la richiesta di mille attenzioni: paura, insicurezza, bisogno di conferma?"
- "riesco a distinguere ciò che l’altra persona fa realmente da ciò che temo possa fare?".
Spesso il lavoro sta proprio qui: separare il passato dal presente. Non tutte le persone nuove sono la relazione che ti ha ferita, ma la tua mente tende a sovrapporle per evitare il rischio.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a esplorare questi movimenti interni non per “eliminare le paranoie”, ma per comprenderle e non lasciare che guidino ogni scelta.
Il fatto che tu senta il bisogno di amare è un segnale molto vivo. Forse ora il passo non è trovare subito la persona perfetta, ma costruire dentro di te uno spazio più sicuro da cui poterti avvicinare all’altro senza sentirti costantemente in pericolo.
Resto a disposizioni per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
Ricevo anche online
quello che descrivi è molto comprensibile se lo leggiamo alla luce di una relazione passata fatta di bugie. Quando la fiducia viene tradita, dentro di noi si attiva una parte che non vuole più correre quel rischio. È come se il tuo sistema emotivo ti dicesse “attenta, potresti soffrire di nuovo.”
Il punto è che questa protezione, nata per tutelarti, oggi sembra diventata un blocco.
Colpisce molto quando scrivi “vorrei da un giorno all’altro una persona che mi ami alla follia.” Sei lucida nel riconoscere che non è realistico, eppure lo senti come un bisogno forte. Spesso il desiderio di “tutto e subito” non riguarda solo l’altro, ma il bisogno di sentirti finalmente al sicuro, scelta senza dubbi, rassicurata senza ambiguità. Le mille attenzioni e le mille certezze sembrano avere la funzione di spegnere l’ansia.
Il paradosso è che più cerchiamo certezze immediate, più rischiamo di aumentare le paranoie, perché l’amore reale ha tempi lenti, fatti di conoscenza progressiva e piccoli segnali che si costruiscono nel tempo. Questo non significa accontentarsi o ignorare segnali importanti, ma tollerare una quota di incertezza.
Forse la domanda non è solo “come faccio a vivere le frequentazioni con più tranquillità?”, ma anche:
- "cosa succede dentro di me quando l’altro non mi rassicura subito?"
- "che emozione c’è sotto la richiesta di mille attenzioni: paura, insicurezza, bisogno di conferma?"
- "riesco a distinguere ciò che l’altra persona fa realmente da ciò che temo possa fare?".
Spesso il lavoro sta proprio qui: separare il passato dal presente. Non tutte le persone nuove sono la relazione che ti ha ferita, ma la tua mente tende a sovrapporle per evitare il rischio.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a esplorare questi movimenti interni non per “eliminare le paranoie”, ma per comprenderle e non lasciare che guidino ogni scelta.
Il fatto che tu senta il bisogno di amare è un segnale molto vivo. Forse ora il passo non è trovare subito la persona perfetta, ma costruire dentro di te uno spazio più sicuro da cui poterti avvicinare all’altro senza sentirti costantemente in pericolo.
Resto a disposizioni per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
Ricevo anche online
Quello che descrive non è “esagerato”, è l’effetto di una ferita relazionale non ancora integrata.
Dopo una relazione fatta di bugie, il suo sistema si è organizzato per proteggersi: meglio diffidare che soffrire.
Il problema è che la protezione oggi entra anche dove non ce n’è bisogno.
Il desiderio di “mille attenzioni subito” è un tentativo di avere garanzie immediate contro il rischio di essere ferita.
Ma nelle relazioni le certezze non precedono la fiducia: nascono dalla costruzione reciproca.
L’interazionismo guarda ai patti: può imparare a chiarire bisogni e tempi senza pretendere prove assolute.
La tranquillità non nasce dal controllo dell’altro, ma dalla regolazione delle sue paure.
Si chieda: questa richiesta viene dalla persona che ho davanti o dalla mia storia passata?
Allenarsi a tollerare piccole quote di incertezza è il vero passaggio evolutivo.
Non deve smettere di desiderare amore, ma imparare a costruirlo passo dopo passo.
Dopo una relazione fatta di bugie, il suo sistema si è organizzato per proteggersi: meglio diffidare che soffrire.
Il problema è che la protezione oggi entra anche dove non ce n’è bisogno.
Il desiderio di “mille attenzioni subito” è un tentativo di avere garanzie immediate contro il rischio di essere ferita.
Ma nelle relazioni le certezze non precedono la fiducia: nascono dalla costruzione reciproca.
L’interazionismo guarda ai patti: può imparare a chiarire bisogni e tempi senza pretendere prove assolute.
La tranquillità non nasce dal controllo dell’altro, ma dalla regolazione delle sue paure.
Si chieda: questa richiesta viene dalla persona che ho davanti o dalla mia storia passata?
Allenarsi a tollerare piccole quote di incertezza è il vero passaggio evolutivo.
Non deve smettere di desiderare amore, ma imparare a costruirlo passo dopo passo.
