Buon pomeriggio Una ragazza, amica e collega, con la quale c'era molto contatto fisico ,quasi inti
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Buon pomeriggio
Una ragazza, amica e collega, con la quale c'era molto contatto fisico ,quasi intimo, mi ha raccontato una menzogna.
Per Pasquetta è uscita con dei suoi amici maschi, è andata a ballare ed ha preso l'influenza.
I giorni seguenti a lavoro stava male, non dormiva la notte e si lamentava.
Le chiedevo se era stata da qualche parte, se aveva preso freddo così per aiutarla e capire... Ha negato tutto ed ha detto anche che quel giorno era stata a casa e non capiva come poteva aver preso l'influenza.
Venerdì scorso ho scoperto proprio la verità, gliel'ho detto e lei ha visualizzato e non ha risposto.
Chiaramente ha contagiato anche me perché in quei giorni le sono stato vicino (purtroppo).
Oggi a lavoro, silenzio totale, zero parole.
Come dovrei comportarmi?
Cosa devo pensare?
Sicuramente credo che non abbia interesse altrimenti non si sarebbe comportata e non si comporterebbe così.
Grazie
Una ragazza, amica e collega, con la quale c'era molto contatto fisico ,quasi intimo, mi ha raccontato una menzogna.
Per Pasquetta è uscita con dei suoi amici maschi, è andata a ballare ed ha preso l'influenza.
I giorni seguenti a lavoro stava male, non dormiva la notte e si lamentava.
Le chiedevo se era stata da qualche parte, se aveva preso freddo così per aiutarla e capire... Ha negato tutto ed ha detto anche che quel giorno era stata a casa e non capiva come poteva aver preso l'influenza.
Venerdì scorso ho scoperto proprio la verità, gliel'ho detto e lei ha visualizzato e non ha risposto.
Chiaramente ha contagiato anche me perché in quei giorni le sono stato vicino (purtroppo).
Oggi a lavoro, silenzio totale, zero parole.
Come dovrei comportarmi?
Cosa devo pensare?
Sicuramente credo che non abbia interesse altrimenti non si sarebbe comportata e non si comporterebbe così.
Grazie
La ringrazio per aver condiviso ciò che è accaduto, si percepisce quanto questa situazione l’abbia colpita e anche ferita, sia per la menzogna in sé sia per il silenzio che ne è seguito. È comprensibile provare delusione e confusione quando una persona con cui si sente un certo grado di vicinanza si comporta in modo poco chiaro.
Allo stesso tempo, può essere utile provare a osservare la situazione da più prospettive. Da un lato, il fatto che lei abbia mentito può aver incrinato la fiducia; dall’altro, emerge anche quanto per lei fosse importante sapere dove fosse stata e cosa avesse fatto. In questo senso, sembra esserci un bisogno di avere un certo controllo o chiarezza su ciò che questa persona fa, e forse il fatto che sia uscita, sia andata a ballare, non le è stato del tutto indifferente.
Proprio per questo, potrebbe essere importante chiedersi come mai una persona che lei considera amica possa aver sentito il bisogno di nascondere un evento tutto sommato normale come un’uscita con amici. A volte, senza accorgercene, il modo in cui ci poniamo — magari attraverso domande insistenti o aspettative implicite — può far percepire all’altro uno spazio poco libero, portandolo a evitare o a non dire completamente la verità.
Questo non giustifica la menzogna, ma può offrire uno spunto di riflessione sulle dinamiche relazionali che si sono create tra voi. Può essere utile, se lo desidera, provare a riaprire un dialogo in modo diretto ma non accusatorio, oppure prendersi un momento per capire cosa si aspetta davvero da questo rapporto e quanto questo tipo di dinamica la faccia stare bene.
Resto a disposizione se sente il bisogno di approfondire o di chiarire meglio alcuni aspetti.
Allo stesso tempo, può essere utile provare a osservare la situazione da più prospettive. Da un lato, il fatto che lei abbia mentito può aver incrinato la fiducia; dall’altro, emerge anche quanto per lei fosse importante sapere dove fosse stata e cosa avesse fatto. In questo senso, sembra esserci un bisogno di avere un certo controllo o chiarezza su ciò che questa persona fa, e forse il fatto che sia uscita, sia andata a ballare, non le è stato del tutto indifferente.
Proprio per questo, potrebbe essere importante chiedersi come mai una persona che lei considera amica possa aver sentito il bisogno di nascondere un evento tutto sommato normale come un’uscita con amici. A volte, senza accorgercene, il modo in cui ci poniamo — magari attraverso domande insistenti o aspettative implicite — può far percepire all’altro uno spazio poco libero, portandolo a evitare o a non dire completamente la verità.
Questo non giustifica la menzogna, ma può offrire uno spunto di riflessione sulle dinamiche relazionali che si sono create tra voi. Può essere utile, se lo desidera, provare a riaprire un dialogo in modo diretto ma non accusatorio, oppure prendersi un momento per capire cosa si aspetta davvero da questo rapporto e quanto questo tipo di dinamica la faccia stare bene.
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Caro Anonimo credo che lei debba in primis chiarirsi dentro di sè. Cosa si aspetta dal rapporto con questa persona che definisce amica/collega? Aveva aspettative nei suoi confronti? Le persone a volte mentono per evitare un confronto, una intimità che spaventa o che non si sa gestire. Il silenzio potrebbe essere imbarazzo , non necessariamente indifferenza. Forse dovrebbe sentire se il contagio che sente è fisico (influenza) o emotivo (si sente coinvolto da questa ragazza?) Spero riesca a trovare quanto prima le sue risposte. Buona vita.
Salve, si sente chiaramente la delusione che le ha lasciato questa situazione: non tanto per l’influenza, quanto per la bugia e il silenzio dopo un rapporto che sembrava vicino.
Più che trarre subito conclusioni sul suo interesse, può essere utile considerare che il suo comportamento potrebbe nascere da imbarazzo o difficoltà a gestire il confronto, più che da totale indifferenza. Questo però non toglie valore a ciò che lei ha provato.
A questo punto può chiedersi cosa è più importante per lei: chiarire, esprimendo come si è sentito, oppure prendere un po’ di distanza se la fiducia è stata toccata. In entrambi i casi, dare spazio a come sta è già un passo importante.
Un caro saluto.
Più che trarre subito conclusioni sul suo interesse, può essere utile considerare che il suo comportamento potrebbe nascere da imbarazzo o difficoltà a gestire il confronto, più che da totale indifferenza. Questo però non toglie valore a ciò che lei ha provato.
A questo punto può chiedersi cosa è più importante per lei: chiarire, esprimendo come si è sentito, oppure prendere un po’ di distanza se la fiducia è stata toccata. In entrambi i casi, dare spazio a come sta è già un passo importante.
Un caro saluto.
Buon pomeriggio,
quello che descrive può generare comprensibilmente confusione, dispiacere e anche un senso di distanza improvvisa, soprattutto considerando la vicinanza che c’era tra voi.
Al di là dell’episodio specifico, può essere utile distinguere due piani: da una parte il comportamento della sua collega (la menzogna e il successivo silenzio), dall’altra ciò che questo comportamento attiva in lei a livello emotivo e di significato. È naturale cercare di dare una spiegazione (“non ha interesse”, “non le importa”), ma è importante ricordare che queste sono interpretazioni, non certezze. Le motivazioni dell’altra persona potrebbero essere diverse: imbarazzo, difficoltà a gestire il confronto, evitamento del conflitto o altro.
