Dott.ssa Michela Santangelo

Psicologa · Altro

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Esperienze

Sono una  psicologa (n. 9877 – Ordine degli Psicologi della Toscana), laureata in filosofia e in psicologia. Ho conseguito un dottorato di ricerca in psicologia (SSD - Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione) e sono attualmente specializzanda in psicoterapia psicoanalitica interpersonale.

 

Offro:

-              Counseling Psicologico per Adolescenti e Adulti 

-              Sostegno Psicologico per Adolescenti e Adulti  

-              Interventi di Supporto alla Genitorialità

-              Sostegno Psicologico in Ambito Universitario e Accademico

 

I colloqui possono svolgersi sia in studio che online.

Sono disponibile a colloqui anche in inglese e in francese.

Contatti:

michelasantangelo.psi@gmail.com

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia clinica

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  • Colloquio individuale

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  • Colloquio psicologico individuale

    60 €

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Studi Medici Pratale

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ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera,sono una signora che ha scritto circa 20 gg fa ,ed ho ricevuto molti consigli da parte vostra,che in qualche modo mi hanno fatto sentire per un momento piu tranquilla...nel momento in cui vi ho scritto,ero abbattuta ed ho scritto in una maniera molto sintetica.avrei piacere di raccontare la mia parte di vita che non sono riuscita a scrivere,perche'magari altre donne possono capire che siamo davvero forti se vogliamo e che per i figli soprattutto siamo disposte a tutto...ho 54 anni,sono cresciuta in una famiglia molto semplice.ma la mia ambizione e la mia grande forza di volonta' di fare,imparare,mi ha portata gia'a 24 anni a buttarmi in una gestione di bar,dopo avere fatto diverse esperienze stagionali gia' dai 16 anni e aver contemporaneamente frequentato la scuola alberghiera.ho trascinato i miei genitori con me nella gestione del bar,ed insegnai loro il mestiere.i miei avevano circa 50 anni.li lasciai soli dopo 4 anni a gestirlo,per poi andare a gestirne un altro da sola ,e lavoravo 18 ore al gg.premetto che tutti i locali da me gestiti ,pagando un affitto,funzionavano.avevo a mio avviso,un buon modo,e adoravo il mio lavoro.e ammettiamo anche che ho sempre avuto una bella presenza che non guasta.in questo bar ,conobbi il mio futuro marito,che dopo 9 mesi di conoscenza mi misecincinta .avevo 29 anni.dovetti dopo neanche due anni di gestione,con gran dispiacere lasciarlo.mi sposai e lui mi porto a vivere vicino a milano che ero di 7 mesi.pensai di costruirmi una nuova vita,ma con la nascita di mia figlia ,iniziarono i problemi.lui aveva gia un altra o altre,e io feci venire a milano i miei per 5 mesi per aiutarmi con mia figlia.un gg che i miei erano fuori,lui torno e mi pesto'mandandomi all ospedale con un timpano perforato,e dovetti andarmene con mia figlia di due anni,i miei testimoniarono in tribunale per me ,fu denunciato,ma spari,ed economicamente non ho risolto ,perche non ho mai avuto aiuti,nonostante una sentenza.portai mia figlia dai miei nel veneto,ed io tornai dopo qualche mese al mio lavoro a 200 km dai miei,per poter iniziare da capo,senza che mi conoscesse nessuno.dopo 6 mesi trovai tre lavori in contemporanea e trovai casa in affitto e mi portai mia figlia e i miei,perche mi permettessero di lavorare e crescermi la figlia.cosi feci per otto anni,sempre solo lavoro per me.i miei d altri tempi mi dicevano noi ti cresciamo la figlia e "tu paghi",cosi mantenevo tutti e il tutto...arrivai a 38vanni a gestire un terzo bar con 22 ore di apertura al gg,lavorava e molto,ma le invidie dei bar vicini e le cattiverie,tra finanza,controlli,furti,ispettorato,mi esaurirono,e a 40 anni dallo stress ,dovetti mollare un po la presa,perche mi scoppio questo ipotiroidismo,che mi dava stanchezza cronica,perdita di capelli ecc...prima di lasciare questo bar,conobbi un uomo che mi fece andare a vivere con lui ma che dopo 8 mesi mori'di un male fulminante.nel frattempo avevo lasciato il bar ,i miei tornarono a casa loro,anche se non volevano,e mia figlia dopo anni chiesi a suo padre che si era fatto vivo poco tempo prima,di tenermela per un paio d anni per riprendermi io.lui aveva un altra famiglia.io mi trovai senza lavoro e senza casa...e non potei fare altro che iniziare il lavoro piu antico del mondo.trovai un piccolo appartamento dove facevo incontri,e nonostante tutto,mi sentivo che potevo respirare,pensare un po a me stessa e anche se puo sembrare non normale,conobbi uomini,che divennero alcuni poi conoscenti,amici,e ho sempre portato rispetto e sono stata comunque rispettata .quando avevo 42 anni conobbi in un altro contesto il mio attuale compagno,che dopo 8 mesi mi disse di mollare tutto e che avrebbe pensato lui a me.cosi e stato.l anno dopo venne anche mia figlia che aveva fatto 4 anni con il papa ma non essendo considerata.quando mi trasferii da lui,la sua ex moglie,forse gelosa,inizio a farci cattiverie,creando insofferenze e motivi di litigio tra di noi le acque si calmarono dopo un paio di anni,ma nel 2020 mori mio papa,poi tutti i fratelli di mia mamma e nel 2022 anche il papa di mia figlia.mia mamma dal dispiacere ha perso la memoria ,ed essendo diabetica,ho dovuto portarla con me con i suoi 53 anni di vita insieme a mio papa.cioe pirtando via tutto .ora e con me da tre anni...un disastro...non vivo piu'...e l unica peraona sulla quale pensavo di poter un attimo fare conto,cioe il mio compagno,mi ha tradita virtualmente e nascosto altre cose...e tutto cio l ha scoperto mia figlia...percio io sono andata giu moralmente,fermandomi a letto una settimana.ora sto meglio.ma il mio cuore e' un po spezzato....