Gentile utente,
da ciò che scrive emerge un forte conflitto interiore: da una parte il desiderio profondo di amare e sentirsi amata, dall’altra la paura di soffrire e di non potersi fidare. Quando si è vissuta una relazione segnata da bugie, è comprensibile che qualcosa dentro di noi resti in allerta e chieda continue rassicurazioni per sentirsi al sicuro.
Il bisogno di attenzioni e certezze immediate non è un difetto, ma un tentativo di proteggersi dal rischio di rivivere un dolore già conosciuto. Allo stesso tempo, è importante ricordare che la sicurezza emotiva non può dipendere esclusivamente dall’altro: è un lavoro che riguarda anche il rapporto con se stessi, la possibilità di riconoscere il proprio valore e di tollerare gradualmente l’incertezza che ogni nuova relazione comporta.
La fiducia non nasce improvvisamente, ma si costruisce attraverso esperienze ripetute di coerenza, rispetto e presenza. Se sente che questa difficoltà la blocca o le crea molta sofferenza, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico che le permetta di comprendere più a fondo le sue dinamiche relazionali e ritrovare maggiore serenità nel legame con l’altro.
da ciò che scrive emerge un forte conflitto interiore: da una parte il desiderio profondo di amare e sentirsi amata, dall’altra la paura di soffrire e di non potersi fidare. Quando si è vissuta una relazione segnata da bugie, è comprensibile che qualcosa dentro di noi resti in allerta e chieda continue rassicurazioni per sentirsi al sicuro.
Il bisogno di attenzioni e certezze immediate non è un difetto, ma un tentativo di proteggersi dal rischio di rivivere un dolore già conosciuto. Allo stesso tempo, è importante ricordare che la sicurezza emotiva non può dipendere esclusivamente dall’altro: è un lavoro che riguarda anche il rapporto con se stessi, la possibilità di riconoscere il proprio valore e di tollerare gradualmente l’incertezza che ogni nuova relazione comporta.
La fiducia non nasce improvvisamente, ma si costruisce attraverso esperienze ripetute di coerenza, rispetto e presenza. Se sente che questa difficoltà la blocca o le crea molta sofferenza, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico che le permetta di comprendere più a fondo le sue dinamiche relazionali e ritrovare maggiore serenità nel legame con l’altro.
Domanda complicata dalla risposta complessa.
Gentilissima,
Sicuramente è comprensibile avere dei timori e delle preoccupazioni se abbiamo avuto dei vissuti spiacevoli, tuttavia è plausibile supporre che non tutti agiscono in modo malevolo. Anzi, talvolta sono proprio le relazioni che fanno da zero a cento in un secondo a dover destare sospetto, in quanto (come lei stessa diceva) un rapporto sano e maturo si costruisce con tempo, pazienza e fiducia.
Purtroppo però non esistono formule standard che le permetteranno di vivere più serenamente le sue relazioni, ma lei deve trovare il suo personale modo di relazionarsi all'altro.
Potrebbe aiutarla fare un lavoro su se stessa, in modo da approfondire dinamiche che sfuggono alla sua coscienza ma che possono influire sulla sua vita sentimentale.
Cordiali saluti.
Sicuramente è comprensibile avere dei timori e delle preoccupazioni se abbiamo avuto dei vissuti spiacevoli, tuttavia è plausibile supporre che non tutti agiscono in modo malevolo. Anzi, talvolta sono proprio le relazioni che fanno da zero a cento in un secondo a dover destare sospetto, in quanto (come lei stessa diceva) un rapporto sano e maturo si costruisce con tempo, pazienza e fiducia.
Purtroppo però non esistono formule standard che le permetteranno di vivere più serenamente le sue relazioni, ma lei deve trovare il suo personale modo di relazionarsi all'altro.
Potrebbe aiutarla fare un lavoro su se stessa, in modo da approfondire dinamiche che sfuggono alla sua coscienza ma che possono influire sulla sua vita sentimentale.
Cordiali saluti.
Capisco perfettamente il tuo timore: la tua mente sta cercando di prevenire un incendio usando un idrante ogni volta che vede una candela accesa. Ma le certezze che cerchi 'subito' sono un'illusione che ti espone a nuovi rischi. La vera sfida non è trovare qualcuno che ti dia mille garanzie oggi, ma ricostruire la fiducia nella tua capacità di gestire un eventuale domani, sapendo che anche se qualcuno dovesse deluderti, tu avrai gli strumenti per rialzarti.
Ciao! A volte il passato diventa qualcosa che può bloccarci, alziamo i muri pensando che questi possano proteggerci e invece ci tengono fermi, bloccati. Fidarsi dell'altro è il secondo step, il primo è fidarsi di noi stessi, sapere che abbiamo gli strumenti e le capacità per affrontare le relazioni. Può far paura ma è funzionale per noi comprendere quanto queste mura ci siano realmente utili. Spero di esserti stata utile, se hai bisogno di parlarne puoi contattarmi. Buona fortuna!
