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Esperienze

Non devi farcela da solo/a. Chiedere aiuto è già un primo passo importante.

Mi chiamo Mabel Morales, sono una psicologa e psicoterapeuta in formazione, e lavoro per offrire uno spazio accogliente, sicuro e senza giudizio, in cui poterti sentire ascoltato/a.

Il mio obiettivo non è solo ridurre il sintomo, ma aiutarti a comprendere ciò che stai vivendo, per ritrovare risorse e nuove modalità di affrontare le difficoltà.

Lavoro con un approccio sistemico-relazionale, che considera la persona all’interno delle sue relazioni e del contesto di vita.

Mi occupo di:

ansia e stress

difficoltà relazionali

• momenti di cambiamento (lutti, separazioni, fasi di transizione)

• valutazioni neuropsicologiche per DSA e ADHD

• percorsi di Child Training e Parent Training e supporto scuola-famiglia

Ricevo in studio e online.

Se senti che questo approccio può fare per te, puoi scrivermi qui sul portale per un primo contatto conoscitivo.

Sarò felice di ascoltarti.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico
  • Psicodiagnostica
  • Psicologia dell'età evolutiva

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Adulti
Bambini

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico individuale

    60 €

  • Colloquio psicologico online

    60 €

  • Diagnosi ADHD

    60 €

  • Diagnosi DSA

    60 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    60 €

Indirizzi (4)

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Studio privato SEVESO

Viale Piave 12, Presso Studio Mangione, Seveso 20822

Disponibilità

Telefono

0362 169...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio Privato MEDA

Via Guglielmo Oberdan, 21, Studio di Psicologia, Meda 20821

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Centro Neurolab, Piazza Camerlata, COMO

Via Giovanni Battista Scalabrini 2, Como 22100

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31 recensioni

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  • A

    Mi sono trovata molto bene con la dottoressa, è una persona empatica e molto gentile . Mi ha ascoltata nei nostri 4 incontri, senza giudicarmi ma mettendomi a mio agio e facendomi riflettere sulle mie frustrazioni. Sono riuscita a superare un brutto periodo di scarsa autostima e crisi personale. Con i suoi ottimi consigli ho iniziato a vedere il mio attuale “mondo lavorativo “ con uno sguardo diverso. Ho ritrovato le “cose” realmente importanti della mia vita. Sicuramente ho ancora da lavorare su me stessa , ma ho dei buoni spunti da cui ricominciare a vivere serenamente e senza colpevolizzarmi di ogni cosa storta. Mi ha dato la forza di farmi rispettare sul mio posto di lavoro, perché anch’io valgo! Consiglio la dottoressa.

     • Studio privato SEVESO colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    Buongiorno gentile Alessandra, la ringrazio molto per il suo riscontro e per le sue parole. È stato un piacere lavorare con lei e, se dovesse aver bisogno o sentire la necessità di prendere nuovamente un suo spazio, io sono a disposizione . La saluto cordialmente. Dott.ssa Mabel Morales


  • D

    Con la Dottoressa mi sono trovato bene sì da subito, la consiglio per la capacità di mettere a proprio agio e anche per la sua solarità.

     • Studio Privato MEDA colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    Buongiorno Daniele la ringrazio per il suo gentile feedback. Lieta di proseguire questo percorso insieme. Dott.ssa Morales


  • A

    Bene, come sempre. Molto professionale. Direi eccellente.

     • Centro Neurolab, Piazza Camerlata, COMO Altro  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    Antonia la ringrazio molto per il suo prezioso riscontro, la saluto cordialmente e vi aspetto come concordato.


  • L

    Professionista estremamente competente e attenta. Mi sono sentita accolta fin dal primo incontro, grazie alla sua capacità di ascolto e alla chiarezza con cui spiega ogni passaggio del percorso. Trasmette grande sicurezza e lavora con serietà e umanità. La consiglio a chi cerca un punto di riferimento affidabile.

     • Studio Privato MEDA colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    Gentile L. la ringrazio molto per questo attestato di stima e la saluto cordialmente.


  • L

    La dott.ssa Morales è una professionista preparata e accogliente. Fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata e compresa.

    Durante il percorso mi ha aiutata a vedere le situazioni con maggiore chiarezza, con rispetto e senza giudizio.