In situazioni come questa, spesso è utile riportare l’attenzione su ciò che è sotto il suo controllo. Può chiedersi, ad esempio:
Che tipo di rapporto desidero avere con questa persona?
È importante per me chiarire quanto accaduto?
Quali comportamenti mi farebbero sentire più rispettato e tutelato?
Se sente il bisogno di un chiarimento, può essere utile provare ad aprire un dialogo diretto ma non accusatorio, esprimendo il suo punto di vista e come si è sentito (“mi ha fatto sentire confuso/deluso…”), lasciando spazio anche alla risposta dell’altra persona. Se invece percepisce chiusura o mancanza di disponibilità dall’altra parte, potrebbe essere opportuno valutare una maggiore distanza relazionale, almeno temporanea, per proteggere il suo benessere.
Più che concentrarsi su “cosa pensare” di lei, può essere più utile chiedersi “cosa è meglio per me in questa situazione”.
Se desidera approfondire meglio queste dinamiche o avere uno spazio per riflettere su quanto sta vivendo, può prenotare una consulenza direttamente dal mio profilo.
quello che descrive può generare comprensibilmente confusione, dispiacere e anche un senso di distanza improvvisa, soprattutto considerando la vicinanza che c’era tra voi.
Al di là dell’episodio specifico, può essere utile distinguere due piani: da una parte il comportamento della sua collega (la menzogna e il successivo silenzio), dall’altra ciò che questo comportamento attiva in lei a livello emotivo e di significato. È naturale cercare di dare una spiegazione (“non ha interesse”, “non le importa”), ma è importante ricordare che queste sono interpretazioni, non certezze. Le motivazioni dell’altra persona potrebbero essere diverse: imbarazzo, difficoltà a gestire il confronto, evitamento del conflitto o altro.
In situazioni come questa, spesso è utile riportare l’attenzione su ciò che è sotto il suo controllo. Può chiedersi, ad esempio:
Che tipo di rapporto desidero avere con questa persona?
È importante per me chiarire quanto accaduto?
Quali comportamenti mi farebbero sentire più rispettato e tutelato?
Se sente il bisogno di un chiarimento, può essere utile provare ad aprire un dialogo diretto ma non accusatorio, esprimendo il suo punto di vista e come si è sentito (“mi ha fatto sentire confuso/deluso…”), lasciando spazio anche alla risposta dell’altra persona. Se invece percepisce chiusura o mancanza di disponibilità dall’altra parte, potrebbe essere opportuno valutare una maggiore distanza relazionale, almeno temporanea, per proteggere il suo benessere.
Più che concentrarsi su “cosa pensare” di lei, può essere più utile chiedersi “cosa è meglio per me in questa situazione”.
Se desidera approfondire meglio queste dinamiche o avere uno spazio per riflettere su quanto sta vivendo, può prenotare una consulenza direttamente dal mio profilo.
Buongiorno. Analizzando la situazione che sta vivendo, emerge un quadro in cui il malessere fisico dell’influenza si intreccia a una dinamica relazionale di evitamento e disorientamento. Gestire questo carico emotivo nello stesso spazio professionale in cui è avvenuta la frattura richiede, comprensibilmente, una grande energia psichica.Quando in un rapporto di intimità si ricorre a una bugia su un evento banale, ci troviamo spesso di fronte a un meccanismo di difesa: la persona può aver agito per timore del giudizio o per il bisogno di mantenere una facciata di assoluta libertà, sottovalutando però l'impatto che la mancanza di trasparenza avrebbe avuto sulla fiducia reciproca. Il silenzio e l'indifferenza che lei osserva ora sul lavoro sono la prosecuzione di questo schema: chi non riesce a gestire il senso di colpa o l'imbarazzo di essere stato 'scoperto' tende a chiudersi, sperando che la distanza fisica dissolva la tensione.In questa fase, diventa essenziale che lei sposti il focus dall'esterno all'interno, dedicando attenzione a se stessa e a come si sente davvero rispetto al comportamento dell’amica. Solo esplorando con onestà le proprie emozioni — la delusione, il senso di tradimento o la confusione — potrà fare chiarezza dentro di sé. Questa consapevolezza è il passaggio fondamentale: comprendere ciò che prova lei è l'unica bussola che, in seguito, le permetterà di avvicinarsi a capire le reali motivazioni dell'altro, senza smarrire la propria dignità e i propri confini. Per ogni dubbio sono disponibile, saluti.
Dottoressa Francesca Romana Cinti.
Dottoressa Francesca Romana Cinti.
Gentile,
comprendo quanto questa situazione possa averla fatta sentire deluso, confuso e ferito, soprattutto considerando la vicinanza che descriveva tra voi e il significato che questo rapporto aveva assunto per Lei.
Quando si verifica una discrepanza tra ciò che si è percepito nella relazione, ciò che poi emerge e l’attuale silenzio dell’altra persona, è del tutto comprensibile che si attivino smarrimento, domande e il bisogno di dare rapidamente un senso a quanto accaduto.
In questi momenti, la mente tende spesso a cercare una spiegazione definitiva sull’altro (ad esempio in termini di interesse o disinteresse), perché questo aiuta a ridurre l’incertezza. Tuttavia, sul piano terapeutico può essere più utile tollerare per un tempo questa incertezza, per poter comprendere meglio cosa questa esperienza ha attivato in Lei.
Il comportamento che descrive — la mancata sincerità e l’evitamento del confronto — può certamente essere letto come un elemento significativo della dinamica relazionale, ma non esaurisce la complessità di ciò che è accaduto e di ciò che si è attivato in entrambi.
Le suggerirei quindi di spostare progressivamente il focus dall’altra persona alla Sua esperienza interna: cosa ha significato per Lei quella vicinanza? Quali aspettative, bisogni o ricerca di riconoscimento si sono attivati? E in che modo questa situazione li ha toccati o disattesi?
Se lo ritiene utile, può anche valutare una comunicazione semplice e centrata sui Suoi vissuti, senza aspettative sulla risposta dell’altro ("Io ho sentito..."). Allo stesso tempo, è importante considerare che anche il silenzio, talvolta, rappresenta un’informazione relazionale significativa, che può aiutare a prendere atto della reale disponibilità dell’altro nel contatto.
Questo episodio, per quanto doloroso, può diventare uno spazio di comprensione importante per Lei: sia rispetto ai Suoi bisogni, sia rispetto ai confini relazionali e ai criteri attraverso cui valuta l’affidabilità e la disponibilità dell’altro nella relazione.
Qualora il disagio emotivo dovesse risultare particolarmente intenso o faticoso da sostenere, può essere indicato un colloquio di sostegno psicologico, per poter elaborare con maggiore spazio e contenimento quanto sta vivendo.
Saluti.
Dott.ssa Manuela Barzellato
comprendo quanto questa situazione possa averla fatta sentire deluso, confuso e ferito, soprattutto considerando la vicinanza che descriveva tra voi e il significato che questo rapporto aveva assunto per Lei.
Quando si verifica una discrepanza tra ciò che si è percepito nella relazione, ciò che poi emerge e l’attuale silenzio dell’altra persona, è del tutto comprensibile che si attivino smarrimento, domande e il bisogno di dare rapidamente un senso a quanto accaduto.