Gentile signora, la ringrazio per avere condiviso questa parte di vita. Nelle sue parole leggo molto impegno e determinazione, nonché coraggio per avere affrontato la denuncia del suo ex marito. Quello che prova mi sembra coerente con le vicende attuali e col modo in cui ha affrontato le situazioni in passato. La inviterei a cercare un professionista con cui instaurare una relazione di fiducia sicura, per sperimentare uno spazio solo per se stessa.

Dott.ssa Michela Santangelo

Sono una ragazza e ho 26 anni, e credo di avere un problema con le relazioni amorose.
Da ragazzina, ho sempre cercato gli amori impossibili; mi piaceva sempre qualcuno che alla fine non ricambiava mai. La mia prima relazione è stata un po' particolare: all'epoca avevo 15 anni e il ragazzo con cui stavo non mi piaceva poi così tanto, ma mi sforzai di starci perché pensavo che altrimenti sarei rimasta sola, dato che non ero mai stata ricambiata. Trovai il modo di far funzionare la relazione, ma alla fine, dopo tre anni, non ce la feci più e lo lasciai. Dopo quel periodo, ho vissuto un momento strano, in cui non riuscivo a stare sola e cercavo sempre la compagnia di qualcun altro, specialmente di uomini più grandi di me. Alcuni mi piacevano davvero, altri meno, e ho vissuto altre delusioni.
Finché un giorno, un anno dopo la rottura con il mio primo ragazzo, mi ritrovai a uscire con un ragazzo per cui non provavo particolare interesse. Rappresentava qualcosa di nuovo e di diverso, e nonostante non mi piacesse, decisi di continuare la relazione. Una relazione che poi, però, nell'atto non è mai stata consumata, perché lui era sempre stanco (ed effettivamente lavorava moltissimo). Però ho sempre intuito che ci fosse qualcosa sotto e, alla fine, dopo due anni senza intimità, non ce la feci più e lo mollai. Anche questa volta, incapace di rimanere sola, dopo poco più di un mese, stavo già con qualcun altro. Questa volta però è stato diverso, perché lui mi piaceva. Purtroppo, però, a causa di un suo problema, dopo pochi mesi dall'inizio della relazione, i nostri rapporti intimi divennero sempre meno frequenti, fino ad arrivare ad oggi, anni dopo, con la situazione ancora in stallo, al punto di partenza.
Premetto che il suo problema non dipende da lui.
Il fatto è che, penso di poter dire che, dopo due/tre anni di relazione, mi ero già "stancata" della staticità, di stare sempre con la stessa persona, e perché no, anche dei problemi sessuali. Mi sento come se avessi bisogno di costanti "scariche di adrenalina" che non riesco più a trovare nel nostro rapporto.
Premetto anche che la mia situazione familiare e i miei punti di riferimento per le relazioni (i miei genitori) non sono mai stati il massimo, perché mio padre era un tipo abbastanza violento e mia madre era una succube degli altri e anche di se stessa. Mi sento in difetto, amerò mai? L'amore riuscirà a soddisfarmi? O rimarrà qualcosa di temporaneo?

Gentilissima, la sua storia di vita è importante, e la violenza di cui parla non è un elemento che io considererei neutrale. Ha esposto una situazione molto articolata con una capacità di autosservazione che secondo me può esserle molto di aiuto. Mi viene da dirle anche che esistono molti modi di stare in relazione e di amare, e che a seconda della cultura in cui siamo immersi, alcune forme relazionali piuttosto che altre vengono valorizzate e per questo elette a "normali". Può lavorare alle risposte alle sue domande e al suo sentirsi in difetto in un percorso terapeutico.

Dott.ssa Michela Santangelo
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