Buonasera, se conoscesse una persona che dopo un giorno le dicesse di amarla alla follia.. dubiti della sincerità di questa persona. Qualche rischio bisogna correrlo quando si conosce qualcuno. La conoscenza per gradi e senza fretta mi sembra la scelta migliore nel suo caso. A volte si cercano negli altri certezze e rassicurazioni, col rischio che la tranquillità non arrivi comunque. Spesso quando ci si sente "fregati" una parte di noi pensa che se si fosse prestata più attenzione non sarebbe successo. Il prestare più attenzione spesso immobilizza, blocca, proprio come sta succedendo a lei ora. Dovrà rischiare un pò, per gradi.
salve, le paure che descrive sono comprensibili dopo una relazione che ha causato dolore. quel dolore va conosciuto e attraversato per potersi aprire nuovamente all'amore in maniera fiduciosa. un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a riacquistare fiducia prima in sè stessa e poi nell'altro senza tendere a dipendere.
le faccio il mio in bocca al lupo,
saluti.
le faccio il mio in bocca al lupo,
saluti.
Buonasera,
da ciò che racconti sembra che l’esperienza della relazione passata, segnata da bugie e da una rottura della fiducia, abbia lasciato dentro di te una forte cautela nelle relazioni. Quando si viene feriti in questo modo è naturale che la mente cerchi di proteggersi, diventando più diffidente e bisognosa di certezze. Il bisogno di molte attenzioni e conferme fin dall’inizio può essere proprio un tentativo di ridurre l’ansia e assicurarti che questa volta non verrai delusa.
Allo stesso tempo, nel tuo racconto emerge anche un forte desiderio di amare e di costruire un legame. Queste due spinte — il bisogno di vicinanza e la paura di soffrire — possono entrare in conflitto e rendere le frequentazioni più faticose e cariche di aspettative.
È importante ricordare che la fiducia difficilmente nasce tutta insieme: nelle relazioni si costruisce gradualmente, attraverso il tempo e la coerenza dei comportamenti dell’altro. Imparare a tollerare un po’ di incertezza nelle fasi iniziali della conoscenza può aiutare a vivere le frequentazioni con maggiore tranquillità, senza dover avere subito tutte le garanzie.
Se senti che la paura di fidarti è molto forte, potrebbe essere utile anche parlarne con un professionista, per comprendere meglio come l’esperienza passata stia influenzando il tuo modo di vivere oggi le relazioni e trovare modalità più serene per avvicinarti agli altri.
Saluti
da ciò che racconti sembra che l’esperienza della relazione passata, segnata da bugie e da una rottura della fiducia, abbia lasciato dentro di te una forte cautela nelle relazioni. Quando si viene feriti in questo modo è naturale che la mente cerchi di proteggersi, diventando più diffidente e bisognosa di certezze. Il bisogno di molte attenzioni e conferme fin dall’inizio può essere proprio un tentativo di ridurre l’ansia e assicurarti che questa volta non verrai delusa.
Allo stesso tempo, nel tuo racconto emerge anche un forte desiderio di amare e di costruire un legame. Queste due spinte — il bisogno di vicinanza e la paura di soffrire — possono entrare in conflitto e rendere le frequentazioni più faticose e cariche di aspettative.
È importante ricordare che la fiducia difficilmente nasce tutta insieme: nelle relazioni si costruisce gradualmente, attraverso il tempo e la coerenza dei comportamenti dell’altro. Imparare a tollerare un po’ di incertezza nelle fasi iniziali della conoscenza può aiutare a vivere le frequentazioni con maggiore tranquillità, senza dover avere subito tutte le garanzie.
Se senti che la paura di fidarti è molto forte, potrebbe essere utile anche parlarne con un professionista, per comprendere meglio come l’esperienza passata stia influenzando il tuo modo di vivere oggi le relazioni e trovare modalità più serene per avvicinarti agli altri.
Saluti
Buonasera.
Da quello che racconta sembra emergere un forte desiderio di trovarsi in una relazione intensa con un partner, accompagnato tuttavia dal timore di aprirsi veramente a qualcuno.
Quello che mi sento di dirle, senza conoscere il quadro più generale della sua situazione, è che sembrano emergere due elementi legati all'ambito relazionale. Da una parte parla del "bisogno di dare amore" e dall'altra dichiara di volere "mille attenzioni e mille certezze" oltre al "voler essere amata alla follia da un giorno all'altro".
Trovo molto positivo il fatto che si renda conto che quest'ultimo desiderio è difficilmente realizzabile e che stia cercando di capire come sbloccare la situazione.
Forse potrebbe esserle utile fare degli incontri con un collega per elaborare quanto le è successo e individuare quali sono le dinamiche che ad oggi mette in atto in maniera più o meno consapevole e non le sono funzionali. Sarebbe anche utile esplorare il significato che per lei hanno lo stare in una relazione o l'essere da sola e magari quali bisogni personali sente di poter soddisfare solo in questo modo, ad esempio protezione, vicinanza, condivisione o esplorazione.
Da quello che racconta sembra emergere un forte desiderio di trovarsi in una relazione intensa con un partner, accompagnato tuttavia dal timore di aprirsi veramente a qualcuno.
Quello che mi sento di dirle, senza conoscere il quadro più generale della sua situazione, è che sembrano emergere due elementi legati all'ambito relazionale. Da una parte parla del "bisogno di dare amore" e dall'altra dichiara di volere "mille attenzioni e mille certezze" oltre al "voler essere amata alla follia da un giorno all'altro".