In questi momenti, la mente tende spesso a cercare una spiegazione definitiva sull’altro (ad esempio in termini di interesse o disinteresse), perché questo aiuta a ridurre l’incertezza. Tuttavia, sul piano terapeutico può essere più utile tollerare per un tempo questa incertezza, per poter comprendere meglio cosa questa esperienza ha attivato in Lei.
Il comportamento che descrive — la mancata sincerità e l’evitamento del confronto — può certamente essere letto come un elemento significativo della dinamica relazionale, ma non esaurisce la complessità di ciò che è accaduto e di ciò che si è attivato in entrambi.
Le suggerirei quindi di spostare progressivamente il focus dall’altra persona alla Sua esperienza interna: cosa ha significato per Lei quella vicinanza? Quali aspettative, bisogni o ricerca di riconoscimento si sono attivati? E in che modo questa situazione li ha toccati o disattesi?
Se lo ritiene utile, può anche valutare una comunicazione semplice e centrata sui Suoi vissuti, senza aspettative sulla risposta dell’altro ("Io ho sentito..."). Allo stesso tempo, è importante considerare che anche il silenzio, talvolta, rappresenta un’informazione relazionale significativa, che può aiutare a prendere atto della reale disponibilità dell’altro nel contatto.
Questo episodio, per quanto doloroso, può diventare uno spazio di comprensione importante per Lei: sia rispetto ai Suoi bisogni, sia rispetto ai confini relazionali e ai criteri attraverso cui valuta l’affidabilità e la disponibilità dell’altro nella relazione.
Qualora il disagio emotivo dovesse risultare particolarmente intenso o faticoso da sostenere, può essere indicato un colloquio di sostegno psicologico, per poter elaborare con maggiore spazio e contenimento quanto sta vivendo.
Saluti.
Dott.ssa Manuela Barzellato
Buongiorno, il suo dispiacere è comprensibile, veda di sdrammatizzare la situazione, a prescindere se l'amica è interessata o meno, le consiglierei di continuare nella normalità la sua quotidaneità.
Buon pomeriggio, la situazione che descrive può lasciare una sensazione molto spiacevole, fatta non solo di delusione ma anche di confusione. Quando si crea un rapporto con una certa vicinanza, anche fisica ed emotiva, ci si aspetta una coerenza e una sincerità che permettano di sentirsi tranquilli. Quando invece emerge una menzogna, soprattutto su qualcosa che riguarda la quotidianità, è naturale che si attivino pensieri su cosa significhi davvero quel comportamento. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è interessante osservare come da un evento concreto, cioè la bugia e il silenzio successivo, la mente tenda a costruire delle conclusioni piuttosto rapide, come l’idea che non ci sia interesse o che il rapporto non abbia valore per l’altra persona. Questi pensieri sono comprensibili, ma non sempre rappresentano l’unica possibile spiegazione. A volte le persone evitano di dire la verità non tanto per mancanza di interesse, ma per imbarazzo, per paura del giudizio o per il timore di esporsi troppo in una relazione che non sanno bene come gestire. Questo non significa giustificare il comportamento, che può comunque essere percepito come poco rispettoso, ma aiuta a non ridurre tutto a un’unica interpretazione che rischia di farla stare peggio. Il silenzio che sta ricevendo ora può aumentare ulteriormente il disagio, perché lascia spazio a molte ipotesi senza avere un confronto diretto. Un altro aspetto importante riguarda il modo in cui questa situazione la coinvolge. Il fatto che lei si sia preso cura di lei quando stava male, e che poi si ritrovi senza spiegazioni, può far emergere un senso di ingiustizia o di non riconoscimento. Questo è un punto significativo, perché parla anche dei suoi bisogni all’interno delle relazioni, come il desiderio di reciprocità e chiarezza. In questi casi può essere utile provare a riportare l’attenzione su ciò che è sotto il suo controllo, cioè il modo in cui scegliere di porsi ora. Più che cercare di indovinare cosa pensa o cosa prova l’altra persona, può essere più funzionale chiedersi quale tipo di rapporto desidera e quali comportamenti è disposto ad accettare. Questo permette di uscire da una posizione passiva, in cui si resta in attesa di una risposta, e di assumere una posizione più attiva e coerente con i propri valori. Se ci sarà uno spazio di confronto, potrà essere utile esprimere come si è sentito, senza necessariamente accusare, ma mettendo in evidenza l’effetto che quella situazione ha avuto su di lei. Se invece il silenzio dovesse continuare, anche questo rappresenta comunque una forma di comunicazione che può essere letta come indicativa del livello di disponibilità dell’altra persona. Situazioni come questa, anche se possono sembrare circoscritte, spesso attivano dinamiche più profonde legate al modo in cui si vivono le relazioni, alle aspettative e alle interpretazioni che si danno ai comportamenti degli altri. Per questo motivo, un percorso di supporto può essere uno spazio utile per comprendere meglio questi meccanismi e sviluppare modalità più chiare e soddisfacenti di stare in relazione. Un approccio cognitivo comportamentale può aiutare proprio a lavorare su questi collegamenti tra pensieri, emozioni e comportamenti, rendendo più semplice orientarsi anche in situazioni ambigue come questa. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
La situazione che descrive tocca temi relazionali delicati: la menzogna percepita, la delusione e ora il silenzio. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è importante notare come la mente tenda a cercare spiegazioni rapide per ridurre l'incertezza. La conclusione "non ha interesse" è comprensibile, ma potrebbe essere una delle tante letture possibili, non necessariamente quella più accurata.
Il silenzio e l'evitamento possono avere diverse origini: imbarazzo, senso di colpa per la menzogna, difficoltà a gestire il confronto diretto, o una diversa percezione della relazione. Prima di trarre conclusioni definitive, potrebbe essere utile offrire uno spazio di dialogo aperto e non accusatorio, esprimendo come ci si è sentiti piuttosto che focalizzarsi sulle colpe altrui.
In ambito lavorativo, mantenere un atteggiamento professionale e neutro è fondamentale per il proprio benessere. Se il malessere persiste, un supporto psicologico può aiutarla a elaborare questa esperienza e sviluppare strategie comunicative più efficaci nelle relazioni interpersonali.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Il silenzio e l'evitamento possono avere diverse origini: imbarazzo, senso di colpa per la menzogna, difficoltà a gestire il confronto diretto, o una diversa percezione della relazione. Prima di trarre conclusioni definitive, potrebbe essere utile offrire uno spazio di dialogo aperto e non accusatorio, esprimendo come ci si è sentiti piuttosto che focalizzarsi sulle colpe altrui.
In ambito lavorativo, mantenere un atteggiamento professionale e neutro è fondamentale per il proprio benessere. Se il malessere persiste, un supporto psicologico può aiutarla a elaborare questa esperienza e sviluppare strategie comunicative più efficaci nelle relazioni interpersonali.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Buongiorno, capisco il disagio che questa situazione può averle creato. Al di là dell’influenza in sé, ciò che sembra averla colpita di più è la sensazione di poca trasparenza e il cambiamento improvviso nel rapporto.
Più che chiedersi subito se lei abbia o meno interesse, può essere utile attenersi ai fatti: le ha detto una cosa non vera, poi ha evitato il confronto e oggi mantiene distanza. Quando in un rapporto mancano chiarezza e comunicazione aperta, è comprensibile sentirsi delusi e confusi. Le relazioni sane si basano anche su rispetto, sincerità e confini chiari.