    La consiglio a chi cerca un supporto serio, umano e competente.

     • Studio privato SEVESO  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    Grazie di cuore per le sue parole.
    Sapere che si è sentita accolta e ascoltata è un riscontro molto importante per me. La saluto cordialmente e presto.


  • M

    Ottimo professionista, sa metterti a tuo agio sin da subito.

     • Studio privato SEVESO  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    Buonasera Gentile Marco, la ringrazio per il suo riscontro positivo e sono lieta di poter continuare positivamente il percorso. Un caro saluto


  • V

    La Dott.ssa Morales è molto professionale ed empatica. Il suo sostegno è molto prezioso e di grande supporto.

     • Studio privato SEVESO sostegno alla genitorialità  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    La ringrazio V. per il suo prezioso riscontro. La saluto cordialmente.


  • A

    Ringrazio la Dottoressa per la sua disponibilità e per avermi aiutato in un periodo in cui avevo molta ansia. La consiglio per la sua umanità e attenzione ai bisogni.

     • Studio privato SEVESO  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    Buongiorno gentile Angelo, la ringrazio per il tempo che ha dedicato a questa recensione e per il suo riscontro positivo. La saluto cordialmente


  • A

    Persona molto di cuore e professionale consiglio vivamente come figura di supporto

     • Studio privato SEVESO sostegno alla genitorialità  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    La ringrazio vivamente per le parole di stima.


  • E

    Ringrazio la Dottoressa Morales per avermi ascoltata ed aiutata in questo periodo molto delicato. Molto professionale ed empatica. Consigliata!

     • Studio privato SEVESO  • 

    Dott.ssa Mabel Morales

    Cara E. ti ringrazio per il feedback positivo e sono contenta che il percorso ti stia aiutando. A presto e un caro saluto.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 16 domande da parte di pazienti di MioDottore

salve, sono francesco ed ho 23 anni. L'anno scorso mi sono trasferito a Lisbona, sperando in cambiamento di vita personale, dato che a casa ero chiuso, senza amici e in completa solitudine. Specialmente gli ultimi mesi mi avevano portato ad una depressione fortissima, non lavoravo, non facevo le cose basilari ed avevo ripreso 20 kg persi l anno prima con la dieta , cosa che pensavo risolvesse un problema che mi porto dietro da sempre ma che in realta non aveva dato modifiche emotive importanti. Arrivaato a lisbona ero carico, avevo ed ho imparato afare le cose piu stuide come le lavatrici e cucinare, ma rimangono e rimanevano sempre delle basi caratteriali come la tendenza ad isolarsi e la difficolta ad esprimere le emozioni soprattutto con le donne. Tutto sommato, ho degli amici, forse i primi della vita, anche perche io io i miei problemi me li curo da solo e cerco sempre di curare gli altri, ma con alcuni mi sono aperto anche se non del tutto. Ho imparato sicuramente delle lingue comde spagnolo e portoghese, e mi trovo bene a vivere qua, anche il fatto di lavorare in contesti internazionali mi fa ben , il fatto di essere indipendente al 100 percento mi piace, era una cosa che sognavo da sempre. Pero la cosa che mi fa soffrire e l amore; mi sono innamorato di una ragazza che cìha 6 anni in piu di me anche se all inizio eravamo sempre insieme, grande sintonia, io ero quasi stupito perche nonostante lei mi dicesse che stavo bene io dicevo ma una bella ragazza come fa a dirmi che le piaccio? Clamorosamente piglio coraggio e usciamo un paio di volte oltre a mangiare sempre a lavoro, pero alcune volte mi chiudo in me stesso per paura di innamorarmi troppo, per cose che non so. La coccolo, le cucino quello che vuole facendo finta di non sapere , ma io in realta ogni volta che apre bocca o che cammina attivo i radar. Ma alla fine , penso abbia scelto un altro, per colpa mia che mi sono chiuso a volte, an che se in fin dei conti abbiamo sempre riso e scherzato. Ci sarebbe molto da scrivere, la vera considerazione e che molto spesso sono solo, mi sento inadeguato, gente intorno che vuole solo festeggiare e scopare a destra e a manca mentre invece io no. Ci ho provato ad essere meno serio ma mi sento solo di perdere tempo e in questo caso anche una ragazza preziosa come lei. Non riesco a guardare nessun altra, e nonostante lei mi abbia detto che mi vede come un fratellino la porticina l ha sempre rimasta aperta, e io come un illuso ci sono cascato.