Trovo molto positivo il fatto che si renda conto che quest'ultimo desiderio è difficilmente realizzabile e che stia cercando di capire come sbloccare la situazione.
Forse potrebbe esserle utile fare degli incontri con un collega per elaborare quanto le è successo e individuare quali sono le dinamiche che ad oggi mette in atto in maniera più o meno consapevole e non le sono funzionali. Sarebbe anche utile esplorare il significato che per lei hanno lo stare in una relazione o l'essere da sola e magari quali bisogni personali sente di poter soddisfare solo in questo modo, ad esempio protezione, vicinanza, condivisione o esplorazione.
Buonasera,
quando si è stati feriti, il corpo impara a proteggersi: la paura non è un difetto, è un tentativo di difesa, di protezione. Allo stesso tempo, il bisogno intenso di attenzioni e certezze immediate può diventare un modo per cercare sicurezza fuori, quando dentro la stabilità vacilla.
Possono convivere un forte desiderio di legame e una profonda paura di rivivere il dolore. Il punto è imparare a comprenderli per poi trasformarli.
Un percorso psicologico può aiutarla proprio in questo: a ritrovare sicurezza dentro di sé, a regolare quelle paure che oggi prendono il sopravvento, a costruire relazioni non basate sull’urgenza di certezze immediate, ma su una fiducia che cresce passo dopo passo.
La tranquillità nelle relazioni non si impone: si costruisce, partendo dal sentirsi al sicuro dentro. E questo è qualcosa che si può imparare.
quando si è stati feriti, il corpo impara a proteggersi: la paura non è un difetto, è un tentativo di difesa, di protezione. Allo stesso tempo, il bisogno intenso di attenzioni e certezze immediate può diventare un modo per cercare sicurezza fuori, quando dentro la stabilità vacilla.
Possono convivere un forte desiderio di legame e una profonda paura di rivivere il dolore. Il punto è imparare a comprenderli per poi trasformarli.
Un percorso psicologico può aiutarla proprio in questo: a ritrovare sicurezza dentro di sé, a regolare quelle paure che oggi prendono il sopravvento, a costruire relazioni non basate sull’urgenza di certezze immediate, ma su una fiducia che cresce passo dopo passo.
La tranquillità nelle relazioni non si impone: si costruisce, partendo dal sentirsi al sicuro dentro. E questo è qualcosa che si può imparare.
Gentile utente,
quello che descrive è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto dopo una relazione caratterizzata da bugie o tradimenti.
Quando si vive un’esperienza in cui la fiducia viene ferita, il nostro sistema emotivo tende a mettersi “in allerta” per proteggerci dal rischio di soffrire di nuovo. Il problema è che questa protezione, a lungo andare, può trasformarsi in diffidenza costante, bisogno di certezze immediate e paura di lasciarsi andare.
Il desiderio di “essere amata alla follia” e di avere subito molte attenzioni non è qualcosa di sbagliato: spesso è il bisogno di sentirsi rassicurata e al sicuro. Tuttavia, le relazioni sane si costruiscono gradualmente, attraverso piccoli passi di fiducia reciproca.
La difficoltà che sente non riguarda solo le persone che incontra, ma il conflitto interno tra il bisogno di protezione e il bisogno di amare ed essere amata.
Un primo passo può essere questo: provare a distinguere ciò che è reale (i comportamenti concreti dell’altra persona) da ciò che è paura anticipatoria legata al passato. Non è semplice, ma è allenabile.
Quando queste dinamiche diventano ricorrenti, un percorso psicologico può aiutare a comprendere più a fondo il proprio stile relazionale e a costruire un modo di vivere le frequentazioni più sereno e stabile.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa – Sessuologa
Aiuto giovani e adulti a gestire ansia, dubbi legati alla sessualità e difficoltà relazionali.
Ogni domanda merita uno spazio sicuro e una risposta competente.
quello che descrive è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto dopo una relazione caratterizzata da bugie o tradimenti.
Quando si vive un’esperienza in cui la fiducia viene ferita, il nostro sistema emotivo tende a mettersi “in allerta” per proteggerci dal rischio di soffrire di nuovo. Il problema è che questa protezione, a lungo andare, può trasformarsi in diffidenza costante, bisogno di certezze immediate e paura di lasciarsi andare.
Il desiderio di “essere amata alla follia” e di avere subito molte attenzioni non è qualcosa di sbagliato: spesso è il bisogno di sentirsi rassicurata e al sicuro. Tuttavia, le relazioni sane si costruiscono gradualmente, attraverso piccoli passi di fiducia reciproca.
La difficoltà che sente non riguarda solo le persone che incontra, ma il conflitto interno tra il bisogno di protezione e il bisogno di amare ed essere amata.
Un primo passo può essere questo: provare a distinguere ciò che è reale (i comportamenti concreti dell’altra persona) da ciò che è paura anticipatoria legata al passato. Non è semplice, ma è allenabile.
Quando queste dinamiche diventano ricorrenti, un percorso psicologico può aiutare a comprendere più a fondo il proprio stile relazionale e a costruire un modo di vivere le frequentazioni più sereno e stabile.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa – Sessuologa
Aiuto giovani e adulti a gestire ansia, dubbi legati alla sessualità e difficoltà relazionali.