In questo momento, probabilmente la cosa più utile è non inseguire spiegazioni a tutti i costi e mantenere un atteggiamento corretto ma più distaccato sul lavoro, osservando se sarà lei eventualmente a riaprire il dialogo in modo maturo. Se questa situazione le sta creando molta amarezza o continua a farla rimuginare, anche un sostegno psicologico può aiutarla a comprendere meglio ciò che prova e come tutelarsi nelle relazioni.
Le auguro una buona giornata.
Più che chiedersi subito se lei abbia o meno interesse, può essere utile attenersi ai fatti: le ha detto una cosa non vera, poi ha evitato il confronto e oggi mantiene distanza. Quando in un rapporto mancano chiarezza e comunicazione aperta, è comprensibile sentirsi delusi e confusi. Le relazioni sane si basano anche su rispetto, sincerità e confini chiari.
In questo momento, probabilmente la cosa più utile è non inseguire spiegazioni a tutti i costi e mantenere un atteggiamento corretto ma più distaccato sul lavoro, osservando se sarà lei eventualmente a riaprire il dialogo in modo maturo. Se questa situazione le sta creando molta amarezza o continua a farla rimuginare, anche un sostegno psicologico può aiutarla a comprendere meglio ciò che prova e come tutelarsi nelle relazioni.
Le auguro una buona giornata.
Comprendo il suo disappunto: scoprire una menzogna da una persona con cui si condivideva una vicinanza particolare genera un senso di tradimento e confusione, specialmente quando le conseguenze ricadono sulla propria salute.
Il comportamento della sua collega suggerisce un forte bisogno di protezione o timore del giudizio perchè mentire e poi trincerarsi nel silenzio sono spesso meccanismi di difesa messi in atto da chi non sa gestire il senso di colpa o la responsabilità delle proprie azioni verso l'altro.
In questa fase, le suggerisco di adottare questi passi:
In ambito lavorativo credo sia meglio scegliere un atteggiamento professionale senza forzare il dialogo per evitare ulteriori tensioni.
La mancata risposta al suo messaggio e il silenzio odierno sembrano indicare che la persona non è disposta a un confronto onesto a conferma del fatto che la profondità del legame non era percepita allo stesso modo.
Proverei anche a riflettere su ciò che questo episodio le rivela della affidabilità e della fiducia di questa persona. La fiducia è un elemento che si costruisce in due e quando viene a mancare la trasparenza, è opportuno anche ridimensionare le proprie aspettative emotive.
Il comportamento della sua collega suggerisce un forte bisogno di protezione o timore del giudizio perchè mentire e poi trincerarsi nel silenzio sono spesso meccanismi di difesa messi in atto da chi non sa gestire il senso di colpa o la responsabilità delle proprie azioni verso l'altro.
In questa fase, le suggerisco di adottare questi passi:
In ambito lavorativo credo sia meglio scegliere un atteggiamento professionale senza forzare il dialogo per evitare ulteriori tensioni.
La mancata risposta al suo messaggio e il silenzio odierno sembrano indicare che la persona non è disposta a un confronto onesto a conferma del fatto che la profondità del legame non era percepita allo stesso modo.
Proverei anche a riflettere su ciò che questo episodio le rivela della affidabilità e della fiducia di questa persona. La fiducia è un elemento che si costruisce in due e quando viene a mancare la trasparenza, è opportuno anche ridimensionare le proprie aspettative emotive.
Salve,
la situazione che descrive può risultare confusa e anche un po’ spiacevole perché non riguarda solo la bugia in sè e per sè ma il significato che lei attribuisce a quel comportamento dentro una relazione che percepiva come più vicina e quasi intima.
Partiamo da un punto: la bugia c’è stata, ed è comprensibile che questo la faccia interrogare. Tuttavia, il motivo per cui una persona mente in un contesto del genere non è sempre legato a mancanza di interesse. Spesso può avere a che fare con il desiderio di evitare giudizi o domande, il bisogno di tenere separati alcuni ambiti della propria vita o una certa difficoltà a gestire la trasparenza quando il rapporto è ambiguo.
Da quello che racconta, tra voi c’era molta vicinanza fisica ma non necessariamente una definizione chiara del rapporto. In queste situazioni è più facile che una delle due persone senta il bisogno di “proteggere” i propri spazi, anche in modo poco diretto.
Se sente il bisogno di chiarezza, può valutare la possibilità di uno spazio per un confronto, magari centrato su come si è sentito più che su “accusare” lei.
Infine, il fatto che lei concluda “non ha interesse” è una possibile interpretazione, ma non l’unica. In questo momento ci sono pochi elementi chiari, e il suo comportamento potrebbe dire più di una difficoltà a gestire la situazione che di una mancanza totale di interesse.
Un cordiale saluto.
la situazione che descrive può risultare confusa e anche un po’ spiacevole perché non riguarda solo la bugia in sè e per sè ma il significato che lei attribuisce a quel comportamento dentro una relazione che percepiva come più vicina e quasi intima.
Partiamo da un punto: la bugia c’è stata, ed è comprensibile che questo la faccia interrogare. Tuttavia, il motivo per cui una persona mente in un contesto del genere non è sempre legato a mancanza di interesse. Spesso può avere a che fare con il desiderio di evitare giudizi o domande, il bisogno di tenere separati alcuni ambiti della propria vita o una certa difficoltà a gestire la trasparenza quando il rapporto è ambiguo.
Da quello che racconta, tra voi c’era molta vicinanza fisica ma non necessariamente una definizione chiara del rapporto. In queste situazioni è più facile che una delle due persone senta il bisogno di “proteggere” i propri spazi, anche in modo poco diretto.
Se sente il bisogno di chiarezza, può valutare la possibilità di uno spazio per un confronto, magari centrato su come si è sentito più che su “accusare” lei.
Infine, il fatto che lei concluda “non ha interesse” è una possibile interpretazione, ma non l’unica. In questo momento ci sono pochi elementi chiari, e il suo comportamento potrebbe dire più di una difficoltà a gestire la situazione che di una mancanza totale di interesse.
Un cordiale saluto.
Buongiorno,
da quello che racconti è comprensibile che tu ti senta confuso, deluso e forse anche un po’ ferito: quando c’è una vicinanza – anche fisica ed emotiva – ci si aspetta sincerità e coerenza.
Più che cercare risposte definitive su “cosa pensare”, potrebbe esserti utile chiederti cosa provi tu e cosa desideri da questa relazione. Ti aspetti chiarezza? Rispetto? Un coinvolgimento più esplicito? Da lì puoi orientare il tuo comportamento.
Se senti che per te è importante, puoi provare un confronto diretto ma semplice, senza accuse, esprimendo come ti sei sentito e chiedendo chiarezza. Allo stesso tempo, è importante osservare anche le sue risposte (o il suo silenzio): anche questi comunicano qualcosa e possono aiutarti a capire quanto investire in questo rapporto.
In sintesi, più che interpretare solo lei, prova a restare centrato su di te e sui tuoi bisogni: questo ti aiuterà a muoverti in modo più consapevole e tutelante.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da quello che racconti è comprensibile che tu ti senta confuso, deluso e forse anche un po’ ferito: quando c’è una vicinanza – anche fisica ed emotiva – ci si aspetta sincerità e coerenza.