Buonasera Francesco, grazie per aver condiviso con tanta sincerità la tua storia.

Dal tuo racconto emerge un grande impegno nel provare a costruire una vita diversa per te, affrontando paure profonde e sperimentandoti in nuovi contesti.
Il trasferimento, le autonomie conquistate, le prime amicizie: sono passaggi importanti che parlano di risorse e desiderio di cambiamento, anche se alcune fatiche sembrano continuare ad accompagnarti, soprattutto nelle relazioni affettive.

Ciò che viviamo nel presente all’interno delle relazioni spesso si intreccia con modalità apprese nel tempo, che tornano a riproporsi proprio nei momenti in cui il legame diventa significativo. Non è raro che il desiderio di vicinanza conviva con il bisogno di proteggersi, generando chiusure che possono essere dolorose.

Un percorso di sostegno potrebbe offrirti uno spazio per comprendere meglio questi movimenti interiori e relazionali, dare senso a ciò che provi e costruire modalità di contatto con l’altro più libere e autentiche.

Se lo desideri, possiamo valutare insieme l’avvio di un percorso su questi aspetti, anche in modalità online.
Ti saluto cordialmente
Dott.ssa Mabel Morales

Dott.ssa Mabel Morales

Vorrei chiedere un parere su una situazione lavorativa che mi a profondamente turbata e non riesco a capire come mi devo comportare.
Ho iniziato a lavorare in questa azienda, tramite agenzia interinale, da solo 15 giorni.
La mia postazione e insieme a una collega che a iniziato sempre lo stesso giorno e proveniente della mia estesa agenzia.
Dobbiamo lavorare in squadra, e per i primi giorni tutto è andato bene. Già dai primi giorni ho capito che era una persona che voleva distaccare, prendeva l'iniziativa su tutto, decideva cosa si doveva fare e come farla e non contava per niente con la mia opinione.
Per il quieto vivere e perché e da pochissimo che lavoriamo in questa azienda, ho evitato entrare in discussioni e conflitti , notando che se li facevo presente una mia opinione diversa della sua per cose anche banali, subito si innervosiva e rispondeva aggressivamente. Quando questo succedeva io lasciavo perdere per porre fine alla discussione, perché non si poteva ragionare con lei, e il giorno seguente con calma intentava farli capire che potevamo pensarla diversamente ma che ognuna di noi doveva rispettare l'opinione dell'altra. Al momento sembrava che capiva ma quando si ripeteva di nuovo una situazione con opinioni diverse l'attitudine era sempre la stessa.
Mentre continuavano le risposte sgarbate i denigranti anche davanti a qualche collega.
Fino a qualche giorno fa quando davanti a un diverbio li ho detto "cavolo, ma perché ti innervosisci cosi?" lei si è avvicinata e a bassa voce mi a detto "il cavolo te lo metti fino in fondo, dove tu sai" ,ho rimasto senza parole, perché davanti a un commento del tutto normale e per niente offensivo da parte mia non capivo il senso di una risposta tanto offensiva. Le ho detto che era maleducata e che non capivo il perché di un frase cosi.
Non ho riportato niente al supervisore, perché ho avuto il timore di creare problemi dopo solo 15 giorni di lavoro.
Ma la tensione si notava e soprattutto il responsabile si è reso conto che non c'era comunicazione, perché io sono andato a chiederli delle direttive su un lavoro che dovevamo effettuare, e queste informazioni erano state date a lei (senza io saperlo) ,che doveva riportarle anche a me.
Il responsabile e venuto a chiederli come mai non mi aveva informato delle direttive, e l'ha rimproverata dicendoli che quando dava delle informazioni a una o al altra si dovevano compartire perché lavoravamo in squadra tutte e due.
Dopo che il capo riparto è andato via, lei si è messo a urlarmi contro, dicendomi "domani sera io e te parliamo fuori" "tu non mi fotti il lavoro" con attitudine moooolto aggressiva. Io le ho detto che non mi minacciasse e lei continuava. Sono arrivata al limite e ho detto basta, cosi non si poteva andare avanti, e soprattutto dopo le offese subite non tollererò le minacce.
Ho chiamato il capo riparto, dicendo che mi stava minacciando e che non riuscivo più a tollerare determinati comportamenti.
Sono venuti il capo reparto e il responsabile, io ero mortificata della situazione, ma non sapevo più cosa fare...
Dopo tutto il discorso che ci hanno fatto di collaborare e comunicare , hanno chiesto il perché non riuscivamo a comunicare, e lei a detto che parlava lei e che io mi lamentava sempre, quando io ho voluto ribattere, davanti a tutti mi a detto "stai zitta". Era un spettacolo lamentabile... e la conclusione e stata che se non riuscivamo a comunicare, rimaniamo tutte e 2 a casa.
Più tardi ho parlato con il capo reparto da sola, esplicandoli le offese, le maniere aggressive che lei aveva , i tentativi che ho fatto per potere avere un rapporto civile. Ha detto che li dovevo aver detto lo de la frase offensiva e che si mi diceva qualche altra cosa lo dovevo riportare subito, di stare tranquilla, perché io ero mortificata per tutta la situazione, che loro hanno capito il carattere di tutte e 2, che lei aveva un carattere più conflittuale e io era più calma e tranquilla, ma che dovevamo trovare una soluzione per comunicare
Il giorno dopo continuava tutto uguale, i toni più sommessi ma sempre sprezzanti, e se io facevo referenza a che dovevamo comunicare, i suoi toni si alzavano.
Il capo reparto mi a chiesto come andava e io gli ho detto che avevo provato tutto ma non sapevo come fare perché la comunicazione non c'era , e lui a detto che ci dovrà dividere, e che a me mi sposterà in un altro riparto. Ho rimasto malissimo perché adesso già ho imparato questo lavoro, conosco i colleghi e mi trovo benissimo con loro. Io le ho detto che non voglio essere spostata, ho chiesto perché delle due devo essere io a essere spostata , a me va bene collaborare e che ho provato di tutto per potere instaurare una comunicazione con l'altra persona, ma se dall'altra parte non si vuole, io no posso farci niente. Lui a detto che se mi sposta a me come ho un carattere più tranquillo e so collaborare non avrà problemi se mi inserisce in questo nuovo gruppo, invece lei con il carattere che ha può destabilizzare il gruppo.
Si no voglio essere spostata e continuammo uguale, ci dovranno lasciare a casa a tutte e 2.
Non so cosa fare. Sono arrabbiata e delusa, perché il conflitto non l'ho provocato io, non posso risolvere la situazione perché dall'altra parte non si vuole risolvere, sono stata minacciata e offesa e devo essere io a cambiare reparto come si fosse la colpevole di tutto quanto.