Ogni domanda merita uno spazio sicuro e una risposta competente.
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con tanta lucidità quello che sente. Nelle sue parole c’è una grande consapevolezza: sa che il desiderio di avere tutto e subito non è realistico, ma allo stesso tempo sente che dentro di lei c’è una spinta fortissima a cercare certezze immediate. Questo conflitto può essere davvero faticoso. Quando si vive una relazione fatta di bugie, la fiducia viene colpita in profondità. Non si perde solo la fiducia nell’altra persona, ma anche nella propria capacità di capire, di valutare, di proteggersi. È come se una parte di lei dicesse “non voglio mai più sentirmi così stupida o ferita”. Da lì nasce il bisogno di controllare, di avere mille attenzioni, mille rassicurazioni, mille prove che l’altro sia davvero coinvolto. Non è un capriccio, è un tentativo di difesa. Il problema è che questa difesa, pur comprensibile, rischia di creare proprio la tensione che vorrebbe evitare. Se una frequentazione parte con l’urgenza di ottenere subito amore totale, certezze assolute e disponibilità costante, l’altro può sentirsi sotto pressione. E quando l’altro chiede di andare con calma, questo può attivare in lei il pensiero “non gli interesso abbastanza” oppure “mi sta già prendendo in giro”. È in quel momento che nascono le paranoie. C’è un aspetto importante da osservare. Lei dice di voler da un giorno all’altro una persona che la ami alla follia. Questa immagine è molto intensa, quasi totalizzante. Spesso dietro un desiderio così forte c’è una paura altrettanto forte di non essere abbastanza, di non essere scelta, di essere sostituibile. Se l’altro mi ama alla follia, allora non mi tradirà, non mi mentirà, non mi lascerà. È come se l’intensità fosse vista come garanzia di sicurezza. La realtà però è che la fiducia non nasce dall’intensità iniziale, ma dalla coerenza nel tempo. Una persona che vuole andare con calma non sta necessariamente investendo meno, potrebbe semplicemente voler costruire qualcosa di solido. Il punto è che la lentezza attiva in lei l’ansia, perché lascia spazio all’incertezza. Per vivere le frequentazioni con più tranquillità è utile lavorare proprio su questo: imparare a tollerare l’incertezza. Ogni relazione, all’inizio, è un terreno sconosciuto. Non esistono garanzie immediate. La differenza la fa il modo in cui interpreta i segnali. Se un messaggio arriva con un po’ di ritardo, è automaticamente un segnale di disinteresse o potrebbe avere altre spiegazioni? Se l’altro non si dichiara subito in modo assoluto, significa che la sta ingannando o semplicemente che sta conoscendo? Un passo concreto può essere rallentare le reazioni. Quando sente salire l’urgenza di chiedere rassicurazioni o di testare l’altro, provi a fermarsi qualche minuto e osservare che cosa sta pensando e che emozione c’è sotto. Spesso c’è paura. E la paura non va combattuta con richieste impulsive, ma riconosciuta e calmata. Un altro aspetto importante è spostare l’attenzione anche su di sé. In una frequentazione non si tratta solo di capire se l’altro la ama abbastanza, ma anche se l’altro è adatto a lei, se la fa stare bene, se i suoi valori coincidono. Quando tutta l’energia è concentrata sul bisogno di essere amata, si rischia di perdere il potere di scegliere. Lei non è bloccata, sta cercando di proteggersi. Ma la protezione più efficace non è pretendere certezze immediate, è costruire fiducia gradualmente, osservando i fatti nel tempo e imparando a distinguere i segnali reali dalle paure del passato. Con pazienza e con un lavoro su questi meccanismi, può davvero iniziare a vivere le relazioni con meno paranoia e più equilibrio. Non si tratta di smettere di desiderare amore, ma di permettere che nasca in modo sano, senza che la paura ne prenda il controllo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
La ringrazio per aver descritto con tanta chiarezza ciò che sta vivendo.
Quello che racconta ha molto senso se lo leggiamo alla luce dell’esperienza passata che ha vissuto. Quando una relazione è stata segnata da bugie o tradimenti, è naturale che si attivi una parte di noi più vigilante, che cerca di proteggerci dal rischio di soffrire di nuovo. Il problema è che quella stessa protezione, a lungo andare, può trasformarsi in paura costante e difficoltà a lasciarsi andare.
Mi colpisce molto la Sua consapevolezza: da una parte sente il bisogno profondo di dare e ricevere amore, dall’altra riconosce la richiesta di “mille attenzioni e mille certezze subito”. Spesso questa urgenza non è un capriccio, ma il tentativo di ridurre l’ansia e di sentirsi al sicuro il prima possibile.
Imparare a vivere le frequentazioni con più tranquillità non significa reprimere il bisogno di rassicurazione, ma comprenderne l’origine e imparare a regolarlo, senza che diventi l’unico modo per sentirsi stabile nella relazione. Questo è un lavoro che richiede uno spazio di riflessione più approfondito, perché riguarda il modo in cui si è strutturato il legame affettivo e la fiducia.