Più che cercare risposte definitive su “cosa pensare”, potrebbe esserti utile chiederti cosa provi tu e cosa desideri da questa relazione. Ti aspetti chiarezza? Rispetto? Un coinvolgimento più esplicito? Da lì puoi orientare il tuo comportamento.
Se senti che per te è importante, puoi provare un confronto diretto ma semplice, senza accuse, esprimendo come ti sei sentito e chiedendo chiarezza. Allo stesso tempo, è importante osservare anche le sue risposte (o il suo silenzio): anche questi comunicano qualcosa e possono aiutarti a capire quanto investire in questo rapporto.
In sintesi, più che interpretare solo lei, prova a restare centrato su di te e sui tuoi bisogni: questo ti aiuterà a muoverti in modo più consapevole e tutelante.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Gentilissimo, la ringrazio per aver condiviso la sua preoccupazione.
Posso immaginare che non sia stato semplice venire a conoscenza di questi fatti, soprattutto dal momento che fra lei e questa sua collega sembra esserci una situazione relazionale che si è fatta, col tempo, più intima e coinvolta. Per quanto possa comprendere il suo stato d'animo, però, è anche comprensibile che questa persona possa sentire il bisogno di mantenere alcune aree di maggior riservatezza, sopratutto se il rapporto fra di voi non è ancora del tutto definito. Più che cercare di capire come può comportarsi in questo caso, quindi, proverei a concentrarmi sui sentimenti reciproci e su ciò che prova lei per questa persona, provando poi a parlarne con lei quando si sentirà pronto a farlo. E' possibile che inizi a sperimentare dei sentimenti più profondi per questa sua amica e, in quel caso, provare a definire un po' meglio il vostro rapporto sarebbe un desiderio comprensibile e condivisibile.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Rigutti
Posso immaginare che non sia stato semplice venire a conoscenza di questi fatti, soprattutto dal momento che fra lei e questa sua collega sembra esserci una situazione relazionale che si è fatta, col tempo, più intima e coinvolta. Per quanto possa comprendere il suo stato d'animo, però, è anche comprensibile che questa persona possa sentire il bisogno di mantenere alcune aree di maggior riservatezza, sopratutto se il rapporto fra di voi non è ancora del tutto definito. Più che cercare di capire come può comportarsi in questo caso, quindi, proverei a concentrarmi sui sentimenti reciproci e su ciò che prova lei per questa persona, provando poi a parlarne con lei quando si sentirà pronto a farlo. E' possibile che inizi a sperimentare dei sentimenti più profondi per questa sua amica e, in quel caso, provare a definire un po' meglio il vostro rapporto sarebbe un desiderio comprensibile e condivisibile.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Rigutti
Capisco che tu ti senta ferito e spiazzato: quando si scopre una menzogna, soprattutto in una relazione in cui c’era confidenza e contatto, è normale interrogarsi sul significato di quel comportamento. Detto questo, da un episodio non si può concludere con certezza che non ci sia interesse: possono esserci tante ragioni diverse, anche imbarazzo, evitamento del confronto o difficoltà a gestire la situazione.
Se per te è importante chiarire, la strada migliore è parlarle con calma e in modo diretto, senza accusarla, dicendo soprattutto come ti sei sentito. Se invece continui a ricevere silenzi o ambiguità, può essere utile prendere atto che al momento non c’è una disponibilità sufficiente a costruire un rapporto chiaro e reciproco. In quel caso, proteggere te stesso e mettere un po’ di distanza può essere la scelta più sana.
Se per te è importante chiarire, la strada migliore è parlarle con calma e in modo diretto, senza accusarla, dicendo soprattutto come ti sei sentito. Se invece continui a ricevere silenzi o ambiguità, può essere utile prendere atto che al momento non c’è una disponibilità sufficiente a costruire un rapporto chiaro e reciproco. In quel caso, proteggere te stesso e mettere un po’ di distanza può essere la scelta più sana.
Buon pomeriggio utente,
grazie per essersi aperto con noi di MioDottore.
Dal Suo messaggio percepisco un pungente astio per quanto accaduto, e credo che valga la pena esplorare questo sentimento. In particolare: quali aspettative ha infranto la Sua collega mentendoLe? Cosa desiderava che succedesse tra voi che non si è realizzato? Quale ideale che Lei aveva costruito sulla Sua collega è andato perduto in seguito all'accaduto? Sono domande di introspezione importanti a cui rispondere.
D'altro canto c'è la Sua collega. Perché ha mentito? Ha mentito anche sul suo interesse? Sebbene la risposta a queste domande sia nota solo a lei, abbiamo uno strumento potentissimo: il confronto. Parli con la Sua collega; non tramite messaggio, ma in presenza. Le ponga domande, la osservi; il linguaggio non verbale è molto più eloquente di quello verbale.
La invito a mantenere, durante il confronto, un atteggiamento aperto, assertivo e rispettoso. So che potrebbe essere molto arrabbiato; ma se desidera davvero conoscere perché la Sua collega ha mentito deve porsi in ascolto, non in scontro.
In bocca al lupo e un caro saluto,
dott.ssa Serena Maugeri
grazie per essersi aperto con noi di MioDottore.
Dal Suo messaggio percepisco un pungente astio per quanto accaduto, e credo che valga la pena esplorare questo sentimento. In particolare: quali aspettative ha infranto la Sua collega mentendoLe? Cosa desiderava che succedesse tra voi che non si è realizzato? Quale ideale che Lei aveva costruito sulla Sua collega è andato perduto in seguito all'accaduto? Sono domande di introspezione importanti a cui rispondere.
D'altro canto c'è la Sua collega. Perché ha mentito? Ha mentito anche sul suo interesse? Sebbene la risposta a queste domande sia nota solo a lei, abbiamo uno strumento potentissimo: il confronto. Parli con la Sua collega; non tramite messaggio, ma in presenza. Le ponga domande, la osservi; il linguaggio non verbale è molto più eloquente di quello verbale.
La invito a mantenere, durante il confronto, un atteggiamento aperto, assertivo e rispettoso. So che potrebbe essere molto arrabbiato; ma se desidera davvero conoscere perché la Sua collega ha mentito deve porsi in ascolto, non in scontro.
In bocca al lupo e un caro saluto,
dott.ssa Serena Maugeri
Buon pomeriggio, lei parla di amica/COLLEGA, anche lei non la definisce diversamente, la sua collega non è tenuta a dirle tutto quello che fa ne a dirle la verità. Se è interessato a lei e prova altro sia sincero con la sua collega lei per primo. Buona giorntata.
Buon pomeriggio.
Quello che racconti sembra averti colpito non tanto solo per la bugia in sé, ma per quello che quella bugia ha significato nella relazione tra voi. C’era un clima di vicinanza, anche fisica, che probabilmente ti faceva percepire un certo livello di fiducia e di apertura, e scoprire che su qualcosa di concreto lei non è stata sincera può aver incrinato proprio quell’immagine.
È comprensibile che tu provi a dare un senso subito, magari arrivando alla conclusione che “non ha interesse”. Allo stesso tempo, forse quella è una lettura possibile, ma non necessariamente l’unica. A volte le persone mentono non tanto per mancanza di interesse, ma per evitare qualcosa: un giudizio, una domanda scomoda, una spiegazione che non hanno voglia o capacità di dare. Questo non giustifica, ma può rendere la situazione un po’ meno lineare di come appare.