"Buonasera, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso una situazione così complessa e dolorosa.
È comprensibile che lei provi rabbia e delusione: sentirsi 'spostati' dopo aver subito offese e minacce genera un profondo senso di ingiustizia, quasi come se la sua capacità di essere collaborativa si fosse ritorta contro di lei.
Quello che sta accadendo sembra essere un paradosso tipico di certi contesti lavorativi: l’azienda, riconoscendo in lei una maggiore competenza emotiva e flessibilità, preferisce spostare lei (l'elemento 'sano' e adattabile) piuttosto che la collega, che viene percepita come un rischio di instabilità ovunque venga inserita.
Non è una punizione per il suo comportamento, ma paradossalmente un riconoscimento del suo valore, anche se gestito dall'azienda con una logica puramente organizzativa e poco attenta ai suoi sentimenti. In questo momento, potrebbe esserle utile riflettere su un punto: restare in quel reparto significherebbe continuare a subire un clima tossico che, a lungo andare, logorerebbe il suo benessere.
Cambiare reparto potrebbe non essere una resa, ma un atto di tutela verso se stessa, sia per l’ottenimento del posto di lavoro, che per ricominciare in un ambiente dove la sua professionalità possa essere rispettata senza conflitti distruttivi.
Se sentisse il bisogno di elaborare questa sensazione di ingiustizia o di capire come porre confini più rigidi in futuro, resto a sua disposizione per un colloquio, anche online. Un caro saluto."
Dott.ssa Mabel Morales

Dott.ssa Mabel Morales
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