Se desidera, resto a disposizione per eventualmente esplorare insieme questi aspetti e capire come aiutarLa a costruire relazioni più serene, senza rinunciare alla Sua intensità emotiva ma imparando a gestirla in modo più sicuro.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Aurora Scutti
La ringrazio per aver descritto con tanta chiarezza ciò che sta vivendo.
Quello che racconta ha molto senso se lo leggiamo alla luce dell’esperienza passata che ha vissuto. Quando una relazione è stata segnata da bugie o tradimenti, è naturale che si attivi una parte di noi più vigilante, che cerca di proteggerci dal rischio di soffrire di nuovo. Il problema è che quella stessa protezione, a lungo andare, può trasformarsi in paura costante e difficoltà a lasciarsi andare.
Mi colpisce molto la Sua consapevolezza: da una parte sente il bisogno profondo di dare e ricevere amore, dall’altra riconosce la richiesta di “mille attenzioni e mille certezze subito”. Spesso questa urgenza non è un capriccio, ma il tentativo di ridurre l’ansia e di sentirsi al sicuro il prima possibile.
Imparare a vivere le frequentazioni con più tranquillità non significa reprimere il bisogno di rassicurazione, ma comprenderne l’origine e imparare a regolarlo, senza che diventi l’unico modo per sentirsi stabile nella relazione. Questo è un lavoro che richiede uno spazio di riflessione più approfondito, perché riguarda il modo in cui si è strutturato il legame affettivo e la fiducia.
Se desidera, resto a disposizione per eventualmente esplorare insieme questi aspetti e capire come aiutarLa a costruire relazioni più serene, senza rinunciare alla Sua intensità emotiva ma imparando a gestirla in modo più sicuro.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Aurora Scutti
Buongiorno,
credo che possa essere il caso di esplorare più a fondo i significati della situazione che porta. Questo può essere fatto con colloqui psicologici presso uno specialista.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
credo che possa essere il caso di esplorare più a fondo i significati della situazione che porta. Questo può essere fatto con colloqui psicologici presso uno specialista.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Ciao, sono la psicologa Marika, piacere.
Rispondo come farei in studio, con molta sincerità ma anche con delicatezza.
Quello che descrivi non è immaturità, non è “essere esagerata” e non è nemmeno “volere troppo”. È una reazione di difesa.
Quando in una relazione veniamo feriti — soprattutto se ci sono state bugie — il nostro sistema emotivo impara una cosa: “Se mi fido, soffro. Se mi affeziono, mi fregano.”
E allora cosa fa? Cerca di proteggerti.
Il problema è che la protezione che stai usando è doppia e in conflitto:
- Da una parte non ti fidi e hai paura di essere ferita.
- Dall’altra hai un bisogno fortissimo di amore, rassicurazione, attenzioni immediate.
È come se dentro di te convivessero due parti:
1. una che dice: “Non fidarti di nessuno.”
2. una che dice: “Ho bisogno di essere amata tantissimo, subito.”
E questo crea ansia, pressione, aspettative alte e paura continua.
Perché vuoi “mille certezze subito”? Perché le certezze immediate ti danno l’illusione di controllo.
Se lui mi dimostra tutto subito → allora sono al sicuro.
Se mi rassicura continuamente → allora non mi farà male.
Ma l’amore sano non parte da garanzie assolute. Parte da gradualità e reciprocità con impegno da ambo le parti.
Chi ti ha detto di voler fare le cose con calma, probabilmente non stava rifiutandoti. Stava proponendo una modalità più stabile. Il tuo sistema però lo vive come:
“Se non si butta subito, allora non tiene davvero a me.”
Questa è la ferita che parla.
Come puoi vivere le frequentazioni con più tranquillità?
Ti lascio alcuni punti concreti su cui lavorare:
1⃣ Impara a distinguere passato e presente. Quando conosci qualcuno, chiediti:
* Sto reagendo a questa persona?
* O sto reagendo a quello che mi è successo prima?
Spesso non è la persona davanti a noi che fa paura.
È il ricordo del dolore.
2⃣ Riduci il bisogno di rassicurazione esterna. Le “mille attenzioni” servono a calmare l’ansia. Ma l’ansia va regolata dentro, non fuori.
Prova a chiederti:
* Se lui oggi non mi scrive come vorrei, cosa significa davvero?
* È un fatto oggettivo o una mia interpretazione?
Spesso riempiamo i vuoti con scenari catastrofici.
3⃣ Accetta che l’amore comporta rischio. Non esiste modo di amare senza esporsi. La sicurezza totale non esiste nelle relazioni.
La vera forza non è evitare di soffrire.
È sapere che, se anche soffrissi, sopravvivresti.
4⃣ Lavora sull’autostima relazionale
Quando dentro di noi c’è la paura di “non essere abbastanza”, allora abbiamo bisogno che l’altro ce lo dimostri continuamente.
Chiediti:
* Io mi sceglierei?
* Io penso di meritare amore anche senza prove continue?
Un passaggio importante che voglio attenzionare con te:
- Tu dici: “Sento il bisogno di dare amore.”
Questo è bellissimo. Non è debolezza.