Il fatto che ora lei non risponda e mantenga il silenzio aggiunge un altro livello. Il silenzio può essere vissuto come una conferma del tuo dubbio, ma può anche essere un modo per sottrarsi al confronto, forse perché si sente scoperta, in imbarazzo o non sa come gestire la situazione.
Forse, più che chiederti subito cosa pensare di lei, potrebbe essere utile partire da cosa ha mosso in te questa esperienza. Ti sei sentito preso in giro? Deluso? Escluso da qualcosa che pensavi fosse condiviso? Perché a volte è lì che si chiarisce meglio anche come muoversi dopo.
Sul piano pratico, potrebbe avere senso mantenere un atteggiamento semplice e non troppo carico. Se ci sarà spazio, potresti provare a dirle in modo diretto ma non accusatorio che quella cosa ti ha lasciato perplesso, più per capire che per ottenere una giustificazione. Se invece il silenzio continua, anche questo diventa un elemento della relazione da considerare: non tanto come risposta definitiva su “chi è lei”, ma su che tipo di scambio è possibile tra voi.
Forse la domanda che può accompagnarti è questa: che tipo di rapporto ti sembra ci sia davvero tra voi, al di là di quel contatto che avevate?
Quello che racconti sembra averti colpito non tanto solo per la bugia in sé, ma per quello che quella bugia ha significato nella relazione tra voi. C’era un clima di vicinanza, anche fisica, che probabilmente ti faceva percepire un certo livello di fiducia e di apertura, e scoprire che su qualcosa di concreto lei non è stata sincera può aver incrinato proprio quell’immagine.
È comprensibile che tu provi a dare un senso subito, magari arrivando alla conclusione che “non ha interesse”. Allo stesso tempo, forse quella è una lettura possibile, ma non necessariamente l’unica. A volte le persone mentono non tanto per mancanza di interesse, ma per evitare qualcosa: un giudizio, una domanda scomoda, una spiegazione che non hanno voglia o capacità di dare. Questo non giustifica, ma può rendere la situazione un po’ meno lineare di come appare.
Il fatto che ora lei non risponda e mantenga il silenzio aggiunge un altro livello. Il silenzio può essere vissuto come una conferma del tuo dubbio, ma può anche essere un modo per sottrarsi al confronto, forse perché si sente scoperta, in imbarazzo o non sa come gestire la situazione.
Forse, più che chiederti subito cosa pensare di lei, potrebbe essere utile partire da cosa ha mosso in te questa esperienza. Ti sei sentito preso in giro? Deluso? Escluso da qualcosa che pensavi fosse condiviso? Perché a volte è lì che si chiarisce meglio anche come muoversi dopo.
Sul piano pratico, potrebbe avere senso mantenere un atteggiamento semplice e non troppo carico. Se ci sarà spazio, potresti provare a dirle in modo diretto ma non accusatorio che quella cosa ti ha lasciato perplesso, più per capire che per ottenere una giustificazione. Se invece il silenzio continua, anche questo diventa un elemento della relazione da considerare: non tanto come risposta definitiva su “chi è lei”, ma su che tipo di scambio è possibile tra voi.
Forse la domanda che può accompagnarti è questa: che tipo di rapporto ti sembra ci sia davvero tra voi, al di là di quel contatto che avevate?
Gentile utente,
la situazione che descrive può comprensibilmente generare fastidio, confusione e anche un senso di distanza improvvisa, soprattutto considerando il tipo di vicinanza che riferisce esserci stata tra voi. Provo a offrirle alcuni spunti di lettura. Il primo elemento riguarda la menzogna: al di là del contenuto (l’uscita e il malessere), ciò che colpisce è il fatto che lei abbia negato qualcosa di relativamente semplice. Questo tipo di comportamento può avere diverse spiegazioni, per citarne alcune: il desiderio di evitare giudizi, il bisogno di mantenere una certa immagine oppure una difficoltà personale nel gestire il confronto…ma non necessariamente indica, da solo, una mancanza di interesse nei suoi confronti. Il secondo elemento è il suo silenzio attuale. Anche questo può essere letto in più modi: potrebbe provare imbarazzo o disagio per essere stata scoperta, potrebbe evitare il confronto perché non sa come gestirlo oppure potrebbe effettivamente voler prendere distanza. In questa fase, il rischio principale è trarre conclusioni definitive (“non ha interesse”) basandosi su informazioni ancora parziali. Rispetto alla domanda “come dovrei comportarmi?”, può essere utile orientarsi forse su una posizione chiara ma non eccessivamente reattiva, come potrebbe essere ad esempio lasciare uno spazio perché sia eventualmente lei a riaprire il dialogo senza intraprendere inseguimenti o richieste di spiegazioni che potrebbero creare ulteriori difficoltà. Poi se e quando ci sarà un’occasione di confronto, potrà essere più utile esprimere ciò che ha provato (ad esempio il fastidio per la mancanza di sincerità) piuttosto che concentrarsi sul “perché” lei abbia mentito. Infine, rispetto a “cosa devo pensare?”, può essere più utile sospendere un giudizio definitivo e restare su alcuni elementi concreti: la mancanza di trasparenza, la distanza relazionale e il fatto che questa situazione sembra aver attivato in lei dubbi e vissuti emotivi significativi. Proprio per questo, più che cercare una risposta immediata sul comportamento dell’altra persona, potrebbe essere utile prendersi uno spazio per comprendere meglio ciò che questa esperienza ha mosso in lei: il significato attribuito alla relazione, le aspettative, e le reazioni emotive che ne sono derivate.
In questo senso, un breve percorso di colloqui con un professionista potrebbe aiutarla a mettere ordine tra pensieri ed emozioni, a integrare meglio quanto accaduto e a orientarsi con maggiore chiarezza nelle relazioni future.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Psicologa Psicoterapeuta
Ricevo in presenza e online
la situazione che descrive può comprensibilmente generare fastidio, confusione e anche un senso di distanza improvvisa, soprattutto considerando il tipo di vicinanza che riferisce esserci stata tra voi. Provo a offrirle alcuni spunti di lettura. Il primo elemento riguarda la menzogna: al di là del contenuto (l’uscita e il malessere), ciò che colpisce è il fatto che lei abbia negato qualcosa di relativamente semplice. Questo tipo di comportamento può avere diverse spiegazioni, per citarne alcune: il desiderio di evitare giudizi, il bisogno di mantenere una certa immagine oppure una difficoltà personale nel gestire il confronto…ma non necessariamente indica, da solo, una mancanza di interesse nei suoi confronti. Il secondo elemento è il suo silenzio attuale. Anche questo può essere letto in più modi: potrebbe provare imbarazzo o disagio per essere stata scoperta, potrebbe evitare il confronto perché non sa come gestirlo oppure potrebbe effettivamente voler prendere distanza. In questa fase, il rischio principale è trarre conclusioni definitive (“non ha interesse”) basandosi su informazioni ancora parziali. Rispetto alla domanda “come dovrei comportarmi?”, può essere utile orientarsi forse su una posizione chiara ma non eccessivamente reattiva, come potrebbe essere ad esempio lasciare uno spazio perché sia eventualmente lei a riaprire il dialogo senza intraprendere inseguimenti o richieste di spiegazioni che potrebbero creare ulteriori difficoltà. Poi se e quando ci sarà un’occasione di confronto, potrà essere più utile esprimere ciò che ha provato (ad esempio il fastidio per la mancanza di sincerità) piuttosto che concentrarsi sul “perché” lei abbia mentito. Infine, rispetto a “cosa devo pensare?”, può essere più utile sospendere un giudizio definitivo e restare su alcuni elementi concreti: la mancanza di trasparenza, la distanza relazionale e il fatto che questa situazione sembra aver attivato in lei dubbi e vissuti emotivi significativi. Proprio per questo, più che cercare una risposta immediata sul comportamento dell’altra persona, potrebbe essere utile prendersi uno spazio per comprendere meglio ciò che questa esperienza ha mosso in lei: il significato attribuito alla relazione, le aspettative, e le reazioni emotive che ne sono derivate.
In questo senso, un breve percorso di colloqui con un professionista potrebbe aiutarla a mettere ordine tra pensieri ed emozioni, a integrare meglio quanto accaduto e a orientarsi con maggiore chiarezza nelle relazioni future.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Psicologa Psicoterapeuta
Ricevo in presenza e online
Buon pomeriggio,la situazione che descrive può comprensibilmente generare confusione, delusione e anche una certa quota di rabbia, soprattutto perché il rapporto tra voi sembrava caratterizzato da vicinanza e fiducia.
È importante distinguere due piani: il comportamento dell’altra persona e il significato che lei attribuisce a questo comportamento.
La menzogna può avere molteplici speigazioni, tuttavia ciò che appare rilevante è la mancanza di comunicazione dopo che lei ha espresso ciò che ha scoperto, elemento che può indicare difficoltà nel prendersi responsabilità o nel gestire il confronto diretto.
Dal suo punto di vista, può essere utile chiedersi: Di cosa ho bisogno ora per sentirmi rispettato e tutelato?Quale tipo di relazione desidero con questa persona?Questo comportamento è coerente con ciò che cerco in un rapporto (sia personale che lavorativo)?
Rimanga ancorata a ciò che osserva e a ciò che è importante per lei, evitando di trarre conclusioni affrettate ma anche senza ignorare segnali che possono essere significativi.
Un caro saluto
È importante distinguere due piani: il comportamento dell’altra persona e il significato che lei attribuisce a questo comportamento.
La menzogna può avere molteplici speigazioni, tuttavia ciò che appare rilevante è la mancanza di comunicazione dopo che lei ha espresso ciò che ha scoperto, elemento che può indicare difficoltà nel prendersi responsabilità o nel gestire il confronto diretto.
Dal suo punto di vista, può essere utile chiedersi: Di cosa ho bisogno ora per sentirmi rispettato e tutelato?Quale tipo di relazione desidero con questa persona?Questo comportamento è coerente con ciò che cerco in un rapporto (sia personale che lavorativo)?
Rimanga ancorata a ciò che osserva e a ciò che è importante per lei, evitando di trarre conclusioni affrettate ma anche senza ignorare segnali che possono essere significativi.
Un caro saluto
Buon pomeriggio, capisco il disagio, perché quando c’è un rapporto vissuto come vicino e quasi intimo, scoprire una menzogna può ferire molto più del fatto in sé.
Più che cercare subito di capire “cosa deve pensare” di lei, forse in questo momento può esserle più utile osservare con lucidità ciò che è accaduto: lei ha evitato di dire la verità, e quando lei ha portato il tema in modo diretto, ha scelto il silenzio. Questo non permette di sapere con certezza quali siano le sue intenzioni profonde, ma mostra comunque una difficoltà ad essere chiara e ad assumersi la responsabilità del confronto.
Dal mio punto di vista, il punto centrale non è tanto stabilire se le interessi o meno, quanto chiedersi se questo tipo di comportamento le faccia bene. Quando una relazione, anche non definita, diventa ambigua, confusiva e poco trasparente, il rischio è di restare agganciati alle ipotesi e di perdere di vista i fatti.
A lavoro le suggerirei di mantenere un atteggiamento corretto, calmo e composto, senza inseguire spiegazioni a tutti i costi. Se sente che per lei è importante, può provare a dirle una sola volta, in modo semplice e diretto, che non è stato tanto il fatto in sé a colpirla, ma il non aver ricevuto sincerità e il silenzio successivo. Dopo di che, sarà soprattutto la sua risposta, o la sua mancata risposta, a darle un’indicazione chiara.
In questi casi, a volte la scelta più utile non è forzare il chiarimento, ma riconoscere il segnale che arriva e proteggersi da dinamiche che generano confusione e malessere. La chiarezza, nei rapporti, non risolve tutto, ma aiuta a capire dove si può investire emotivamente e dove invece è meglio fare un passo indietro.
Un caro saluto.
Più che cercare subito di capire “cosa deve pensare” di lei, forse in questo momento può esserle più utile osservare con lucidità ciò che è accaduto: lei ha evitato di dire la verità, e quando lei ha portato il tema in modo diretto, ha scelto il silenzio. Questo non permette di sapere con certezza quali siano le sue intenzioni profonde, ma mostra comunque una difficoltà ad essere chiara e ad assumersi la responsabilità del confronto.
Dal mio punto di vista, il punto centrale non è tanto stabilire se le interessi o meno, quanto chiedersi se questo tipo di comportamento le faccia bene. Quando una relazione, anche non definita, diventa ambigua, confusiva e poco trasparente, il rischio è di restare agganciati alle ipotesi e di perdere di vista i fatti.
A lavoro le suggerirei di mantenere un atteggiamento corretto, calmo e composto, senza inseguire spiegazioni a tutti i costi. Se sente che per lei è importante, può provare a dirle una sola volta, in modo semplice e diretto, che non è stato tanto il fatto in sé a colpirla, ma il non aver ricevuto sincerità e il silenzio successivo. Dopo di che, sarà soprattutto la sua risposta, o la sua mancata risposta, a darle un’indicazione chiara.
In questi casi, a volte la scelta più utile non è forzare il chiarimento, ma riconoscere il segnale che arriva e proteggersi da dinamiche che generano confusione e malessere. La chiarezza, nei rapporti, non risolve tutto, ma aiuta a capire dove si può investire emotivamente e dove invece è meglio fare un passo indietro.
Un caro saluto.
È comprensibile che tu ti senta così, soprattutto perché hai percepito una mancanza di sincerità in una relazione in cui ti sentivi coinvolto e in fiducia. Quando questo viene meno, è normale provare delusione, confusione o anche rabbia.
A volte le persone evitano di dire la verità non tanto per ferire l’altro, ma per imbarazzo, paura di essere giudicate o per gestire aspetti personali che faticano a condividere. Questo non giustifica la bugia, ma può aiutare a darle un significato più ampio.
Se senti che per te è importante, potresti provare ad aprire un confronto diretto con lei, in un momento tranquillo, spiegandole come ti ha fatto sentire questa situazione, senza accuse, ma partendo da te. Ad esempio, esprimendo che ti sei sentito messo da parte o che la fiducia si è un po’ incrinata.
Un dialogo aperto potrebbe aiutarti a capire meglio cosa è successo e anche a valutare come vuoi proseguire questo rapporto.
A volte le persone evitano di dire la verità non tanto per ferire l’altro, ma per imbarazzo, paura di essere giudicate o per gestire aspetti personali che faticano a condividere. Questo non giustifica la bugia, ma può aiutare a darle un significato più ampio.