Ma l’amore non è un riempimento di vuoti. È una condivisione tra due persone già intere.
Forse prima di cercare qualcuno che ti ami “alla follia”, potresti lavorare insieme ad un professionista per imparare a stare in una relazione senza perderti, senza controllare, senza chiedere garanzie impossibili.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarti tantissimo. Non perché tu abbia “qualcosa che non va”, ma perché hai una ferita relazionale che merita di essere compresa, non combattuta.
Se vuoi, posso aiutarti a capire anche che tipo di attaccamento potresti avere (ansioso, evitante, ecc.), e lavorare sulla tua autostima, sicurezza relazionale per vivere serenamente il tuo rapporto con il partner.
Resto a disposizione
Dott.ssa Marika
Rispondo come farei in studio, con molta sincerità ma anche con delicatezza.
Quello che descrivi non è immaturità, non è “essere esagerata” e non è nemmeno “volere troppo”. È una reazione di difesa.
Quando in una relazione veniamo feriti — soprattutto se ci sono state bugie — il nostro sistema emotivo impara una cosa: “Se mi fido, soffro. Se mi affeziono, mi fregano.”
E allora cosa fa? Cerca di proteggerti.
Il problema è che la protezione che stai usando è doppia e in conflitto:
- Da una parte non ti fidi e hai paura di essere ferita.
- Dall’altra hai un bisogno fortissimo di amore, rassicurazione, attenzioni immediate.
È come se dentro di te convivessero due parti:
1. una che dice: “Non fidarti di nessuno.”
2. una che dice: “Ho bisogno di essere amata tantissimo, subito.”
E questo crea ansia, pressione, aspettative alte e paura continua.
Perché vuoi “mille certezze subito”? Perché le certezze immediate ti danno l’illusione di controllo.
Se lui mi dimostra tutto subito → allora sono al sicuro.
Se mi rassicura continuamente → allora non mi farà male.
Ma l’amore sano non parte da garanzie assolute. Parte da gradualità e reciprocità con impegno da ambo le parti.
Chi ti ha detto di voler fare le cose con calma, probabilmente non stava rifiutandoti. Stava proponendo una modalità più stabile. Il tuo sistema però lo vive come:
“Se non si butta subito, allora non tiene davvero a me.”
Questa è la ferita che parla.
Come puoi vivere le frequentazioni con più tranquillità?
Ti lascio alcuni punti concreti su cui lavorare:
1⃣ Impara a distinguere passato e presente. Quando conosci qualcuno, chiediti:
* Sto reagendo a questa persona?
* O sto reagendo a quello che mi è successo prima?
Spesso non è la persona davanti a noi che fa paura.
È il ricordo del dolore.
2⃣ Riduci il bisogno di rassicurazione esterna. Le “mille attenzioni” servono a calmare l’ansia. Ma l’ansia va regolata dentro, non fuori.
Prova a chiederti:
* Se lui oggi non mi scrive come vorrei, cosa significa davvero?
* È un fatto oggettivo o una mia interpretazione?
Spesso riempiamo i vuoti con scenari catastrofici.
3⃣ Accetta che l’amore comporta rischio. Non esiste modo di amare senza esporsi. La sicurezza totale non esiste nelle relazioni.
La vera forza non è evitare di soffrire.
È sapere che, se anche soffrissi, sopravvivresti.
4⃣ Lavora sull’autostima relazionale
Quando dentro di noi c’è la paura di “non essere abbastanza”, allora abbiamo bisogno che l’altro ce lo dimostri continuamente.
Chiediti:
* Io mi sceglierei?
* Io penso di meritare amore anche senza prove continue?
Un passaggio importante che voglio attenzionare con te:
- Tu dici: “Sento il bisogno di dare amore.”
Questo è bellissimo. Non è debolezza.
Ma l’amore non è un riempimento di vuoti. È una condivisione tra due persone già intere.
Forse prima di cercare qualcuno che ti ami “alla follia”, potresti lavorare insieme ad un professionista per imparare a stare in una relazione senza perderti, senza controllare, senza chiedere garanzie impossibili.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarti tantissimo. Non perché tu abbia “qualcosa che non va”, ma perché hai una ferita relazionale che merita di essere compresa, non combattuta.
Se vuoi, posso aiutarti a capire anche che tipo di attaccamento potresti avere (ansioso, evitante, ecc.), e lavorare sulla tua autostima, sicurezza relazionale per vivere serenamente il tuo rapporto con il partner.
Resto a disposizione
Dott.ssa Marika
Gentilissima, la ringrazio molto per la condivisione. La sua descrizione delinea con molta chiarezza un conflitto interiore tra il desiderio di intimità e la paura del tradimento, dinamica che spesso emerge a seguito di un tradimento relazionale.
Le sue non sono paranoie, ma meccanismi di difesa attivati per proteggerla da un nuovo dolore.
Dopo una relazione dove la fiducia è stata tradita, il cervello tende a restare in uno stato di allerta. Questo spiega perché lei cerchi "mille certezze subito": è un tentativo di silenziare l'ansia attraverso il controllo, cercando una garanzia di sicurezza che, purtroppo, nessuna fase iniziale di conoscenza può offrire.