Se senti che per te è importante, potresti provare ad aprire un confronto diretto con lei, in un momento tranquillo, spiegandole come ti ha fatto sentire questa situazione, senza accuse, ma partendo da te. Ad esempio, esprimendo che ti sei sentito messo da parte o che la fiducia si è un po’ incrinata.
Un dialogo aperto potrebbe aiutarti a capire meglio cosa è successo e anche a valutare come vuoi proseguire questo rapporto.
Gentilissimo comprendo il suo disorientamento , rispetto a questa amicizia particolare che sta vivendo. Lei e' disorientato perche' si aspettava sincerita', mentre invece la sua amica si e' presa un giorno di liberta', uscendo con altri suoi amici maschi, senza dire niente . Credo che questa situazione vi costringa a definire la vostra relazione : amicizia libera o fidanzamento???
Credo quindi sia arrivato il momento di parlarvi apertamente e sinceramente , esprimendo aspettative ed eventuali sentimenti reciproci .
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Credo quindi sia arrivato il momento di parlarvi apertamente e sinceramente , esprimendo aspettative ed eventuali sentimenti reciproci .
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Buon pomeriggio,
la situazione che descrive può essere vissuta come confusa e anche un po’ dolorosa, soprattutto perché tra voi c’era una certa vicinanza, anche fisica ed emotiva.
Provo a darle qualche chiave di lettura.
Il punto centrale non è tanto l’uscita in sé, quanto la menzogna e il successivo silenzio. Le possibili spiegazioni possono essere diverse:
potrebbe aver mentito per evitare giudizi o domande, soprattutto se percepiva una certa “implicazione” emotiva tra voi;
potrebbe aver voluto mantenere una distanza, non definendo la relazione in modo più coinvolgente;
il fatto che ora non risponda e mantenga il silenzio potrebbe indicare imbarazzo, difficoltà ad affrontare il confronto o evitamento.
Questo però non significa automaticamente che “non ha interesse”, ma piuttosto che il suo modo di gestire la situazione è poco chiaro e poco responsabile nei suoi confronti.
Dal suo lato, è comprensibile che si senta:
deluso per la bugia
infastidito (anche per il contagio)
confuso rispetto al significato del vostro rapporto
Come comportarsi ora?
Le suggerirei di mantenere una posizione semplice e diretta:
evitare inseguimenti o richieste insistenti
se lo ritiene importante, può esprimere con calma che più della situazione in sé l’ha colpita la mancanza di sincerità
osservare come lei reagisce: questo le darà informazioni molto più affidabili delle supposizioni
È importante anche chiedersi: che tipo di relazione desidera lei?
Perché al di là dell’interesse dell’altra persona, conta capire se questo tipo di comportamento è compatibile con ciò che cerca.
In sintesi, più che cercare di interpretare ogni suo gesto, può essere utile guardare ai fatti: una comunicazione poco trasparente e un evitamento del confronto. Questo è già un elemento su cui riflettere per tutelarsi.
Se questa situazione le genera dubbi o coinvolgimento emotivo più profondo, può essere utile approfondirla con uno specialista, per comprendere meglio le sue dinamiche relazionali e orientarsi con maggiore chiarezza.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la situazione che descrive può essere vissuta come confusa e anche un po’ dolorosa, soprattutto perché tra voi c’era una certa vicinanza, anche fisica ed emotiva.
Provo a darle qualche chiave di lettura.
Il punto centrale non è tanto l’uscita in sé, quanto la menzogna e il successivo silenzio. Le possibili spiegazioni possono essere diverse:
potrebbe aver mentito per evitare giudizi o domande, soprattutto se percepiva una certa “implicazione” emotiva tra voi;
potrebbe aver voluto mantenere una distanza, non definendo la relazione in modo più coinvolgente;
il fatto che ora non risponda e mantenga il silenzio potrebbe indicare imbarazzo, difficoltà ad affrontare il confronto o evitamento.
Questo però non significa automaticamente che “non ha interesse”, ma piuttosto che il suo modo di gestire la situazione è poco chiaro e poco responsabile nei suoi confronti.
Dal suo lato, è comprensibile che si senta:
deluso per la bugia
infastidito (anche per il contagio)
confuso rispetto al significato del vostro rapporto
Come comportarsi ora?
Le suggerirei di mantenere una posizione semplice e diretta:
evitare inseguimenti o richieste insistenti
se lo ritiene importante, può esprimere con calma che più della situazione in sé l’ha colpita la mancanza di sincerità
osservare come lei reagisce: questo le darà informazioni molto più affidabili delle supposizioni
È importante anche chiedersi: che tipo di relazione desidera lei?
Perché al di là dell’interesse dell’altra persona, conta capire se questo tipo di comportamento è compatibile con ciò che cerca.
In sintesi, più che cercare di interpretare ogni suo gesto, può essere utile guardare ai fatti: una comunicazione poco trasparente e un evitamento del confronto. Questo è già un elemento su cui riflettere per tutelarsi.
Se questa situazione le genera dubbi o coinvolgimento emotivo più profondo, può essere utile approfondirla con uno specialista, per comprendere meglio le sue dinamiche relazionali e orientarsi con maggiore chiarezza.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera,
grazie per aver condiviso la sua esperienza.
È comprensibile che quanto accaduto le abbia generato confusione e dispiacere: quando si crea una certa vicinanza con qualcuno, una menzogna e il silenzio possono far emergere dubbi e vissuti di rifiuto.
In queste situazioni, più che cercare risposte certe sulle intenzioni dell’altra persona, può essere utile riportare l’attenzione su di sé: su come si è sentito, su cosa si aspetta da questa relazione e su quali confini desidera mantenere. A volte segnali come il contatto fisico o la confidenza possono essere vissuti in modo diverso.
Se lo ritiene possibile, un confronto diretto e rispettoso potrebbe aiutare a chiarire; allo stesso tempo, anche i comportamenti attuali dell’altra persona offrono già alcune indicazioni.
Un percorso psicologico può essere uno spazio utile per comprendere meglio questi vissuti e orientarsi verso relazioni più chiare e soddisfacenti.
Resto a disposizione, se lo desidera, per valutare insieme un percorso di sostegno.
Un caro saluto
Dott.ssa Mabel Morales
grazie per aver condiviso la sua esperienza.
È comprensibile che quanto accaduto le abbia generato confusione e dispiacere: quando si crea una certa vicinanza con qualcuno, una menzogna e il silenzio possono far emergere dubbi e vissuti di rifiuto.
In queste situazioni, più che cercare risposte certe sulle intenzioni dell’altra persona, può essere utile riportare l’attenzione su di sé: su come si è sentito, su cosa si aspetta da questa relazione e su quali confini desidera mantenere. A volte segnali come il contatto fisico o la confidenza possono essere vissuti in modo diverso.
Se lo ritiene possibile, un confronto diretto e rispettoso potrebbe aiutare a chiarire; allo stesso tempo, anche i comportamenti attuali dell’altra persona offrono già alcune indicazioni.
Un percorso psicologico può essere uno spazio utile per comprendere meglio questi vissuti e orientarsi verso relazioni più chiare e soddisfacenti.
Resto a disposizione, se lo desidera, per valutare insieme un percorso di sostegno.
Un caro saluto
Dott.ssa Mabel Morales
Buongiorno,
la inviterei a parlarle di persona, sarebbe una occasione di chiarimento per entrambe.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
la inviterei a parlarle di persona, sarebbe una occasione di chiarimento per entrambe.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
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