Infatti, il desiderio di un amore travolgente e immediato può essere una forma di anestetico per la paura. Tuttavia, la fiducia sicura si costruisce attraverso la sintonizzazione costante nel tempo, non attraverso un picco emotivo iniziale, che rischia di essere idealizzato.
Chiedere attenzioni costanti è un modo per testare la presenza dell'altro, ma, paradossalmente, questa pressione può allontanare proprio quelle persone che desiderano una conoscenza sana e graduale.
Per tutte queste ragioni, credo sia importante lavorare sulla ricostruzione dei confini personali e sulla capacità di tollerare l'incertezza. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a elaborare la ferita della relazione precedente, permettendole di distinguere i segnali di pericolo reali dalle proiezioni delle sue paure passate. Imparare a stare nel dubbio senza scappare o cercare certezze assolute è il primo passo per una relazione matura e soddisfacente.
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto,
dott.ssa Erica Zito
Psicologa e Sessuologa
Le sue non sono paranoie, ma meccanismi di difesa attivati per proteggerla da un nuovo dolore.
Dopo una relazione dove la fiducia è stata tradita, il cervello tende a restare in uno stato di allerta. Questo spiega perché lei cerchi "mille certezze subito": è un tentativo di silenziare l'ansia attraverso il controllo, cercando una garanzia di sicurezza che, purtroppo, nessuna fase iniziale di conoscenza può offrire.
Infatti, il desiderio di un amore travolgente e immediato può essere una forma di anestetico per la paura. Tuttavia, la fiducia sicura si costruisce attraverso la sintonizzazione costante nel tempo, non attraverso un picco emotivo iniziale, che rischia di essere idealizzato.
Chiedere attenzioni costanti è un modo per testare la presenza dell'altro, ma, paradossalmente, questa pressione può allontanare proprio quelle persone che desiderano una conoscenza sana e graduale.
Per tutte queste ragioni, credo sia importante lavorare sulla ricostruzione dei confini personali e sulla capacità di tollerare l'incertezza. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a elaborare la ferita della relazione precedente, permettendole di distinguere i segnali di pericolo reali dalle proiezioni delle sue paure passate. Imparare a stare nel dubbio senza scappare o cercare certezze assolute è il primo passo per una relazione matura e soddisfacente.
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto,
dott.ssa Erica Zito
Psicologa e Sessuologa
Salve,
quello che descrive è molto comprensibile. Quando si é vissuta una relazione segnata da bugie, la fiducia può spezzarsi profondamente e lasciare una traccia che condiziona le esperienze successive. La paura di essere “fregata” di nuovo non nasce dal nulla, ma da una ferita che sta ancora cercando di essere elaborata.
Allo stesso tempo, il desiderio di sentirsi amata intensamente e di avere molte certezze fin da subito parla di un bisogno affettivo forte, vivo. È come se dentro di lei convivessero due spinte opposte: una parte che desidera abbandonarsi all’amore e una parte che teme di soffrire ancora. Questo conflitto può generare ansia, controllo e “mille paranoie”, senza che lei lo voglia davvero.
Non c’è nulla di sbagliato in ciò che prova: è una reazione umana a un’esperienza dolorosa. Dare un senso a questo blocco e comprendere più a fondo cosa si attiva nelle relazioni iniziando eventualmente un percorso psicologico, può aiutarla a sentirsi più centrata e sicura nelle sue scelte.
Saluti,
Dott.ssa Donatella Valsi
quello che descrive è molto comprensibile. Quando si é vissuta una relazione segnata da bugie, la fiducia può spezzarsi profondamente e lasciare una traccia che condiziona le esperienze successive. La paura di essere “fregata” di nuovo non nasce dal nulla, ma da una ferita che sta ancora cercando di essere elaborata.
Allo stesso tempo, il desiderio di sentirsi amata intensamente e di avere molte certezze fin da subito parla di un bisogno affettivo forte, vivo. È come se dentro di lei convivessero due spinte opposte: una parte che desidera abbandonarsi all’amore e una parte che teme di soffrire ancora. Questo conflitto può generare ansia, controllo e “mille paranoie”, senza che lei lo voglia davvero.
Non c’è nulla di sbagliato in ciò che prova: è una reazione umana a un’esperienza dolorosa. Dare un senso a questo blocco e comprendere più a fondo cosa si attiva nelle relazioni iniziando eventualmente un percorso psicologico, può aiutarla a sentirsi più centrata e sicura nelle sue scelte.
Saluti,
Dott.ssa Donatella Valsi
Gentilissima, non è facile fidarsi dell'altro, perché le relazioni "reali" sono il teatro di molti movimenti, compresi quelli che riguardano la fiducia e la sfiducia. La invito a interrogarsi sul perché il bisogno di dare amore lo ha descritto più come un ricevere un sentimento d'amore "folle". Anche se capisco che le relazioni possono farci sentire disorientati, è importante che il "come" potere vivere qualcosa non ci venga mai indicato dagli altri, ma venga scoperto continuamente da noi nella conoscenza di noi stessi e degli altri. Penso che le sue siano domande che vale la pena sottoporre a un professionista.
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